Spirlì in Consiglio difende il suo operato contro il Covid. L’opposizione: un comizio

Prima di presentare il piano della Regione per il Recovery Fund (potevano svegliarsi prima, no?), messo peraltro all’ultimo minuto nell’ordine del giorno, il presidente ff della Regione Nino Spirlì ha difeso con veemenza il suo operato, attaccando la minoranza, accusata di cercare pretesti per fare campagna elettorale.

«Siamo qui – ha detto Spirlì – anche per prenderci gli sputi in faccia da chi pensa di far partire una campagna elettorale orrenda, oggi è il tempo sbagliato per cominciare a fare incetta di voti, oggi ci si deve sporcare le mani di lavoro. Noi non siamo chiusi nel Palazzo. Oggi è il tempo in cui Paola ha 4 terapie intensive in più, è il tempo dei 100 posti letto di Villa Bianca a Catanzaro dopo decenni di abbandono e di inerzia. Nei decenni passati – ha proseguito il presidente rivolgendosi all’opposizione – sono stati chiusi ospedali e oggi voi sapienti venite a chiedere a me perché sono chiusi: non è a noi che dovete chiederlo. In cinque mesi non si possono aprire ospedali chiusi da decenni. Dov’eravate quando con il vostro silenzio è stato bloccato il turn over e perché ora lo chiedete a noi? Non fate finta di fare quelli che cadono dal pero, perché il pero siete voi. Non date lezioni a chi sta lavorando. Se pensavate che questo presidente di passaggio non fosse capace perché veniva dallo spettacolo vi siete sbagliati, perché nel mondo dell’arte e della cultura la capacità è pane quotidiano. Mai una Giunta regionale ha dato 175 milioni alla sanità come abbiamo fatto noi: sono fondi europei che erano destinati ad altri progetti ma tutti gli assessori si sono adoperati per raccoglierli per la sanità senza punire le altre attività. Nel quinquennio precedente – ha quindi concluso Spirlì – quanti 175 milioni di euro avete dato alla sanità?».

In apertura del discorso, Spirlì ha fatto una difesa d’ufficio di tutta la Giunta: «Mai e poi mai io e la Giunta abbiamo mai pensato di dover abbandonare i calabresi a un solo secondo di dubbio istituzionale. Ogni volta che il governo ha nominato un commissario – ha detto – abbiamo ritenuto necessario che, a prescindere dalla giustezza di quella nomina, la Calabria si stringesse attorno a quella figura, pur rifiutata, perché il bene primario è l’interesse dei calabresi, e quello che stiamo facendo. per questo ci siamo messi a fianco, senza ingoiare nessuna carica istituzionale, a lavorare come servitori dello Stato magari prendendo ancora schiaffi che continuiamo a non meritare e che meriterebbe chi, i corsari e i pirati, hanno affossato la nostra sanità calabrese ingrassandosi. Abbiamo detto al commissario: siamo al tuo fianco. E abbiamo ottenuto risultati».

Spirlì non ha evitato spunti polemici: «Nessuno di noi taglia nastri ma ottiene risultati, con una forte interlocuzione con i ministeri che ci ascoltano. E non ci siamo vergognati di chiamare l’Esercito che ci ha dato massima attenzione con un ospedale militare a Cosenza. Dopo due settimane con un solo ricoverato – ha spiegato – le istituzioni preposte hanno proposto di trasformarlo in centro vaccinale e qui sono stati vaccinati migliaia di calabresi: lì è e lì resta. Al generale Figliuolo abbiamo chiesto e ottenuto vaccinatori, e poi abbiamo aperto un nuovo centro, a Taurianova, perché il fabbricato ha due piano terra con doppia possibilità di vaccinazione e sostegno ai disabili. Abbiamo chiesto al generale Figliuolo di venirci incontro su un’altra debolezza, la vaccinazione dei soggetti fragili nelle aree interne, e abbiamo ottenuto un’unità mobile».

