Magorno (IV): Rispondere alle necessità dei calabresi

Per il senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, «è arrivato il momento di dire basta a questa insensata guerra mediatica tra lobby contrapposte e di chiedere con forza una svolta per ottenere ciò che davvero serve ai cittadini calabresi».

«L’unico dovere, in questo momento — ha aggiunto – è chiedere e realizzare una serie di interventi urgenti per le necessità reali dei calabresi. Bisogna andare nel concreto dell’emergenza aumentando il numero dei tamponi, rafforzando la presenza di personale nei presidi sanitari, chiarendo chi deve fare i tamponi antigenici e come questi devono essere eseguiti».

«A Roma si parla una lingua, in Calabria un’altra – ha concluso Magorno –. Quello che non si può accettare è che a pagare siano i cittadini che, invece, hanno diritto a un rafforzamento della sanità, per sconfiggere il Covid e per il futuro». (rp)

Caso Cotticelli, Spirlì al Governo: concordare con la Regione le decisioni da assumere a seguito di questa vicenda

Il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha preso atto della decisione del Premier Giuseppe Conte di rimuovere, con effetto immediato, il commissario ad acta della Sanità calabrese, Saverio Cotticelli che, per quasi due anni, «ha continuato a provocare danni ormai sotto gli occhi di tutti» e chiede al Governo di «concordare con la Regione tutte le decisioni che riterrà di assumere in seguito a questa grave autodenuncia dello stesso commissario Cotticelli».

Per il presidente Spirlì, infatti, la decisione di Conte «è la migliore dimostrazione del fatto che noi abbiamo sempre detto la verità circa le responsabilità per la mancata attivazione del piano d’emergenza covid, che ha anche provocato la scelta di dichiarare “zona rossa” la Calabria», aggiungendo che «la grave situazione attuale, tuttavia, mpone a tutti di fermarsi un attimo per cercare soluzioni condivise e per riflettere sull’effettiva validità di un Piano di rientro che, da 11 anni, ci costringe a sperperare risorse senza risolvere nessuno dei problemi che affliggono i cittadini calabresi».

Spirlì, inoltre, ha invitato il Premier Conte «a non procedere con l’approvazione finale del nuovo Decreto Calabria, che non sarebbe altro che un atto di autolesionismo per lo stesso Governo e la maggioranza che lo sostiene e rinnoverebbe, di fatto aggravandolo, un commissariamento che è riuscito solo a inanellare fallimenti su fallimenti».

«La Regione – ha concluso il presidente f.f – rimane, dunque, in attesa di una convocazione da parte del premier per discutere del modo in cui, nel prossimo futuro, ci si prenderà cura della salute dei cittadini e della valorizzazione del personale sanitario della Calabria». (rrm)

Federalberghi Calabria annuncia ‘class action’ e azione di responsabilità del commissario Cotticelli

Federalberghi Calabria, che si è definita ‘ basita e sconvolta’ dall’ascolto  dell’intervista apparsa ieri su Rai Tre durante la trasmissione Titolo Quinto da parte del Commissario Saverio Cotticelli, ha annunciato di essersi rivolti agli avvocati «per attivare, lì dove è possibile, una Class Action oltre ad un’azione di responsabilità del Commissario che rappresenta lo Stato».

«Il Generale – ha spiegato Federalberghi Calabria – disconosceva che era suo compito redigere e attuare il piano operativo Covid per la Regione Calabria; una comunicazione ministeriale di fine ottobre rimasta sulla scrivania e dallo stesso mai letta (in risposta ad un quesito posto solo a giugno – dopo 4 mesi – allo stesso ministero della sanità su chi dovesse predisporre ed attuare il piano) e consegnata da una persona dietro le quinte che gli consigliava, ad alta voce, di “andare preparato”».

«La vicenda Covid – ha concluso Federalberghi Calabria – ha ucciso un’economia turistica regionale (che ricordiamo era, solo fino a pochi giorni fa, considerata regione “verde” da parte dei mercati esteri – in primis la Germania) e, pertanto, non si può più rimanere inermi di fronte a dichiarazioni del genere che rappresentano la fotografia di un sistema sanitario regionale al collasso». (rrm)

Flai Cgil,Fai Cisl e Uila Uil alle istituzioni: ripristinare risorse al settore forestale nella prossima manovra finanziaria

 Le Segreterie Nazionali e Regionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil chiedono, tramite una lettera, un nuovo approccio per il settore forestale calabrese partendo dal ripristino delle risorse a favore del comparto nella prossima  manovra finanziaria.

