La Cisl Calabria contribuisce alla programmazione fondi UE 2021-2027

Anche la Cisl Calabria, attraverso riflessioni e proposte, ha dato il suo contributo al Tavolo sulle Politiche Sociali della Regione Calabria per la programmazione dei fondi comunitari 2021-2027 sulla coesione sociale.

«Abbiamo apprezzato – ha dichiarato Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria – la scelta dell’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo, di coinvolgere le organizzazioni del sociale nel percorso sulla destinazione dei fondi comunitari. Quello della partecipazione attiva dei cittadini è un metodo che la Cisl condivide in pieno e che ha sempre sostenuto. Per questo, partendo dalla scheda “Una Calabria più sociale” elaborata dall’Assessorato, proponiamo alcune prime riflessioni sul disagio e sulle politiche di intervento mirate a rispondere ai bisogni del territorio».

«La Cisl – ha proseguito Russo – evidenza innanzitutto la necessità di evitare squilibri nella distribuzione dei servizi socioassistenziali: nel numero delle strutture presenti sui diversi territori, tipologie delle strutture preposte all’accoglienza, nelle fasce di età destinatarie (minori, adulti, anziani), nei servizi per specifiche problematiche sociosanitarie e socioassistenziali (disabilità e non autosufficienza, donne vittime di violenza, minori in stato di abbandono e incuria o che necessitano di servizi socio-educativi, comunità e gruppi appartamento con finalità altamente specialistiche)».

«La Cisl evidenzia, inoltre – ha sottolineato il segretario generale della Cisl Calabria – l’urgenza di procedere ad un’attenta analisi dei bisogni nei territori, quindi all’elaborazione di strategie e servizi innovativi in risposta a tali bisogni. Una riflessione specifica va fatta sulle strutture diurne, o “semiresidenziali”, attualmente distribuite senza una logica di equilibrio territoriale. Si tratta di strutture da potenziare e valorizzare per la loro capacità di mantenere le persone nel proprio contesto ambientale, senza sradicarle dalle abitazioni e dalle comunità di appartenenza, al contrario delle strutture residenziali che, pur talvolta necessarie soprattutto per le persone anziane non autosufficienti, restano luoghi di istituzionalizzazione secondo logiche custodialistiche, nonostante i buoni propositi».

«Tra l’altro, molti problemi – ha aggiunto – potrebbero essere affrontati più efficacemente attraverso una sapiente organizzazione assistenziale che alterni e integri il centro diurno con il servizio domiciliare, importante alternativa al ricovero. Peraltro, queste soluzioni comportano un notevole risparmio di spesa. A queste realtà semiresidenziali la Cisl suggerisce che la Regione assicuri un’adeguata assistenza tecnica, in vista del necessario adeguamento ai nuovi requisiti organizzativi e strutturali, per evitarne dopo il 31/12/2022 l’automatica chiusura con conseguenze drammatiche su utenza, lavoratori e imprese».

«Inoltre – ha proseguito Russo – per un sostegno al gravoso impegno finanziario derivante dagli adeguamenti ai nuovi requisiti, sarebbe opportuno predisporre un bando per l’assegnazione di finanziamenti con fondi Por Fesr iv (Os 4, Politica di Coesione), eventualmente attingendo anche al Por 2020 opportunamente riprogrammato».

«Si potrebbero, così – ha concluso il segretario generale Russo –realizzare interventi riparativi e di ammodernamento e introdurre attrezzature e tecnologie innovative in termini di risparmio energetico, domotica, mobilità e teleassistenza, in grado di assicurare una migliore qualità della vita agli ospiti, nonché promuovere nuove forme di servizi come l’housing sociale e l’integrazione dei servizi domiciliari con le strutture diurne semiresidenziali, in funzione delle esigenze degli utenti». (rrm)

Cisl Calabria, Russo: sacrosanta battaglia contratto dei lavoratori della Sanità privata

Per il segretario generale della Cisl CalabriaTonino Russo, «è una battaglia sacrosanta quella che si sta conducendo sul contratto dei lavoratori della Sanità privata», in quanto è tempo, per la Calabria, «di recuperare il deficit qualitativo della Sanità con una complessiva ristrutturazione del sistema, riqualificando il pubblico e pretendendo dal privato il pieno rispetto delle convenzioni, per garantire pienezza di diritti ai lavoratori e garanzia nella qualità delle prestazioni per i cittadini».

«È assurdo – ha aggiunto – che, a causa dell’ostinato rifiuto di firmare da parte delle associazioni dei privati Aiop e Aris, si debba manifestare per il rinnovo di un Ccnl scaduto da 14 anni, per il quale è stata già siglata, il 10 giugno scorso, una pre-intesa. È tempo che al personale delle strutture sanitarie private, le quali – ricordiamo – operano in regime di convenzione e con fondi pubblici, siano riconosciuti gli stessi diritti, lo stesso trattamento giuridico ed economico del personale impegnato nelle strutture pubbliche».

