A Matera la grande bellezza del Maestro orafo crotonese Gerardo Sacco

Un viaggio virtuale tra le bellezze dei luoghi della rete Mirabilia raccontati attraverso l’estro e la maestria degli artigiani italiani, in una continua contaminazione tra tradizione e innovazione. È la mostra La grande bellezza, inaugurata a Matera nei giorni scorsi, e ideata e realizzata dalla Camera di Commercio di Crotone.

Padrino d’eccezione, il Maestro orafo Gerardo Sacco che, in occasione dell’inaugurazione, ha presentato le due opere uniche con cui ha deciso di celebrare l’essenza del progetto Mirabilia e il legame indissolubile con la sua terra: un monoptero, composto da dieci colonne in plexiglass, con al centro un cilindro in metallo con incisa la parola Xenia e sulla cupola la scritta Mirabilia European Network of Unesco, sovrastata dalla statua di Zeus che stringe in mano il logo Mirabilia al posto del fulmine, e sulla base sedici pergamene con l’iscrizione delle Camere di Commercio aderenti al progetto a mo’ di metopa; una collana di perle coltivate d’acqua dolce, in oro e argento, con un ciondolo che riproduce lo statere, moneta magnogreca coniata nell’antica Kroton.

«Partendo proprio dall’accoglienza – ha dichiarato il Maestro orafo Sacco – motivo conduttore del progetto che lega i sedici siti Unesco, ho voluto realizzare un oggetto d’arte che riassumesse il concetto del vincolo di ospitalità greca. Nell’antica Grecia, la xenia rappresentava, appunto, l’ospitalità sacra e protetta da Zeus, tanto che ogni greco non poteva rifiutarsi di ospitare lo straniero per non attirare a sé l’ira del padre degli Dei. Immancabile, poi, un’opera rappresentativa della mia terra, con un richiamo al mito della fondazione della città di Kroton e, dunque, all’oracolo di Delfi». (rkr)

Addio a Sergio Tralongo, direttore del Parco Nazionale d’Aspromonte

Profonda commozione in tutta la Calabria per l’improvvisa scomparsa di Sergio Tralongo, direttore del Parco Nazionale d’Aspromonte, all’età di 58 anni.

Una morte improvvisa, che ha sconvolto non solo la città di Reggio Calabria e il Parco Nazionale dell’Aspromonte, che «in questo giorno di infinita tristezza e vuoto incolmabile», ha annullato tutte le attività pubbliche del Parco.

Tantissimi, chi attraverso i social chi con comunicati, ricordano il direttore Tralongo: l’On. Francesco Cannizzaro, sconvolto e colpito dall’improvvisa e prematura scomparsa del Direttore, «dotato di una spiccata cultura e animato da valori nobili tesi alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio», che esprime le più sentite condoglianze alla compagnia e ai familiari tutti.

«Professionista e uomo eccezionale – ha dichiarato Cannizzaro – ricordo di essere stato tra i promotori – nel 2016 – nell’azione volta a portare proprio il dott. Tralongo alla guida del Parco prima promuovendo il suo inserimento nella terna dei nomi da scegliere, e poi contribuendo, come da regolamento e insieme ad altri colleghi del consiglio direttivo di allora, affinché la scelta definitiva potesse ricadere proprio su una figura così preparata ad affrontare i temi più importanti dell’Ente che infatti Tralongo in questi anni ha saputo fronteggiare con lucidità, brillantezza e competenza senza pari».

In foto, il fotografo Carmyne Verduci insieme a Sergio Tralongo, che vuole ricordare «la sua immensa passione per ciò che riguarda l’impegno profuso per l’ente parco».

L’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, ricorda il «piacere e l’onore di lavorare con lui e con l’allora Presidente del Parco, Giuseppe Bombino, nel 2018, quando abbiamo realizzato il nostro meeting #Aigae».

Il Club Alpino Italiano sezione Aspromonte Augusta Piredda, su Facebook, esprime il proprio cordoglio, e ricorda il direttore Tralongo come un uomo che «ricopriva con competenza e passione incarichi dirigenziali in diverse aree protette».