La lettera, inviata al ministro  delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, ai deputati e senatori  eletti in Calabria, ai consiglieri regionali, al presidente f.f. della Regione  Calabria, Nino Spirlì, all’assessore all’Agricoltura e Forestazione, Gianluca Gallo e ai cinque Prefetti calabresi, è firmata da Giovanni Minnini e Bruno Costa per la Flai-Cgil, Onofrio Rota e Michele Sapia per la Fai Cisl, Stefano Mantegazza e Nino Merlino per la Uila Uil, ed evidenzia «come la scelta di decurtare le  risorse finanziarie per il settore forestale calabrese di 40 milioni, nella Legge finanziaria  dello scorso anno, passando dai 130 ai 90 milioni di euro attualmente messi in bilancio,  stia mettendo in difficoltà il settore forestale e in particolare quelle attività svolte dai  lavoratori e lavoratrici forestali a tutela di un territorio fragile come la Calabria che  necessita di attività di lotta al dissesto idrogeologico, manutenzione del patrimonio  forestale e servizio antincendio boschivo».

«In un contesto – hanno sottolineato i segretari nazionali e regionali – in cui manca il rinnovo del  Contratto Collettivo Nazionale (scaduto nel 2012) e in cui non è stato ancora applicato il  nuovo Contratto Integrativo Regionale forestale (scaduto nel 2011), la situazione può  diventare ancora più complessa ed esplosiva. È necessario intervenire insieme e subito, il  rischio che le attuali risorse non garantiscano neanche l’erogazione degli stipendi di  alcune mensilità dell’anno in corso crea solamente ulteriore confusione che in questo  momento di emergenza sanitaria non serve». 

«Ecco che oggi, come in passato – hanno proseguito i segretari – chiediamo di rimettere in  bilancio quelle risorse, ma anche di sostenere un nuovo percorso a tutela dell’importante  patrimonio ambientale e forestale della Calabria, contrassegnato da programmazione e  pianificazione di lungo periodo, politiche green in linea con i nuovi orientamenti europei,  sviluppo sostenibile e promozione del valore paesaggistico ed economico del bosco e  delle aree interne, abbandonando, finalmente, la lunga e decennale stagione, delle  emergenze, buoni propositi e improvvisazioni».  

«Infine – hanno concluso i sindacalisti – cogliamo l’occasione per rivolgere i migliori auguri al  nuovo commissario dell’Azienda Regionale Calabria Verde, Giuseppe Oliva, dirigente della Regione Calabria, con esperienza nel settore della forestazione, nominato nei giorni  scorsi dalla Giunta regionale, certi che si possa proseguire in un sano e costruttivo  confronto in una importante azienda regionale nella quale c’è ancora molto da fare, e ringraziamo, il generale Aloisio Mariggiò, per l’impegno e il lavoro svolto in questi anni alla  guida di Calabria Verde». (rrm)

L’impegno della Cisl in Calabria, Furlan: lavoro indispensabile per dignità persona e per essere popolo

Fratelli tutti. L’impegno della Cisl per la Calabria: come aprire nuove strade? è stato il titolo dell’evento, svoltosi online, organizzato dalla Cisl.

Un confronto a più voci, che si è concluso con le dichiarazioni di Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl che ha ribadito che «è indispensabile il lavoro, dice il Papa, per la dignità della persona e per essere popolo. E il Papa parla di pace sociale, dei soggetti del lavoro e dei mediatori sociali come di artigiani di un patto sociale».

Annamaria Furlan ha sottolineato come il messaggio della fratellanza nell’enciclica sia chiaro e diretto, interroghi e dia indirizzi precisi per ognuno rispetto al proprio ruolo, sul piano collettivo e individuale. Il Papa, per la segretaria generale della Cisl, indica a tutti l’universalità della fratellanza che va anche oltre la solidarietà, perché ci pone davanti a un mondo globalizzato dove la differenza è la ricchezza, non un limite. Non c’è pace senza giustizia sociale e non sempre insieme alla democrazia si riesce a garantire giustizia sociale. Perciò è indispensabile il lavoro, per la dignità della persona e per essere popolo.

