Esclusione Cis, i consiglieri liste civiche RC: Governo e Regione diano spiegazione

I gruppi comunali delle Liste Civiche di Reggio Calabria, hanno ribadito la necessità di fare chiarezza sui criteri che hanno determinato l’esclusione del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria dai progetti del Contratto Istituzionale di Sviluppo.

«Una circostanza che ci rammarica e ci indigna, soprattutto perché mortifica le istanze di un intero territorio, ma che purtroppo non ci sorprende», hanno detto i consiglieri, ricordando che «in tempi non sospetti, infatti, il sindaco Giuseppe Falcomatà aveva messo in guardia sui pericoli insiti nell’impostazione di un bando che tendeva a penalizzare il nostro territorio favorendone altri. Per questo il taglio netto sui 16 progetti della Città Metropolitana e sugli 11 progetti del Comune, risuona sì come una beffa, ma non di certo come una sorpresa. L’accorato appello del sindaco, all’epoca, suscitò una piccata reazione da parte della sottosegretaria Dalila Nesci che provò, sbugiardata dai fatti odierni, a rasserenare e tranquillizzare i cittadini reggini circa la possibilità di vedere finanziati i progetti che sarebbero stati presentati».

«La credibilità di un politico – hanno aggiunto i consiglieri – si misura dalla serietà con la quale affronta le situazioni e dalle risposte che fornisce ai territori. Oggi, Reggio Calabria e l’intera area metropolitana hanno avuto la peggiore risposta possibile dal peggior bando mai concepito».

«Non è ammissibile – hanno avvertito ancora i consiglieri – rimanere inermi di fronte ad una penalizzazione così pesante ed ingiusta che deve sollevare l’indignazione dei cittadini e far riflettere quanti, fino ad oggi, si sono fidati di chi va sbandierando, soltanto a parole, l’amore viscerale per il nostro territorio».

«Deputati, senatori e consiglieri regionali – hanno proseguito i gruppi civici – hanno il dovere di opporsi in maniera chiara ed aperta a questo scempio, evitando il tradimento nei confronti della comunità che li ha eletti. Se cosi non fosse anche loro sarebbero corresponsabili di un disegno che di fatto sacrifica sull’altare dell’opportunismo politico e del tatticismo elettorale i bisogni, le idee, i sacrifici e le speranze di un territorio che, nei Cis, vedeva una concreta occasione di rilancio economico, sociale e culturale e che adesso, se non dovesse verificarsi l’auspicato cambio di rotta da parte del Ministero, dovrà individuare altre fonti di finanziamento per dare seguito ai progetti presentati».

«Ovviamente – hanno concluso i consiglieri dei gruppi civici – sostenendo anche noi le battaglie dei sindaci facenti funzioni Brunetti e Versace, chiediamo che sia data al più presto risposta all’accesso agli atti predisposto dalla Città Metropolitana, anche ai fini di un eventuale ricorso, così da provare a comprendere come sia stato possibile che progetti del tutto discutibili presentati da altri territori possano aver avuto una valenza culturale ed una maggiore considerazione artistica rispetto, giusto per fare qualche esempio, alla riqualificazione del Palazzo della Cultura Pasquino Crupi, alla riqualificazione del quartiere Candeloro, al completamento del Lungomare di Gallico e del Campo scuola Coni, alla creazione dell’innovation hub sul bergamotto, alla riqualificazione del Monastero della Visitazione, della Villa del “Naniglio” a Gioiosa Jonica, del Palazzo Ducale di Bagnara o dell’Oasi del Pantano di Saline». (rrc)

L’OPINIONE / Paolo Brunetti: Esclusione da Cis inspiegabile, Reggio unico capoluogo estromesso”

di PAOLO BRUNETTI – Del tutto inspiegabile al decisione del Ministero, annunciata nei giorni scorsi dalla Sottosegretaria Nesci, di escludere i progetti del Comune di Reggio Calabria, al pari di quelli della Città Metropolitana, dai Contratti Istituzionali di Sviluppo.

Ciò che è accaduto è gravissimo. Reggio è l’unico capoluogo di provincia a non rientrare tra i progetti finanziati, a differenza degli altri Comuni principali della nostra Regione che invece hanno ricevuto finanziamenti per una media complessiva di quasi 10 milioni ciascuno.

