Il coordinamento per la Democrazia Costituzionale: No al regionalismo differenziato

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha lanciato un appello al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, affinché non porti avanti nessuna trattativa per l’autonomia differenziata.

Il Governatore, infatti, il 2 gennaio incontrerà il ministro Calderoli in Cittadella regionale e, per questo, il Coordinamento ha chiesto al presidente di «non avviare nessuna trattativa di attuazione dell’art. 116 sul settore energetico che contenga principi di regionalismo differenziato né su alcun altro settore in quanto non esistono garanzie di livelli essenziali uniformi su tutto il territorio nazionale ma solo i LEP non garantiti dal Parlamento»; «di impugnare la legge di bilancio 2023 in quanto non garantirà l’uguaglianza dei cittadini, fondamentalmente a sfavore dei cittadini della Calabria e del Meridione»; «di sostenere la legge di iniziativa popolare il cui primo firmatario è il prof. Massimo Villone, Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.146 del 24-6-22, unendosi ai sindaci e agli amministratori calabresi che già hanno aderito a questa istanza».

«Il Ministro Calderoli – si legge in una nota – rappresentante di un partito che ha sempre fatto del secessionismo il suo cavallo di battaglia, nei giorni scorsi ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un disegno di legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata che andrebbe a produrre immani disuguaglianze tra i cittadini in base alla loro residenza e che avrebbe ricadute devastanti per le Regioni e i Comuni del Meridione».

«Non solo tale azione denota un’evidente scorrettezza istituzionale – prosegue la nota – in quanto il testo avrebbe dovuto prima passare al vaglio del confronto istituzionale in Conferenza Stato-Regioni e in Conferenza Unificata, ma con la Legge di Bilancio 2023, per mezzo dei commi 791-799, si introducono elaborati escamotage fingendo di voler definire i cosiddetti “livelli essenziali delle prestazioni” avviando in realtà il processo dell’ autonomia differenziata senza il minimo coinvolgimento del Parlamento».

«Il Presidente della Regione Occhiuto – viene evidenziato – non ha finora assunto posizioni chiare sul tema e pare giustificare tale disegno con vaghe dichiarazioni in merito alla fantomatica possibilità della Calabria di vendere l’energia che non consuma, omettendone le innumerevoli ricadute negli ambiti della scuola, della sanità, della mobilità, delle infrastrutture e del lavoro». (rcz)

Autonomia differenziata, il ministro Calderoli: È pronto il DDL

«Il percorso verso l’Autonomia differenziata è tracciato, gli impegni di partire entro la fine dell’anno sono stati mantenuti». È quanto ha annunciato il ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli, nel corso del Bèrghem Fest.

Il Ddl, infatti, è stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio. Un risultato importante per il ministro che, nel corso del suo intervento, ha spiegato che «con l’ok alla manovra di Bilancio, c’è il via libera anche per la costituzione della cabina di regia per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, su cui stiamo lavorando per renderla operativa già da gennaio».

