Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato il Bilancio di previsione Arpacal 2021-23

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato il bilancio di previsione 2021-2023 dell’Arpacal.

Il documento programmatico finanziario è stato presentato, in qualità di relatore, dal consigliere regionale Flora Sculco che, già nei giorni scorsi, aveva fatto visita all’agenzia proprio per poter approfondire, al di là degli aspetti prettamente formali di politica economica e finanziaria, lo stato dell’arte in cui si trova l’Arpacal, con le sue potenzialità e le sue criticità.

Intervento molto puntuale dell’onorevole Sculco che ha raccolto l’immediato plauso del Direttore generale dell’Arpacal, dott. Domenico Pappaterra.

«È stata una analisi – ha dichiarato Pappaterra – assolutamente chiara ed esaustiva della situazione in cui si trova la nostra agenzia e della necessità che l’intero sistema istituzionale regionale calabrese, Consiglio e Giunta, sostengano l’Arpacal, non solo perché è un ente che fa parte della rete istituzionale regionale, ma soprattutto perché ha una responsabilità primaria nelle politiche di prevenzione e protezione dell’ambiente che oggigiorno, per la natura della tecnologia necessaria e delle professionalità in campo, ha bisogno di seri investimenti duraturi nel tempo». (rrc)

Il Consiglio regionale dice ‘no’ al Parco Eolico “Timpe di Muzzinetti” di Cirò

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la mozione denominata No al Parco eolico ‘Timpe di Muzzunetti di Cirò.

Soddisfazione è stata espressa dal consigliere regionale Nicola Irto, che ha proposto e scritto la mozione che ha visto anche il sostegno dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, dichiarando che «è stata una giornata molto positiva per la tutela e la valorizzazione del territorio di Cirò che oggi ha registrato l’approvazione in Consiglio regionale della mozione finalizzata a impedire che in quella porzione di territorio, dove insistono gli storici vigneti cirotani, si possa compiere uno scempio di proporzioni incalcolabili e che causerebbe un danno gravissimo non solo alle realtà produttive locali e a tutto l’indotto del comparto vitivinicolo ma all’intera immagine della Calabria agli occhi dell’Italia e del mondo».

«La mozione – ha spiegato Irto – impegna in modo molto netto e chiaro la Giunta regionale ed il Presidente della Regione a intervenire al più presto su questa vicenda, attraverso atti concreti ovvero bloccando l’iter autorizzativo e revocando tutti i provvedimenti amministrativi fino ad ora emessi relativamente all’impianto eolico che dovrà essere realizzato nel territorio di Cirò. Una forte assunzione di responsabilità e un impegno molto preciso, dunque, che le istituzioni regionali assumono di fronte ai calabresi e agli imprenditori che operano in quell’area, con l’obiettivo di garantire la tutela agroalimentare e paesaggistica di zone di particolare pregio e conosciute ovunque a livello nazionale e internazionale per la presenza di secolari vigneti e di antiche colture della produzione del vino che rappresentano la “filiera della vita” dei nostri territori».

«Come rappresentanti istituzionali – ha evidenziato il consigliere regionale Dem – continueremo a tenere altissima l’attenzione su questa vicenda, proseguendo e rilanciando la fase di ascolto e confronto con gli attori del tessuto economico, produttivo e sociale di quella zona e monitorando i successivi passaggi che, già a partire da oggi, dovranno essere messi in atto».

«A cominciare, proprio come espressamente sancito nella mozione oggi (ieri ndr) approvata, – ha concluso Irto – da una puntuale e minuziosa ricognizione delle aree idonee all’installazione degli impianti eolici on-­shore, tenendo necessariamente conto della tutela e della salvaguardia dei territori agricoli, della biodiversità e del paesaggio rurale del luogo». (rrc)

Crinò (Casa delle libertà) presenta mozione per definizione delle professioni turistiche

Il consigliere regionale di Casa delle libertàGiacomo Pietro Crinò, ha presentato in Consiglio regionale una mozione per ladefinizione della professione di guida turistica e delle professioni turistiche in genere, chiedendo, inoltre, di sollecitare «il ministro competente affinché predisponga un decreto legge che possa risolvere la problematica».

L’assessore al Lavoro, Sviluppo economico e Turismo della Regione Calabria, Fausto Orsomarso, sensibile a queste problematiche, ha accolto con favore la mozione presentata da Capogruppo Crinò, manifestato la sua disponibilità ad intervenire presso gli organi governativi nazionali per cercare di portare a soluzione la tematica sollevata, assai importante per la Calabria.

«Esiste una norma – ha spiegato Crinò – che prevede la valenza nazionale della abilitazione all’esercizio della professione di guida turistica ed altre professioni (accompagnatori turistici e direttore tecnico di agenzia di agenzia di viaggi), senza alcuna definizione delle professioni, pure indispensabile per le Regioni per poter attivare i processi di emanazione dei bandi per gli esami di abilitazione».

«È fondamentale – ha evidenziato Crinò – sollecitare l’intervento degli Organi competenti, perché la mancata definizione rappresenta un evidente ostacolo all’accesso alle professioni ed ai percorsi formativi per accedere ai concorsi abilitanti».

