Autonomia, il sindaco di CS Caruso: Regione impugni legge alla Corte Costituzionale

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, assieme ai tanti sindaci e al movimento “Una sola Italia”, ha chiesto ai presidenti del Consiglio del Consiglio Regionale e della Giunta, Filippo Mancuso e Roberto Occhiuto che «la Regione decida di impugnare presso la Corte Costituzionale la legge sull’autonomia differenziata».

«È questo un atto concreto a difesa della unità nazionale oltre che a tutela degli interessi del Sud e della Calabria.  Sarebbe questa una scelta che potrebbe dare credibilità alle tardive dichiarazioni rilasciate dallo stesso Roberto Occhiuto contro il disegno di legge leghista», ha detto Caruso, sottolineando come «la Legge leghista, barattata con Forza Italia e Fratelli d’Italia, per una improbabile Riforma sulla Giustizia e per la istituzione di un assai discutibile premierato è antidemocratica ed anticostituzionale».

«Divide l’Italia in 20 piccole repubblichette – ha proseguito – sottraendo ingenti risorse e funzioni alle Regioni meridionali e  aumenta  il divario già esistente tra Nord e Sud. Infatti, la Legge Calderoli è destinata a creare, una volta attuata, inaccettabili discriminazioni tra gli italiani che a secondo i territori di residenza avranno disparità di diritti, anche per quelli che la Costituzione afferma il principio dell’ universalità, a partire dalla garanzia del diritto alla cura e alla salute, della istruzione e del trasporto».
«Mi auguro – ha concluso Caruso –  che Roberto Occhiuto  faccia prevalere gli interessi dei calabresi, attraverso atti concreti e non vuote parole e sia, pertanto , coerente e conseguente rispetto al manifestato dissenso verso una legge punitiva e tesa ad accentuare la marginalità e la subalternità della Calabria rispetto alle aree forti del Paese». (rcs)

Il PD Calabria: Conferenza dei Capigruppo conferma ambiguità cdx calabrese su autonomia

Per il Partito Democratico della Calabria alla Conferenza dei Capigruppo è stata confermata l’ambiguità del centrodestra sull’autonomia differenziata.

Nel corso della riunione, infatti, i dem hanno chiesto ai presidenti dei gruppi consiliari di stendere insieme una mozione unitaria per chiedere alla giunta e al governatore di attivarsi, tramite impugnativa, per bloccare la riforma leghista che non è altro che una secessione mascherata.

«Non abbiamo presentato un testo già preconfezionato –  hanno spiegato i consiglieri dem – per non urtare la sensibilità di nessuno e ottenere il contributo di tutti per quella che riteniamo dovrebbe essere una battaglia comune. Neanche in questo caso, però, abbiamo trovato alcuna apertura da parte della maggioranza di centrodestra che dimostra chiaramente di volere proseguire con la propria ambiguità. Sulla stampa fa finta di essere contraria per non perdere consenso, nella pratica dimostra di volere sostenere la legge o, nella migliore delle ipotesi, di non avere il coraggio di opporsi alla volontà del governo nazionale».

«In ogni caso il Pd, insieme alle altre forze di opposizione – continua la nota –, proseguirà lungo la strada intrapresa e richiamerà in Aula la mozione per fare chiarezza e fare in modo che i calabresi sappiano davvero come stanno le cose e chi dovranno ringraziare quando vedranno evaporare i loro diritti fondamentali, a partire da quello alla salute che già era in pericolo, considerando lo stato attuale della sanità calabrese che adesso è destinata a sprofondare».

«Non può essere consentito a nessuno di prendere in giro i cittadini – conclude la nota del dem – La posizione da assumere è semplice: o si è contrari all’autonomia differenziata e si intraprendono le iniziative necessarie per bloccarla oppure si è a favore e lo si deve dire con franchezza ai calabresi». (rrc)

Gesmundo (Cgil): Occhiuto impugni la legge dell’autonomia

Occhiuto impugni la legge sull’Autonomia Differenziata. È la sfida lanciata dal Segretario Cgil Nazionale Pino Gesmundo, nel corso dell’ promosso da Cgil Area Vasta Politiche industriali, infrastrutture, bonifiche: prospettive di sviluppo dell’area centrale della Calabria, organizzato dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo.