«In occasione del bando per l’incarico di direttore del Parco dell’Aspromonte – prosegue il post su Facebook – aveva deciso con coraggio di parteciparvi vincendolo e tornando così alla sua bella e difficile terra d’origine. In questi 3 anni di lavoro abbiamo potuto apprezzare anzitutto il garbo e la signorilità che lo contraddistinguevano e poi l’impegno profuso a favore dell’Aspromonte. È soprattutto grazie a lui che il Parco ha raggiunto risultati di rilevanza internazionale. Particolarmente attento alla fauna migratoria che attraversava lo Stretto di Messina lo vogliamo immaginare, affrancato dai pesi terreni, unirsi ai grandi veleggiatori e libero di volare sull’Aspromonte».

La Stazione Ornitologica Calabrese – sempre su Facebook – scrive: «Oggi ci ha lasciato l’amico Sergio Tralongo, Direttore del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Una tragica scomparsa che lascia un vuoto di valori umani e professionali incolmabile. Ciao Sergio!».

Carlo Ruggiero, dell’Associazione Pro Fondazione “Carlo Ruggiero”, ricorda il dott. Tralongo come una «Persona umile e buona, un Professionista colto e serio. Un Dirigente esemplare».

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, in piedi, albero e spazio all'aperto

«Ci sentiamo tutti più poveri in una terra già povera – si legge in un post su Facebook – Faremo tesoro del suo impegno, dei suoi consigli e del suo sostegno, che porteremo con noi come “esempi di bellezza”. Grazie di tutto Direttore».

Ancora, messaggi di cordoglio: Giuseppe Luzzi, del Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, scrive: «Caro Sergio Tralongo, amico mio, mi mancherai tantissimo! Persona con doti Umane e scientifiche uniche! Il tuo ricordo sarà sempre vivo!».

E ancora, Mimmo Bevilacqua, ha definito la notizia come «una grande perdita per il mondo dell’Ornitologia, della Conservazione e per il Parco», mentre la Lumaka Mini&Basket di Reggio Calabria ricordano Sergio Tralongo come «una persona di grande spessore morale, che  che amava la pallacanestro e spendeva ogni attimo per fare al meglio il suo lavoro, per la nostra terra». (zc)

 

Il progetto Calabria Valley a Zurigo per la “Settimana della cucina nel mondo”

La Calabria protagonista a Zurigo per la quarta Settimana della cucina italiana nel mondo – il cui tema è Educazione alimentare e cultura del gusto – con il progetto Calabria Valley.

Questo importante appuntamento è dedicato a promuovere all’estero la cucina italiana di qualità e i prodotti agroalimentari. Gli assi portanti degli eventi attuati dal Mise, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole ed il Ministero dell’istruzione sono, tra l’altro, la Dieta Mediterranea, quale stile di vita sano e modello di alimentazione equilibrato alla portata di tutti, gli itinerari enogastronomici e turistici regionali, la riscoperta dei borghi italiani e dei prodotti culinari tipici, l’internazionalizzazione dell’offerta formativa italiana nel settore della cucina e dell’ospitalità.

Il 18 novembre, al Consolato generale di Zurigo, si è svolto un evento realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio italiana per la Svizzera nell’ambito del progetto “Calabria Valley, specialità e territorio“.

Hanno partecipato il Console generale d’Italia a Zurigo, Giulio Alaimo, Gina Aquino, dirigente del settore internazionalizzazione della Regione Calabria, il dott. Fabrizio Macri, segretario generale della Camera di Commercio italiana per la Svizzera, oltre che rappresentati del mondo imprenditoriale svizzero.

Nel corso dell’evento si è svolto anche un blending tasting tra prodotti calabresi e prodotti italian sounding. Tra i partecipanti che hanno correttamente individuato i prodotti calabresi autentici sono stati sorteggiati tre cesti di prodotti agroalimentari.

La conferenza si è conclusa con una degustazione, molto apprezzata, di prodotti enogastronomici delle aziende calabresi selezionate nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione Calabria e rientrante nella strategia di internazionalizzazione che caratterizza il governo del Presidente Mario Oliverio per lo sviluppo dell’export, del turismo, dell’innovazione tecnologica e per l’attrazione degli investimenti. (rrm)

A Montecitorio 27 cuochi calabresi ricevono i “Collari Collegium Cocorum”

Una prestigiosa onoroficenza al Merito Professionale è stata consegnata a 27 cuochi calabresi nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati di Montecitorio.

