Cgil, Cisl e Uil Calabria: La politica resta scollegata dai reali bisogni dei calabresi

«Alla politica diciamo di fermarsi e di non fare campagna elettorale, ma di sedersi con noi per trovare le migliori o soluzioni a questi problemi, perché in gioco c’è il futuro dei nostri giovani» ha dichiarato Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, nel corso della manifestazione, nella Piazza antistante la Prefettura di Catanzaro, per riportare all’attenzione delle istituzioni l’Area Centrale della Calabria.

La manifestazione, infatti, è il primo passo verso una più ampia condivisione con i territori dell’Area centrale della Calabria che infatti saranno coinvolti chiamando in causa anche il mondo imprenditoriale, le associazioni, i sindaci, la società civile. L’intento di Cgil, Cisl e Uil dell’Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo è quello di dare vita ad una nuova fase che guardi alle possibili condivisioni per un’azione sinergica, protagonista di una propositiva stagione di confronto sociale.

In tanti, nel rispetto delle normative anti-covid, hanno voluto essere presenti a Catanzaro per testimoniare l’impegno della battaglia condivisa, alla presenza dei tre segretari generali – Angelo Sposato (Segretario generale Cgil Calabria), Tonino Russo (Segretario generale Cisl Calabria), Santo Biondo (Segretario generale Uil Calabria – e dei segretari generali dell’Area Vasta Enzo Scalese (Cgil), Fabio Tomaino (Uil Crotone) e i tanti segretari di categoria e componenti delle segreterie generali dell’Area Vasta, oltre che dirigenti e militanti dei vari comparti provenienti da tutta l’Area Centrale della Calabria.

Nella tarda mattinata, una delegazione di dirigenti dei tre sindacati, e di lavoratori e lavoratrici impegnati nelle vertenze più calde (come quelle legate alla Casa di Cura Sant’Anna Hospital e al call center Abramo Customer, ma anche della legge 15 e degli ex lpu ed lsu) hanno incontrato il capo di gabinetto del prefetto Cucinotta, il dottor Vito Turco.

Al rappresentante dell’Ufficio territoriale del Governo hanno sottoposto la piattaforma programmatica elaborata unitariamente, affrontando i temi legati alle riforme (prima tra tutte quelle del settore Sanitario e della Pubblica amministrazione), con particolare attenzione alla questione dell’integrazione tra le aziende ospedaliera e ospedaliero universitaria “Pugliese-Ciaccio” e “Mater Domini”. La delegazione si è soffermata a riflettere, anche, sui temi delle transizioni energetiche ed ecologiche con la riconversione delle aree industriali di Lamezia, Catanzaro, Vibo, Crotone nell’ottica della piena entrata in funzione della Zes. Al centro del confronto, ancora, il tema delle infrastrutture e delle bonifiche ambientali e l’impegno del prefetto di preparare una nota da indirizzare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri  e alla Regione Calabria per le rispettive  competenze al fine di mettere in campo dei tavoli di concertazione  e di sinergie istituzionali.

Tra i temi della piattaforma programmatica, quindi, spicca quello della sanità che, proprio ieri – come ha sottolineato Angelo Sposato (Cgil) è stato al centro del dibattito del Consiglio regionale.

«Dalla politica e dal commissario ci saremmo aspettati risposte e soluzioni che non sono arrivate – ha detto Sposato –. Abbiamo 150 milioni di fondi Covid non spesi, i fondi del Decreto Calabria non spesi, c’è la possibilità di fare le assunzioni ma non sono state fatte. Al ministro della Salute, Roberto Speranza, il 3 maggio chiederemo alcune misure operative: una deroga ai commissari per i bilanci e gli atti aziendali, la sterilizzazione e l’azzeramento del debito, e personale qualificato da inviare nelle Asp per mettere a posto bilanci e atti aziendali e sbloccare le assunzioni».

E sulle questioni economiche aggiunge: «Parliamo del Recovery Plan, ma senza un crono programma: vorremmo capire quali investimenti pubblici il governo intende mettere in campo, al momento non c’è nulla. Stiamo pensando a fare azioni unitarie per sensibilizzare su questi tempi e il Primo maggio presenteremo un Piano di ripartenza per la Calabria da offrire alla politica nazionale e regionale».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese: «Quello di oggi è solo il primo di una serie di appuntamenti incentrati sulle nostre proposte programmatiche da mettere in campo, una piattaforma che si poggia su 8 punti, su cui vogliamo coinvolgere l’intero territorio dell’Area centrale».

«Vogliamo avviare – ha spiegato Scalese – una discussione sul rilancio di questa parte della Calabria ma non solo su temi contingenti, a partire dalla sanità: vogliamo parlare di prospettive. E per sviluppare questo contesto dobbiamo concentrarci sulle infrastrutture, non intese però solo come opere pubbliche. La rete digitale, quindi la digitalizzazione è il futuro e nello stesso lo strumento di contrasto allo spopolamento delle aree interne. A questo si aggiungono le tematiche green l’energia pulita, i porti come via del mare per i trasporti.»

