Consiglio regionale: il ritorno di Mimmo Tallini (come consigliere) con l’applauso dell’Aula

Il rientro in Consiglio regionale dell’ex presidente Mimmo Tallini, dimessosi dopo il provvedimento (poi revocato) di custodia cautelare per l’inchiesta Farmabusiness, è stato accolto con un applauso dall’Aula. Tallini è tornato a sedere tra gli scranni di Palazzo Campanella come consigliere regionale. Il presidente del Consiglio regionale Giovanjni Arruzzolo lo ha riammesso in aula, dopo aver citato l’annullamento della custodia cautelare disposto dal  Gip.

Tallini ha chiesto di intervenire e, tra commozione ed emozione, ha parlato delle «tristi vicende che mi hanno riguardato, che hanno lasciato un segno profondo con effetti devastanti nel fisico e nella psiche, avendo toccato la mia persona e gli affetti più cari: una vicenda surreale, un brutto incubo, un film dell’orrore che non auguro a nessuno. Ma nemmeno l’assurdità ha piegato la mia volontà di difendermi da accuse infamanti e senza fondamentoı Tallini ha rimarcato di essere «lontano anni luce dagli ambienti criminali, disprezzo la ‘ndrangheta che considero la principale fonte di arretratezza della nostra regione». e ha sottolineato di non essere animato da nessun spirito di rivalsa, «nemmeno nei confronti di chi ha emesso e richiesto per me l’umiliante misura degli arresti domiciliari sulla base di accuse inconsistenti, discutibili, superficiali, di conclusioni investigative basate sul nulla». Con un’avvertenza precisa: «Guai a delegittimare l’operato della magistratura nemmeno quando si rimane vittima: parlo di errori, di abbagli, di mancati approfondimenti, di erronee interpretazioni facendo salva la buona fede della procura tralasciando le accuse di giustizia ad orologeria, mettendomi a disposizione e al giudizio del Tribunale della libertà che non solo mi ha restituito la libertà, ma ha annullato in toto la misura cautelare. Ora attendo con fiducia le motivazioni del giudice terzo che ha ritenuto insufficienti se non inesistenti gli elementi che hanno indotto la procura a provvedimenti tanto duro quanto umiliante».

«È stato – ha commentato poi Tallini – un momento altamente emozionante. L’applauso dell’Aula mi ha restituito la fiducia che, in quest’ultimo periodo, è stata minata da eventi giudiziari – rispetto ai quali continuo a dichiararmi totalmente estraneo – che hanno destabilizzato, psicologicamente e fisicamente, la mia persona. La vicinanza manifestatami da tanti colleghi – ammette il consigliere regionale Domenico Tallini –, nel corso della seduta di martedì, si ricongiunge con le diverse attestazioni di stima e di affetto ricevute nel momento più difficile della mia storia politica e personale. A volte bastano pochi secondi per distruggere quanto costruito lungo una vita con impegno e passione, senza mai tradire gli ideali, il rispetto del prossimo e delle leggi. Per indole, non mi sono mai arreso dinnanzi alle avversità e non lo farò certamente in questa circostanza. La difesa della mia onorabilità rappresenta oggi la mia principale ragione di vita, a cui dedicherò ogni energia e sforzo per fare trionfare la verità. Lo devo – conclude Tallini-, in primis, alla mia famiglia e alle migliaia di calabresi che mi hanno onorato con la loro fiducia». (rrc)

Il Consiglio regionale approva il Bilancio di previsione: 6,1 miliardi di euro

La Regione Calabria ha varato il bilancio di previsione: 6,1 miliardi di euro: vengono stanziate importanti risorse a sostegno di famiglie e imprese. Particolarmente soddisfatto l’assessore al Bilancio, Franco Talarico, in merito al rendiconto generale 2019 e alla manovra finanziaria 2021-2023 della Regione Calabria, approvati oggi in Consiglio regionale. «Quella di oggi è una giornata storica per la Calabria, perché in un’unica seduta di Consiglio si approvano una serie di punti qualificanti che riguardano l’approvazione del rendiconto, dell’assestamento del consolidato e del bilancio di previsione. Una manovra che nel suo complesso è pari a 6,1 miliardi di euro».