Poi si è passati a parlare (vedi altro articolo) di Recovery Fund, non prima di raccogliere la critica di Mimmo Bevacqua, capogruppo PD: ««Ci aspettavamo un’informativa e non un comizio, è vergognoso questo atteggiamento. E quando si sono chiusi gli ospedali c’era il centrodestra al governo». (rp)

Il Consiglio regionale discute oggi (un po’ in ritardo) di Recovery Plan

Torna a riunirsi stamattina a mezzogiorno il Consiglio regionale della Calabria: a Palazzo Campanella, con la presidenza di Giovanni Arruzzolo, ci sarà il presidente ff Nino Spirlì a riferire sulle iniziative adottate dalla Giunta in ordine al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sembrerebbe un po’ tardiva questa convocazione, visto che ormai mancano undici giorni alla consegna del dossier destinato a Bruxelles, ma tant’è. Anche in questa occasione il Consiglio non manca di mostrare la sua evidente inadeguatezza (generosamente confusa con difficoltà) dopo la prematura scomparsa della presidente Jole.

Il Recovery Plan rappresenta per la Calabria uno strumento essenziale per poter pianificare la ripresa e programmare azioni e iniziative infrastrutturali che dovrebbero cambiare radicalmente il volto della regione. La prima bozza del documento è stata licenziata dal Governo a dicembre e presentata il 12 gennaio: in questi tre mesi non sono mancate proposte di integrazione e modifica da parte di sindaci, amministratori locali e, soprattutto, delle commissioni parlamentari interessate che hanno prodotto a fine marzo un documento conclusivo. Sono mancate invece proposte e indicazioni della Regione e non sarà l’inutile dibattito di oggi a cambiare qualcosa. (s)

Questo l’ordine del giorno della seduta odierna:

1) Informativa del Presidente f.f. della Giunta regionale sulle iniziative adottate in ordine al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) – DIBATTITO;


2) Proposta di Legge n.75/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche della Regione Calabria e determinazione del canone in attuazione dell’art. 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 “ – Relatore: P. MOLINARO
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 Dossier


3) Proposta di Legge n.76/11^ di iniziativa del Consigliere V. PITARO recante: “Modifiche all’articolo 5 della legge regionale 19 novembre 2020, n. 21 (Istituzione Consorzio Costa degli Dei) “ – Relatore: G. NERI
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 Dossier


4) Proposta di Legge n.77/11^ di iniziativa del Consigliere N. PARIS recante: “Modifiche agli articoli 2 e 4 della legge regionale 19 novembre 2020, n. 25 (Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche da fonti rinnovabili) “ – Relatore: P. MOLINARO
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 Dossier


5) Proposta di Legge n.78/11^ di iniziativa del Consigliere C. MINASI recante: “Modifiche alla legge regionale 19 novembre 2020, n.22 (Disciplina delle Associazioni Pro Loco) “ – Relatore: P. MOLINARO
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6) Proposta di Legge n.82/11^ di iniziativa dei Consiglieri A. DE CAPRIO,V. PITARO recante: ” Modifica alla legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66 (Istituzione dell’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura e disposizioni in materia di sviluppo dell’agricoltura) “ – Relatore: P. MOLINARO
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 Dossier


7) Proposta di Legge n.83/11^ di iniziativa del Consigliere A. DE CAPRIO recante: ” Norme in materia di conclusione delle procedure di liquidazione di enti pubblici e fondazioni e di rilancio della forestazione “ – Relatore: A. DE CAPRIO
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 Dossier

Pronta la mobilitazione dei lavoratori delle Terme Luigiane per essere a Reggio Calabria

di FRANCO BARTUCCI – Pronta la mobilità dei lavoratori delle Terme Luigiane per essere a Reggio Calabria lunedì prossimo, sul piazzale della sede del Consiglio regionale, e dare sfogo ad azioni di protesta finalizzate a dare una soluzione alla vicenda delle Terme Luigiane. Stanno organizzando, in piena sicurezza, il trasferimento su Reggio in pullman e con macchine private.

Intanto, è arrivato loro una dichiarazione di sostegno da parte del consigliere regionale Domenico Bevacqua, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio, che sostiene la necessità di  ascoltare le ragioni dei lavoratori delle Terme Luigiane.