«Il settore del turismo in Calabria – ha concluso – è tra quelli che registrano il maggior numero di addetti rispetto agli altri comparti dell’economia regionale e sono tantissimi i giovani laureati calabresi in discipline turistiche e culturali che attendono oramai da anni la riforma della normativa nazionale di riferimento propedeutica alla riforma della vetusta Legge Regionale di riorganizzazione turistica (L.R. 8/2008)». (rrc)

Mobilità Sostenibile Reggio, la Regione propone la metropolitana di superficie

Realizzare una metropolitana di superficie a Reggio Calabria. È la proposta avanzata dalla Regione Calabria, nel corso dell’incontro, in Consiglio regionale, con il Comune di Reggio Calabria sul progetto per l’utilizzo dei fondi legati al “Patto per lo sviluppo per lo sviluppo della Calabria” di Mobilità sostenibile.

All’incontro hanno preso parte l’assessore alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, i dirigenti regionali, Domenico Pallaria e Giuseppe Iiritano, per Artcal, Tiziana Corallini Francesco Cribari; l’assessore alla Mobilità di Reggio, Mariangela Cama, il direttore generale dell’ente Demetrio Barreca, il dirigente del settore Lavori pubblici, Demetrio Beatino e, per Trenitalia, il direttore regionale, Domenico Scida. Presenti anche i referenti di Cassa Depositi e prestiti in qualità di consulenti del Comune di Reggio Calabria.

«Il confronto – è scritto in una nota dell’assessorato Infrastrutture – nasce dall’esigenza di superare le criticità dovute all’imminente definanziamento del progetto di 100 milioni di euro sul progetto di mobilità sostenibile, inficiato dai ritardi sulla presentazione del documento e dall’assenza dei parametri tecnici necessari per accedere ai fondi. Le significative criticità sono rappresentate non solo dai contenuti tecnici, ma anche dai termini finanziari, considerando che l’importo finanziato risulta sovradimensionamento rispetto alla soluzione proposta dal Comune».

«L’ultima proposta, inerente alla realizzazione di un sistema (Brt) mediante l’utilizzo di autobus elettrici da far transitare su corsie dedicate ma nell’ambito della viabilità già esistente – prosegue la nota – si discosta da quella finanziata che prevedeva la realizzazione di un sistema in sede fissa a guida vincolata, e, pertanto, molto più complesso e con un impatto economico di gran lunga superiore, per uno sviluppo di circa 6,5 km».

L’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, ha individuato una soluzione tecnica da sottoporre al Comune di Reggio Calabria «perché il territorio metropolitano possa fruire di un servizio atto a soddisfare le esigenze di mobilità, coerente con gli obiettivi del finanziamento originario», che prevede «l’implementazione di un progetto integrato per il sistema dei trasporti dell’area metropolitana di Reggio Calabria da attuarsi mediante due azioni specifiche».

«La prima azione – si spiega – riguarda il potenziamento dell’offerta dei servizi di trasporto ferroviario passeggeri nell’area metropolitana Villa San Giovanni-Reggio Calabria-Melito Porto Salvo, integrato con i sistemi di trasporto urbani. Tale azione si sostanzia attraverso l’offerta, da parte del servizio passeggeri di Trenitalia di 48 collegamenti giorno/medio/feriale con treni di nuova generazione lungo la linea ferroviaria compresa tra Melito di Porto Salvo e Villa San Giovanni con 16 fermate complessive, di cui 13 fermate nella sola città di Reggio Calabria».«La seconda azione del progetto integrato attiene, invece, al potenziamento e alla riqualificazione dei sistemi di trasporto collettivo a scala urbana».

«In particolare – è sottolineato – per la città di Reggio Calabria, attraverso un sistema bus-navette/circolare le principali stazioni ferroviarie, saranno collegate con le aree urbane/quartieri di riferimento: Catona-Arghillà-Gallico-Archi-Pentimele-Pellaro e con i principali poli e servizi: stazione aeroporto-aeroporto; stazione Centrale-Cedir, stazione Lido-Porto di Rc/Università/Gom etc. Si propone anche il miglioramento dell’accessibilità delle stazioni ferroviarie, mediante interventi di realizzazione/riqualificazione dei nodi di scambio, dei sistemi tecnologici connessi lungo le principali linee urbane del trasporto collettivo, la realizzazione/completamento di sistemi di collegamento meccanizzati in corrispondenza di particolari nodi di scambio e poli di interesse: sistema ettometrico di Via Giudecca; Torrente Annunziata-Università nonché l’introduzione di biglietto integrato bus urbani/treno».

Mobilità sostenibile Reggio, Regione presenta la metropolitana di superficie«Il progetto integrato proposto dalla Regione Calabria – prosegue la nota – consentirà agli utenti di fruire di una metropolitana di superficie con elevato comfort di viaggio e collegamento integrato con i principali nodi urbani (Cedir, Università, ospedali, Centro storico, etc.) e con i nodi del sistema di trasporto principale (porto, aeroporto, stazioni ferroviarie). La riduzione di passeggeri su gomma implicherà certamente una riduzione dell’incidentalità stradale, dell’inquinamento atmosferico ed acustico nonché un. miglioramento della fruibilità, della qualità e della sicurezza degli spazi urbani interessati dal progetto integrato. In caso di accoglimento e piena condivisione della proposta da parte dei comuni coinvolti i primi servizi metropolitani potrebbero partire già dal dicembre 2021».