Le comunicazioni della Sottosegretaria Nesci ci lasciano basiti, come può il Ministero per il Sud e per la Coesione territoriale estromettere completamente una città importante e strategica nello scacchiere dello sviluppo del Mezzogiorno, come appunto Reggio Calabria, da una linea di finanziamento che prevede centinaia di milioni di euro di investimenti.

Il sindaco Falcomatà a suo tempo aveva sollevato il rischio di un possibile errato indirizzo politico rispetto alla gestione dei finanziamenti, che potevano penalizzare i Comuni che sono già destinatari di altre misure. Ma se Reggio Calabria è Città Metropolitana, se è una tra le città più importanti al sud, sia per ciò che riguarda il livello di popolazione che di capacità produttiva, i finanziamenti extracomunali di cui dispone devono essere considerati un valore aggiunto e non misure sostitutive delle risorse ordinarie.

Per questo, non condividiamo in alcun modo la logica proposta dal Ministero che penalizza fortemente il nostro territorio. Basti pensare che nel caso del comune capoluogo di Cosenza il Ministero ha attivato un Cis specifico da 90 milioni di euro per la riqualificazione dell’area del centro storico. Ci chiediamo dunque da dove nasce la disparità di trattamento? In Calabria esistono città politicamente amiche e nemiche? Certo è che a pensare male forse si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Da parte nostra sosteniamo quindi la battaglia già avviata dalla Città Metropolitana e chiederemo alla Regione e al Ministero ulteriori delucidazioni in merito ai criteri che sono stati utilizzati per la selezione dei finanziamenti. Ciò che è certo è che il Comune di Reggio Calabria non rinuncerà in alcun modo ai progetti presentati. Rilanceremo a prescindere su tutte le altre linee di finanziamento affinché tutti i progetti presentati siano comunque finanziati e realizzati. (rrc)

Cis, Morabito (PD): Regione e Governo spieghino l’esclusione di Reggio

Il segretario provinciale del Partito Democratico di Reggio Calabria, Antonio Morabito, ha chiesto che Ministero e Regione Calabria dovrebbero spiegare i «criteri utilizzati per selezionare i progetti, illustrando i motivi che hanno determinato la secca esclusione di un totale di 27 progetti, 16 per la Città Metropolitana ed 11 per il Comune di Reggio Calabria, che avrebbero costituito una spinta davvero importante per lo sviluppo del nostro territorio».

«In questi anni – ha spiegato – le amministrazioni della Città Metropolitana e del Comune hanno dimostrato una grande capacità in termini progettuali. L’esclusione in blocco di tutti i progetti presentati da questo punto di vista costituisce quindi un fatto del tutto anomalo, che peraltro evidenzia un netto sbilanciamento territoriale degli investimenti programmati dai Cis, penalizzando fortemente il territorio dell’area metropolitana di Reggio Calabria. Sarebbe davvero grave se, come hanno giustamente denunciato i due sindaci facenti funzioni, della Città Metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, per l’individuazione dei progetti da selezionare si fosse seguito un criterio di indirizzo politico piuttosto che una parametrazione tecnica di merito rispetto alla valenza strategica delle idee progettuali presentate».
«Il chiarimento del presidente Occhiuto, diffuso sulla stampa nelle ultime ore d’altronde – ha proseguito – non ha fugato i dubbi circa il ruolo della Regione in merito alla fase di preistruttoria gestita da Catanzaro. Il presidente afferma infatti che la Regione ha ricevuto complessivamente 1180 progetti e di averne ammessi e trasmessi all’Agenzia per la Coesione solo 884. Mancano quindi all’appello quasi 200 progetti, non è dato sapere quali, nè è stato chiarito il motivo dell’esclusione a monte operata dalla Regione. Per ciò che riguarda il ruolo del Ministero, chiediamo alla Sottosegretaria Dieni di chiarire le motivazioni che stanno alla base della graduatoria che ha fortemente penalizzato il nostro territorio».
«Già diversi mesi fa – ha detto ancora – ci eravamo messi in allarme allorquando il sindaco di Reggio Calabria aveva denunciato pubblicamente il rischio che il Ministero penalizzasse il nostro territorio a vantaggio di altri. Non ci interessa quanti e quali progetti si sia deciso di finanziare in altre province, non siamo tecnici per valutare l’efficacia e la congruità dei progetti ammessi. Ciò che è preoccupante però è che il rischio anticipato da Falcomatà purtroppo si è puntualmente verificato, al di là delle rassicurazioni a suo tempo fornite del Ministero. E che le risultanze delle attuali graduatorie penalizzano fortemente ed in maniera del tutto ingiustificata il nostro territorio».
«Pieno sostegno, dunque – ha concluso – alle istanze sollevate dai sindaci facenti funzione. Ministero, Regione e Agenzia della Coesione sembrano aver preso una pesante cantonata. Ora spieghino ai cittadini cosa è accaduto e soprattutto corrano ai ripari ammettendo al più presto i progetti reggini». (rrc)