«Con questa manovra – prosegue Talarico – si mettono in campo risorse importanti che rappresentano una concreta opportunità di liberare fondi per sostenere, in un momento particolarmente difficile e delicato, le imprese e le famiglie calabresi. Al contrario di quanto avvenuto nella precedente legislatura, inoltre, approviamo il bilancio entro il 31 dicembre».

L’assessore ha sottolineato anche l’importanza del giudizio di parifica della Corte dei Conti. «Quest’anno – ha detto –, nonostante la Corte dei conti abbia avanzato alcuni suggerimenti e sollecitato interventi in settori come quello della sanità, grazie alla parifica non dovremo fare manovre di assestamento compensative e quindi non dovremo sottrarre risorse ai cittadini calabresi. Questo è un punto che, come Giunta, ci rende molto orgogliosi del lavoro svolto in questi mesi di amministrazione. Siamo stati rigorosi sui residui attivi e passivi e abbiamo riscosso tanti crediti dai Comuni sui rifiuti e il ruolo potabile».

«In questa manovra – evidenzia ancora Talarico –, le risorse libere sono pari a circa 800 milioni di euro. Sono sicuramente poche, anche perché dobbiamo adempiere a diverse situazioni ereditate dal passato, ma, in compenso, possiamo contare su molte risorse comunitarie».

«Durante il periodo di pandemia – conclude l’assessore al Bilancio –, abbiamo destinato 550 milioni a famiglie e imprese. Dobbiamo continuare su questa strada. La Calabria ce la può fare. I fondi comunitari sono una straordinaria opportunità per lo sviluppo e la crescita economica e sociale della nostra regione». (rp)

Approvato dalla Commissione anti ‘ndrangheta il Piano Speciale legalità, antiracket e antiusura 2021-2022

La Commissione regionale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, presieduta dal consigliere Antonio De Caprio, ha approvato il Piano speciale legalità, antiracket e antiusura 2021-2022 (Psla), in ossequio all’art. 4 della legge regionale n. 9/2018 che prevede, in capo allo stesso organismo consiliare, la predisposizione annuale del documento.

«Esso rappresenta una sintesi di iniziative da promuovere e da sviluppare sul territorio calabrese per arginare il fenomeno mafioso-criminale» ha spiegato il presidente De Caprio, illustrando il Plsa in Aula. 

«Tra i passaggi più significativi – ha sottolineato – l’obiettivo di agevolare percorsi di cittadinanza attiva ed educazione civica, e favorire il coinvolgimento degli operatori nelle azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni corruttivi e della criminalità organizzata e ‘ndranghetista, mediante la promozione e la stipula di convenzioni con le scuole e le università calabresi, gli ordini ed i collegi professionali, le organizzazioni sindacali, le associazioni degli imprenditori e di categoria, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato e le associazioni». 

«Nell’attività – ha spiegato ancora De Caprio – che – per le scuole, vedrà coinvolto l’Ufficio Scolastico Regionale – i progetti andranno, principalmente, a rafforzare il concetto di rispetto della legalità, per promuovere tra gli adolescenti la cultura del giusto, del rispetto delle regole e del senso di responsabilità. La Regione, inoltre, avvierà la realizzazione del progetto Liberi di scegliere per attivare percorsi di rieducazione, sostegno e reinserimento sociale dei minori e dei giovani adulti provenienti dai contesti della criminalità organizzata».

