Per i capigruppo maggioranza Consiglio regionale le elezioni si devono fare l’11 aprile

I capigruppo do maggioranza in Consiglio regionale della Calabria, sono fermi sulla loro posizione: le elezioni regionali si dovranno svolgere l’11 aprile.

«Per noi – viene spiegato in una nota – questa data non può essere messa in discussione. La curva epidemiologica in Calabria si sta mantenendo sotto il livello di allarme, e, in considerazione dell’avvio della campagna vaccinale, si può desumere che la soglia di contagio tra un mese e mezzo dovrebbe ulteriormente abbassarsi, e, comunque ci si può confrontare, eventualmente, per ricercare i modi migliori affinché si voti in sicurezza e nessuno metta a repentaglio la propria salute».

«Non accettiamo – continua la nota – così come le indiscrezioni sembrano paventare, un ulteriore rinvio e qualora, ma ci auguriamo non avvenga, la situazione dovesse peggiorare, non si potrebbe pensare ad andare oltre il mese di giugno. Immaginare l’autunno come finestra elettorale è da irresponsabili, e noi non vogliamo essere complici di una condizione di stallo non prolungabile».

«Non sarebbe giusto, nei confronti dei calabresi – continua la nota – che meritano un governo regionale al massimo delle sue funzioni, legittimato dalle urne ed in grado di poter lavorare regolarmente per affrontare le sfide che verranno, soprattutto alla luce dei programmi da stilare per superare le tantissime difficoltà socio-economiche che un anno di Covid ha delineato in maniera drammatica. Impossibile, infatti, dover gestire questa fase così delicata in regime di ordinaria amministrazione: la nostra priorità è dare risposte ai territori, e potremo farlo solo esercitando il nostro ruolo con una piena operatività».

«Se, però – continua la nota – la strada che verrà intrapresa dovesse essere quella che ci trova discordanti, ovvero lo slittamento a dopo la pausa estiva, chiediamo a gran voce, dal momento che tante determinazioni sono state assunte in emergenza, e quindi in via straordinaria, che l’eventuale decreto di rinvio preveda il superamento dell’amministrazione ordinaria».

«Il Governo si attivi – conclude la nota – non lasci la Calabria in balia degli eventi e si dimostri scrupoloso ed attento alle esigenze, non più procrastinabili, della nostra terra». (rrc)

Al via la campagna vaccinale al Consiglio regionale

Ha preso il via, nella sala “Federica Monteleone” del Consiglio regionale della Calabria, la campagna vaccinale rivolta ai cittadini della città metropolitana di Reggio Calabria nonché a tutti i calabresi, a seguito della Convenzione sottoscritta dal Consiglio regionale della Calabria e dall’Asp della Città dello Stretto.  

La Sala, infatti, ospiterà l’equipe di medici e sanitari che avranno il compito di somministrare i vaccini anti-Covid, secondo le priorità indicate dal Piano vaccinale nazionale. 

Il Presidente del Consiglio regionale, Giovanni Arruzzolo, ha esortato la comunità calabrese «ad aderire ad una scelta di etica sociale e civile». 

«Con consapevolezza e fiducia – ha dichiarato il presidente Arruzzolo – i cittadini partecipino alla campagna vaccinale per guardare al futuro con una prospettiva di serenità. Il vaccino è uno strumento formidabile che non lascia spazio ad ignoranza e pregiudizi, e soprattutto permette di tutelare la nostra salute e quella di chi ci sta attorno». 

«Un appello al buon senso», quello del presidente Arruzzolo, che assicura: «I grandi locali fanno della sala Monteleone un Centro Vaccinale, dal punto di vista logistico e sanitario, all’altezza della sfida alla quale siamo chiamati per far fronte ad una pandemia che ha alterato la nostra quotidianità e che ha tramortito la nostra socialità».

«Lo spazio messo a disposizione dal Consiglio regionale – ha concluso – allestito con grande efficienza dagli uffici tecnici ed amministrativi dell’Ente – che ho l’onere di presiedere e che desidero ringraziare per la celerità con la quale hanno adempiuto alla missione richiesta – ha superato il vaglio della Commissione straordinaria dell’Asp, coordinata da S.e il Prefetto Meloni». 

