Nella Locride i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil

Oggi, lunedì 26 luglio, a distanza di due anni, nella Locride torneranno i segretari generali di Cgil, CislUil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. Una presenza, quella dei segretari, che per Angelo Sposato, segretario generale di Cgil Calabria, che rappresenta un «segnale di forte attenzione del sindacato confederale nazionale verso la Calabria».

«Con Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri – ha detto Sposato – proveremo a mettere nuovamente al centro dell’attenzione nazionale i problemi del Sud, della nostra Regione, del lavoro, della salute, della legalità, del territorio. Una fase difficile per la Calabria che vive la più grave crisi economica, sociale, politica, dalla nascita del regionalismo».

«La Calabria si cura con il lavoro e con l’impegno collettivo» ha concluso. (rrc)

Salvatore Mancuso segretario generale dell’Ust Cisl Magna Graecia

Prestigioso incarico per Salvatore Mancuso, che è il nuovo segretario generale dell’Ust Cisl Magna Graecia, succedendo a Tonino Russo.

L’elezione è avvenuta nel corso del Consiglio generale, che si è svolto nella nuova sede Cisl di Vibo Valentia, e che ha visto le conclusioni del segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Presenti altri dirigenti nazionali dell’organizzazione sindacale: i Segretari generali Onofrio Rota (FAI CISL), Enzo Pelle (FILCA CISL), Amedeo Testa (FLAEI CISL), il Coordinatore FIRST CISL, Emilio Verrengia, il vicepresidente del Fondo Artigianato Paolo Tramonti, la Presidente di “Famiglie in rete CISL”, Rosetta Raso. I lavori sono stati presieduti da Domenico Zannino, Segretario Generale FNP CISL Magna Graecia.

«Siamo qui oggi – ha detto Russo, dopo aver ringraziato Consiglio Generale, Comitato esecutivo e delegati per la collaborazione ricevuta nello svolgimento dell’incarico affidatogli il 3 dicembre 2019 , in una fase storica fondamentale per il Paese, per la Calabria e per questa struttura territoriale. Nei mesi bui della pandemia, la Cisl c’è stata. Sempre. Dimostrando di essere forza vitale del Paese, grazie al lavoro svolto innanzitutto a livello nazionale da Annamaria Furlan, alla quale va la nostra gratitudine, e dall’amico Luigi Sbarra, chiamato quattro mesi fa a guidare la nostra organizzazione».

«Per uscire dall’emergenza, per invertire le dinamiche economiche – ha detto tra l’altro Russo – occorre programmare gli interventi, sbloccare le risorse, realizzare le opere ferme. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza deve essere un cantiere che punti a obiettivi strategici condivisi che si chiamano occupazione e coesione, crescita, competitività e innovazione, resilienza e partecipazione. Bisogna non rassegnarsi e provare a fermare la deriva. Per questo la Cisl propone un patto sociale che tenga insieme tutti in un’alleanza per lo sviluppo».

Nel corso della sua relazione, Tonino Russo si è soffermato sulle priorità per la regione e per la sua Area Centrale: l’esigenza di lavoro dignitoso e regolare, il diritto ad una sanità normale e alla fruizione dei Lea, infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, ciclo integrato delle acque, ciclo dei rifiuti, bonifiche, Contratto Istituzionale di Sviluppo Mare pulito, interventi sulla depurazione che aiutino il territorio a valorizzare le sue straordinarie potenzialità in termini turistici.

«L’Area Centrale della Calabria – ha concluso il Segretario Generale di Cisl Calabria – può essere motore di sviluppo per tutto il Paese. Serve uno sforzo comune per valorizzarne le risorse. Ripartiamo da queste proposte, ripartiamo da Vibo Capitale del Libro».

Alla relazione di apertura è seguito un dibattito molto partecipato in cui sono stati condivisi e rilanciati i temi messi sul tappeto dal Segretario regionale Russo. Subito dopo si è proceduto all’elezione del nuovo Segretario Generale.

Anche il neoeletto Salvatore Mancuso ha ripreso i temi della discussione, ringraziando Luigi Sbarra per la sua presenza, Tonino Russo per il lavoro svolto con passione per l’Ust in una fase difficile e tutti i delegati per la fiducia in lui riposta per l’opportunità offertagli di impegnarsi sindacalmente in un’area di grande importanza strategica come quella dell’Ust Magna Graecia. Mancuso ha sottolineato il suo forte legame con le tre realtà provinciali che costituiscono l’Unità Sindacale Territoriale, la sua intenzione di agire in continuità con il percorso avviato durante la reggenza di Tonino Russo, in ascolto di tutti. 

«Dobbiamo vincolare le risorse del Pnnr ad aumenti occupazionali netti, soprattutto nel Mezzogiorno, all’applicazione dei contratti, alla salute e la sicurezza nei siti produttivi, alla legalità, alla esaltazione del valore adattivo della contrattazione», ha detto il segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, concludendo il Consiglio Generale della Cisl Magna Grecia.

«Dopo l’accordo importante che abbiamo firmato con Governo ed imprese – ha aggiunto – per scongiurare decine di migliaia di licenziamenti, ora bisogna fare uno sforzo collettivo e concentrarsi subito sul tema del lavoro, degli investimenti, della formazione, delle nuove competenze, del futuro del Mezzogiorno. Basta parlare solo di licenziamenti. Disponiamo oggi di leve e opportunità capaci di raccogliere la sfida della ripartenza: tra Pnrr, nuova programmazione dei fondi strutturali, Fondo Sviluppo Coesione e React Eu abbiamo sul tappeto qualcosa come 202 miliardi da utilizzare entro il 2027 per il solo Mezzogiorno».

«Le risorse non mancano – ha proseguito –. Ma perché non restino tali bisogna costruire Patti locali per lo sviluppo ben raccordati a una visione nazionale e coerenti con le direttrici di sostenibilità indicate dall’Europa. Come abbiamo fatto negli anni Novanta nella stagione della programmazione negoziata, che diede vita a un grande “risveglio” meridionale e a “stelle del Sud” come l’area portuale di Gioia Tauro, la Fiat di Melfi, il polo dell’elettronica a Catania».

«Ripartiamo da quel modello di sviluppo concertato sia a livello nazionale, sia a livello territoriale – ha sottolineato il leader Cisl –. Dobbiamo aprire nelle prossime settimane un “Cantiere Italia” che metta al centro buona occupazione stabile e qualificata, il rilancio degli investimenti pubblici e privati, la sicurezza nei luoghi di lavoro, il contrasto allo sfruttamento e al caporalato, la coesione sociale e territoriale. Bisogna unire il Paese, contestare le disuguaglianze, combattere la povertà, puntare decisamente all’innovazione e alla sostenibilità. Superare i divari infrastrutturali, sociali, tecnologici e industriali, rilanciando sanità, scuola, pubblico impiego, stabilizzando il precariato e sbloccando le assunzioni. Per questo è indispensabile una svolta concertata nella governance del Pnrr. Le Parti sociali devono entrare concretamente nel monitoraggio su crono-programmi e per garantire tempi certi di realizzazione, legalità e trasparenza, buone flessibilità che accelerino i cantieri facendo progredire anche la qualità del lavoro».

Sbarra ha ringraziato nel suo intervento Tonino Russo che ha guidato come reggente l’importante struttura della Cisl Magna Graecia in questi mesi difficili di crisi pandemica, in cui l’azione coordinata delle strutture confederali, delle Federazioni, della rete dei servizi, è stata indispensabile per migliaia di lavoratrici e lavoratori, giovani e anziani, pensionati e famiglie che hanno trovato nella comunità della Cisl e nelle persone che la animano un riferimento solido e quotidiano, capace anche di compensare le gravi mancanze dei servizi pubblici».

Il leader Cisl si è poi complimentato ed ha augurato un buon lavoro a Salvatore Mancuso, eletto nuovo Segretario Generale della Cisl Magna Grecia, insieme a Marina Marino e Luigi Tallarico componenti della sua segreteria.