«Insomma – ha concluso Scalese – su questi temi dobbiamo fare fronte comune per affrontare le criticità ataviche non proclami ma con azioni che possono dare un futuro a questa realtà”.

Per il segretario generale della Cisl, Russo, il territorio dell’Area centrale della Calabria «vive un momento di assoluto abbandono sul piano degli interventi per la sanità, per le infrastrutture. Non vediamo segnali positivi nel Recovery Plan sia per quanto riguarda la linea ferroviaria che per quanto riguarda la Statale 106, non funziona l’area portuale, si continua a parlare dell’Alta velocità per collegare Salerno e Reggio, ma per noi la vera Alta velocità è collegare Reggio con Roma in sole 3 ore, e da quello che leggiamo non ci avviciniamo nemmeno minimamente a questi parametri».

«E allora – ha aggiunto Russo – siamo preoccupati. C’è anche il grande tema dell’occupazione, con un precariato che ormai è fuori controllo: bisogna dare dignità al lavoro. Alla politica diciamo di fermarsi e di non fare campagna elettorale, ma di sedersi con noi per trovare le migliori o soluzioni a questi problemi, perché in gioco c’è il futuro dei nostri giovani».

“Abbiamo una piattaforma unitaria che renderemo pubblica il Primo maggio – ha anticipato Biondo – un programma di lavoro che non ha la presunzione di essere la verità assoluta ma vuole aprire una fase di confronto con tutti coloro che ci stanno a dialogare con Noi. Abbiamo una base programmatica inclusiva e aperta ai contributi che arriveranno dal mondo delle associazioni, dai partiti di maggioranza e opposizione, dalle forze sociali e produttive. Proseguiamo la mobilitazione perché siamo convinti che la Calabria sta affrontando questa fase di emergenza malamente e all’emergenza sanitaria si aggiunge quella economica, che già prima della pandemia contava 18 punti di Pil in meno rispetto al resto del Mezzogiorno e al Paese. Non siano soddisfatti del Piano nazionale di ripresa e resilienza: c’è un’attenzione che riguarda il resto del Mezzogiorno ma non la Calabria». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Protocollo per vaccinazione sui luoghi di lavoro grande opportunità per la Calabria

I segretari generali di Cgil CalabriaCisl CalabriaUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno ribadito che «ilProtocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”, sottoscritto da Governo, organizzazioni dei lavoratori e delle imprese rappresenta, per la Calabria, un’opportunità troppo importante perché possa essere convocata dalla sera alla mattina, per la sua concreta applicazione, una riunione senza un congruo preavviso».

I sindacalisti, quindi, hanno chiesto alla Regione «un incontro in tempi brevi perché, sulla base di quanto definito a livello nazionale, si possano concordare le procedure per la somministrazione dei vaccini nelle aziende del nostro territorio».

«L’applicazione del Protocollo nella nostra regione è di fondamentale importanza, infatti – hanno proseguito Sposato, Russo e Biondo – perché somministrare il vaccino sui luoghi di lavoro significa creare un ulteriore percorso che affianchi il sistema sanitario, contribuendo in maniera significativa, nel rispetto delle priorità stabilite per anziani e soggetti fragili, ad accelerare la campagna di vaccinazione anti Covid. Ciò significherebbe mettere in sicurezza dipendenti e aziende, creare le condizioni per favorire una più rapida ripresa, mentre siamo tra l’altro alle porte della stagione turistica che ha una rilevanza decisiva per l’economia della Calabria».

«È, dunque – hanno aggiunto – necessario un confronto vero in sede regionale per non rischiare di vanificare l’occasione offerta dall’importante accordo nazionale che ha visto allo stesso tavolo Governo, sindacati, imprese, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, accomunati dalla volontà di far sì che il mondo del lavoro nel suo insieme garantisca la sicurezza delle persone e degli ambienti e favorisca la ripartenza».

In base al Protocollo, «i piani aziendali sono proposti dai datori di lavoro, anche per il tramite delle rispettive Organizzazioni di rappresentanza, all’Azienda Sanitaria di riferimento, nel pieno rispetto delle Indicazioni ad interim e delle eventuali indicazioni specifiche emanate dalle Regioni e dalle Province Autonome per i territori di rispettiva competenza». E nelle indicazioni ad interim adottate d’intesa con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, si legge in premessa che «nell’implementazione delle presenti indicazioni e nello spirito di supporto all’iniziativa, le singole Regioni e Province Autonome terranno in considerazione le specificità del tessuto produttivo».

Le stesse “Indicazioni ad interim” al punto relativo ad Organizzazione attività e adesione, prevedono che «l’azienda o associazione di categoria di riferimento che intende aderire all’iniziativa ne dà comunicazione all’Azienda Sanitaria di riferimento, secondo modalità da disciplinare a livello della Regione o Provincia autonoma».

