Cgil, Cisl e Uil Calabria: Serve urgente incontro con ministro Speranza e nomina immediata sub commissari

Cgil CalabriaCisl Calabria Uil Calabria hanno espresso fortissima preoccupazione per la lentezza, le inadempienze e la confusione nelle vaccinazioni anti Covid-19, e hanno ribadito che serve un urgente incontro con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e la nomina immediata dei sub-commissari.

Nel corso di un ampio confronto, coordinato dai Segretari generali regionali Angelo Sposato (Cgil), Tonino Russo (Cisl), e Santo Biondo (Uil), i sindacati hanno discusso delle gravi difficoltà e disfunzioni che si registrano in regione nella gestione della pandemia e nella campagna di vaccinazione, l’emergenza economica e sociale, l’esigenza di una grande piano per l’occupazione.

«Mentre aumentano i contagi e la pressione sugli ospedali – si legge in una nota – ci sono 83.000 dosi di vaccino consegnate alla Calabria e non utilizzate, che non si sa che fine abbiamo fatto, ne sono in arrivo 100.000: se non ci sarà un’accelerazione nella somministrazione, i ritardi si cumuleranno con il rischio di gravi conseguenze nella diffusione della pandemia.  È fondamentale, intanto, superare le criticità e le disfunzioni registrate anche in queste ore sulla piattaforma di prenotazione, come per ultra 80enni e “fragili” che devono vaccinarsi in centri posti anche a distanza considerevole dal proprio comune».

Per quanto riguarda la Sanità in generale, inoltre, Cgil, Cisl e Uil Calabria mettono l’accento sul sostanziale fermo dell’attività del Commissario ad acta, Guido Longo, e sulle gravi carenze nel Dipartimento Salute che il Dg Bevere sta per lasciare.

«Il Governo – hanno detto i sindacati – deve nominare i sub Commissari e mettere l’Ufficio del Commissario in condizione di funzionare con la dotazione del personale necessario. Deve continuare il confronto con le Asp e le Ao, un confronto che il Commissario Longo avrebbe dovuto garantire, sulle mancate assunzioni nonostante le risorse stanziate, che non si capisce come siano state impiegate, perché quello del personale è il nodo prioritario da sciogliere; deve essere aumentata la disponibilità dei posti Covid negli ospedali; si deve programmare il riordino della rete ospedaliera e della riorganizzazione della medicina territoriale, rivedere i criteri per l’accreditamento delle strutture private nell’ottica del servizio pubblico integrato; chiarire al più presto la situazione del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, centro importante anche per limitare l’emigrazione sanitaria, lasciato senza risposte da troppo tempo».

Per tutto questo, in primis per l’emergenza pandemia, Cgil, Cisl e Uil Calabria «chiedono un incontro urgente con il Ministro alla Salute Speranza, perché la questione della Sanità calabrese è ormai un caso nazionale, per il quale occorrono interventi incisivi e immediati che garantiscano il rispetto del diritto alla salute, a partire dall’azzeramento di un debito di cui sono responsabili non i calabresi, ma oltre dieci anni di commissariamento da parte del Governo».

Sulla Regione Calabria, Cgil Cisl e Uil denunciano il fermo totale sia «perché la Giunta, da qui alle elezioni di ottobre, non può emettere atti di straordinaria amministrazione ed è inadempiente anche all’ordinarietà, sia per la mancanza di una visione di prospettiva e di un confronto con le parti sociali. Non sappiamo come siano stati spesi i soldi destinati all’emergenza Covid anche per le assunzioni, e c’è l’esigenza di un grande piano economico che preveda anche da parte della Regione forme di ristoro per le attività in crisi a causa della pandemia».

«La Regione – hanno evidenziato i sindacati – deve convocare il tavolo del partenariato: su questo sia le forze politiche di maggioranza che di minoranza in Consiglio regionale devono avere la responsabilità e la consapevolezza della necessità del confronto, perché la Calabria non ha bisogno di parate istituzionali inconcludenti, né di populismi senza costrutto. Sono disponibili sulla programmazione europea un residuo di un miliardo e 400 milioni per il 2014-2020 e tre miliardi per il 2021-2027. Sono stati previsti 150 milioni per l’emergenza sanitaria, 100 milioni per l’emergenza economica e 50 milioni per l’istruzione».

«C’è, dunque – hanno proseguito i sindacati – considerando anche il Recovery fund, l’occasione irripetibile di utilizzare per il futuro della Calabria una grande mole di risorse, aggiuntive e non sostitutive, su cui è necessario un confronto delle forze sociali con la Regione e con il Governo in relazione alle priorità: chiarezza sull’Alta Velocità ferroviaria, perché a parità di costi si può realizzare il collegamento Reggio-Roma in tre ore, come nel piano trasporti del Consiglio regionale del 2016; togliere la fascia jonica dall’isolamento con il completamento degli interventi sulla linea ferroviaria e sulla Ss 106; rilanciare sia le aree portuali per il loro ruolo nel Mediterraneo, sia gli aeroporti, che devono rientrare in pieno nella Zes. Le risorse del Piano Next Generation Eu devono, insomma, essere impiegate per un’infrastrutturazione che favorisca la mobilità e liberi tutta la Calabria dalla marginalità, garantendo una maggiore sicurezza negli spostamenti e creando crescita, lavoro e occupazione».