«250 lavoratori – sostiene il consigliere Bevacqua – rischiano il posto, a fronte di un’attività che non presenta problemi di produttività: è questa la situazione delle Terme Luigiane. Per questo, chiederò al presidente Giovanni Arruzzolo di ricevere una delegazione di lavoratori delle Terme prima dell’inizio della prossima seduta consiliare del 19 aprile, per capire come si possa avviare la soluzione più rapida e meglio soddisfacente per i livelli occupazionali, chiamando alle loro responsabilità le parti in causa».

È importante che il Consiglio regionale prenda atto di questa situazione di scontro creatosi tra i sindaci dei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese e la società Sateca, sull’apertura delle Terme per la prossima stagione termale entrando nel merito della conoscenza dei fatti e contestualmente legiferi in materia.

L’incontro chiesto dal Consigliere Bevacqua è, quindi, di fondamentale importanza. «Il contenuto della interlocuzione  potrebbe essere utile per individuare soluzioni fattibili, magari anche attraverso atti normativi appositi. Nella situazione di attuale emergenza socio-economica, è assolutamente prioritario tutelare i diritti di 250 famiglie che rischiano il pane. Sono certo – ha concluso Bevacqua – che il presidente Arruzzolo, viste l’alta sensibilità e responsabilità istituzionale che lo contraddistinguono, non mancherà di accogliere questo appello».

In queste ore, è pure giunta ai lavoratori una dichiarazione di sostegno da parte della diocesi di San Marco-Scalea, attraverso un documento del vicario del vescovo, Mons. Leonardo Bonanno, indirizzato ai due sindaci e alla dirigenza della Sateca ed all’assessore regionale alle attività produttive, Fausto Orsomarso.

«Carissimi, nonostante i vari tentativi effettuati finora dalle diverse parti – scrive il vicario diocesano, don Massimo Aloia – non si è ancora giunti ad un accordo che possa garantire l’attività termale da tutti auspicata. Quale vicario del Vescovo per il territorio Guardia-Diamante nonché parroco di Intavolata/Terme, non posso rimanere sordo al grido di angoscia dei lavoratori e delle loro famiglie per il rischio del loro lavoro, così come capisco la preoccupazione dei due sindaci nella gestione di una cosa così delicata materia per l’economia dei rispettivi comuni e come comprendo le ragioni economiche e finanziarie in cui si trovano. Comprendo le difficoltà della Sateca Spa sorte per la pandemia che lascia ancora tanta incertezza sulla stagione in arrivo e per le conseguenze nefaste di quella scorsa. Invito la Regione Calabria ed in particolare l’assessore Orsomarso che ha molto a cuore la vertenza, a supportare in tutti i modi possibile i disagi economici delle Amministrazioni e dell’azienda come è doveroso in una emergenza di questo tipo».

Nel documento, il vicario don Massimo Aloia avanza alle parti interessate una proposta per come superare il momento di non dialogo per quanto riguarda soprattutto l’aspetto finanziario del canone da dare ai due comuni dicendo che ognuna delle parti con umiltà sacrifichi qualcosa. La Sateca dovrebbe riconoscere ai due comuni un canone annuo per la concessione delle acque termali di 60 mila euro, al posto delle centomila chieste, divise in due quote di 30 mila euro, mentre la Regione dovrebbe rinunciare, come proprietaria ad avere la sua quota.

La proposta prevede una durata di due anni per le stagioni 2021 e 2022, da concordare, compatibilmente con la situazione pandemica,  con la sottoscrizione di un patto di sub concessione in precario, che prevede nel momento della firma dell’atto l’erogazione della prima quota di trentamila euro da parte della Sateca ai due comuni; mentre l’altra quota di 30 mila euro sarà versata a fine della stagione termale. Così, anche per l’anno successivo 2022. I comuni si impegnano a fornire alla Sateca Spa le acque termali, la falegnameria e il piazzale dello stabilimento S. Francesco utilizzato per la produzione di fanghi ed alghe fino al 20 dicembre 2022.