«Mancuso – ha concluso – è un dirigente sindacale di grande esperienza e competenza che conosce bene i problemi ed anche le opportunità di questo territorio. Sono certo che farà un ottimo lavoro, con grande umiltà, coesione e spirito di servizio». (rvv)

Lavoro, sviluppo e legalità, parole chiave per lo sviluppo della Calabria

Lavoro, sviluppo e legalità sono tre parole chiave da cui si deve partire per il rilancio della Calabria, e anche il tema su cui si sono confrontati il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando; il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, che ha concluso i lavori; il Presidente di Unioncamere Calabria, Klaus Algieri; il Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Mons. Vincenzo Bertolone; l’assessore regionale alla Tutela dell’Ambiente, Sergio De Caprio; il Presidente di Unindustria Calabria, Aldo FerraraAlessia Morello, del Liceo “Campanella” di Lamezia, che si è fatta portavoce degli studenti.

Un incontro fortemente voluto dall’organizzazione sindacale come occasione pubblica di riflessione e di proposta, di rilancio di temi importanti e di impegno per la fase della ripartenza, «con grandi opportunità di crescita che non devono andare perdute, per il bene delle giovani generazioni».

«Non siamo qui per rivendicazioni dal sapore localistico», ha detto  Tonino Russo, segretario generale Cisl Calabria: «Il Paese cresce insieme. Puntare alla modernizzazione della Calabria accresce la competitività dell’intera Italia. È una consapevolezza che costituisce il cuore di battaglie che portiamo avanti con ragione, convinzione e passione. Voglio ricordare qui – ha proseguito il Segretario della Cisl regionale la grande manifestazione nazionale del 22 giugno 2019 a Reggio Calabria, in cui, a cinquant’anni dall’ultima iniziativa nazionale in quella città, i sindacati confederali hanno chiesto al Governo scelte efficaci per la crescita del Paese a partire dal Sud, investimenti per rafforzare l’unità e la coesione, superando uno squilibrio non più sostenibile né tanto meno giustificabile. Siamo a pochi giorni dalla mobilitazione che ha visto Cgil, Cisl e Uil, il 26 giugno, in piazza a Torino, Firenze e Bari, su lavoro e sicurezza nei luoghi di lavoro, sul confronto con le parti sociali nelle scelte del Governo che riguardano il futuro del Paese, sulla concertazione come metodo che garantisce condivisione e coesione sociale. E il 26 luglio i tre Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil saranno a Siderno per rivendicare, a partire dalla Calabria, il diritto di ogni persona, famiglia, comunità di fare parte a pieno titolo di un Paese che vuole crescere; la scelta di territori che non chiedono assistenzialismo, ma vogliono essere costruttori del proprio futuro».

Russo ha, infine, sottolineato la necessità di «un grande patto sociale per il Paese, per il Sud e per la Calabria, costruito sul dialogo tra Governo, istituzioni territoriali, politica, parti sociali, aziende, terzo settore, volontariato, comunità educative per individuare priorità e scelte e condotto con la consapevolezza che la barca va governata insieme per restituire alle generazioni future giovani le risorse che stiamo prendendo in prestito da loro».

Per Klaus Algieri, il confronto proposto dalla Cisl è molto utile e di alto livello. Abbiamo una responsabilità enorme, ha sottolineato, verso i giovani. Sul Pnrr è importante il ruolo dei corpi intermedi perché i cittadini non si sentano soli: al Sud va il 40% delle risorse, che vanno ben impiegate. Per questo i corpi intermedi devono parlarsi di più, progettare il futuro, cogliere il momento del cambiamento che non può essere ignorato. Abbiamo bisogno di infrastrutture, collegamenti veloci, digitale. Abbiamo l’opportunità di incidere maggiormente sui processi di sviluppo nella misura in cui siamo insieme.

Il presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Mons. Vincenzo Bertolone ha ricordato il «dialogo proficuo» con i tre Segretari regionali dei sindacati confederali sui temi del lavoro e dello sviluppo. Non è il tempo delle contrapposizioni, ha evidenziato: siamo in una fase in cui l’Italia deve dare il meglio di sé e ognuno ha il proprio compito. In particolare, Mons. Bertolone (postulatore della causa di beatificazione di Rosario Livatino) si è soffermato sul tema della legalità in un territorio in cui lo strapotere delle mafie è evidente e straripante. In tempo di ripartenza e di Pnrr, ha detto, l’esigenza di giustizia, nelle sue varie forme, è un tema da non dimenticare perché rappresenta anche un’emergenza culturale. La sola risposta repressiva infatti non basta: occorre debellare il lavoro nero, educare, formare, intervenire per prevenire, applicare equamente le regole della convivenza, contrastare la mafiosità diffusa, dare a tutti opportunità di crescita.

«La quotidianità – ha aggiunto – è il luogo in cui costruire giustizia e pace, scongiurando il fatalismo che fa ritenere inutili le scelte di campo e il lottare contro la rassegnazione, rimarcando che l’appartenenza alla criminalità non è titolo di vanto, ma di disonore. Formare coscienze è un compito per la Chiesa e per tutta la società. Alla politica chiediamo anche una legge incisiva contro la corruzione e la concussione. Insieme tutti dobbiamo passare dalla denuncia alla proposta, invitare ad andare oltre, testimoniare – come hanno fatto martiri come Livatino e don Puglisi – che si può guardare avanti con speranza».

Il presidente Ferrara ha sostenuto la necessità di intervenire sulle debolezze della Calabria: «occorrono, infatti, riforme in settori che rappresentano un collo di bottiglia capace di strozzare ogni possibilità di crescita. Riforme che facciano sprigionare la capacità competitiva della Calabria. La riforma della P.A., che deve avere personale adeguato e competente, disboscamento normativo, assunzione di giovani, trasformazione digitale. La riforma fiscale: non una semplice rimodulazione delle aliquote, ma decontribuzione, snellimento della burocrazia fiscale, regime dei controlli. Riforma della giustizia, soprattutto di quella amministrativa, per avere la certezza di quanto durano i procedimenti».

«Occorrono – ha detto ancora Ferrara – politiche attive del lavoro, infrastrutture, mobilità delle persone, delle merci, dei dati. Un grande piano di incentivazione perché gli imprenditori possano creare opportunità, attraendo investimenti, mettendo a sistema i il ciclo dei rifiuti e delle acque. Abbiamo criticità, ha concluso il Presidente di Unindustria Calabria, ma anche opportunità per cambiare il corso della storia per un futuro evoluto che faccia restare i giovani in questa terra».

«Il Pnrr – ha detto Alessia Morello – offre l’opportunità di intervenire su opportunità formative che guardino al futuro, a partire dalle competenze digitali. Per Alessia Morello, bisogna evitare errori del passato, lentezze, incapacità di decidere, soprattutto sul piano regionale. Due domande in conclusione: verso cosa devono puntare i giovani calabresi? Le opportunità sono uguali a quelle dei giovani del Nord?».

L’assessore De Caprio, ha sottolineato tre scelte strategiche operate dalla Regione: «diventare comunità calabresi energetiche rinnovabili chiedendo che dal Recovery plan siano destinate risorse per i territori, per realizzare reti energetiche, per digitalizzare l’illuminazione pubblica di tutti i comuni della Calabria. Saranno poste, ha proseguito, le fondamenta per le smart city e in modo che siano gestite dai calabresi, dai sindaci, dalle scuole».

«La Regione – ha aggiunto – ha chiesto anche di poter attuare i contratti di costa, di fiume e di lago, per accordi negoziati sui territori, per promuovere il turismo naturalistico e speleologico e la qualità dei territori. C’è l’impegno per un problema importante come la separazione delle acque bianche dalle acque nere con la costruzione dei depuratori. Bisogna anche puntare su strutture pubbliche per la riscossione dei tributi sui rifiuti e sull’acqua, passaggio fondamentale per mettere a regime il sistema».

«La capacità di costruire politiche attive, la possibilità di costruire politiche industriali, la qualità del lavoro. Si tengono insieme con il metodo del dialogo sociale perché la fatica nel prendere una decisione viene ripagata dalla qualità di quella decisione» sono i tre fattori determinanti nella sfida del Pnrr, secondo il ministro Orlando, che ha spiegato come «il Governo ha selezionato gli obiettivi per dare di più a chi ne ha bisogno».