Al convegno hanno preso parte il segretario Generale Cgil Calabria Angelo Sposato, il segretario Generale Cgil Area Vasta Enzo Scalese, il dirigente Corap Fabrizio D’Agostino, il commissario straordinario di Governo Sin Crotone-Rossano-Cerchiara di Calabria Emilio Errigo, il presidente Ance Calabria, Roberto Rugna, oltre ai segretari Generali di categoria Umberto Calabrone (Fiom Cgil Calabria), Simone Celebre (Fillea Cgil Calabria), Francesco Gatto (Filctem Cgil Calabria), Salvatore Larocca (Filt Cgil Calabria), Alberto Ligat ( Slc Cgil Calabria). A moderare i lavori la giornalista Maria Rita Galati.

«C’è bisogno – ha spiegato il Segretario Nazionale Cgil Gesmundo – di mettere in piedi investimenti seri per attrarre le imprese e fare in modo che il Mezzogiorno diventi volano di sviluppo per l’intero territorio nazionale. La logica dell’Autonomia Differenziata dice il contrario: penalizzare il Sud.  Il Mezzogiorno non può essere abbandonato a se stesso, c’è bisogno di politiche che compensino la scarsa attenzione avuta fino ad ora e ne sfruttino le potenzialità. Non è accettabile quanto avvenuto con i Fondi Sviluppo e Coesione e con il Pnrr, risorse che dovevano essere utilizzate al Sud, ma questo non sta avvenendo».

«È un momento particolare per la Calabria – ha detto Sposato –. A breve si terrà la conferenza dei servizi per la bonifica di Crotone ed è necessario che Eni si assuma tutte le responsabilità e faccia le operazioni indispensabili a una bonifica che salvaguardi la salute dei cittadini calabresi. Ma anche la Regione deve fare la sua parte rivedendo il Piano regionale per i rifiuti. Quello attuale è un regalo ad Eni: i rifiuti speciali vanno trattati come tali e non possono essere trattati come ordinari».

«Per quanto riguarda le politiche industriali – ha aggiunto Sposato – le partecipate pubbliche sono sempre venute al Sud con politiche molto deboli, chiediamo che cambiano direzione. Tim, Eni, Enel nel passato hanno preso molto dalla Calabria, ora dovrebbero ridare qualcosa ai nostri territori e il governo, dal canto suo, dovrebbe rivedere le regole per le partecipate pubbliche. Per quanto riguarda le politiche infrastrutturali per noi rimangono prioritarie l’Alta Velocità, 106 e l’elettrificazione della ionica».

«Mettiamo insieme organizzazioni sindacali, istituzioni e politica regionale e nazionale per far capire che in Calabria è possibile un cambiamento», la proposta del Segretario Generale Cgil Area Vasta Catanzaro – Crotone-Vibo Enzo Scalese.

«La nostra è una realtà attrattiva, abbiamo le potenzialità per attirare investimenti – ha concluso –. La prima Hydrogen Valley nata nell’area industriale di Lamezia ne è un esempio. A partire dalla transizione ecologica ed energetica si possono creare imprese con risorse naturali. Porteremo ai tavoli regionali e di governo, con le categorie, le nostre proposte».

La proposta di Antonio Tajani: Un Osservatorio sull’Autonomia

«Al prossimo Consiglio nazionale proporrò l’istituzione di un osservatorio sulle Regioni, formato dai capigruppo, i presidenti di Regione e la ministra Maria Elisabetta Casellati che dovrò monitorare il percorso della legge e controllare che i nostri ordini del giorno votati in parlamento siano applicati. Vogliamo vigilare». È la proposta avanzata dal vicepremier e leader di Forza ItaliaAntonio Tajani, in una intervista su La Stampa.

Vigilare nel senso che «vogliamo fugare le preoccupazioni e mostrare che l’applicazione dell’autonomia differenziata è un percorso lungo. Non facciamo niente contro qualcuno ma l’autonomia è da maneggiare con estrema cura tenendo conto delle preoccupazioni del Sud. Siamo al governo in Lombardia e in Piemonte, in Veneto no perché Zaia non ha voluto, però lo voglio rassicurare: vogliamo soltanto far rispettare le regole. Forza Italia dev’essere garante che vengano tutelati l’unità nazionale e gli interessi di tuti i cittadini. Il risultato elettorale mostra che siano un partito equilibrato da un punto di vista territoriale».