L’assessore Catalfamo rinnova il proprio impegno affinché «le ingenti somme non vengano definanziate ma utilizzate efficacemente consentendo la realizzazione nel più breve tempo possibile di un servizio concreto agli utenti dell’area metropolitana».

«Condiviso il progetto con il Comune di Reggio Calabria, destinatario del finanziamento originario – conclude la nota –, nei prossimi incontri la proposta di intervento verrà illustrata a tutti i Comuni e alle varie istituzioni e associazioni di categoria interessati».

A margine dell’iniziativa tecnico-politica, tenutasi a Palazzo Campanella, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha parlato di «confronto franco, onesto, dall’alto profilo istituzionale, che punta a superare eventuali incomprensioni nate attorno al progetto per gli interventi in programma sui 100 milioni del piano Mms».
«Da parte di tutti – ha aggiunto – è stata ribadita la volontà di avviare e concludere in tempi brevi la fase progettuale di un’idea di mobilità cittadina che deve, naturalmente, migliorare gli spostamenti da e per Reggio Calabria, ma anche elevare in positivo il modo di muoversi all’interno del perimetro urbano cittadino, in linea con la programmazione che sta portando avanti il Comune di Reggio Calabria».
«Rispetto a queste valutazioni – ha concluso il sindaco Falcomatà – l’Amministrazione comunale si è riservata di svolgere un approfondimento interno più tecnico e, successivamente, elaborare possibili integrazioni ed aggiornamenti ad una proposta che non deve snaturare la filosofia e l’idea iniziale di questa progettazione».

Tirocinanti calabresi, Cgil, Cisl e Uil Calabria: La proposta di legge è parziale e pasticciata

È stata definita «parziale e pasticciata», dai segretari generali di CgilCisl e Uil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, la proposta di legge per risolvere la vertenza dei tirocinanti calabresi, sottolineando che ciò «potrebbe provocare un nuovo vulnus per una platea di lavoratori che, sino ad oggi, sono stati ingannati dalla politica».

«Nella proposta di legge, infatti – hanno proseguito i segretari generali – manca una visione organica non solo del futuro professionale dei tirocinanti calabresi ma la stessa è anche carente di un’idea di riforma delle politiche attive regionali. Manca anche la copertura finanziaria che è postuma, rimandando ad impegni futuri del Governo i costi del provvedimento che sarebbe del tutto inefficace. Una presa in giro per i tirocinanti Per questo, riteniamo opportuno che il Consiglio regionale si riunisca per discutere sulle tematiche del lavoro e trovi la via condivisa per varare una progetto di riforma che sia in grado di rinnovare l’offerta delle politiche attive nel nostro territorio».

«Sulla vertenza dei tirocinanti calabresi, poi – hanno detto ancora Sposato, Russo e Biondo – riteniamo sia opportuno affrontare una discussione allargata ed approfondita, al fine di individuare i migliori percorsi individuali di valorizzazione professionale. È giunto il momento di mettere da parte le liturgie del passato, soprattutto in questa fase di avvicinamento al voto per il rinnovo del Consiglio regionale, che hanno provocato solo danni e si proceda in maniera sinergia lungo un percorso di rinnovamento, riorganizzazione e riforma della pubblica amministrazione regione, anche attraverso il corretto utilizzo dei fondi comunitari e delle provvidenze previste dal Pnrr».

«Alla Regione Calabria, per l’ennesima volta – hanno concluso – ribadiamo la necessità di dare vita ad un confronto franco su queste tematiche, questo al fine di ricercare la migliore soluzione possibile per il futuro occupazionale di questo grande bacino professionale senza alimentare false aspettative». (rcz)

Giannetta (FI): Ridare al Consiglio regionale piene funzioni

Il consigliere regionale di Forza ItaliaDomenico Giannetta, ha dichiarato che «i calabresi devono poter essere rappresentati in modo pieno e legittimo e, per questo, occorre avviare una interlocuzione con il Governo perché ripristini i poteri ordinari del Consiglio regionale, oggi congedato».

«A tal fine – ha detto – la Commissione che mi onoro di presiedere, ha richiesto all’Ufficio di Presidenza di impegnare il Consiglio all’approvazione di un documento di formale richiesta al Governo di ripristino dei poteri ordinari del Consiglio regionale, demandando al Presidente facente funzioni della Giunta, Nino Spirlì, di farsi portavoce dell’istanza presso le istituzioni governative competenti».

«È dal 10 novembre che il Consiglio è congedato per la prematura morte del Presidente Jole Santelli – ha sottolineato Giannetta – ed è da allora che è stata avviata la procedura per le nuove elezioni che però sono state più volte rimandante. A tutt’oggi non abbiamo una data certa, ma una programmazione tra il 15 settembre ed il 15 ottobre. Il che significa che la Calabria resterà per un anno priva di organi elettivi nel pieno delle proprie funzioni».

«Una situazione – ha proseguito Giannetta – che crea uno stato di disagio trasversale, tanto che, nella seduta del Consiglio del 10 Marzo, maggioranza e opposizione hanno manifestato in modo deciso e convergente la necessità di poter assolvere in pieno al proprio mandato, in rappresentanza democratica dei cittadini calabresi».

