«PRESIDENTE CONTE VENGA IN CALABRIA»
CGIL-CISL-UIL: CONVOCHI QUI IL CONSIGLIO

Riunire in Calabria un Consiglio dei ministri straordinario, con ordine del giorno la nomina del commissario e il varo della struttura che dovrà aiutarlo nella difficile opera di risanamento del Servizio sanitario regionale. È questa la richiesta che CgilCislUil Calabria hanno fatto al Governo, ribadendo la necessità di tale convocazione, «in considerazione del fatto che dall’ennesima operazione antimafia realizzata dalla Procura di Catanzaro: l’inchiesta “Farmabusiness”, è emerso il coinvolgimento dei livelli istituzionale della nostra regione». Un precedente c’è stato, a maggio dello scorso anno, per presentare lo scellerato Decreto Sanità, quando il Governo (allora giallo-verde) fece passerella in Prefettura a Reggio per vantare i pregi del provvedimento per risanare la sanità calabrese che si sarebbe rivelato un disastro (come, con onestà intellettuale, alcuni grilli hanno persino ammesso).

I sindacati si sono detti pronti «a una mobilitazione popolare, se nelle prossime ore il governo decide di non decidere sulla Calabria. In questa delicata fase non possono essere ammessi ritardi, inadempienze e inottemperanze nei confronti della Calabria. Questo il Governo, finito in una impasse inaccettabile sulla nomina del nuovo commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario, lo deve comprendere senza “se” e senza “ma”».

«Per ricordare al presidente Giuseppe Conte ed ai ministri del suo esecutivo – hanno detto i sindacati – che questa terra non può essere tradita nelle sue aspettative siamo pronti a scendere in piazza. La Calabria non può essere trattata e raccontata come sta avvenendo dai media nazionali. Occorre un sussulto d’orgoglio dei cittadini calabresi e la politica nazionale e regionale devono assumersi le responsabilità verso la nostra Calabria».

«Se non avremo risposte concrete alle nostre richieste – hanno aggiunto – scenderemo di nuovo in piazza, giovedì prossimo 26 novembre, a Catanzaro, dinanzi la Cittadella regionale, invitando ad essere presenti i cittadini calabresi, le lavoratrici ed i lavoratori, i pensionati, gli amministratori locali, le forze sociali e produttive.  Manifesteremo perché il Governo continua a sottovalutare la gravità della situazione che la Calabria sta vivendo, sia sotto il profilo sanitario che sotto quello prettamente economico e sociale».

«Una sottovalutazione – hanno proseguito i sindacati – appesantita dallo strano e inaccettabile ritardo che si sta accumulando nella scelta della nuova figura commissariale che dovrebbe subentrare ai dimissionari predecessori Saverio Cotticelli e Giuseppe Zuccatelli, un ritardo appesantito dalla difficoltà di gestione di un avvicendamento atteso e non più procrastinabile. Nei confronti della Calabria si percepisce solo un interesse di facciata, non corroborato da concrete azioni mirate a risolvere le tante, troppe, crisi aperte sul territorio, non ultima quella idrogeologica patita dal Crotonese, che la pandemia da Coronavirus, nelle ultime ore è stata capace di far registrare 444 contagi e 5 morti, sta mettendo in evidenza. Il Sistema sanitario regionale, a causa dell’atavico ritardo infrastrutturale e di una cronica carenza di personale rischia di collassare».

«Per questo – hanno spiegato – non possiamo aspettare, per questo non si può perdere altro tempo. Laddove, nelle prossime ore, non ci dovessero essere novità sostanziali sulla nomina del Commissario e sulla definizione dello strumento idoneo ad assegnargli la possibilità di migliorare sanità e lottare contro la pandemia, siamo pronti alla mobilitazione, per mettere in piazza tutto il nostro disappunto verso lo stato delle cose».

«I calabresi sono stanchi di aspettare – hanno concluso i sindacati –. Per dare speranza e una opportunità alla Calabria, bisogna fare presto. Il tempo soprattutto alle nostre latitudini non è una variabile indipendente, per la risoluzione dei problemi». (rrm)

Cisl Calabria: Situazione molto preoccupante su coesione sociale

Il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, e il segretario regionale Tonino Russo, nel corso del Comitato esecutivo convocato nella serata di ieri in modalità online, hanno fatto il punto sui temi dell’emergenza sanitaria, sociale ed economica, in particolare in Calabria.

Il segretario generale aggiunto Sbarra ha ribadito che questi sono «tempi da vivere con grande responsabilità e con grande impegno per sconfiggere il virus, fermare la crisi economica, sociale e occupazionale e guardare avanti con una prospettiva che assicuri un futuro al Paese».

Nel corso del suo intervento, che ha toccato molti temi, Sbarra ha sottolineato come la seconda ondata della pandemia possa essere più violenta rispetto alla prima fase, soprattutto nel Mezzogiorno e nei territori più fragili che presentano criticità croniche. Tra questi la Calabria, «tornata ad essere sorvegliata speciale nel panorama nazionale per una serie di concause» tra cui la questione sanità, «che ha assunto anche aspetti grotteschi e merita un’attenzione forte, a cominciare dalla nomina di un Commissario vero, competente, capace di assumere un ruolo così gravoso e impegnativo. Si cominci a dipanare una matassa che si sta sempre più aggrovigliando, fatta di familismo, collusioni, inefficienze che inquinano i processi decisionali delle classi dirigenti».

«Il sindacato confederale calabrese – ha aggiunto – è in campo da anni con impegno, dedizione e responsabilità, con atteggiamento partecipativo e bene ha fatto a presentare l’esposto-denuncia alla Procura di Catanzaro, perché in questa materia si gioca sulla pelle dei cittadini».

E, sulla sanità, Sbarra ha rilevato ancora come il Decreto Calabria individui le risorse da impegnare per il rilancio del sistema sanitario che ha bisogno di grandi investimenti su attrezzature, strutture, tecnologia, assunzioni di medici, infermieri, personale ausiliario.