«Sono fondamentali – hanno detto ancora – innovazione tecnologica e banda larga per favorire lo smart working, la formazione, il ricorso alla Dad, ove necessario e lo sviluppo delle aree interne: si rischia, infatti, di avere fra pochi anni in Calabria mezzo milione di persone in meno, perché la fuga sarà l’unica via d’uscita da una situazione di mancata crescita e occupazione. In Calabria sono necessari, inoltre, un grande piano di manutenzione gestito da un unico Ufficio regionale del piano e la scelta di affrontare in maniera coordinata il tema della depurazione delle acque».

In tutto questo – hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil Calabria – preoccupa l’assenza del Ministro per il Sud, Mara Carfagna, dai tavoli nazionali più importanti della programmazione della spesa. In questione non c’è solo lo sviluppo della Calabria, ma di tutto il Paese, che crescerà se crescerà anche il Mezzogiorno. Il Sud deve poter attrarre investimenti e non perpetuare l’assistenzialismo».

Gli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil Calabria evidenziano anche la necessità di «riforme nelle istituzioni per una Regione più snella e per favorire una gestione più economica ed utile dei servizi comunali per i cittadini: ci sono, ad esempio, 70 comuni sotto i mille abitanti, è necessario un riordino per rendere efficiente il sistema di governo dei territori. Deve essere valorizzato l’accordo nazionale sul pubblico impiego. C’è bisogno di un riordino e di una rigenerazione della Pubblica Amministrazione, di formazione, di digitalizzazione, di uno sblocco delle assunzioni e di procedure concorsuali perché nella Pa si entra per concorso, di risolvere i problemi del precariato storico con la stabilizzazione, di non creare nuovi bacini di precariato».

«La Calabria – hanno detto ancora – ha perso nell’ultimo anno almeno 80.000 posti di lavoro: c’è la preoccupazione che, allo scadere del blocco dei licenziamenti, possa esserci un disastro. C’è bisogno di un piano per fronteggiare questa emergenza. Anche sulla forestazione e sulla bonifica, è necessario fare chiarezza con la Regione sugli interventi a sostegno del settore, così come confrontarsi per favorire la crescita del lavoro di qualità e delle produzioni di eccellenza nell’intero comparto agroalimentare».

«Su questi temi nei prossimi giorni – hanno concluso – dopo il sit-in di Cosenza del 19 marzo scorso, proseguirà la mobilitazione con iniziative che saranno programmate nei diversi territori. La riunione si è conclusa con l’annuncio di una piattaforma di confronto con la politica e le istituzioni, con Governo e Regione, che sarà elaborata a breve sia per affrontare la fase attuale, sia in vista delle elezioni regionali». (rrm)

 

Cisl Calabria: Interesse e condivisione per scelte Autorità Portuale di Gioia Tauro

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha detto che «con grande interesse abbiamo letto la nota dell’Autorità portuale di Gioia Tauro relativa al Bilancio 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili in cui, per il Piano operativo 2021-2023, si dedica una specifica attenzione al porto di Gioia Tauro e al rilancio dei porti di Corigliano Calabro e di Crotone».

«Si tratta – ha aggiunto – di infrastrutture, infatti, che possono senza alcun dubbio offrire un significativo supporto allo sviluppo dell’economia calabrese nell’area di libero scambio del bacino del Mediterraneo».

«La Cisl Calabria – ha proseguito Russo – condivide questa impostazione per la quale, ad esempio a sostegno del gateway ferroviario di Gioia Tauro, ha fatto molte battaglie. In particolare, oggi è utile sapere che per il porto di Gioia l’Authority punta a differenziare l’offerta, andando cioè oltre il solo transhipment, con l’avvio della logistica intermodale: una scelta importante per il ruolo di riferimento primario dello scalo nel Mar Mediterraneo».

«Anche le opere previste – ha detto ancora – nei porti di Crotone e Corigliano Calabro hanno una grande importanza per l’incremento del commercio, della pesca, dello scambio dei prodotti agricoli, del turismo. Si tratta, come la Cisl Calabria ha sempre evidenziato, di aree portuali dirimpettaie dei Paesi dell’Est, che come tali possono svolgere una grande funzione guardando in particolare a quel versante».

«Siamo sulla strada giusta – ha concluso Tonino Russo – perché la nostra diventi una delle poche regioni italiane in grado di offrire un sistema portuale integrato». (rrc)

Cisl Calabria: Nell’elenco opere da commissariare, c’è solo potenziamento di alta velocità e SS 106

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, denuncia che nella nota del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili riguardante le opere da commissariare per una loro rapida realizzazione (sono 58 gli interventi previsti), in Calabria si parla soltanto “potenziamento con caratteristiche di alta velocità della direttrice Salerno-Reggio Calabria” e, per le infrastrutture stradali, di interventi per il “potenziamento della statale 106 Ionica”.