«Sottolineando, perciò, che è necessario accelerare e garantire la somministrazione dei vaccini privilegiando lavoratrici e lavoratori dei servizi essenziali – hanno concluso i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria – ribadiamo la richiesta alla Regione di convocare al più presto un incontro al quale tutte le parti interessate all’applicazione del Protocollo possano effettivamente partecipare, al fine della definizione di tutti gli aspetti di competenza dei territori». (rrm)

Cgil, Cisl, Uil Calabria e Cgil Area Vasta siglano accordo unitario per rilancio dell’area vasta calabrese

È stato siglato, da Cgil CalabriaCisl CalabriaUil Calabria, un documento unitario per il rilancio produttivo, economico e sociale dell’area vasta calabrese che sarà la base del confronto in vista della mobilitazione che si terrà il 27 aprile davanti alla Prefettura di Catanzaro. 

La sigla del documento è avvenuto nel corso dell’incontro, da remoto, degli attivi unitari territoriali dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo. I lavori sono stati introdotti dal Segretario generale della Cisl Calabria, Tonino Russo, presieduti da Enzo Scalese, Segretario generale della Cgil area vasta e, dopo l’intervento di Fabio Tomaino, Segretario generale della Uil Crotone, conclusi da Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria.

Sanità, vertenza Sant’Anna, vertenza Abramo, precariato, scuola, divide digitale, mobilità, infrastrutture, reti energetiche e servizio idrico, ambiente e territorio, ciclo dei rifiuti sono queste le “missioni” del documento unitario che i sindacati porteranno all’attenzione delle istituzioni competenti.

Per Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, infatti, vi è la convinzione che occorra agire con una visione d’insieme che possa generare e mettere in campo proposte concrete ed efficaci, in un contesto di riferimento generale che parta dall’attuazione realistica e fattibile di una progettualità socioeconomica basata su risorse certe, velocità e qualità nell’azione della spesa pubblica, facilità e semplificazione amministrativa, che  salvaguardi fermamente  i principi della regolarità e della legalità. 

Tutto questo, avendo ben presente che con il mondo accademico, del volontariato e del terzo settore vanno costruite le condizioni affinché possa emergere un contributo che è assolutamente importante, in un rapporto tra causa ed effetti generati dalla profonda crisi che stiamo vivendo nella nostra regione. Mancano, infatti, politiche e strategie concrete nel campo della ricerca, della formazione e della specializzazione dei processi produttivi, che rendono asfittica e debole la nostra economia fino a determinarne pesanti ricadute sociali in un diffuso disagio di tutele, assistenza e servizi. Mancano politiche nazionali per il mezzogiorno, ed investimenti pubblici che mirino a favorire  occasioni di sviluppo industriale e del manifatturiero sostenibile.

Il protrarsi dell’emergenza sanitaria per Covid-19, per Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, sta determinando conseguenze economiche e sociali che necessitano, nell’immediato,  di azioni e proposte che vadano nella direzione della ripartenza, ma  soprattutto per favorire le condizioni per un nuovo sviluppo dell’area centrale della Calabria, in un confronto con il Governo regionale che sia certamente  incardinato sulle linee politiche e programmatiche di indirizzo regionale ma che deve altresì assolvere tempestivamente alle articolate responsabilità istituzionali, in funzione dei ritardi e della gravità delle condizioni della Calabria, preesistenti rispetto alla pandemia. 

Per Cgil, Cisl e Uil Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, quindi, serve una nuova fase che guardi alle possibili condivisioni per un’azione sinergica, protagonista di una propositiva stagione di confronto sociale, con il contributo di tutti i soggetti dei diversi comparti produttivi e sociali, congiuntamente ad una responsabile offerta ed erogazione di servizi innovativi da parte  della pubblica amministrazione calabrese, opportunamente riformata, migliorata ed in grado di rispondere in maniera nella pienezza dei diritti di cittadinanza. 

Per Cgil, Cisl e Uil dell’area vasta Catanzaro, Crotone, Vibo, infine, davanti ai ritardi, alle disattenzioni e ai problemi della Calabria pare non sia forzato dire che è diventato un problema essere calabresi. (rrm)

 

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Calabria denunciano il mancato rispetto delle linee guida nazionali sulle vaccinazioni

In una lettera indirizzata al commissario Guido Longo, al direttore del Dipartimento “Tutela della Salute”, Giacomino Brancati, al presidente f.f. Nino Spirlì, e ai dirigenti Salvatore LoprestiSergio Tassone, Fp CgilCisl Fp e Uil Fpl Calabria denunciano il mancato rispetto delle linee guida nazionali sulle vaccinazioni.

