Sanità / Il presidente Occhiuto incontra Comunità Competente

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omunità Competente è una delle più attive associazioni a difesa della sanità regionale in Calabria e svolge da anni una forte opera di sensibilizzazione e di tutela della salute pubblica. Il suo portavoce è il dott. Rubens Curia, virologo e grande conoscitore dell’apparato amministrativo della sanità pubblica.

Venerdì scorso una delegazione di Comunità Competente è stata ricevuta in Cittadella a Germaneto dal Presidente Roberto Occhiuto.

Il governatore era affiancato dal Subcommissario Ernesto Esposito e dal Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute Iole Fantozzi. La delegazione di Comunità Competente era composta da Rubens Curia, Rosaria Brancati, Francesco Costantino, Daniela Diano, Marina Galati, Francesco Mammì, Antonia Romano e Giovanni Schipani. 

Al governatore è stato presentato un propositivo documento su alcune problematiche inerenti i bisogni di salute dei calabresi,

La riunione, che si è protratta per oltre due ore, si è svolta in un clima costruttivo e di serrato confronto in cui si è condiviso il valore della partecipazione, dei vari attori sociali ed istituzionali, alla programmazione dell’organizzazione della sanità; a tal proposito il Presidente, dopo la predisposizione del Piano Operativo, si confronterà con le parti sociali per eventuali integrazioni, inoltre, prossimamente sarà istituito un “tavolo tecnico”, come richiesto, da Comunità Competente, per attivare il “budget di salute”, importante strumento per affrontare le problematiche delle fragilità nei suoi vari aspetti sia attinenti alla salute mentale che alle situazioni di svantaggio sociale. Si è condivisa la proposta di istituire nella nostra Regione una UOC Ospedaliera di Neuropsichiatria Infantile che dovrà integrarsi con le neuropsichiatrie infantili territoriali che dovranno essere potenziate con le necessarie assunzioni di personale. 

Per quanto attiene alla piena attuazione delle Aggregazioni funzionali Territoriali dei MMG h 12 e delle Unità Operative Complesse h 24, la problematica è in corso di definizione nel contratto decentrato dei MMG e dei Pediatri di libera scelta che disegnano un nuovo ruolo di questi professionisti. Si è affrontato, inoltre, l’annosa questione degli screening dei tumori femminili e del colon-retto che vedono la Calabria inadempiente ai LEA, su questo argomento è stato proposto di valorizzare il ruolo dei Consultori Familiari, di attuare il DCA 137/2020 che presenta opportuni finanziamenti e, da parte del Subcommissario, di utilizzare i camper, tenuto conto della orografia della Calabria.                                                                            

Particolare attenzione è stata posta all’organizzazione della salute mentale ed ai nuovi bisogni di salute in questo delicato campo su cui, nel mese di aprile, Comunità Competente e le molte Associazioni del settore organizzeranno una riflessione pubblica a cui hanno invitato il Presidente; infine, per quanto attiene alla riduzione delle “Liste d’attesa”, il Commissario ha firmato un DCA che affronta la drammatica situazione dei tempi di attesa. In merito ai gravi ritardi attinenti all’edilizia sanitaria, sottolineati da Comunità Competente, è stata avviata una  ricognizione da parte della struttura commissariale.                      Il Presidente, consapevole dei ritardi della nostra sanità accumulati negli anni precedenti, ha voluto dotare la sanità della “Azienda zero” che sarà avviata nel mese di marzo. 

L’incontro è terminato con la consapevolezza che sarà necessario attuare un notevole sforzo per consentire l’assunzione del personale di cui il nostro S.S.R. è fortemente carente, intanto eseguendo  i concorsi già autorizzati (circa 500 unità) su cui la struttura commissariale si è già attivata ed inoltre richiedendo ai Ministeri affiancanti ulteriori autorizzazioni con la consapevolezza che valorizzando la Medicina di prossimità i Presidi Ospedalieri potranno svolgere pienamente la loro funzione. 

Rubens Curia: Bene interrogazione centrosinistra sui nuovi ospedali, ora attendiamo risposta di Occhiuto

Il portavoce di Comunità Competente, Rubens Curia, in una nota ha dichiarato che «L’interrogazione della Bruni, Irto e Tavernise sui nuovi “grandi ospedali” sta avendo una ampia diffusione e mi auguro avvii un profondo e radicale cambiamento in questo settore che, allo stato attuale, vale per la Calabria oltre 1 miliardo e 250 milioni di euro».