Si tratta del Collare Collegium Cocorum, che viene rilasciata ogni due anni dalla Federazione Italiana Cuochi agli chef che hanno operato o operano da oltre venticinque anni nell’arte culinaria, onorando sempre e ovunque la tradizione e il prestigio della millenaria cucina italiana.

«Questa onorificenza – ha dichiarato Carmelo Fabbricatore, presidente dell’Unione Regionale Cuochi Calabria – ispirata al riconoscimento anticamente tributato dalla Roma imperiale alla professione del cuoco, rende merito ai sacrifici quotidiani, all’amore e alla passione che ogni giorno i cuochi trasmettono con il proprio lavoro. Esprimo grande soddisfazione da parte della delegazione calabrese e i miei complimenti ai 27 cuochi della nostra regione, tra cui 4 lady chef, che si uniscono ai tanti già premiati e celebrati sin qui».

Per la delegazione di Catanzaro, hanno ricevuto l’onorificenza Domenico Cerullo, Giuseppe Melina, Lidia Cipriani, Luciano Tolomeo, Massimiliano Riccelli, Luciano Procopio, Gregorio Mantegna; per Cosenza Giovanni De Luca, Maria Teresa Sposato, Antonio Girolamo, Giuseppe Campolongo, Antonio Schella, Salvatore Bianco, Pierluigi Vacca, Vincenzo Grisolia, Pierfrancesco Antonuccio, Maria Colonnese, Valerio Montalto, Rosario Taranto, Francesco Camera, Gaetano Alia.

Per la delegazione di Reggio Calabria, Giuseppe Pisano e Annunziato Pisano; per quella di San Giovanni in Fiore, Vincenzo D’Oppido, Salvatore Vona, Roberto Minniti. Per quella di Vibo Valentia, Maria Domenica Grillo e Cristian Parisi.

«Anche in questa edizione – la voce del presidente nazionale di Federcuochi, Rocco Pozzulo – abbiamo voluto evidenziare l’importante capacità evocativa della cucina professionale e il prestigio di cui godono i veri professionisti del settore, oltre la versatilità di un ambito che oggi è considerato a pieno titolo un’importante espressione culturale del nostro tessuto socio-economico. Per questo abbiamo voluto conferire il collare ‘Amici dei cuochi’ anche a istituzioni e personalità vicine alla Federcuochi». (pa)

Il Polo Museale della Calabria a Paestum per la Borsa del Turismo Archeologico

Per due giorni, giovedì 14 e venerdì 15 novembre, il Polo Museale della Calabria parteciperà alla 22esima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

Previste nella prestigiosa rassegna le seguenti iniziative che vedranno relatori, fra gli altri, Rossella Agostino, Gregorio Aversa e Laura Delfino, direttori di importanti Sedi afferenti al Polo museale
della Calabria.

Giovedì 14 novembre, alle 17.10, l’incontro lungo le coste della Calabria. Templi, fari e torri costiere tra archeologia e paesaggio. Intervengono Rossella Agostino, direttore Museo e Parco Archeologico nazionale dell’antica Kaulon, Gregorio Aversa, direttore Museo e Parco Archeologico nazionale di Capo Colonna e Ivan Comi, autore fotobook e docufilm.

L’incontro si propone di illustrare la singolare presenza di fari, realizzati nella seconda metà dell’Ottocento sui promontori di Punta Stilo e di Capo Colonna, entrambi oggi parte di parchi archeologici: quello di Capo Colonna e quello dell’antica Kaulon.

Realtà di estremo interesse nel panorama archeologico della Magna Grecia, il primo custodisce i ruderi del santuario della dea greca Hera Lacinia, uno fra i principali del Sud Italia, mentre al secondo appartengono le vestigia di una insigne città appartenente al novero delle poleis di origine achea. Il tema è trattato all’interno di un’opera curata da un fotografo professionista che, su concessione della Marina Militare, racconta tutti i fari presenti in Calabria attraverso un book fotografico ed un docufilm.

Venerdì 15 novembre, alle 17.00, l’incontro Abbattimento barriere sensoriali. Un percorso archeologico tra area magno-greca e area grecanica. Intervengono Rossella Agostino, Laura Delfino e Rosanna Pesce, responsabile DigiArt.