«Per il resto nulla – ha aggiunto –. Nulla per i porti; nulla per la ferrovia ionica, di cui si attende l’elettrificazione e il raddoppio dei binari sull’intero percorso e per l’alta velocità di nuova generazione prevista in altre aree del Paese; nulla per il resto della rete stradale. È invece indispensabile agire in tutte le direzioni per liberare la Calabria dalla marginalità rispetto al resto d’Italia, all’Europa e al Mediterraneo, condizione essenziale per lo sviluppo. Gli interventi di cui si legge nel comunicato del Mims sono, peraltro, previsti da tempo: si pensi alla S.S. 106, con la sua insostituibile funzione di collegamento con tutta la fascia adriatico-ionica del Paese, e a tutte le inaugurazioni e aperture di cantieri cui abbiamo assistito negli ultimi quarant’anni».

Il ministro Enrico Giovannini afferma che le 58 opere «sono in gran parte contenute nel documento di pianificazione strategica ‘Italia Veloce’, allegato al Documento di Economia e Finanza 2020, che ha definito un quadro di interventi strategici e prioritari per lo sviluppo del Paese».

«Ci chiediamo e chiediamo alla deputazione calabrese in Parlamento di verificare – ha proseguito Tonino Russo – se, per quanto riguarda la nostra regione, si tratti di interventi che utilizzeranno risorse già previste, tenendo conto del fatto che i fondi del Next Generation Eu dovrebbero essere aggiuntivi (pensiamo ad esempio al Patto per il Sud 2030) oppure se le opere destinate alla Calabria rientrano tra quelle “inserite nella proposta del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, che utilizzano invece proprio le nuove risorse del Recovery fund».

«Chiediamo, inoltre – ha detto ancora – alla deputazione calabrese in Parlamento di capire perché la nostra regione debba essere esclusa dalla previsione dall’alta velocità ferroviaria di nuova generazione, in grado di collegare Reggio Calabria a Roma in tre ore, con tutto quel che significherebbe in termini di sostenibilità ambientale e di turismo. Chiediamo alla deputazione calabrese in Parlamento di far sentire la propria voce, una voce forte e determinata, perché questa decisione venga riconsiderata».

«Il ministro Giovannini parla, inoltre – ha concluso Russo – di “una seconda lista di interventi per cui nominare dei commissari”: chiediamo ai rappresentanti del nostro territorio alla Camera e al Senato di intervenire, perché nell’elenco in preparazione siano inserite altre opere di interesse strategico per lo sviluppo della Calabria. Questi giorni sono decisivi per progettare il futuro. Ci auguriamo di non doverli ricordare come un’altra occasione perduta». (rrm)

L’orgoglio della Calabria per la nomina di Sbarra alla guida della Cisl

Grande orgoglio è stato espresso da personalità, istituzioni ed Enti, per la nomina del reggino Luigi Sbarra a segretario nazionale della Cisl.

«La Cisl calabrese – ha dichiarato il Segretario regionale, Tonino Russo –  è orgogliosa ed entusiasta per l’elezione all’unanimità di Gigi Sbarra a Segretario generale del sindacato da parte del Consiglio Confederale, ai cui lavori sto partecipando con la delegazione della nostra regione».

«Ad Annamaria Furlan – ha aggiunto – va un ringraziamento affettuoso e pieno di stima per il suo impegno instancabile, in cui ha tra l’altro sempre dimostrato grande attenzione e sensibilità verso il Sud e la Calabria. La sua guida autorevole e appassionata ha reso più forte e trasparente la Cisl che ora continua ad essere in mani sicure. Gigi Sbarra, calabrese doc, ha iniziato la sua esperienza sindacale sostenendo le lotte dei braccianti della locride, conquistando giorno dopo giorno la fiducia dei compagni di viaggio della nostra regione e di tutta l’Italia per la chiarezza degli obiettivi, l’incisività della sua azione, la lucidità dei suoi interventi».

«Il nuovo Segretario generale – ha proseguito Russo – saprà portare avanti con determinazione le ragioni della Cisl in questa fase che costituisce un difficile tornante della storia del Paese, la tappa di montagna più impegnativa a causa della pandemia e dei suoi effetti devastanti sulla vita delle persone, sull’economia e sul lavoro. L’auspicio è che il nuovo Governo affronti le emergenze e programmi la ripartenza: dal piano vaccinale, al contrasto all’emergenza sanitaria, al Recovery Plan, al blocco dei licenziamenti, agli ammortizzatori sociali, alla scuola, alla riorganizzazione della Sanità, ai ristori. Tante le questioni e le urgenze da affrontare, tanti i ritardi da recuperare. Sul tappeto restano le nostre proposte, i temi che abbiamo portato e continueremo a portare in piazza e sui tavoli del confronto per dare “futuro al lavoro”, per unire il Paese ripartendo dal Mezzogiorno».

«Continueremo con Gigi Sbarra – ha concluso Russo – un percorso che condividiamo da molti anni per una Cisl sempre più unita nel servizio alle lavoratrici e ai lavoratori, alle famiglie, ai giovani, ai pensionati, attenta ad andare al cuore dei problemi in Calabria e in tutta l’Italia».

«È motivo d’orgoglio avere un calabrese, un reggino, alla guida della Cisl nazionale. Piglio deciso, grande determinazione e visione del futuro ne fanno l’uomo giusto al posto giusto» ha dichiarato Marcello Anastasi, consigliere regionale di Io Resto in Calabria.