Su facebook, poi, il ministro ha chiarito che «non c’è volontà di creare squilibri. L’obiettivo è garantire Stato efficiente a tutti cittadini, anche sul fronte sanitario. Con tutto il rispetto per le plurime sigle sindacali, prima di annunciare mobilitazioni di massa contro l’autonomia sarebbe gradita almeno la bontà di leggere il testo della mia proposta».
«Francamente – si legge – mi sfugge il motivo per cui abbiano deciso di scagliarsi con tale impeto contro quella che definiscono ‘una torta avvelenata’ senza nemmeno avere effettiva consapevolezza dell’argomento, dato che il testo non è ancora stato reso pubblico.
Forse sarebbe il caso pensare prima ai malati che agli schieramenti politici, visto che questa riforma può finalmente permettere allo Stato di riuscire dove il centralismo ha fallito, anche nell’interesse di chi deve curarsi».
«Di fronte a chi sostiene che io intenda garantire diritti civili e sociali diversi tra regioni diverse – ha proseguito – rispondo che questo è l’esatto contrario di ciò che ho messo nella legge e che rappresenta l’antitesi del mio pensiero. Il mio auspicio è che il dibattito sull’autonomia smetta di essere trattato come terreno di scontro per pregiudizi ideologici e che cessi quella volontà di acuire lo scontro, cercando di polarizzare la discussione. Un simile atteggiamento è dannoso per il Paese e rischia di nascondere tutti gli elementi positivi di questa riforma ai cittadini, che possono e devono essere informati dei riflessi positivi che l’autonomia può avere a tutte le latitudini».
«L’opposizione occorreva farla in Parlamento all’art. 143 contenuto nella legge di Bilancio. Adesso è troppo tardi…», ha scritto su Facebook il segretario generale di Uil Calabria, Santo Biondo.
«Sull’autonomia differenziata – ha scritto su Facebook Mara Carfagna – il ministro Calderoli continua a ignorare volutamente la più elementare grammatica istituzionale. Aver trasmesso il testo del disegno di legge direttamente alla Presidenza del Consiglio, senza prevedere prima il dovuto confronto istituzionale con le Regioni, conferma l’inaccettabile arroganza di un ministro inadeguato, chiaramente di parte, che non vuole una riforma nell’interesse di tutti ma una secessione di fatto a vantaggio di pochi».
«Si vuole procedere di corsa lungo un percorso separatista – ha proseguito – che renderà l’Italia ancora più divisa e più ingiusta, a vantaggio esclusivo delle aree più ricche del Paese, a danno del Sud. E tutto questo a colpi di dpcm, ignorando il Parlamento e senza prevedere un euro per finanziare i Lep. Mi domando solo cosa ne pensi la Presidente Meloni, che solo qualche settimana fa aveva avvertito di non volere fughe in avanti, in nome della coesione nazionale. Come può accettare che si compia un simile scempio?». (rrm)

A Villa Rendano il dibattito pubblico contro l’autonomia differenziata

Nei giorni scorsi, a Villa Rendano, si è svolto il dibattito pubblico Stessi diritti da Nord a Sud, promosso dal Coordinamento per  la Democrazia Costituzionale – Calabria.

Un incontro che è stata occasione per presentare la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare contro l’Autonomia Differenziata, e che è stato arricchito dagli autorevoli interventi di Marco Esposito, giornalista de Il Mattino e saggista e di Adriano Giannola, presidente della Svimez.

A seguito dell’appassionante introduzione dell’ avv. Anna Falcone che ha ben descritto l’attuale situazione politica e le motivazioni per cui cittadini, associazioni e istituzioni dovranno trasversalmente unirsi in questa causa di vitale importanza per il futuro del Mezzogiorno e del Paese,  l’intervento del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha posto l’accento sull’importanza delle istituzioni in questa fase politica molto delicata per il futuro della Calabria e della città. L

o stesso sindaco ha poi annunciato l’adesione a questa mobilitazione contro l’Autonomia differenziata, impegnandosi a presentare in Consiglio comunale un odg sui temi trattati. Erano presenti in sala altri sindaci e rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati e delle associazioni, interessati alla costituzione di una rete di contro l’Autonomia differenziata. Si è particolarmente distinto anche l’intervento dell’avvocato Enzo Paolini che ha evidenziato quanto nell’immobilismo politico del Sud abbiano pesato le leggi elettorali dei nominati, più volte sanzionate dalla Corte costituzionale, ma riproposte sempre con lo stesso meccanismo di cooptazione dei fedeli ai capi, non agli elettori dei territori che li hanno eletti, e come la battaglia contro l’Autonomia differenziata vada di pari passo con quella volta a cambiare la legge per l’elezione del Parlamento, volta a riaffermare la sovranità popolare.