L’attuale configurazione della sala Monteleone è stata giudicata idonea rispetto agli standard di mantenimento delle distanze, e capace di ospitare fino a cinque postazioni vaccinali.  (rrc)

La Commissione Ambiente approva testo che disciplina concessioni di grandi derivazioni idroelettriche

La quarta Commissione “Assetto e Utilizzazione del Territorio e Protezione dell’ambiente”, presieduta dal consigliere Pierluigi Caputo, ha approvato la proposta di legge “Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche della Regione Calabria e determinazione del canone in attuazione dell’art. 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79”. 

«Regolare le concessioni sulle grandi derivazioni idroelettriche, questo l’obiettivo del testo normativo n.75/11^ di iniziativa della Giunta – ha spiegato Domenica Catalfamo, assessore regionale alle Infrastrutture, Pianificazione e sviluppo territoriale, Pari opportunità) – che consente alla Calabria di adeguarsi alla normativa vigente nazionale e comunitaria».

«L’articolato – ha detto ancora – disciplina organicamente le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni, ed introduce criteri innovativi per la determinazione del canone che si articola in due componenti: una fissa ed una variabile. Abbiamo costituito preliminarmente un gruppo interdipartimentale della Regione, ottenendo sul testo anche il parere dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) che si è pronunciata in merito alla compatibilità con il quadro ordinamentale e sugli aspetti ambientali». 

L’assessore regionale alla Tutela dell’Ambiente, Sergio De Caprio ha detto che: «I Comuni – attori principali della transizione ecologica – partecipano e costituiscono comunità energetiche rinnovabili».

Egli ha parlato, in questo senso, di «una sensibilità ecologica unica, che vede la Calabria prima delle altre regioni, e che ci deve guidare adesso nel raccogliere i frutti di questa visione sul Recovery Fund. Autosufficienza e lotta alla povertà energetica i punti-cardine».

«I Comuni – ha aggiunto – verranno considerati come soggetti preposti all’utilizzo del fotovoltaico e per le smart grid. Grazie alla legge 25 del 2020 abbiamo potuto chiedere 266 milioni di euro per digitalizzare tutte le illuminazioni pubbliche di tutti i 404 Comuni della Regione Calabria. La norma apre alle comunità energetiche rinnovabili la gestione anche dell’idroelettrico, dunque apre alla partecipazione dei cittadini guidati dai Comuni».

Sul secondo punto, relativo al parere non vincolante sulla proposta di legge n.77/11^ di iniziativa del consigliere Nicola Paris, “Modifiche all’articolo 2 della legge regionale 19 novembre 2020, n. 25 (Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche da fonti rinnovabili)”, la Commissione si è astenuta all’unanimità. 

Nel corso della seduta si sono tenute le audizioni (richieste dal consigliere Anastasi) di tecnici e di referenti di alcune associazioni operanti nei territori interessati in merito alla discarica per rifiuti solidi urbani in località “La Zingara” di Melicuccà. Sul punto, si è registrato un lungo ed articolato dibattito a conclusione del quale il presidente della Commissione Pierluigi Caputo ha assicurato che «verranno effettuati ulteriori approfondimenti».

Altrettanto impegnative le audizioni sulla problematica della piattaforma Calabria Sue, in merito alla quale (alla presenza del dirigente generale del Dipartimento “Infrastrutture, Lavori Pubblici, Mobilità”, Domenico Pallaria), sono stati auditi i presidenti degli Ordini degli Ingegneri: Gerlando Cuffaro (Catanzaro), Domenico Condelli (Reggio Calabria), Salvatore Artusa (Vibo Valentia) e Marco Saverio Ghionna, delegato dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Cosenza.

Successivamente, sono intervenuti i presidenti degli Ordini degli Architetti: Giuseppe Macrì (Catanzaro), Santo Salvatore Vermiglio (Reggio Calabria) e Pasquale Costabile (Cosenza); il presidente del Collegio dei Geometri di Catanzaro, Ferdinando Chillà, il presidente del Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati di Cosenza, Giuseppe Alberto Arlia, Domenico Angotti (per Ance Calabria) e il presidente di Fincalabra Spa Alessandro Zanfino.