Nell’eventualità che i comuni raggiungano, mediante gara, la designazione di un nuovo assegnatario in grado di iniziare l’attività termale entro la fine del 2021, la Sateca restituirà i beni oggetto della sub concessione e i comuni restituiranno immediatamente il canone di 30mila euro anticipato dalla società Sateca per l’anno 2022. Qualora non si abbia alla data del 20 dicembre 2022 un sub concessionario in grado di iniziare l’attività termale, la sub concessione con Sateca continuerà di anno in anno alle stesse condizioni, tranne che per il canone che verrà adeguato per come stabilito da un ente terzo “super partes” scelto dalle parti ed in assenza di accordo scelto dal presidente del Tribunale di Paola.

Fin qui la proposta del Vicario della Diocesi di San Marco-Scalea che dovrà essere valutata dalle parti; mentre nel frattempo è giusto che tale importante vicenda venga portata al vaglio del Consiglio regionale per una sua rapida conclusione di ripresa immediata di lavoro e di riapertura della stagione termale. Si sta perdendo troppo tempo ed alcuni lavoratori delle Terme con sofferenza ci dicono «che la stagione termale è ormai persa». Ci si trova a metà aprile e di solito si apriva nella prima decade del mese di maggio. (rcs)

Le Commissioni Sanità e Anti ‘ndrangheta sulla crisi sanitaria in Calabria: Manca cabina di regia unica

A Palazzo Campanella, le Commissioni Sanità e anti ‘ndrangheta, si sono riunite per analizzare le criticità che stanno emergendo in Calabria in piena crisi pandemica.

Assenti, al simposio, il commissario straordinario alla sanità in Calabria, Guido Longo, e il Dirigente vicario del Dipartimento tutela della salute, servizi sociali e socio sanitari, Giacomino Brancati. Al posto di quest’ultimo, è intervenuto il dott. Pasquale Gidaro, audito, in particolare, sull’edilizia sanitaria Covid. Presente il delegato del soggetto attuatore per l’emergenza Covid, Fortunato Varone.

L’assenza del commissario Longo, per il consigliere regionale Raffaele Sainato, «è un fatto grave, che stigmatizzo con determinazione. Un vero e proprio sgarbo istituzionale nei confronti della massima assemblea legislativa e rappresentativa della nostra Regione. I calabresi pretendono risposte da chi è stato incaricato di gestire la sanità, un servizio fondamentale per la vita di ciascuno e per la società».

«Siamo stanchi – ha aggiunto – di essere ignorati e trattati da colonia, che non merita nemmeno la dignità di essere ascoltata. Ora basta. Da chi si è presentato sotto le insegne della legalità, i calabresi vogliono trasparenza e una interlocuzione chiara e costante. I calabresi devono sapere che la Regione Calabria, in materia di sanità e campagna vaccinale, è spogliata di ogni competenza, che sono in capo alla struttura commissariale, guidata oggi da Guido Longo. Il Governo del Paese intervenga e ponga fine a questo stato di grave indifferenza e approssimazione».

Nel corso dell’incontro, dunque, si è discusso del piano vaccinale a rilento, della reale disponibilità dei vaccini, dell’implementazione dei centri per la somministrazione del siero immune, delle intese con i medici di famiglia e i farmacisti per l’inoculazione, della questione ‘’Altri’’, con più di 82mila fiale somministrate non si sa a chi. In più, le criticità che la popolazione incontra sulla piattaforma per le prenotazioni.

«L’obiettivo – hanno dichiarato il presidente dell’antimafia, Antonio De Caprio e il collega della commissione Sanità, Sinibaldo Esposito – non era quello di puntare il dito contro la gestione commissariale, per ciò che concerne i disagi sul fronte vaccinazioni e crisi pandemica. Il nostro intento era quello di essere propositivi e attuare una collaborazione, necessaria per uscire fuori dal tunnel nel più breve tempo possibile».