Il prof. Silvio Gambino ha illustrato magistralmente i dettagli del disegno di legge costituzionale per garantire stessi diritti da nord a sud. Marco Esposito ha poi descritto in dettaglio le dinamiche e i passaggi storici che hanno portato il sud in una condizione di subalternità rispetto al nord, ai minori e mancati investimenti, ai silenzi che hanno caratterizzato i passaggi relativi all’autonomia differenziata. Infine, il Presidente della Svimez Adriano Giannola ha brillantemente evidenziato, in una analisi a 360º, le ragioni di un’arretratezza che rischia di diventare irreversibile, la miopia dei governi che si sono succeduti e l’antistoricità della riforma in atto su pressione di poche regioni ricche a danno non solo del Sud, ma di tutto il Paese. Quello che è in gioco, infatti, è il futuro dell’Italia, se non dell’intera Europa che, con il Pnrr ha investito proprio sul Sud risorse che rischiano di essere deviate al Nord per la mancanza di una visione strategica nazionale e di prospettiva verso il Mediterraneo.

Grande soddisfazione per l’entusiasmo del pubblico, per il sostegno all’iniziativa e per il numero di firme raccolte.

Si tratta della prima di molte altre iniziative che si susseguiranno nei prossimi mesi nella nostra e in altre regioni. Si può firmare anche on line con spid o firma digitale sul sito www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it

Si ringraziano le molte associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa e la proposta.

CDC Calabria, FIOM-CGIL Calabria, FLC GCIL Calabria, UIL Scuola Calabria, Primavera della Calabria, Tesoro Calabria, WWF Calabria Citra, Cosenza in Comune, Cosenza Cresce Insieme, Progetto Meridiano, Associazione G. Dossetti “Per una nuova etica pubblica”, Associazione G. Caloprese, Cooperativa Hoplà, Associazione Arcadis, Biblioteca delle Donne Bruzie – Casali del Manco, Un’altra Italia. (rcs)

 

Coordinamento Calabrese per la Campagna DDl Villone: Mattarella intervenga per impedire l’autonomia

La rete di cittadini, associazioni e amministratori costituita per la campagna a supporto della legge dell’iniziativa popolare presentata dal Coordinamento Democrazia Costituzionale, auspica un intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «per lo stralcio dell’articolo 143 della legge finanziaria 2023».

«Gli ultimi risvolti politici a livello nazionale – si legge nella nota – preannunciano a breve un’accelerazione da parte  del governo verso la piena attuazione dell’autonomia regionale differenziata, le cui basi furono poste nella riforma del titolo V del 2001. Questo produrrebbe un ulteriore e irrimediabile aumento del divario tra Nord e Sud del Paese e di fatto la distinzione in cittadini di serie a e serie b.

 «La nostra proposta – viene spiegato – vuole arginare l’autonomia differenziata ponendo stringenti paletti alla sua concessione e mirati e strategici contrappesi democratici, riportando inoltre sanità, istruzione e infrastrutture alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. Evidenziamo inoltre la necessità di non rilassarsi davanti allo specchietto per le allodole rappresentato dal concetto dei “livelli essenziali delle prestazioni”, che intrinsecamente contiene la conservazione delle differenze tra le regioni, ma perseguire l’obiettivo dei “livelli uniformi delle prestazioni” puntando ad un eguale trattamento delle regioni nell’impiego delle risorse e nella loro possibilità di garantire gli stessi diritti e servizi».

«Della nostra proposta – conclude la nota – parleremo il 9 dicembre alle ore 17:00 a Villa Rendano di Cosenza, dove con gli interventi del Presidente Svimez, Adriano Giannola e del giornalista  e saggista Marco Espostito, esamineremo la questione dal punto di vista istituzionale, giuridico, economico-finanziario e politico e dove sarà possibile sottoscrivere la proposta di legge. Successivamente ne parleremo il 10 dicembre alle 17:30 ad Isola Capo Rizzuto presso la Sala Consiliare. Informazioni sulle date e le sedi di successivi banchetti per la raccolta delle firme saranno diramate nei prossimi giorni. Annunciamo inoltre che è possibile firmare on line, con spid, firma digitale oppure Trust Pro al link raccoltafirme.cloud». (rcz)

Il presidente Occhiuto: Su Autonomia differenziata la bussola è la Costituzione

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha dichiarato che la bussola per l’autonomia differenziata è la Costituzione.