Esclusione progetti Cis, Metrocity RC ha inoltrato istanza di accesso agli atti

La Città Metropolitana di Reggio Calabria ha inoltrato un’istanza di accesso agli atti in merito alle procedure di selezione dei progetti considerati ad alta priorità, nell’ambito del programma di investimenti denominato Contratti Istituzionali di Sviluppo.

L’istanza, indirizzata al Direttore Generale dell’Agenzia della Coesione e al Dirigente Generale del Dipartimento programmazione della Regione Calabria, chiede di «ottenere tutta la documentazione utile all’istruttoria dei progetti ammessi e nello specifico – si legge nella stessa istanza – note ed elenco dei progetti trasmessi dalla Regione Calabria all’Agenzia della Coesione, verbali di pre-istruttoria del Dipartimento Programmazione della Regione Calabria sui progetti ricevuti, verbali di valutazione dell’Agenzia per la Coesione Territoriale delle proposte trasmesse dalla Regione Calabria, atto di ammissione a finanziamento dei progetti, nonché di ogni ulteriore atto utile a verificare la correttezza amministrativa delle valutazioni compiute».
«Siamo stati immediatamente conseguenti – ha spiegato il sindaco facente funzioni Carmelo Versace – rispetto a quanto annunciato abbiamo provveduto ad inoltrare regolare istanza di accesso agli atti perché riteniamo sia utile ed opportuno vederci chiaro rispetto ai criteri utilizzati per la selezione dei progetti. Come ho avuto modo di ribadire anche ieri noi riteniamo che i progetti presentati dalla Città Metropolitana fossero ampiamente meritevoli di valutazione da parte dell’Agenzia e della Regione Calabria che ha effettuato la preistruttoria».
«Cosi come siamo convinti  – ha concluso – che il territorio della Città Metropolitana sia stato fortemente penalizzato, soprattutto se guardiamo all’importanza dello stesso ed in proporzione alla popolazione residente. Credo sia utile, ai fini della massima trasparenza, che tutti i calabresi sappiano quali sono i motivi che hanno determinato l’esclusione dei nostri progetti determinando in questo modo il venir meno di una serie di importanti investimenti sull’intero territorio metropolitano». (rrc)

Versace: Atto gravissimo esclusione di Metrocity RC dai Cis

Il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, ha definito l’esclusione della Metrocity dai Cis «un atto gravissimo ed incomprensibile», chiedendo spiegazioni a Ministero e Regione.

I Cis Calabria, infatti, « «distribuiscono 227 milioni di euro ad ogni capoluogo di provincia regionale fuorché alla Città Metropolitana ed Comune di Reggio Calabria», ha spiegato Versace, evidenziando come la decisione «umilia e mortifica l’intero territorio».

«A suo tempo – ha aggiunto Versace – il sindaco Giuseppe Falcomatà fu facile profeta nel criticare i criteri di classificazione dei progetti e a nulla, a questo punto, sono servite le successive rassicurazioni della sottosegretaria Dalila Nesci. Oggi, con zero progetti finanziati sui 16 proposti, il dicastero della ministra Mara Carfagna, l’Agenzia per la Coesione e la Regione Calabria presentano un piatto indigesto che ha tanto il sapore politico e nessun retrogusto istituzionale».

«I Cis – ha continuato l’inquilino di Palazzo Alvaro – sarebbero dovuti servire a promuovere percorsi di bellezza e cultura. Ecco, non sono stati ritenuti degni di considerazione progetti come la riqualificazione di “Palazzo Ducale Ruffo” a Bagnara Calabra, la valorizzazione del Parco Archeologico della Villa Romana del “Naniglio” a Gioiosa Jonica, l’ammodernamento del Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria o del Parco naturalistico dell’Oasi del Pantano di Saline Joniche, la riqualificazione del sistema dei “Caselli Forestali” nelle aree montane dell’Aspromonte per la realizzazione di una Rete dei Rifugi Aspromontani, la realizzazione di una serie di percorsi ed itinerari di trekking urbano nella cintura aspromontana, la creazione di un “Innovation Hub” dedicato al bergamotto o il progetto per la nascita del Giardino degli artisti a Cittanova. Si è preferito, piuttosto, puntare sul recupero di una piscina o sulla realizzazione di dehors in plastica in altri Comuni di specifici colori politici».