E bisogna interrogarsi su come si riesce ogni giorno, momento dopo momento e passo dopo passo, a concretizzare un dialogo tra sindacati, associazioni datoriali e istituzioni per restituire dignità alla persona attraverso il lavoro e non il sussidio. Oggi chi opera nella politica e nel sociale ha la responsabilità di creare condizioni migliori per le nuove generazioni, non mettendo più le persone in condizione di scegliere tra lavoro a salute, ma gestendo la transizione che stiamo vivendo operando per il rispetto dell’ambiente e della salute non come alternativo al lavoro, ma al contrario per renderlo concreto.

Riguardo al dibattito aperto nel Paese nel Paese sulle zone rosse, la segretaria generale si è detta stupita, visti i dati, che la Calabria sia stata inserita tra le zone rosse. Aggiungendo che bisogna interrogarsi su quanto abbia inciso nella decisione la realtà del sistema sanitario in Calabria. E su quanto incida il dibattito sull’utilizzo del Mes. Perché c’è stato nel Paese un taglio alla sanità di 38 miliardi, con pesanti ricadute sulle strutture e sul personale. I fondi Mes corrispondono a quanto è stato sottratto alla Sanità: bisogna perciò far prevalere la logica del bene comune e delle priorità nelle scelte collettive e individuali, stringersi intorno a un Paese che sta attraversando un momento drammatico.

Riconoscendo l’importanza del dialogo con gli imprenditori e del loro ruolo sociale, nonché il passaggio decisivo del Patto della fabbrica del 2018, la segretaria generale della Cisl ha evidenziato come sia fondamentale il tema del rinnovo dei contratti e la necessità di operare tutti in questa direzione, per i lavoratori pubblici e privati. Per creare coesione sociale, ha sottolineato, bisogna uscire dalla logica dello scarto e attuare una politica di contrattazione in cui il diritto al lavoro non sia cosa diversa dal diritto alla salute e alla formazione e all’istruzione. Ha concluso con l’augurio che questo momento così terribile possa diventare un monito forte per cambiare priorità, paradigmi, comportamenti, modelli economici e sociali e realizzare il vero diritto al lavoro e alla dignità.

 

Il seminario è stato coordinato dal giornalista Enzo Romeo, vaticanista del TG2 Rai. L’incontro, ha detto in apertura, si sarebbe dovuto tenere in presenza, a Lamezia, ma le direttive per il contenimento del contagio da Covid-19 hanno imposto la scelta della modalità live streaming. Soffermandosi brevemente sull’enciclica Fratelli tutti, la terza di Papa Francesco, prima di dare la parola ai partecipanti al colloquio, Romeo ha evidenziato tra l’altro che si tratta di un’enciclica sociale e che la Calabria vanta una grande tradizione nel cattolicesimo sociale ricordando i nomi di don Carlo De Cardona e don Luigi Nicoletti.

«L’enciclica Fratelli tutti – ha detto Tonino Russo, segretario Generale di Cisl Calabria introducendo il tema – ci parla di quella “prossimità” su cui molto insiste la segretaria generale Annamaria Furlan e che deve caratterizzare l’agire di una forza sociale come il nostro sindacato; una comunità che opera avendo a cuore non solo il vicino, ma anche il lontano, l’estraneo. E il tema dell’amicizia sociale è fonte di ispirazione per qualificare lo stile e l’azione della Cisl, sulla base di tre parole: dignità, dialogo, incontro».

«Nel nostro territorio – ha aggiunto – bisogna realizzare la prossimità essendo lievito, avviando dispositivi di sussidiarietà nella dimensione locale, dal basso. Siamo infatti in una regione in cui bisogna stare vicini alle persone, sostenere quel welfare di prossimità che costituisce una rete sociale spontanea, ma non inesauribile e, soprattutto in questo momento, quasi allo stremo. Il rapporto 2020 della Caritas italiana sulla povertà ci propone lo scenario economico e sociale che scaturisce dalla crisi dovuta al Covid-19 e ci parla del profilarsi di “una grave recessione economica” e di nuove forme di povertà come dopo la crisi del 2008».