«Auspichiamo che tutte le forze politiche, i sindaci e i sindacati scendano in campo perché una casa della salute non è ne di destra né di sinistra ma dei pazienti» ha detto Curia, spiegando che «come Comunità Competente, attendiamo la risposta del presidente commissario Occhiuto, che ci auguriamo, con azioni concrete, avvierà il cambiamento della sanità calabrese iniziando dal settore dell’edilizia sanitaria dove è mancata la capacità di spesa e la qualità nella spesa».

«I calabresi – ha concluso – meritano presidi ospedalieri moderni, poliambulatori a norma, consultori familiari inclusivi, centri diurni che ti facciano sentire in famiglia e case della salute funzionanti. Ci permettiamo di ricordare al presidente – conclude Curia – che i 49 milioni di euro finalizzati per il restyling delle case della salute erano stati prorogati dal Commissario Longo, con apposito Dca, fino al 31 dicembre 2021 con precisi vincoli». (rrc)

Morire in solitudine al Gom di Reggio: la denuncia del Centro Agape

Riceviamo e pubblichiamo:

Morire in solitudine, accade al GOM di Reggio Calabria, denuncia di Agape, Comunità Competente, ORDINE PROFESSIONALE degli Assistenti  sociali della Calabria

La notizia di un paziente deceduto nel nosocomio di Reggio Calabria, con i familiari avvisati solo due giorni dopo dall’evento luttuoso, rappresenta l’ennesimo episodio di mala sanità del nostro sistema sanitario regionale che non riesce nemmeno a garantire attenzione e dignità nemmeno alla morte. Non è un fatto isolato ma rappresenta solo l’ennesima vicenda di una organizzazione ospedaliera che non garantisce attenzione e tutela ai soggetti più fragili, soprattutto a chi non ha una sua famiglia stabile. Un compito che non può essere delegato ai sanitari che sono già sottoposti ad un lavoro massacrante con l’esplosione della pandemia ma che dovrebbe essere svolto dal servizio sociale che ogni azienda ospedaliera dovrebbe garantire, come da mesi è stato denunciato da associazioni, sindacati e ordine degli assistenti sociali. Il Gom da quasi un anno non dispone nemmeno di una unità di questa figura professionale che soprattutto in questo momento storico, che vede il covid colpire duramente soprattutto le categorie più fragili, garantiscono un servizio essenziale e delicato a favore delle fasce deboli che per varie motivi passano per le strutture ospedaliere dei Riuniti e del Morelli è che da quasi un anno è stato completamente azzerato. Per comprendere l’importanza di questo servizio basti leggere i numeri relativi alle prestazioni sociali effettuate negli anni scorsi a favore di soggetti vulnerabili come donne vittime di violenza, anziani soli, extracomunitari, persone con disabilità, tossicodipendenti, persone con malattie invalidanti, tutte bisognose di prese in carico da parte della rete dei servizi territoriali. L’intervento del servizio sociale ha assicurato continuità assistenziale collegandosi con i servizi post ospedalieri, favorendo il trasferimento dei pazienti ad altre istituzioni ed accompagnandoli nel passaggio ad altri livelli di cura, riducendo i tempi dell’ospedalizzazione mettendo a fuoco i problemi relazionali quali la solitudine, il disinteresse dei parenti, le paure non espresse per cui il servizio sociale è intervento come connettore di rete, favorendo momenti di contatto tra i malato e i suoi familiari attraverso l’ascolto, oltre che a fornire informazioni sulle risorse d’appoggio presenti sul territorio. Con la legge n. 328/00 (legge quadro), all’art. 22 stabilisce che, tra i servizi essenziali che lo Stato è obbligato a garantire ai cittadini, vi è il Servizio Sociale Professionale, il quale riconosce la centralità delle competenze e delle funzioni dell’Assistente Sociale, professionista che si prende cura del disagio dell’individuo, della famiglia e/o della comunità.

