Spopolamento borghi calabresi: il modello grecanico punta sul turismo esperienziale

di NICOLA A. PRIOLO – Vale la pensa salvare i borghi che si spopolano?

Consapevoli che le risorse pubbliche sono limitate, e che quelle private son difficili da reperire, vien da chiedersi, liberi da ideologie e utopie, se e come dobbiamo salvare i borghi che si spopolano.

È una questione che divide amministratori, studiosi, cittadini. Da un lato c’è chi vede nei borghi un patrimonio da tutelare a ogni costo; dall’altro, chi ritiene che non tutto si possa o si debba salvare, e che la storia, a volte, imponga di lasciar andare.

Secondo i dati Istat, oltre 6.000 borghi italiani oggi sono a rischio spopolamento. Alcuni sono già quasi del tutto abbandonati. Le cause sono note: mancanza di lavoro, servizi essenziali assenti, isolamento geografico, invecchiamento della popolazione. Eppure, come sottolinea un recente focus pubblicato da Interris, questi luoghi rappresentano “tessere di un mosaico millenario” che unisce frammenti di identità, storia, paesaggio e cultura.

Salvare i borghi, quindi, non è solo una questione urbanistica o demografica: è una scelta culturale, quasi etica. Ma è davvero possibile farlo? E soprattutto: è giusto?

Alcuni studiosi, come Luca Bonomelli, mettono in guardia da un eccesso di idealizzazione. In un’analisi sul futuro dei borghi montani, Bonomelli osserva che molte di queste realtà sono nate in un contesto economico e sociale che non esiste più. Erano comunità autosufficienti, fondate su agricoltura, pastorizia, artigianato. Oggi, senza servizi, senza infrastrutture, senza opportunità, rischiano di diventare scenografie vuote, luoghi da cartolina abitati solo d’estate o nei weekend. Vale la pena investire risorse per tenere questi borghi artificialmente in vita?

Ci sono esperienze che dimostrano che una rinascita è possibile, ma solo se accompagnata da visioni nuove. In Oltrepò Pavese, ad esempio, giovani agricoltori, artisti e nomadi digitali stanno riscoprendo i borghi come luoghi di lentezza, autenticità e sperimentazione. Non si tratta di tornare indietro, ma di immaginare un futuro diverso: agricoltura biologica, turismo sostenibile, coworking rurale, cultura diffusa. È una forma di “ripopolamento lento”, che non fa rumore ma cambia le traiettorie.

Anche le istituzioni si stanno muovendo. Il Pnrr ha stanziato fondi per la valorizzazione dei borghi, e molte regioni — come il Trentino, il Molise, la Sardegna — offrono incentivi per chi si trasferisce in piccoli comuni. Ma i risultati sono ancora incerti. Come ha ammesso il presidente della Provincia di Trento, “l’interesse informativo è stato enorme, ma quello reale sarà tutto da verificare”. Perché vivere in un borgo non è solo una scelta estetica: è una sfida quotidiana.

E allora torniamo alla domanda iniziale.

Dobbiamo salvare i borghi?

Forse si, forse no. Forse va fatta una selezione, non possiamo salvare tutto, e non possiamo farlo ovunque. Ma possiamo scegliere. Possiamo salvare i borghi che hanno ancora una comunità viva, un’identità forte, un progetto credibile. Possiamo investire dove c’è desiderio, non solo bisogno. Possiamo accompagnare chi vuole restare o tornare.

Salvare un borgo non significa congelarlo. Significa renderlo abitabile oggi, non ieri. Significa portare internet, scuole, medici, trasporti. Significa accettare che la tradizione non basta, se non si trasforma. E che la bellezza, da sola, non fa comunità.

Forse non dobbiamo salvare tutti i borghi, ma dobbiamo salvare il diritto di scegliere. Di restare, di tornare, di reinventare.

Per quanto riguarda la fattispecie grecanica, viste anche le difficoltà logistiche che rendono complicatissimo pensare ad attività industriali di un certo spessore economico, credo che l’unica soluzione per sopravvivere sia di avere come obbiettivo quello di diventare meta di un turismo selezionato, esperienziale, con buona capacità economica, con sensibilità ambientale e interesse per esperienze autentiche. Questo è l’identikit del turista nordico, scandinavo, islandese, olandese, belga, danese, in parte anche tedesco.

Ovviamente allo stato attuale, nonostante tante magnifiche realtà, ancora troppo poche e mal collegate le une alla altre, siamo a livello di sogni, di progetti, di idee, perché le infrastrutture non sono certamente all’altezza, son necessari investimenti mirati, formazione e una visione chiara di cosa si vuole offrire e a chi.