«Fra i diversi interventi che desidero qui richiamare – ha evidenziato il Presidente dell’organismo consiliare – anche la promozione di progetti per favorire un più efficace e completo riutilizzo a fini produttivi e sociali dei beni confiscati alla criminalità attraverso una gestione coerente con la vocazione socio economica ed i bisogni del territorio.  Tra gli obiettivi: la riqualificazione ambientale e la rigenerazione sociale ed economica dei contesti caratterizzati da maggiore pervasività e rilevanza dei fenomeni criminali nonché il riuso sociale dei beni confiscati al fine di potenziare infrastrutture e servizi per migliorare la qualità della vita dei cittadini e promuovere l’integrazione sociale delle persone a maggiore rischio di esclusione».

«C’è la volontà – ha proseguito – di agevolare il recupero ad uso produttivo e sociale di terreni e fabbricati confiscati per incentivare l’economia rurale ed il recupero del relativo patrimonio; infine, rafforzare la capacità progettuale e gestionale locale sui beni confiscati, mediante azioni di orientamento e accompagnamento alla progettazione di interventi integrati».

«Auspico – ha concluso De Caprio – che gli obiettivi del Piano possano trovare concreta applicazione. Seppur la criminalità coinvolga un’esigua percentuale di cittadini, essa contribuisce a dare un’immagine distorta della nostra regione. La Calabria è terra di gente onesta e laboriosa, è la terra dei colori, così come amava dire il presidente Jole Santelli».

Ai lavori hanno preso parte i consiglieri Sculco, Paris, Di Natale e Caputo. (rcz)

Si riunisce il Consiglio regionale della Calabria

Questa mattina, alle 12, è in programma l’ultima seduta dell’anno del Consiglio regionale della Calabria. guidato da Giovanni Arruzzolo.

15 gli ordini del giorno, tra cui Proposta di Provvedimento Amministrativo n.86/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Rimodulazione schede di intervento: “III.6 politiche attive del lavoro”, “III.11 Azioni di supporto per il potenziamento del sistema regionale di previsione e prevenzione dei rischi”, “III.14 “InCalabria”, “III.15 “StaInCalabria”. Approvazione proposta di rimodulazione del Piano Finanziario “; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.91/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Presa d’atto della decisione della Commissione europea del 29/11/2020 C(8586) di modifica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (FEASR) della Regione Calabria “;  Proposta di Provvedimento Amministrativo n.92/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Por Calabria Fesr Fse 2014-2020. Presa d’atto della Decisione di esecuzione della Commissione C(2020) 8335 final del 24.11.2020 recante modifica della Decisione di esecuzione C(2015) 7227 che approva determinati elementi del programma operativo “Calabria” per il sostegno a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” per la Regione Calabria in Italia CCI 2014IT16M2OP006 “.

E ancora, Proposta di Provvedimento Amministrativo n.94/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Programma Azione e Coesione (PAC)/Programma Operativo
Complementare (POC) 2014-2020 della Regione Calabria. Rimodulazione del piano finanziario”; Proposta di Legge n.67/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all’art. 73 comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118″; Proposta di Legge n.70/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all’art. 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “.

Proposta di Provvedimento Amministrativo n.88/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Rendiconto esercizio 2019 dell’Azienda Calabria Lavoro”; Proposta di Legge n.39/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Approvazione Rendiconto Generale relativo all’esercizio finanziario 2019″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.90/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Approvazione del bilancio consolidato dell’anno 2019 della Regione Calabria (articolo 68 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118)”; Proposta di Legge n. 71/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Assestamento del bilancio di previsione della Regione Calabria per gli anni 2020- 2022″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.93/11^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza recante: ” Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2021-2023 e approvazione del Piano degli indicatori di bilancio esercizi 2021-2023″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.87/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2021-2023 (articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118)”.

Proposta di Legge n.68/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Legge di stabilità regionale 2021″; Proposta di Legge n. 69/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2021-2023″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.95/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Approvazione Piano Sociale Regionale 2020-2022″.    (rrc)

A Palazzo Campanella la cerimonia di premiazione del Concorso “Gonfia la rete, vinci sul web”

Domani mattina, alle 10, nella Sala Commissioni del Consiglio regionale della Calabria, è in programma la premiazione della prima edizione del concorso Gonfia la rete, vinci sul web, organizzato dal Consiglio regionale della Calabria in collaborazione con l’Ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e dal Corecom Calabria.