«La Commissione speciale di vigilanza ha preso atto di questa importante esigenza – ha concluso Giannetta – e ha votato un atto di indirizzo consequenziale perché si attivino le interlocuzioni necessarie per attribuire al Consiglio regionale della Calabria poteri ordinari, fino al compimento delle operazioni per il rinnovo delle cariche regionali». (rrc)

Anastasi (Iric): Grave situazione e carenza del servizio Nutrizione artificiale a domicilio

Il consigliere regionale di Io Resto in CalabriaMarcello Anastasi, in una interrogazione con richiesta di risposta scritta al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, in merito alla situazione del servizio di nutrizione artificiale domiciliare N.A.D., ha chiesto «quali sono i provvedimenti che, con opportuna urgenza, il Commissario ad acta e la Regione  Calabria intendono adottare per superare le criticità e le falle di un sistema di assoluta necessità  per la sanità regionale calabrese e soprattutto per le numerose famiglie che pagano le inefficienze  e le carenze del servizio».

Nell’interrogazione, il consigliere regionale ha chiesto, inoltre, «se si intende ripristinare una fattiva e proficua collaborazione  con il gruppo di lavoro già costituito al fine di dare attuazione alle Linee Guida della delibera n. 538  del 2 Agosto 2010 nonché elaborare un documento strategico di indirizzo e programmazione  omogeneo e operativo per la Regione Calabria».

«Il servizio di nutrizione artificiale domiciliare Nad – ha spiegato Anastasi – è di assoluta importanza in quanto  ne usufruiscono, comunemente, pazienti neurologici, neoplastici, post-traumatizzati,  perfino soggetti in stato vegetativo o semivegetativo, soggetti dunque “fragili” per i quali la  Nad costituisce terapia “salvavita”. La Nad, infatti, articolata in Npd (Nutrizione  Parenterale Domiciliare) e Ned (Nutrizione Enterale Domiciliare), consente ai pazienti, che  non sono più in grado, di assumere cibo per via orale per soddisfare i fabbisogni  nutrizionali mediante l’infusione di sostanze nutritive in vena o nell’apparato digerente  garantendo la loro sopravvivenza.

«La Nad – ha detto ancora Anastasi – con tutta evidenza, costituisce dunque un servizio essenziale ed improcrastinabile  in quanto necessario supporto ed assistenza per le famiglie. Detto servizio persegue, peraltro, due obiettivi importanti per la tutela del diritto alla salute e per una ottimale  gestione del servizio sanitario in quanto finalizzato, da una parte, ad impedire che uno  stato di malnutrizione possa aggravare la malattia di base peggiorando la prognosi,  aumentando la degenza ospedaliera e quindi la spesa sanitaria e, dall’altra, a consentire la rapida deospedalizzazione con il trattamento a domicilio riducendo così i costi diretti ed  indiretti e salvaguardando privacy e dignità del malato. Dal punto di vista normativo, le Linee Guida Nazionali NAD, pubblicate sul sito del  Ministero della Salute nell’Ottobre del 2007, riconoscono il diritto del paziente adulto e  pediatrico ad accedere a strutture e servizi che erogano terapia nutrizionale mediante  programmi di cura individuali e personalizzati che, nel riconoscere la dignità e l’autonomia  del paziente , garantiscano gli standard di qualità ed appropriatezza richieste dalla  normativa in vigore per lo sviluppo dei percorsi assistenziali specifici caratterizzanti le  peculiarità del modello in rete».

Anastasi ha, poi, ricordato che «la Regione Calabria, con delibera di Giunta Regionale n. 538 del 2 Agosto 2010, avente ad  oggetto “Nutrizione artificiale domiciliare (Nad) Approvazione linee guida regionali – Adempimenti di cui al punto 9 – lettera c) del piano di rientro del Servizio Sanitario  Regionale DGR del 16 Dicembre 2009 n. 845 – Emissione di linee guida per i farmaci che  hanno provocato criticità d’impiego”, rettificato di seguito con delibera del 4 dicembre  2011, prevede un modello organizzativo con un unico team nutrizionale con presa in carico  globale del paziente, dal Ricovero Ospedaliero alla continuità assistenziale presso il proprio  domicilio»,  e che quest’ultima, inverosimilmente, «non ha mai trovato alcuna applicazione e, dunque, mai sono stati garantiti agli operatori del settore gli strumenti  tecnici necessari per la gestione del servizio Nad».

« Nonostante la suddetta normativa – si legge nell’interrogazione – stabilisce il criterio della più ampia territorialità della Rete Nad, nel 2012, è stato attivato un percorso all’interno dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi oggi Cdi) risultato assolutamente fallimentare, in quanto applicato in  modo parziale e difforme su tutto l’ambito regionale senza alcun rispetto delle Linee Guida  Nazionali e Regionali, con conseguente mancata garanzia per questi pazienti fragili; al fine di migliorare la qualità del servizio in data 21 gennaio 2013 è stata emanata una  Circolare Siar prot. 19932 per Ao e Asp con la quale è stata ufficializzata la scelta del  percorso Nad e normata la prescrizione dei supplementi per OS in nutrizione enterale. Successivamente, con Dpgr 71 del 29/05/13 è stato emesso un Registro NAD per la raccolta  dei flussi informativi sui pazienti in Nutrizione Artificiale; ancora nel 2013, nell’ottica dell’integrazione ospedale-territorio, tenuto conto dei limiti  imposti dal Piano di Rientro e delle linee Guida sul Sistema delle Cure Domiciliari e Accesso  ai Servizi Territoriali Dpgr 12 del 31/01/11 il modello organizzativo Nad, concordato dalla  Regione Calabria con il Ministero della Salute, ha previsto la presa in carico e la gestione  del paziente Nad attraverso le “Dimissioni Protette” o tramite i Pua (Punto Unico  d’Accesso) Distrettuali che a loro volta dovrebbero sottoporre alla valutazione dell’Uvm la  richiesta di Nutrizione».