Luglio 2025, numeri record per l’aeroporto di Reggio Calabria, gli arrivi aumentano significativamente, purtroppo si tratta in parte di una notizia positiva, perché in realtà proprio il rilancio dello scalo reggino mette in evidenza l’incapacità di trattenere i turisti.

La disamina è nuda e cruda.

Non è sufficiente avere dei voli che atterrano a Reggio per pretendere di avere turismo. Diciamo la verità, a Reggio c’è il Museo Archeologico Nazionale da visitare, puoi fare una bella passeggiata sul lungomare, puoi mangiare i migliori gelati del mondo, per le granite si può fare meglio, puoi andare al ristorante. Turisticamente Reggio Calabria è tutta qua. Altro discorso se consideriamo la città metropolitana in modo esteso. E qui vengono al pettine una marea di nodi, trasporto pubblico e alberghi insufficienti, con difficoltà logistiche nella parte grecanica. In poche ore non riesci a vedere Bova, Gallicianò, e altri meravigliosi borghi, hai bisogno di più giorni o di collegamenti migliori.

Ed ecco spiegato perché i numeri del turismo non corrispondono agli arrivi. Ci vuole offerta integrata, servizi, pacchetti turistici, acqua che non venga razionata proprio quando arrivano gli ospiti, gestione dei rifiuti completamente diversa da quella degli ultimi decenni.

Secondo i dati emersi dal Nordic Workshop 2025, il turismo italiano verso i paesi nordici è in forte crescita, come lo è quello dei  viaggiatori nordici verso l’Italia, soprattutto per le destinazioni meno battute e più autentiche.

Occasione da cogliere al volo, la Calabria grecanica, con i suoi borghi, la sua lingua minoritaria, la sua cucina e i suoi paesaggi incontaminati, ha un potenziale enorme, ma solo se sa come accogliere questo tipo di viaggiatore.

Secondo gli esperti del settore e i programmi di investimento come il Fondo Turismo gestito da Equiter con risorse del Pnrr, l’accoglienza di qualità richiede investimenti strutturali e culturali. Ahinoi in tanti sanno di cosa c’è bisogno, gli studi ce ne danno una conferma. La lista degli interventi da fare è più o meno sempre la stessa. Strutture ricettive adeguate, non necessariamente lussuose; formazione degli operatori turistici; organizzazione di esperienze autentiche ma organizzate; comunicazione digitale efficace.

Esperienze vere, ben curate.

E questo richiede una visione imprenditoriale, non solo affettiva.

I paesi nordici, a casa loro stanno investendo moltissimo nel turismo esperienziale, culturale e gastronomico. L’Italia, sicuramente anche la Calabria grecanica, può rispondere con un’offerta altrettanto mirata.

Puntare su un turismo nordico selezionato non è solo possibile, è anche strategico. Ma richiede investimenti, formazione, visione e coerenza. Non si tratta di “salvare i borghi” con il turismo, ma di trasformarli in luoghi capaci di accogliere il mondo senza snaturarsi. E il turista nordico, con la sua curiosità rispettosa e la sua disponibilità economica, può essere il partner ideale — se lo si sa ricevere.

LO SPOPOLAMENTO DELL’AREA GRECANICA
IL GRIDO DI DOLORE ARRIVA DA ROGHUDI

di SILVIO CACCIATORE  – Il territorio dell’Area Grecanica sta vivendo un progressivo e costante calo demografico. In 13 anni, dal 2011 al 2024, la popolazione residente è scesa da 49 mila a circa 43.500 abitanti, con una riduzione del 10,9%. Una vera e propria emorragia che colpisce in modo trasversale tutti i comuni della zona, aggravata da mancanza di lavoro, servizi essenziali carenti e infrastrutture inadeguate.

Analizzando i dati nel dettaglio, emerge che il calo demografico riguarda tutti i 16 comuni dell’Area Grecanica, con variazioni che vanno da una perdita contenuta fino a situazioni più critiche. Roccaforte del Greco è tra i centri più colpiti, con una diminuzione della popolazione del 41,8% dal 2011 al 2024, passando da 518 abitanti a soli 301. San Lorenzo ha perso 558 residenti, riducendosi da 2.829 abitanti a 2.271, mentre Melito di Porto Salvo, il centro più popoloso dell’area, è sceso di oltre 1.100 abitanti, stabilizzandosi oggi intorno ai 10.091 residenti.