La sanità pubblica ha per la ripresa un ruolo determinante, ha tra l’altro osservato Sbarra, perciò «è inaccettabile la polemica su Mes: ci sono 37 miliardi a tassi vicini allo zero, disponibili subito per  sostenere e rafforzare il sistema sanitario pubblico  ed investire sui presidi ospedalieri e soprattutto sulla medicina territoriale e di prossimità, per assumere  medici, infermieri, personale ausiliario: queste risorse servono al Paese ed in particolare alle realtà geografiche come la Calabria che soffre storici ritardi».

Il Segretario generale aggiunto della Cisl ha, poi, osservato come in Calabria si attraversino difficoltà di contesto per l’economia e lo sviluppo.

«La crisi non finirà nel giorno in cui sconfiggeremo il virus. L’emergenza evidenzia antiche debolezze e criticità. Perciò bisogna avere una visione delle cose da realizzare nel presente e nel futuro. La pandemia costringe a fare i conti con troppe diseguaglianze sociali e con l’esplosione di nuove forme di povertà ed è evidente che coesione e crescita devono stare insieme, perché non c’è sviluppo senza una rete di protezione sociale».

In occasione del confronto sulla legge di stabilità, ha detto Sbarra, «i sindacati hanno ricordato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che i numeri del mercato del lavoro italiano, soprattutto durante la pandemia, sono da allarme rosso: nonostante il blocco dei licenziamenti, da febbraio sono stati persi circa 500.000 posti di lavoro a tempo determinato e in somministrati rispetto al 2019, soprattutto giovani e le donne, e circa tre miliardi di ore lavorative. Il 2020 si chiuderà con più di tre miliardi di ore di cassa integrazione e il Sud paga il prezzo più alto. Se non si guarda a queste dinamiche non ci si rende conto di come non ci potrà essere ripartenza vera se mancano investimenti pubblici e privati, lavoro stabile e ben retribuito, diritti di cittadinanza che devono diventare veramente universali su sanità, trasporti, scuola, formazione, pubblica amministrazione».

Su questi temi il sindacato ha contestato l’impostazione della legge finanziaria, perché – ha spiegato il Segretario generale aggiunto della Cisl – «di fronte alla necessità di mettere in primo piano coesione sociale e rilancio, propone una manovra insufficiente su politiche attive per il lavoro e ammortizzatori, riforma fiscale, rinnovi dei contratti pubblici e privati, sostegno agli anziani e alla non autosufficienza, investimenti e Mezzogiorno. Tra Recovery fund e fondo Sure arriveranno dall’Europa 250 miliardi che devono essere ben utilizzati, con una programmazione e una progettualità condivise e partecipate, concentrate su poche priorità che per noi sono quelle della sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione, sostenibilità sociale, lavoro e ammortizzatori, l’esatto opposto della frammentazione e della dispersione delle risorse. Su questo il Governo deve confrontarsi con il sindacato, come chiede l’Europa che mette alla base della ripartenza il dialogo sociale. Bisogna non lasciare indietro nessuno. Per questo si sta chiedendo al Governo una cabina di regia sull’utilizzo delle risorse comunitarie». 

Aprendo i lavori dell’Esecutivo, il segretario generale di Cisl Calabria Tonino Russo ha evidenziato come la situazione che la regione vive, aggravata dalla pandemia e dalle sue conseguenze, sia «molto preoccupante sul piano della coesione sociale, con sofferenza di molte persone, a cominciare dai pensionati che attendono una riforma equa del sistema pensionistico e dalle tante famiglie che chiedono una legge nazionale sulla non autosufficienza».

«Un grande ringraziamento – ha sottolineato Russo – va alla segreteria nazionale della Cisl il cui impegno, con gli altri sindacati confederali, ha consentito di spostare in avanti l’asticella dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori sociali, mentre si sta giocando con energia la partita del rinnovo dei contratti».

«In Calabria – ha detto ancora Russo – abbiamo dedicato e stiamo dedicando molte energie ai temi del lavoro e della sanità», sottolineando che «i fondi finalizzati dall’Unione Europea alla ripartenza devono essere utilizzati nel Mezzogiorno per creare sviluppo e lavoro e devono essere considerati aggiuntivi, non sostitutivi di quelli già previsti nel Piano per il Sud 2030 presentato dal Governo a Gioia Tauro nel febbraio scorso. Quel piano prevede risorse che devono, tra l’altro, riequilibrare, almeno in parte, il mancato rispetto, nei decenni trascorsi, della cosiddetta clausola del 34% degli investimenti dello Stato da impiegare per il Mezzogiorno, in base alla popolazione delle regioni meridionali».

«Bisogna creare lavoro perché dalla Calabria si fugge – ha proseguito il Segretario regionale – i giovani, e non solo i giovani, vanno via per non ritornare più. La tendenza è confermata dal Rapporto “Italiani nel mondo” 2020 della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, presentato il 27 ottobre, che prende in considerazione gli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. Nel 2020 (e il 2020 non è concluso) sono andate via dalla Calabria 6.383 persone registrate all’Aire, 762 in più rispetto al 2019. Nel triennio 2017-2020 c’è stata una crescita di emigrazione del 22,3% rispetto agli anni precedenti. Bisogna, perciò, creare lavoro e non assistenza: prioritaria è la realizzazione delle tante infrastrutture strategiche, stradali e ferroviarie, a cominciare dalla S.S. 106, dalla linea ferroviaria jonica e dall’alta velocità nella sua versione più moderna, dall’autostrada, dal Porto di Gioia Tauro e dagli porti calabresi».

«Bisogna, poi – ha detto ancora – avere una strategia per le aree interne, a rischio di spopolamento, con gravi danni per le comunità e per il territorio: la Regione deve ascoltare il grido d’allarme dei sindacati per il settore forestale. È importante, e di questo ringraziamo in modo particolare il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra, la battaglia sulla fiscalità di vantaggio per il Sud che può incoraggiare gli investimenti e che va estesa».

Russo ha fatto il punto anche su altri temi: sulla questione rifiuti, perché sia incrementata la raccolta differenziata e si punti alla trasformazione dei materiali qui in Calabria, «perché oggi la gestione è a totale carico del cittadino, mentre altrove è un investimento»; sul lavoro nero e sul precariato; sul lavoro privato, per il quale serve un piano ed è necessario un confronto con il sindacato.