«Qualcuno – ha proseguito il sindaco facente funzioni – forse non si sbagliava nel dire che è iniziata la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche. Io aggiungo che, se lo si è fatto, si è scelto il modo peggiore. Perché non si è consumato un torto per l’ente “Città Metropolitana”, ma per tutti i 97 Comuni che la compongono. Si è deliberatamente scelto di mortificare intere comunità, cittadini e territori che aspettavano con ansia questi fondi per sperare in un rilancio concreto, si è offeso il lavoro di sindaci, amministratori, dirigenti e funzionari che, giorno e notte, non si sono risparmiati per realizzare i migliori progetti possibili, capaci, come in altre occasioni, di valorizzare l’intero territorio metropolitano».

«Non esiste – ha specificato ancora Versace – alcuna graduatoria sui progetti, ma si sono valutati quelli che dovevano essere finanziati. Una scelta discrezionale che penalizza, oltre ogni misura, un comprensorio di oltre 500 mila abitanti. Per questo motivo, i nostri uffici stanno già predisponendo le attività necessarie per chiedere un accesso agli atti per valutare la possibilità di procedere con un ricorso. Intanto, nelle prossime ore, proverò ad interloquire direttamente con la ministra Carfagna perché credo esistano, ancora, gli spazi per poter recuperare. Di certo, c’è che i senatori, l’intera deputazione calabrese ed i Consiglieri regionali di ogni partito hanno dimenticato il territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria». 

Per il consigliere metropolitano delegato ai Lavori pubblici, Domenico Mantegna, intervenuto a margine della conferenza stampa a fianco al sindaco facente funzioni, si tratta di «una vicenda scandalosa». «Nel mio ruolo – ha spiegato – ho seguito ogni fase per la presentazione dei progetti e, anche ieri mattina, sono stato a Tropea per assistere di persona alla firma dei Cis. Lì, ho abbandonato i lavori per protesta. Adesso, sanno di beffa gli incontri avuti, negli ultimi mesi, con la sottosegretaria Dalila Nesci, non ultimo quello in Prefettura durante il quale si è premurata di spiegare i criteri del bando raccomandando una strategia di inclusione e aggregazione dei Comuni. Tutte prescrizioni che abbiamo seguito alla lettera, ma oggi vediamo finanziate quasi esclusivamente schede di singoli Enti locali. Di quale aggregazione parlava la Nesci?».

«Infine – ha concluso Mantegna – mi ha profondamente rammaricato l’esclusione del progetto relativo a Pietra Cappa, il più grande monolite d’Europa patrimonio Unesco, a favore della riqualificazione di alcune case popolari. Mi domando: dov’è che si “svela la bellezza”, per come voleva il bando, con simili operazioni? Come Assemblea dei sindaci della Locride, al pari della Città Metropolitana, chiederemo un accesso agli atti per provare a comprendere ciò appare davvero incomprensibile». (rrc)

Versace (Metrocity RC): La Pedemontana va protetta, non demolita

«La Pedemontana, anche se diversa da quella progettata 40 anni fa, va protetta e non demolita. Abbatterla, di certo, non risolverebbe il problema di collegamento fra i borghi interni». È quanto ha dichiarato il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, chiudendo i lavori del convegno Infrastrutture per la mobilità: Pedemontana, occasione di riscatto dei borghi interni.

Al dibattito, moderato da Enzo Mileto e organizzato dal Coordinamento delle associazioni culturali “Progetto Città della Piana”, hanno preso parte anche gli organizzatori Aldo Polistena e Armando Faci, Bruno Barillaro, sindaco di Oppido Mamertina, Aurelio Misiti, ex sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti, Mariano Mazzullo dell’associazione “Ci siamo rotti”, Giuseppe Zampogna, sindaco di Scido, consigliere metropolitano e presidente dell’Associazione dei sindaci della Piana, e Francesco Cosentino, primo cittadino di Cittanova e presidente del comitato direttivo dell’assemblea dei sindaci.