A pesare su questo calo è un insieme di fattori strutturali e sociali che hanno reso sempre più difficile per le famiglie e i giovani restare in questi territori. La difficoltà di accesso ai servizi sanitari, la scarsità di opportunità lavorative e una rete viaria inadeguata hanno spinto molti a emigrare in cerca di condizioni migliori.

Problemi atavici

Durante il telegiornale di LaC News 24, il sindaco di Roghudi Pierpaolo Zavettieri, nonché presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica, ha evidenziato in diretta le gravi difficoltà che affliggono il territorio.

«Si tratta di problemi storici – ha sottolineato – che riguardano trasporti, sanità, lavoro. Pensiamo alla statale 106, un’arteria fondamentale per lo sviluppo economico e sociale della zona, che ancora oggi versa in condizioni inaccettabili».

Il primo cittadino ha inoltre ribadito che l’assenza di collegamenti adeguati rende ancora più difficile lo sviluppo economico e la permanenza della popolazione nei comuni dell’area.

Un altro fattore determinante nel progressivo spopolamento è la crisi occupazionale. Secondo i dati, tra il 2015 e il 2018, si sono persi 7.000 posti di lavoro solo nel settore edilizio nella provincia di Reggio Calabria, molti dei quali ricadenti nell’Area Grecanica. La mancanza di opportunità ha spinto centinaia di giovani e famiglie a cercare fortuna altrove, contribuendo al progressivo svuotamento dei piccoli comuni. La questione del lavoro si lega inevitabilmente anche alle difficoltà per chi vorrebbe avviare un’attività economica sul territorio.

Le aree interne

Per contrastare questa tendenza, l’Area Grecanica è stata inserita nella Strategia Nazionale per le Aree Interne, un piano di intervento che punta a incentivare investimenti per il miglioramento dei servizi sanitari, infrastrutturali e scolastici.

Tuttavia, i sindaci chiedono misure più incisive e tempi di attuazione rapidi per evitare che la situazione diventi irreversibile. Tra le possibili soluzioni che si potrebbero proporre, vi sono incentivi per le imprese, sgravi fiscali per chi decide di investire nell’area e il potenziamento delle strutture scolastiche per garantire un’istruzione di qualità ai giovani senza costringerli a spostarsi nei centri più grandi. Inoltre, si potrebbe puntare ad una maggiore valorizzare del patrimonio culturale e turistico della zona, un settore che potrebbe rappresentare un’opportunità di rilancio economico se adeguatamente supportato.

Un trend preoccupante

Le proiezioni future non fanno ben sperare: se il trend di calo demografico continuerà con gli stessi ritmi, entro il 2029 l’Area Grecanica potrebbe scendere sotto la soglia dei 42.000 abitanti, e nel 2034 rischia di scendere sotto i 40.000 residenti. Questi dati delineano un quadro allarmante, che necessita di interventi urgenti.

Senza azioni strutturali e politiche di sviluppo concrete, il rischio è che nei prossimi anni la popolazione continui a diminuire, trasformando questo angolo di Calabria in un’area sempre più fragile e meno abitata. Le istituzioni lanciano un appello chiaro: bloccare il declino demografico e garantire un futuro ai territori dell’Area Grecanica è una priorità non più rimandabile. (sc)

[Courtesy LaCNews24]

Martedì il Centro Agape incontra l’assessore Capponi: Focus su affido

Martedì 17 dicembre, a Melito Porto Salvo, si terrà una iniziativa promossa dal Centro Comunitario Agape e dall’Assessorato regionale alle politiche sociali in collaborazione con il Consorzio Macramè e con la coop. Centro Giovanile Italo Calabrò, per parlare della promozione dell’accoglienza e dell’affido dei minori a rischio nell’area Grecanica.

Il  programma della giornata prevede per le 16 la visita  dell’Assessora regionale alle politiche sociali Caterina Capponi al centro giovanile di Pilati, gruppo appartamento per minori, con una lunga storia di impegno nell’accoglienza dei minori in difficoltà voluta negli anni Settanta dai fondatori Don Benvenuto Malara e don Italo Calabrò.

Seguirà, alle 17.30, l’incontro pubblico all’ex mercato coperto Melito Porto Salvo con Comuni, Associazioni, parrocchie e cittadini con l’introduzione, per il centro Comunitario Agape, di Giovanni Schipani, genitore affidatario e neuropsichiatra infantile, dell’Assessora regionale al Welfare, Caterina Capponi, seguiranno  gli interventi di Daniela Campolo, Dirigente Politiche sociali del Comune di Melito capofila dell’ambito territoriale, Luciano Squillaci, Consorzio Macramè, Saveria Cristiano, dirigente politiche sociali Regione Calabria, testimonianze e dibattito. Le conclusioni Assessora  regionale al Welfare Caterina Capponi. Modera l’incontro il giornalista Giuseppe Toscano.