«È tempo – ha proseguito il segretario generale della Cisl Calabria – dopo l’enorme sforzo sostenuto dai lavoratori della Sanità nella fase dell’emergenza Covid-19, un’emergenza che si è scaricata, come purtroppo sappiamo bene, anche sulle strutture private, di garantire all’interno di queste realtà gli stessi diritti esistenti in quelle pubbliche. È tempo di riconsiderare gli accreditamenti laddove non siano rispettate le norme contrattuali, laddove non sia garantita l’agibilità delle rappresentanze organizzate dei lavoratori, laddove non sia chiaro quali tipologie contrattuali siano applicate».

«La battaglia per il rinnovo del Ccnl della Sanità privata – ha proseguito Russo – che stiamo conducendo insieme a Cgil e Uil, non si fermerà: in Calabria, il 31 agosto si terranno assemblee e presìdi in tutte le strutture private Aiop e Aris della regione e si avrà a settembre una giornata di sciopero nazionale».

«Tutte le iniziative serie ed efficienti finalizzate alla tutela della salute delle persone – conclude il segretario generale Russo – sono importanti per la comunità, nel quadro di un sistema sanitario integrato: un quadro che deve necessariamente vedere eguaglianza di trattamento per tutti i lavoratori». (rrm)

Sbarra (Cisl Calabria): Sviluppo, la ripartenza richiede coesione e concertazione

Il Comitato Esecutivo della Cisl Calabria si è riunito per parlare dei temi della ripartenza: per Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, la ripartenza «richiede coesione e concertazione».

Per Sbarra, infatti, è fondamentale «confermare e consolidare le protezioni sociali e avviare nel contempo un grande patto concertato per la crescita e lo sviluppo. Le direttrici sono quelle che ci hanno portato in piazza a Roma il 29 luglio: sblocco delle infrastrutture materiali, digitali e sociali, una nuova politica industriale con incentivi su ricerca e innovazione anche per le PMI, un grande investimento su competenze e politiche attive, Scuola e Pubblica amministrazione, rinnovo dei contratti. E poi lotta all’evasione fiscale, fisco alleggerito sui redditi da pensione e lavoro, rilancio dei diritti di cittadinanza e sostegno alla non autosufficienza», e determinante sarà la capacità di «dare una svolta a una strategia di sviluppo nazionale incentrata sulla ripartenza del Mezzogiorno».

«L’apertura del ministro del Sud, Giuseppe Provenzano a uno sgravio del 30% dei contributi previdenziali per le realtà produttive che investono e assumono al Sud – ha aggiunto – è un segnale significativo, ma non sufficiente per garantire una svolta storica». 

Chi realizza investimenti al Sud, per il segretario aggiunto Sbarra, «deve vedere garantito il taglio totale della fiscalità sull’impresa, una forte e strutturale decontribuzione incrementale sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, misure agevolate di accesso al credito, procedure burocratiche semplificate, garanzie sul terreno della sicurezza e della legalità. La Cisl è pronta a misurarsi sul versante della costruzione di relazioni sindacali e contrattuali responsabili e partecipative per attrarre investimenti e realizzare creazione di nuova occupazione soprattutto per i giovani».

«Ogni crisi, anche la più tragica – ha concluso Sbarra – porta con sé l’occasione di riparare i punti deboli e le iniquità di un sistema di crescita. Questa crisi, per quanto spaventosa, non fa eccezione.  Per cogliere questa occasione dobbiamo però lavorare insieme in una dimensione di responsabile concertazione».

Aprendo i lavori del Comitato Esecutivo, il segretario generale di Cisl Calabria, Tonino Russo, ha evidenziato il grande impegno della Segretaria nazionale che, con Annamaria Furlan e Luigi Sbarra, ha il grande merito di avere anticipato i temi della solidarietà all’interno dell’Unione Europea e la necessità di valorizzarne le risorse. «I fatti di oggi stanno dando ragione alla Cisl», ha sottolineato.

«Sono in arrivo grandi risorse dall’Unione Europea. Devono essere aggiuntive – ha dichiaratoRusso – a quelle già promesse dal Governo nel Patto per il Sud in base alla cosiddetta clausola del 34% (riferita agli investimenti per la percentuale di popolazione). Su questo la Calabria e il Mezzogiorno devono recuperare ciò che nel tempo è stato loro sottratto, con investimenti ben al di sotto del 34%.  I fondi del Recovery Fund – ha affermato Russo con forza – devono essere utilizzati anche per colmare questo divario».