«Un caloroso ringraziamento – ha detto ancora Tonino Russo – la Cisl rivolge ai lavoratori della filiera agroalimentare che porta il cibo sulla nostra tavola, ma attende ancora il rinnovo dei contratti, e al personale sanitario per l’impegno fino allo stremo che sta portando avanti per affrontare la pandemia. Quella della sanità è in Calabria una storia di diritti negati che sta avendo risvolti clamorosi. Abbiamo manifestato e siamo intervenuti in mille modi, incontrato il ministro della Salute e chiesto che il nuovo Decreto Calabria sblocchi il nodo delle assunzioni, perché senza personale non si potrà mettere mano alla riorganizzazione della medicina territoriale e della rete ospedaliera. C’è in generale una situazione gravissima che ha costretto i sindacati confederali a depositare un esposto denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro per fare luce su responsabilità e negligenze».

Russo ha, poi, fatto cenno alla questione del mare e della depurazione delle acque riproponendo, come è stato già fatto in passato con i Ministri competenti, un unico Cis “mare pulito” per la Calabria.

Concludendo il suo intervento, ha sottolineato l’importante azione di prossimità che i servizi Cisl stanno svolgendo e il lavoro di squadra di tutta l’organizzazione in questa fase delicata e complessa, con un grande apprezzamento per l’operato dei gruppi dirigenti sui territori.

All’introduzione del segretario generale della Cisl calabrese, che ha toccato anche le difficoltà registrate nella ripartenza della scuola e alcuni aspetti organizzativi del sindacato, ha fatto seguito un dibattito partecipato, nel quale sono intervenuti i rappresentanti delle Federazioni di categoria e dei territori, esprimendo una piena condivisione della relazione e sottolineando il lavoro d’insieme che grazie alla Segreteria regionale si sta svolgendo.

Essendo giunta notizia, nelle ore precedenti la riunione, del grave incidente di Filogaso, nel corso dell’incontro è stato affermato che tutta la Cisl calabrese si stringe intorno alle famiglie dei due operai che hanno perso la vita nell’ennesimo incidente sul lavoro. In attesa che si faccia chiarezza sulle cause di questa tragedia, la Cisl sottolinea la necessità di vigilare sull’osservanza delle norme di sicurezza che tutelano la vita e la salute delle persone(rrm)

Cisl Calabria: Bene Accordo Integrativo Regionale per riorganizzazione medicina territoriale

Tonino Russo, segretario regionale della Cisl Calabria, è soddisfatto per la sottoscrizione dell’Accordo Integrativo Regionale con i sindacati dei Medici di Medicina Generale, «che prevede anche la possibilità per i Medici di Medina Generale di eseguire tamponi antigenici rapidi».

Si tratta, dunque, per Russo, di «una notizia molto positiva che va nella direzione dell’auspicata riorganizzazione della medicina territoriale, e valorizza la funzione dei medici di famiglia per un servizio sanitario più vicino ai cittadini», oltre che di un accordo importante, condiviso anche dalla Federazione Medici Cisl nazionale e regionale, che consentirà un più efficace e veloce tracciamento dei contagi, dunque interventi tempestivi finalizzati al loro contenimento e alla cura dei pazienti».

«Spetterà ora alle Asp calabresi  – ha aggiunto – rendere operativo al più presto questo servizio che i Mmg potranno svolgere nei loro ambulatori, presso le Aziende Sanitarie o in altre apposite strutture. È fondamentale, però, perché si abbia un’efficace ricaduta di questa preziosa opportunità offerta ai cittadini, che si agisca in rete, che si intervenga con celerità in caso di positività del test e che siano immediatamente attivate in tutti i territori le Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), le Unità Complesse di Cure Primarie (Uccp), le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca) per i pazienti che non necessitano di ricovero in ospedale, insieme al potenziamento dell’assistenza domiciliare».

«Bisogna agire subito – ha concluso Russo –. Si è già perso molto tempo prezioso». (rrm)

Russo (Cisl Calabria): Bisogna rendere operativi gli ospedali chiusi in Calabria

Il segretario generale della Cisl CalabriaTonino Russo, ha sottolineato come «nel caos del sistema sanitario regionale, i cittadini continuano a pagare le scelte sbagliate del passato, come quella di chiudere molti ospedali periferici prima di aver riorganizzato la rete della medicina territoriale e rafforzato gli ospedali hub e spoke».

Per Russo, infatti, «questa scelta deve essere urgentemente riconsiderata»: «Le strutture ospedaliere chiuse possono, infatti, essere riattivate e rese operative in poco tempo per accogliere i pazienti affetti da patologie non Covid-19, in modo da far fronte alle loro necessità di cura e, al tempo stesso, rendere più disponibili per i contagiati da coronavirus gli ospedali attrezzati allo scopo».

«Nell’esprimere grande apprezzamento – ha detto ancora – per lo sforzo che in emergenza l’Esercito sta compiendo nel mettere a disposizione dei calabresi ospedali da campo e personale sanitario, non si può non tenere presente che si tratta, in una crisi pandemica che rischia di protrarsi per alcuni mesi, di strutture provvisorie che, all’approssimarsi dell’inverno, rischiano di rivelarsi inadeguate in un territorio dove invece esistono opportunità diverse immediatamente praticabili».

«La politica e le strutture commissariali – ha proseguito Tonino Russo – devono ora avere il coraggio di dire che si è sbagliato, di non perseverare nell’errore e di orientarsi verso altre opzioni che possono garantire una migliore qualità del servizio sanitario. Sembra, invece, che si continui a tergiversare senza offrire soluzioni convincenti e durature. Quando si provvederà, si spera al più presto, come il sindacato chiede da tempo, ad una riorganizzazione moderna ed efficiente della medicina del territorio, si definiranno strumenti e modalità con cui rete territoriale e rete ospedaliera potranno e dovranno interagire».

«Ora, mentre siamo ancora in attesa della nomina del Commissario straordinario – ha concluso il segretario generale della Cisl calabrese – bisogna affrontare con armi adeguate le urgenze e non aggiungere altri disagi a quelli che già i cittadini subiscono per responsabilità non proprie». (rrm)

Cisl nazionale e calabrese: Passare dal ‘Piano di Rientro’ al ‘Piano di Rilancio’ del Sistema Sanitario regionale calabrese

La Cisl confederale e regionale dellaCalabria, nel corso nell’audizione delle Oo.Ss sul nuovo Decreto Calabria, ha ribadito l’urgenza di passare dal Piano di Rientro al Piano di Rilancio del Sistema Sanitario Regionale Calabrese.