In particolare si discuterà di affido alla luce delle nuove linee guida nazionali che prevedono l’attivazione in tutti i territori  di centri multiprofessionali in grado di promuovere e sostenere questa importante forma di solidarietà verso l’infanzia abbandonata garantendo ai minori, soprattutto ai più piccoli,  la possibilità di potere vivere per il tempo necessario l’esperienza di una famiglia in alternativa al collocamento nei servizi residenziali.

Una modalità di intervento che richiede una assunzione di responsabilità da parte dei Comuni che sono chiamati a investire risorse professionali in grado di potere progettare gli affidi e di sostenere le famiglie che offrono la loro disponibilità ad accogliere i minori. Su questo c’è preoccupazione per l’area grecanica in quanto le assistenti sociali in servizio a fine dicembre cesseranno il loro mandato a tempo determinato e non potranno essere assunti essendo il Comune di Melito capofila dell’ambito in dissesto. (rrc)

Gli sportelli linguistici del Circolo Apodiafazzi riprendono la loro attività

A Bagaladi, Bova, Bova Marina, Cardeto, Condofuri, Melito di Porto Salvo, Reggio Calabria e Roghudi hanno ripreso la loro attività gli sportelli linguistici per la valorizzazione della lingua e della cultura dei Greci di Calabria, la cui gestione è affidata al Circolo Culturale Apodiafàzzi di Bova, presieduto dal dott. Carmelo Giuseppe Nucera.

Gli sportelli sono realizzati nell’ambito delle attività previste nella 19° annualità della Legge 482/99. “Conoscere e conoscersi: storia di una minoranza” realizzata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, integrata con l’atto di indirizzo del consigliere delegato Rudi Lizzi.

Gli sportellisti selezionati a seguito di avviso pubblico sono: Nocera Bruno, Romeo Patrizia, Volontà Maria, Rodà Debora Giuseppina, Ravenda Lorenzo, Nucera Letizia, Sioutis Cleopatra, Trapani Carmelo.

Gli sportellisti, oltre a promuovere la tutela, la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio linguistico e culturale dell’“Area grecanica”, forniranno anche informazioni sulle attività che in detta area verranno svolte, per iniziativa della Città Metropolitana, dai comuni e dalle associazioni allo scopo di mantenere vivo l’interesse per la lingua e la cultura greca di Calabria.

«Va ricordato – si legge in una nota – che a questa cultura appartennero nel quattordicesimo secolo due illustri personaggi calabresi: Barlaam di Seminara e Leonzio Pilato, che sono considerati i promotori della rinascita della lingua greca in seno all’Umanesimo. Leonzio Pilato, su richiesta del Boccaccio, è il primo a tradurre l’Iliade e l’Odissea di Omero».

«I Greci di Calabria – conclude la nota – sono impegnati a cercare la propria lingua, la storia e le tradizioni che li legano al passato, consapevoli che la valorizzazione di questo grande patrimonio potrà diventare una risorsa non solo per l’Area Grecanica ma per l’intero Paese». (rrc)

AREA GRECANICA (RC) – Sindaci contro l’annullamento di un bando per 5 esperti

Un avviso annullato che non piace a tanti sindaci. Il tutto è spiegato in una nota firmata Daniela Arfuso, sindaco di Cardeto; Giuseppe Cuzzola, sindaco Bruzzano Zeffirio; Maria Foti, sindaco di Montebello Jonico; Domenico Penna, sindaco di Roccaforte del Greco; Domenico Silvio Pizzi, sindaco di Ferruzzano; e Pierpaolo Zavettieri, Sindaco di Roghudi.

«In riscontro alla comunicazione che il Comune di Bagaladi ha proceduto all’annullamento dell’avviso di selezione di 5 esperti “per mero errore materiale” – è scritto in una nota – riteniamo doveroso e importante chiarire i motivi che hanno portato 6 sindaci (sindaco del Comune di Bruzzano Zeffirio, di Cardeto, di Ferruzzano, di Montebello Ionico, di Roccaforte del Greco e di Roghudi) a chiedere l’annullamento in autotutela della procedura suindicata».