L’azienda Ospedaliera da mesi era stata sollecitata a bandire i concorsi, previsti dalle linee guida emanate dal commissario ad acta  Longo ma non si è proceduto. Le ultime notizie dal Gom riferiscono che nel mese di gennaio dovrebbero essere finalmenti avviati. Analoga richiesta è stata fatta al Commissario dell’Asp Gianluigi  Scaffidi, ma i tempi non saranno celeri perché ancora manca il monitoraggio del fabbisogno delle varie figure professionali da assumere, assistenti sociali comprese.

Il centro Comunitario Agape con il Presidente Mario Nasone, Comunità Competente con Rubens Curia portavoce, l’ Ordine regionale degli assistenti sociali con il Presidente Danilo Ferrara, chiedono ai responsabili della sanità regionali e locali di intervenire con urgenza prevedendo in tempi certi. (cmr)

Presentato il Comitato Art.24, che si rivolge a Occhiuto: Avviare tavolo tecnico per piano d’intervento per bambini con disabilità

Un Comitato che si fa portavoce del grido d’aiuto dei genitori dei bambini con disabilità nella Provincia di Reggio Calabria: È il Comitato Art.24 che, nel corso della conferenza stampa di presentazione, ha chiesto, tramite il portavoce, Nuccio Vadalà, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto e al commissario dell’Asp, Gianluigi Scaffidi, l’avvio urgente di un tavolo tecnico per elaborare un piano di intervento.

Tra le proposte, l’«attivazione di uno o più  centri per la diagnosi precoce delle disabilità, attraverso convenzioni con strutture qualificate del Centro-Nord e l’attivazione dei servizi di neuropsichiatria infantile».

«Il comitato sta anche valutando – si legge in una nota – se non ci saranno riscontri alla sue richieste, la presentazione di un esposto alla magistratura per la messa in mora delle istituzioni competenti a garantire questi diritti e se necessario anche la richiesta in massa dei rimborsi alle famiglie in lista d’attesa che sono costrette a rivolgersi a privati per ricevere le prestazioni».

Il comitato ha avuto il pieno sostegno per il raggiungimento degli obiettivi che si è dato da Comunità Competente e dal Forum regionale del terzo settore, rappresentati nella conferenza stampa da Rubens Curia e da Luciano Squillaci.

La presentazione del Comitato, svoltasi nella sede del Centro Comunitario Agape e coordinato da Giuliano Quattrone, è stata fatta proprio alla vigilia della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e nemmeno il nome è stato scelto a caso: richiama, infatti, l’art. 24 della della convenzione che sancisce il diritto alle cure ed alla riabilitazione di tutti i bambini del mondo.

Un Comitato, dunque, composto da genitori stanchi dei viaggi della speranza per avere una diagnosi, con le liste d’attesa interminabili per avere le prime cure e la riabilitazione, di aspettare l’intervento delle autorità sanitarie preposte e che ha  messo insieme le più importanti associazioni che si occupano di persone con disabilità nel territorio reggino.

All’evento, Anna Maria Chiaia e Maria Franco hanno raccontato la via Crucis e la mancanza di riferimenti che attende chi nel nostro territorio si trova a vivere questa condizione  in liste di attesa. Tra questi la storia di Giuseppe (nome di fantasia) reggino, di  50 giorni nato con sofferenza fetale e con danno celebrale diffuso. Seguito dalla neonatologia del Gom e inviato per ricevere un trattamento riabilitativo precoce in un centro  per limitare e prevenire ulteriori danni neurologici. Per carenza di posti previsti  tempi di attesa di oltre un anno, un periodo inaccettabile di vuoto che comporterà  in tema di prognosi danni irreparabili per lo sviluppo intellettivo del bambino.

I dati di questo vuoto di interventi sono stati presentati dal neuropsichiatra infantile Giovanni Schipani, che ha denunciato come nell’area metropolitana di Reggio Calabria, che rientra per intero nella competenza territoriale dell’Asp di Reggio Calabria, vivono circa 95.000 minori di età compresa tra 0 e17 anni,  di questi, il 20% (circa 19.000) presenta un disturbo neuropsichico, solo il 30% (circa 5.700) riesce ad accedere ad un Servizio di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (NPI,  di questi, solo il 50% (circa 2850 minori) riesce ad avere risposte terapeutico-riabilitative appropriate.Inoltre 100 minori con disturbo neuropsichico mediamente ricoverati in ospedale non ricevono un trattamento appropriato perché nella provincia di Reggio Calabria non esistono reparti ospedalieri di NPIA.