«Manca una cabina di regia unica – hanno chiosato De Caprio ed Esposito –. Molti dubbi sono rimasti in sospeso, alla luce dell’assenza degli attori principali. Bisogna capire cosa non va, ad esempio, per ciò che concerne la piattaforma di prenotazione dei soggetti fragili, conviventi, coloro che usufruiscono della Legge 104, dei soggetti in età pediatrica. Non è possibile che ogni Asp percorra una direzione diversa, rispetto all’unicità degli intenti che dovrebbe caratterizzare le buone pratiche lavorative e soprattutto dare risposte univoche ed omogenee su tutto il territorio regionale».

«Ognuno – hanno aggiunto – deve prendersi le proprie responsabilità e remare insieme, uniti, verso un unico obiettivo: il sollievo dei nostri concittadini, stretti nella morsa della crisi sanitaria ed economica. Continueremo ad essere propositivi e collaborativi. Lo dobbiamo a tutti i calabresi. A tal proposito, su input di tutti i componenti delle due commissioni, sarà nostro compito cercare una interlocuzione con il commissario Longo, allo scopo di indire incontri che vogliono mettere al centro una sinergia di azione nell’interesse supremo dei calabresi e non momenti inquisitori nei confronti di nessuno. Inoltre, entrambi auspichiamo, laddove i temi lo consentano, di poter continuare a lavorare insieme con i due organismi consiliari».

«Già nei prossimi giorni – hanno annunciato – si provvederà alla convocazione di una nuova commissione, eventualmente congiunta, per audire tutti i commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi. Alla luce di alcune domande rimaste senza risposta nelle sedute odierne, si procederà alla convocazione del management dell’Asp di Cosenza, dell’Ao bruzia e dell’Asp di Catanzaro per ciò che concerne il reale numero di somministrazioni sotto la voce ‘’Altro’’,  avendo saputo dal dottor Varone che tali aziende, ad oggi, non hanno prodotto una risposta alle sue richieste».

«In più – hanno affermato De Caprio ed Esposito – si procederà, in tempi brevi, alla convocazione dei vertici delle altre aziende sanitarie e ospedaliere calabresi, ai quali chiederemo anche lo stato dell’arte, circa tematiche estremamente sensibili ed importanti quali la situazione dei vari presidi con la saturazione dei posti letto in area medica, terapia intensiva e sub intensiva. Siamo preoccupati per la situazione in cui versa la Calabria. Lo stesso sentimento è stato condiviso, oggi, con tutti i colleghi consiglieri regionali presenti nelle 2 commissioni».

«In tutto il territorio – hanno concluso – la curva del contagio da Sars Cov – 2 si è alzata vertiginosamente. Dobbiamo agire velocemente. Lo dobbiamo ai nostri concittadini». (rrc)

 

Il consigliere Aieta: Riattivare iter per il superamento del precariato storico

Il consigliere regionale Giuseppe Aieta ha scritto al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, affinché sia riattivato iter relativo alla proposta di legge Misure straordinarie straordinarie ed urgenti tese al superamento del precariato storico.

«Sono trascorsi – si legge nella lettera – tre mesi dallo scorso 29 dicembre 2020, giorno in cui il Consiglio Regionale, all’unanimità, ha manifestato la piena volontà a risolvere definitivamente la vicenda dei precari della ex Legge 12 del 07/07/2014. Da allora, a parte qualche timido segnale di apertura verso questi lavoratori, è calato il silenzio. Probabilmente per le polemiche che ne sono scaturite e rispetto alle quali non è difficile fare chiarezza ed agire in piena trasparenza. Perché se è vero che l’obiettivo dev’essere tutelare i precari è altrettanto vero che questa non può e non deve essere un’opportunità per i furbi».

«Pertanto – continua la lettera – credo che a tutela di tutti sia necessario coinvolgere nell’intero iter istituzionale le organizzazioni sindacali.
D’altra parte credo che non esista criterio più democratico, a garanzia di tutto il procedimento, che la presenza e la partecipazione delle O.o s.s., affinché ciascuna sigla possa esprimersi sull’iter procedurale seguito e da seguire a garanzia dei principi di trasparenza e correttezza che per primi i lavoratori chiedono».

