Intesa tra Consiglio regionale e Aterp per assegnare alloggi pubblici a donne vittime di violenza

Offrire soluzioni allogiative alle donne vittime di violenza e ai loro figli, prevedendo, nei casi in cui se ne ravvisi l’urgenza, la loro collocazione e il recupero di una quotidianità lontana dagli abusi. È questo l’obiettivo del protocollo sottoscritto tra la Presidenza del Consiglio regionale, l’Aterp – Azienda per l’Edilizia Residenziale Pubblica della Regione e l’Osservatorio sulla violenza di genere, il protocollo d’intesa interistituzionale per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della violenza di genere e la protezione ed emancipazione delle donne attraverso l’autonomia abitativa.

All’iniziativa, oltre al presidente Filippo Mancuso, la commissaria straordinaria dell’Aterp Maria Carmela Iannini, il vicecoordinatore dell’Osservatorio Pasquale Ciurleo e la componente avv. Lucia Lipari che ha contribuito alla stesura del documento. Ha partecipato anche il presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, Pietro Molinaro.

Con questo protocollo, dunque, «si vogliono sviluppare azioni condivise, per il sostegno delle donne vittime di violenza e dei loro figli, attraverso la concessione di unità abitative di residenza pubblica», ha detto Mancuso

«Nello specifico: Aterp – Calabria si adopera per destinare un’aliquota di alloggi, in via provvisoria, alle donne vittime di violenza, favorendo la loro libertà e autonomia. I Comuni assumono i necessari provvedimenti di cui all’art. 31 della legge regionale n. 32/1996 e il Consiglio regionale individua le risorse».

«Due anni fa – ha sottolineato   il presidenteMancuso – abbiamo approvato in Consiglio la legge recante ‘Misure per il superamento della discriminazione di genere e incentivi per l’occupazione femminile’. Questo 8 marzo sigliamo con l’Aterp un Protocollo che è uno strumento di aiuto reale alle donne vittime della prepotenza maschile. Su questi argomenti bisogna intervenire con atti e provvedimenti concreti».

«Il Protocollo sarà attentamente monitorato – ha spiegato Iannini – da una ‘cabina di regia’ affinché produca gli effetti desiderati, perché la sfida che con il presidente Mancuso abbiamo lanciato, intendiamo vincerla. Rappresenta un impegno concreto delle Istituzioni, per mettere in sicurezza le donne a rischio, assegnando loro residenze pubbliche distanti dal pericolo incombente di uomini violenti. Si aggiunge agli interventi sulla dimensione culturale e sociale dei femminicidi e andrà a potenziare la rete sociale di sostegno per le donne e i loro figli minori, con l’intento di fermare i ‘numeri della vergogna’, in possesso del Ministero dell’Interno, sulla violenza di genere che riflettono il retaggio arcaico che vuole la donna succube del maschio».

«Le disposizioni del Protocollo si applicano alle donne – ha illustrato – che si trovino in situazioni emergenziali che richiedano l’immediata individuazione di un alloggio. Il sostegno è previsto anche per le donne che, terminato il periodo di accoglienza nelle ‘Case Rifugio’, si trovino ancora in situazioni socialmente ed economicamente non autonome».

Per il vice coordinatore dell’Osservatorio Ciurleo, «attiviamo uno strumento che mentre darà le prime risposte alle donne in difficoltà, dovrà ampliare la sensibilizzazione contro la violenza di genere. Rompere i preconcetti che poi si declinano nelle forme di violenza sulle donne, si può, se si promuove anche educazione di genere nelle scuole, nelle università, sui social media, in ambito familiare e sociale e investendo sulla formazione a partire dalle giovani generazioni».

«Con la firma del Protocollo – ha detto Lipari – si fa un passo in avanti, per aiutare le donne su cui si esercita violentemente la sottocultura patriarcale. È l’avvio di una soluzione, resa possibile da un buon lavoro di squadra, ad una specifica difficoltà in cui spesso le donne si trovano. Per la prima volta, infatti, sarà possibile individuare alloggi pubblici dignitosi, per mettere al riparo le donne e i minori che subiscono aggressioni nell’ambito familiare».

«Concordiamo con il presidente Mancuso che, su questa allarmante problematica – ha concluso – anzitutto le Istituzioni pubbliche debbano fare la propria parte, dimostrando, come in questo caso, una solidarietà non di facciata, ma vera, operativa e soprattutto incisiva».