«È stata una seduta molto impegnativa – ha commentato il presidente Caputo – che ha visto l’approvazione del testo normativo che disciplina le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche della Regione Calabria. Una legge innovativa e di grande impatto per l’economia e per il futuro della nostra regione. Al centro della seduta anche le audizioni sulle difficoltà di funzionamento della piattaforma telematica Sue per la presentazione e gestione delle pratiche di edilizia pubblica e privata».

«Le audizioni – ha aggiunto – si sono concluse con la volontà di istituire un tavolo tecnico strettissimo permanente che coinvolga Fincalabra, Agenda Digitale, Dipartimento Infrastrutture ed Ordini professionali, in modo da monitorare l’evoluzione del processo per superare le attuali criticità di un sistema che, ove pienamente operativo – ha detto Pierluigi Caputo – permetterebbe una grande semplificazione del settore, a beneficio dei cittadini, dei tecnici, delle imprese e della stessa Pubblica Amministrazione». 

Ai lavori hanno preso parte i consiglieri: Marcello Anastasi, Pietro Raso, Filippo Maria Pietropaolo, Francesco Pitaro, Giacomo Pietro Crinò e Nicola Paris. (rrc)

Anastasi (Iric) presenta mozione su viabilità e collegamenti nell’area della Città Metropolitana

Il consigliere regionale di Io Resto in CalabriaMarcello Anastasi, ha presentato una mozione perché «il Consiglio regionale impegni la Giunta a porre in essere un confronto con gli organi competenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria al fine di discutere delle difficoltà che i cittadini ed il territorio stanno affrontando vista la situazione emergenziale che ha conseguenzialmente leso il diritto di poter usufruire anche degli altri interconnessi indispensabili servizi pubblici (Sanità, Istruzione, Assistenza sociale, Lavoro, ecc.)».

Tale mozione è stata esposta in quanto è stato rilevato «lo stato di insicurezza infrastrutturale e la scarsa manutenzione di gran parte delle strade con ripercussioni sulle condizioni della viabilità nell’area della Città Metropolitana, in particolar modo nella Piana di Gioia Tauro, impongono un ripensamento sull’attribuzione della gestione, anche alla luce delle reiterate e pressanti interpellanze agli uffici di competenza da parte dei Sindaci di molti Comuni, di altre figure istituzionali del territorio, nonché di Associazioni varie o semplici cittadini che hanno denunciato un notevole disagio, ormai divenuto insostenibile, da parte delle popolazioni dei vari territori».

«Nello specifico – ha proseguito – si chiede di verificare la fattibilità di affidare la cessione all’Ente Anas, al solo fine di assicurare e migliorare gli interventi di viabilità di tratti stradali, attualmente di competenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Le strade Anas, infatti, presentano una condizione ottimale di percorribilità e anche per quel che riguarda la segnaletica, garantendo un grado decisamente più elevato di sicurezza». 

«Se le condizioni delle vie di comunicazione, in generale –ha precisato Anastasi – non presentano standard di viabilità elevati, in modo particolare, si rileva come molte delle strade gestite dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, versano attualmente in una condizione di grave insicurezza e impercorribilità per mancanza di asfalto, presenza di buche, rami di alberi e/o accumuli di terreno, pietre e massi dovuti a frane causate da un diffuso dissesto idrogeologico del territorio. A tutto questo si aggiunge: la carenza di segnaletica stradale, in alcuni casi completamente mancante e/o in altri da rinnovare completamente, senza dimenticare che molti tratti stradali risultano dichiarati ufficialmente chiusi al traffico ormai da anni: fra i vari, anche il tratto provinciale Melicucco-Gioia Tauro che costeggia il fiume Budello, arteria di notevole importanza per il collegamento diretto dei Comuni dell’area interna della Piana di Gioia Tauro con l’Area portuale».