«Le Commissioni – inspiegabilmente prima convocate e poi revocate – rappresentano – continua la lettera – la sede più appropriata dove poter chiarire ogni dubbio, manifestare eventuali riserve e individuare vie d’uscita in grado di dare risposta a quei lavoratori che hanno lavorato per anni in Regione Calabria e che ora aspettano una risposta. Risposta che abbiamo il dovere di dare a fronte di un impegno assunto all’unanimità in Consiglio regionale. Fuggire di fronte alle difficoltà non è mai onorevole per le Istituzioni che hanno il dovere di tutelare i diritti dei più deboli e, se ci sono furbi, non utilizzarli come alibi, bensì assumersi la responsabilità di sbarrare la strada a scorciatoie con nettezza e rigore». (rrc)

Approvato riordino delle procedure di assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche

Sono state approvate, dalla VI Commissione del Consiglio regionale della Calabria, le nuove procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, che consentiranno il giusto canone oltre che la possibilità di ottimizzare il funzionamento delle strutture.

Infatti, le nuove disposizioni consentiranno di aumentare le entrate regionali di oltre 6 milioni di euro, che dovranno essere spese per le opere di manutenzione del territorio.

Nel corso dei lavori della Commissione è intervenuto l’assessore alla tutela dell’ambiente, Sergio De Caprio, che ha sottolineato i molteplici principi energetici ed ambientali su cui si basa la nuova legge. In particolare ha evidenziato il ruolo che potranno avere le Comunità energetiche, già disciplinate dalla legge regionale numero 25 del 2020. Oltre al contributo dell’assessore, la discussione della Commissione si è avvalsa dell’illustrazione del provvedimento da parte del dirigente del Settore gestione demanio idrico, Cosimo Caridi.

Altro importante punto all’Ordine del Giorno è stata la proposta di legge relativa ad una nuova disciplina per il comparto della pesca. Al riguardo, la Commissione ha sentito il parere del Dipartimento Agricoltura, rappresentato dal Direttore Generale Giacomo Giovinazzo.

La discussione, però, è stata rinviata a causa dell’assenza in aula dei proponenti. La Commissione ha anche discusso ed approvato la proposta di legge del consigliere Antonio De Caprio, per la soppressione del Comitato Tecnico d’Indirizzo dell’Arsac, l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese. È stato sentito il direttore Giovinazzo, che ha dichiarato che la previsione statutaria del Comitato tecnico di indirizzo, è stata oggetto di osservazioni da parte dell’Anac, poiché impedisce l’iscrizione dell’Azienda tra le amministrazioni aggiudicatrici, con la qualificazione di in house providing.

Inoltre, è stato comunicato alla Commissione che il Cti non si è mai insediato. L’altra PdL approvata dalla Commissione è stata quella della consigliera Tilde Minasi, relativa a misure urgenti in tema di concessioni per attività di acquacoltura. Il provvedimento prevede che, per far fonte all’emergenza Covid, siano equiparati i canoni di concessione per gli anni 2020/2022, applicabili a tutte le tipologie di concessionari.

Oltre alle proposte di legge, la Commissione ha esaminato i Piani esecutivi annuali d’immagine e promozione turistica, degli anni 2020 e 2021. I piani sono stati illustrati alla Commissione dalla dirigente Generale del Dipartimento segretariato Generale della Giunta regionale, Eugenia Montilla. La complessità e l’ampiezza dei piani, hanno fatto emergere l’esigenza di proseguire la discussione nella prossima seduta della Commissione che è stata programmata per il giorno 12 aprile p.v. (rrc)

Antonio De Caprio: ‘ndrangheta fenomeno che bisogna affrontare a testa alta e senza paure

Il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione regionale anti ‘ndrangheta, Antonio De Caprio, ha condiviso una riflessione in occasione della Giornata in ricordo delle vittime innocenti della mafia.