«L’elezione di Luigi Sbarra a segretario generale della Cisl – ha aggiunto – è il giusto coronamento di un percorso di impegno che lo ha visto in questi anni sempre ed intensamente al fianco dei lavoratori ed a sostegno della ‘causa’ del lavoro che garantisce a tutti condizioni di dignità e serenità».

«Sono certo che da questa nuova prestigiosa postazione – ha concluso Marcello Anastasi – Luigi Sbarra saprà dare un valido e fattivo contributo nelle grandi battaglie sindacali a difesa di diritti fondamentali e per la ricostruzione economica del Paese con uno sguardo attento anche al Mezzogiorno ed alla Calabria».

«Il Partito democratico della Calabria augura buon lavoro a Gigi Sbarra, scelto all’unanimità come segretario nazionale della Cisl. Un incarico prestigioso per un uomo del sud, un calabrese che saprà sicuramente lavorare per rimettere al centro dell’azione politica e sindacale quello straordinario strumento che è la concertazione» ha dichiarato il commissario regionale del PD della Calabria, Stefano Graziano, aggiungendo che «viviamo una crisi economica e sociale fortissima e credo ci sia ancor di più bisogno di un sindacato forte e credibile anche per rilanciare la Calabria e tutto il Mezzogiorno».

«Buon lavoro al nuovo Segretario Generale della Cisl Nazionale, Luigi Sbarra – ha scritto su Twitter la deputata del Movimento 5 Stelle e sottosegretaria al Sud e Coesione Sociale, Dalila Nesci –.  Sicura che in questo complicato momento storico, collaboreremo per lavorare alla ricostruzione dell’Italia partendo da Sud. Ringrazio Annamaria Furlan per il lavoro svolto».

«Grazie ad Annamaria Furlan e auguri di buon lavoro al nuovo Segretario della Cisl Nazionale, Luigi Sbarra. Calabrese, con una grande esperienza caratterizzata da tante battaglie a sostegno dei lavoratori, in particolare in difesa dei braccianti agricoli, Sbarra sarà una guida sicura per il sindacato» ha scritto su Twitter il senatore di Italia VivaErnesto Magorno.

«Buon lavoro al nostro concittadino Luigi Sbarra, da ieri al timone della Cisl» ha scritto la deputata di Forza Italia Maria Tripodi. 

«Secondo calabrese dopo Bombardieri – ha aggiunto – alla guida di un Sindacato Confederale Nazionale. La Calabria è fatta anche di uomini così, che dedicano la propria vita a tutela dei lavoratori».

Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ha sottolineato che «la nomina di Sbarra rappresenta anche un riconoscimento alla centralità del settore agricolo nel quale il neo responsabile sindacale ha maturato un’esperienza importante alla guida della Fai Cisl nei vari livelli sindacali» e ha rivolto al neo segretario «i nostri migliori auguri in un momento drammatico per le imprese e per il lavoro che richiede l’impegno e la collaborazione delle parti sociali più rappresentative».

«L’emergenza Covid – ha concluso Aceto – ha evidenziato la strategicità del cibo e, con essa, quella del lavoro nelle campagne per garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini». (rrm)

 

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Il Governo si assuma la responsabilità sul sistema sanitario calabrese

I segretari della CgilCislUil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno dichiarato che «è necessaria ed urgente, infatti, da parte del Governo una forte e vera assunzione di responsabilità riguardo al sistema sanitario della nostra regione e a problemi che da anni attendono di essere affrontati con determinazione e risolti in maniera efficace e definitiva».

«Solo questo potrà garantire una riorganizzazione e una ripartenza che assicurino ai cittadini la fruizione piena dei Livelli Essenziali di Assistenza, di fatto da tempo negata» hanno aggiunto i sindacalisti che, per il caos «in cui continua a dibattersi la Sanità in Calabria, anche nella delicata e decisiva fase della somministrazione dei vaccini anti Covid-19» hanno chiesto un incontro da fare, in tempi brevissimi, al ministro della Salute, Roberto Speranza.

«Come sperimentiamo ogni giorno – hanno proseguito Sposato, Russo e Biondo – la Sanità in Calabria è paralizzata, restano le gravi carenze negli organici dei medici e degli altri operatori e c’è confusione finanche sulle strutture nei territori e sulla loro destinazione. La nomina del Commissario ad acta per il rientro dal deficit nella persona del Prefetto Guido Longo, giunta in ritardo e attraverso arcinote e paradossali vicende dopo le dimissioni del Generale Saverio Cotticelli, non ha prodotto finora il salto di qualità che ci si aspettava nei servizi di Asp e Ao».

«Sapendo a cosa si sarebbe andati incontro – hanno aggiunto – avevamo chiesto che il Decreto Calabria prevedesse di dotare l’Ufficio del Commissario ad acta del personale necessario, tramite il ricorso a strumenti adeguati ad affrontare un’atavica emergenza regionale: quell’emergenza che ci ha portato più volte a manifestare in piazza, ad un confronto con il ministro della Salute e a presentare in novembre un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Procura presso la Corte dei Conti».