In Calabria non esistono le Unità Operative Complesse Ospedaliere di NPIA con la conseguenza che sia per ottenere una diagnosi (per esempio di Autismo, di malattie neuromuscolari, ecc.) che per ricevere le terapie del caso (per esempio interventi chirurgici ortopedici negli esiti di Paralisi Cerebrali Infantili o neurochirurgici) è altissima la “migrazione sanitaria” presso i Centri di altre regioni, in genere del centro-nord. Anche i servizi riabilitativi, ed in particolare i centri di riabilitazione ambulatoriale, sono molto carenti, con l’aggravante di essere distribuiti in modo disomogeneo nel territorio metropolitano, con alcune zone, come la Locride, particolarmente scoperte.Ne discende un dato drammatico: mediamente sono circa 1000 i bambini che rimangono in lista d’attesa per 24/36 mesi solo nell’ASP di Reggio, , e ciò rende vano ogni discorso sull’appropriatezza degli interventi, essendo la precocità della presa in carico il fattore più importante per garantire l’efficacia e la qualità degli interventi riabilitativi

Comunità Competente scrive a Occhiuto: si intervenga subito per garantire diritto alla cura

Il portavoce di Comunità Competente, Rubens Curia, ha scritto una lettera al presidente in prectore Roberto Occhiuto, chiedendo di intervenire immediatamente per garantire il diritto alla salute dei calabresi.

Nello specifico, gli interventi dovrebbero essere rivolti alle guardie mediche dell’Asp di Cosenza e alle altre emergenze, chiedendo, inoltre, un incontro «al fine di interloquire sulle nostre proposte perché la sanità calabrese si cura anche con la partecipazione competente». 

Per Comunità Competente, infatti, «ciò che preoccupa e che dovrebbe proccupare l’on Roberto Occhiuto, nell’immediato della sua proclamazione a Presidente, augurando che la Calabria non debba ancora rimanere sospesa a quasi un mese dal voto, sono i segnali inquietanti che si stanno verificando: la chiusura del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Gioia Tauro per carenza di medici e, in seguito riaperto; la chiusura momentanea di 15 guardie mediche per “carenza assoluta” di medici come recita la nota del 22 ottobre dell’Asp di Cosenza; la paventata chiusura della guardia medica di San Giovanni in Fiore scongiurata, temporaneamente, grazie alla disponibilità di alcuni sanitari; la forte riduzione delle attività dei Consultori familiari per carenza di personale; lo svuotamento dei Dipartimenti di salute mentale e delle Neuropsichiatrie Infantili».

Curia, poi, ha espresso preoccupazione in merito ai 301 milioni destinati alla Calabria «per costruire le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità e per l’acquisto di tecnologie sanitarie e altro possano fare la stessa fine del miliardo di euro disponibile, in alcuni casi da oltre 20 anni, per l’edilizia sanitaria e non spesi perché la sanità calabrese ha dimostrato di non avere Capacità di spesa e, quando spesi, di non garantire la Qualità di spesa». (rrm)

Rubens Curia: Da 14 anni nella Sanità calabrese manca riforma organizzativa

«La sanità calabrese muore per l ‘assenza di una Riforma organizzativa ed etica della sanità, che manca da 14 anni, un’eternità!» è quanto ha denunciato Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente nel corso di un incontro in Consiglio regionale, con la Terza Commissione Sanità, presieduta dal Consigliere Baldo Esposito.

Questo, per Curia, «perché, in 14 anni, si sono modificati i bisogni di salute dei calabresi, le tecnologie e i farmaci, pertanto è fondamentale una riorganizzazione che preveda le Aziende Sanitarie Ospedaliere (Aso) e le Aziende Sanitarie Territoriali (Ast); inoltre, bisogna liberarsi da una visione economicistica che ha prodotto il Dca 6 marzo 2020, n° 62 che ha previsto la chiusura del Laboratorio di Patologia Clinica dell’ASP di via Willermin di Reggio Cal. e il trasferimento del Laboratorio di Genetica del Centro di Neurogenetica al Mater Domini di Catanzaro decretando la morte del Crn».