«Perciò ha scelto strumenti che vanno in questa direzione, come il blocco dei licenziamenti» ha detto Orlando, aggiungendo che «si sta cercando di fare il possibile per utilizzare al meglio gli ammortizzatori esistenti, in modo da arrivare al licenziamento solo come ultima ratio. Bisognerà spalmare gli interventi su un arco temporale che consenta di attutire e recuperare gli effetti perversi della crisi. Con questo spirito devono essere affrontate tutte le riforme. Dunque, ammortizzatori sociali per tutte le categorie, utilizzare cig e naspi per politiche attive e formazione, riprofilazione delle professionalità dei lavoratori, facendo sì che i provvedimenti siano collegati dalle grandi transizioni ecologica e digitale e alle politiche attive. Difendere il lavoro oggi significa infatti, per il Ministro Orlando, attrezzarsi per il cambiamento e l’aspetto della formazione sarà fondamentale».

Concludendo i lavori, il segretario generale Sbarra ha sottolineato con forza che la priorità più grande sono i giovani, le ragazze e i ragazzi della Calabria, con le loro aspettative che hanno il diritto di esistere e di essere realizzate nella loro terra.

«I giovani devono pretendere quello che è loro – ha detto Sbarra – opporsi al sopruso, sentirsi protagonisti, impegnarsi nel sociale e nella politica. La Cisl è disponibile ad incrociare i loro sogni e ad accoglierli per costruire insieme il futuro della Calabria, del Mezzogiorno e del Paese».

Sbarra ha poi evidenziato che «i temi della crescita, del lavoro, dell’istruzione, della legalità si intrecciano in modo indistricabile, soprattutto in questa terra, dove l’assenza di sviluppo e di occupazione rafforza in modo devastante la capacità della criminalità di condizionare ogni articolazione della vita sociale. Legalità e regolazione efficace delle attività economiche sono elementi fondamentali di un “Sistema Paese” in grado di favorire imprenditorialità e creare lavoro». 

Per Sbarra, il primo terreno su cui colpire le organizzazioni mafiose è quello economico spezzando le intermediazioni criminali, garantendo servizi e diritti di cittadinanza a tutti, italiani e migranti; proseguendo sulla strada della confisca delle aziende infiltrate, dei beni immobili e dei patrimoni frutto dei narcotraffici e delle attività legate al gioco d’azzardo, all’usura, alla gestione dei rifiuti, allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, agli appalti. 

«Gli investimenti sulle infrastrutture sono decisivi, ma – ha ammonito il Segretario generale della Cisl – attenzione ad abbassare il livello di sicurezza, di trasparenza e di controllo, come ad esempio si è fatto in passato favorendo la logica del massimo ribasso o innalzando la quota dei subappalti. Allo stesso modo la guardia va tenuta alta, in tempo di Covid, di crisi di liquidità delle imprese, di risorse che arriveranno grazie al Recovery Plan, di vaccini da distribuire a tutta la popolazione. Per spezzare la catena circolare che lega criminalità e sottosviluppo non c’è che una via: lavorare insieme, fare sistema per affrancare le persone dalla paura e dal bisogno. Combattere le disparità sociali e territoriali. Realizzare infrastrutture materiali, digitali e sociali. Controllare il buon utilizzo di ogni euro erogato, seguendone passaggi e traiettorie. Investire su sanità, scuola e pubblico impiego». 

E su tutto, ha detto ancora il Segretario generale della Cisl, la risposta decisiva: lavoro, lavoro, e ancora lavoro. Che vuol dire creare buona occupazione, soprattutto giovanile e femminile, nuove politiche industriali. Fiscalità di vantaggio. Contrasto del precariato e di ogni forma di sfruttamento. E poi protezioni sociali universali, con ammortizzatori sociali rivolti a tutti e collegati a politiche attive e generative che forniscano formazione, riqualificazione, accompagnamento nel mercato del lavoro. Ridare prospettiva e speranza alle centinaia di migliaia di giovani, studenti, lavoratori, professionisti, che ogni anno lasciano il Sud.

Ma lavoro, infrastrutture, scuola e servizi hanno tutti un fattore comune, ha rimarcato: quello degli investimenti che vanno sbloccati al posto dei licenziamenti, che devono aprire i cantieri, puntare alla manutenzione del territorio, ricollegare al Paese e all’Europa le aree isolate e interne, valorizzandone l’immenso potenziale sociale e produttivo. Molto dipenderà da come si coglierà l’occasione del Piano di ripartenza e resilienza

Per Sbarra serve un nuovo Patto sociale, una mobilitazione di tutte le intelligenze collettive che sostenga la ripresa produttiva e la ripartenza sociale, trasformando il Mezzogiorno in motore trainante del Paese, partendo dalla più strategica delle risorse: i giovani.

«Lo dobbiamo fare insieme – ha concluso il Segretario generale della Cisl –, per garantire lo sviluppo e per dare compimento a un percorso di coesione ancora non concluso, a 160 anni dall’Unità d’Italia». (rcz)

L’orgoglio della Calabria per la nomina di Sbarra alla guida della Cisl

Grande orgoglio è stato espresso da personalità, istituzioni ed Enti, per la nomina del reggino Luigi Sbarra a segretario nazionale della Cisl.

«La Cisl calabrese – ha dichiarato il Segretario regionale, Tonino Russo –  è orgogliosa ed entusiasta per l’elezione all’unanimità di Gigi Sbarra a Segretario generale del sindacato da parte del Consiglio Confederale, ai cui lavori sto partecipando con la delegazione della nostra regione».

«Ad Annamaria Furlan – ha aggiunto – va un ringraziamento affettuoso e pieno di stima per il suo impegno instancabile, in cui ha tra l’altro sempre dimostrato grande attenzione e sensibilità verso il Sud e la Calabria. La sua guida autorevole e appassionata ha reso più forte e trasparente la Cisl che ora continua ad essere in mani sicure. Gigi Sbarra, calabrese doc, ha iniziato la sua esperienza sindacale sostenendo le lotte dei braccianti della locride, conquistando giorno dopo giorno la fiducia dei compagni di viaggio della nostra regione e di tutta l’Italia per la chiarezza degli obiettivi, l’incisività della sua azione, la lucidità dei suoi interventi».

«Il nuovo Segretario generale – ha proseguito Russo – saprà portare avanti con determinazione le ragioni della Cisl in questa fase che costituisce un difficile tornante della storia del Paese, la tappa di montagna più impegnativa a causa della pandemia e dei suoi effetti devastanti sulla vita delle persone, sull’economia e sul lavoro. L’auspicio è che il nuovo Governo affronti le emergenze e programmi la ripartenza: dal piano vaccinale, al contrasto all’emergenza sanitaria, al Recovery Plan, al blocco dei licenziamenti, agli ammortizzatori sociali, alla scuola, alla riorganizzazione della Sanità, ai ristori. Tante le questioni e le urgenze da affrontare, tanti i ritardi da recuperare. Sul tappeto restano le nostre proposte, i temi che abbiamo portato e continueremo a portare in piazza e sui tavoli del confronto per dare “futuro al lavoro”, per unire il Paese ripartendo dal Mezzogiorno».

«Continueremo con Gigi Sbarra – ha concluso Russo – un percorso che condividiamo da molti anni per una Cisl sempre più unita nel servizio alle lavoratrici e ai lavoratori, alle famiglie, ai giovani, ai pensionati, attenta ad andare al cuore dei problemi in Calabria e in tutta l’Italia».

«È motivo d’orgoglio avere un calabrese, un reggino, alla guida della Cisl nazionale. Piglio deciso, grande determinazione e visione del futuro ne fanno l’uomo giusto al posto giusto» ha dichiarato Marcello Anastasi, consigliere regionale di Io Resto in Calabria.

«L’elezione di Luigi Sbarra a segretario generale della Cisl – ha aggiunto – è il giusto coronamento di un percorso di impegno che lo ha visto in questi anni sempre ed intensamente al fianco dei lavoratori ed a sostegno della ‘causa’ del lavoro che garantisce a tutti condizioni di dignità e serenità».

«Sono certo che da questa nuova prestigiosa postazione – ha concluso Marcello Anastasi – Luigi Sbarra saprà dare un valido e fattivo contributo nelle grandi battaglie sindacali a difesa di diritti fondamentali e per la ricostruzione economica del Paese con uno sguardo attento anche al Mezzogiorno ed alla Calabria».