«Ma non c’è niente di nuovo sotto il sole – hanno proseguito – mancano il coordinamento e il controllo sulle attività delle strutture commissariali territoriali e ospedaliere e si continua a navigare a vista, mentre crescono le preoccupazioni per la diffusione dei contagi da coronavirus, con le varianti che circolano ormai sull’intero territorio nazionale».

«E nessuno batte un colpo – hanno detto ancora i sindacalisti – anche sulla vertenza che riguarda il Sant’Anna Hospital di Catanzaro, con il rischio concretissimo che vengano meno servizi importanti per la salute di molti pazienti calabresi e vadano persi i posti di lavoro per un personale che conta centinaia di operatori e garantisce prestazioni di eccellenza.

«Riteniamo, dunque, necessario – hanno concluso i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria –, in assenza di interlocuzioni efficaci sul territorio, incontrare il ministro Speranza perché il Governo intervenga e operi finalmente per una vera, decisa svolta nel sistema sanitario regionale, con i mezzi adatti ad una situazione in grave degrado». (rrm)

I sindacati: Governo e Regione si confrontino con parti sociali per risorse del Recovery Fund

Le segreterie regionali di Cgil CalabriaCisl CalabriaUil Calabria hanno sottolineato «l’esigenza di unità del mondo del lavoro nella riflessione e nella proposta».

Le organizzazioni sindacali, infatti, si sono riunite a Lamezia Terme per affrontare i temi principali su cui richiamare l’attenzione della politica e dell’intera società calabrese, per un confronto indispensabile in una fase di rilancio in cui alle parole dovranno seguire i fatti.

L’analisi è partita dalla necessità che il Governo e la Giunta Regionale si confrontino con le parti sociali sull’utilizzo delle risorse del piano Next Generation Eu, che non devono essere considerate sostitutive, ma aggiuntive rispetto ad altri investimenti già previsti.

«Si deve, infatti – è stato ribadito nell’incontro delle Segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil – ragionare sulla base di un quadro d’insieme per predisporre un piano integrato di investimenti, che contempli sia le risorse del Recovery Fund sia le altre previste su base europea o nazionale. Un piano complessivo potrà evitare la frammentazione degli interventi e permetterà di affrontare finalmente in maniera organica la grande questione dello sviluppo della Calabria. Sarà fondamentale, inoltre, coordinare la spesa, monitorare il percorso e rispettare i tempi di realizzazione delle opere e di attuazione dei progetti per non correre il rischio di dover restituire i fondi stanziati».

Tra le emergenze, le Segreterie confederali regionali ne mettono in evidenza alcune che toccano i punti nevralgici del tema di una crescita che non può prescindere da un’infrastrutturazione che favorisca la mobilità, liberi la Calabria dall’isolamento, garantendo una maggiore sicurezza negli spostamenti e creando lavoro, perché l’apertura di cantieri vuol dire nuova occupazione. Sulla fascia jonica, la S.S. 106 deve essere assolutamente e rapidamente completata in tutto il suo tracciato, così come sono necessari investimenti per la realizzazione di una linea ferroviaria jonica moderna e veloce.

E, per il percorso Roma-Reggio Calabria, in una prospettiva di vero sviluppo, non basta l’adattamento delle linee esistenti per una tecnologia già superata, ma bisogna prevedere l’Alta Velocità Larg, che fa viaggiare i passeggeri a 300 km/h, decongestionando gli aeroporti per una maggiore sostenibilità ambientale come già avviene in altri Paesi europei. Devono poi essere portati a termine i lavori sull’A2, a partire dai tratti perennemente in manutenzione, tra i più pericolosi d’Italia, sui quali ogni giorno migliaia di persone rischiano la vita. Un’attenzione specifica va rivolta al sistema portuale calabrese, a cominciare dal Porto di Gioia Tauro, che deve costituire un hub punto di riferimento per tutta l’area del Mediterraneo, puntando a una Zes che sia laboratorio di crescita e di sviluppo anche per i porti di Corigliano, Crotone, Vibo.

Non meno importante ai fini dello sviluppo è, per le Segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, l’infrastrutturazione digitale, fondamentale per creare lavoro e favorire la formazione, in una regione in cui intere aree sono escluse o servite male dal collegamento alla rete.

Un capitolo a sé rappresentano, per le tre organizzazioni sindacali, la depurazione delle acque, con la salvaguardia e la valorizzazione di quella importantissima risorsa che è il mare, e la costruzione del ciclo dei rifiuti in tutto il territorio regionale. Questi, insieme alla prevenzione del dissesto idrogeologico, sono temi fondamentali per l’Unione Europea e per la salute e la sicurezza dei cittadini. La tutela dell’ambiente e del territorio rappresenta infatti, in tutti i suoi aspetti, un pilastro di ogni politica di crescita. Così come bisogna mettere in campo politiche in favore delle aree interne, che in Calabria contano oltre 300 Comuni, e dove risulta necessario contrastare abbandono e spopolamento, facendo diventare le stesse aree attrattive rispetto ad attenzioni produttive, in un mix di tradizione ed innovazione. Anche qui la programmazione è essenziale per un buon utilizzo delle risorse europee.