«C’è una esigenza di rassicurare. Io capisco benissimo – ha spiegato Tajani – le preoccupazioni del Sud, ma Forza Italia, prima al Senato e poi con gli ordini del giorno approvati alla Camera, è già intervenuta per migliorare la legge. Noi avevamo lasciato una sorta di libertà di coscienza su questo tema, L’indicazione del partito era di votare sì, loro hanno deciso di non votare. Ma i numeri per approvare il Ddl c’erano in ogni caso. Sono emerse preoccupazioni che io comprendo benissimo e alle quale voglio rispondere». (rrm)

La Commissione Europea boccia l’autonomia

«Il ritorno di ulteriori competenze alle regioni italiane comporta rischi per la coesione e le finanze pubbliche del Paese». È l’allarme lanciato dalla Commissione Europea nel Country Report in merito all’autonomia differenziata, approvata nei giorni scorsi e riportato da Il Sole24Ore.

«Mentre il disegno di legge attribuisce specifiche prerogative al governo nei negoziati con le regioni, esso non fornisce alcun quadro comune di riferimento per valutare le richieste di competenze aggiuntive da parte delle regioni», si legge nel documento, in cui viene evidenziato come «i Lep garantiscono solo livelli minimi di servizi e non riguardano tutti i settori, vi sono rischi di ulteriore aumento delle disuguaglianze regionali. L’attribuzione di poteri aggiuntivi alle regioni in modo differenziato aumenterebbe anche la complessità istituzionale, con il rischio di maggiori costi sia per le finanze pubbliche che per il settore privato».

Il documento, infine, ricorda«le regioni potranno richiedere fino a 23 competenze aggiuntive e ottenere le risorse corrispondenti tramite negoziati bilaterali con il governo centrale». Ma, nonostante il testo preveda «alcune garanzie per le finanze pubbliche — si legge —, come valutazioni periodiche dellecapacità fiscali regionali e requisiti per i contributi regionali al raggiungimento degli obiettivi fiscali nazionali».

Sull’allarme della Commissione Ue è intervenuta la consigliera regionale del Pd, Amalia Bruni, invitando il presidente della Regione, Roberto occhiuto, a ripartire «da qui e decida di impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale», come hanno già pensato di fare la Campania e la Sardegna

-xAttenzione, non parliamo di un collettivo comunista – ha ricordato – l’organo esecutivo dell’Unione europea, contesta la riforma nel Report annuale sulle economie nazionali, in cui dedica un paragrafo proprio al ddl Calderoli facendo riferimento al testo che era stato approvato in Senato, chiaramente, ma che in soldoni è stato confermato alla Camera».

«Il centrodestra calabrese continua ad azzuffarsi, fuori tempo massimo, sulle ricadute devastanti che la legge sull’Autonomia Differenziata avrà sul destino economico e sociale del Mezzogiorno. Senza un minimo di autocritica sulla responsabilità per omesso controllo, e di conseguenza, per l’immobilismo che ha segnato il dibattito antecedente all’approvazione del testo arrivato alla Camera. Chi ha veramente a cuore il futuro della Calabria deve agire, oltre i proclami e i “mea culpa” di circostanza», ha detto Bruni, ricordando come «lo sapevamo tutti che ddl Calderoli avrebbe spaccato il Paese, ancora prima di diventare legge, ma nessuno ha fatto niente: troppo impegnati ad incantare i calabresi con la comunicazione deviata e deviante di un presidente di Regione “superuomo” e distratto dall’ego prorompente che lo rende sordo ad ogni sollecitazione dell’opposizione».

«Le forze politiche, le associazioni, gli amministratori e i cittadini – ha concluso – che hanno a cuore il futuro della nostra regione devono concentrarsi su altro: ogni azione possibile da mettere in atto per bloccare questo disastro». (rrm)

L’OPINIONE / Carmelo Versace: Con autonomia si prospetta un regionalismo sbilanciato e asimmetrico

di CARMELO VERSACE – Si susseguono in questi giorni pensieri e preoccupazioni in ordine all’entrata in vigore del Decreto Calderoli. Era nell’aria! A poco serve dire: lo sapevamo! Sì, lo sapevamo ma non lo condividiamo. Certo Nello Musumeci, ministro della protezione civile, dall’alto della sua Sicilianità ci incoraggia dicendoci di “smettere di continuare a piangere” ma dimentica che la Sicilia è una Regione a Statuto Speciale e chi meglio di lui non sa che la sua Regione ha potere pieno, ha governo pieno, ha finanziamenti pieni.