«A ricordare e riveder le stelle. Un inno alla vita. Un monito a non dimenticare mai le vittime innocenti della mafia. Uomini, donne, bambini inermi dinanzi alla brutalità di menti annebbiate dal male» ha detto De Caprio, aggiungendo che «le stelle sono anche le persone che ogni giorno si battono per la giustizia sociale e la legalità democratica, fari del nostro operare ed esempi ai quali guardare. A loro dobbiamo quotidianamente volgere il nostro sguardo».

La frase emblematica, scelta quest’anno da Libera per la 26ma edizione della giornata della memoria e dell’impegno, racchiude in sé numerosi significati, che riecheggiano nel nostro intimo. 

«Uno su tutti le stelle – ha proseguito il presidente dell’antimafia regionale –. Quelle miriadi di luci soffuse, che indicano coloro i quali ci hanno lasciato e le persone che, ogni giorno, si battono per la giustizia, lottano per debellare ogni forma di devianza sociale, lavorano per rendere sicura la vita dei cittadini. Dobbiamo tutti continuare a riflettere, approfondire, incontrarci e discutere, rispetto ad un fenomeno che bisogna affrontare a testa alta e senza paure. Bisogna Denunciare, denunciare, denunciare».

«Lo Stato – ha chiosato Antonio De Caprio – deve stare al nostro fianco nella lotta quotidiana alla criminalità organizzata. Abbiamo bisogno di più presidi di legalità, maggiori uomini e mezzi per le forze dell’ordine. C’è bisogno di un controllo accentuato del territorio. Solo così si può arginare, nell’immediato, il fenomeno ‘ndranghetistico. Siamo consapevoli che, anche quest’anno, a causa della pandemia, non si possono organizzare iniziative. Ma il ricordo non si spegne. La fiamma resta lì, accesa, indelebile a memoria storica».

«Nonostante ciò – ha ribadito il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale – è giusto che si continui a sensibilizzare l’opinione pubblica, rispetto ad un’onta chiamata ‘ndrangheta, che abbiamo il dovere di debellare ad ogni costo. La soluzione è quella di studiare. Ne sono convinto».

A tal riguardo, il presidente della commissione regionale anti ‘ndrangheta si rivolge ai giovani: «In questo lungo anno, in cui il covid ci ha privato delle gioie più belle, come abbracciarci, stringerci la mano, scambiarci sorrisi, risate e ilarità, credo che dedicarsi allo studio sia un buon  viatico. Nella mente di ognuno di noi, ne sono convinto, le parole non rimarranno solo come un soffio di vento. Saranno la base per scritti che arricchiranno l’anima di chi fa della cultura la sola arma capace di farci rinascere. La cultura è vita. La cultura è prosperità. Senza essa non possiamo crescere, maturare, prosperare ed essere cittadini del mondo. Ragazzi studiate, leggete. Non abbandonate il senso stesso del vivere quotidiano. Solo così potremo sconfiggere il male che attanaglia la nostra regione: la ‘ndrangheta».

Emblematico il pensiero del giudice Paolo Borsellino: «La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità».

«Le idee – ha concluso De Caprio – di coloro i quali hanno dato la vita per servire onestamente lo Stato, devono continuare a camminare sulle nostre gambe». (rrc)

La proposta di Aieta (DP): Destinare i fondi dei gruppi consiliari a favore del Banco Alimentare

È una bella proposta, quella avanzata dal consigliere regionale del Gruppo Democratici ProgessistiGiuseppe Aieta, di destinare i fondi assegnati ai gruppi consiliari al Banco Alimentare e alle sacche di povertà.

Una proposta avanzata sopratutto «dato lo stato di congedo del Consiglio regionale, che comporta una gestione relativa solo all’ordinarietà delle funzioni, ma soprattutto lo stato di difficoltà economica che sta affrontando l’intero pianeta ed in particolare la nostra Regione a causa della crisi pandemica covid-19».

«Successivamente – ha spiegato Aieta – di concerto con gli uffici preposti, proporrò una norma che permetta al Consiglio Regionale, in qualità di Ente erogatore delle somme, di destinarle alle famiglie in condizioni di povertà attraverso il Banco Alimentare».