Insieme a Curia, una delegazione di Comunità Competente, composta da Amalia Bruni, direttrice del Centro Regionale di Neurogenetica del Presidio Ospedaliero di Lamezia, Antonio Laganà, presidente dell’Associazione “Per la ricerca neurogenetica “, Stefania Marino, Presidente dell’Associazione ProSalus di Palmi, e Antonietta Occhiuto, presidente dell’Udi di Reggio Calabria.

Curia, inoltre, ha messo in risalto il fallimento del ” Piano di rientro” sia in merito al risanamento del disavanzo annuale che nel 2009 era pari a 104 milioni di euro contro i 98,013 milioni del 31 dicembre 2019: in dieci anni sono stati risparmiati 6 milioni e 291 mila euro. Sia per i Lea che hanno raggiunto 125 punti contro i 160 e ha chiesto, infine, la modifica dei Dca 31 e 33/2021 ” Linee Guida degli Atti Aziendali” affinché si possa tener conto del Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza che prevede, tra l’altro, l’attivazione degli ospedali di Comunità, proponendo, per esempio il Presidio di Gerace, e delle Case di Comunità.

E proprio sull’attivazione degli ospedali di Comunità, il portavoce di Comunità Competente ha proposto l’ex ospedale di Nicotera quale Casa della Salute.

La Bruni ha chiesto la modifica del Dca 62/20, alfine di reintegrare il Laboratorio di Genetica nel Crn e l’avvio delle procedure affinché lo stesso possa essere trasformato in Ircss nell’ambito dell’Inrca di Ancona, alfine di dare risposte ai 30.000 casi di Alzheimer presenti in Calabria, ed utilizzare al meglio le nuove terapie approvate alcune giorni fa dalla Fda  degli Stati Uniti.

La Marino ha denunciato, con forza, gli enormi ritardi con cui la Regione sta seguendo la vicenda del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro, che si trascina da 14 anni chiedendo un intervento della Commissione sul presidente f.f. Nino Spirlì, affinché si proceda speditamente con un cambio di passo, «perché non è possibile, tra l’altro, che 145 milioni di euro rimangano inutilizzati per l’inefficienza della burocrazia».

Infine, l’avvocato Occhiuto ha richiamato l’attenzione sui Consultori familiari che, per una grave carenza di personale, si stanno trasformando in gusci vuoti o, al massimo, in ambulatori di ginecologia lontani dal loro ruolo sociale, di tutela della salute della donna, dell’età evolutiva e dell’adolescenza, di prevenzione, di accompagnamento al parto, di attuazione della legge 194/78, e molto altro; pertanto, è necessario che nei Piani del fabbisogno del personale siano previste le assunzioni di assistenti sociali, psicologi, ostetriche, ginecologi per ripristinare le equipe professionali previste dalla normativa
La Commissione Sanità, in un clima costruttivo con ben sette interventi, ha condiviso l’analisi e molte delle proposte delle Associazioni, sia in merito al ruolo importante del Cnr che deve essere valorizzato, che alle lungaggini del Grande Ospedale della Piana che devono essere superate, che al ruolo fondamentale dei Consultori Familiari, pertanto si è deciso, su proposta del Presidente Esposito, di continuare ad approfondire le tematiche sollevate per arrivare alle opportune soluzioni a partire dal “Grande Ospedale”. (rrc)

La denuncia di Rubens Curia: In Calabria non utilizzati più di 1 miliardo di euro per edilizia sanitaria

«La Calabria dispone di oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro  per costruire nuovi ospedali o metterli a norma, per realizzare le case della salute, per il restyling dei poliambulatori o per acquistare tecnologie sanitarie; finanziamenti inutilizzati, anche da oltre 20 anni come si è verificato per l’ammodernamento dell’ospedale di Locri e per le nuove Unità Operative di Malattie Infettive finalizzati dalla legge cosiddetta per la lotta all’Aids». È quanto hanno denunciato Rubens CuriaFrancesco Costantino, rispettivamente portavoce e componente di Comunità Competente, nel corso della conferenza stampa dedicata all’edilizia sanitaria.