L’evento si svolgerà in diretta streaming sulla pagina facebook “Gonfialaretevincisulweb” per consentire ai soggetti che hanno partecipato al concorso, e a chiunque sia interessato, di assistervi da remoto. 

Obiettivo del concorso è incentivare un utilizzo consapevole del Web – e dei social media in particolare – e contrastare Hate speech (linguaggio d’odio), Fake news (disinformazione) e Cyber bullismo (bullismo su internet).

Le opere vincitrici – selezionate da una Commissione formata dal rettore dell’Università Mediterranea, Santo Marcello Zimbone, dal giornalista Mario Meliadò e dalla professoressa Marisa Maesano – sono Corpo disintegrato realizzata da Patrizia Martelossi dell’Accademia delle Belle Arti di Brera – Milano; Il bullismo realizzata da Mario Dardano dell’Istituto di Sellia Marina (CZ)- Plesso Uria; Distanziamoci dal bullo realizzata dalle classi 3^ E e 3^ D dell’Istituto comprensivo “Telesio Montalbetti” di Reggio Calabria.

Ai vincitori, la pergamena prevista come premio sarà inviata a domicilio, così come gli attestati per tutti gli altri partecipanti.

«Per le opere prescelte – hanno dichiarato i promotori del concorso – è stata avviata una campagna tesa a favorirne la massima divulgazione e diffusione, con l’auspicio che la visione dei prodotti realizzati possa offrire un sia pure piccolo contributo nella lotta contro fenomeni che provocano sofferenza a tanti, in particolare bambini e adolescenti». (rrc)

Il plauso della maggioranza del Consiglio regionale al deputato Occhiuto: Risultato a beneficio della Calabria e dei calabresi

La maggioranza del Consiglio regionale della Calabria ha rivolto un plauso al deputato di Forza ItaliaRoberto Occhiuto che, è riuscito a fare inserire, nella manovra di bilancio, un emendamento col quale, di fatto, risolve il problema del debito sanitario in Calabria.

«Nello specifico – si legge in una nota – grazie all’emendamento di Occhiuto sarà possibile per le Regioni in deficit, d’ora in avanti, accedere ad una anticipazione di liquidità con Cassa depositi e prestiti per pagare i debiti e dare il via, finalmente, a nuovi investimenti. A Roberto va il plauso e il merito di questo importantissimo risultato, ottenuto per giunta da un esponente dell’opposizione».

«Le ripercussioni positive di questo provvedimento – conclude la nota – consentiranno finalmente alla struttura commissariale di poter agire per invertire la rotta in tema di sanità, consentendo una ripartenza che i calabresi attendono ormai da troppi anni. Complimenti ancora a Roberto Occhiuto, che ha saputo far valere le ragioni della nostra regione in Parlamento». (rrc)

Il Tribunale del riesame annulla l’ordinanza: revocati gli arresti all’ex presidente Tallini

Revocati dal Tribunale del riesame di Catanzaro gli arresti dell’ex presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini: bocciata l’ordinanza di custodia cautelare disposta il 19 novembre scorso. Le accuse per Tallini erano di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio nell’ambito dell’inchiesta Farmabusiness.

Gli avvocati di Tallini, Vincenzo Ioppoli, Carlo Petitto e Valerio Zimatore, in un’articolata memoria difensiva avevano presentato precisi riferimenti temporali e documentali per contrastare l’ipotesi accusatoria, escludendo categoricamente che Tallini avesse avuto rapporti con la criminalità organizzata e che fosse consapevole del coinvolgimento della famiglia mafiosa dei Grande Aracri di Cutro nell’iniziativa imprenditoriale Farma Italia. I legali di Tallini hanno negato, inoltre, ingerenze del loro assistito, all’epoca dei fatti contestati assessore al Personale, nella nomina del dirigente regionale Brancati che, secondo l’accusa, avrebbe agevolato la pratica che interessava al clan. Quanto al presunto appoggio elettorale da parte di esponenti della criminalità organizzata, la difesa ha sostenuto che Tallini non ha mai né chiesto, né ricevuto alcun appoggio da associazioni criminali, potendo contare, invece, sui molti voti di tanti sostenitori.