Si tratta, per il segretario generale di Cisl Calabria, di «una crisi che in Calabria si abbatte su una situazione già di per sé molto delicata. Come scrive il Papa, il grande tema è il lavoro. I fondi che l’Unione Europea ha finalizzato alla ripartenza devono essere utilizzati al Sud per creare sviluppo e lavoro e devono essere considerati aggiuntivi, non sostitutivi di quelli già previsti nel Piano per il Sud 2030».

«Perciò – ha proseguito Russo – bisogna sostenere le imprese, incoraggiando gli investimenti nel Sud, portando la fiscalità di vantaggio dal 30% al 100% della decontribuzione per dieci anni alle aziende che si impegnano ad assumere e a non licenziare. Bisogna favorire l’ingresso dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro; mettere in sicurezza il territorio ed elaborare un modello di sviluppo che tenga insieme crescita e tutela dell’ambiente; investire sull’istruzione e la formazione, sulle infrastrutture materiali (stradali, ferroviarie, portuali) e su quelle immateriali, sulla banda larga. Bisogna sostenere e rilanciare la filiera agroalimentare che è un’eccellenza della Calabria, mentre il Governo taglia 40 milioni di euro sulla forestazione».

«Nel pieno della pandemia – ha detto ancora Russo – siamo ancora costretti ad urlare che urgono la riorganizzazione della medicina territoriale, il riordino della rete ospedaliera, attrezzature tecnologiche, assunzioni di personale sanitario, unità e posti di terapia intensiva, con un piano che utilizzi subito i fondi del Mes».

«Bisogna creare lavoro – ha proseguito Russo – perché dalla Calabria si fugge. I giovani, e non solo i giovani, vanno via per non ritornare più. È il momento di costruire insieme per unire il Paese e non per allargare la forbice tra Nord e Sud anche con progetti di autonomia che produrrebbero lacerazioni nella nostra Repubblica che la Costituzione, all’articolo 5, definisce “una e indivisibile”. È il momento di lavorare a un grande patto sociale per condividere un progetto di rinascita».

A quello di Russo hanno fatto seguito gli interventi di Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura e alle Politiche Sociali della Regione Calabria; Klaus Algieri, presidente di UnionCamere Calabria; Natale Mazzuca, vicepresidente della Confindustria nazionale; Francesca Puglisi, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tutti hanno sottolineato il valore dell’iniziativa e della riflessione sull’enciclica, apprezzando, soprattutto in questo momento, l’importanza del dialogo tra istituzioni e parti sociali.

In particolare, l’Assessore Gallo ha evidenziato come in Calabria, se un’agricoltura moderna e al passo con i tempi assurgerà finalmente ad un ruolo strategico, si possa lavorare per la salvaguardia dell’ambiente, creare opportunità di lavoro per i giovani, con il biologico come elemento principale, e la Calabria stessa diventare guida per nuovi processi di sviluppo. Ha, poi, sottolineato, senza intenzione di creare polemiche, ma per chiedere un confronto, come per lui dichiarare la Calabria “zona rossa” sia un’ingiustizia e come il Decreto sulla sanità penalizzi la regione.

Klaus Algieri ha evidenziato che la Calabria non ha bisogno di populismi, ma di scuole di pensiero per riuscire a fare rete fra enti, corpi intermedi e istituzioni. Si deve avere un pensiero di riferimento. Se non si ha una visione, non si riesce ad utilizzare risorse economiche e a progettare il futuro. E questo è un compito al quale tutti sono chiamati.

Natale Mazzuca ha sottolineato, invece, come l’enciclica contenga un messaggio di grande prospettiva che invita a non girarsi dall’altra parte di fronte ai problemi e alle politiche nuove di cui c’è bisogno. L’attività imprenditoriale, ha detto, deve essere orientata alla creazione di opportunità di lavoro e al superamento della povertà. Ha, quindi, richiamato il valore del Patto della fabbrica sottoscritto da Confindustria insieme ai sindacati per dare al Paese una crescita sostenibile, un mercato del lavoro più dinamico ed equilibrato, un nuovo modello di relazioni sindacali che sostenga competitività e politiche di sviluppo del Mezzogiorno.