«Quanto accaduto nelle ultime ore in Regione Calabria – si legge – in tema di vaccinazioni è allarmante. Il Commissario ad acta alla Sanità, Guido Longo, con un atto unilaterale e contraddittorio ha autorizzato la vaccinazione solo per i dipendenti del Dipartimento Salute dello stesso Ente. Le scriventi OO.SS., pur ritenendo insufficienti le linee guida del Ministero della Salute relative al piano di vaccinazione Covid, in quanto sottovalutano i rischi di contagio dei dipendenti pubblici che svolgono servizi essenziali, sono fortemente convinte che la priorità da cui partire per l’immunizzazione di massa debba riguardare certamente le cosiddette categorie fragili, a partire dai più anziani, i malati oncologici, gli immunodepressi, chi ha gravi compromissioni polmonari e cardiocircolatorie e, più in generale, le persone con gravi disabilità; insomma, i più fragili in quanto maggiormente esposti al possibile aggravamento delle loro condizioni e al conseguente bisogno di ricovero, spesso presso i reparti ospedalieri già ormai saturi».

«Ma vi è di più – continua la lettera – quanto accaduto in Cittadella regionale crea una disparità di trattamento dei dipendenti dello stesso ente che rappresenta un sinonimo di mancanza di rispetto delle norme che governano la Pubblica Amministrazione, una ingiustizia che pretende un’adeguata assunzione di responsabilità da parte di chi ha disposto un’azione amministrativa di questo genere.  Non è credibile che i dipendenti del Dipartimento Salute siano più esposti al Covid rispetto ai loro colleghi di qualunque altro dipartimento della Regione Calabria, che svolgono precisamente le stesse attività. Del resto, anche la Regione Sardegna aveva provato a fare la stessa cosa con i dipendenti dell’assessorato alla sanità e ha dovuto prontamente recedere a seguito delle forti polemiche». 

«Tra l’altro – continua la lettera – è preoccupante che il tutto sia stato predisposto e attuato senza far trapelare alcuna informazione e senza nessuna condivisione. Ricordiamo, inoltre, che il Dirigente Lopresti, Datore di Lavoro della Regione Calabria, ha più volte scritto al Commissario Longo, chiedendo che venisse autorizzata una campagna vaccinale indirizzata a tutti i dipendenti regionali senza ricevere mai risposta e, anche per questo, l’iniziativa circoscritta solo ai dipendenti del Dipartimento salute e non partecipata al dirigente preposto alla salute e sicurezza dei dipendenti, crea più confusione e genera tanti interrogativi».

«In un momento tanto delicato come quello che stiamo vivendo – si legge ancora nella lettera – nel pieno di una pandemia in cui è fondamentale ridare speranza e certezze all’intera collettività, nella nostra Regione continua a regnare un disordine acuito da un proliferare di comportamenti che nulla hanno a che vedere con il principio di buona amministrazione». 

«Si conclude – dice la lettera – con un appello alla responsabilità a tutti vertici istituzionali della Regione Calabria, politici e amministrativi, affinché s’imponga una linea di governo e di amministrazione trasparente e partecipata, nel rispetto delle norme e delle linee di indirizzo del Governo che possa ripristinare la fiducia dei lavoratori e dei cittadini». (rrm) 

 

 

Cisl Calabria: Si deve far sentire alla politica la voce delle organizzazioni dei lavoratori

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, nel corso del Comitato esecutivo della Cisl calabrese, ha sottolineato come «oggi, più che mai, nella nostra regione le organizzazioni dei lavoratori sono chiamate a far sentire unitariamente la loro voce anche di fronte ad una politica che scricchiola a tutti i livelli, sempre in campagna elettorale e con toni populistici imperanti».

Russo ha, quindi, evidenziato come, in attesa di risorse assegnate ai territori anche per colmare ataviche lacune, la Cisl ponga «al primo posto la realizzazione e il completamento di infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali che garantiscano la mobilità dove ancora non è garantita, maggiore sicurezza e celerità negli spostamenti delle persone e delle merci, condizioni essenziali per lo sviluppo. Bisogna creare lavoro perché i calabresi non vogliono sussidi, ma la valorizzazione piena di un’occasione unica per la ripartenza ai fini della ripresa».

Il segretario ha, inoltre, ribadito l’esigenza «di potenziare l’infrastrutturazione digitale, di agire in rete per la depurazione delle acque e la valorizzazione della risorsa mare, di intervenire per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la tutela del territorio: tutto ciò crea lavoro ed è fondamentale anche per frenare lo spopolamento delle aree interne».

«Di fronte a queste urgenze e alla necessità di utilizzare al meglio le risorse del piano Next Generation Eu – ha affermato con forza il Segretario della Cisl calabrese – com’è possibile che il governo regionale, attraverso l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, predisponga e invii a Roma le schede sulla programmazione senza confrontarsi con le parti sociali e con chi opera sul territorio?».