Presente anche Giovan Battista Perciaccante, presidente di Ance Calabria che, insieme a Curia e Costantino, hanno chiesto al commissario ad acta, Guido Longo, di «sollecitare Invitalia e le Aziende Sanitarie a completare le procedure necessarie per la realizzazione delle opere finanziate, con un cronoprogramma da monitorare con una apposita cabina di regia regionale».

Analoga assunzione di positiva e fattiva responsabilità, da parte dell’ente regionale, «si chiede in direzione della gestione di tutta la fase propedeutica all’avvio dei lavori riconducibili ai finanziamenti di respiro regionale, anche ridando slancio e strutture adeguate alla Stazione Unica Appaltante, in uno con l’istituzione di un Fondo rotativo per la progettazione da destinare agli Enti Locali».

«Parlare di edilizia sanitaria significa ragionare su uno dei diritti negati nella nostra regione, quali garantire standard qualitativi, strutturali, tecnologici, di efficienza e di umanizzazione delle cure nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, come sancito dalla Legge 135/2012, nonostante il forte impegno degli operatori sanitari e il diritto al lavoro in una regione che nel 2020 ha registrato una riduzione dell’8,9% del prodotto interno lordo» hanno detto Curia e Costantino nel corso della conferenza stampa, che ha visto la partecipazione dei direttori di Ance Calabria, Leone e Ance Cosenza, Branda.

«Investimenti – ha sottolineato il presidente Perciaccante – che avrebbero dovuto far uscire dall’emergenza sanitaria la nostra regione, ma la cui mancata realizzazione ha finito col rendere particolarmente acuta una crisi sanitaria lungi ancora dall’essere superata. Ma il rilevante ordine di grandezza delle cifre che riguardano l’edilizia sanitaria, al netto di quanto previsto per le infrastrutture ed i connessi tempi di realizzazione, non può impedire di sottacere quanto avviene in altri settori cruciali per la vita dei cittadini e lo sviluppo delle imprese. Due in particolare: edilizia scolastica e rischio idrogeologico».

In Calabria si registra la maggiore concentrazione di scuole a rischio sismico. Per questo motivo, attraverso il programma 2018/2020 la Regione ha predisposto un ampio programma di interventi per la sicurezza scolastica. Si tratta di interventi significativi che incidono sulla quotidianità di 280mila alunni, 32mila docenti e 10mila addetti.

Identico ragionamento, può essere svolto intorno agli interventi individuati con il progetto di respiro strategico denominato Calabria Sicura, destinato a mettere in sicurezza un territorio particolarmente fragile come quello calabrese. Ad oggi è stato realizzato appena il 30% dei quasi 500 milioni di euro di investimenti previsti.

COSENZA – Stamattina l’incontro stampa su edilizia sanitaria in Calabria

Si svolge stamattina a Cosenza un incontro stampa sullo stato dell’edilizia sanitaria in Calabria. L’iniziativa, promossa da Ance Calabria e da Comunità Competente, è finalizzata a  presentare lo stato dell’arte sull’edilizia sanitaria calabrese “Un diritto dei calabresi, un’opportunità per la Calabria”.

Partecipano Giovambattista Perciaccante, presidente Ance Calabria, Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente, e Francesco Costantino del coordinamento di Comunità Competente. La conferenza stampa si terrà alla sede dell’Ance Confindustria Cosenza, via Tocci 27c; oggi martedì 18 maggio alle ore 11 e sarà trasmessa in streaming. (rcs)

COSENZA – Il 18 maggio Ance Calabria e Comunità Competente su edilizia sanitaria

Si incentrerà sull’Edilizia sanitaria: un diritto dei calabresi, un’opportunità per la Calabria, la conferenza stampa in programma per martedì 18 maggio, alle 11, nella sede di Ance Confindustria Cosenza organizzata da Ance CalabriaComunità Competente.

Gli aspetti che emergeranno dall’incontro riguardano tanto l’impatto sociale quanto le possibili ricadute economiche ed occupazionali. Relativamente al primo tema, reso drammaticamente attuale dall’emergenza covid ancora in atto, si evidenzierà la necessità di ammodernare, attrezzare e manutenere le strutture esistenti e realizzare i nuovi ospedali finanziati e ancora non realizzati. Per quanto concerne gli aspetti economici si porrà l’accento sulle occasioni di lavoro che l’avvio dei tanti cantieri potrebbero offrire al territorio, contribuendo in maniera importante alla crescita dell’economia regionale.