Il presidente Molinaro, a sua volta ha sottolineato «come Commissione siamo orgogliosi di far parte della cabina di regia prevista da questo Protocollo che consideriamo un atto di efficace concretezza. Sottolineo che nel Piano speciale legalità antiracket e antiusura (adottato dalla Regione ai sensi della legge 9/2018) si prevede che delle unità abitative gestite dall’Aterp vengano destinate alle vittime di reati incluse le vittime di violenza di genere». (rrc)

 

Tavernise (M5S): Per tre anni le auto ibride non paghino il bollo

Le auto ibride per tre anni non paghino il bollo auto. È la proposta di legge presentata dal consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, che prevede, per tre annualità, «un contributo regionale annuale pari al costo della tassa automobilistica regionale dovuta, fino a 150 euro, per i residenti in Calabria che, dal 2024, immatricolano veicoli ibridi con una potenza inferiore a 100 kilowatt, il che rappresenta una consistente agevolazione per il pagamento del bollo auto e un incentivo a cambiare veicolo».

Una proposta che ha «l’obiettivo primario – ha spiegato il consigliere – di offrire una ulteriore opportunità nella transizione verso un modello di mobilità sostenibile ed ecologica, favorendo la diffusione della mobilità elettrica nella regione Calabria per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e salvaguardia dell’ambiente, diminuire i rischi per la salute dei cittadini, ridurre il consumo dei combustili fossili, incrementare il numero circolante di veicoli green».

«La Calabria è una tra le regioni meno “green” per parco macchine circolanti – ha ricordato –. Nel nostro territorio si concentra un elevato numero di vetture vecchie e per questo più inquinanti. E nel contempo sono ancora poche le auto ecologiche in circolazione. I veicoli ibridi, in Calabria, devono corrispondere una tassa pari a un tasso fisso di 2,84 € moltiplicato per il numero di kW del veicolo, a differenza, invece, di tante altre regioni italiane. I veicoli ibridi, infatti, sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica per cinque annualità in Basilicata, Marche, Puglia e Trentino Alto Adige; per quattro anni in Liguria e Valle D’Aosta; per tre annualità in Abruzzo, Emilia Romagna (con un contributo totale, in tre anni, di 191 euro), Lazio, Lombardia, Sicilia e Veneto e, infine, per due anni in Campania».

«Credo sia fondamentale – ha sottolineato – che anche la Regione Calabria partecipi in maniera attiva alla transizione ecologica attraverso incentivi economici che siano da stimolo per i cittadini e in linea con una nuova visione di mobilità. Una strada già tracciata dalla Comunità europea che ha fissato il momento di attuazione nel 2035, data in cui si prevede l’obbligo per nuove autovetture e nuovi veicoli commerciali leggeri di non produrre alcuna emissione di CO2. L’obiettivo è quello di ridurre del 100% le emissioni di questi tipi di veicoli rispetto al 2021. Gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni per il 2030 sono stati fissati al 55% per le autovetture e al 50% per i furgoni».

«Affrontare le sfide ambientali è cruciale per il futuro della Regione Calabria e del pianeta nel suo complesso – ha proseguito –. Investire oggi in soluzioni sostenibili e nell’adozione di pratiche che riducano l’impatto ambientale è fondamentale per mitigare i cambiamenti climatici, proteggere la biodiversità e garantire risorse naturali vitali per le future generazioni».

1Investire oggi per creare un mondo migliore – ha concluso – non solo aiuta a proteggere l’ambiente, ma può anche portare benefici economici, sociali e sanitari a lungo termine per la Regione Calabria e le sue comunità». (rrc)

Depositata una proposta per istituire l’Agenzia regionale per l’Energia della Calabria

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, assieme a Francesco De NisiGiuseppe GrazianoAntonio Lo Schiavo hanno depositato una proposta di legge per l’istituzione dell’Agenzia regionale per l’Energia della Calabria.

Lo scopo dell’ Arec «è fornire supporto tecnico e amministrativo alle altre società pubbliche regionali (Sorical, Calabria Verde) per costruire impianti di energia rinnovabile, mirati allo sfruttamento diretto delle risorse naturali (idroelettrica, fotovoltaica, biomassa), che consentano di introitare nelle casse della Regione Calabria gli ingenti benefici economici derivanti dall’autoconsumo o dalla vendita dell’energia elettrica».

«La creazione di Arec – hanno sottolineato Mancuso, De Nisi, Graziano e Lo Schiavo – nel solco di quanto già effettuato da altre regioni italiane, può portare nelle casse della Regione Calabria, e quindi a favore dei servizi dei cittadini calabresi, enormi risorse derivanti dallo sfruttamento energetico del territorio regionale».

La proposta di legge (9 articoli) disciplina l’istituzione, la figura del direttore generale e dell’organo di revisione, le funzioni di vigilanza e  controllo, il personale, la valutazione dell’operato e le risorse finanziarie per la costituzione e il funzionamento.