Nonostante tutto sa anche che le regioni a statuto speciale conoscono già l’autonomia differenziata in cui le forme di finanziamento sono assolutamente diverse da quelle a statuto ordinario e nonostante non può disconoscere le criticità che hanno visto in questi anni continue negoziazioni sostenute con lo stato centrale ciò a dimostrazione che anche l’autonomia che vedrebbe di fatto trasformate le regioni da ordinarie a speciali non godrebbe di uniformità di trattamento vista la disparità di condizioni.

Si, vero, competere con il Nord, ma io direi ad armi pari ! Ma non è questo il caso. Ed è chiara la preoccupazione. Il dislivello che verrà generato dai finanziamenti delle funzioni delle regioni sarà acclarato senza se e senza ma ,dalla sperequazione della capacità fiscale a cui gli stessi finanziamenti verranno agganciati e si dà il caso che le regioni del sud abbiano tutte meno capacità fiscale. Così come anche osservato in queste ore da Giancarlo Greco di Unimpresa nazionale Sanità, in una sua nota che non può che inquietare per quanto egli stesso descrive come timore concreto su quanto avverrà sul piano sanitario. Condivido completamente l’analisi.

Coloro che hanno saccheggiato questa Regione continuano a renderla sempre più inerme e più vulnerabile senza neppure opporsi ad eventi che risulteranno completamente devastanti . Si prospetta un regionalismo sbilanciato ed asimmetrico con ricadute economiche e sociali che aumenteranno il divario Nord-Sud . La questione Meridionale oggi è quanto mai ritornata alla ribalta dei contenuti della politica e su questo si dovrà fare fronte comune ricreando le condizioni di battaglie sociali piu collettive e meno divisive ricercando l’interesse della collettività . Questo è il punto di analisi piu doloroso per una popolazione che vede sempre meno lo Stato avvicinarsi al cittadino , garantirlo nei sui elementari diritti e nella difesa di valori si tutelati costituzionalmente ma solo sulla carta!

Finché non si risolverà la questione Meridionale di tutti i sud del mondo non si potrà parlare di allineamento in favore dello sviluppo. (cv)

[Carmelo Versace è vicesindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria]

L’OPINIONE / Filippo Veltri: Le leggi che non vanno

di FILIPPO VELTRIGli italiani bocciano la legge sull’Autonomia. Il no da Centro e Sud. Il 45% è contrario alla riforma perché aumenterebbe il divario tra Regioni ricche e povere, penalizzando la scuola e la sanità.  (Sondaggio Istituto Noto)

La riforma del premierato significa che in Italia non ci sarà più la politica, solo una campagna elettorale feroce e poi per cinque anni la politica sarà affare di uno solo, del premier. Si tratta di un sistema che non c’è in nessun’altra parte del mondo. È un disegno neo-autoritario che però non è un golpe, ma l’estremizzazione di processi già in atto. Questa destra è pericolosa perché asseconda e accelera il passaggio alla post-democrazia. (Carlo Galli, costituzionalista).

L’elezione diretta del presidente del Consiglio divide i cittadini: sì dal 55% degli italiani, no dal 43%. (Sondaggio Ipsos-Repubblica)

Tre piccole citazioni per delineare un quadro di possibile comprensione delle due leggi che stanno drammaticamente dividendo paese e istituzioni, se solo si pensa – per ultimo – alle manifestazioni di martedì scorso davanti il Parlamento, a quelle dinanzi le Prefetture di tutt’Italia, alle votazioni di martedì e mercoledì al Senato e alla Camera sui due provvedimenti e al diluvio delle polemiche che non accenna a placarsi dopo tre giorni.

 Ora sembra pacifico, o almeno sembrerebbe, che due interventi legislativi di questa portata debbano agire in una situazione in cui – è vero – valgono le leggi della democrazia e quindi chi ha più voti va avanti, ma che per modifiche così importanti un minimo di clima se non altro normale e non da rissa sarebbe, anzi è, necessario. 