«Il Partito democratico della Calabria augura buon lavoro a Gigi Sbarra, scelto all’unanimità come segretario nazionale della Cisl. Un incarico prestigioso per un uomo del sud, un calabrese che saprà sicuramente lavorare per rimettere al centro dell’azione politica e sindacale quello straordinario strumento che è la concertazione» ha dichiarato il commissario regionale del PD della Calabria, Stefano Graziano, aggiungendo che «viviamo una crisi economica e sociale fortissima e credo ci sia ancor di più bisogno di un sindacato forte e credibile anche per rilanciare la Calabria e tutto il Mezzogiorno».

«Buon lavoro al nuovo Segretario Generale della Cisl Nazionale, Luigi Sbarra – ha scritto su Twitter la deputata del Movimento 5 Stelle e sottosegretaria al Sud e Coesione Sociale, Dalila Nesci –.  Sicura che in questo complicato momento storico, collaboreremo per lavorare alla ricostruzione dell’Italia partendo da Sud. Ringrazio Annamaria Furlan per il lavoro svolto».

«Grazie ad Annamaria Furlan e auguri di buon lavoro al nuovo Segretario della Cisl Nazionale, Luigi Sbarra. Calabrese, con una grande esperienza caratterizzata da tante battaglie a sostegno dei lavoratori, in particolare in difesa dei braccianti agricoli, Sbarra sarà una guida sicura per il sindacato» ha scritto su Twitter il senatore di Italia VivaErnesto Magorno.

«Buon lavoro al nostro concittadino Luigi Sbarra, da ieri al timone della Cisl» ha scritto la deputata di Forza Italia Maria Tripodi. 

«Secondo calabrese dopo Bombardieri – ha aggiunto – alla guida di un Sindacato Confederale Nazionale. La Calabria è fatta anche di uomini così, che dedicano la propria vita a tutela dei lavoratori».

Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ha sottolineato che «la nomina di Sbarra rappresenta anche un riconoscimento alla centralità del settore agricolo nel quale il neo responsabile sindacale ha maturato un’esperienza importante alla guida della Fai Cisl nei vari livelli sindacali» e ha rivolto al neo segretario «i nostri migliori auguri in un momento drammatico per le imprese e per il lavoro che richiede l’impegno e la collaborazione delle parti sociali più rappresentative».

«L’emergenza Covid – ha concluso Aceto – ha evidenziato la strategicità del cibo e, con essa, quella del lavoro nelle campagne per garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini». (rrm)

 

Oggi il reggino Luigi Sbarra diventa Segretario Generale della Cisl

Stamattina, 3 marzo, il reggino Luigi Sbarra diventa ufficialmente Segretario Generale della Cisl. Raccoglie il testimone di Annamaria Furlan che ha voluto anticipare la fine del suo mandato. È motivo di grande orgoglio per i calabresi che vedono un altro conterraneo al vertice della confederazione sindacale (alla Uil c’è Pier Paolo Bombardieri, di Marina di Gioiosa Ionica), a guidare il secondo sindacato italiano con oltre quattro milioni di lavoratori iscritti. Al Palazzo dei Congressi di Roma ci sarà il passaggio delle consegne: Sbarra è stato il braccio destro della Furlan e appare l’uomo giusto al posto giusto, nella sfida che il lavoro, a fronte della pandemia, rappresenta per il Paese.

La Furlan era stata eletta segretaria, la prima volta nel 2014 e riconfermata nel 2017. Sbarra ha iniziato la sua esperienza sindacale a Locri, come operatore territoriale Fisba Cisl, la Federazione dei braccianti agricoli. Nel 1984 ha perfezionato la propria formazione partecipando al corso lungo per dirigenti del Centro Studi Cisl di Taranto. L’anno successivo viene eletto Segretario Generale della Fisba di Locri. Dal 1988 al 1993 guida la Cisl del Comprensorio Locrideo per poi diventare Segretario Generale della Provincia di Reggio Calabria, dove rimane fino al 2000. In quell’anno arriva al vertice della Cisl Calabria, ruolo che ricopre fino al dicembre 2009, quando è chiamato a Roma per far parte della Segreteria Confederale Nazionale. Nell’aprile 2016 è eletto Segretario Generale della Fai Cisl Nazionale. Il 28 marzo 2018 è eletto dal Consiglio Generale Segretario Generale Aggiunto della Cisl Nazionale. Nato nel 1960 a Pazzano, in provincia di Reggio Calabria, è sposato, ha due figli. (rrm)

Il reggino Luigi Sbarra sarà il nuovo segretario nazionale della Cisl

Sarà il regginoLuigi Sbarra il nuovo segretario nazionale della Cisl. Succederà, a marzo, ad Annamaria Furlan.

«Avevo già affermato, nei mesi scorsi, con molta chiarezza e serenità – ha dichiarato la Furlan nelle sue conclusioni al Comitato Esecutivo della Cisl ed è stato riportato dall’Agi – che non mi sarei candidata al congresso confederale della Cisl, il cui iter inizierà nei prossimi mesi nei luoghi di lavoro e nei territori, in modo da consentire il ricambio del gruppo dirigente della nostra organizzazione ed un nuovo percorso che deve nascere nella massima unità e con la conferma dei valori di riformismo, rinnovamento e trasparenza, che hanno caratterizzato questi ultimi sette anni. I tempi sono maturi».

«Nei prossimi giorni – ha spiegato –  avvierò come previsto le consultazioni con tutti i segretari delle categorie, delle regioni e degli enti della Cisl, dove proporrò, come tutti sanno da tempo, il nome di Luigi Sbarra, attuale segretario generale aggiunto, come mio successore alla guida della Cisl».

«La nostra intenzione – ha concluso –  è quella di organizzare già nel mese di marzo, il prossimo Consiglio Generale della Cisl per l’elezione del nuovo Segretario Generale e della Segreteria Confederale nel pieno rispetto delle nome di sicurezza anti Covid».

Luigi Sbarra, attuale segretario generale aggiunto, è di Pazzano (RC), ha iniziato la propria esperienza sindacale a Locri, come operatore territoriale Fisba, l’ex federazione dei braccianti agricolidella Cisl.

Nel 1984 perfeziona la propria formazione partecipando al corso lungo per dirigenti del Centro studi Cisl di Taranto. L’anno successivo viene eletto segretario generale della Fisba di Locri. Dal 1988 al 1993 guida la Cisl del comprensorio Locrideo, per poi diventare segretario generale della provincia di Reggio Calabria, dove rimane fino al 2000.

In quell’anno arriva al vertice della Cisl Calabria, ruolo che ricopre fino al dicembre 2009, quando è chiamato a Roma per far parte della segreteria confederale nazionale. Nel 2016 è eletto segretario generale della Fai nazionale, l’attuale categoria dei lavoratori agricoli della Cisl.

Il consigliere regionale del Gruppo MistoFrancesco Pitaro, ha espresso soddisfazione per il calabrese Sbarra ai vertici del sindacato, sottolineato che «se da un lato è motivo d’orgoglio, che a succedere ad Annamaria Furlan e a sindacalisti del calibro di Giulio Pastore, Pierre Carniti e Franco Marini, sia il calabrese Luigi Sbarra, il cui curriculum e la lunga esperienza garantiscono la piena conoscenza delle criticità del Paese e dei ritardi di sviluppo del Mezzogiorno, dall’altro la sua presenza tra i protagonisti sociali della vita del Paese, può essere per le forze più dinamiche e innovative della Calabria che intendono valorizzare i suoi punti di forza per abbattere l’intollerabile divario di cittadinanza col resto del Paese, un sicuro punto di riferimento». (rrm)

Cgil, Cisl e Uil Calabria chiedono tavolo per discutere della Programmazione Europea 2021-2027

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno chiesto al Consiglio regionale della Calabria di «non commettere il grave errore di portare alla discussione d’aula il provvedimento amministrativo numero 96/11^ d’iniziativa della Giunta, denominato “Presa d’atto degli indirizzi strategici regionali per il negoziato sulla programmazione delle politiche europee di sviluppo 2021-2027”, che è stato approvato in Seconda commissione».