«Ci preoccupano alcune politiche di questo governo – ha detto ancora Russo – come abbiamo già denunciato, tra le opere prioritarie infrastrutturali per la Calabria ce ne sono soltanto tre, di cui si parla peraltro da decenni, e non sono considerati tali il completamento dell’A2 né i lavori per la S.S. 106. Se è necessario bisogna spacchettare i macrolotti programmati, ad esempio per collegare le grandi città della Calabria (Catanzaro, Crotone, Corigliano Rossano). Anche per l’alta velocità ferroviaria, c’è la volontà del Governo di portarlo anche in Calabria, ma non si vuole tenere conto della proposta, già avanzata nel 2016 dal Consiglio regionale della Calabria nel Piano trasporti, dell’Alta Velocità Larg, di nuova generazione (300km/h) per il trasporto dei passeggeri. E siamo in attesa dell’elettrificazione della linea jonica, dell’area di logistica integrata per il Porto Gioia Tauro e della valorizzazione degli altri porti calabresi».

Russo ha poi toccato diversi altri temi strategici per la Calabria come quelli del dissesto idrogeologico, della tutela dell’ambiente, della depurazione, con la proposta di un CIS “ma pulito”: questioni che devono entrare nei programmi concreti del Governo utilizzando i fondi provenienti dell’Europa.

«È poi fondamentale – ha evidenziato il segretario generale Russo – l’utilizzo dei fondi del Mes per il riordino del sistema sanitario territoriale e ospedaliero, per abbattere le liste di attesa per esami e visite specialistiche, per ridurre drasticamente la migrazione sanitaria che causa disagio ai pazienti e porta risorse fuori regione. L’emergenza Covid-19 ci ha insegnato anche che la sanità privata deve integrare e non sostituire quella pubblica o farle concorrenza. Chiediamo il rispetto dei diritti dei lavoratori della sanità privata, ai quali devono essere applicati gli stessi contratti del pubblico. E ribadiamo l’impegno per la stabilizzazione dei lavoratori precari, per i quali ci stiamo battendo».

«In questa fase difficile – ha concluso Tonino Russo – la Cisl in Calabria ha fatto e sta facendo uno sforzo enorme per stare al servizio delle persone più deboli, in una situazione in cui si registra, ad esempio, un bassissimo livello delle pensioni, provenienti soprattutto dal settore privato. Faremo un buon lavoro – ha concluso Russo – se riusciremo a far capire queste cose a chi, nel Governo nazionale e in quello regionale, deve ascoltare i territori e chi opera in mezzo alla gente». (rrm)

Cisl Calabria: Bene ministro Provenzano su fiscalità di vantaggio al Sud per il lavoro

Per il segretario generale di Cisl CalabriaTonino Russo, le proposte su cui sta lavorando il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, vanno nella giusta direzione: «non un generico taglio delle tasse», ma «una riduzione del costo del lavoro al Sud con un taglio del 30% dei contributi previdenziali a carico delle imprese” perché “la priorità resta il rilancio degli investimenti pubblici e privati».

«La proposta – ha dichiarato il segretario Russo – va nella direzione che la Cisl da tempo auspica: non servono, infatti, forme di assistenzialismo vecchie e nuove che non risolvono i problemi, ma anzi li aggravano. Garantire più incentivi e più agevolazioni fiscali alle imprese che si impegneranno a non licenziare, a quelle che investiranno nel Mezzogiorno e che creeranno nuova occupazione, è una risposta all’altezza di una crisi che rischia di deflagrare come una vera e propria bomba sociale in un contesto in cui, come lo stesso Ministro ha ricordato, la Svimez prevede 380.000 posti di lavoro in meno».

«A questo tema – ha aggiunto – si accompagna oggi quello di una urgente e necessaria riforma fiscale, che la Cisl chiede con forza perché oggi più che mai le scelte politiche e legislative siano caratterizzate da solidarietà, redistribuzione della ricchezza, equità fiscale, adeguatezza delle pensioni».

«Lanciamo un appello al Governo – ha sottolineato il segretario generale della Cisl calabrese – perché si consideri il Mezzogiorno come grande priorità per tutto il Paese e perché sugli investimenti programmati e da programmare il Governo ascolti i territori, a partire dalle scelte sull’alta velocità che, a parità di investimenti, chiediamo siano riconsiderate nella direzione dell’Alta Velocità Larg, di ultima generazione».