«Peraltro, tanto in passato quanto nel presente – ha aggiunto – molti, troppi progetti finalizzati alla semplice manutenzione, al ripristino e/o all’ampliamento delle infrastrutture stradali, sono stati rallentati o addirittura bloccati da lungaggini burocratiche o dalla mancanza di fondi adeguati. Con il risultato che è stata pesantemente penalizzata la viabilità provinciale e con ricadute negative per lo sviluppo socio-culturale, economico e produttivo per gran parte degli imprenditori e delle loro aziende».  

«Nella stessa mozione si chiede, inoltre – ha detto ancora Anastasi – di intervenire per il completamento della Pedemontana, necessario per il collegamento veloce dei Comuni delle pre-Serre (Candidoni, San Pietro di Caridà, Laureana di Borrello e Galatro-Giffone) al Comune di Delianuova (attualmente isolato per la mancata realizzazione dell’ultimo tratto Lubrichi-Delianuova), nonché assicurare il collegamento dei Comuni delle pre-Serre con l’autostrada del Mediterraneo».

«Infine, mediante le risorse del Recovery Fund – ha concluso il consigliere Marcello Anastasi – si chiede di voler impegnare somme utili per la riapertura integrale delle linee Taurensi Gioia Tauro-Sinopoli e Gioia Tauro-Cinquefrondi, prevedendo l’ulteriore collegamento dei Comuni di Anoia, Maropati, Giffone, Galatro, Laureana di Borrello, Rosarno con l’Area portuale di Gioia Tauro». (rrc)

Di Natale: Il Consiglio regionale discuta della situazione dei tirocinanti in mobilità in deroga

Il segretario-questore Graziano Di Natale ha presentato una mozione, chiedendo di conoscere la volontà del Consiglio Regionale della Calabria circa la strada da seguire per la stabilizzazione dei lavoratori tirocinanti in mobilità in deroga.

«Da ormai troppi anni, circa 7.000 tirocinanti che prestano servizio presso Enti Pubblici, privati e Ministeri (Giustizia, Miur, Mibact) vivono quotidianamente in un profondo clima di incertezza generato dalla mancanza di volontà politica per stabilizzarli definitivamente restituendo loro dignità» ha detto Di Natale, aggiungendo che, purtroppo, «la mia richiesta non sembrerebbe essere stata accolta. Resta il fatto che, nonostante l’importante contributo professionale dei lavoratori tirocinanti, questi hanno sempre mantenuto uno stato di precarietà inaccettabile tant’è che non è previsto, in favore degli stessi, nessun trattamento previdenziale e contributivo».

«Questo comparto occupazionale – ha sottolineato Di Natale – è stato dimenticato dalla Politica. Tutti ricordano le battaglia di chi prima era all’opposizione ed oggi siede nei banchi della maggioranza. Ebbene, l’attuale Giunta Regionale, dopo aver cavalcato la protesta, ha proseguito sulla stessa strada contribuendo ad un disastro ampiamente previsto che lede soltanto la dignità di circa settemila persone».

Di Natale, conscio del proprio ruolo istituzionale, lancia l’ennesimo appello: «La misura è ormai colma. Chiedo ancora una volta che il Consiglio Regionale discuta sul tema dei lavoratori in mobilità in deroga, ed auspico un trattamento equo, giusto e consono alle loro attese. Continuerò a restare vigile rinnovando la mia disponibilità ad intavolare qualsiasi azione congrua alla risoluzione definitiva del problema».

«La Calabria non può più aspettare – ha concluso – è stanca delle pacche sulla spalla e reclama a gran voce i propri diritti». (rrm)

Antonio De Caprio capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale

Prestigioso incarico per il consigliere regionale e presidente della commissione anti ‘ndrangheta Antonio De Caprio, che è stato nominato capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Calabria.

«Ringrazio i colleghi del gruppo di Forza Italia in consiglio regionale per avere riposto in me la loro fiducia» ha dichiarato De Caprio, aggiungendo che «insieme ai miei colleghi continueremo a lavorare con lo stesso spirito che ci ha contraddistinto fin dai primi giorni di questa legislatura».