«Piuttosto – ha aggiunto Versace – va corretto il tiro, provando a fare uno studio di fattibilità da inserire nel prossimo Piano strategico della Città Metropolitana per provare a darle, quanto meno, una prospettiva. E’ un’opera pensata e realizzata ai tempi in cui c’era l’ex Provincia e, sicuramente, avrebbe meritato maggiore attenzione da parte di chi, all’epoca, si candidava per garantire gli interessi di questo territorio. Ma rimuginare sul passato non serve, non è tempo di polemiche. L’obiettivo, invece, è quello di cercare di risolvere i problemi e dotare anche soltanto di una strada in più i circa 1.800 chilometri di arterie attualmente gestite dalla Città Metropolitana».

Carmelo Versace, nel corso del suo intervento, ha sottolineato come «siano ormai passati 40 anni a discutere di Pedemontana». «Se vogliamo cambiare il paese – ha affermato – dobbiamo pensare in grande. Non servono più le promesse di realizzare opere che servano, nel frattempo, soltanto ad aumentare il gap con le grandi città. La politica deve assumersi, una volta per tutte, le proprie responsabilità. Noi siamo in trincea e, secondo le linee d’indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà dettate sin da suo primo insediamento, siamo sempre al fianco dei cittadini mettendoci la faccia e facendoci carico dei problemi di ogni territorio. Ciò, però, come è evidente, non basta».

«La Città Metropolitana di Reggio Calabria è un ente di programmazione, unico in Italia – ha proseguito Versace – a non godere delle funzioni delegate dalla Regione. E non è un problema di colore politico. È una questione oggettiva. Dai 20 milioni di euro appannaggio dell’ex Provincia per la questione viabilità siamo passati a zero trasferimenti in bilancio per la Città Metropolitana. Ed è normale che non si possa rischiare la vita per una buca. Non abbiamo fonti dirette su cui attingere. Il fatto di fare ogni sforzo che è nelle nostre corde e nelle nostre possibilità è un atto dovuto e necessario. A volte non si riesce a farlo per mancanza materiale di risorse. Per questo motivo, ho chiesto al ministro dei Trasporti di prendersi in gestione dall’SP 1 alla SP 9 perché, solo attraverso ad un ritorno delle competenze ad Anas, potremmo contare su una manutenzione straordinaria e ordinaria delle nostre strade».

L’occasione è servita al sindaco metropolitano facente funzioni per affrontare altri nodi particolarmente importanti per l’area della Piana come, ad esempio, «la necessità di puntare sul retroporto di Gioia Tauro e sul riordino e rilancio dei presidi ospedalieri territoriali per garantire, almeno in quelli strutturalmente idonei e lontano da logiche campanilistiche, un primo soccorso adeguato alle esigenze del territorio prescindendo dalla costruzione dell’Ospedale unico di Palmi».

Quindi, Carmelo Versace ha dedicato ampio spazio alle iniziative che interessano direttamente il Comune e la comunità di Oppido Mamertina: «La Città Metropolitana, per quanto di sua competenza, ha pronto il progetto esecutivo, da 2 milioni di euro, per il lotto 2 della scuola. Faremo da intermediari con la Regione, insieme ai consiglieri metropolitani oltre qualsiasi schieramento, affinché si trovino tutte le risorse utili a completare il lotto numero 1».

Capitolo a parte riguarda il “Palloncino” di Oppido: «L’ex Provincia fece un investimento da 300 mila euro per un’opera di fatto rimasta incompleta. Non è ammissibile. Come Città Metropolitana abbiamo acquisito i terreni su cui sorge la struttura e con il Credito sportivo, con quale ci lega una fitta e proficua interlocuzione, intercetteremo le somme per rimetterla in sesto e consegnarla ai cittadini di Oppido e delle zone limitrofe».

«Infine – ha concluso l’inquilino di Palazzo Alvaro – attraverso una strategia che ha responsabilizzato ed unito i Comuni in una sorta di mutua assistenza, anche qui si attingerà ai fondi del Pnrr per un progetto di ammodernamento armonico e “green” che investirà il comprensorio di un finanziamento complessivo per 2,8 milioni di euro». (rrc)

Prr, la Metrocity RC investe su San Roberto: presentato il progetto “Tra cielo e mare”

È stato presentato il progetto Tra cielo e mare, l’idea che vede San Roberto fra i sei Comuni, con Cardeto capofila, inseriti nel più ampio programma Aspromonte in città, che racchiude le 28 proposte della Città Metropolitana di Reggio Calabria promosse dal Governo per un totale di 118 milioni di fondi del Pnrr.