«È un atto – ha spiegato – che si rende necessario al fine di dimostrare, fattivamente, la nostra vicinanza ai calabresi, mettendo in campo un’importante mole di risorse economiche che parteciperanno, insieme alle altre misure, a far fronte alla grave situazione che si è determinata nella nostra Regione ancor più in conseguenza della pandemia».

«L’ammontare delle spese di funzionamento – ha concluso – già azzerate nell’anno 2020, sommate alle risorse per funzionamento e personale del 2021 del Gruppo che rappresento è di circa 150.000,00 euro. Se si considerano tutti i gruppi presenti in consiglio regionale, si capisce come il contributo che si può restituire ai calabresi diventa un segnale importante e un gesto maturo e responsabile della politica». (rrc)

 

Giovedì si riunisce il Consiglio regionale della Calabria

Giovedì 11 marzo, alle 12, si riunisce il Consiglio regionale della Calabria. La seduta, convocata dal presidente Giovanni Arruzzolo, prevede sei ordini del giorno.

Nello specifico, Proposta di Provvedimento Amministrativo n.100/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Bilancio di previsione 2021-2023 dell’Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (Arcea) ” – Relatore: G. Neri; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.96/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Presa d’atto degli indirizzi strategici regionali per il negoziato sulla programmazione delle politiche europee di sviluppo 2021-2027. Avvio del percorso di definizione del Por Calabria Fesr – Fse 2021 -2027 ” – Relatore: G. Neri; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.98/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Po Feamp 2014/2020. Presa d’atto approvazione del piano finanziario ” – Relatore: G. Neri.

Proposta di Provvedimento Amministrativo n.101/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Piano di Azione e Coesione (Pac) 2007/2013 -Approvazione rimodulazione delle schede intervento “III.8 Osservatorio sul turismo a supporto delle azioni di promozione per l’attrazione dei flussi turistici” e “III.16 Accogli Calabria”. Scheda salvaguardia 13 “Interventi stradali ed aeroportuali”. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario ” – Relatore: G. Neri; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.67/11^ di iniziativa D’Ufficio recante: “Nomina di un membro effettivo e uno supplente – iscritti all’Albo dei revisori dei conti – del Collegio dei sindaci, costituito in forma monocratica, dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (Arsac), ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66” Iter e Proposta di Provvedimento Amministrativo n.68/11^ di iniziativa D’Ufficio recante: ” Nomina di un membro effettivo e uno supplente – iscritti nel registro dei revisori legali di cui all’art. 2 d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – di Revisore unico dei conti dell’Azienda Calabria Verde (articolo 7, comma 1, della legge regionale 16 maggio 2013, n. 25).

Stante la perdurante emergenza epidemiologica, l’Amministrazione del Consiglio regionale rammenta che per evitare situazioni di sovraffollamento, la seduta si terrà a porte chiuse e, pertanto, è consentito l’accesso al Palazzo e alle relative pertinenze solo ai Consiglieri, agli Assessori regionali e al personale espressamente autorizzato. (rrc)

Il Consiglio regionale si riunisce il prossimo 10 marzo

La prossima seduta, in Consiglio regionale della Calabria, è previsto per mercoledì 10 marzo.

Lo ha stabilito oggi la Conferenza dei Capigruppo coordinata dal presidente dell’Assemblea, Giovanni Arruzzolo

Fra i punti all’ordine del giorno della prossima seduta la proposta di legge sulla contrattualizzazione dei precari della legge regionale n. 12. L’argomento è stato al centro del confronto odierno in sede di Conferenza che si è concluso con la sottoscrizione del testo di legge (primo proponente il consigliere Vito Pitaro), da parte di tutti i capigruppo in Consiglio. 

Inoltre, dopo un intenso ed articolato dibattito, si è convenuto di sottoporre la proposta di legge, prima dell’approvazione in Aula, al vaglio delle Commissioni “Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale” e “Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero”, al fine di acquisirne i rispettivi pareri.

Questa decisione è scaturita su espressa richiesta dei Capigruppo di minoranza, che hanno subordinato la firma della proposta all’acquisizione dei pareri legislativo e finanziario. (rrc)