«Questo documento, determinante per il futuro della nostra regione – hanno spiegato i tre sindacalisti –, non può essere approvato senza un serio e approfondito confronto con il Partenariato economico e sociale, azione che la stessa Unione europea indica come obbligatoria e propedeutica alla formalizzazione di atti che intervengono sulla programmazione!.

«La programmazione europea 2021/2027 – hanno sottolineato Sposato, Russo e Biondo – non può essere licenziata dopo aver registrato un solo incontro, durato poco più di un’ora, di Partenariato economico e sociale. Sulla corretta gestione dei finanziamenti europei per i prossimi sei anni, così come per quelli afferenti alla programmazione temporalmente appena conclusa, riteniamo di fondamentale importanza che la politica regionali affronti, senza remore o tentennamenti, la discussione di merito con quelle parti sociali che sono autorizzate a farlo, che ne hanno competenza».

«Nessuno pensi di potersi sottrarre al confronto. Nessuno – hanno detto ancora i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Calabria – pensi di usare la pandemia da Coronavirus come un pretesto per sfuggire alla discussione. L’innovazione tecnologica, che è anche uno dei pilastri sui quali poggiano le politiche di sviluppo europeo e che è una delle basi del provvedimento trattato nella Seconda commissione regionale, il Recovery plan, Piano nazionale di resistenza e resilienza, offre la possibilità di aprire la discussione, bypassando le riunioni in presenza, utilizzando al meglio i canali telematici innovativi ed intelligenti che l’informatica ha messo a disposizione di tutti i cittadini calabresi, Consiglieri regionali compresi».

«Ci risulta, infine – hanno aggiunto – incomprensibile il reiterato atteggiamento di arroccamento da parte di chi governa la cosa pubblica calabrese nei confronti delle forze sociali e produttive. Così a Palazzo Campanella, come ai piani alti della Cittadella regionale. Se al Consiglio regionale chiediamo di non mettere da parte le buone prassi del confronto e della discussione con le componenti del Partenariato economico e sociale, all’assessore Domenica Catalfamo diciamo che gli investimenti che caratterizzeranno il futuro della Calabria non possono essere discussi tra pochi intimi, ma devono essere oggetto di un confronto con gli attori sociali e produttivi del territorio. Pertanto, le proposte inviate dalla Regione al Governo, per modificare e implementare il Piano nazionale di resistenza e resilienza, sono una corsa in solitaria di protagonismo sterile, utile solo a depotenziare la possibilità di rivendicazione infrastrutturale del territorio».

«È fondamentale, insomma – hanno detto ancora – conoscere il contenuto delle 109 cartelle di richieste inviate al Governo. Quali sono le opere strategiche individuate? Con chi se ne è discusso? Quale confronto è avvenuto su argomenti così delicati? Sono domande che devono avere risposta».

«Chiediamo, perciò – hanno concluso – di aprire subito un tavolo su questi temi decisivi per il futuro della nostra regione e per le nuove generazioni. Le risorse europee del quadro pluriennale 2021/2027, che alimenta anche il finanziamento del Recovery fund e delle politiche di coesione, per disposizione della Commissione europea vanno utilizzate dagli Stati membri e dalle Regioni in una logica di complementarietà e in continuità con la riprogrammazione del Por 2014/2020. La Regione, che deve impegnarsi in una verifica delle opere programmate e non realizzate sino ad oggi, commette un errore strategico nell’affrontare questi argomenti in maniera disorganica». (rrm)

La Cisl Calabria chiede confronto su utilizzo fruttuoso del Recovery Fund

La Cisl Calabria ha chiesto al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, un confronto sul Recovery Plan. Lo ha reso noto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel corso del Consiglio generale della Cisl calabrese, che si è svolto online.

Nel corso del suo intervento, la segretaria nazionale ha toccato molti temi legati alla ripartenza e alla necessità di un dialogo vero sull’utilizzo fruttuoso delle risorse provenienti dall’Ue, sottolineando che c’è bisogno di chiarezza e di responsabilità da parte di tutti, in un momento in cui in Italia si continuano ad avere 800 morti al giorno come nel picco della pandemia. Si assiste invece ad un continuo cambiamento di regole e di colori che non agevola la consapevolezza delle persone rispetto a quello che sta drammaticamente avvenendo.

Annamaria Furlan ha evidenziato come ci siano troppi ritardi nell’affrontare sia la fase pandemica sia i problemi dell’economia.

«In Calabria ad esempio, dove – ha detto – la Cisl sta facendo un lavoro straordinario di vicinanza alle persone, se non ci fosse stata l’azione decisa del sindacato confederale si sarebbe forse ancora in attesa della scelta del Commissario per la sanità. E a livello nazionale si registrano rinvii e ritardi in tutte le occasioni di confronto con il Governo. I sindacati sono stati convocati a manovra di bilancio chiusa, senza che ci fosse la previsione di interventi essenziali per il sostegno al Paese e con soli 9 miliardi per la sanità. Si è fatta una grande fatica per la proroga della cassa integrazione Covid e il blocco dei licenziamenti sino a fine marzo. Si rinviano riforma pensionistica e riforma fiscale e, di rinvio in rinvio, le persone soffrono sempre di più».

La Segretaria nazionale ha ricordato che i sindacati confederali hanno manifestato, in luglio a Roma e a settembre in tutte le regioni, per chiedere un confronto su una partita nella quale si decide il futuro di figli e nipoti, di più generazioni, in un Paese in cui il debito pubblico ha raggiunto i 160 miliardi. E se le voci generali degli ambiti di utilizzo dei fondi del Next Generation Eu sono condivisibili, il vero punto è su come gli obiettivi vengono perseguiti e realizzati. Ad esempio, quando per la sanità si prevedono 9 miliardi, mentre ne sono stati tagliati 38, si comprende la distanza dal mettere davvero al sicuro un Paese schiantato dalla pandemia, che ha subìto – non solo in Calabria – tagli nelle strutture, negli investimenti per il personale, nei posti letto.

«Perché allora – ha sottolineato Annamaria Furlan – rifiutare i fondi del Mes, che hanno l’unico vincolo di dover essere impiegati soltanto per la sanità e sono fruibili ad un interesse quasi a tasso zero?».

Nel frattempo, non si hanno assunzioni nella Pa e nella stessa sanità. La proroga di 30.000 precari altrimenti in scadenza, che lavorano in tempo di Covid e poi saranno mandati a casa, non riguarda assunzioni vere. Di queste, neanche una. E sulla scuola, la segretaria della Cisl ha evidenziato come si continuino a dire cose irrealistiche: è stata, purtroppo, chiusa in ottobre perché non c’erano sufficienti garanzie di sicurezza nei trasporti e nelle stesse scuole. Se, infatti, una classe è in quarantena e tutta la classe aspetta una settimana per i tamponi, questo dipende dal fatto che non c’è il personale per eseguirli. Il Governo aveva messo a disposizione delle Regioni 300 milioni per provvedere ai trasporti: le Regioni non ne hanno chiesto neanche un terzo.

Per la Segretaria generale della Cisl, le risorse europee devono essere utilizzate per l’apertura dei cantieri. Per creare lavoro. Così come devono essere impiegate nella riforma della Pa, se questo significa programmare e attuare un grande piano per la digitalizzazione, per la formazione di lavoratori e lavoratrici: quegli stessi lavoratori pubblici che in questi mesi sono stati posti obbligatoriamente in smart working dal datore di lavoro-Stato, senza formazione, con strumenti personali dei lavoratori stessi, senza diritto a disconnessione. Bisogna investire su scuola, università e ricerca, perché da 15 anni si taglia. L’anno scolastico si è aperto con oltre 60.000 cattedre vuote e, in base alle prospettive pensionistiche, l’inizio del prossimo ne vedrà vuote 90.000 cattedre. Come si può parlare di doppi turni se mancano gli insegnanti?