Fra questi, ben 2 milioni saranno appannaggio proprio di Tra cielo e mare ed una parte, a loro volta, consentiranno a San Roberto, per circa 300 mila euro, di trasformare due ecomostri ne Le torri della biodiversità con annesso un centro di educazione ambientale e di aggressiva.

Così, insieme al sindaco sanrobertese Antonino Micari, a Rosario Previtera, manager esperto di transazione ecologica, a Maria Prigoliti dell’osservatorio regionale delle biodiversità, ai Sindaci della vallata delle associazioni culturali e ambientaliste, il sindaco metropolitano ff Carmelo Versace è entrato nel vivo di quello che, in fase embrionale, «sembrava un progetto talmente ambizioso che era difficile soltanto da immaginare».
«Ed invece – ha detto – grazie alla passione, alla preparazione e ad una partecipazione davvero encomiabile degli amministratori locali, comprendiamo bene come i sogni possano davvero diventare realtà».
Nel ricordare Nino Cosoleto, uno dei giovanissimi progettisti morto prematuramente, Carmelo Versace ha spiegato come «dietro a questa idea ci sia anche la voglia dei nostri ragazzi di realizzare qualcosa di grande nei luoghi dove risiedono le origini, le radici e l’identità di un popolo».  Versace ha poi sottolineato «la maturità e la lungimiranza dei Sindaci che, seduti intorno ad un tavolo, hanno ragionato secondo un principio di mutua assistenza nella logica che ogni realtà può trarre beneficio dalla crescita dei territori vicini».
«Un’unione dei Comuni – ha proseguito – sperimentata già sul campo. Come Città Metropolitana avremmo potuto decidere autonomamente dove e come fare gli investimenti del Pnrr. Abbiamo scelto, invece, di responsabilizzare gli enti locali ed i 97 Comuni, associati in manera omogenea in base ai propri progetti di sviluppo, hanno liberamente presentato quelle schede che ci hanno consentito di inanellare un successo importante davanti al Governo. Grazie a quello sforzo, oggi abbiamo un tesoretto da oltre 118 milioni da incanalare nelle diverse aree del comprensorio».
«Fondamentali – ha proseguito l’inquilino di Palazzo Alvaro – sono state le linee d’indirizzo programmate dal sindaco Falcomatà, la concertazione con i vari consiglieri metropolitani e l’istituzione, prima in Italia fra le Città Metropolitane, della cabina di regia sul Pnrr che ha aperto orizzonti nuovi ed un futuro preciso nella gestione e nella programmazione della moltitudine di risorse che arriveranno su input dell’Europa e del Governo italiano».
«Questa vallata – ha spiegato Versace – la voglio ringraziare in modo particolare perché, intanto, c’è stato l’immediato riconoscimento, da parte di ogni sindaco, di individuare Cardeto come Comune capofila senza perdere nemmeno un minuto a discuterne. Poi, perché si sono messi a lavorare, facendo rinunce l’uno per l’altro secondo una logica di inclusione encomiabile indispensabile per riuscire a presentare il miglior progetto possibile. È merito dei sindaci di Cardeto, Calanna, Fiumara, Laganadi, Sant’Alessio in Aspromonte e San Roberto se il programma “Tra cielo e mare” risulta vincente in un’ottica di crescita e di sviluppo dell’intera vallata».
«Parliamo di territori – ha concluso il sindaco metropolitano facente funzioni – che, come del resto gran parte del nostro entroterra, hanno bisogno di essere scoperti. Progetti come quello di San Roberto offrono bene la misura di come l’area possa attirare le attenzioni e l’interesse dei visitatori. Coi fondi del Pnrr, il sindaco Micari avrebbe potuto scegliere di fare una piazza o di abbattere le torri di cemento che, invece, diventeranno un bosco verticale con varietà vegetali aspromontane e del Mediterraneo, elevando il livello di biodiversità anche fauniatiche ed entomologiche. Grazie al suo intuito, al lavoro del dottor Previtera e di giovani come Nino Cosoleto, si è pensato in grande, si è andati oltre scegliendo di sviluppare un’idea capace di far venire la gente a San Roberto attraverso un’attrazione scientifica e didattica nella tutela e nell’interesse delle comunità, delle biodiversità e dell’ambiente. Si è deciso, insomma, di lasciare un’eredità di forte impatto etico, sociale ed ambientale alle future generazioni». (rrc)

Il consigliere metropolitano Michele Conia si occuperà di beni confiscati

Al consigliere metropolitano di Reggio e sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, sono state assegnate dal sindaco f.f. Carmelo Versace, le deleghe in materia di Politiche Giovani, Politiche dell’Immigrazione, dell’accoglienza e della pace, Tutela delle periferie, Beni confiscati, Trasparenza e Anticorruzione.