«Da anni – ha concluso De Caprio – il mio impegno politico si basa sui principi fondanti di Forza Italia, partito che ho avuto l’onore di rappresentare sia in seno alle amministrazioni che in veste di dirigente». (rrc)

Cgil, Cisl e Uil Calabria chiedono tavolo per discutere della Programmazione Europea 2021-2027

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno chiesto al Consiglio regionale della Calabria di «non commettere il grave errore di portare alla discussione d’aula il provvedimento amministrativo numero 96/11^ d’iniziativa della Giunta, denominato “Presa d’atto degli indirizzi strategici regionali per il negoziato sulla programmazione delle politiche europee di sviluppo 2021-2027”, che è stato approvato in Seconda commissione».

«Questo documento, determinante per il futuro della nostra regione – hanno spiegato i tre sindacalisti –, non può essere approvato senza un serio e approfondito confronto con il Partenariato economico e sociale, azione che la stessa Unione europea indica come obbligatoria e propedeutica alla formalizzazione di atti che intervengono sulla programmazione!.

«La programmazione europea 2021/2027 – hanno sottolineato Sposato, Russo e Biondo – non può essere licenziata dopo aver registrato un solo incontro, durato poco più di un’ora, di Partenariato economico e sociale. Sulla corretta gestione dei finanziamenti europei per i prossimi sei anni, così come per quelli afferenti alla programmazione temporalmente appena conclusa, riteniamo di fondamentale importanza che la politica regionali affronti, senza remore o tentennamenti, la discussione di merito con quelle parti sociali che sono autorizzate a farlo, che ne hanno competenza».

«Nessuno pensi di potersi sottrarre al confronto. Nessuno – hanno detto ancora i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Calabria – pensi di usare la pandemia da Coronavirus come un pretesto per sfuggire alla discussione. L’innovazione tecnologica, che è anche uno dei pilastri sui quali poggiano le politiche di sviluppo europeo e che è una delle basi del provvedimento trattato nella Seconda commissione regionale, il Recovery plan, Piano nazionale di resistenza e resilienza, offre la possibilità di aprire la discussione, bypassando le riunioni in presenza, utilizzando al meglio i canali telematici innovativi ed intelligenti che l’informatica ha messo a disposizione di tutti i cittadini calabresi, Consiglieri regionali compresi».

«Ci risulta, infine – hanno aggiunto – incomprensibile il reiterato atteggiamento di arroccamento da parte di chi governa la cosa pubblica calabrese nei confronti delle forze sociali e produttive. Così a Palazzo Campanella, come ai piani alti della Cittadella regionale. Se al Consiglio regionale chiediamo di non mettere da parte le buone prassi del confronto e della discussione con le componenti del Partenariato economico e sociale, all’assessore Domenica Catalfamo diciamo che gli investimenti che caratterizzeranno il futuro della Calabria non possono essere discussi tra pochi intimi, ma devono essere oggetto di un confronto con gli attori sociali e produttivi del territorio. Pertanto, le proposte inviate dalla Regione al Governo, per modificare e implementare il Piano nazionale di resistenza e resilienza, sono una corsa in solitaria di protagonismo sterile, utile solo a depotenziare la possibilità di rivendicazione infrastrutturale del territorio».

«È fondamentale, insomma – hanno detto ancora – conoscere il contenuto delle 109 cartelle di richieste inviate al Governo. Quali sono le opere strategiche individuate? Con chi se ne è discusso? Quale confronto è avvenuto su argomenti così delicati? Sono domande che devono avere risposta».

«Chiediamo, perciò – hanno concluso – di aprire subito un tavolo su questi temi decisivi per il futuro della nostra regione e per le nuove generazioni. Le risorse europee del quadro pluriennale 2021/2027, che alimenta anche il finanziamento del Recovery fund e delle politiche di coesione, per disposizione della Commissione europea vanno utilizzate dagli Stati membri e dalle Regioni in una logica di complementarietà e in continuità con la riprogrammazione del Por 2014/2020. La Regione, che deve impegnarsi in una verifica delle opere programmate e non realizzate sino ad oggi, commette un errore strategico nell’affrontare questi argomenti in maniera disorganica». (rrm)

Il presidente Arruzzolo: Ripartizione fondi del Recovery Plan iniqua verso il Mezzogiorno e la Calabria

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, ha definito «iniqua, verso il Mezzogiorno e la Calabria, la ripartizione dei fondi previsti dal Recovery Plan predisposto dal Governo».