Occorre semplificare il Paese, ha sottolineato con forza Mazzuca, perché questa realtà complessa va affrontata con determinazione per recuperare la fiducia dei cittadini e delle imprese. L’Italia riparte se riparte il Mezzogiorno. Bisogna perciò creare condizioni di sviluppo e coinvolgere i soggetti sociali nelle scelte. La Calabria può diventare un grande hub logistico manifatturiero per il Mediterraneo e la Zes essere un laboratorio di crescita e di sviluppo.

Francesca Puglisi, sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha evidenziato il messaggio di altissimo valore politico della Fratelli tutti. Un Paese così duramente provato dalla pandemia, ha detto tra l’altro, ha davvero bisogno di un di più di coesione e condivisione nelle scelte del Governo come richiesto dalla CISL, dagli altri sindacati e parti sociali. I temi posti nell’enciclica devono spingere a lavorare insieme. La Sottosegretaria ha poi evidenziato come le scelte del Governo tendano a colmare i divari che attraversano il Paese dal punto di vista infrastrutturale, nel sostegno alle aziende che investono al Sud, nella formazione e nella crescita delle competenze, per un salto in avanti che garantisca a tutti una crescita sostenibile e inclusiva.

«Occorre – ha aggiunto – un grande investimento per una svolta sulle politiche attive, una collaborazione tra pubblico e privato per accompagnare uomini e donne che hanno perso il lavoro verso una riqualificazione e una ricollocazione nel mondo del lavoro proprio perché nessuno deve essere lasciato solo come continuamente ci ricorda Papa Francesco».

«Se la Calabria è stata dichiarata zona rossa – ha concluso – è per la mancata capacità di risposta del sistema sanitario regionale nell’affrontare l’escalation della pandemia, con il problema ulteriore che in Calabria il tracciamento del contagio è molto più lento». (rrm)

Sofo (Lega): Con chiusura Calabria tessuto economico e sociale ancor più devastato

L’eurodeputato della LegaVincenzo Sofo, ha commentato la decisione del Governo di inserire, nell’ultimo Dpcm, la Calabria tra le zone più a rischio Covid, chiedendo alla politica nazionale e locale di farsi «un esame di coscienza circa quanto sta accadendo alla Calabria in questa crisi Covid».

«Con il nuovo Dpcm – ha dichiarato Sofo – il territorio calabrese rientra infatti tra quelli più a rischio e dunque soggetto alle restrizioni più pesanti. Ciò a causa forse del numero di contagi? No, visto che è una delle regioni in cui il virus si diffonde meno. Bensì per la drammatica carenza di strutture sanitarie. Tutto ciò a causa di azioni politiche infauste, commissariamenti inclusi, che nei decenni hanno distrutto il sistema sanitario di questa regione, privando i suoi cittadini di un diritto fondamentale e ora obbligandoli a richiudersi in casa pur non essendo in emergenza».

«Con il risultato – ha aggiunto – che il tessuto economico e sociale di questa terra ne uscirà ancor più devastato e il suo livello di arretratezza rispetto al resto del Paese ancor più accentuato. Visto che il Governo vuole insistere con un commissariamento centrale della gestione sanitaria calabrese, dimostri coerenza e avvii subito un piano di investimenti rapidi per il potenziamento delle strutture sanitarie».

«Spero che la Regione – ha concluso l’europarlamentare – con il suo presidente facente funzioni Nino Spirlì riesca a fare le giuste pressioni affinché ciò avvenga, dopodiché mi auspico che la politica calabrese si decida ad avere il coraggio di intraprendere un percorso di cambiamento radicale nella gestione della sanità, mettendo in cima ai propri pensieri la salute dei calabresi e non gli interessi clientelari». (rrm)

Spirlì contro il ri-commissariamento della sanità in Calabria: «combatteremo per i nostri diritti»

«Ci batteremo contro il Decreto Calabria, nessuno potrà fermare la lotta per la difesa del diritto di poterci curare nella nostra terra» ha dichiarato il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, in un videomessaggio, ribadendo la sua contrarietà contro il commissariamento della sanità in Calabria.