Per il sindacato, infatti, si deve insistere su alcuni punti, tra cui «la stabilizzazione e assunzioni di personale sanitario, la riqualificazione e formazione del personale, la modifica del piano operativo rispetto alla riorganizzazione e al miglioramento della rete ospedaliera, del servizio emergenza-urgenza e della medicina del territorio, l’internalizzazione dei servizi in appalto e il relativo personale».

Per la Cisl confederale e regionale della Calabria particolare attenzione «dovrà essere posta alle realtà sciolte per infiltrazioni mafiose, affiancando ai Commissari prefettizi Direttori sanitari e amministrativi di comprovata esperienza. Così come dovranno essere create le condizioni per intensificare i controlli e le verifiche sulla gestione degli appalti, sui servizi esternalizzati, sulla politica degli accreditamenti delle strutture private».

«Il Decreto Calabria – si legge in una nota – deve poter servire per migliorare tutto questo ed in particolare, vista la pandemia in atto deve poter intervenire a sostegno del debito sanitario al fine di non compromettere la possibilità dell’utilizzo di risorse necessarie per un opportuno rilancio delle politiche sanitarie e socio sanitarie regionali. Essenziale, inoltre, assicurare il superamento dei limiti alle assunzioni di cui all’art 11 del Dl 35/2019, garantendo, invece, un piano straordinario di assunzione di personale sanitario per garantire i Lea oggi disattesi».

Per la Cisl confederale e per la Cisl calabrese è fondamentale che venga fatta chiarezza, altresì, sull’utilizzo e la destinazione di tutte le risorse stanziate dai decreti emergenziali per rafforzare i sistemi sanitari regionali al fine di fronteggiare e arginare l’emergenza da Covid-19 che vede la regione Calabria collocata, suo malgrado all’interno di una zona rossa e, quindi ad alto rischio di contagio. (rrm)

Sanità in Calabria, Cgil, Cisl e Uil si rivolgono a Gratteri e presentano esposto-denuncia alla Procura

I segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno annunciato di aver incontrato il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri, e presentato, alla Procura della Repubblica e alla Procura presso la Corte dei Conti, un esposto-denuncia sulla questione della Sanità in Calabria.

«Lo avevamo annunciato nei giorni scorsi – hanno detto – dopo l’incredibile intervista dell’ormai ex Commissario Saverio Cotticelli alla trasmissione di Rai 3 Titolo V: riteniamo necessario che sia fatta luce su responsabilità, negligenze e inadempienze che, sommandosi alle già gravi criticità del sistema sanitario regionale, hanno fatto precipitare la Calabria, in piena seconda ondata della pandemia da Covid-19, in una situazione molto preoccupante che appare ad un passo dal crollo, come attestano anche le dichiarazioni e le proteste di un personale sanitario allo stremo e le immagini di ospedali in tilt, con pazienti che versano in gravi condizioni, fermi nei Pronto Soccorso».

«Il nostro esposto-denuncia – hanno spiegato Sposato, Russo e Biondo – ricostruisce tutta la sequenza dei passaggi compiuti da istituzioni e autorità competenti (Governo, Regione Calabria, Commissario ad acta per il Piano di rientro dal deficit) dall’inizio della pandemia e richiama i nostri interventi, i tentativi di dialogo, le prese di posizione, la manifestazione dell’8 luglio davanti alla Cittadella della Regione Calabria, l’incontro dell’8 settembre con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e quanto abbiamo messo in atto sino ad oggi per evidenziare come la situazione stesse precipitando e fosse necessario assumere personale sanitario per colmare i troppi vuoti, potenziare i posti letto in Terapia Intensiva e nei reparti insieme all’assistenza domiciliare ai malati Covid, fare chiarezza sui preoccupanti ritardi nel processare i tamponi. Dopo le sconcertanti e incongruenti dichiarazioni dell’ex generale Cotticelli, abbiamo, infatti, messo in luce come, nonostante ripetute sollecitazioni ai soggetti attuatori, il “Piano di riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid-19” a firma dello stesso Commissario ad acta, gen. Cotticelli, emanato dalla Regione Calabria il 18 giugno 2020 con il Decreto n. 91, nel quale si prevedeva anche l’obbligo per i Commissari Straordinari/Commissioni Straordinarie Prefettizie delle Aziende Sanitarie Provinciali e Ospedaliere del S.S.R. di attuare quanto in esso contenuto, fosse rimasto soltanto sulla carta e come tali gravissime circostanze avessero causato l’inserimento della Calabria nella “zona rossa”, evidenziando un grave rischio per la sanità e la sicurezza pubblica e comportando pesantissime ricadute economiche e sociali».

«Nell’esposto-denuncia – hanno proseguito i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria – abbiamo segnalato come, in questo periodo di pandemia, oltre ad errori e/o omissioni nella catena di comando e di controllo delle procedure e all’inefficienza organizzativa, si siano rilevati, tra i diversi soggetti attuatori del Piano anti-Covid, numeri e dati discordanti sui posti letto in Terapia Intensiva, nei reparti, nei numeri dei tamponi effettuati e processati, nonché sull’assistenza domiciliare. Nello specifico, ci siamo riferiti a quanto affermato nel Decreto del Commissario ad acta 18 giugno 2020 34/2020”, dove si legge che: Si è proceduto a potenziare, per quanto possibile, i posti di letto in terapia intensiva e malattie infettive, con la riqualificazione di spazi disponibili o dismessi e con la contestuale riconversione di molti reparti, sia presso gli Hub che presso gli Spoke dislocati nelle cinque province. Attraverso tale operazione è stato possibile incrementare i posti letto disponibili in Terapia Intensiva di oltre il 65% rispetto al numero di posti iniziale ante pandemia».