Sui punti chiave dell’utilizzo delle risorse per la ripartenza, ha comunicato Russo all’Esecutivo, venerdì 16 i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria avranno con la Sottosegretaria al Sud e alla Coesione territoriale, On. Dalila Nesci, un incontro durante il quale proporranno una piattaforma per la ripartenza.

Soffermandosi sui problemi del precariato, il Segretario ha evidenziato come, grazie al lavoro delle federazioni di categoria, si sia riusciti a istituire tavoli regionali di confronto regionale sia per il pubblico che per il privato.

«Alla P.A. si accede per concorso – ha sottolineato – e il modo di superare il precariato esistente è questo. Sono 40 anni che non si fanno concorsi pubblici: bisogna, quindi, che si proceda, facendo innanzi tutto chiarezza sui soggetti aventi titoli e sul piano del fabbisogno. È tempo di liberare i lavoratori dal ricatto e dalla dipendenza dalla politica, di dare dignità al lavoro nella trasparenza. Una logica che deve valere anche per i precari del privato e i tirocini formativi che nascono per collegare domanda e offerta di lavoro: perciò sono necessarie politiche attive e una fiscalità di vantaggio per le imprese che devono trovare conveniente investire in Calabria. Per quanto riguarda gli Lpu, auspichiamo che, dopo la proroga ottenuta fino al 31 maggio, si arrivi ad una rapida stabilizzazione».

Il Segretario regionale ha poi rilevato che «sulla scuola la confusione è deleteria, mentre sembra che il tarlo commissariale stia contagiando anche quella realtà».

«E se – ha detto ancora Russo – sembra che per il rinnovamento della Pubblica Amministrazione qualcosa si muova, grazie anche all’incisivo impegno del Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, e della struttura confederale, che ha portato al protocollo sottoscritto con il Governo di cui anche in Calabria si vedranno i frutti», «nella sanità la campagna di vaccinazioni procede con lentezza: ci sono dosi non somministrate pari a circa il 10% della popolazione attiva che potrebbe essere messa in sicurezza e si spera, dopo la firma del protocollo con i medici di famiglia sottoscritto dalla Regione Calabria e dalla struttura commissariale, si possano finalmente vaccinare gli anziani non deambulanti al loro domicilio».

«Ci sono – ha aggiunto il segretario Russo, concludendo la relazione introduttiva – cose che devono essere spiegate: sulle priorità nelle vaccinazioni, sul mancato impiego dei fondi previsti per il personale Covid e per il potenziamento delle terapie intensive e sub intensive, sul ritardo nella corresponsione delle indennità al personale sanitario».

«È necessario – ha evidenziato – superare strutture commissariali inadeguate che, tra l’altro, emanano senza alcun confronto Atti aziendali fondamentali per il potenziamento della medicina territoriale e delle strutture ospedaliere, mentre si aggrava un deficit che pesa sempre di più sulle tasche dei cittadini calabresi».

All’introduzione del Segretario regionale è seguita una discussione partecipata e approfondita, con l’intervento di tutte le federazioni di categoria e delle strutture Cisl territoriali, in cui sono stati ripresi e condivisi i contenuti della relazione di Russo. (rcz)

Russo (Cisl Calabria): Vaccini e sostegno a economia e lavoro parole d’ordine per questa fase

Il segretario generale della Cisl Calabria, Tonino Russo, ha dichiarato che vaccino e sostegno a economia e lavoro sono le parole d’ordine per questa fase in Calabria.

«Una celere somministrazione dei vaccini anti Covi-19 in Calabria – ha aggiunto – avrebbe potuto rappresentare una grande opportunità sia per mettere in sicurezza il maggior numero possibile di cittadini sia, nell’avvicinarci all’estate, per rilanciare il turismo e dare una boccata d’ossigeno all’economia della regione. Invece, dopo le 13.00 del pomeriggio di oggi, venerdì 9 aprile, il report del Governo ci dice che la Calabria è ultima per dosi somministrate. Non solo: che ne sono state consegnate 461.590 e somministrate 317.557, il 68,8%».

«Dunque – ha proseguito – circa 144.000 dosi non sono state ancora inoculate; una cifra che corrisponde nella regione a un decimo della popolazione attiva, la cui vaccinazione avrebbe inciso positivamente in maniera significativa sulla diffusione del contagio. Anche a causa di questo dato, evidentemente, insieme alla saturazione degli ospedali Covid, la Calabria rischia di restare in zona rossa con un danno all’economia che impone l’erogazione di ulteriori forme di sostegno per le attività lavorative, artigianali e imprenditoriali ferme a causa delle misure di contenimento della pandemia».

«In un momento estremamente delicato come questo – ha detto ancora – due dovrebbero essere le parole d’ordine condivise da tutti, in primo luogo da chi ha la responsabilità della sanità e della tenuta economica dei territori: vaccini e sostegno all’economia e al lavoro! L’indignazione dei calabresi sta raggiungendo il livello di guardia. Sarebbe stato importante che, in occasione della visita delle autorità nazionali preposte alla campagna di vaccinazioni, anche le forze sociali, e non solo le istituzioni, fossero convocate per un confronto franco e aperto e un’analisi della situazione vista dalla parte dei cittadini».

