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Successo per il webinar "Guerra in periodo di pace – Le donne e il conflitto" del Pd

Successo per il webinar “Guerra in periodo di pace – Le donne e il conflitto” del Pd

Successo per il webinar Guerra in periodo di pace – Le donne e il conflitto, organizzato dalle Donne Democratiche del Partito Democratico della Calabria e che ha visto la partecipazione della viceministra agli Esteri, Marina Sereni.

Il dibattito è stato moderato dalla Coordinatrice Teresa Esposito e si è avvalso dei contributo della Presidente dell’Assemblea Regionale del Pd Giuseppina Iemma, del segretario regionale del Pd Nicola Irto.

Teresa Esposito ha introdotto così i lavori: «è necessario capire meglio quello che si può fare perché si torni alla pace. Perché abbiamo scelto di parlare delle donne nel conflitto? Noi ci occupiamo sempre di quello che riguarda le donne. Lo abbiamo fatto durante la pandemia e ci rendiamo conto che in questo momento il prezzo più grande lo stanno pagando le donne, costrette ad abbandonare le loro cose e diventando profughe. Stanno subendo violenze e stanno avvenendo crimini inaccettabili. Quindi accanto all’appello per la pace serve analizzare quanto sta accadendo anche da questo punto di vista».

Giuseppina Iemma ha sottolineato come il webinar rappresenti «una grande opportunità di confronto su un tema così complesso che non è solo la guerra, ma la negazione dello stesso diritto alla vita. Va fermato subito il massacro dei civili e data massima accoglienza a donne e bambini che non hanno più prospettive».

Il segretario regionale Nicola Irto si è soffermato sull’importanza degli appuntamenti di riflessione politica accanto alla concreta solidarietà verso il popolo ucraino. «Ringrazio le donne democratiche della Calabria per avere organizzato questo ulteriore dibattito che il Pd calabrese dedica a quanto sta avvenendo in Ucraina. Il nostro partito ha avviato una vera e propria gara di solidarietà, con la raccolta di materiale umanitario e l’accoglienza. Accanto a questo siamo a  riusciti ad organizzare anche molti momenti di riflessione».

«È vero – ha aggiunto – che in una guerra di aggressione i soggetti più deboli, come donne e bambini, pagano il prezzo più ampio. Va estesa la nostra solidarietà anche alle donne russe che subiscono il regime di Putin. Anche da questo punto di vista bisogna stare attenti: la Russia non è Putin e va da piena solidarietà al popolo russo che vorrebbe essere libero».

«Oggi  – ha concluso – ci serve un’Europa più forte e credo che il Pd e il suo segretario nazionale stiano posizionando il governo Draghi nel modo migliore. Le crisi innescate da guerra e pandemia devono servire per realizzare quell’Europa che fin qui è mancata». 

«Molto utile che il Pd si sforzi  – ha detto la viceministra – per dialogare con l’opinione pubblica per riflettere su quello che sta accadendo e che riguarda tutti noi. Mai ci saremmo immaginati qualche mese fa di trovarsi a discutere di una guerra nel cuore dell’Europa. Le donne ucraine negli ultimi anni sono state spesso le donne che sono venute in Italia a lavorare e assistere i nostri anziani».

«Oggi le vediamo scappare. In Italia – ha proseguito – sono arrivati fin qui circa 91mila rifugiati, oltre 47mila di loro sono donne e 33mila sono minori. Ma il nostro pensiero va anche alle donne vittime di violenza in Ucraina, confermando, purtroppo, come lo stupro diventi spesso una vera e propria arma di guerra. Non possiamo girarci dall’altra parte e abbiamo il dovere di difendere un Paese sovrano che viene aggredito e abbiamo il dovere di aiutarlo a difendersi. Così come stiamo facendo con l’obiettivo di riuscire a fermare la guerra il prima possibile e facendo sedere l’Ucraina al tavolo dei negoziati su un piano di dignità». (rrm)