Probabilmente, ai fini della richiesta di revoca della misura, e quindi dell’insussistenza di esigenze cautelari, ha pesato anche l’annuncio fatto in udienza da Tallini, uno dei principali protagonisti della politica catanzarese e di Forza Italia non solo in Calabria: «Non mi ricandiderò mai più».

Tornato in libertà l’ex Presidente ha dichiarato all’AdnKronos: «Sto meglio, ma è stata una brutta avventura per una cosa che non sta né in cielo né in terra». Mimmo Tallini respinge ogni addebito: «Hanno voluto fare delle forzature che non avevano nessuna logica, sono assolutamente innocente, totalmente, non esiste nella maniera più assoluta l’ipotesi che io abbia avuto rapporti o contatti con qualcuno di questi. Loro basano le loro ipotesi su questo antennista, Scozzafava, una persona ‘normale’ che a Catanzaro conoscono tutti e che aveva per cavoli suoi una doppia vita, nel senso che aveva rapporti con questo mondo. Ma pure un magistrato poteva conoscerlo, però non significa che quel magistrato è delinquente. Lui, Scozzafava, a me non ha mai fatto capire nulla, ovviamente, perché sapeva come la pensavo su certi temi. Non esiste nella maniera più assoluta, non c’è la minima possibilità che io possa nemmeno tollerare che uno con queste amicizie sia amico mio».

Tallini ha spiegato la posizione dei giudici: «Loro dicono che io ero consapevole dei rapporti di Scozzafava, ma gli ho dimostrato che non lo ero, ed è la verità. Loro non hanno un elemento a supporto della loro tesi, perché grazie a Dio tutto il materiale che hanno tirato fuori non prova che io avessi la minima consapevolezza. Altrimenti non ero tanto cretino da continuare ad avere relazioni con uno che aveva questo tipo di rapporti. Questo era un antennista, lo chiamavi, ti metteva antenna e decoder. Questo era il lavoro che faceva, una persona ‘normale’, e che avesse rapporti con questa gente non sono il solo ad averlo scoperto ora. Ma sono problemi loro. Ma se chi ha condotto le indagini lo sapeva, perché non l’hanno arrestato subito? Otto anni fa, 10 anni fa, perché non l’hanno arrestato, così evitavano che la gente venisse a contatto con questa persona?».

Secondo Tallini «Si tratta di un abbaglio grande quanto una casa da parte della procura. Secondo loro, ripeto, io indirettamente ero consapevole che dietro questa iniziativa a cui ho dato un aiuto c’erano interessi criminali, e che lo facevo per avere in cambio dei voti. Ma quando questa cosa è avvenuta, nel 2013, io a Crotone non potevo nemmeno essere votato, perché a Crotone non c’erano i collegi che ci sono oggi. Sono stati modificati successivamente. Insomma, si tratta di tesi costruite su una teoria che alla fine doveva per forza arrivare a dimostrare questo».

L’ex presidente del Consiglio regionale ha ribadito all’AdnKronos: «Ma io con i fatti, argomento su argomento, ho dimostrato che non esiste la minima possibilità di una cosa del genere. Il Tribunale del Riesame, infatti, non mi ha solo ridato la libertà, ma ha annullato l’ordinanza. Ora vedremo le motivazioni, ma hanno annullato l’ordinanza, praticamente tutto ciò che è stato fatto per arrestarmi è stato annullato. Ora aspettiamo. Io mi sono difeso dicendo che non c’erano i presupposti, e se hanno accolto le nostre ragioni, vuol dire che non c’erano le condizioni per arrestarmi». (rcz)

Giannetta (FI) convoca seduta Commissione speciale di Vigilanza per fare chiarezza su Corap

Il consigliere regionale di Forza ItaliaDomenico Giannetta, ha convocato, in qualità di presidente, la Commissione Speciale di Vigilanza per fare chiarezza sul Consorzio Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive della Regione Calabria, il Corap.