«Considerato che – si legge nel testo – salvo la determinazione dei principi fondamentali di competenza statale, spetta alle Regioni la potestà legislativa su ‘produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia’, all’Arec l’iniziativa legislativa attribuisce le seguenti attività: esercizio, controllo, manutenzione ed ispezione degli impianti termici sul territorio regionale; migliorare la gestione della domanda di energia, mediante la promozione dell’efficienza energetica; favorire un miglior utilizzo e la razionale gestione delle risorse locali e rinnovabili. Questo al fine di favorire l’utilizzazione di tali risorse energetiche anche nell’edilizia residenziale pubblica».

E ancora «sostenere la ricerca finalizzata allo sfruttamento delle condizioni ottimali d’approvvigionamento energetico nell’ambito del territorio regionale; azioni mirate al miglioramento dell’ambiente e al controllo dell’inquinamento atmosferico. il supporto tecnico per la programmazione e per la pianificazione energetica di competenza regionale; la ricezione, la registrazione e il deposito delle attestazioni di prestazione energetica (Ape); l’effettuazione di verifiche, di controlli, di accertamenti e di ispezioni relativi alla conformità delle attestazioni di prestazione energetica (Ape); la gestione del Catasto regionale delle attestazioni di prestazione energetica (Ape); il supporto tecnico alla Regione per la presentazione, l’attuazione e la gestione contabile di progetti comunitari in materia di energia e di mobilità sostenibile, nonché di progetti relativi al Pnrr; l’attuazione e la gestione degli interventi e delle azioni a livello nazionale, europeo e internazionale in materia di energia e di mobilità sostenibile, di competenza della Regione;  la promozione, la realizzazione e la gestione di iniziative e di progetti di innovazione e ricerca coerenti con le politiche energetiche della Regione».

Previsto, anche, «il supporto alla costituzione di comunità energetiche rinnovabili (Cer) sul territorio regionale inclusa la possibilità di partecipare a Comunità Energetiche promosse da enti locali; la promozione dell’applicazione delle certificazioni di sostenibilità ambientale degli edifici pubblici e privati, con particolare riferimento alla certificazione europea; il supporto agli Enti locali per la pianificazione delle azioni e il coordinamento delle iniziative in materia di energia, nonché per la certificazione del sistema di gestione dell’energia, anche in sinergia con gli altri soggetti che operano nel settore a livello regionale; l’organizzazione di campagne di informazione e di sensibilizzazione anche attraverso il portale regionale dell’energia, nonché di attività di formazione sulle tematiche energetiche, ambientali e della mobilità sostenibile; il supporto alle attività istruttorie, di controllo e di verifica relative al rilascio delle autorizzazioni in materia di energia di competenza regionale; il supporto tecnico, amministrativo e giuridico nell’assegnazione della gestione delle reti di distribuzione del gas di competenza della Regione. sfruttamento del patrimonio regionale al fine di realizzare centrali alimentate da fonti rinnovabili finalizzate ad alimentare le utenze della Regione Calabria o delle sue società partecipate».

«Tuttavia – è riportato nella relazione al testo di legge – il contributo maggiore dell’Arec potrà derivare soprattutto dal nuovo impulso e dall’importanza che lo sviluppo delle energie, soprattutto rinnovabili, riveste in questo particolare periodo storico in  Italia e Calabria, terra, quest’ultima, vocata per orografia e scarsa densità demografica, alla costruzione di impianti alimentati a fonti tradizionali e rinnovabili». (rrc)

Bruni (PD) interroga Occhiuto su stato dell’arte per i progetti di telemedicina

La consigliera regionale del Pd, Amalia Bruni, ha presentato una interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, qual è lo stato dell’arte dei lavori volti a realizzare gli interventi nelle aree individuate di telemedicina.

Assieme agli altri consiglieri, è stato chiesto «quali iniziative il presidente Occhiuto intenda assumere per pervenire alla realizzazione degli interventi di accesso ai servizi di Telemedicina nei Comuni delle Aree interessate e per quelli che ne consentono l’avvio, ricordando che l’impegno di spesa presunto, per come previsto dalle relative schede di intervento, è di oltre 2.000.000,00 euro a valere sui fondi assicurati dalle Leggi di Bilancio dello Stato e sui fondi rinvenienti dal cofinanziamento regionale attraverso gli stanziamenti del Fsc».

La dem, infatti, ha ricordato come «la realizzazione di interventi di telemedicina, soprattutto attraverso progetti focalizzati nelle Aree per l’attuazione della Strategia Nazionale Aree Interne (Snai) soprattutto in Calabria rappresenta un passo avanti nell’offerta di servizi sanitari a distanza in regioni caratterizzate da specifiche criticità del sistema. In questi territori spesso l’accesso ai servizi sanitari tradizionali può essere limitato a causa della distanza, dell’isolamento geografico o delle difficoltà di mobilità».