Occhiuto, nel suo intervento a Radio 1, ha detto di aver apprezzato l’intervento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, «che ha sottolineato che la bussola è la Costituzione, nella quale è previsto che i diritti vadano riconosciuti con uniformità su tutto il territorio del Paese, sia che un cittadino viva a Crotone sia che viva a Treviso».

«Purtroppo così non è – ha aggiunto – perché per anni questi diritti sono stati finanziati, non secondo i fabbisogni ma con il criterio ingiusto della spesa storica. Faccio un esempio: se per ipotesi Crotone spende 100mila euro per gli asili nido e Treviso un milione, perché ha più capacità fiscale, l’anno seguente, quando c’è un incremento sul fondo per gli asili nido del 10%, Crotone avrà 10mila euro in più, mentre Treviso ne avrà 100mila».

«Bisogna passare – ha evidenziato – dalla spesa storica ai fabbisogni proprio perché questo lo prevede la Costituzione. E poi bisogna far lavorare la perequazione, che non ha mai funzionato, e anche questa parte è contenuta nella Costituzione, all’articolo 119. Ecco, se si rispettano questi criteri, si può anche andare avanti con l’autonomia differenziata».

Per quanto riguarda il Pnrr, il Governatore ha sottolineato che «meriterebbe di essere aggiornato», in quanto «è stato fatto prima che scoppiasse la guerra e prima dell’aumento dei prezzi delle materie prime».

«Con questo aumento – ha evidenziato – e la difficoltà che hanno oggi i cantieri, per lo più bloccati, è difficile che si realizzino le opere e si raggiungano i target previsti. L’Europa dovrebbe convincersi del fatto che un minimo di flessibilità dovuta alle circostanze che hanno determinato l’aumento dei prezzi è assolutamente necessaria».

Per quanto riguarda la manovra, Occhiuto ha ricordato che «la Banca d’Italia ha espresso un parere largamente positivo sulla manovra, forse ci si è concentrati su un aspetto che secondo me è di dettaglio, cioè la soglia del contante».

«La manovra mette in equilibrio i conti del Paese e la Banca d’Italia dà un giudizio sostanzialmente positivo – ha continuato –. Ma è chiaro, questo è il primo governo, dopo tanti anni, che ha una maggioranza politica, per cui ogni volta che c’è un elemento che può indurre polemica, questo elemento viene in qualche modo ingigantito».

«Rispetto alla soglia del contante – ha concluso – la Banca d’Italia fa il suo lavoro, ma il governo deve fare altrettanto, anzi, deve contemperare due esigenze: la prima è la lotta all’evasione, che è sacrosanta, e va combattuta in ogni modo; la seconda, invece, è la libertà da parte dei cittadini di spendere i soldi che guadagnano nel modo in cui meglio preferiscono. La Banca d’Italia non ha il compito di occuparsi di questa seconda questione, anche se è normale che faccia le eccezioni che ritenga opportuno. Ad ogni modo, si tratta di una norma di dettaglio che il Parlamento può migliorare nel testo definitivo». (rrm)

 

Parte da Cosenza la raccolta firme per il “no” all’Autonomia differenziata di Italia del Meridione

È partita, da Cosenza, la raccolta firme di Italia del Meridione per dire no all’Autonomia differenziata..