«Si tratta di materie importanti sulle quali la Metrocity ha messo in campo un grande lavoro in questi anni – ha commentato Conia – un percorso amministrativo che intendo implementare dando un nuovo impulso per il completamento delle linee di mandato ed un’attenzione specifica ai temi sociali che da sempre appartiene al mio percorso politico e che intendo rilanciare anche in ambito metropolitano».

«Sono da sempre convinto– ha dichiarato Conia – che la politica stia sui temi, sul lavoro di servizio nei confronti del territorio. E su queste basi abbiamo attivato da tempo una fitta interlocuzione all’interno della maggioranza, su temi concreti ed obiettivi di sviluppo nei confronti del nostro territorio, che mi porta oggi ad essere pronto a collaborare con il progetto politico che guida l’Amministrazione della Città Metropolitana».

«Credo – ha aggiunto – sia fondamentale su temi strategici come quello della difesa e della valorizzazione del territorio, la promozione dei beni comuni, la transizione ambientale e la rigenerazione dei contesti urbani e rurali, unire le forze ed andare oltre gli steccati ideologici, concentrandosi sugli obiettivi programmatici fissati nelle linee di mandato e rispondendo alle istanze del territorio, a partire dalle aree più fragili e con maggiore margine di crescita come ad esempio la piana di Gioia Tauro, sulla quale la Metrocity ha programmato un’attività di sviluppo che va sostenuta ed alimentata».

«In questo senso – ha proseguito Conia – mi sento di collaborare in maniera convinta al progetto politico che sta alla base dell’attività amministrativa alla guida della Città Metropolitana. Un processo avviato da tempo, per il quale ritengo fondamentale il lavoro di indirizzo a suo tempo adottato dal sindaco Giuseppe Falcomatà ed oggi portato avanti dal facente funzioni Carmelo Versace, che ringrazio per la sensibilità dimostrata sui temi posti all’attenzione».

«Da parte mia – ha concluso il neo Consigliere Delegato Conia – sono felice ed orgoglioso di abbracciare questo percorso, mettendo a disposizione dei miei colleghi consiglieri tutto il mio impegno e le mie capacità, insieme ai contenuti politici di un’esperienza che ha già dato importanti frutti nel percorso di sviluppo del mio Comune e che adesso, intendo mettere al servizio dell’intera comunità metropolitana. Naturalmente resta l’appartenenza al mio movimento politico nazionale con il quale mi sono confrontato anche per questa scelta ed al progetto della lista Territorio Metropolitano. Si apre una fase importante per tutto il territorio metropolitano con scadenze e progetti che ne possono cambiare il futuro e la responsabilità politica ed istituzionale mi portano a questa scelta». (rrc)

 

Metrocity RC al lavoro per lo sviluppo di Sant’Ilario dello Ionio

Si è parlato delle prospettive di crescita e di sviluppo del Comune di Sant’Ilario dello Ionio, nell’incontro svoltosi tra il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, e il sindaco del Comune della Locride, Giuseppe Monteleone.

Insieme a Versace, i consiglieri metropolitani delegati, Salvatore Fuda, Rudi Lizzi e Domenico Mantegna. Si è discusso, inoltre, nel corso dell’incontro a Palazzo Vitale, sede del Municipio, con il primo cittadino di Sant’Ilario dello Ionio, anche delle problematiche riguardanti la viabilità e il decoro urbano rispetto alle quali la Metrocity ha già pianificato alcuni interventi mirati.

L’area del Comune di Sant’Ilario dello Ionio, è stato poi rimarcato nel corso della riunione, riveste un’importanza di grande rilievo nel quadro delle dinamiche di rilancio turistico che riguardano la Locride, in virtù dell’importante patrimonio storico e culturale che quest’area custodisce e delle grandi potenzialità in ottica balneare che il litorale possiede. E non è un caso se negli ultimi anni, è stato inoltre sottolineato, questo piccolo borgo sia stato scoperto ed apprezzato in modo continuativo quale meta turistica di riferimento, da un numero crescente di turisti, anche provenienti da diversi paesi europei.