Continua il documento: «Ebbene, teniamo a precisare che abbiamo richiesto “formalmente” l’annullamento della procedura di selezione solo successivamente all’ingiustificato e grave silenzio con il quale il sindaco Monorchio ha risposto alle ripetute richieste di chiarimenti formulate da molti sindaci per le vie brevi ma soprattutto, in seguito al mancato coinvolgimento di tutti i comuni della “Strategia” nella fase propedeutica all’avvio della procedura in discussione. Pertanto la nostra contestazione non è relativa alla titolarità e/o competenza del RUP inerente la fase attuativa dell’Avviso Pubblico, scelto in ogni caso dallo stesso Sindaco Monorchio, ma riguarda la sua totale indifferenza rispetto agli altri sindaci. Allo stesso si rammenta che “le linee di indirizzo” sono di competenza delle cariche elettive e che, pur essendo Bagaladi comune capofila, l’attuazione della Strategia deve essere improntata sulle decisioni condivise da tutti i Sindaci componenti la SNAI. Nel caso di specie la principale procedura che condizionerà l’attuazione dell’intera “Strategia” è stata avviata senza alcun confronto preliminare da parte del Comune capofila».

«Avremmo voluto e dovuto – scrivono i sindaci – dare il nostro contributo al fine di addivenire ad una procedura che avesse coinvolto tutti nell’individuazione dei criteri per la selezione delle figure richieste, delle sedi di lavoro e sul metodo da seguire, memori dell’utilizzo esclusivo, per ben due anni ed a tutt’oggi, presso il comune di Bagaladi delle figure tecniche ed amministrative inviate dal Governo nazionale per supportare invece tutti ed undici comuni, nell’attuazione del Pnrr».

Scrivono ancora i sindaci: «Evidenziamo altresì che alla dichiarazione del sindaco orientata verso l’Annullamento dell’Avviso corrisponde, nei fatti, nonostante le richieste della maggioranza dei Sindaci, una determina di mera “sospensione, fino a nuove disposizioni, della procedura concorsuale indetta con determina n. 232 del 28 dicembre 2023 per la selezione di n. 5 esperti per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo – intervento Ape A.4 assistenza tecnica per l’attuazione della Snai dell’area pilota grecanica, con riserva, all’esito delle verifiche, della riapertura dei termini di presentazione delle domande” da parte del responsabile del procedimento, circostanza questa poco chiara, che necessita di ulteriore approfondimento».

«Non si comprende inoltre – continua la nota – per quale motivo non è stata scelta e tutt’ora non venga scelta, da parte del sindaco Monorchio e del RUP, la strada del confronto invocato a gran voce da tutti e in diversi modi, piuttosto che quella delle comunicazioni formali presenti agli atti, poiché non abbiamo problemi a preannunciare al RUP che gli interessi pubblici che tutti dovremmo tutelare sono proprio quelli della Trasparenza, condivisione di scelte e metodi, rispetto istituzionale e perseguimento di obiettivi comuni».

«Pertanto – concludono i sindaci – reiterando la richiesta di annullamento della procedura, saremo Noi a richiedere un incontro con i referenti Regionali della Strategia, indispensabile per ripristinare un metodo di lavoro condiviso, utile e funzionale all’attuazione di un’importante strategia che i nostri territori aspettano ormai da anni. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Forza Italia, nominate le coordinatrici comunali dell’area grecanica

di CONCETTA PATRIZIA CREA – Con orgoglio e grande soddisfazione, nella qualità di coordinatrice provinciale di FI Azzurro Donna, ufficializzo la nomina di Lugarà Stefania (Docente) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il Comune di Melito Porto Salvo; di Crimeni Emilia (Responsabile amministrativo) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il comune di Bova Marina; di Follia Lucia (Docente) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il comune di Condofuri; di Nucera Domenica (Assessore) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il comune di Bova; di Pipari Vittoria (Amministratrice) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il comune di Bagaladi; di Stelitano Leonella (Docente- già Assessore) a Coordinatrice di azzurro Donna per il comune di Roghudi; di Floccari Carmen (Laureanda Giurisprudenza) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il comune di San Lorenzo; di Mallamaci Enza (Assessore) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il comune di Motta San Giovanni; di Tripodi Domenica (Consigliere) a Coordinatrice comunale di Azzurro Donna per il comune di Montebello.

Da un’attenta valutazione maturata, negli ultimi giorni, dopo un proficuo colloquio con la coordinatrice regionale dott.ssa Caligiuri Maria Josè e con la Coordinatrice nazionale On. Polidori Catia, di intesa comune, abbiamo comunicato alle interessate, la ferma volontà di allargare la squadra reggina con personalità di spicco, Donne di spessore e di qualità culturali e politiche indiscusse.