«L’Italia del Meridione – si legge nella nota – è pronta a dare battaglia contro quello che è un vero attacco al Sud e alla Costituzione italiana. Il disegno di legge Calderoli, infatti, non è altro che il becero tentativo di aumentare ulteriormente i divari di un Paese nel quale a tutt’oggi non trovano applicazione i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Imperversa, invece, l’iniquo criterio della Spesa Storica, che è l’unico criterio di ripartizione delle risorse finanziarie e che cristallizza e certifica le attuali diseguaglianze fra le diverse aree del Paese, che viaggia, dunque, a velocità diverse dalle due estremità».

«È assolutamente necessario informare e dare battaglia su queste tematiche – viene evidenziato – iniziando da un sano confronto con i cittadini. Per tali ragioni, si invitano tutti i residenti  dell’area urbana e dell’hinterland cosentino a recarsi il giorno 7 Dicembre, dalle ore 16:00 alle ore 20:00, presso il nostro banchetto informativo che verrà allestito in Piazza XI settembre a Cosenza. Sarà un momento volto a condividere le ragioni per una proposta di legge di iniziativa popolare che modifichi gli art. 116 e 117 della Costituzione e dire definitivamente No a chi vorrebbe perpetrare il cinico disegno di un Paese diviso, nel quale i diritti universali vengono calpestati a seconda delle latitudini geografiche».

«Tutti i cittadini non residenti nei comuni indicati – conclude la nota – potranno ricevere informazioni su come e dove firmare anche tramite Spid». (rcs)

Occhiuto: Il Governo dica all’Ue che servono modifiche al Pnrr

«Servono modifiche al Pnrr e il Governo lo dica alla Ue». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a margine de “L’Italia delle Regioni”, il primo Festival delle Regioni e delle Province Autonome, in corso a Milano.

«Stiamo dibattendo molto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha spiegato – e siamo molto preoccupati che l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime stia bloccando moltissime attività previste dal Pnrr. Confidiamo che il governo sappia rappresentare questa circostanza in Europa».

«Quello che sta accadendo, dovuto al fatto che il Pnrr è stato pensato prima della guerra e prima dell’aumento dei costi – ha evidenziato – dovrebbe indurre a qualche modifica: o si riducono le opere oppure si tiene conto dell’aumentato costo per la realizzazione dei diversi progetti e delle diverse attività previsti».

Per quanto riguarda l’autonomia differenziata, Occhiuto ha detto di non aver «alcun pregiudizio». Governo una Regione del Sud e, in più di un’occasione, ho rappresentato al ministro Calderoli che alcune materie possono essere importanti come asset di sviluppo per le Regioni del Mezzogiorno».

«Penso, ad esempio, all’energia – ha spiegato –. La mia Regione produce il 42% dell’energia da fonti rinnovabili, la Lombardia e il Veneto ne producono tra il 13 e il 16%. Se a queste fonti aggiungiamo quelle non fossili, come l’idroelettrico, nella mia Regione si produce più energia di quella che si consuma. Se l’autonomia differenzia partisse dall’energia ciò sarebbe un’opportunità per la Calabria».

«Penso però che ciò che è contenuto nel Titolo V della Costituzione e che Calderoli vuole giustamente attuare – ha concluso – è il primo valore dell’autonomia differenziata; poi c’è un altro valore che riguarda i diritti sociali e civili che la nostra Carta stabilisce, e che devono esser applicati con uniformità su tutto il territorio nazionale; e infine c’è il terzo valore, che è quello della perequazione infrastrutturale: articolo 119 della Costituzione. Se il treno corre velocemente, perché il macchinista Calderoli vuole portare al traguardo il vagone dell’autonomia differenziata, io sono contento, perché penso che anche gli altri due vagoni – diritti e perequazione – arriveranno di pari passo». (rrm)

Bevacqua (PD): Con legge di Bilancio Calderoli cerca di far passare in silenzio l’autonomia differenziata

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, ha denunciato come «con l’art. 143 della legge di bilancio, il ministro Calderoli cerca di far passare in silenzio l’autonomia differenziata, tagliando fuori dal dibattito il Parlamento e sottraendosi al confronto democratico».