«Anche questa è stata un’occasione perduta – ha concluso –. Ora, ci aspettiamo che si proceda il più velocemente possibile nella somministrazione dei vaccini e nel ridare respiro all’economia della Calabria!»(rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Si applichino anche in Calabria i protocolli sottoscritti tra Governo e parti sociali su vaccini

I segretari generali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno chiesto alla Regione Calabria e alle parti datoriali di avviare un tavolo di confronto per capire quali aziende sono disponibili ad avviare la campagna vaccinale nei propri siti produttivi.

Sposato, Russo e Biondo, inoltre, hanno ribadito l’importanza di procedere, in tempi brevissimi, alla sottoscrizione dei protocolli – firmati tra il Governo e le parti sociali – di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid nei luoghi di lavoro e, soprattutto, del Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Covid nei luoghi di lavoro.

«Sono due atti – hanno detto i segretari generali – che marciano nella stessa direzione: garantire la massima sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e imprimere una forte accelerazione nella campagna vaccinale di massa necessaria per frenare l’espansione del Covid-19 e raggiungere, nel più breve tempo possibile, l’immunità di gregge. Ma, soprattutto, sono due protocolli che si fondano su una determinante opera di cooperazione fra tutti i soggetti interessati».

«In questa prospettiva – hanno spiegato – le organizzazioni di rappresentanza delle imprese hanno avvertito la responsabilità sociale di collaborare attivamente all’iniziativa, sia attraverso l’offerta di spazi aziendali di grandi dimensioni presenti nei diversi territori per l’utilizzo diretto da parte del sistema pubblico dell’emergenza come punti di vaccinazione aggiuntivi, sia attraverso l’impegno delle aziende e dei datori di lavoro alla vaccinazione diretta del proprio personale, nella convinzione che solamente un’azione generale e coordinata può abbattere i tempi della vaccinazione, ampliare la tutela e consentire di proteggere la salute collettiva».

In particolare – hanno proseguito Sposato, Biondo e Russo – la vaccinazione delle lavoratrici e dei lavoratori realizza il duplice obiettivo di concorrere ad accelerare e implementare a livello territoriale la capacità vaccinale anti Covid-19 e a rendere, nel contempo, più sicura la prosecuzione delle attività commerciali e produttive sull’intero territorio nazionale, accrescendo il livello di sicurezza degli ambienti di lavoro. Come è facile percepire, adesso diventa di fondamentale importanza porre la massima attenzione a quanto stabilito dal Governo e dalle Parti sociali, attenzionando i protocolli sottoscritti e procedendo ad una loro rapida applicazione sul territorio della regione Calabria».

«Una regione in cui, a causa dell’assenza prolungata di un piano vaccinale certo – hanno concluso – che stabilisse le priorità della campagna vaccinale, si è favorita una forte deregulation nella gestione della stessa che, purtroppo, ha finito per far emergere attenzioni di favore verso determinate corporazioni che niente avevano a che vedere con le urgenze da affrontare nella campagna di vaccinazione». (rcz)

Cisl e Fim-Cisl Calabria: Almaviva Spa non chiuda al confronto con le organizzazioni dei lavoratori

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, e Ciro Bacci, segretario generale della Fim-Cisl Calabria, hanno chiesto che «Almaviva Spa non chiuda al confronto con le organizzazioni dei lavoratori».

«Per quanto possa apparire paradossale in un settore in crescita e sempre più fondamentale per lo sviluppo come quello dell’informatica – hanno dichiarato i due segretari generali – Almaviva Spa, azienda operante in tutto il Paese, chiude al confronto con le organizzazioni dei lavoratori e intende procedere unilateralmente sull’aumento dell’orario di lavoro e la diminuzione del salario contrattato, abolendo la parte fissa del Pdr (a giugno) e assorbendo i tre quarti degli aumenti contrattuali stabiliti dal Ccnl».

«E sullo Smart Working – hanno aggiunto – in cui è attualmente impegnato oltre il 90% dei dipendenti, l’azienda dichiara l’intenzione di diminuire il valore del buono pasto, negando ogni apertura anche sulle dotazioni tecnologiche e strumentali necessarie per quel lavoro che i dipendenti stanno garantendo nella situazione di emergenza sanitaria ed economica che l’Italia, l’Europa e il mondo intero stanno vivendo».

«Di fronte all’intenzione di Almaviva Spa – hanno proseguito Russo e Bacci – di non rispettare accordi sottoscritti, le O.o.s.s. hanno dichiarato uno sciopero delle reperibilità, degli straordinari e di 8 ore per una giornata nella prossima settimana, uno sciopero che riguarderà anche la Calabria».