«Alla luce delle discordanze che stanno emergendo – hanno aggiunto – abbiamo evidenziato anche le dichiarazioni delle Strutture Sanitarie rispetto allo scarto fra le dotazioni di posti letto di Terapia Intensiva dichiarati disponibili e quelli effettivamente disponibili, chiedendo alle Procure di verificare la fondatezza di quanto affermato nel Decreto del Commissario ad acta n. 91/2020 anche in riferimento a questo passaggio: Per la Regione Calabria la suddetta dotazione determina la necessità di rendere attivi complessivamente, n° 280 posti letto. Le linee di Indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza COVID-19 (art. 2 decreto legge 19 maggio 2020 n.34) emanate dal Ministero della Salute in data 29 maggio 2020, hanno registrato nella Regione Calabria una dotazione attuale di n° 146 posti letto. Pertanto al fine di provvedere al raggiungimento del n. 280 pl previsti si procede all’incremento su base regionale di n° 134 posti letto».

«Abbiamo chiesto, quindi –hanno continuato i segretari regionali – di accertare se la prevista dotazione di n. 146 posti letto di terapia intensiva corrisponda alla realtà, in considerazione di affermazioni diverse provenienti dagli addetti ai lavori che individuano una dotazione realmente disponibile inferiore (nn. 113-120 posti letto in Terapia Intensiva) e se, al contrario, la dotazione di n. 146 posti letto di Terapia Intensiva indicata sia quella già prevista (e mai realizzata) dal Piano di Riorganizzazione di cui al Dca n. 30 del 2016. Ritardi e inefficienze hanno evidenziato clamorosamente gli errori e gli abusi di questi anni di commissariamento di una Sanità calabrese priva di controllo; ritardi e abusi che, giorno dopo giorno, pesano sulla pelle dei cittadini oramai stanchi e vessati. Quanto accaduto non è accettabile e riteniamo necessario che sia recuperato alla legalità un settore fondamentale per la nostra regione sia sul piano sociale che su quello economico. Ci siamo, inoltre, riservati di costituirci parte civile nell’eventuale, successivo procedimento penale. Abbiamo deciso di intraprendere questa azione perché lo dobbiamo, per la nostra insostituibile funzione di rappresentanza, ai lavoratori, ai cittadini, alle nostre comunità e alle famiglie calabresi».

«Cogliamo l’occasione – hanno concluso i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria – per annunciare che martedì 17 novembre saremo in audizione con il ministro della Salute, on. Roberto Speranza, Confederazioni e Federazioni di categoria, per formulare le nostre osservazioni al Decreto Calabria sulle “misure urgenti per il rilancio del sistema sanitario”, prima della conversione in legge». (rrm)

 

L’impegno della Cisl in Calabria, Furlan: lavoro indispensabile per dignità persona e per essere popolo

Fratelli tutti. L’impegno della Cisl per la Calabria: come aprire nuove strade? è stato il titolo dell’evento, svoltosi online, organizzato dalla Cisl.

Un confronto a più voci, che si è concluso con le dichiarazioni di Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl che ha ribadito che «è indispensabile il lavoro, dice il Papa, per la dignità della persona e per essere popolo. E il Papa parla di pace sociale, dei soggetti del lavoro e dei mediatori sociali come di artigiani di un patto sociale».

Annamaria Furlan ha sottolineato come il messaggio della fratellanza nell’enciclica sia chiaro e diretto, interroghi e dia indirizzi precisi per ognuno rispetto al proprio ruolo, sul piano collettivo e individuale. Il Papa, per la segretaria generale della Cisl, indica a tutti l’universalità della fratellanza che va anche oltre la solidarietà, perché ci pone davanti a un mondo globalizzato dove la differenza è la ricchezza, non un limite. Non c’è pace senza giustizia sociale e non sempre insieme alla democrazia si riesce a garantire giustizia sociale. Perciò è indispensabile il lavoro, per la dignità della persona e per essere popolo.

E bisogna interrogarsi su come si riesce ogni giorno, momento dopo momento e passo dopo passo, a concretizzare un dialogo tra sindacati, associazioni datoriali e istituzioni per restituire dignità alla persona attraverso il lavoro e non il sussidio. Oggi chi opera nella politica e nel sociale ha la responsabilità di creare condizioni migliori per le nuove generazioni, non mettendo più le persone in condizione di scegliere tra lavoro a salute, ma gestendo la transizione che stiamo vivendo operando per il rispetto dell’ambiente e della salute non come alternativo al lavoro, ma al contrario per renderlo concreto.

Riguardo al dibattito aperto nel Paese nel Paese sulle zone rosse, la segretaria generale si è detta stupita, visti i dati, che la Calabria sia stata inserita tra le zone rosse. Aggiungendo che bisogna interrogarsi su quanto abbia inciso nella decisione la realtà del sistema sanitario in Calabria. E su quanto incida il dibattito sull’utilizzo del Mes. Perché c’è stato nel Paese un taglio alla sanità di 38 miliardi, con pesanti ricadute sulle strutture e sul personale. I fondi Mes corrispondono a quanto è stato sottratto alla Sanità: bisogna perciò far prevalere la logica del bene comune e delle priorità nelle scelte collettive e individuali, stringersi intorno a un Paese che sta attraversando un momento drammatico.

Riconoscendo l’importanza del dialogo con gli imprenditori e del loro ruolo sociale, nonché il passaggio decisivo del Patto della fabbrica del 2018, la segretaria generale della Cisl ha evidenziato come sia fondamentale il tema del rinnovo dei contratti e la necessità di operare tutti in questa direzione, per i lavoratori pubblici e privati. Per creare coesione sociale, ha sottolineato, bisogna uscire dalla logica dello scarto e attuare una politica di contrattazione in cui il diritto al lavoro non sia cosa diversa dal diritto alla salute e alla formazione e all’istruzione. Ha concluso con l’augurio che questo momento così terribile possa diventare un monito forte per cambiare priorità, paradigmi, comportamenti, modelli economici e sociali e realizzare il vero diritto al lavoro e alla dignità.

 

Il seminario è stato coordinato dal giornalista Enzo Romeo, vaticanista del TG2 Rai. L’incontro, ha detto in apertura, si sarebbe dovuto tenere in presenza, a Lamezia, ma le direttive per il contenimento del contagio da Covid-19 hanno imposto la scelta della modalità live streaming. Soffermandosi brevemente sull’enciclica Fratelli tutti, la terza di Papa Francesco, prima di dare la parola ai partecipanti al colloquio, Romeo ha evidenziato tra l’altro che si tratta di un’enciclica sociale e che la Calabria vanta una grande tradizione nel cattolicesimo sociale ricordando i nomi di don Carlo De Cardona e don Luigi Nicoletti.