«Così come chiediamo alla Regione – ha proseguito Russo – che il tavolo del partenariato per la programmazione 2021-2027 della spesa dei fondi comunitari insediato nei giorni scorsi sia davvero occasione di ascolto, confronto e condivisione al fine di individuare le priorità per la Calabria. È il momento, infatti, di programmare perché le risorse europee – quelle ordinarie, quelle provenienti del Recovery fund e, lo ribadiamo, anche dal Mes per rimettere in ordine la Sanità calabrese – siano valorizzate al meglio puntando su innovazione, reti digitali, istruzione e formazione, infrastrutture, mobilità sostenibile e alta velocità, tutela dell’ambiente, messa in sicurezza del territorio e difesa del suolo, tutela del mare e depurazione (abbiamo proposto un “Cis mare pulito”), efficienza della pubblica amministrazione, nuova politica industriale, agroalimentare, rilancio dell’artigianato, del turismo e delle politiche sociali, individuando le forme più efficaci per contrastare le infiltrazioni della criminalità».

«Questi temi e, in generale, il piano di sostegno e di rilancio dell’economia – ha concluso Tonino Russo – saranno venerdì 7 agosto, a Lamezia, al centro dei lavori del Comitato esecutivo di Cisl Calabria, al quale parteciperà il Segretario generale aggiunto della Cisl, Gigi Sbarra, per una riflessione comune che sarà senza dubbio di grande interesse». (rrm)

Cisl Calabria: Recovery Fund e del Mes occasione di sviluppo per Sud e la Calabria

Per il segretario generale del Cisl CalabriaTonino Russo, i finanziamenti provenienti da Recivery Fund e previsti da Mes per la sanità possono essere una grande occasione di sviluppo per il Sud e la Calabria.

A questi finanziamenti, secondo il segretario generale Russo, «ai quali si deve fare ricorso mettendo da parte resistenze pregiudiziali mascherate con motivazioni infondate, possono costituire una grande occasione perché, da forme di intervento caratterizzate in gran parte dall’assistenzialismo, si passi al rilancio delle politiche attive del lavoro. Anche per questo le organizzazioni dei lavoratori devono essere ascoltate e coinvolte nella condivisione delle scelte relative al Recovery plan».

«Può aprirsi – ha aggiunto – una pagina nuova per la nostra regione sulla mobilità e sulla realizzazione e programmazione delle infrastrutture propedeutiche allo sviluppo, ma anche sull’innovazione e sulla digitalizzazione, sulla scuola e sulla formazione, sulla cultura e sul turismo, sulla tutela dell’ambiente e sull’agroalimentare, tenendo conto delle vocazioni naturali del nostro territorio, perché tutto converga in un piano per la crescita».

«Da tempo, inoltre, la Cisl – ha spiegato Tonino Russo – chiede una riforma fiscale perché è necessario che, soprattutto in questa fase, le scelte del legislatore siano caratterizzate da solidarietà, redistribuzione della ricchezza, equità fiscale, adeguatezza delle pensioni. Un tema che, insieme al Mezzogiorno, sarà tra quelli al centro della manifestazione sindacale unitaria del 29 luglio a Roma, denominata Notte per il lavoro. Ricostruire il Paese e l’Europa partendo dal buon lavoro, alla quale anche la Cisl calabrese parteciperà con una sua delegazione (numeri limitati a causa delle norme anticontagio)».

«Nel corso di essa – ha proseguito il segretario generale della Cisl Calabria – saranno presentate pubblicamente al Governo proposte su blocco dei licenziamenti e ammortizzatori sociali, riforma fiscale e lotta all’evasione, rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati, sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura, investimenti, digitalizzazione, lavoro stabile e sostenibile, Mezzogiorno, legge per non autosufficienza, previdenza, inclusione sociale. All’iniziativa del 29 seguirà, il 18 settembre, un’altra giornata di mobilitazione per una svolta nella politica economica».

«Vogliamo qui ricordare – ha continuato Russo – che il Governo ha riaffermato, presentando a Gioia Tauro il “Piano per il Sud”, l’impegno per il rispetto della cosiddetta “clausola del 34%”, cioè del principio che il 34% della spesa pubblica, un volume complessivo annuale di stanziamenti in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento, sia destinato alle regioni del Meridione. Questo principio deve ispirare tutte le politiche pubbliche di investimento, comprese oggi quelle legate al Recovery fund e al Mes e deve essere non solo confermato, ma esteso ad una percentuale superiore, a causa delle maggiori criticità legate all’emergenza sanitaria ed economica».

«Perché non venga oggi  depotenziata la spinta propulsiva per il Mezzogiorno – ha spiegato Tonino Russo – che abbiamo salutato con favore nelle settimane precedenti la crisi del Covid-19, sarà determinante anche in Calabria, come sosteniamo senza stancarci, un patto sociale che metta al centro i cittadini, superando sterili contrapposizioni e polemiche strumentali, finalizzate a miopi interessi di parte. È un metodo che crediamo fermamente debba essere condiviso da tutte le forze politiche e sociali e dal governo regionale: istituzioni, organizzazioni datoriali e dei lavoratori, associazioni professionali, terzo settore, volontariato devono confrontarsi e convergere su percorsi e obiettivi».