«Sarebbe un colpo definitivo per il Sud e il trionfo dell’autonomia», ha denunciato Bevacqua, ribadendo che «i Lep sono i livelli di prestazione essenziali che corrispondono, dunque, a diritti civili e sociali che dovrebbero essere garantiti su tutto il territorio nazionale e che, vista la divaricazione attuale tra le diverse aree del Paese, devono essere sottoposte a una preliminare perequazione. Qualcuno sta cercando di giocare con il fuoco, silenziando il dibattito sull’autonomia differenziata per poi approvarla con la legge di bilancio».

«Conosciamo bene – ha concluso – le capacità e la dimestichezza con la macchina legislativa del ministro Calderoli, ma sui diritti sociali e civili degli italiani non si scherza. Per questo come gruppo Pd organizzeremo un incontro pubblico al quale inviteremo oltre ai parlamentari del nostro partito, i sindacati, il presidente del Consiglio regionale Mancuso e il governatore Occhiuto per tenere alta la tensione oltre a dimostrare quella compattezza fin qui registrata a tutela dell’intero territorio che siamo chiamati a rappresentare». (rrc)

Autonomia differenziata, Lo Schiavo: A rischio il patto di solidarietà nazionale

con l’Autonomia differenziata, per il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo è a rischio «il patto di solidarietà nazionale». Per questo «le Regioni del Sud devono fare fronte comune. Io ho chiesto al presidente Occhiuto di fare sua la difesa dei diritti dei cittadini e la perequazione tra le Regioni e che questi concetti vengano cristallizzati in una posizione netta dalla quale discende poi ogni ulteriore discussione».

«Nei prossimi mesi – ha ricordato – il Consiglio regionale della Calabria dovrà affrontare forse una delle questioni più importanti del regionalismo italiano dal 1970 ad oggi: l’autonomia differenziata. Molte Regioni del Nord hanno chiesto di avere più funzioni ad esse delegate e quindi maggiore autonomia su una serie di settori strategici fondamentali per la vita dei cittadini. Il rischio è che si aprano ulteriori divari tra regioni ricche e regioni povere del Paese, come nel sistema scolastico o in quello sanitario».

«Il tentativo di alcune regioni ricche di trattenere sul proprio territorio il gettito fiscale che lì si ottiene – ha spiegato – non è altro che un modo per rompere il patto di solidarietà e di unità nazionale. Occhiuto, in quanto esponente di primo piano di un partito della maggioranza di centrodestra che governa il Paese, deve quindi utilizzare la filiera istituzionale di cui gode per mettere un freno ai suoi alleati di Governo, e in particolare alla Lega, rispetto a questi temi».

«Non possiamo permetterci una scuola su base regionale o una sanità regionale e infrastrutture regionali – ha proseguito –. Questo per un dato evidente e ben preciso: senza una solidarietà nazionale una regione povera come la Calabria potrà essere solo ancora più povera e sganciata dalla locomotiva del Paese. Non è meridionalismo stanco o il solito piagnisteo meridionale, bensì una questione di diseguaglianze, di diversi diritti di cittadinanza che dobbiamo scongiurare a tutti i costi. Su questo aspetto, il Consiglio regionale calabrese deve far sentire fino in fondo la propria voce».

«Se il presidente Occhiuto svestirà i panni di leader politico del centrodestra di Governo e tutelerà i diritti dei calabresi – ha concluso – noi saremo con lui; se, al contrario, romperà il fronte delle regioni del Meridione e quindi, indirettamente, aprirà una falla, facendo passare senza opporsi la secessione delle regioni ricche, noi faremo una protesta forte sia in Consiglio regionale che in tutta la società calabrese».  (rrc)

SI SCRIVE AUTONOMIA, SI LEGGE DIVARIO
PIETRA TOMBALE DELLA RIPRESA DEL SUD

di MASSIMO MASTRUZZOL’Autonomia differenziata rischia di diventare la pietra tombale su ogni speranza di ripresa per il Sud Italia. E su questo punto ogni tentativo di trovare un lato positivo è semplicemente un arrampicarsi sui vetri con le mani unte.