Tutte impegnate professionalmente e socialmente nei rispettivi territori, la scelta, tra tante, è ricaduta su di loro certa del valido contributo che saranno in grado di apportare, al fine di strutturare ancora di più Azzurro Donna nella provincia reggina, aggiungendo senz’altro, qualità e competenza in ogni settore. Le doti umane di Stefania e Lucia, quelle amministrative di Enza, D. Nucera e D. Tripodi, quelle artistiche di Carmen, quelle associazionistiche di Vittoria, e ancora quelle politiche di Leonella, quella predisposizione innata al lavoro di gruppo di Emilia, lasciano intravedere, sin da subito, l’ottimo lavoro di crescita che ne verrà fuori su tematiche importanti per l’area grecanica e per tutto il contesto reggino. Auguro a tutte loro un buon lavoro e Le ringrazio per la decisa e puntuale disponibilità. (cpc)

(Concetta Patrizia Crea è coordinatrice provinciale di FI Azzurro Donna)

Area Grecanica, il sindaco f.f. Metrocity incontra cittadini e amministratori

Il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, ha incontrato amministratori, cittadini e commercianti dell’Area Grecanica e i rappresentanti del Comitato Roccaforte Stin Cardia, dove sono state evidenziate le criticità del territorio legate, soprattutto, ai danni causati dai vasti incendi della scorsa estate.

A margine dell’incontro, il sindaco f.f. Versace ha parlato di «proficuo momento di sintesi, durante il quale è stato possibile raccogliere, dalla viva voce di chi, quotidianamente, abita, opera e agisce nella vallata, le preoccupazioni e le emergenze da aggredire in tempi rapidi».

«A tal proposito – ha aggiunto – per sabato prossimo è stato calendarizzato un sopralluogo, che vedrà coinvolti anche i tecnici dell’Ente, per controllare e monitorare le situazioni più delicate lungo le arterie principali. Parliamo di aree particolarmente provate dai roghi degli scorsi mesi, come Roccaforte del Greco, Chorio, San Lorenzo o Bagaladi che, in questo lasso di tempo, hanno subito forti danni  sulla normale rete di mobilità e sono state esposte a seri rischi per la stabilità economica e produttiva».

«Ovviamente – ha concluso Versace – la Città Metropolitana ha confermato il massimo impegno, testimoniato pure dal corposo dossier inviato, nei giorni scorsi, al Ministero dei Trasporti ed ai vertici di Anas per stilare un piano di riacquisizione di arterie vitali nella disponibilità della società che gestisce la rete di strade e autostrade di interesse nazionale. Questo fine settimana, quindi, sarà utile per programmare azioni di prima necessità in maniera tale da ridare sicurezza e dignità ad un territorio che, da troppo tempo, aspetta risposte chiare e nette». (rrc)

La sottosegretaria Nesci: Il Contratto Istituzionale di Sviluppo può rilanciare area Grecanica

Per la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, «il Contratto Istituzionale di sviluppo è un ulteriore strumento a disposizione dei Comuni per rilanciare l’area Grecanica, che costituisce un valore aggiunto dell’intera regione e richiede un impegno congiunto a livello istituzionale per essere sempre più attrattiva e fruibile».

«Ho voluto visitare l’area di Bova e Palizzi – ha spiegato la Nesci – perché con il Contratto Istituzionale di Sviluppo abbiamo voluto puntare anche sul patrimonio rappresentato da comunità come quella della Grecanica. Un territorio di straordinaria bellezza, ricco di risorse naturalistiche e storiche che vanno valorizzate con adeguati progetti di promozione».

«Lo strumento della cooperazione rafforzata consente di attuare una sinergia a tutti i livelli istituzionali e un impegno trasversale che – ha concluso Nesci – è ciò di cui il nostro territorio ha bisogno per avviare un percorso di crescita economica e sociale». (rrc)

Per l’Area Grecanica oltre 25 milioni di euro: sottoscritto accordo di Programma tra la ministra Carfagna e i sindaci

Sono 25 milioni di euro la somma destinata all’Area Grecanica, grazie alla sottoscrizione dell’accordo di programma Quadro Grecanica tra la ministra per il Sud, Mara Carfagna, e gli 11 sindaci dei Comuni delle Aree interne calabresi coinvolti.

La sottoscrizione è avvenuta nella Prefettura di Reggio, alla presenza del ministro Carfagna, del Prefetto Massimo Mariani, del sindaco del Comune di Bagaladi, Santo Monorchio, capofila nel progetto, Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio, e degli altri primi cittadini.

Le risorse provengono dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (quasi 8,5 milioni di euro), da un cofinanziamento della Città di Reggio Calabria e da fondi ordinari della Città Metropolitana (10,8 milioni), ai quali si sommano 3,7 milioni inseriti nella Legge di Stabilità 2015 e 2,8 milioni dei Fondi strutturali europei.