Il fronte dell’occupazione, del lavoro che non c’è e di quello che si perde, resta per la Calabria – hanno sottolineato i sindacalisti – la questione delle questioni, come dimostra l’impietosa chiarezza dei dati forniti recentemente anche dai report delle sedi regionali di Bankitalia e Inps. Bisogna, perciò, sciogliere alcuni nodi che attendono da troppo tempo di essere affrontati, a cominciare – nel quadro di una riorganizzazione dei servizi – dalle assunzioni di nuovo personale nella Pubblica Amministrazione e dalla stabilizzazione di un precariato che in molti casi permette, in strutture sotto organico, che la Pa stessa continui a funzionare per i cittadini. Bisogna aprire le procedure concorsuali e investire risorse, altrimenti sono impossibili il pur necessario ricambio generazionale e la piena efficienza dei servizi.

«Per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation Eu occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all’esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza», come ha affermato il presidente del consiglio Mario Draghi nell’aula del Senato, nelle dichiarazioni programmatiche. C’è bisogno al Sud di maggiore presenza dello Stato, di colmare le carenze nell’organico di tutte le strutture pubbliche. Lo Stato non può scappare via dal Meridione.

E nel privato c’è bisogno, nel Sud e in Calabria, di politiche attive del lavoro, non di assistenzialismo: i sussidi servono per superare le fasi difficili come l’attuale, ma in prospettiva non producono crescita e mortificano la dignità delle persone. Urgono la riorganizzazione dei Centri per l’impiego, l’emersione del lavoro irregolare e una più spinta fiscalità di vantaggio che incentivi aziende nazionali e sovranazionali ad investire in Calabria. Anche su questi temi i sindacati confederali della Calabria attendono dal nuovo Governo risposte che non possono tardare.

Guardando alla Sanità, le Segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno sottolineato con forza che dopo la nomina del Commissario ad acta la situazione appare sostanzialmente congelata, a partire dal piano per i vaccini anti Covid, per guardare poi al personale e alle strutture. Lo stesso Commissario Longo ha lanciato un preoccupante grido d’allarme per l’impossibilità di dotare il suo ufficio del personale previsto dal Decreto Calabria, personale che avrebbe dovuto affluire dal Dipartimento Salute della Regione.

Cgil, Cisl e Uil chiedono, perciò, un confronto immediato con il Prefetto Guido Longo sui temi della tutela della salute dei cittadini, sulla riorganizzazione del sistema sanitario e sulle dotazioni organiche delle aziende sanitarie e ospedaliere. In tale contesto, chiedono al Commissario ad acta anche di fare chiarezza sulla vicenda del Sant’Anna Hospital di Catanzaro che, a fronte dell’insufficienza dei posti disponibili nelle strutture pubbliche, offre un servizio di eccellenza nel campo della cardiochirurgia e contribuisce all’abbattimento delle liste di attesa dei pazienti e alla diminuzione dei viaggi della speranza fuori dalla Calabria, facendo sì che la Regione, grazie alla convenzione con la struttura catanzarese, impieghi meno risorse rispetto a quelle necessarie per i ricoveri in altre regioni.

Nel rispetto delle regole, e al di là delle vicende giudiziarie che riguardano la precedente gestione del Sant’Anna, dunque, il Commissario faccia conoscere il suo pensiero riguardo a una vertenza che tocca il diritto alla salute dei cittadini e il posto di lavoro di un personale qualificato che conta circa trecento unità.

Su questi temi le tre organizzazioni sindacali chiedono un dialogo serio con la classe politica calabrese e la convocazione del Partenariato economico e sociale per un confronto su riprogrammazione 2014/2020 e programmazione 2021/207, annunciando che sarà diffusa nelle prossime settimane una piattaforma di rivendicazioni e proposte da sottoporre ai candidati alle elezioni regionali. E a questo proposito, Cgil, Cisl e Uil Calabria concordano sulla inopportunità di un rinvio dell’appuntamento elettorale.

Urgono, inoltre, affermano ancora, riforme e interventi per i comuni ai fini di una migliore qualità dei servizi e di una tassazione più leggera per i cittadini, sulla partecipazione pubblica, sul riordino del bilancio regionale.  

La riunione delle Segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil si è conclusa con due appelli.

Il primo rivolto alle istituzioni, alla politica, al mondo del lavoro e delle imprese, ai cittadini, perché si tenga alta la guardia verso la pervasività delle organizzazioni criminali, che rappresenta tra l’altro un ostacolo agli investimenti nel Sud e in Calabria da parte di imprese italiane e multinazionali.

Il secondo appello è indirizzato ai candidati nell’imminente tornata elettorale calabrese, perché si pongano in atteggiamento costruttivo, di ascolto e di attenzione verso la realtà regionale, evitando atteggiamenti populistici e puntando alla concretezza dei problemi e delle soluzioni(rcz)

Cisl Calabria e Fit Cisl: Sul Porto di Gioia Tauro serve una ‘unità di intenti’

I segretari generali della Cisl CalabriaFit Cisl CalabriaTonino RussoGiuseppe Larizza, hanno sottolineato che «la Fit e tutta la Cisl Calabria «sono convinte che, oggi più che mai, necessiti, sul Porto di Gioia Tauro, una “unità di intenti” e che non serva cercare la ragione di qualcuno o la colpa di altri».