«La Cisl ha chiesto al Presidente del Consiglio un confronto sul Recovery plan – ha sottolineato ancora Annamaria Furlan – perché nel nostro Paese tanti lavoratori non possono contare sugli ammortizzatori sociali, su politiche che accompagnino un disoccupato verso un nuovo posto di lavoro e un lavoratore nel passaggio da un posto a un altro. Sulle politiche attive in questo campo, ha ricordato, non è stato fatto nulla, dopo un unico incontro con la ministra Nunzia Catalfo. Anche la transizione energetica, mentre tutti siamo consapevoli che la scelta green è irreversibile, non si può fare solo per decreto, senza un’azione forte di accompagnamento delle aziende nella transizione: la questione va affrontata con investimenti e un piano serio».

Bisogna, perciò, creare una condizione di forte sinergia per utilizzare bene il Recovery fund, in un Paese che ogni anno manda indietro enormi risorse provenienti dai fondi europei. «Speriamo che si apra un confronto vero», ha affermato la Segretaria generale della Cisl.

«Vi parteciperemo – ha aggiunto – con grande senso di responsabilità e con le nostre proposte. Sarà decisivo perché il 2021 sia l’anno in cui ricominciare a costruire e a sperare oppure un anno drammatico per giovani, anziani, lavoratori in difficoltà, famiglie pensionati. La Cisl continuerà ad essere riferimento di speranza per le persone, con il lavoro straordinario che si fa in Calabria e sugli altri territori. Solidarietà significa anche questo: essere sempre disponibili con i nostri servizi e le sedi e costituire un punto di riferimento anche durante i momenti più difficili».

Nella relazione con cui ha aperto l’incontro, il segretario generale di Cisl Calabria, Tonino Russo ha sottolineato che «nell’anno forse più duro dal secondo dopoguerra, in un Paese schiacciato fra pandemia ed emergenza economica, il sindacato confederale ha compiuto unitariamente sforzi importanti, dimostrando di essere un baluardo contro la deriva: dal blocco dei licenziamenti alle misure per far fronte alla crisi, dalla tutela della sicurezza dei lavoratori alle proposte per far ripartire il Paese. Un lavoro straordinario, molto apprezzato dalla base, per il quale va il ringraziamento alla Segretaria generale Annamaria Furlan, al Segretario generale aggiunto Luigi Sbarra, a tutta la Segreteria confederale».

Mentre vediamo affiorare fibrillazioni nella maggioranza di governo, ha proseguito Russo, «bene ha fatto la Segretaria generale Annamaria Furlan a richiamare il Governo al confronto sul Recovery plan. Non comprendiamo la scelta di pletore di consulenti e strutture parallele né ci convincono le scelte che emergono dalle prime bozze. C’è da colmare un gap di investimenti nel Mezzogiorno. Vediamo poca attenzione e risorse minime per la sanità. Per il Sud e la Calabria il Governo deve fare di più: dalle politiche per il lavoro all’alta velocità ferroviaria, quella vera; dal completamento della Ss 106 in tutto il suo tracciato ai tratti mancanti dell’A2; dalle infrastrutture materiali ed immateriali ad un fisco equo e giusto; dagli investimenti su scuola, ricerca e innovazione a quelli per la mitigazione del rischio idro-geologico, per una forestazione abbandonata che paga la scarsa attenzione e vive gravi difficoltà a causa del taglio dei trasferimenti del Governo».

«Le ragioni dello sciopero del 9 febbraio 2019 e della grande manifestazione di Reggio del 22 giugno 2019 sono ancora lì. Il Paese – ha evidenziato il segretario Russo – riparte se riparte il sud, se si mette al centro il lavoro. Le questioni portate in piazza nell’iniziativa regionale svoltasi a Cosenza il 18 settembre scorso meritano risposte concrete. Il governo apra il confronto con le parti sociali e con il sindacato. Per far ripartire il Paese. Per favorire, nella regione più povera dell’Ue secondo Unioncamere, l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani e donne che dalla Calabria fuggono».

Soffermandosi sulla questione sanità, Russo ha sottolineato che «in una Calabria colpita con forza dalla seconda ondata di contagi Covid, i sindacati confederali hanno denunciato storture, inefficienze, omissioni e ritenuto necessario compiere scelte forti, assumendo la responsabilità dell’esposto presentato al Procuratore Nicola Gratteri per chiedere di accertare responsabilità, omissioni ed inadempienze nella gestione dell’emergenza Covid.  Una scelta condivisa e sostenuta dalla Segretaria generale Annamaria Furlan.

«Al nuovo Commissario ex Prefetto Guido Longo, con cui domani, giovedì, avremo l’incontro richiesto dai tre segretari generali – ha sottolineato il Segretario regionale della Cisl – spetta un compito arduo, gravoso, da far tremare i polsi. Noi abbiamo offerto la nostra disponibilità al confronto, a lavorare insieme per ricostruire una sanità degna di questo nome. Fondamentale sarà proporre alla guida di Asp e Ao professionisti competenti. No alle solite logiche spartitorie. La politica, che ha prodotto il disastro, faccia un passo indietro».

«In una Calabria alle prese con tante emergenze irrisolte, dove c’è il rischio che il post Covid segni un punto di non ritorno – ha proseguito Russo – la Regione ha perso prematuramente il proprio Presidente, Jole Santelli. Si è interrotta anzitempo una legislatura segnata anche dall’arresto, nelle ultime settimane, del presidente del Consiglio regionale. In un tale contesto la Cisl è al lavoro per essere un argine alla deriva. Restano irrisolte le tante questioni legate al precariato, ai bacini creati da leggi varie, dietro le quali ci sono storie di diritti negati, di un precariato che serve ad alimentare consenso e che si vuole perpetuare».

«Con iniziative forti – ha aggiunto – manifestazioni, occupazioni, ricevendo avvisi di garanzia, abbiamo conquistato sul campo, sui binari e sulle autostrade, nel confronto con il Governo, grazie al sostegno della Confederazione, norme e risorse per la stabilizzazione dei lavoratori ex lsu-lpu. Dobbiamo essere pronti a raccogliere i frutti di questo lavoro in una situazione socio-economica alimenta in Calabria forme di illegalità, una ‘ndrangheta sempre più forte, pervasiva, pronta ad impossessarsi di pezzi interi di economia legale. Su tutto questo la Cisl tiene ben alzate le proprie antenne sul territorio ed è chiamata non solo a vigilare sui luoghi di lavoro, ma a stare vicino, con i suoi servizi di prossimità, a persone e famiglie per aiutarle a superare molte difficoltà quotidiane, utilizzando gli strumenti che le norme previdenziali e di sostegno prevedono e costruendo un grande patto sociale per un progetto di rinascita del Paese, della Calabria e dei suoi territori».

«Lunedì – ha sottolineato con vigore il segretario regionale della Cisl andando verso la conclusione della relazione – è andato in scena, su quello che dovrebbe essere servizio pubblico, un attacco strumentale e gratuito alla Cisl, ad Annamaria Furlan e a Gigi Sbarra, a noi tutti, ai 4 milioni di iscritti e militanti. Noi conosciamo la verità e sosteniamo il percorso guidato da Annamaria Furlan, un percorso che ha reso la Cisl più forte, più trasparente.  Una casa di vetro.  Pubblichiamo tutto sui nostri siti, bilanci, retribuzioni, tesseramento. Dal 2015, appena Annamaria Furlan si è insediata.  Chi altri lo fa? La Cisl è stata fondata da un ligure, genovese, Giulio Pastore. E da una ligure, genovese, Annamaria Furlan, da chi ha scacciato i mercanti dal tempio, gli stessi che lanciano accuse gratuite, la Cisl è stata rifondata. Siamo fieri ed orgogliosi di questo impegno, di questa Cisl. Siamo al vostro fianco, sempre, con convinzione e determinazione».

«La Cisl calabrese sta facendo un grande lavoro di squadra sul territorio anche attraverso i suoi servizi, e per questo – ha concluso Tonino Russo –  va il mio ringraziamento a tutto il Consiglio, alla Segreteria regionale, al Coordinamento Donne per le importanti iniziative che porta avanti».