Spirlì, inoltre, ha reso nota una lettera inviata dalla compianta presidente Jole Santelli al Premier Giuseppe Conte, in cui  ribadiva la sua contrarietà al regime speciale per la sanità regionale e sottolineava gli effetti negativi di un commissariamento che «nega il diritto alla salute dei calabresi».

«Leggo questa lettera – ha spiegato Spirlì – nel giorno in cui il Governo approva il Decreto Calabria, che prevede non più una proroga, ma addirittura un ri-commissariamento della sanità, malgrado il fallimento del precedente e nonostante le interlocuzioni che ho avuto con i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, con il commissario Domenico Arcuri e, nelle ultime ore, anche con il presidente Conte».

«Roma, purtroppo – ha aggiunto – è stata sorda anche in queste settimane di attento, fermo e ragionevole confronto. Noi non abbiamo lasciato niente al caso, niente nei silenzi dei cassetti di questo palazzo. Per la Calabria, per i miei corregionali, per la mia gente, ho imparato a parlare con la politica, con le istituzioni, nonostante giustificabili incertezze o dubbi sulla mia capacità di poter gestire le sorti della regione in questi mesi. Non avrei voluto essere qui così, però rispetto il volere del presidente Santelli, che mi ha incaricato di essere il suo vice».

«Farò di tutto – ha proseguito Spirlì – perché in questi mesi il suo progetto possa raggiungere risultati, prima che arrivi la prossima amministrazione».

Dopo aver letto la lettera di Santelli a Conte, Spirlì ha evidenziato: «Jole non è stata ascoltata, noi non siamo stati ascoltati».

«Combatteremo fino all’ultimo minuto, combatteremo – ha detto ancora il presidente della Giunta – perché non vadano perduti il sogno, il progetto, le sante parole di chi per questa terra è morta lottando. Questo decreto diventerà legge, ma non ci potranno distogliere dalla lotta per difendere il diritto di poterci curare nella nostra terra e di poter decidere – assieme al Governo e non da sudditi – ciò che è giusto e ciò che non lo è».

«Spero – ha concluso Spirlì – che le polemiche di questi giorni possano finire e che la Calabria possa trovare una nuova unità. Uniti possiamo portare avanti una lotta condivisa nel nome di Jole e di tutte quelle persone che, in Calabria, non ce l’hanno fatta ma hanno comunque sperato».

La lettera inviata dalla Santelli a Conte: «il commissariamento nega il diritto alla salute»

Egregio presidente Conte, scrivo da una Regione in cui i diritti dei cittadini sono troppo spesso calpestati. La Calabria è una terra che ha tante potenzialità ma anche troppi, troppi problemi irrisolti. Il più importante dei diritti calpestati è quello alla Salute.

Siamo vittime da anni di un commissariamento governativo che, improntato esclusivamente a logiche meramente ragionieristiche, ha distrutto la Sanità calabrese. In questo le responsabilità politiche devono essere chiare e nette. Tutte le scelte sanitarie competono in Calabria al governo ed ai suoi commissari. Sono stata attenta ad evitare lo scontro istituzionale, non credo faccia bene a nessuno, ma chi decide di commissariare e di effettuare le scelte, poi deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità che ne conseguono.

La fase Covid è stata gestita dalla Regione in assoluta sintonia con il governo nazionale. Il nuovo piano sull’emergenza, invece, su richiesta dei commissari è stato predisposto dagli stessi senza alcun coinvolgimento della Regione, e varato dal Ministero competente. Il nuovo piano ribalta totalmente l’impostazione precedente e per quanto mi riguarda lo trovo di difficile attuazione. Nella riunione con il commissario Arcuri e i ministri Speranza e Boccia, il commissario Arcuri ha specificato che nelle Regioni in cui è presente il commissariamento ad acta la Regione non è soggetto attuatore.

Non m’interessa essere soggetto attuatore di un piano che non condivido, ma è necessario che i calabresi sappiano che il governo si sta assumendo tutta le responsabilità della gestione sanitaria del Covid in Calabria e che la Regione è stata totalmente esautorata. Mi spiace dopo mesi di leale collaborazione, ne prendo semplicemente atto.