Andare avanti a colpi di maggioranza e sperare poi che i referendum, confermativi o abrogativi, diano il via libero definitivo ci pare infatti un azzardo da pokeristi convinti ma qui non siamo al tavolo verde. Ci provò Renzi e sappiamo come è andata a finire e come è finito soprattutto lui. Il buon senso in politica pare sparito ma le cose dette a tal proposito – prima e dopo il voto di mercoledì scorso – dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, meritano un approfondimento. Ma…

Il ma è infatti un macigno bello grosso: Occhiuto ha ben presente un quadro politico diviso e frammentato e parla innanzitutto al suo partito e al leader nazionale di Forza Italia, quell’Antonio Taiani che ha nelle mani il partito creato da Silvio Berlusconi e a cui guarda il 10% degli italiani (voto 8 e 9 giugno 2024).

È una partita a scacchi tra Occhiuto e Tajani (che non volle a suo tempo Occhiuto come unico vicesegretario del partito)? Sicuramente sì. I gossip politici locali e nazionali suggeriscono da giorni questo ma il governatore calabrese – che ha ondeggiato paurosamente più volte sul tema dell’autonomia differenziata – forse andrebbe preso un po’ sul serio e magari messo alla prova in senso stretto dall’opposizione, a Roma e in Calabria. Sempre per restare, infatti, all’azzardo dei pokeristi ad un certo punto nelle mani di poker se si tratta di un bluff questi vengono alla luce se si fanno alla fine scoprire le carte; se si tratta di mere partite tattiche, che si sgonfiano al primo accordo, sopra o sotto banco, non ci vorrà molto a scoprirlo.

Ma quelle tre piccole citazioni riportate all’inizio suggeriscono che la paura di andare incontro ad un azzardo e ad una sconfitta politica di proporzioni immani ai referendum comincia ad essere percepita anche in settori non marginali del campo opposto al centrosinistra e sarebbe, dunque, normale non lasciare cadere queste prese di posizione, in Calabria (ma, ripetiamo, anche a Roma). 

Il voto alle Camere sull’autonomia differenziata è ormai cosa fatta e restano i probabili referendum. Lì sarà tutta un’altra partita e solo lì si vedrà la coerenza di Occhiuto (e degli altri parlamentari calabresi di Forza Italia) e degli atteggiamenti, quando ci sarà quella prova del fuoco dei referendum. Lì non varranno più bluff, sparate propagandistiche, dichiarazioni alla stampa, parole al vento o sceneggiate e si vedrà davvero chi avrà tessuto più filo per reggere la sfida e chi alle parole farà seguire i fatti concreti. Cioè chi davvero si opporrà a quel provvedimento approvato in Parlamento. (fv)

L’OPINIONE / Rosaria Succurro: Autonomia può compromettere futuro dei nostri territori

di ROSARIA SUCCURRO – Noi sindaci calabresi siamo molto preoccupati per la spedita approvazione dell’autonomia differenziata, che nella forma attuale può compromettere il futuro dei nostri territori.

Da presidente dell’Anci Calabria, avevo intercettato anzitempo le perplessità e le riserve dei sindaci calabresi sul testo in discussione. Pertanto, tutti insieme avevamo chiesto, tramite i prefetti delle cinque province della Calabria, che l’articolato contenesse la definizione dei Lep e le modalità di finanziamento, che purtroppo mancano nel testo approvato.

Nel testo finale dell’autonomia differenziata non ci sono certezze sulla definizione e sul finanziamento dei Lep e neppure per le Regioni che non vorranno proporre forme di autonomia o che vorranno proporle su materie al di fuori dei Lep. Inoltre, del caposaldo della perequazione non si è tenuto conto, non c’è stato un dibattito maturo sul disegno di legge né il necessario approfondimento sull’impatto della riforma per le Regioni meridionali.

Pertanto, noi sindaci calabresi torneremo dai prefetti e continueremo ad avanzare le nostre sacrosante richieste tutti uniti, portando avanti una battaglia che non ha né può avere colori politici e che riteniamo doverosa per onorare il nostro mandato di rappresentanti delle comunità locali. (rs)

[Rosaria Succurro è presidente di Anci Calabria]

Greco (Unimpresa Sanità): Autonomia è condanna a emigrazione sanitaria

Per Giancarlo Greco, presidente di Unimpresa Sanità, l’autonomia «è una condanna all’emigrazione sanitaria». Per questo «ci appelliamo al Capo dello Stato e alle forze oneste e sane del Sud: occorre difendere la dignità dei meridionali».