«L’enciclica Fratelli tutti – ha detto Tonino Russo, segretario Generale di Cisl Calabria introducendo il tema – ci parla di quella “prossimità” su cui molto insiste la segretaria generale Annamaria Furlan e che deve caratterizzare l’agire di una forza sociale come il nostro sindacato; una comunità che opera avendo a cuore non solo il vicino, ma anche il lontano, l’estraneo. E il tema dell’amicizia sociale è fonte di ispirazione per qualificare lo stile e l’azione della Cisl, sulla base di tre parole: dignità, dialogo, incontro».

«Nel nostro territorio – ha aggiunto – bisogna realizzare la prossimità essendo lievito, avviando dispositivi di sussidiarietà nella dimensione locale, dal basso. Siamo infatti in una regione in cui bisogna stare vicini alle persone, sostenere quel welfare di prossimità che costituisce una rete sociale spontanea, ma non inesauribile e, soprattutto in questo momento, quasi allo stremo. Il rapporto 2020 della Caritas italiana sulla povertà ci propone lo scenario economico e sociale che scaturisce dalla crisi dovuta al Covid-19 e ci parla del profilarsi di “una grave recessione economica” e di nuove forme di povertà come dopo la crisi del 2008».

Si tratta, per il segretario generale di Cisl Calabria, di «una crisi che in Calabria si abbatte su una situazione già di per sé molto delicata. Come scrive il Papa, il grande tema è il lavoro. I fondi che l’Unione Europea ha finalizzato alla ripartenza devono essere utilizzati al Sud per creare sviluppo e lavoro e devono essere considerati aggiuntivi, non sostitutivi di quelli già previsti nel Piano per il Sud 2030».

«Perciò – ha proseguito Russo – bisogna sostenere le imprese, incoraggiando gli investimenti nel Sud, portando la fiscalità di vantaggio dal 30% al 100% della decontribuzione per dieci anni alle aziende che si impegnano ad assumere e a non licenziare. Bisogna favorire l’ingresso dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro; mettere in sicurezza il territorio ed elaborare un modello di sviluppo che tenga insieme crescita e tutela dell’ambiente; investire sull’istruzione e la formazione, sulle infrastrutture materiali (stradali, ferroviarie, portuali) e su quelle immateriali, sulla banda larga. Bisogna sostenere e rilanciare la filiera agroalimentare che è un’eccellenza della Calabria, mentre il Governo taglia 40 milioni di euro sulla forestazione».

«Nel pieno della pandemia – ha detto ancora Russo – siamo ancora costretti ad urlare che urgono la riorganizzazione della medicina territoriale, il riordino della rete ospedaliera, attrezzature tecnologiche, assunzioni di personale sanitario, unità e posti di terapia intensiva, con un piano che utilizzi subito i fondi del Mes».

«Bisogna creare lavoro – ha proseguito Russo – perché dalla Calabria si fugge. I giovani, e non solo i giovani, vanno via per non ritornare più. È il momento di costruire insieme per unire il Paese e non per allargare la forbice tra Nord e Sud anche con progetti di autonomia che produrrebbero lacerazioni nella nostra Repubblica che la Costituzione, all’articolo 5, definisce “una e indivisibile”. È il momento di lavorare a un grande patto sociale per condividere un progetto di rinascita».

A quello di Russo hanno fatto seguito gli interventi di Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura e alle Politiche Sociali della Regione Calabria; Klaus Algieri, presidente di UnionCamere Calabria; Natale Mazzuca, vicepresidente della Confindustria nazionale; Francesca Puglisi, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tutti hanno sottolineato il valore dell’iniziativa e della riflessione sull’enciclica, apprezzando, soprattutto in questo momento, l’importanza del dialogo tra istituzioni e parti sociali.

In particolare, l’Assessore Gallo ha evidenziato come in Calabria, se un’agricoltura moderna e al passo con i tempi assurgerà finalmente ad un ruolo strategico, si possa lavorare per la salvaguardia dell’ambiente, creare opportunità di lavoro per i giovani, con il biologico come elemento principale, e la Calabria stessa diventare guida per nuovi processi di sviluppo. Ha, poi, sottolineato, senza intenzione di creare polemiche, ma per chiedere un confronto, come per lui dichiarare la Calabria “zona rossa” sia un’ingiustizia e come il Decreto sulla sanità penalizzi la regione.

Klaus Algieri ha evidenziato che la Calabria non ha bisogno di populismi, ma di scuole di pensiero per riuscire a fare rete fra enti, corpi intermedi e istituzioni. Si deve avere un pensiero di riferimento. Se non si ha una visione, non si riesce ad utilizzare risorse economiche e a progettare il futuro. E questo è un compito al quale tutti sono chiamati.

Natale Mazzuca ha sottolineato, invece, come l’enciclica contenga un messaggio di grande prospettiva che invita a non girarsi dall’altra parte di fronte ai problemi e alle politiche nuove di cui c’è bisogno. L’attività imprenditoriale, ha detto, deve essere orientata alla creazione di opportunità di lavoro e al superamento della povertà. Ha, quindi, richiamato il valore del Patto della fabbrica sottoscritto da Confindustria insieme ai sindacati per dare al Paese una crescita sostenibile, un mercato del lavoro più dinamico ed equilibrato, un nuovo modello di relazioni sindacali che sostenga competitività e politiche di sviluppo del Mezzogiorno.

Occorre semplificare il Paese, ha sottolineato con forza Mazzuca, perché questa realtà complessa va affrontata con determinazione per recuperare la fiducia dei cittadini e delle imprese. L’Italia riparte se riparte il Mezzogiorno. Bisogna perciò creare condizioni di sviluppo e coinvolgere i soggetti sociali nelle scelte. La Calabria può diventare un grande hub logistico manifatturiero per il Mediterraneo e la Zes essere un laboratorio di crescita e di sviluppo.