Il dibattito ha ripreso i temi della relazione del segretario regionale condividendone in tutto i contenuti ed evidenziando il fatto che l’impegno della Cisl in Calabria mette quotidianamente al centro, con scelte concrete, la persona e la sua dignità. Fortemente sottolineata in tutti gli interventi è stata la vicinanza e il sostegno al lavoro della segreteria nazionale, con in primo piano la segretaria generale Annamaria Furlan e il Segretario generale aggiunto Luigi Sbarra. (rrm)

L’impegno della Cisl in Calabria, Furlan: lavoro indispensabile per dignità persona e per essere popolo

Fratelli tutti. L’impegno della Cisl per la Calabria: come aprire nuove strade? è stato il titolo dell’evento, svoltosi online, organizzato dalla Cisl.

Un confronto a più voci, che si è concluso con le dichiarazioni di Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl che ha ribadito che «è indispensabile il lavoro, dice il Papa, per la dignità della persona e per essere popolo. E il Papa parla di pace sociale, dei soggetti del lavoro e dei mediatori sociali come di artigiani di un patto sociale».

Annamaria Furlan ha sottolineato come il messaggio della fratellanza nell’enciclica sia chiaro e diretto, interroghi e dia indirizzi precisi per ognuno rispetto al proprio ruolo, sul piano collettivo e individuale. Il Papa, per la segretaria generale della Cisl, indica a tutti l’universalità della fratellanza che va anche oltre la solidarietà, perché ci pone davanti a un mondo globalizzato dove la differenza è la ricchezza, non un limite. Non c’è pace senza giustizia sociale e non sempre insieme alla democrazia si riesce a garantire giustizia sociale. Perciò è indispensabile il lavoro, per la dignità della persona e per essere popolo.

E bisogna interrogarsi su come si riesce ogni giorno, momento dopo momento e passo dopo passo, a concretizzare un dialogo tra sindacati, associazioni datoriali e istituzioni per restituire dignità alla persona attraverso il lavoro e non il sussidio. Oggi chi opera nella politica e nel sociale ha la responsabilità di creare condizioni migliori per le nuove generazioni, non mettendo più le persone in condizione di scegliere tra lavoro a salute, ma gestendo la transizione che stiamo vivendo operando per il rispetto dell’ambiente e della salute non come alternativo al lavoro, ma al contrario per renderlo concreto.

Riguardo al dibattito aperto nel Paese nel Paese sulle zone rosse, la segretaria generale si è detta stupita, visti i dati, che la Calabria sia stata inserita tra le zone rosse. Aggiungendo che bisogna interrogarsi su quanto abbia inciso nella decisione la realtà del sistema sanitario in Calabria. E su quanto incida il dibattito sull’utilizzo del Mes. Perché c’è stato nel Paese un taglio alla sanità di 38 miliardi, con pesanti ricadute sulle strutture e sul personale. I fondi Mes corrispondono a quanto è stato sottratto alla Sanità: bisogna perciò far prevalere la logica del bene comune e delle priorità nelle scelte collettive e individuali, stringersi intorno a un Paese che sta attraversando un momento drammatico.

Riconoscendo l’importanza del dialogo con gli imprenditori e del loro ruolo sociale, nonché il passaggio decisivo del Patto della fabbrica del 2018, la segretaria generale della Cisl ha evidenziato come sia fondamentale il tema del rinnovo dei contratti e la necessità di operare tutti in questa direzione, per i lavoratori pubblici e privati. Per creare coesione sociale, ha sottolineato, bisogna uscire dalla logica dello scarto e attuare una politica di contrattazione in cui il diritto al lavoro non sia cosa diversa dal diritto alla salute e alla formazione e all’istruzione. Ha concluso con l’augurio che questo momento così terribile possa diventare un monito forte per cambiare priorità, paradigmi, comportamenti, modelli economici e sociali e realizzare il vero diritto al lavoro e alla dignità.

 

Il seminario è stato coordinato dal giornalista Enzo Romeo, vaticanista del TG2 Rai. L’incontro, ha detto in apertura, si sarebbe dovuto tenere in presenza, a Lamezia, ma le direttive per il contenimento del contagio da Covid-19 hanno imposto la scelta della modalità live streaming. Soffermandosi brevemente sull’enciclica Fratelli tutti, la terza di Papa Francesco, prima di dare la parola ai partecipanti al colloquio, Romeo ha evidenziato tra l’altro che si tratta di un’enciclica sociale e che la Calabria vanta una grande tradizione nel cattolicesimo sociale ricordando i nomi di don Carlo De Cardona e don Luigi Nicoletti.

«L’enciclica Fratelli tutti – ha detto Tonino Russo, segretario Generale di Cisl Calabria introducendo il tema – ci parla di quella “prossimità” su cui molto insiste la segretaria generale Annamaria Furlan e che deve caratterizzare l’agire di una forza sociale come il nostro sindacato; una comunità che opera avendo a cuore non solo il vicino, ma anche il lontano, l’estraneo. E il tema dell’amicizia sociale è fonte di ispirazione per qualificare lo stile e l’azione della Cisl, sulla base di tre parole: dignità, dialogo, incontro».

«Nel nostro territorio – ha aggiunto – bisogna realizzare la prossimità essendo lievito, avviando dispositivi di sussidiarietà nella dimensione locale, dal basso. Siamo infatti in una regione in cui bisogna stare vicini alle persone, sostenere quel welfare di prossimità che costituisce una rete sociale spontanea, ma non inesauribile e, soprattutto in questo momento, quasi allo stremo. Il rapporto 2020 della Caritas italiana sulla povertà ci propone lo scenario economico e sociale che scaturisce dalla crisi dovuta al Covid-19 e ci parla del profilarsi di “una grave recessione economica” e di nuove forme di povertà come dopo la crisi del 2008».

Si tratta, per il segretario generale di Cisl Calabria, di «una crisi che in Calabria si abbatte su una situazione già di per sé molto delicata. Come scrive il Papa, il grande tema è il lavoro. I fondi che l’Unione Europea ha finalizzato alla ripartenza devono essere utilizzati al Sud per creare sviluppo e lavoro e devono essere considerati aggiuntivi, non sostitutivi di quelli già previsti nel Piano per il Sud 2030».

«Perciò – ha proseguito Russo – bisogna sostenere le imprese, incoraggiando gli investimenti nel Sud, portando la fiscalità di vantaggio dal 30% al 100% della decontribuzione per dieci anni alle aziende che si impegnano ad assumere e a non licenziare. Bisogna favorire l’ingresso dei giovani e delle donne nel mondo del lavoro; mettere in sicurezza il territorio ed elaborare un modello di sviluppo che tenga insieme crescita e tutela dell’ambiente; investire sull’istruzione e la formazione, sulle infrastrutture materiali (stradali, ferroviarie, portuali) e su quelle immateriali, sulla banda larga. Bisogna sostenere e rilanciare la filiera agroalimentare che è un’eccellenza della Calabria, mentre il Governo taglia 40 milioni di euro sulla forestazione».

«Nel pieno della pandemia – ha detto ancora Russo – siamo ancora costretti ad urlare che urgono la riorganizzazione della medicina territoriale, il riordino della rete ospedaliera, attrezzature tecnologiche, assunzioni di personale sanitario, unità e posti di terapia intensiva, con un piano che utilizzi subito i fondi del Mes».

«Bisogna creare lavoro – ha proseguito Russo – perché dalla Calabria si fugge. I giovani, e non solo i giovani, vanno via per non ritornare più. È il momento di costruire insieme per unire il Paese e non per allargare la forbice tra Nord e Sud anche con progetti di autonomia che produrrebbero lacerazioni nella nostra Repubblica che la Costituzione, all’articolo 5, definisce “una e indivisibile”. È il momento di lavorare a un grande patto sociale per condividere un progetto di rinascita».

A quello di Russo hanno fatto seguito gli interventi di Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura e alle Politiche Sociali della Regione Calabria; Klaus Algieri, presidente di UnionCamere Calabria; Natale Mazzuca, vicepresidente della Confindustria nazionale; Francesca Puglisi, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tutti hanno sottolineato il valore dell’iniziativa e della riflessione sull’enciclica, apprezzando, soprattutto in questo momento, l’importanza del dialogo tra istituzioni e parti sociali.

In particolare, l’Assessore Gallo ha evidenziato come in Calabria, se un’agricoltura moderna e al passo con i tempi assurgerà finalmente ad un ruolo strategico, si possa lavorare per la salvaguardia dell’ambiente, creare opportunità di lavoro per i giovani, con il biologico come elemento principale, e la Calabria stessa diventare guida per nuovi processi di sviluppo. Ha, poi, sottolineato, senza intenzione di creare polemiche, ma per chiedere un confronto, come per lui dichiarare la Calabria “zona rossa” sia un’ingiustizia e come il Decreto sulla sanità penalizzi la regione.