Insieme al Presidente di Ance Calabria, Giovan Battista Perciaccante, interverranno per Comunità Competente, il portavoce Rubens Curia e Francesco Costantino(rcs)

Comunità Competente e Associazioni chiedono all’Asp un tavolo per le Case della Salute

Aprire un tavolo per definire  i contenuti assistenziali delle Case della Salute per dare immediate risposte ai bisogni di salute della popolazione che in questi anni si è sentita abbandonata. È questa la richiesta avanzata da Comunità Competente e dalle Associazioni che hanno incontrato il direttore dell’Asp di Reggio Calabria, Domenico Minniti.

Presenti, all’incontro, Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente, Domenica Clemensi  di “Donne Insieme”, Paola Infortuna dell’Associazione ” Dall’ostetrica”, Antonella Occhiuto “UDI” Reggio Cal., Franco Martino, Anna Romeo e Giuseppe Ieraci del “Comitato per la Casa della Salute di Siderno”, Domenico Carbone, direttore del Distretto Reggio e Roberto Mittica, responsabile dell’Ufficio Tecnico.

La delegazione delle Associazioni, avendo sottolineato il valore strategico dei Consultori Familiari come servizi sociosanitari di base che dovevano garantire una risposta multidisciplinare per la paternità e maternità responsabile, la prevenzione dei tumori femminili, l’educazione socio-affettiva tra i teenagers, la piena attuazione della legge 194/78 e altro, purtroppo hanno constatato «che nella nostra Asp, tranne qualche eccezione, i consultori  si sono trasformati, nel tempo, in gusci vuoti per carenza di personale e di apparecchiature sanitarie».
Inoltre, sono state sottolineate le difficoltà del Consultorio h12 di Melito Porto Salvo a causa degli spazi ristretti dovuti alle misure anti-covid assunte presso l’ospedale di Melito. Pertanto, è stato chiesto al management aziendale, nell’immediato, l’attivazione delle oltre 1.4000 ore di specialistica ambulatoriale la cui autorizzazione è stata richiesta alcuni mesi fa al Commissario al Piano di rientro nelle figure dei ginecologi, degli psicologi e dei neuropsichiatri infantili e l’elaborazione di un Piano del fabbisogno del personale, che valorizzi la sanità di prossimità troppo a lungo trascurata, infine è stato chiesto di istituire un Consultorio h 12 per ogni Distretto, mantenendo gli altri h 6 e l’istituzione della Consulta dei Consultori come è stato fatto presso l’Asp di Cosenza.
Inoltre, è stata chiesta particolare attenzione alle Case della Salute di Siderno e Scilla per superare i gravi ritardi di oltre 9 anni che le Associazioni denunciano con forza, come puntualmente fa ogni domenica il “Comitato di Siderno”.
Il direttore Minniti ha fatto presente che, l’attuale management, appena insediatosi, ha attivato tutti i concorsi fermi: pediatri, ortopedici, fisioterapisti e  altri, che sarà richiesto alla Regione lo sblocco delle ore di specialistica ambulatoriale e sarà valutata la questione del Consultorio di Melito affinché possa operare compiutamente.
Per quanto attiene alle Case della salute e ai  18 milioni di euro finalizzati per il loro restyling , l’architetto Mittica ha ricordato che il Commissario Scaffidi, appena insediatosi, ha sbloccato la Convenzione con Invitalia, e che ciò ha consentito che, entro fine maggio, andranno a bando le gare per la scelta della ditta che dovrà elaborare i progetti esecutivi, le Associazioni hanno chiesto di aprire un tavolo per definire i contenuti assistenziali delle Case della Salute per dare immediate risposte ai bisogni di salute della popolazione che in questi anni si è sentita abbandonata.
Le Associazioni hanno constatato un atteggiamento di confronto e collaborazione da parte del management aziendale  e, pertanto, hanno chiesto che ci siano  ulteriori incontri tematici di approfondimento.   (rrc)