«Sui temi decisivi per il futuro della nostra terra – ha sottolineato il segretario generale – non ci si deve dividere. Il dividersi indebolisce. C’è infatti il rischio che i fondi da impiegare possano anche essere teoricamente sufficienti, ma male utilizzati e dispersi se non si hanno la capacità di individuare le scelte più giuste per la crescita e la forza di sostenerle».

«Chi governa – ha concluso Tonino Russo – deve dare ascolto alle vere esigenze dei cittadini e tenere presente che stanno per essere stanziate risorse che prenderemo in prestito dalle generazioni future: sta a noi – conclude il Segretario generale della Cisl calabrese – impiegarle con responsabilità e lungimiranza». (rrm)

 

Italia Veloce, Russo (Cisl Calabria): necessarie e urgenti altre infrastrutture

Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, ha rilevato come nel piano Italia Veloce del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti siano poche le opere prioritarie per la Calabria, ribadendo la necessità e l’urgenza di altre infrastrutture.

«Non possiamo che restare perplessi – ha dichiarato Tonino Russo – quando leggiamo che tra le opere prioritarie comprese nel piano “#italiaveloce” del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti e legate, per lo snellimento delle procedure, al “Decreto semplificazioni”, a fronte di una previsione di spesa per tutto il Paese di 196,7 miliardi, con 131,3 miliardi di risorse  già assegnate e un fabbisogno residuo di 65,4, sono previste per la Calabria solo tre infrastrutture, peraltro programmate da molto tempo».

«Si tratta, infatti – ha spiegato il segretario generale di Cisl Calabria – degli svincoli autostradali di Cosenza sud e di Cosenza nord tra Rende e Montalto, di cui si parla da quarant’anni e attesi almeno dal 2008, cioè dall’accordo sulla progettazione tra Anas e Provincia di Cosenza; del completamento del 3° megalotto della S.S. 106 Jonica (finanziato quasi vent’anni anni fa), per il quale l’apertura del cantiere è stata annunciata nel maggio scorso dalla Ministra De Micheli (ma i lavori non sono ancora iniziati); del collegamento veloce tra l’aeroporto di Lamezia Terme e la stazione ferroviaria. Opere senza dubbio importanti, che speriamo saranno avviate e completate, ma assolutamente insufficienti a colmare l’enorme divario infrastrutturale tra la Calabria e il resto del Paese».

«Accanto alle poche opere previste come prioritarie per la Calabria, infatti – ha sottolineato Russo – ce ne sono altre senza le quali le stesse infrastrutture contenute nel piano #italiaveloce del MIT vedrebbero non pienamente sviluppata la loro potenzialità per il miglioramento della viabilità. Parliamo dell’A2 e della S.S. 106, per le quali si registrano, come è arcinoto, vere e proprie emergenze sul piano della sicurezza L’A2 deve essere completata per tutta la lunghezza del tracciato che attraversa la Calabria: ai due nuovi svincoli, certamente utili per l’area urbana di Cosenza e per il territorio che ospita l’Università della Calabria, devono aggiungersi i lavori sul tratto Cosenza-Altilia (27 km), il più pericoloso come dimostrano gli incidenti mortali purtroppo registrati, sul tratto Morano-Firmo (21 km) e nell’area di Pizzo (11 km): in tutto 59 km».

«E – ha aggiunto – se per la S.S. 106 apprezziamo la notizia della velocizzazione dell’iter del progetto della strada a quattro corsie per il tratto della S.S. 106 Jonica Sibari-Mandatoriccio, via Corigliano Rossano, siamo in attesa che abbiano inizio i lavori per il 3° megalotto (un tracciato di 39 km da Roseto Capo Spulico a Sibari, con una previsione di sette anni per il completamento; un cantiere che potrebbe dare occupazione a regime a circa tremila lavoratori, indotto compreso), è fondamentale per lo sviluppo del territorio la progettazione del percorso a sud di Sibari, attraverso Corigliano Rossano, per giungere a Catanzaro e liberare Crotone dall’isolamento. Se ne parla nella delibera CIPE n. 36/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 20 del 25/01/2020 e riguardante l’approvazione dell’aggiornamento 2018-2019 del contratto di programma 2016-2020 tra MIT e Anas S.p.a., che prevede oltre tre miliardi di investimenti per il rinnovamento delle infrastrutture calabresi e riguarda diversi interventi tra i quali, per restare sulla costa jonica, anche il prolungamento dallo svincolo di Gerace verso Locri».