«Le speculazioni del recente passato per usufruire di incentivi o le polemiche per scaricare colpe sulla forza lavoro o sulla rappresentanza sindacale – hanno proseguito i due sindacalisti – devono cessare per il futuro del Porto e della Calabria. Il momento di grave crisi sanitaria e economica mondiale che la pandemia Covid 19 ha generato, va fronteggiato per poter immaginare di ripartire con lo sviluppo e l’occupazione».

«Abbiamo da valorizzare – hanno evidenziato – il tesoro che il Porto di Gioia Tauro ci offre con la sua vasta area industriale, la Zes, il Gateway ferroviario e, speriamo a breve, il bacino di carenaggio. Il mondo corre veloce e a Gioia Tauro, naturale piattaforma logistica sul Mediterraneo, bisogna avviare senza indugi la sua funzionalità come unico terminal intermodale per rilanciare il trasporto ferroviario e l’intermodalità integrata nave/ferro/gomma».

«Diciamo da sempre – hanno detto ancora – e abbiamo avuto prova che Il transhipment da solo non basta, ma deve costituire valore aggiunto per poter sviluppare l’intera area. Sono necessarie un’energica volontà istituzionale e azioni mirate ad attrarre investitori privati con volontà vera a fare impresa, per un futuro economico ed occupazionale della Calabria».

«I lavoratori e le rappresentanze sindacali – hanno evidenziato Russo e Larizza – hanno contribuito a questo scopo sin dalla nascita delle prime attività nel Porto. Oggi, siamo consapevoli che la partecipazione possa e debba costituire un’innovativa strategia di svolta per una terra bistrattata e negativamente etichettata. Dobbiamo dare fiducia ai lavoratori del porto e ai giovani disoccupati che desiderano conquistare la libertà e la dignità con il lavoro. La responsabilità delle nostre azioni da sola non basta, ma servono unità di intenti tra i vari soggetti istituzionali e imprenditoriali per una vera partecipazione che coinvolga le parti nel creare sinergie per sviluppare le immense potenzialità dell’area portuale».

«La Regione, l’Autorità portuale, le associazioni imprenditoriali con la regia del Governo centrale – hanno concluso il segretario generale della Fit Cisl Calabria e il Segretario generale della Cisl regionale – possono e devono da subito coordinare le azioni unitamente alla rappresentanza sindacale e finalmente riuscire a programmare le azioni immediate, a breve e lungo termine per una svolta storica dell’intera area portuale di Gioia Tauro, volano di sviluppo economico ed occupazionale della Calabria». (rrm)                                        

L’allarme di Cisl Calabria: Grave rischio di tenuta sociale in Calabria

In Calabria c’è un grave rischio di tenuta sociale. È questo l’allarme lanciato da Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, aggiungendo che «sembra che la politica, a tutti i livelli, non sia sufficientemente consapevole del grave rischio di tenuta sociale che in Calabria avverte chi ogni giorno percorre le strade, incontra le persone e si misura con i problemi della disoccupazione, del lavoro precario e in nero, dei pensionati al minimo, del disagio, della dolente rassegnazione di chi chiede aiuto agli avamposti dell’ascolto sul territorio».

«Le difficoltà quotidiane – ha proseguito il sindacalista – acuiscono il senso di solitudine, esaltano forme di chiusura e di individualismo, mettono a rischio quella coesione sociale generatrice di solidarietà, progettualità e azione, fatta di relazioni costruite sul senso di appartenenza e sul legame con la propria terra, sulla condivisione di norme e valori, che è frutto anche di scelte orientate verso lo sviluppo e non verso un assistenzialismo che perpetua precarietà e dipendenza. Dunque, il tema di una coesione sociale sottoposta ad ancor più dura prova dalla pandemia deve essere non marginale, ma al centro del piano di rilancio, ne deve essere uno dei principi ispiratori, altrimenti è in gioco la credibilità di un Governo in difficoltà anche su questi problemi e chiamato a dare un forte e incisivo segnale di attenzione alla crescita e allo sviluppo della Calabria, segnale che manca nell’attuale redazione del Pnrr».

«Il Paese ha un debito verso il Sud e la Calabria – ha detto ancora Russo – un debito generato, tra l’altro, anche dal mancato rispetto della “clausola del 34%” degli investimenti dello Stato da impiegare per il Mezzogiorno, in base alla popolazione delle regioni meridionali. Il Pnrr deve essere l’occasione per colmare il divario infrastrutturale (e non solo) tra il Meridione e il resto del Paese. Su questo si misura, oggi più che mai, la volontà di creare coesione tra i territori, mentre non mancano, purtroppo, i segnali negativi: per ultimo, la proposta (poi ritirata) della vicepresidente della Regione Lombardia di prendere in considerazione anche il Pil dei territori come criterio per decidere sulle precedenze nella somministrazione del vaccino anti Covid-19».

«Ed è incredibile – ha detto ancora – per fare un solo esempio, che dopo quarant’anni si sia ancora costretti a parlare della messa in sicurezza e del completamento di un’infrastruttura viaria di fondamentale importanza come la S.S. 106; come è incredibile, di fronte al disastro del sistema sanitario regionale, che ci si ostini a non utilizzare i fondi del Mes disponibili per ricostruire una Sanità allo sfascio».