Klaus Algieri ha evidenziato che la Calabria non ha bisogno di populismi, ma di scuole di pensiero per riuscire a fare rete fra enti, corpi intermedi e istituzioni. Si deve avere un pensiero di riferimento. Se non si ha una visione, non si riesce ad utilizzare risorse economiche e a progettare il futuro. E questo è un compito al quale tutti sono chiamati.

Natale Mazzuca ha sottolineato, invece, come l’enciclica contenga un messaggio di grande prospettiva che invita a non girarsi dall’altra parte di fronte ai problemi e alle politiche nuove di cui c’è bisogno. L’attività imprenditoriale, ha detto, deve essere orientata alla creazione di opportunità di lavoro e al superamento della povertà. Ha, quindi, richiamato il valore del Patto della fabbrica sottoscritto da Confindustria insieme ai sindacati per dare al Paese una crescita sostenibile, un mercato del lavoro più dinamico ed equilibrato, un nuovo modello di relazioni sindacali che sostenga competitività e politiche di sviluppo del Mezzogiorno.

Occorre semplificare il Paese, ha sottolineato con forza Mazzuca, perché questa realtà complessa va affrontata con determinazione per recuperare la fiducia dei cittadini e delle imprese. L’Italia riparte se riparte il Mezzogiorno. Bisogna perciò creare condizioni di sviluppo e coinvolgere i soggetti sociali nelle scelte. La Calabria può diventare un grande hub logistico manifatturiero per il Mediterraneo e la Zes essere un laboratorio di crescita e di sviluppo.

Francesca Puglisi, sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha evidenziato il messaggio di altissimo valore politico della Fratelli tutti. Un Paese così duramente provato dalla pandemia, ha detto tra l’altro, ha davvero bisogno di un di più di coesione e condivisione nelle scelte del Governo come richiesto dalla CISL, dagli altri sindacati e parti sociali. I temi posti nell’enciclica devono spingere a lavorare insieme. La Sottosegretaria ha poi evidenziato come le scelte del Governo tendano a colmare i divari che attraversano il Paese dal punto di vista infrastrutturale, nel sostegno alle aziende che investono al Sud, nella formazione e nella crescita delle competenze, per un salto in avanti che garantisca a tutti una crescita sostenibile e inclusiva.

«Occorre – ha aggiunto – un grande investimento per una svolta sulle politiche attive, una collaborazione tra pubblico e privato per accompagnare uomini e donne che hanno perso il lavoro verso una riqualificazione e una ricollocazione nel mondo del lavoro proprio perché nessuno deve essere lasciato solo come continuamente ci ricorda Papa Francesco».

«Se la Calabria è stata dichiarata zona rossa – ha concluso – è per la mancata capacità di risposta del sistema sanitario regionale nell’affrontare l’escalation della pandemia, con il problema ulteriore che in Calabria il tracciamento del contagio è molto più lento». (rrm)

CALABRIA, LA FISCALITÀ DI VANTAGGIO
RILANCIA INVESTIMENTI E OCCUPAZIONE

Le risorse che arrivano dall’Europa, dopo la pandemia, possono servire a sostenere misure straordinarie per tutto il Mezzogiorno e la Calabria. Per esempio, come propone il ministro per il Sud Peppe Provenzano, a mettere in pratica una cosiddetta fiscalità di vantaggio per il Sud, finalizzata al lavoro, con un – dice il ministro – «abbattimento del 30% dei contributi previdenziali a carico delle imprese e un incentivo specifico per le donne, perché la questione meridionale è femminile». Per creare lavoro la priorità – afferma Provenzano –è il rilancio degli investimenti pubblici e privati. La via è il Piano Sud 2030 che oggi è parte del Piano Nazionale di Riforme, ma la situazione è straordinaria e non possiamo rassegnarci al rischio di una ripresa senza occupazione, per questo servono misure straordinarie».

In una intervista al Corriere della Sera il ministro Provenzano aveva espresso la sua preoccupazione per la situazione economica del Mezzogiorno. «La crisi è senza precedenti – ha dichiarato a Federico Fubini  del Corriere –, l’impatto economico è maggiore al Nord ma quello sociale è peggiore al Sud: la Svimez stima 380 mila posti di lavoro in meno. Rischiamo una voragine occupazionale e poi una ripresa senza creazione di posti». Il giornalista ha fatto presente che una misura del genere costa cinque miliardi l’anno: come si finanzia? «Sulle coperture – ha replicato Provenzano – si può discutere, vanno valutati anche gli effetti fiscali positivi. Per il 2020 si potrebbe coprire con le risorse europee del fondo di React EU destinate alla coesione».

Fubini ha fatto notare che Carlo Bonomi di Confindustria propone di legare i salari alla produttività in azienda, senza scaricare i costi del lavoro sul bilancio pubblico:
«Bisogna guardare alla produttività di tutti i fattori, e per questo il rilancio degli investimenti pubblici e privati è fondamentale. Quel che serve anche alle imprese è recuperare un clima di fiducia, che si fonda anche nell’investire sulle infrastrutture. Incluse quelle sociali, come un ospedale o una scuola, priorità del Piano Sud».

Il progetto di Provenzano – che conta di portarlo a compimento entro agosto, ha trovato largo consenso tra i sindacati. Per il segretario generale di Cisl CalabriaTonino Russo, le proposte su cui sta lavorando il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Peppe Provenzano, vanno nella giusta direzione: «non un generico taglio delle tasse», ma «una riduzione del costo del lavoro al Sud con un taglio del 30% dei contributi previdenziali a carico delle imprese” perché “la priorità resta il rilancio degli investimenti pubblici e privati».

«La proposta – ha dichiarato il segretario Russo – va nella direzione che la Cisl da tempo auspica: non servono, infatti, forme di assistenzialismo vecchie e nuove che non risolvono i problemi, ma anzi li aggravano. Garantire più incentivi e più agevolazioni fiscali alle imprese che si impegneranno a non licenziare, a quelle che investiranno nel Mezzogiorno e che creeranno nuova occupazione, è una risposta all’altezza di una crisi che rischia di deflagrare come una vera e propria bomba sociale».

«Lanciamo un appello al Governo – ha sottolineato il segretario generale della Cisl calabrese – perché si consideri il Mezzogiorno come grande priorità per tutto il Paese e perché sugli investimenti programmati e da programmare il Governo ascolti i territori, a partire dalle scelte sull’alta velocità che, a parità di investimenti, chiediamo siano riconsiderate nella direzione dell’Alta Velocità Larg, di ultima generazione».

«Così come chiediamo alla Regione – ha proseguito Russo – che il tavolo del partenariato per la programmazione 2021-2027 della spesa dei fondi comunitari insediato nei giorni scorsi sia davvero occasione di ascolto, confronto e condivisione al fine di individuare le priorità per la Calabria. È il momento, infatti, di programmare perché le risorse europee – quelle ordinarie, quelle provenienti del Recovery fund e, lo ribadiamo, anche dal Mes per rimettere in ordine la Sanità calabrese – siano valorizzate al meglio puntando su innovazione, reti digitali, istruzione e formazione, infrastrutture, mobilità sostenibile e alta velocità, tutela dell’ambiente, messa in sicurezza del territorio e difesa del suolo, tutela del mare e depurazione (abbiamo proposto un “Cis mare pulito”), efficienza della pubblica amministrazione, nuova politica industriale, agroalimentare, rilancio dell’artigianato, del turismo e delle politiche sociali, individuando le forme più efficaci per contrastare le infiltrazioni della criminalità».

«Questi temi e, in generale, il piano di sostegno e di rilancio dell’economia – ha concluso Tonino Russo – saranno venerdì 7 agosto, a Lamezia, al centro dei lavori del Comitato esecutivo di Cisl Calabria, al quale parteciperà il Segretario generale aggiunto della Cisl, Gigi Sbarra, per una riflessione comune che sarà senza dubbio di grande interesse». (rrm)