«Ho voluto imprimere un’accelerazione alla Strategia delle Aree Interne – ha dichiarato la ministra Carfagna – per generare un’azione coordinata di sviluppo e di crescita di territori che non possono e non devono esser considerati la “zavorra” del nostro Paese. Puntiamo a completare entro fine anno l’iter di tutti i 72 APQ previsti. Dopo di che entrerà in vigore la riforma e la semplificazione di questo strumento, che consentirà risultati più veloci ed efficaci».

«Uno straordinario accordo che finanzierà, collegamenti, istruzione, servizi sanitari di base, progetti per il patrimonio culturale e ambientale, iniziative di sviluppo nell’agroalimentare» ha commentato la ministra, sottolineando che «le aree interne del Paese non saranno abbandonate: le aiuteremo a partecipare alla grande fase di sviluppo che si sta aprendo in Italia».

Sono due i campi di azione previsti dall’APQ. In servizi essenziali saranno investiti 19,4 milioni, che serviranno – tra le altre cose – a riorganizzare la logistica, l’accessibilità e la didattica delle scuole, e a garantire i servizi sanitari di base e i servizi di specialistica ambulatoriale. Altri 6,5 milioni andranno invece a promuovere il patrimonio culturale e ambientale e a sostenere lo sviluppo locale attraverso il completamento delle filiere agroalimentari strategiche (bergamotto, viticoltura, olivicoltura, zootecnia).

Soddisfazione è stata espressa dalla sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, che ha sottolineato come la firma dell’Accordo «rappresenta  un punto di svolta per il territorio e l’intera Calabria: con 25 milioni e 869 mila euro di finanziamenti destinati ai servizi essenziali e al patrimonio ambientale e culturale si potrà programmare il pieno sviluppo delle zone più svantaggiate, ma al contempo ricche di risorse e potenzialità».

«Grazie al ministro Carfagna – ha aggiunto – per la sensibilità dimostrata rispetto al tema della valorizzazione dell’area Grecanica che da calabresi abbiamo sempre avuto a cuore».

«La Calabria grecanica – ha proseguito – è un territorio stupendo che offre meraviglie naturalistiche e bellezze storico-culturali, che abbraccia l’Aspromonte e il mar Jonio e conserva un patrimonio unico in termini di tradizioni. L’accordo risponde alle esigenze raccolte direttamente dai territori, a partire dai sindaci dei Comuni di Bagaladi, Bova, Bruzzano Zeffirio, Cardeto, Ferruzzano, Montebello Ionico, Palizzi, Roccaforte del Greco, Roghudi, San Lorenzo e Staiti».

«Con le risorse messe in campo dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, dalla legge di stabilità, dal Pnrr e da un cofinanziamento del Patto per la Città di Reggio Calabria e di fondi ordinari della Città Metropolitana di Reggio Calabria – ha spiegato – sarà possibile riorganizzare la logistica, l’accessibilità e la didattica delle scuole, garantire i servizi sanitari di base e rendere più sostenibile la mobilità per cittadini e visitatori».

«Inoltre – ha detto ancora – si potrà rendere l’area Grecanica più attrattiva sul piano turistico valorizzando il patrimonio culturale e ambientale e sostenere lo sviluppo dell’agricoltura e delle filiere agroalimentari strategiche».

«Il Governo – ha concluso Nesci – continua a dimostrare massima attenzione alla Calabria e al Sud». (rrc)

L’11 giugno nell’Area Grecanica il Festival delle Identità Linguistiche calabresi

L’11 giugno, a Bova Marina, a Roghudi, Roccaforte del Greco e a Condofuri, è in programma il Festival delle Identità Linguistiche Calabresi, un nuovo progetto culturale reso possibile grazie alla sinergia istituzionale tra i Comuni di Bova Marina, Roghudi, Roccaforte del Greco, Condofuri e Guardia Piemontese, che vuole diventare luogo di incontro e scambio tra le diverse identità linguistiche calabresi (Grecanica, Arbëreshë e Occitana) e promuovere le diverse espressioni identitarie mediante la cultura, l’arte, la lingua e le antiche tradizioni.

Il Festival, con la direzione artistica del prof. Pasquale Casile e dell’attrice Angelica Pedatella, e cofinanziato dal Fondo unico per la cultura 2020 della Regione Calabria –”Iniziative trasversali volte a rafforzare il legame tra cultura e identità” ed inserito tra le attività del “Bicentenario dei Greci di Calabria”, prevede una serie di iniziative culturali ed artistiche volte a valorizzare le realtà linguistiche sottoposte a tutela e portatrici di identità culturali antiche e topicizzate ma anche per non perderne memoria, per la loro conservazione presso le giovani generazioni e per la diffusione e la conoscenza a livello regionale e nazionale.