«La Cisl calabrese chiede, dunque – ha proseguito il segretario generale – un sussulto di responsabilità ai parlamentari eletti in Calabria e alla politica regionale perché si battano i pugni sul tavolo dove cui si gioca il futuro dei territori: ci si confronta, infatti, sull’impiego di risorse che costituiscono a giudizio di tutti un’imperdibile occasione di crescita e che, non dimentichiamolo, prendiamo a prestito dai nostri figli e nipoti, cioè proprio da quei giovani che sono costretti ad andare via».

«Non ci stanchiamo di ribadire – ha concluso il segretario generale della Cisl regionale – che occorre, se crediamo per la Calabria nella possibilità dello sviluppo, e di uno sviluppo sostenibile, un grande patto sociale che veda protagonisti politica, istituzioni, associazionismo e volontariato, imprenditoria, no profit, mondo ecclesiale, per dialogare, confrontarsi, individuare le priorità di investimento e fare insieme massa critica nei confronti di chi deve imparare ad ascoltare il grido di dolore che si leva da questa terra. Non si può più attendere. Il passo dalla rassegnazione a forme di protesta scomposta e disperata può essere breve». (rrm)

Cisl Calabria: Il Governo non ha ascoltato appello per far uscire la Calabria dalla marginalità

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha dichiarato che il Governo non ha ascoltato l’appello lanciato dal sindacato per intervenire sulle reti di comunicazione per far uscire la Calabria dalla marginalità.

«Far uscire la Calabria dalla marginalità significa, infatti – ha dichiarato Russo – ripensare l’infrastrutturazione oggi esistente per introdurre l’Alta Velocità ferroviaria Larg di ultima generazione e completare l’ammodernamento della linea ionica, per potenziare il sistema portuale, per completare e rendere sicura la rete viaria primaria e secondaria. Significa valorizzare le “autostrade del mare” per il trasporto merci. Significa mettere in campo risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste. Di tutto questo avremmo voluto trovare traccia nel Recovery plan, ma abbiamo gridato inascoltati».

«È il momento, per i parlamentari eletti in Calabria e per la politica regionale – ha aggiunto – di svegliarsi, difendere il territorio e, invece di sfogliare libri dei sogni che prevedono ponti sullo Stretto e dimenticano le strade e le ferrovie per raggiungerli, intervenire finché è possibile perché l’utilizzo dei fondi del Next Generation Eu per la Calabria, nel quadro della modernizzazione del Mezzogiorno e del recupero del gap infrastrutturale rispetto al resto del Paese, sia orientato davvero ad una svolta in termini di crescita e di sviluppo».

«Le emergenze sono tante – ha proseguito Russo –. Ricordiamo, solo per fare qualche esempio, che per la linea ferroviaria jonica sono stati impegnati 650 milioni di euro (500 per l’ammodernamento e 150 per l’elettrificazione) e nessuno si preoccupa di chiedere a che punto siano i lavori, considerato tra l’altro che è in gioco l’unico collegamento su treno veloce con il Nord. Ricordiamo che la S.S. 106 continua a mietere vittime e che l’A2 tra Rogliano e Altilia è impraticabile. Che le misure anti Covid-19, con la necessità di attuare didattica a distanza e smart working, hanno messo in luce l’assoluta e urgente necessità di un’infrastrutturazione digitale, questa prevista nel piano e da realizzare subito, in una regione nella quale una larga fetta di comuni è priva di connessione e studenti e lavoratori vivono una condizione di intollerabile marginalità».

«In questa fase delicatissima, nel pieno di una crisi di Governo dagli esiti incerti – ha detto ancora il segretario generale – non è tempo di litigare su qualche poltrona lasciando scorrere intorno a noi le cose che contano, ma di battere un colpo al fine di creare le premesse per il futuro delle nuove generazioni. Non sono temi che si affrontano a colpi di maggioranza, ma attraverso un confronto costruttivo e un’assunzione di responsabilità condivisa».

«Rivolgiamo perciò – ha concluso il segretario generale della Cisl calabrese – un appello accorato alla politica, alle istituzioni, ai cittadini perché si operi insieme per una svolta che tutti diciamo di volere, ma per la quale ognuno deve fare fino in fondo la propria parte». (rrm)

Vertenza Fincalabra, Cgil, Cisl e Uil: Bene impegno di Orsomarso per risolvere problema in tempi brevi

Revoca del provvedimento adottato e il ritiro delle lettere recapitate a quindici dipendenti, facendo presente che esistono diversi percorsi alternativi esplorabili e praticabili attraverso il dialogo con il sindacato. È questa la richiesta avanzata da CgilCislUil Calabria al tavolo di confronto convocato a Catanzaro dall’assessore regionale al Lavoro Fausto Orsomarso, sulla vertenza Fincalabra riguardante la procedura di mobilità di parte dei dipendenti ex art. 25 D.L.vo 175/2016.

Al termine dell’incontro, i segretari generali regionali Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno espresso soddisfazione di fronte alla posizione dell’assessore Orsomarso che ha sostenuto l’assenza di una volontà di arrivare al licenziamento dei quindici dipendenti, impegnandosi a risolvere la problematica in tempi brevissimi, tenendo aperto il confronto con le Oo.Ss. (rcz)