«I timori manifestati – ha aggiunto – da molti Governatori del Sud, già all’inizio di dicembre, alla luce dei fatti si stanno dimostrando fondati. Basti pensare, una fra tutte, che è sparita da ogni prospettiva statale la realizzazione dell’Alta Velocità ferroviaria da Salerno fino a Reggio Calabria. Nel piano predisposto dal Governo Conte, si parla di velocizzazione della linea. Per non parlare, poi, del Porto terminal container di Gioia Tauro, escluso dal piano a discapito dei porti transhipment di Genova e Trieste, definiti “nodi strategici” nei traffici da e per il medio-estremo Oriente, cui sono stati assegnati, rispettivamente, 500 e 400 mln di euro». 

«I 209 miliardi di euro – ha proseguito il presidente del Consiglio regionale della Calabria – che l’Europa ha destinato all’Italia, per rilanciare il Paese e l’economia dopo la pandemia da covid-19, hanno come fine principale quello di riequilibrare l’Italia nelle infrastrutture, nei trasporti, nei collegamenti ferroviari e stradali, nell’ammodernamento della Pubblica Amministrazione, nel potenziamento dell’assistenza sanitaria nei territori, nella costruzione di nuovi ospedali, e nel colmare il cosiddetto “digital-divide”, lavoro per i giovani, secondo una logica di coesione nazionale che è nelle stesse intenzioni del fondo europeo». 

«Nulla di tutto questo sembra, invece, profilarsi all’orizzonte – ha commentato Arruzzolo –. La logica di questo Governo, in crisi e al momento senza alcun sostegno parlamentare per governare, è stata quella di mettere insieme fondi del Recovery Plan e fondi europei ordinari, dimenticando che i 209 miliardi assegnati all’Italia, la cifra più alta assegnata ad un Paese europeo, è relativa alla presenza della più forte sperequazione territoriale d’Europa, quella, appunto, tra il Nord ed il Sud». 

«Si è scelto, invece – ha evidenziato il presidente Arruzzolo – secondo la bozza discussa in questi giorni a palazzo Chigi, di dimezzare la quota destinata al Mezzogiorno, fissata ora al 34%, considerando come base della ripartizione nazionale la sola percentuale della popolazione. È ovvio, che questa nuova ripartizione vada a tutto vantaggio del Centro-Nord«. 

«È una prospettiva – Ha concluso Arruzzolo – che non intendiamo assolutamente accettare, perché andrà, come al solito a sostenere le aree più attrezzate del Paese, aumentando, di conseguenza quel divario che già pesa alla Calabria ed all’intero Mezzogiorno». (rrc)

Al Consiglio regionale della Calabria il più grande centro vaccinale di Reggio

Sarà la Sala “Federica Monteleone” di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, a ospitare il più grande centro vaccini della città.

Lo ha reso noto il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, spiegando che la Sala Monteleone accoglierà «l’equipe di medici e sanitari che avrà il compito di somministrare, secondo le dovute priorità, i vaccini Anti-Covid».

«La sala, logisticamente e dal punto di vista sanitario – ha spiegato ancora – definita ‘adeguata’ dalla Commissione ASP, sarà un punto di riferimento per la comunità reggina, che potrà recarsi nel cuore della città e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza e prevenzione, per la somministrazione del vaccino. La sfida di questa campagna così importante per noi rappresenta una priorità ed il Consiglio regionale farà la sua parte mettendo a disposizione uno spazio dedicato alle procedure di vaccinazione talmente grande da garantire un flusso di persone abbastanza elevato e in completa sicurezza».

«Dopo il sopralluogo dell’Asp – ha concluso – con il coordinatore della Commissione Straordinaria, Prefetto Giovanni Meloni, la sala Monteleone è stata giudicata idonea e ampiamente appropriata rispetto agli standard di mantenimento delle distanze, e soprattutto per l’installazione di cinque postazioni necessarie al programma di somministrazione vaccinale». (rrc)

La Commissione Sanità del Consiglio regionale si riunisce per la vertenza del Sant’Anna Hospital di Catanzaro

È stata convocata, per domani mattina, la Commissione Sanità di Palazzo Campanella per discutere della vertenza del Sant’Anna Hospital di Catanzaro.