Al momento il progetto di Calderoli (Lega), che praticamente è una sorta di secessione dei ricchi, è stato bloccato dalle proteste trasversali dei governatori del Sud-Italia, anche perché non potrebbero dare ai propri concittadini spiegazioni plausibili per giustificare tale autoevirazione.

Si tratta però solo di una battaglia vinta, così come quella nel 2018, quando come Movimento per l’Equità Territoriale riuscimmo a bloccare il ddl Calderoli (governo giallo-verde) e l’azione dell’allora ministro Erika Stefani (Lega).

O come nel 2019 quando ci riprovò il governo giallo-rosso. In quel caso “fu sufficiente” che in conferenza stato-regioni si aggiungesse la clausola al documento “previa definizione dei Lep”, per far cambiare idea.

E ancora quando toccò a Mariastella Gelmini con il suo DDL sostenuto trasversale dei presidenti di regione del nord Italia, con i quali fece addirittura riunioni esclusive senza far partecipare i presidenti delle Regioni del Sud:

L’apoteosi della frase shakespeariana “C’è del marcio in Danimarca”.

Siamo quindi al cospetto di una guerra ancora tutta da combattere, ed giunta l’ora che la società civile, anche quella del Nord, si faccia sentire una volta per tutte contro questa iniziativa che prevede servizi nevralgici come scuola, trasporti e sanità con livelli essenziali diversi nelle varie Regioni.

Anche perché a luglio 2022 era pronto l’accertamento sui divari territoriali, operazione necessaria per far partire la Perequazione infrastrutturale, indispensabile per rendere l’Italia un paese senza discriminazioni territoriali su scuola, sanità, rete idrica e trasporti.

L’accertamento preparato dal governo ha portato dati oggettivi e in base a questi dati è risultato che al Mezzogiorno tocca l’81%. Eppure davanti all’oggettività dei dati e nonostante l’obbligo di legge ad approvare il Piano Perequazione Infrastrutturale da 4,6 miliardi entro il 30 aprile 2022, il governo ripone il documento nel cassetto delle cose da non fare.

Niente di nuovo, si tratta purtroppo di un film già visto: Giancarlo Giorgetti, che oggi riscopre il ruolo di ministro dell’economia e delle finanze nel governo Meloni, dal 2013 al 2018 fu presidente della bicamerale per il federalismo fiscale. Nella convinzione che il sud ricevesse più del dovuto, fu richiesta e avviata una ricerca sulla redistribuzione della spesa storica affinché venisse sostituita con il fabbisogno standard, i Lep appunto.

Per fare questo lo Stato avrebbe dovuto stabilire quali sono i servizi essenziali a cui ha diritto un cittadino su tutto il territorio italiano, e per evitare sprechi decide di calcolare il costo corretto di questi servizi, ovvero il fabbisogno standard che dovrebbe essere finanziato integralmente. Purtroppo i livelli essenziali delle prestazioni non sono mai stati attuati.

Il Motivo? I dati sulla ricerca della redistribuzione della spesa storica furono così scioccanti che Giancarlo Giorgetti nel leggere i dati richiesti e ricevuti dal ministero dell’Economia sulla redistribuzione dei fondi, rendendosi conto dell’assurda incostituzionalità di quanto quelle cifre stessero dichiarando, e probabilmente resosi conto che quei dati al 100%, come previsto dalla legge, sarebbero potuti essere scioccanti, chiese: «magari ce le fate avere in modo riservato o facciamo una seduta segreta come avviene in commissione antimafia».

La battaglia contro questa autonomia differenziata deve coinvolgere tutta la società civile intellettualmente onesta, dal nord a sud del Paese. (mm)

[Massimo Mastruzzo è della segreteria nazionale M24A-ET – Movimento per l’Equità territoriale]