Francesca Puglisi, sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha evidenziato il messaggio di altissimo valore politico della Fratelli tutti. Un Paese così duramente provato dalla pandemia, ha detto tra l’altro, ha davvero bisogno di un di più di coesione e condivisione nelle scelte del Governo come richiesto dalla CISL, dagli altri sindacati e parti sociali. I temi posti nell’enciclica devono spingere a lavorare insieme. La Sottosegretaria ha poi evidenziato come le scelte del Governo tendano a colmare i divari che attraversano il Paese dal punto di vista infrastrutturale, nel sostegno alle aziende che investono al Sud, nella formazione e nella crescita delle competenze, per un salto in avanti che garantisca a tutti una crescita sostenibile e inclusiva.

«Occorre – ha aggiunto – un grande investimento per una svolta sulle politiche attive, una collaborazione tra pubblico e privato per accompagnare uomini e donne che hanno perso il lavoro verso una riqualificazione e una ricollocazione nel mondo del lavoro proprio perché nessuno deve essere lasciato solo come continuamente ci ricorda Papa Francesco».

«Se la Calabria è stata dichiarata zona rossa – ha concluso – è per la mancata capacità di risposta del sistema sanitario regionale nell’affrontare l’escalation della pandemia, con il problema ulteriore che in Calabria il tracciamento del contagio è molto più lento». (rrm)

Il 5 novembre l’evento streaming di Cisl Calabria “Fratelli tutti”

Fratelli tutti. L’impegno della Cisl per la Calabria: come aprire nuove strade? è il titolo dell’evento online in programma il 5 novembre, organizzato da Cisl Calabria e che vede la partecipazione di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl.

«Si tratta – ha spiegato Tonino Russo, segretario Generale della Cisl regionale – di un evento programmato inizialmente in presenza, che si svolgerà in diretta streaming a causa delle norme di contenimento del contagio da Covid-19 e potrà essere seguito via web da chiunque. L’enciclica di Papa Francesco, Fratelli tutti, offre numerose provocazioni su temi cruciali per la società, a livello globale e territoriale. Ad un mese dalla pubblicazione vogliamo interrogarci, aprendo la riflessione a voci diverse, non solo interne alla CISL, sui percorsi possibili per il sindacato e per i diversi soggetti sociali operanti in Calabria, in questo difficile momento storico e con lo sguardo rivolto al futuro, a partire dai temi del territorio, della prossimità e dell’amicizia sociale».

L’appuntamento è alle 10 sul sito della Cisl, e l’introduzione sarà a cura del Segretario regionale Tonino Russo. Parteciperanno Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio e delegato dalla pastorale della salute e alla pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Calabra; Gianluca Gallo, assessore della Regione Calabria; Klaus Algieri, presidente di UnionCamere Calabria; Natale Mazzuca, vicepresidente della Confindustria nazionale; Francesca Puglisi, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Conclude Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl.  Coordina il giornalista Enzo Romeo, vaticanista del TG2 Rai. (rrm)

L’appello della Cisl Calabria alla politica: si vada presto a elezioni

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha lanciato un appello alla politica, chiedendo di andare presto alle elezioni, in quanto «urge, in una fase difficile e delicata, dare alla Calabria un governo autorevole, scelto dai cittadini».

«Momenti delicati e difficili come quelli che stiamo vivendo – ha aggiunto – richiedono, infatti, una guida legittimata dal voto popolare, con una prospettiva di lavoro che guardi ai prossimi anni, in grado di interloquire autorevolmente con il Governo in una fase in cui si deciderà l’utilizzo e la destinazione delle risorse europee provenienti dal Recovery fund e – come la Cisl chiede con forza – dal Mes per il riordino della Sanità».

«In tutto il Paese – ha proseguito Russo – la realtà sociale sta subendo, a causa della pandemia, un profondo cambiamento. I dati drammatici del Rapporto 2020 della Caritas sulla povertà, presentato il 17 ottobre, ci descrivono lo scenario economico e sociale dell’attuale crisi da Covid19: si profila in Italia una grave recessione economica; i nuovi poveri che nel 2020 si sono presentati per la prima volta ai centri di ascolto sono passati dal 31% al 45%: famiglie con minori, donne, giovani che dal precariato sono passati alla disoccupazione. E in Calabria le conseguenze della crisi rischiano di essere devastanti. Meno di un anno fa, prima della pandemia, i dati dell’osservatorio Barometro Cisl parlavano di una regione ultima per quanto riguarda il lavoro e la coesione sociale, penultima (prima della Sicilia) per l’istruzione. Una regione in cui il numero elevato dei neet (i giovani che non studiano né lavorano né seguono una formazione professionale) rivela una crisi di motivazione e di speranza; in cui sul versante lavoro si registrava nel dicembre scorso un tasso di occupazione al 40% con l’incidenza del part time (spesso solo sulla carta) più elevata in Italia (20%). Una regione prima per i lavoratori dipendenti con reddito troppo basso (il 21% con paga inferiore ai 2/3 della media) e in cui i disoccupati “di lunga durata” (cioè da più di dodici mesi) erano dieci mesi fa il 68%».

«Bisogna, dunque – ha proseguito il segretario generale della Cisl calabrese – creare sviluppo e lavoro, mettere in sicurezza il territorio e tutelare l’ambiente, investire sull’istruzione e la formazione, sulle infrastrutture materiali (stradali, ferroviarie, portuali) e su quelle immateriali, sulla banda larga. Mentre la pandemia ci ha costretto ad attivare forme spesso improvvisate di didattica a distanza e di smart working, ci sono, infatti, tuttora aree prive di connessione o in cui ci si connette alla rete con grande difficoltà; è necessaria perciò su tutto il territorio un’infrastrutturazione digitale innovativa ed efficace. Bisogna sostenere e rilanciare la filiera agroalimentare che è – e dovrà essere sempre di più – un’eccellenza della Calabria e che durante il lockdown, non va dimenticato, ha portato il cibo sulle tavole dei calabresi e di tutto il Paese».

«Davanti ai segnali allarmanti – ha aggiunto – di una pandemia che colpisce seriamente in questi giorni anche il nostro territorio e si estende di ventiquattr’ore in ventiquattr’ore, con una Sanità messa in gravissima difficoltà da anni di tagli e di mancati investimenti, urgono la riorganizzazione della medicina territoriale, il riordino della rete ospedaliera, tecnologia, assunzioni di personale sanitario, unità anticovid».