Alla seduta, convocata dal presidente Sinibaldo Esposito, sono stati invitati a partecipare il commissario ad acta Guido Longo per l’attuazione del Piano di Rientro del Settore sanitario della Regione Calabria, i componenti della Commissione Prefettizia dell’Asp di Catanzaro, dott.ssa Luisa Latella, dott.ssa Franca Tancredi e il dott. Salvatore Gullì, il dirigente del Dipartimento Tutela della Salute, Politiche Sanitarie, Francesco Bevere, e il presidente del Cda del Sant’Anna Hospital, Giovanni Parisi.

Una riunione, dunque, che « si carica di aspettative per il Sant’Anna Hospital. Medici, dipendenti, pazienti con il fiato sospeso in attesa di conoscere quali decisioni incideranno, e in che modo, sul destino di una realtà importante nel contesto sanitario regionale, in prima linea sul fronte delle malattie cardiovascolari» ha dichiarato Libero Notarangelo, consigliere regionale del PD e vicepresidente della Commissione Sanità.

«Le audizioni di domani –ha aggiunto – non possono avere la presunzione di portare a risoluzione ogni criticità “collezionata” nel corso degli anni in termini di ritardo per l’accreditamento della struttura, di responsabilità burocratica che ha creato il vulnus documentale e quindi al blocco delle attività determinato dall’Asp alla vigilia di Natale».

«Di certo – ha proseguito – far sedere al tavolo tutti gli attori di una vicenda che rischia di concludersi nel peggiore dei modi, a danno dei pazienti affetti da patologie cardiologiche, rappresenta comunque un fatto positivo in termini di prospettive. Ad oggi, abbiamo letto di confronti istituzionali del tutto parziali: non basta avviare il dialogo tra Regione, Asp, commissario ad acta alla Sanità e sindaco della città di Catanzaro. Se la proprietà della clinica rappresentata dal Consiglio d’amministrazione guidato da Gianni Parisi, documenta carte alla mano di un carteggio con l’Asp lungo mesi, in cui le sollecitazioni relative all’accreditamento restano senza risposta, è necessario un faccia a faccia franco e costruttivo tra la commissione prefettizia alla guida dell’Azienda di Catanzaro e il CdA».

«Se il prefetto Latella – ha detto ancora il consigliere regionale – avanza dubbi sull’adeguamento della clinica alle prescrizioni richieste, e soprattutto resta cauta sull’evolversi della situazione perché non può prescindere dalla inchiesta giudiziaria che ha interessato il precedente management, le perplessità devono essere sul tavolo con ogni possibile motivazione e chiarimento. Del resto, in ogni conferenza stampa e intervento, compresa la conference call con tutti i parlamentari di sabato scorso il CdA ha sottolineato che “ci sono un’indagine e delle ipotesi di reato non ripetibili perché il reparto sotto inchiesta è sospeso. Se Villa Sant’Anna ha sbagliato insieme a chi ha sbagliato pagherà per quel per cui è chiamata a rispondere’”. Ma, senza un confronto franco e diretto, che parta dal presupposto che gli interlocutori non sono nemici da sfidarsi ma le diverse parti chiamate a portare a sintesi le difficoltà e le contraddizioni per garantire il diritto di cura e il diritto al lavoro di trecento persone, non si va da nessuna parte».

«Anzi – ha spiegato – si viaggia dritti verso un fallimento sociale che porterà alla dispersione delle preziose professionalità cresciute al Sant’Anna Hospital, e all’incremento delle liste d’attesa e della migrazione sanitaria a danno dei pazienti che non potranno più curarsi».

«Allora – ha concluso Notarangelo – l’auspicio per la riunione di domani è che quanti sono stati invitati affrontino il confronto con spirito costruttivo con l’intento comune di arrivare alla migliore delle soluzioni possibili nell’interesse di tutti, nel rispetto delle regole, della legalità e nella massima trasparenza».

All’ordine del giorno, poi, è in programma anche un’audizione in merito all’attività del Centro Regionale di Farmacovigilanza. (rrc)