Saranno presentati i progetti dei musei archeologici di Locri “Museo del Territorio” e del Parco Archeologico “Archeoderi” di Bova Marina, che si sono dotati di supporti multimediali quali Videoguida Lis e pianta Braille per rendere accessibile il percorso espositivo di entrambi ai non vedenti e ai sordi.

Tali progetti hanno visto la collaborazione della società Digi Art di Reggio Calabria con la quale si è elaborato un percorso illustrativo anche di taglio didattico/ludico per i visitatori in età scolare.

A seguire, la presentazione della guida Kroton e Scolacium. Musei e Parchi Archeologici: da giacimento culturale a patrimonio da valorizzare. Intervengono Maurizio Paoletti, prof. di Archeologia Classica dall’Università della Calabria e Gregorio Aversa.

Il volume sintetizza le problematiche storiche e fornisce brevi approfondimenti per la visita del Museo archeologico nazionale di Crotone e dei Musei e Parchi Archeologici di Capo Colonna e Scolacium, che costituiscono tre realtà storicamente interrelate tra loro: dall’antica polis di Kroton, famosa per i suoi atleti e medici oltre che per la presenza della scuola pitagorica, alla città romana erede della colonia crotoniate di Skylletion, da sempre centro nodale di collegamento tra le sponde del mar Jonio e del mar Tirreno. (mp)

In copertina, La Cattolica di Stilo, che fa parte del Polo Museale della Calabria.

Quasi 600 gli studenti calabresi impegnati nella salvaguardia dell’ambiente

Un progetto, quello promosso dall’azienda tedesca Varta con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che vuole informare ed educare i bambini e ragazzi sulla raccolta differenziata e sul corretto smaltimento delle pile.

In Calabria, sono quasi 600 gli studenti delle classi classi 4^ e 5^ delle Scuole Primarie e alle classi 1^ delle Scuole Secondarie di Primo Grado per l’anno scolastico 2019-2020, ad aver aderito all’iniziativa, e sono dell’Istituto Magistrale “Santa Caterina da Siena” di Paola, degli Istituti Comprensivi: “Manzoni” di Catanzaro; “T. Cornelio” di Rovito; “Guglielmo Sabatini” di Borgia; “Carducci – V. da Feltre” di Reggio Calabria; “I Circolo” di Vibo Valentia e degli Istituti Comprensivi di Briatico e Montello Ionico.

Ogni classe partecipante riceverà un kit contenente 25 libretti didattici, una locandina da appendere nella bacheca della classe o dell’istituto e un flyer informativo.

I libretti spiegano in modo chiaro e semplice la composizione della pila, la sua storia, le sue funzioni e il corretto smaltimento al termine dell’utilizzo, ma soprattutto, riescono a coinvolgere e ad appassionare i più giovani grazie alle vignette di Vartaboy e Vartagirl, i due supereroi creati da Gabriele Barsotti, studente della Scuola del Fumetto.

Entro aprile 2020, gli studenti sono invitati a realizzare, con il supporto del docente, un elaborato artistico di classe sulle tematiche affrontate, scegliendo tra due tracce: Crea con diversi materiali la Pila del Futuro per la tua classe per ricordare a tutti quelli che la incontrano i segreti del riciclo responsabile! oppure Crea un fumetto dell’avventura dei protagonisti del libretto in giro per il mondo alla salvaguardia dell’ambiente (fino ad un massimo di 8 vignette).

I lavori saranno esaminati da una commissione, che, entro l’11 maggio 2020, decreterà le tre classi vincitrici premiandole con un buono del valore di 1.500 euro per l’acquisto di apparecchi utili per la didattica (computer, tablet, stampante ecc.). (zc)

Svimez, la Calabria a -0,3% del Pil. In corso la presentazione del rapporto 2019

Uno scenario insostenibile, quello che emerge nel Rapporto 2019 della SvimezL’economia e la società del Mezzogiorno, in corso di presentazione al Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera di Roma.

«Entro i prossimi 50 anni – si legge nel Rapporto – il Paese si ritroverà con una popolazione molto più piccola e decisamente invecchiata, in particolare il Mezzogiorno il destinato a un lento e pesante declino demografico».

Secondo quanto emerge dal Rapporto, «per effetto della rottura dell’equilibrio demografico – bassa natalità, emigrazione di giovani, invecchiamento della popolazione – il Sud perderà 5 milioni di persone e, a condizioni date, quasi il 40% del Pil. Solo un incremento del tasso d’occupazione, sopratutto femminile, può spezzare questo circolo vizioso».