«Non essendo mai stato mai avviato il Modulo Nad Statistico del Sistema Sigemona – si legge ancora – con  Decreto del Dirigente Generale pro. N° 199 del 21 Aprile 2017 veniva costituito un Gruppo  di Lavoro per l’implementazione Nad– percorsi ospedale territorio. Il Gruppo di lavoro si è  inizialmente riunito con cadenza quindicinale ed era stata abbozzata una proposta di  decreto in merito. Tuttavia dopo la sostituzione del Commissario Scura e del Dirigente  Generale, prof. Fatarella, il gruppo di lavoro è stato convocato solo in una sola altra  occasione dal Dirigente Generale dott. Bevere».

Anastasi, inoltre, ha evidenziato che «ad oggi, esiste una situazione  situazione gravissima di carente o scarsa organizzazione del servizio Nad che, così come risulta anche dall’ultima relazione disponibile sull’ attività Nad, anno 2018 – 2019 dell’Asp di Reggio Calabria, si può così sintetizzare: il servizio Nad si basa su dei servizi e non già su di Unità Operative attive 7 gironi su 7  ed il personale assegnato è scarso ed è costituito, nella quasi totalità dei casi, dal solo  referente distrettuale. L’erogazione del servizio risulta dunque inefficiente e  disomogenea presso le varie realtà distrettuali. A tal riguardo si denuncia, altresì, in  alcuni casi, la mancata approvazione del regolamento aziendale nonché inadempienze  relative alla scheda registro Nad ed al prontuario aziendale; frequentemente dalle Unità Operative ospedaliere regionali i pazienti vengono dimessi  con piani terapeutici illegittimi che non tengono assolutamente conto della normativa,  in particolare della circolare 19/932 Siar, che regolamenta la fornitura degli integratori  per Os;  è assente un team Picc domiciliare, così come organizzato in altre Regioni; non si dispone di personale sufficiente. Inoltre è assolutamente indispensabile che allo  stesso venga fornita opportuna e specialistica formazione; non esistono strutture, spazi ed attrezzature che possano garantire un servizio  adeguato; è carente l’erogazione di alimenti speciali a favore degli aventi diritto». (rrc)

Candeloro Imbalzano: subito due leggi regionali per i 7000 tirocinanti calabresi

Candeloro Imbalzano, ex consigliere regionale e già presidente della Commissione Bilancio e Attività Produttive, raccoglie il grido di dolore dei 7000 tirocinanti calabresi e lancia due proposte operative per questi lavoratori precari che continuano ad essere sottopagati e tenuti appesi a promesse di stabilizzazione che sembra non arrivare mai. Candeloro suggerisce di avviare due proposte di legge regionale che consentano l’avvio di un vero processo di stabilizzazione.

«La piaga del vasto bacino del precariato calabrese – afferma Candeloro Imbalzano – è una intollerabile mortificazione per i giovani  e meno giovani  della nostra regione. In questo ambito, particolare significato assume la condizione dei circa 7000 tirocinanti che prestano da anni servizio  presso Enti pubblici, privati e  Ministeri (Giustizia, Comuni, Scuola, Mibact, Città Metropolitana, Sanità) privi di alcuna tutela lavorativa, senza contributi, senza ferie, e senza eventuale diritto di malattia e con retribuzioni da fame,  a fronte di 20 ore  di servizio settimanale. Così come da noi proposto più volte  nel corso di questi ultimi due anni  e soprattutto nello scorso mese di febbraio,  ci sono le condizioni  legislative, giuridiche  ed economiche perché Consiglio Regionale, fino ad oggi colpevolmente  indifferente, e  Governo,  affrontino il problema  ed   avviino da subito un  vero processo di stabilizzazione. In una fase di straordinarie emergenze che il Presidente  Draghi si accinge ad affrontare, alla  drammatica questione dei tirocinanti calabresi  si può e si   deve dare una soluzione concertata con  i  loro rappresentanti.

«Poiché, grazie ai percorsi formativi svolti in questi anni, i tirocinanti hanno  acquisito una preziosa professionalità, importante per l’assetto organizzativo degli Enti ove hanno prestato e continuano a  prestare il loro servizio,  reggendone in buona parte ormai le strutture burocratiche  e le sorti, al punto che la loro eventuale assenza ne paralizzerebbe di fatto l’attività, si impone ormai una forte azione politica che coinvolga tutti i soggetti istituzionali, a partire dei Parlamentari Calabresi, perché all’interno sia dei Fondi POR- FSE e dello stesso  “Recovery Fund”  trovi posto la soluzione di questa delicata ed ormai ineludibile  questione».