«I lavoratori – hanno concluso – che hanno contribuito in maniera significativa, con il loro impegno e con sacrifici che hanno investito l’aspetto salariale, a superare una fase di crisi che ha segnato negli anni scorsi il percorso di Almaviva Spa, invitano l’azienda a riflettere sul valore delle relazioni industriali e di un confronto che in un passato anche recente si è rivelato positivo e produttivo di buoni risultati. Le contrapposizioni sterili rischiano di generare fasi conflittuali, difficilmente ricomponibili che, in questo momento di grave difficoltà della nostra regione dell’intero Paese, non giovano a nessuno». (rcz)

Parte la sfida degli Stati Generali Metropolitani

Nel corso dell’incontro tra i segretari generali della CislCgilUil Calabria con il presidente dell’Associazione Comuni Area dello Stretto e sindaco di Campo Calabro, Sandro Repaci, è stata lanciata la sfida degli Stati Generali Metropolitani.

Si consolida, dunque, il percorso voluto e promosso dalle organizzazioni sindacali, per costruire un’agenda unitaria e condivisa con i territori e gli enti locali, per far fronte alle criticità e alle difficoltà dell’area metropolitana, soprattutto in un contesto di crisi pandemica. Crisi che non tende a diradarsi, considerando un piano vaccinale che va a rilento, e soprattutto per via di un’attività di approvvigionamento delle dosi che ancora non sembra trovare uniformità e efficienza, da parte del Governo centrale.

Far emergere le specificità e i bisogni del territorio per cercare delle soluzioni concrete: è stato questo lo spirito sul quale si è ragionato, considerando come ultima chiamata quella degli investimenti del Recovery Plan. E, in questa fase storica, proprio l’area dello Stretto avrebbe un ruolo fondamentale per i punti di ricaduta che avrebbero i progetti previsti, soprattutto relativi all’attività messa in campo dall’Autorità di sistema dello Stretto. Occorre una visione d’insieme per toccare con mano i problemi che interessano la comunità metropolitana. I temi delle infrastrutture e trasporti sarebbero in capo alla scheda delle risoluzioni di quello che è il nuovo ‘Piano nazionale di Ripresa e Resilienza’.

E poi le questioni lavoro, welfare, aree interne, beni culturali, viabilità, servizi, rifiuti e soprattutto quella della sanità, sul ‘tavolo’ del dibattito con il sindaco Repaci, il quale ha manifestato apprezzamento per la dimostrazione inclusiva creata dalle sigle sindacali:

«Un’occasione – ha detto – data alle associazioni dei comuni, quasi sempre anatre zoppe, per ragioni politiche o di ambientamento in una nuova conglomerazione istituzionale. Ma proprio per questo, colgo il grande sforzo dei corpi intermedi di voler allacciare un dialogo proficuo, nell’esclusivo interesse delle comunità di riferimento. È vero anche che il sistema elettivo della Città Metropolitana e della relativa governance, genera un sistema non adeguato alle esigenze dei territori, aggiungendo delle difficoltà a delle difficoltà persistenti».

«Lavoriamo assieme – ha proseguito Repaci – valorizzando le peculiarità dell’area dello Stretto, partendo da quello che abbiamo piuttosto che immaginando quello che vorremmo. Sarebbe una grande base di partenza. Aggredendo una criticità su tutte: l’anomalia secondo la quale la Zes non comprenda l’area industriale di Campo Calabro – Villa S.Giovanni. Così come quella di Pellaro. Incomprensibile. Queste rappresentano delle potenzialità, ma se non vengono valorizzate rischiano di diventare un peso. Nella fattispecie a Campo Calabro, si è cercato di ristabilire la centralità dell’autorità comunale proprio per far valere l’importanza strategica dell’arteria nella quale insiste la zona industriale, che è sotto giurisdizione del Corap, ex Asi».

Infine, si è sintetizzato un approccio ed una road map, attraverso i quali sviluppare una visione comune che produca politiche forti che valorizzino i territori, dalla lotta al degrado, alla costruzione di rete tra comuni dell’area metropolitana, al potenziamento dei collegamenti degli itinerari dei beni culturali dell’intero territorio, tenendo presente anche l’importanza del Parco nazionale dell’Aspromonte, a finire allo sviluppo della Zes e dei collegamenti sullo Stretto. Temi e prospettive che saranno discusse e affrontate in un più ampio ragionamento che coinvolga tutti i soggetti sociali ed istituzionali. (rrc)

Cgil, Cisl e Uil Calabria scrivono a Mattarella per la grave situazione di caos nelle vaccinazioni

I segretari generali di Cgil CalabriaAngelo Sposato, della Cisl CalabriaTonino Russo e della Uil CalabriaSanto Biondo, hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in merito «alla lentezza, le inadempienze e la confusione nelle vaccinazioni anti covid-19».