I dati più preoccupanti, però, riguardano la Calabria, che è l’unica regione del Mezzogiorno – e in Italia – ad accusare una flessione del Pil nel 2018 (-0,3%), mentre la Campania ha registrato crescita zero, la Puglia, insieme all’Abruzzo e alla Sardegna, hanno registrato, nel 2018, il più alto tasso di crescita.

Nel corso della presentazione, è intervenuto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha dichiarato che «il Governo intende promuovere un piano strutturale di investimenti e di misure e di rilancio per il Mezzogiorno».

«Entro la fine dell’anno – ha proseguito il presidente Conte – sarà varato un Piano per il Sud. Una delle priorità del nostro Piano, è quella di realizzare un vero riequilibrio territoriale della spesa ordinaria per investimenti che, negli ultimi decenni, non è stata distribuita tra le Regioni italiane in misura proporzionale alla popolazione residente». (rrm)

REGGIO – La “ricetta” per valorizzare il patrimonio della Calabria

Sostenere i Comuni, agevolare i gestori e i proprietari che vogliono utilizzare le loro dimore come strutture di promozione culturale. Questa è la “ricetta” che Ivan Drogo Inglese, presidente di Assocastelli, propone per la valorizzazione e la promozione del patrimonio della Calabria.

«È già stato fatto in Puglia, in Veneto – si legge in una nota – e ora vogliamo proseguire in Lombardia, Piemonte e Calabria».

Secondo Drogo Inglese, che sarà ospite, questo pomeriggio, nel cortile de Le Muse a Reggio Calabria, «il vero danno, in Calabria, non è rappresentato dall’inerzia ma, piuttosto, dagli annunciati propositi ai quali non è seguita l’azione» e «negli ultimi anni nonostante il controllo e il monitoraggio effettuato dalla Sovrintendenza è continuato indisturbato lo sfregio e lo scempio del patrimonio architettonico calabrese. È ingiusto sottrarre questo patrimonio alle nuove generazioni, compromettendone la conservazione».

Assocastelli intende, quindi, avviare un vero e proprio piano per la promozione e valorizzazione del patrimonio architettonico d’epoca e storico della Calabria, partendo dall’indagine conoscitiva e dalla mappatura delle dimore e residenza ma limitatamente a quelle aperte alla ospitalità o utilizzabili come location per eventi. (rrc)

L’archeologo Ermanno Arslan cittadino onorario di Vibo Valentia

«Per le sue importanti scoperte e per il prestigio apportato la città». Questa la motivazione con cui è stata consegnata, all’archeologo, storico e numismatico Ermanno Arslan, la cittadinanza onoraria di Vibo Valentia.

L’archeologo, infatti, negli anni Sessanta, nel corso dei suoi scavi, ha rinvenuto la preziosa Laminetta orfica, riconosciuta come il più importante documento della religione orfica del mondo classico.

Il riconoscimento della cittadinanza è avvenuta nella giornata di ieri, su proposta di Maria Limardo, sindaco di Vibo e del Comitato per il 50esimo anniversario del Museo Archeologico Statale “Vito Capialbi”.

«La nostra comunità oggi – ha dichiarato il sindaco Limardo – si arricchisce con questa cittadinanza onoraria, conferita con chi ha dato lustro a questa città. Noi vantiamo un vastissimo patrimonio culturale, inestimabile, che vogliamo diffondere ai più. E per una parte di questi beni, dobbiamo essere grati al professor Arslan».

«Non merito – ha dichiarato il prof. Arslan – questo onore da solo. Sono arrivato qui, a Vibo, tanti anni fa, e le potenzialità culturali e monumentali della città erano sopite, sottovalutati. Solo una persona, forse, si rese conto di questo, ed era Vincenzo Nusdeo, il primo che va ricordato».

«E poi – ha proseguito il prof. Arslan – ci sono tutti coloro che, dopo di me, hanno continuato a garantire e far crescere questa bella realtà, centro culturale più importante d’Italia».