«È altresì importante accelerare – ha sottolineato il segretario generale Russo – lo studio di fattibilità per il collegamento Crotone-Catanzaro, che ha già il parere favorevole dei Sindaci del territorio e che metterà finalmente le aree interne interessate da quel percorso in comunicazione con il resto della regione. Pur di far fronte all’esigenza di accelerare alcuni interventi – propone Tonino Russo – si proceda a scomporre i megalotti, come appunto è stato fatto per il tratto Rossano-Sibari diviso in due blocchi: Mandatoriccio-Rotatoria Aranceto (Rossano); Rotatoria Arcanceto-Sibari, tratto per il quale si è in fase di redazione del progetto definitivo e si possono allocare subito le risorse, inserendolo tra le opere prioritarie per un migliore collegamento della terza città della Calabria con il territorio regionale, accorciando distanze e limitando disagi non più sopportabili in un Paese europeo, per realizzare il collegamento veloce con l’aeroporto di Crotone, per mettere in sicurezza un percorso che l’Aci ha inserito tra i dieci più pericolosi d’Italia».

«È questo il momento  – ha proseguito Russo – di utilizzare tutte le risorse disponibili, anche quelle in arrivo dall’Ue, per collegare i territori, spalmando gli interventi sull’intera Calabria, puntando tra l’altro a realizzare il sogno di trasformare in lavoro tutte le forme di assistenzialismo, pur necessarie in assenza di occupazione, ma certamente diseducative. Auspichiamo che vada in questa direzione il tavolo del partenariato convocato nei giorni scorsi dalla Regioneper la riprogrammazione dei Programmi Operativi dei Fondi strutturali 2014-2020, per utilizzare le risorse comunitarie nel contrasto degli effetti sanitari, economici e sociali della crisi e per il rilancio economico e sociale, per ricorrere a tutte le possibilità messe a disposizione dalle recenti modifiche ai regolamenti europei».

«La questione delle infrastrutture – ha concluso il segretario generale della Cisl calabrese – è centrale e strategica per lo sviluppo della Calabria: lo è per la mobilità, per la sicurezza delle persone, per il lavoro, perché realizzare opere vuol dire creare occupazione in una terra che – lo abbiamo affermato e spiegato mille volte – chiede investimenti produttivi e non assistenzialismo». (rrm)

Cisl Calabria rilancia l’appello per un Contratto Istituzione di Sviluppo Mare Pulito per la Calabria

È un appello rivolto al Governo, alla Regione Calabria, guidata da Jole Santelli e ai sindaci quello che Tonino Russo, segretario generale del Cisl Calabria, rilancia: un Contratto Istituzione di Sviluppo Mare Pulito per la Calabria.

«Si tratta – ha spiegato il segretario di Cisl Calabria – di uno strumento utile a far convergere le esigenze del territorio e le opportunità di crescita, dunque quanto mai necessario per l’ambiente e per il turismo, per affrontare in maniera coordinata e definitiva le criticità che mettono a rischio la fruizione piena degli 800 km di coste calabresi; uno strumento la cui attuazione produrrebbe una ricaduta occupazionale molto significativa distribuita in tutti i Comuni, per una regione che chiede lavoro e non assistenzialismo».

«L’appello per un Cis Mare Pulito – ha proseguito il segretario Russo – e per non disperdere in mille rivoli i fondi destinati al sistema depurazione era stato rivolto unitariamente dalla Cisl insieme alla Cgil e alla Uil, lo scorso anno, alla ministra Barbara Lezzi, in occasione della sua visita in Calabria. È stato riproposto sia al ministro Giuseppe Provenzano, di cui conosciamo le competenza e la sensibilità verso i problemi del Sud, sia al Segretario del PD Nicola Zingaretti, ma è rimasto lettera morta».

«Ci aspettiamo ora – ha proseguito Tonino Russo – un sussulto di orgoglio e di interesse da parte del Ministro, che tra l’altro è siciliano, e ricordiamo che la Sicilia precede la Calabria nella lista delle procedure di infrazione. Non ci dispiacerebbe che, nel percorso che proponiamo, la Calabria possa fare da apripista per tutte le regioni interessate».

«Come emerge dalla relazione del ministro per l’Ambiente Sergio Costa alla Commissione bicamerale Ecomafie – ha dichiarato il segretario generale della Cisl calabrese, Tonino Russo – la Calabria è ai primissimi posti, al secondo per la precisione, con 188 agglomerati, nella triste classifica delle quattro Regioni per le quali sono state avviate dell’UE procedure di infrazione contro l’Italia a causa della cattiva gestione delle acque reflue».