«Per dipanare ogni dubbio sulla congruenza e sulla legittimità dei passi compiuti dagli enti che rappresentano – ha informato Giannetta – rispetto alle finalità pubbliche del Corap, con particolare riguardo alla salvaguardia dei lavoratori, la Commissione invita, lunedì prossimo, l’assessore regionale Fausto Orsomarso, il dirigente del Dipartimento Lavoro, Roberto Cosentino, il Commissario straordinario del Governo per la Zes Calabria, Rosanna Nisticò, il presidente del CdA di Fincalabra, Carmelo Salvino, e il Commissario del Corap, Fernando Caldiero.

«Il Corap – ha spiegato il consigliere Giannetta – è stato posto in liquidazione anche per garantire le posizioni occupazionali che, altrimenti, si sarebbero perse. Ad oggi, però, non ha affatto risolto i problemi di stabilizzazione dei lavoratori, né quelli dell’esposizione debitoria e creditoria. Per non dire che la Legge con cui la precedente maggioranza ha posto in liquidazione il Consorzio, è stata già impugnata dal Governo e sarà a breve giudicata dalla Corte Costituzionale».

«A ciò – ha aggiunto – si aggiungano alcune recenti iniziative di cui si comprendono poco motivazioni, fondamenti giuridici e obiettivi. Rileviamo, a tal proposito, da una parte atti commissariali che si sovrappongono ai poteri regionali e, dall’altra, atti deliberativi della Giunta regionale di destinazione di quasi quattro milioni di euro a Fincalabra a “supporto” del Corap per l’esercizio di funzioni pubbliche che, però, solo il Corap potrebbe eseguire».

«È, dunque, importante – ha sottolineato il Consigliere forzista – comprendere come Fincalabra intenda eseguire tale “supporto”, con quali risorse umane e su quali procedimenti. Il che diventa fondamentale anche in ordine all’operatività del Corap, tema che sarà oggetto di confronto con il Commissario del Governo per il coordinamento nell’attuazione del Piano di sviluppo Zes Calabria, di cui la Regione Calabria è titolare esecutivo».

«Quella del Corap – ha concluso – è una vicenda complessa, che richiede un’operazione di approfondimento su cui impegneremo, nuovamente, la Commissione a partire da lunedì prossimo, 21 Dicembre». (rrc)

L’impegno della Conferenza capogruppo contro la precarietà

Lavoratori precari della legge 12/2014 e i diversi bacini del precariato storico in Calabria è il tema su cui si è incentrata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, i cui lavori sono stati coordinati dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Azzurrolo.

Presenti, i capigruppo Giuseppe Graziano (Udc), Giacomo Crinò (Casa delle Libertà), Marcello Anastasi (Io resto in Calabria), Filippo Pietropaolo (FdI), Domenico Bevacqua (Pd) e Tilde Minasi (Lega); il consigliere Raffaele Sainato per il gruppo Forza Italia e il consigliere Antonio Andrea Billari per il gruppo Democratici Progressisti – Calabria. 

In apertura, il presidente Arruzzolo ha comunicato: «Sono pervenute richieste da parte di sigle sindacali in merito all’esigenza di avviare un dibattito sulla legge regionale n. 12».

«Abbiamo avviato, oggi – ha aggiunto – un confronto tra maggioranza e minoranza che sicuramente richiederà ulteriori approfondimenti. Il primo passo sarà effettuare, con il conforto degli uffici deputati, una valutazione tecnico-giuridica – così come richiesto da più parti, in primis dal capogruppo del Pd, Bevacqua – dei provvedimenti che possano rientrare nella qualificazione di atti di ordinaria amministrazione, trovandoci in questa fase, in regime di prorogatio».