L’incontro istituzionale si è poi concluso con una visita al vicino borgo di Condojanni, distante appena un chilometro da Sant’Ilario e in cui si trova il Castello di epoca normanna, suggestiva testimonianza dell’architettura altomedievale calabrese. (rrc)

 

Gestione rifiuti, Metrocity RC e sindaci della Locride a confronto su strategia per il Piano d’Ambito

A Siderno, la Città Metropolitana di Reggio Calabria si è confrontata con i sindaci della Locride sulla strategia del Piano d’Ambito Rifiuti Ato Città Metropolitana, in una riunione convocata dalla presidente Caterina Belcastro e a cui hanno preso parte il Sindaco f.f. della Città metropolitana, Carmelo Versace, il consigliere metropolitano delegato al Ciclo integrato dei rifiuti, Salvatore Fuda e il Sindaco di Siderno, Maria Teresa Fragomeni.

L’incontro, che è stato ospitato nell’aula consiliare del Comune di Siderno, ha concluso il ciclo di appuntamenti programmati sul territorio dall’Ente di Palazzo “Alvaro” con l’obiettivo di approfondire la proposta definitiva del Piano d’ambito per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

Lo spirito generale che anima l’azione dell’Ente, ha evidenziato Fuda, «è quello della condivisione di scelte e proposte con gli amministratori e con i cittadini. È un metodo di lavoro ben preciso che ci siamo dati e in cui crediamo fermamente. In questi due anni ci siamo mossi in questa direzione anche sul fronte della partecipazione attiva alle scelte come nel caso dell’impianto di destinazione finale della Locride. Abbiamo escluso delle aree, come Siderno e Casignana che hanno già avuto impianti, per individuare, attraverso un sistema tecnico affidato ai nostri esperti, le porzioni di territorio che è possibile destinare a tale servizio».

«Tutto ciò, è bene ricordarlo – ha proseguito – avviene nel contesto di cambio radicale di governance, in virtù della nuova legge regionale che ha tolto competenze alla Città metropolitana e alle altre Ato mediante il modello dell’Ato unica. Naturalmente noi fino all’ultimo minuto continueremo a lavorare lungo il nostro percorso, come dimostra del resto la pubblicazione del bando per la gestione degli impianti di Gioia Tauro e Siderno».

«Sulla nuova governance regionale – ha infine sottolineato il consigliere metropolitano – abbiamo chiesto al presidente Occhiuto di considerare la particolarità della Città Metropolitana e dunque la possibilità di poter gestire in maniera autonoma il ciclo integrato dei rifiuti, sempre naturalmente nel quadro del coordinamento regionale».

Nel trarre le conclusioni del dibattito il Sindaco f.f. Versace ha poi rimarcato la centralità della fase d’ascolto «che la Città metropolitana sta attuando nei confronti delle comunità locali. Non possiamo tuttavia ignorare – ha poi aggiunto l’inquilino di Palazzo “Alvaro” – che il contesto generale per questo delicato e fondamentale settore, sia caratterizzato da poca chiarezza in questo momento. Non sappiamo ancora cosa accadrà non solo per il Piano d’ambito dei rifiuti, ma anche per l’idrico e quindi lo sforzo è quello di delineare una strategia comune che non ci metta nelle condizioni di inseguire una nuova emergenza estiva. E poi bisognerà capire, anche in sede di Consiglio metropolitano, cosa fare dell’Ups rifiuti della Città metropolitana alla luce della nuova multi-utility regionale».

«Vogliamo collaborare costruttivamente con il presidente Occhiuto – ha evidenziato Versace – al quale abbiamo anche consegnato dei nostri contributi insieme alla richiesta di incontri con il coinvolgimento della conferenza dei sindaci metropolitani, sempre procedendo nel solco della nostra linea amministrativa».

«Peraltro, mi preme ribadire, – ha concluso Versace – che noi non abbiamo mai detto di essere totalmente contrari alla multi-utility, semmai abbiamo rimarcato la necessità di tenere in debito conto l’ordinamento giuridico della Città metropolitana che è diverso rispetto agli altri territori sulla base di quanto prevede una legge dello Stato, la Delrio, che purtroppo solo a queste latitudini non si riesce ancora a recepire in modo compiuto». (rrc)