Secondo Imbalzano, «Anche se in regime di “prorogatio”, il Consiglio Regionale è nella condizione di approvare, ed è questa la via  praticabile che indichiamo, in qualche settimana due proposte  di legge, per un problema che è più che mai urgente ed indifferibile. La prima dovrà garantire un immediato adeguamento della irrisoria indennità  oggi percepita ogni tre mesi, attraverso l’eventuale rimodulazione dei Fondi POR FSE 2014 – 2020  e prefigurando  da subito contratti di assunzione a tempo determinato. La seconda, è una proposta di legge di iniziativa regionale da sottoporre all’esame del Parlamento, che individui ben chiari  percorsi  di stabilizzazione definitiva, atteso che questi 7000 lavoratori prestano servizio nelle rispettive amministrazioni ormai da tanti  anni».  (rrc)

Spirlì: la soluzione per la sanità è l’azzeramento del debito e Irto incalza Longo

Per il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, l’unica soluzione percorribile per la sanità calabrese «è un intervento straordinario dello Stato che non sottragga alla Regione i poteri di organizzazione e di coordinamento, ma imponga, attraverso un piano straordinario, la verifica e la determinazione certa del debito e il conseguente azzeramento di tutte le pendenze pregresse».

È quanto ha dichiarato nel corso dei lavori in Consiglio regionale della Calabria, dedicata alla situazione della Sanità calabrese, Spirlì, aggiungendo che «nei giorni scorsi, ho inviato una richiesta accorata al presidente Draghi, in quanto convinto che, senza l’azzeramento del debito sanitario, questa regione non potrà mai ambire a offrire ai propri cittadini il sacrosanto diritto alla salute».

«Noi – ha affermato – siamo al fianco del commissario ad acta. Il prefetto Longo è arrivato in Calabria nel momento più drammatico della storia dell’umanità e non poteva che essere accolto in amicizia. In qualità di rappresentanti eletti o nominati, non avremmo potuto lasciarlo solo».

Il commissario Longo, dal canto suo, ha ribadito di aver «accettato perché si trattava della Calabria, qui ho pochissimi amici ma i più fidati e sinceri, e sono reggini. Ho sentito di compiere questo sforzo per il popolo calabrese, non ho altri interessi, men che mai economici», e che ha «trovato una sanità in situazioni precarie sotto l’aspetto gestionale e funzionale. Le prestazioni sono quelle che sono, abbondantemente al di sotto dei livelli essenziali di assistenza».

Nel corso dell’incontro, Spirlì ha parlato del caso del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, ricordando che ha inviato una lettera indirizzata ai ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, ai rispettivi capi di gabinetto e al sottosegretario Molteni, in cui chiedo che venga disposto un team di ispettori sul caso Sant’Anna. Certi atteggiamenti non possono essere più tollerati. Chi ha sbagliato dovrà pagare».

«Su Villa Bianca – ha aggiunto – non è più possibile aspettare che si coordinino interessi che devono essere dichiarati. Questa struttura può e deve recuperare 100 posti di degenza. Il generale Pirro è al fianco del commissario Longo nella campagna vaccinale e sta dando una grande risposta alla nostra terra. Chiunque altro ci avrebbe lasciato il dubbio, l’Esercito no. Abbiamo ottenuto risultati a Cosenza, Catanzaro, Lamezia Terme e nella Piana».

Il commissario Longo, invece, ha dichiarato che «l’accreditamento e le verifiche sono state fatte, tutto è risultato secondo legge, ho intessuto interlocuzioni con l’Asp affinché proceda alla firma dei contratti per il 2021, fermo restando il procedimento penale pendente. Interloquirò con la Procura per quanto possibile».

«Sulle prestazioni della struttura – ha proseguito Longo – si sono espressi tutti, anche l’Agenas. Non per nulla era stata inserita fra le strutture sanitarie nella rete ospedaliera di prestazioni sanitarie. È un discorso che si cercherà di definire nel modo più equo possibile, perché ne va della salute dei calabresi».

Per quanto riguarda le vaccinazioni, «siamo passati dalle 2.500 somministrazioni al giorno alle 12mila di venerdì, alle 19mila di sabato e alle 15mila di domenica scorsi. Questi numeri sono possibili solo utilizzando la piattaforma, gestita in maniera centralizzata dalla struttura che è all’apice: commissario, Protezione civile ed Esercito. Le 23mila schede mancanti stanno per essere inserite in piattaforma e confluiranno nei dati che saranno ufficiali a livello nazionale» ha dichiarato Spirlì, aggiungendo che «la nostra sanità è offesa e non può andare con lo stesso passo di altri. Chi attacca in maniera strumentale la Regione non rende un buon servizio. Ereditiamo un dipartimento azzoppato, ma che, grazie al direttore generale Brancati, sta ritrovando una propria dignità, col passo lento di chi deve costruire sulla roccia e non sulla sabbia».

Longo, sempre sui vaccini, ha ricordato che «la Calabria è l’unica regione in Italia che ha tre piani vaccinali, le altre si sono adeguate al piano nazionale. Noi ci siamo voluti calare nella realtà» e ha riferito che «contiamo di andare avanti e superare il limite delle 20mila vaccinazioni al giorno. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno sul piano delle somministrazioni».