In particolare Bevacqua, «ha chiesto all’Ufficio Legislativo una nota ufficiale che dia una indicazione precisa sugli atti che possano qualificarsi come urgenti ed indifferibili».

Anastasi, invece, ha manifestato apertamente «la massima condivisione e personale disponibilità per affrontare e risolvere il problema del precariato storico in Calabria».

«Per precariato – ha spiegato – s’intende anche la posizione dei 6.500 tirocinanti per i quali ho informato i colleghi Capigruppo di aver chiesto un Tavolo interministeriale nel quale assumano l’impegno di risolvere la questione. L’obiettivo è consentire agli interessati di aver riconosciuto un contratto di lavoro e la stabilizzazione, usufruendo di tutti i diritti previsti».

«È un atto dovuto – ha proseguito il capogruppo di Io Resto in Calabria – che la questione precariato si affronti e si definisca positivamente senza più indugiare per cancellare una condizione di generale incertezza che condiziona la quotidianità ed il futuro di tante famiglie. Un momento così fortemente critico quello attuale nel quale è nostro dovere da calabresi spenderci per i nostri ‘fratelli lavoratori calabresi’ e portare nelle loro case la certezza tanto anelata di cui mancano per affrontare la vita con serenità».

«Un problema – ha concluso – per il quale va investito il Governo nazionale come, peraltro, ho già personalmente fatto». (rrc)

 

Convocata per giovedì 10 dicembre la Commissione consiliare contro la ‘ndrangheta

È per giovedì 10 dicembre, alle 12, che è stata convocata la Commissione consiliare contro la ‘ndrangheta si riunirà a Palazzo Campanella, con due ordini del giorno.

A renderlo noto il presidente della Commissione, il consigliere regionale Antonio De Caprio, spiegando che «al di là delle vicende giudiziarie che hanno interessato anche figure istituzionali, la politica ha il dovere di guardarsi allo specchio e chiedersi se è stato fatto tutto quanto possibile e in proprio potere per allontanare ogni forma di condizionamento della criminalità organizzata».

Una premessa necessaria alla luce della legge regionale n. 9 del 26 aprile 2018 recante “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”, ed anche alla luce del “Codice calabrese del buon governo”, approvato nel lontano 2005.

Sono due i punti all’ordine del giorno, inerenti proprio le normative in materia già richiamate, e per entrambi verrà ascoltato il dirigente del settore Legalità e sicurezza. Col primo punto, si intende comprendere «lo stato di attuazione, nonché le criticità incontrate presso i vari Dipartimenti della Regione Calabria, nell’applicazione della legge regionale n. 9 del 26 aprile 2018»; col secondo, si intende invece comprendere quale sia stata «l’attività espletata dai Dipartimenti a seguito dell’introduzione della legge regionale n. 9/2018, nonché per la corretta applicazione del Codice calabrese del buon governo».

«Non possiamo non ricordare il travagliato iter, durato anni – ha detto De Caprio – che ha portato all’approvazione della legge regionale 9/2018, e che ha visto anche dure contrapposizioni all’interno dell’allora maggioranza di governo regionale guidata da Mario Oliverio. Numerose furono le denunce pubbliche proprio sulla (mancata) attuazione della legge. Oggi, a fronte di una situazione non certo migliorata da questo punto di vista, non possiamo tergiversare».

«È necessario – ha concluso – un cambio di passo rispetto al passato nel modo di fare politica fuori e dentro le istituzioni, ed aspetti fondamentali come la legalità non verranno più lasciati correre come acqua sotto i ponti. Abbiamo il dovere, in primis nei confronti dei calabresi, di appurare se gli organi regionali hanno dato piena attuazione a quanto previsto da una apposita legge o se vi siano lacune da colmare. A questo serve la nostra commissione, e non abbiamo certo intenzione di tirarci indietro». (rrc)