Fino al 30 giugno, dunque, l’Area Grenica sarà palcoscenico di numerose iniziative a carattere culturale e artistico. Aprirà la programmazione, venerdì 11 Giugno alla Biblioteca Comunale di Bova Marina, il convegno tematico Culture ed identità in Calabria e al quale prenderanno parte i rappresentanti delle tre identità linguistiche, per far scoprire al pubblico storie e tradizioni di questo straordinario patrimonio immateriale. Seguiranno tre incontri letterari, il workshop del professore Salvatore Dieni sulla lingua grecanica, il workshop I racconti del vocabolario del professor Pasquale Casile, iniziative curate dall’Associazione culturale “Leggendo tra le righe”.

Non mancheranno, poi, eventi di spettacolo con concerti di musica tradizionale ed etnica del gruppo occitano Vent de Nótes, il gruppo Arbëreshë Bashkim etnofolk, il gruppo di musica grecanica Kardhja, lo spettacolo di teatro e musica Kuntastorie messo in scena dall’Associazione “The Dance” e quello di Mamé, interpretato dalla Compagnia BA17.

Infine, ci saranno attività rivolte alla scoperta del territorio e delle tradizioni con un workshop sugli strumenti musicali antichi, uno “Show cooking delle tradizioni” per gustare, attraverso le immagini, le ricette gastronomiche dell’area grecanica e, in conclusione, un’escursione e visite guidate nella vallata dell’Amendolea e del borgo di Gallicianò.

Il ricco programma sarà realizzato grazie al supporto progettuale dell’Associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte Aps e alla collaborazione con il Gal area Grecanica, la Proloco di Bova Marina, dell’Università per la terza età e il tempo libero Ute-Tel-B e della Federazione Associazioni Arbëreshë.

Gli eventi gratuiti in presenza (spettacoli, workshop, escursioni) saranno realizzati nel rispetto dei Dpcm vigenti per il contenimento del Covid-19, pertanto, è necessaria la prenotazione obbligatoria inviando una e-mail filicafestival@gmail.com o un messaggio whatsapp.

Il programma del Festival

Venerdì 11 giugno – ore 15,00 – Bova Marina (Evento online): Convegno Culture e identità in Calabria; Sabato 12 giugno, alle 18, a Condofuri, l’incontro letterario Storia dei Valdesi in Calabria con Vincenzo Tedesco (incontro online); Domenica 13 giugno, alle 16, alla Biblioteca comunale di Bova Marina, il Workshop – seminario I racconti del vocabolario con Pasquale Casile.

Mercoledì 16 giugno, alle 18, all’access Point Area Grecanica di Roghudi, il Workshop di lingua grecanica con il prof. Salvatore Dieni; giovedì 17 giugno, alle 20, a Condofuri, l’evento online Cooking show delle tradizioni.  Venerdì 18 giugno, alle 18 a Bova a Marina, l’ncontro letterario Calabria anima mundi con Mario Caligiuri (evento online).

Sabato 19 giugno, alle 19, a Roccaforte del Greco, lo spettacolo di musica etnica grecanica con il gruppo “Khardia”; domenica 20 giugno, alle 19, all’Auditorium “Tempio della musica” di Bova a Marina, lo spettacolo di musica popolare arbëreshë con il gruppo Bashkim etnofolk.

Venerdì 25 giugno, alle 18, a Roccaforte del Greco, l’incontro letterario Gli Arbëreshë d’Italia con Nicola La Barbera; sabato 26 giugno, alle 21, a Roghudi,  lo pettacolo teatrale Mamè realizzato dalla Compagnia teatrale BA17.

Domenica 27 giugno, alle ore 10, all’access Point Area Grecanica di Roghudi, il workshop sugli strumenti musicali antichi (Lira, Ghironda e Zampogna) con Francesco Siviglia, Domenico Iacovo e Pietro Orlando. Dalle  10,00 alle 19,30 – Visite guidate ed escursioni nella vallata dell’Amendolea e Gallicianò, con le attività: I giovani incontrano gli anziani grecanici di Gallicianò ore 18,30 – Anfiteatro di Gallicianò – Condofuri. Spettacolo di musica etnica occitana “Vent de Nótes”

Chiude la rassegna, mercoledì 30 giugno, alle 21, al Teatro Don Bosco di Bova Marina, lo spettacolo teatrale Kuntastorie dell’Associazione The Dance(rrc)