«L’emergenza sanitaria in Calabria ha raggiunto, da anni – ha spiegato Spirlì – livelli ormai insostenibili. La pandemia ha, di fatto, aggravato la situazione facendo emergere l’incapacità del sistema sanitario regionale di offrire livelli minimi di assistenza sanitaria. Sebbene abbia manifestato pubblicamente la mia contrarietà alla riproposizione del Decreto Calabria, ho inteso, fin dal primo giorno, insieme alla Giunta, avviare un percorso di collaborazione e di sostegno alle attività che l’organo commissariale ha inteso perseguire».

«Tra i primi atti posti in essere – ha sottolineato Spirlì – vi è stata la decisione di sancire formalmente il supporto di tutte le risorse umane e strumentali del dipartimento Salute che, a seguito di deliberazione della Giunta regionale, sono stati formalmente messe a disposizione della struttura commissariale. Abbiamo inoltre avviato una serie di manifestazioni di interesse per l’assunzione di funzionari e personale dirigente per completare ulteriormente il contingente del dipartimento».

«La Giunta, inoltre – ha continuato – ha recentemente completato l’iter di assegnazione di 175 milioni di euro, per investimenti e per l’assunzione di nuove professionalità nel servizio sanitario regionale e per favorire una più celere attuazione delle relative procedure di spesa».«Con senso di responsabilità, nonostante la confusione dettata dalle norme vigenti che attribuiscono al commissario ad acta l’attuazione del piano operativo Covid e del piano vaccinale, abbiamo fronteggiato l’emergenza istituendo le zone rosse, approntato un piano straordinario di riconversione delle strutture per l’ampliamento dei posti letto e distribuito ingenti risorse per far fronte alle nuove assunzioni, grazie, soprattutto, a un costante lavoro degli uffici regionali, dei dipartimenti di prevenzione e di tanti amministratori locali».

«Per rappresentare il quadro del nostro sistema sanitario – ha concluso Spirlì – basterebbe un solo dato: nell’ultimo decennio nelle strutture sanitarie calabresi sono stati investiti circa 15 euro pro capite, mentre, nello stesso periodo, la media nazionale è stata di 45 euro. Il Piano di rientro della Regione Calabria, del 2009, prevedeva una serie di interventi finalizzati a ristabilire un equilibrio economico-finanziario. Ma così non è stato. Troppe le criticità e le inadeguatezze che hanno portato alla nomina di commissari e a vari interventi del Governo culminati con i due Decreti Calabria che, di fatto, hanno completamente esautorato la Regione di poteri di organizzazione e coordinamento».

Il commissario Longo, nel suo intervento, ha ricordato che «abbiamo due aziende sciolte per mafia. In una ho potuto nominare un commissario, nell’altra permane  lo scioglimento e finirà a ottobre. La commissione straordinaria di Reggio non ha sortito gli effetti e sperati sul piano della gestione aziendale, perché i problemi che riguardano l’Asp di Reggio Calabria sono noti, ma non ho poto constatare passi avanti. Sto concordando con il nuovo commissario la strategia per cercare almeno di quantificare il debito, anche se secondo me è che sarebbe necessaria una gestione stralcio in modo da separare passato e presente, altrimenti non se ne può uscire»

«Lo stesso dicasi – ha aggiunto – per l’altra Asp oggi falcidiata, quella di Cosenza, dopo un’inchiesta giudiziaria che ha accertato la falsità di tre bilanci (2015-16-17) e quindi impedendo di fare i bilanci successivi. Ai tavoli ministeriali, ho proposto la sospensione del termine trimestrale in modo da dare al nuovo commissario di quantificare almeno il debito del contenzioso e poi poter ripartire. Aspetto la risposta, si vedrà. Le altre Asp non sono in situazioni eccellenti. Non ho potuto approvare i bilanci 2018-19 dell’Asp di Vibo Valentia perché c’erano risultanze negative, lo stesso per l’Asp di Crotone e il Pugliese di Catanzaro. La situazione non rende tranquilli ma con i muovi commissari stiamo vedendo come correggere le questioni contabili. L’Asp di Catanzaro ha anch’essa problemi di bilancio, non come le altre ma ha problemi di disavanzo».

«Farò, a breve – ha annunciato – il programma operativo 22-24, partendo ovviamente dalla emergenza Covid, che ha reso il precedente programma un po’ inattuale. Procederò immediatamente, in tempi più o meno brevi, partendo dall’emergenza Covid e affrontando anche le problematiche che si porranno post Covid, perché il post Covid imporrà scelte diverse rispetto al passato, valutazioni e programmi diversi, ahimè purtroppo».

«Il presidente Spirlì e la Giunta – ha spiegato ancora Longo – mi hanno dato tutto un Dipartimento, anche se è un po’ falcidiato negli anni. Mancano capi settore, ma abbiamo la fortuna di avere come il dirigente generale del Dipartimento Brancati, che non è secondo nessuno per competenza e professionalità. Mi sono stati affiancati di recente due sub commissari e stiamo avendo un grosso supporto da parte dell’Agenas: sono arrivate 15 unità, ne mancano ancora 21 ma hanno bandito nuovi concorsi e ci manderanno gente qualificata e che ha già lavorato in Calabria. Stiamo andando avanti e conto molto di poter ridisegnare la sanità calabrese sulla base del programma 2022-24».