«È finanche superfluo dire come la depurazione delle acque sia un elemento essenziale per lo sviluppo del nostro territorio per la difesa dell’ambiente e la valorizzazione di quella preziosa risorsa rappresentata dal turismo. Si ripropone perciò – ha proseguito Russo – la necessità di creare uno strumento che consenta di impiegare in modo efficace sia le risorse destinate a questo tema dal Governo, sia quelle che la Regione investirà, in modo da arrivare a una gestione corretta della depurazione e ad una soluzione definitiva del problema. Una soluzione che consenta tra l’altro al nostro Paese, per la parte che riguarda la Calabria, di non versare all’UE decine di milioni di euro a causa delle penalizzazioni». (rrm)

Cisl Calabria ad Anci regionale: posticipare la prima rata dell’Imu

«I Comuni prendano in esame la possibilità di posticipare il pagamento dell’imminente scadenza della prima rata Imu o, in alternativa, non applichino sanzioni e interessi in caso di ritardato versamento». È questa la richiesta che Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria ha fatto all’Associazione Nazionale Comuni Italiani regionale.

«Le preoccupanti ricadute economiche e sociali dovute all’emergenza Covid-19 – si legge nella lettera inviata da Russo – stanno inevitabilmente mettendo a dura prova tanto le imprese del territorio, quanto i lavoratori e le loro famiglie. Nonostante l’avvio, seppur lento, delle attività, viviamo ancora una fase molto delicata, caratterizzata dalla consapevolezza di un doveroso distanziamento sociale che condiziona i comportamenti individuali. Uno scenario che genera incertezze e forti preoccupazioni per le attività economiche e produttive, che lamentano difficoltà economiche nell’adempiere al loro dovere di contribuenti a ridosso di scadenze tributarie».

«Di tutto questo, nei giorni scorsi, la Consulta Nazionale dei Caf (Centri di Assistenza Fiscale), facendosi interprete di questo disagio e in rappresentanza di migliaia di contribuenti, ha inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Anci nazionale, una richiesta di sospensione dell’imminente scadenza della prima rata IMU prevista per il prossimo 16 giugno. Sulla base di quanto sopra esposto e considerato che l’attuale legge di bilancio dà facoltà ai Comuni di differire i termini di versamento per situazioni particolari, si chiede un Vostro autorevole intervento presso i Comuni della Calabria affinché possano prendere in esame la possibilità di posticipare il termine del pagamento IMU o, in alternativa, di non applicare sanzioni e interessi in caso di ritardato versamento».

Russo conclude ringraziando per l’attenzione, «nella consapevolezza di incontrare la sensibilità» dell’ANCI regionale. (rcz)

Il segretario generale Cisl Russo: pianificazione utilizzo risorse

Il Comitato esecutivo della Cisl Calabria, presieduta dal segretario generale Tonino Russo, si è riunita in videoconferenza per discutere della fase 2, dell’emergenza Codiv-19, alla ripresa delle attività aziendali e alla tutela dei lavoratori, al rilancio dell’economia.

Durante i lavori, l’esecutivo ha espresso soddisfazione per l’accordo tra Governo e parti sociali sull’ampliamento del Protocollo del 14 marzo per la sicurezza degli ambienti di lavoro e il contenimento del contagio da coronavirus.

«L’accordo, infatti – come è stato sottolineato in una nota dalla Segretaria generale nazionale della Cisl Annamaria Furlan – prevede azioni e procedure innovative per la ripartenza, riassume le indicazioni dell’Inail e rappresenta una sintesi equilibrata e responsabile raggiunta dopo un negoziato lungo e complesso. Da parte del Segretario generale nazionale aggiunto, Gigi Sbarra, è stata evidenziata la positività dell’intesa che rafforza la sicurezza nei luoghi di lavoro».

Nel corso dell’incontro, soffermandosi sulle conseguenze dell’emergenza coronavirus in relazione al territorio, il Segretario generale per la Calabria, Tonino Russo, ha ribadito la necessità di seguire i processi in atto per «vigilare sulla ripartizione e sull’utilizzo delle risorse destinate al sostegno e al rilancio dell’economia da parte del Governo nazionale e della Giunta regionale, perché si faccia presto bene. E con la Giunta regionale necessita sulla pianificazione un confronto immediato».

In relazione al disagio di molti lavoratori e studenti costretti a rimanere lontani dalla Calabria a causa dell’emergenza, per i quali si moltiplicano appelli e messaggi, il segretario regionale ha chiesto che, nell’ambito della programmazione per la fase due, si valuti da parte della Regione la possibilità di un rientro a casa, con le cautele necessarie, di coloro che si trovino in situazioni di particolari difficoltà.