La responsabilità verso i calabresi deve essere però chiara, se viene ridisegnata la rete oncologica sul tumore alla mammella e, nonostante le proteste della Regione si va avanti per una strada che, purtroppo, porterà a una nuova e pesante emigrazione sanitaria, se vengono bloccate le radioterapie per esigenze di budget, rendendo impossibile si calabresi di curarsi a casa propria e costringendoli ad andare fuori regione per terapie salvavita, i calabresi devono sapere che sono scelte effettuate dai commissari di governo, con la totale contrarietà della Regione.

Non credo che, presidente Conte, Lei sia al corrente di queste cose ma è mio obbligo morale e politico porle in evidenza. Noi calabresi abbiamo diritto ad una sanità da Paese civile, non m’interessa fare guerra contro il governo nazionale, ma non farò da parafulmine a scelte pesantemente penalizzanti per i miei concittadini. L’emergenza sanitaria ci ha insegnato che esiste un destino di comunità.

Nessuno si salva da solo. Non possono esserci divisioni strategiche e strumentali davanti a un diritto fondamentale come la salute. Io sono certa che vorrà ascoltarmi per trovare insieme una strada che faccia onore allo sforzo del Paese tutto di non lasciare indietro nessuno. (rrm)

 

Associazioni in rosa: se Regione vota parità di genere è tutto merito delle donne

È quasi certo, per le Associazioni in rosa calabresi, che la legge sulla parità di genere verrà approvata nell’ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria e, se ciò avverrà, «sarà solo merito delle donne, delle Associazioni e della società civile».

What Women Want_la Calabria vista dalle DonneConsigliera di Parità di Regione Calabria, Fidapa Bpw Italy – Distretto Sud Ovest, Fimmina Tv e Casa delle Donne, Fondazione “Marisa Bellisario”, Centro Antiviolenza “Roberta Lanzino”, Associazione Sinapsi Reggio Calabria, Associazione 5 D,Associazione di Volontariato Mammachemamme, hanno una certezza: «se approvata, non sarà per merito di questa o delle precedenti deputazioni regionali. Tutte e tutti ricordano, infatti, quanto abbiamo lottato, discusso, coinvolto, condiviso; quanto siamo state osteggiate, derise. 10 anni, tre legislature – Loiero, Scopelliti, Oliverio – tanto consenso, tante importanti adesioni alla nostra lotta hanno trovato, fin qui, un miro granitico nel fronte della politica maschile e maschilista egemone nell’assise regionale».

«Mentre nel resto del mondo – si legge in una nota delle Associazioni – le donne vivaddio governano da tempo le più importanti organizzazioni, alle nostre latitudini la politica regionale, con il peggiore degli atteggiamenti di doppiezza e ambiguità ha, fin qui, resistito e impedito l’applicazione di una norma di profonda equità e giustizia».

«Bene – prosegue la nota – questo tempo è finito. Anche la Calabria ha, finalmente, l’occasione per uscire dall’arretratezza istituzionale e predisporre le condizioni per una rappresentanza politica piena attraverso una legge che dovrà essere inattaccabile sul piano della conformità alla L. 20 del 2016, perché, non essendo state interpellate finora sul testo, non vorremmo ritrovarci di nuovo nella necessità di rivolgerci al Tar e al Governo per avere ragione».

«E se finalmente anche la Calabria – continua la nota – avrà la doppia preferenza di genere, sarà solo merito delle donne, delle Associazioni e della società civile, di quante non hanno mai abbandonato il campo, sopratutto quello dell’affermazione in ogni ambito della vita pubblica, della necessità del pensiero differente, del sapere e dell’esperienza di genere; di quante non hanno mai indietreggiato di fronte all’arroganza dell’esclusione, per un obiettivo più importante di ogni altro: affrancare questo territorio dall’arretratezza e disegnare un paesaggio regionale-culturale-economico-sociale-plurale, innovativo, contemporaneo». (rrm)

Agenda Urbana, l’eurodeputata Laura Ferrara (M5S) chiede dei risultati delle strategie di sviluppo in Calabria

L’eurodeputata del Movimento 5 StelleLaura Ferrara, in una interrogazione alla Commissione Europea in merito all’Agenda Urbana, ha chiesto «a che punto è la Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile».