Nel corso del dibattito in Consiglio regionale, il vicepresidente Nicola Irto ha incalzato il commissario Longo: «Qual era lo stato dell’arte della Sanità al momento del suo insediamento a dicembre scorso, con riferimento ai numeri dei posti letto di Terapia Intensiva e di Terapia Sub-intensiva in regione? E a che punto è il famoso “piano anti Covid”?». Sono alcune delle domande poste al commissario regionale alla Sanità, Guido Longo da Nicola Irto, consigliere regionale del Partito democratico e candidato alla presidenza della Regione Calabria.

«Vorremmo inoltre sapere – ha proseguito Irto – a quanto ammontano gli stanziamenti pervenuti dal Governo centrale alla Regione Calabria, a vario titolo, per l’emergenza Covid e come sono stati spesi o impegnati. E sulle vaccinazioni: al netto degli annunci spot e delle televendite, la Calabria è la peggior regione italiana per dosi somministrate in rapporto alla popolazione. Molte delle problematiche che stanno causando rallentamenti al piano vaccinale e più in generale alla macchina organizzativa, – ha evidenziato Irto – sono dovuti alla carenza di dosi e alla poca chiarezza sul fronte dell’approvvigionamento. Sappiamo che nei prossimi giorni è in programma un incremento in tal senso. Può dirci quali sono le scadenze previste e il piano di distribuzione sul territorio? Come si pensa di somministrarle nel più breve tempo possibile?».

«Abbiamo pieno e assoluto rispetto della sua persona e del suo ruolo – ha poi aggiunto Irto rivolgendosi al commissario Longo –, e l’abbiamo apprezzata come uomo di legge e come espressione alta delle istituzioni dello Stato, ma un generale senza esercito non può vincere la guerra. Così com’è necessario che una risposta arrivi dal presidente facente funzioni Spirlì e dalla sua Giunta su temi strettamente connessi alla gestione dell’emergenza Covid e più in generale alla gestione del Servizio Sanitario Regionale. A cominciare dalla mancata approvazione, in diverse aziende, o alla ormai inattualità, degli Atti aziendali, passando per la rete ospedaliera cannibalizzata dalle gestioni del passato, a cui non solo dobbiamo il commissariamento della sanità calabrese, ma anche i provvedimenti che hanno avviato lo smantellamento di presidi da Trebisacce, Cariati, Praia a Mare, Amantea fino a Siderno o Oppido. Ospedali che oggi devono essere riaperti come presidi di prossimità o come strutture di zona disagiata. Stessa sorte che non vorrei fosse riservata ai fondi Invitalia specifici per i nuovi ospedali che devono nascere in Calabria: il governo regionale si sta occupando di monitorare la situazione? Sta marcando stretta Invitalia affinché quei fondi siano finalmente disponibili? Non lo sappiamo, anche di questo argomento non se ne parla né qui, né tantomeno sui giornali. Su questi e su molti altri temi aperti per la Sanità calabrese non si può attendere che la regione torni al voto, ma urgono interventi immediati e concreti». (rrc)

Tansi: Il Consiglio regionale svolto rappresenta uno spettacolo indecente

Carlo Tansi, leader di Tesoro di Calabria, ha dichiarato che, quello che si è svolto lunedì, è un «consiglio regionale vergognoso».

«Sì, e io non esito a dirlo. Anzi, lo ribadisco senza alcuna remora – ha aggiunto –. Considerato come sia andata in scena un’altra farsa personale del reggente Nino Spirlì, che ormai pensa forse più agli aspetti folkloristici della posizione di grande prestigio, ma anche di altrettanta delicatezza, da lui occupata per cui è ripreso dalla stampa nazionale e soprattutto caricaturato dal brillante comico-imitatore Maurizio Crozza. La questione, tuttavia, è che qui non si discute delle scelte comunicative più o meno felici del presidente facente funzioni quanto della salute dei calabresi».

«Un’assoluta priorità un po’ per tutti – ha proseguito – ma non per l’attuale numero uno della Regione che di Sanità pubblica, ma pure privata, non ne parla forse per evitare guai, probabilmente dietro suggerimento di alcuni scaltri soggetti i quali gli devono aver consigliato di tenersi alla larga da uno dei temi più scottanti in discussione. Stesso dicasi per la ‘ndrangheta, riguardo a cui non l’ho visto assumere una posizione forte. Mai, anche se questa è come ovvio un’altra storia. La sostanza, dunque, è che sembra un passante. Uno bravo, dal suo punto di vista chiaramente, a tenersi anni luce lontano dai temi più spinosi. Argomenti da cui in parecchi cercano di fuggire, però ineludibili per la classe politica e dirigente calabrese».

«Gli spieghi, infatti – ha detto ancora – il cerchio magico leghista, se non lo sa già, che un governatore, oltretutto di una regione in grave difficoltà come la Calabria, deve essere ogni giorno in trincea e, invece di dedicarsi ai video per Facebook o andare negli stadi ad assistere alle partite di calcio della sua squadra del cuore, lavorare sodo, anche la notte, per rendere ad esempio assai più efficiente il sistema sanitario calabrese».

«Un settore che qui da noi, emergenza Covid a parte – ha concluso – ha al contrario sempre fatto acqua un po’ da tutte le parti e necessita quindi di essere ampiamente migliorato, pure mediante l’implementazione dei servizi. Un fattore determinante per salvare la vita a molti calabresi e porre anche fine alla piaga dell’emigrazione per motivi di salute». (rrm)