La lettera, inoltre, è stata inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, al commissario nazionale per l’Emergenza sanitaria, gen. Francesco Paolo Figliuolo, al capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, al commissario ad acta Guido Longo, al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, ai sindaci calabresi, e alle autorità sanitarie e territoriali.

«La Calabria – si legge nella lettera – con il sistema sanitario regionale più disastrato del Paese, e fortemente infiltrato dalla criminalità organizzata, non può essere lasciata da sola ad affrontare l’epocale emergenza sanitaria che stiamo vivendo. La nostra regione da sola non ce la può fare: ma anziché vederla criminalizzata ogni giorno anche mediaticamente, ha bisogno della solidarietà nazionale e del supporto dei vertici istituzionali dello Stato». 

«Con questa lettera, pertanto – continua – noi, Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Calabria vogliamo dare voce alla fortissima preoccupazione dei lavoratori, dei pensionati, delle famiglie e di tutti i cittadini per la lentezza, le inadempienze e la confusione nelle vaccinazioni anti Covid-19. Mentre aumentano i contagi e la pressione sugli ospedali, infatti, si parla di 83.000 dosi di vaccino consegnate alla Calabria e non utilizzate, che non si sa che fine abbiano fatto. Ne sono in arrivo 100.000: se non ci sarà un’accelerazione nella somministrazione, i ritardi si cumuleranno, aumentando il rischio di gravi conseguenze nella diffusione della pandemia. È fondamentale, dunque, superare le criticità e le disfunzioni registrate anche in queste ore sulla piattaforma di prenotazione, come per ultra 80enni e soggetti “fragili” che devono vaccinarsi in centri dedicati collocati anche a distanza considerevole dal comune di residenza delle persone interessate». 

«La Sanità calabrese – prosegue la lettera dei segretari generali – con gli appetiti delle organizzazioni criminali che – come evidenziato anche da recenti e attuali inchieste antimafia –non si sono mai sopiti, è ormai un caso nazionale, per il quale occorrono interventi incisivi e immediati che garantiscano il rispetto del diritto alla salute, a partire dall’azzeramento di un debito di cui sono responsabili non i calabresi, ma oltre dieci anni di gestione evidentemente sbagliata da parte dei governi nazionali e regionali che si sono succeduti. Il che non significa evitare che la giustizia faccia chiarezza sui fatti accaduti né evitare che chi ha rubato restituisca il maltolto, perché è evidente che bisogna creare le condizioni affinché si operi tutti insieme per un cambio di mentalità e di cultura nella gestione responsabile della Sanità e di tutta la cosa pubblica. Azzerare il debito significa soltanto far sì che il peso della cattiva gestione e dei comportamenti criminali, non ricada economicamente sui cittadini, con ulteriori aumenti della tassazione per il ripiano di un debito tanto elevato da non poter essere ancora quantificato con precisione».

«Alla luce della grave situazione di caos – continua ancora la lettera – in cui si agita il sistema sanitario calabrese, constatata la carenza di dati certi sulla condizione epidemiologica della regione, chiediamo si intervenga per sapere quale sia lo stato dell’arte del piano delle vaccinazioni in Calabria».

«Chiediamo di sapere – hanno detto i sindacati – quali siano le condizioni reali dei presidi sanitari finalizzati alla somministrazione dei vaccini. Vorremmo, inoltre, capire, ritenendo questa l’unica arma per sconfiggere il Coronavirus, come la Regione Calabria intenda organizzarsi per la vaccinazione dell’intera popolazione calabrese. Così come chiediamo che anche in Calabria, come sta accadendo in altre regioni, i pazienti Covid possano ricorrere, al fine di combattere nella fase iniziale il virus, alla terapia a base di anticorpi monoclonali, dato che la stessa oggi rappresenta l’unica cura in grado di contrastare efficacemente l’infezione da Coronavirus. La Regione non perda altro tempo e faccia richiesta di un adeguato quantitativo di dosi».

Con questa lettera aperta chiediamo, ancora, al Governo di procedere immediatamente alla nomina dei sub Commissari ad acta per il piano di rientro, operando scelte orientate da criteri di assoluta discontinuità rispetto al passato e individuando soggetti di grande competenza a fronte del lavoro che li attende, nonché di mettere realmente l’Ufficio del Commissario nelle condizioni di funzionare con la dotazione del personale necessario.

«Chiediamo, infine – conclude la lettera – a tutte le istituzioni competenti una decisa attenzione e interventi urgenti per un territorio regionale che rischia di veder aumentare il suo isolamento rispetto al resto del Paese, insieme ad uno sforzo di chiarezza e trasparenza verso tutti i cittadini calabresi che, purtroppo, anche in questa fase di emergenza sanitaria, stanno vedendo drammaticamente confermata, giorno dopo giorno, l’assenza di punti di riferimento e interlocutori istituzionali che possano far sperare in un percorso di ripresa». (rrm)