Con l’autonomia «le regioni amministrate meglio negli anni, quelle in cui la politica ha speso bene e con lungimiranza le risorse in sanità, avranno un grande vantaggio. Le regioni che, al contrario, sono state saccheggiate dalla politica cialtrona e clientelare, dove si è mercanteggiato per anni il voto di scambio sulla pelle dei pazienti e nelle corsie di ospedale, le stesse che hanno visto via via distruggere il servizio sanitario, riceveranno meno dallo Stato centrale».

Secondo Greco «gli imprenditori del Sud e del comparto sanità non staranno a guardare. Nondimeno, ci auguriamo, staranno a guardare i cittadini del Mezzogiorno privati della loro dignità di pazienti dalla stessa classe politica che oggi vota l’autonomia differenziata. Pazienti del Sud condannati ormai irrimediabilmente a curarsi in altri angoli del Paese, migranti della salute».

«La notte della Repubblica italiana è arrivata – ha concluso –. Prevedibilissima, prevista, banale, ma gravissima è arrivata». (rrm)

Il PD Calabria: La Calabria paga il prezzo dell’insipienza della propria classe dirigente

«Oltre alle strategie di Governo mirate ad affossare il Sud Italia, la Calabria paga il prezzo, altissimo e ormai atavico, dell’insipienza della propria classe dirigente», ha rilevato il Pd Calabria, evidenziando l’ipocrisia populista del governatore Roberto Occhiuto e degli altri rappresentanti forzisti all’indomani dell’approvazione alla Camera del testo sull’Autonomia Differenziata.

«L’imbonitore del giorno è, sicuramente – hanno detto i dem – il Governatore Roberto Occhiuto che si affanna pubblicamente a stracciarsi le vesti dopo l’approvazione, in Parlamento, dell’Autonomia differenziata, una legge barbara, incivile, che segna il definitivo tracollo del Mezzogiorno e toglie la maschera ad un Governo nordista e evidentemente antimeridionalista”. E’ quanto afferma in una nota il gruppo regionale del Partito Democratico calabrese».

«Dopo aver votato a favore dell’allora ddl Calderoli nella Conferenza Stato-Regioni – prosegue la nota – il presidente della Regione Calabria, probabilmente allertato dall’ostilità dei cittadini a questo obbrobrio giuridico, soltanto adesso fa finta di alzare i toni contro la sua stessa maggioranza. Dal suo campionario di capriole, poi, tira fuori l’esercizio ginnico più improbabile e spericolato, mostrando apprezzamento per la scelta dei deputati calabresi di Forza Italia di non presenziare al voto. Attenzione, si badi bene: non hanno votato contro. Semplicemente, hanno preferito non votare. Nessuna assunzione di responsabilità, insomma. Nessuna trasparenza nei confronti dei propri concittadini. Nessuna presa di posizione netta, nessuna azione valida e concreta per dire “no” ad una norma che uccide e umilia le comunità del Sud».

«Hanno scelto di non scegliere – hanno evidenziato – e lo sbandierano come chissà quale grande merito di indipendenza e libertà. Non sono degli eroi, piuttosto sono degli ignavi, non in grado di essere né carne, né pesce. Tacciano, invece di fare aria fritta, dopo aver approvato al Senato ed inscenato un teatrino alla Camera. O piuttosto inizino a raccogliere le firme per indire un referendum per cancellare, per sempre, questa ignominia sulla storia della nostra Repubblica».

«Al Governatore Roberto Occhiuto, infine, che oggi fa la parte dell’offeso – hanno concluso – suggeriremmo di guardare in casa propria, considerando che perfino suo fratello, il senatore Mario, già sindaco di Cosenza, ha sì votato all’Autonomia differenziata a Palazzo Madama e l’ho ha fatto convintamente a favore, vantandosi pure d’averne plasmato in testo in commissione. Beghe di casa loro che sbroglieranno, probabilmente, alla prossima riunione di famiglia. Di questo poco ci importa. La Calabria non ha davvero più bisogno dell’ipocrisia di una classe dirigente insipiente e ingannevole». (rcz)