Il Cisl Calabria ha, poi, deciso che nella settimana prossima saranno riorganizzate tutte le sedi Cisl del territorio calabrese per l’accoglienza dei cittadini nell’assoluto rispetto della normativa sulla sicurezza, in modo che da lunedì 4 maggio possa partire la “campagna fiscale” con i servizi per l’assistenza a iscritti e non iscritti.

La riunione è stata conclusa dall’intervento del Segretario nazionale organizzativo Giorgio Graziani, il quale ha, tra l’altro, manifestato apprezzamento per l’impegno dell’organizzazione in Calabria nell’attuale, difficile fase, soprattutto in riferimento all’attenzione prestata, in tutto il territorio regionale e nei diversi comparti, alla tutela della salute dei lavoratori. (rcz)

Il segretario generale Cisl Russo: sanità, necessario ripensare sistema

Il segretario generale del Cisl Calabria, Tonino Russo, ribadisce l’importanza di ripensare al sistema sanitario, in quanto «la pandemia da Coronavirus sta scoperchiando, in modo drammatico, la pentola di un sistema che ha fatto crescere a dismisura la sanità privata rispetto a quella pubblica».

«Ciò – ha proseguito il segretario generale Russo – senza che ai cittadini fossero realmente garantite prestazioni di qualità, ma anzi, in molti casi, rivelando, soprattutto nei giorni del contagio, quanto meno impreparazione e approssimazione, sottovalutazione dei problemi, carenze nella protezione del personale e dei ricoverati, forse anche tentativi di nascondere realtà che è peraltro impossibile occultare».

«Mentre ci auguriamo – ha proseguito Tonino Russo – che dieci anni di fallimentare commissariamento della Sanità calabrese siano sufficienti per riconsiderare la questione del management e andando oltre specifiche vicende che hanno visto finanche un pasticcio sui tamponi, è evidente che è giunto il momento di fare chiarezza. Bisogna cambiare finalmente un sistema che ha garantito enormi risorse pubbliche alla proprietà di strutture convenzionate, senza verifiche costanti delle condizioni in cui queste operavano e in un contesto in cui il proliferare del privato è spesso in concorrenza con il pubblico e non complementare ad esso».

«È tempo, dunque – ha proseguito il segretario generale Russo –, di recuperare il deficit qualitativo della Sanità nella nostra regione per rimettere ordine e operare una vera e complessiva ristrutturazione del sistema, riqualificando il pubblico e pretendendo dal privato il pieno rispetto delle convenzioni».

«È il momento – ha proseguito il segretario generale Russo – di cogliere le opportunità che si aprono riguardo alle risorse, a cominciare dall’impegno del Governo per la rimodulazione, in chiave anti-crisi e di concerto con le Regioni, di parte delle risorse non spese dei Fondi strutturali in scadenza. Come ha evidenziato il Segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra dopo un recentissimo incontro con il ministro Giuseppe Provenzano, infatti, la flessibilità concessa dalla Commissione Europea libera circa 10 miliardi che possono essere utilizzati anche per investimenti nella Sanità: certo non per alimentare inefficienze e riserve di caccia, ma per la rinascita di un sistema che rivela quotidianamente le sue fragilità e che in questi giorni fa emergere con più evidenza le sue falle, a cominciare dalla confusione su chi decide cosa e sulle scelte dei diversi attori istituzionali».

«Ci sono, inoltre – ha proseguito Tonino Russo – domande alle quali sarà necessario dare risposta: sono rispettati, nelle rsa e nelle altre strutture convenzionate, gli standard di qualità richiesti per le prestazioni? Sono rispettati i diritti del personale? È assicurata dappertutto, all’interno di queste strutture, l’agibilità delle rappresentanze organizzate dei lavoratori? Quali tipologie contrattuali sono applicate? Sono solo alcuni degli interrogativi che emergono con maggiore forza in questi giorni e che non possono più essere elusi».

«La Cisl non è “contro” la sanità convenzionata – ha specificato il segretario generale Tonino Russo – esistono, per fortuna, realtà serie ed efficienti e ogni iniziativa finalizzata alla tutela della salute delle persone è utile per la comunità, anche perché offre opportunità di lavoro, in gran parte di lavoro qualificato, in una terra che ne ha bisogno. Ma siamo “per” un sistema sanitario integrato, che risponda nelle diverse aree della regione ai bisogni delle persone e non lasci, nel quadro di una programmazione complessiva, zone scoperte, prive di servizi essenziali. L’emergenza Covid-19 – conclude il Segretario generale di Cisl Calabria – ci sta impartendo una dura lezione della quale è più che mai necessario fare tesoro». (rcz)