«Il momento è decisivo. È necessario – ha concluso Russo – che ai cittadini sia restituita la parola per dare a sé stessi un governo che possa guidare questi processi, realizzare una programmazione di lungo respiro e promuovere un patto sociale per la Calabria perché, attraverso il confronto, il dialogo e le scelte condivise da istituzioni e parti sociali, si apra la strada alla speranza per i cittadini, i giovani, le famiglie». (rrm)

Mobilitazione nazionale Cgil, Cisl Uil, Russo: il Paese riparte se riparte il Sud

Oggi, a Cosenza, sono scesi in piazza i sindacati per la manifestazione Ripartire dal lavoro, promossa da CgilCislUil. Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, dopo aver rivolto un grazie ai lavoratori della Sanità per il loro impegno contro il Covid, ha ribadito che «il Paese riparte se riparte il Sud».

«Serve unire il Paese – ha aggiunto –. Altro che vecchie e nuove ipotesi pasticciate di autonomia differenziata. La parola Mezzogiorno esprime oggi il bisogno di un riscatto economico e sociale. Il Paese riparte se riparte tutto insieme».

«In Calabria c’è un’emergenza sanitaria storica – ha spiegato il segretario generale Russo – che il Covid ha solo acuito. Da troppo tempo è negato il diritto alla salute. I Lea sono carta straccia. I calabresi sono costretti ad emigrare per curarsi, oggi più che ieri. Lo abbiamo detto al Ministro Speranza: la misura è colma. Lo stiamo ripetendo con chiarezza e a muso duro: il decreto Calabria così non va. Il tempo di Saverio Cotticelli e della sua struttura commissariale è scaduto. Va messa la parola “fine” a questa esperienza fortemente negativa. Una gestione fallimentare».

«Ora serve un impegno vero del Governo – ha proseguito – concreto, per una sanità più efficiente. Per la piena garanzia dei Lea. Per lo sblocco delle nuove assunzioni, perché senza nuovo personale sanitario non c’è sanità. Serve subito un piano di assunzioni straordinario per una rete ospedaliera integrata e moderna, per una rete di emergenza-urgenza efficiente, per il rafforzamento della rete territoriale, per un piano straordinario di abbattimento delle liste di attesa. Servono subito la realizzazione dei nuovi ospedali e l’ammodernamento di strutture e dotazioni tecnologiche».

«Serve una sanità privata al servizio della rete pubblica – ha ribadito Russo –. Oggi, invece, la sanità privata è troppo spesso al servizio di interessi particolari, protesa al profitto, pronta a negare diritti, a scegliere i contratti pirata dei sindacati gialli, a tagliare salari, a negare i rinnovi contrattuali. La battaglia delle nostre categorie su questi temi è una battaglia di civiltà. Presidente Paolini, non rinnovare i contratti è inaccettabile, è immorale, è incivile. Indietro non si torna».

1Per passare dal piano di rientro al piano di rilancio – ha aggiunto – servono risorse. Vere. Chiediamo al governo di dire sì al Mes sanitario. Senza ideologie. Senza indugi. Senza tentennamenti. Il rischio è che i musicisti continuino a suonare mentre il Titanic affonda. Il medico studia e il malato muore. Senza investimenti straordinari la sanità calabrese non vedrà mai la luce in fondo al tunnel. Senza Mes i posti letto resteranno virtuali e l’emigrazione sanitaria non sarà fermata. Ci resterà a perenne ricordo un deficit che lievita insieme all’addizionale regionale Irpef e Irap».

Il segretario generale della Cisl Calabria, inoltre, ha ribadito il ruolo chiave del Recovery Fund che, con i suoi 209 milioni, «sono fondamentali per il Paese e la Calabria»,  ribadendo, poi, che per il Mezzogiorno e la Calabria è «è fondamentale l’applicazione della clausola del 34% per riequilibrare la spesa pro-capite per investimenti fra Nord e Sud».

Tante, le cose da fare in Calabria con il Recovery Fund: completare l’A3, la S.S. 106, realizzare una vera e propria alta velocità in Calabria, completamento delle infrastrutture necessarie per rafforzare il Porto di Gioia Tauro, creare infrastrutture digitali e banda larga, per la Scuola, ricerca e innovazione.

«Per il Sud, per la Calabria, per le aree svantaggiate – ha dichiarato Tonino Russo – chiediamo una fiscalità di vantaggio vera e di lungo periodo, un grande piano per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e storico, così da rafforzare la vocazione turistica della Calabria. Ed ancora, un grande intervento per dare alla Calabria un ciclo integrato delle acque, per una depurazione efficiente, per un mare pulito, per città che non abbiano sete, per agricoltori che possano fare moderna impresa agricola».

«Siamo qui, oggi – ha proseguito Russo – per dire alla Regione Calabria, al Presidente Santelli, che tante, troppe cose non vanno. Serve un confronto vero che incida nella soluzione dei problemi. I tavoli servono per cercare soluzioni che si attuano. Gli effetti del Covid sulla nostra economia e sul nostro mercato del lavoro sono potenzialmente devastanti. Occorre costruire argini forti, non serve solo qualche sacco di sabbia. Sul tema crescita ed occupazione, serve un impegno efficace della Regione. La riprogrammazione di 500 milioni di fondi comunitari è il primo passo per governare l’emergenza. Occorre superare i ritardi su alcune misure. Ora serve una visione di sistema per costruire un piano del lavoro con le parti sociali».

«C’è un grande lavoro da fare – ha dichiarato Russo – sulla coesione e sull’integrazione sociale. Subito, come da tempo chiedono i nostri pensionati, serve una legge nazionale sulla non autosufficienza per le nostre famiglie. Serve un rafforzamento dei servizi socio-assistenziali, per una piena garanzia, a Sondrio come a Cosenza, dei livelli essenziali delle prestazioni. Non ci possono essere cittadini di “serie a” e di “serie b”. Il popolo calabrese chiede occupazione, non assistenzialismo. Troppi annunci, molte parole, ripetute promesse, tanti slogan. Servono programmazione, fatti concreti e investimenti veri».

«Cgil, Cisl, Uil, sanno da che parte stare – ha concluso Russo –dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani e del loro diritto al futuro, delle famiglie, degli ultimi, di chi è nel bisogno, delle persone per bene. Dalla parte della Calabria e dei calabresi».