«Ad ogni modo – ha concluso il prof. Arslan – sono grato e commosso per questo riconoscimento». (zc)

A Matera gli chef calabresi per la Festa Nazionale del Cuoco 2019

Alla Festa Nazionale del Cuoco, svoltasi a Matera e organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, con la partecipazione del Mipaaf e della Regione Basilicata, hanno partecipato i cuochi della delegazione calabrese.

Oltre 1000 bettette bianche si sono radunati per dar vita a incontri e degustazioni pubbliche e per promuovere i valori della condivisione e aggregazione dei quali la cucina è principale espressione.

Nella speciale occasione, in uno scambio enogastronomico tra regioni, le berrette bianche calabresi hanno fatto degustare ai colleghi italiani un antipasto composto da un saporitissimo rotolo di prosciutella affumicata, marinato con bacche di pepe rosa, in una fusione di formaggi morbidi su misticanza dolce, con ristretto di vino Cirò e briciole di pane fritto con aromi della Sila; i Cavalaos, cavatelli con crema di baccalà e pomodorini al profumo di cedro con bottarga e diavolicchi; la Crocetta calabrese, insieme accompagnata dalla singolare Maiatica sanfilese al miele di fichi.

«La presenza della nostra delegazione – hanno dichiarato congiuntamente il presidente regionale Carmelo Fabbricatore e il segretario regionale Giovanni De Luca – è servita principalmente a rivendicare il valore popolare della nostra identità culturale, ambito al quale la cucina appartiene, che promuove le tradizioni e i valori corali dell’arte culinaria calabrese. Partecipare all’iniziativa di Matera ha consentito alla delegazione dei cuochi calabresi di godere su scala nazionale di una eco più ampia, capace di trasmettere significati e consapevolezze ancora poco esplorate nel mondo dell’enogastronomia».

Oltre ai percorsi gastronomici offerti dal raduno nazionale, nel corso della due giorni lucani si sono tenuti alcuni show cooking d’eccezione utili a valorizzare le qualità del pesce povero, firmati dagli chef Alessandro Circiello, noto volto della tv per le sue partecipazioni a Buongiorno Benessere su RaiUno, Massimo Carleo e Michele Castelli, oltre che dagli stellati Giuseppe MisurielloPaolo Barrale e Vitantonio Lombardo.

Molto interessanti anche il convegno sul tema Il cuoco artefice di una Cultura del Gusto, percorso enogastronomico che vuole valorizzare le risorse ittiche della pesca artigianale costiera e dell’acquacoltura in abbinamento ad altre tipicità del territorio, e il talk show fra cuochi, produttori ittici e autorità istituzionali, con cui si è voluto promuovere e rilanciare il dibattito su una cultura del gusto e dell’offerta gastronomica che, nel rivisitare il pesce costiero e dell’acquacoltura, diventi anche recupero di esperienze condivise e di valori corali del territorio con i quali immaginare nuovi modelli di sviluppo e di futuro sostenibile.

Spazio anche alla solidarietà, altro tema caro alla Federcuochi, che con il suo Dipartimento Solidarietà Emergenze è sempre impegnata in prima linea al fianco della Protezione Civile, per offrire un pasto caldo alle popolazioni colpite da eventi calamitosi o da tragedie come quella del Ponte Morandi.

La Festa Nazionale del Cuoco è stata anche un’occasione utile per lanciare un appello alle istituzioni: «La grande ribalta mediatica degli ultimi anni – ha dichiarato Rocco Pozzulo, Presidente nazionale FIC – ha creato un’immagine romantica e poco realistica della figura del cuoco, che non è affatto solo un artista capace di creare piatti indimenticabili. Il cuoco è soprattutto un manager che deve saper coniugare l’eccellenza della migliore produzione enogastronomica nazionale con le difficoltà economiche e gestionali della propria cucina. Un impegno che provoca un fortissimo impatto psicofisico, confermato dal recente studio neurologico commissionato dalla Federcuochi, dal quale emerge uno stato di stress profondo e continuativo legato alle responsabilità del proprio ruolo. Per questo motivo vogliamo lanciare un appello alle istituzioni, affinché il lavoro di chef venga inserito nell’elenco dei mestieri più usuranti».

Uno studio sulla condizione usurante del mestiere in cucina partito proprio dalla Calabria, con un’indagine condotta su 12 cuochi calabresi dal neuroscenziato Antonio Cerasa, ricercatore presso l’IBFM-CNR di Catanzaro. (pa)