«Questa strategia – ha ricordato la Ferrara – è un elemento centrale della politica di coesione calabrese per il periodo 2014-2020. Già ad aprile di quest’anno, in seguito ad una risposta ad una mia ulteriore interrogazione alla Commissione europea, denunciavo il grave ritardo nell’attuazione dei singoli interventi e conseguentemente sull’avanzamento della spesa. Dei di circa 191 milioni di euro previsti, ne erano stati spesi 3 di milioni, destinati alla sola zona di Catanzaro».

«Gli agglomerati interessati – ha aggiunto – sono i centri urbani di dimensione regionale e i centri urbani di minori dimensioni, ma i ritardi evidenziati dalla Commissione europea nell’ultima risposta non mi sembra siano stati recuperati ed è altamente improbabile che ciò accada entro i termini previsti. La quasi totalità dei progetti dell’Agenda urbana è ferma al palo e non è possibile recuperare informazioni utili e trasparenti circa l’iter dei vari progetti previsti. Tale situazione mette a rischio l’intero finanziamento paventando una sua mobilitazione verso altri obiettivi e territori».

«Con la mia ultima interrogazione – ha proseguito l’eurodeputata – chiedo di conoscere i risultati prodotti finora dalle strategie di sviluppo aree urbane in termini di raggiungimento di obiettivi finanziari, socioeconomici e di output; se vi sono progetti già ultimati o quando si prevede che i primi interventi saranno pienamente fruibili dai cittadini; infine quale importo, a valere sul Por Calabria 2014-2020, è stato finora speso».

«Attraverso la risposta della Commissione – ha concluso – mi aspetto di sapere anche se essa ritiene possibile il rispetto delle scadenze del Programma Operativo Regionale. Informazione utile per spronare i Dipartimenti regionali e le autorità comunali fin da ora a considerare un accelerazione su questa strategia o un’eventuale rimodulazione, affinché la Calabria non disperda tali importanti risorse assolutamente necessarie per affrontare meglio la crisi economica dovuta alle restrizioni imposte per il controllo dei contagi da Covid». (rrm)

Nucera: basta chiusure indiscriminate, la Calabria sta annegando

Giuseppe Nucera, presidente de La Calabria che vogliamo, si unisce con forza ai detrattori dell’ultimo Dpcm emanato dal Governo, sottolineando che «chiudere in maniera indiscriminata tutta Italia, comprendendo regioni come la Calabria meno colpite dal virus, è un atto insensato e che rischia di rappresentare la mazzata definitiva per un territorio già in estrema difficoltà come il nostro».

Nucera, infatti, ha detto che a Reggio Calabria, in Piazza Italia, «sono scesi a manifestare gli operatori economici del territorio, con decine di realtà provenienti dall’intera provincia a far valere le proprie ragioni», e che «l’isterismo collettivo sta distruggendo l’economia della Nazione. Siamo governati da chi non ha mai lavorato, i nostri politici hanno diffuso nel paese la cultura dell’assistenzialismo e del sussidio che facilitano il piacere di rimanere comodi sul divano. Sono decine le attivita’ bloccate che creano Pil, dando lavoro ad un’ampia fetta di italiani, che ancora aspettano gli aiuti economici promessi dal Governo a marzo».

«Non ci sono ragioni sensate – ha sottolineato Nucera – per estendere alla Calabria le forti misure restrittive valide per le regioni più colpite del Covid-19. In diverse occasioni, il Governo aveva rassicurato che con la nuova ondata di contagi sarebbe intervenuto con restrizioni locali, destinate ai territori in difficoltà. Parole che hanno avuto un seguito nei fatti, così la Calabria nonostante una situazione gestibile e non allarmante si ritrova nuovamente blindata». 

«La scelta pare fortemente illogica – ha concluso – anche alla luce di tutte le aziende e attività che si erano premunite, con una spesa importante, a mettere in sicurezza i luoghi di lavoro, le imprese, i centri sportivi, i bar e i ristoranti. Al danno si aggiunge così la beffa, di questo passo la Calabria è destinata inevitabilmente a naufragare. Il Covid-19 esiste e va gestito attraverso il rigoroso rispetto di tutte le norme che tutta la popolazione conosce alla perfezione». (rrm)