«Tutti gli interventi dovevano essere già completati per l’Area Grecanica e per l’Area Reventino-Savuto entro il 2023 – ha ricordato – e che per quanto previsto nell’Area Pre-Sila e Sila Cosenza e Crotone gli interventi devono essere conclusi entro il corrente anno 2024: nessuna delle procedure per le attività di realizzazione risulta essere avviata per come previsto dal cronoprogramma».

«Aspettiamo, quindi, delucidazioni in merito – ha concluso la consigliera Bruni –. Mi permetto solo di ricordare al presidente Occhiuto che la realizzazione di tali interventi oltre a determinare un significativo innalzamento dei livelli di assistenza nelle aree interne, nei casi di emergenza/urgenza, concorre ad un significativo avanzamento della spesa, attualmente irrilevante, per l’attuazione della Snai nella nostra Regione». (rrc)

 

Il presidente Mancuso incontra il Garante Siclari: Una Calabria più inclusiva che valorizzi le diversità

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha incontrato il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità”, Ernesto Siclari per fare una sommaria ricognizione dell’ampia gamma di questioni da affrontare: dall’accessibilità ai servizi sanitari ed educativi, all’occupazione e alla partecipazione sociale.

«La tutela dei diritti e delle opportunità per le persone con disabilità – ha detto Mancuso – in costante aumento anche per l’invecchiamento della popolazione, è una nostra priorità. Al Garante,  istituito per la prima volta in Calabria con una specifica legge in linea con gli indirizzi dell’Onu e dell’Europa,  assicuriamo ogni forma di collaborazione, per avere  una Calabria più inclusiva, equa e rispettosa dei diritti di tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità».

«Concordiamo che debba essere l’intera collettività – ha aggiunto Mancuso – a prendersi carico delle persone con disabilità, per non lasciare sole le famiglie con problemi a volte molto complessi e per rimarcare il valore positivo delle diversità. Al Garante affidiamo il compito di tutelare i diritti e  analizzare in profondità ogni sfumatura relativa ad un settore spesso trascurato. Quando avremo la prima relazione del Garante, magari in coincidenza con la ‘Giornata internazionale delle persone con disabilità’,  potremo verificare, anche con dati statistici aggiornati, a che punto è la Calabria nelle politiche per la promozione dei diritti e il benessere delle persone in difficoltà».

L’avv. Siclari ha espresso «apprezzamento per l’attenzione e la sensibilità dimostrate dalla Regione su un tema che connota il grado di civiltà di una comunità».

«Intendo esercitare – ha detto – la responsabilità che mi è stata data, sia pianificando gli interventi necessari, attraverso l’ascolto delle associazioni, che adottando azioni mirate per realizzare l’effettiva inclusione sociale delle persone con disabilità. Su questo versante, c’è da coniugare assistenza e servizi, istituzionalizzandoli sempre più, anche  per non lasciare che la differenza la faccia il fattore economico. Il mio auspicio è cancellare limiti per disegnare orizzonti, senza mai perdere o negare a qualcuno il diritto di essere veramente libero». (rrc)

Il gruppo regionale del Pd chiede formalmente la convocazione di Rfi e Anas per statale 106 e Alta velocità

Il gruppo regionale del Pd chiede la convocazione di Rfi e Anas per quanto riguarda la statale 106 e Alta velocità.

Una iniziativa per fare «il punto della situazione su statale 106 e alta velocità», ha spiegato il capogruppo del Pd, Mimmo Bevacqua.

«Chiediamo formalmente al presidente del consiglio regionale Mancuso e al presidente della IV Comissione Raso la convocazione dei vertici di Rfi e Anas per fare il punto della situazione su statale 106 e alta velocità», dice Bevacqua.

«Da tempo stiamo insistendo sulla vicenda, anche tramite il nostro rappresentante in Commissione Giovanni Muraca, senza avere alcun tipo di risposta. Nel frattempo – prosegue Bevacqua – il governo regionale annuncia e riannuncia finanziamenti e fondi di cui non si ha contezza, come abbiamo avuto modo di dimostrare in occasione di un’apposita conferenza stampa che ha avuto luogo a Lamezia. Chiediamo che si faccia finalmente chiarezza e che i rappresentanti di Anas e Rfi si assumano le proprie responsabilità nelle sedi istituzionali, illustrando nel dettaglio l’utilizzo delle risorse a propria disposizione per queste fondamentali infrastrutture».

«Serve rispetto per il ruolo dell’opposizione – conclude Bevacqua – come noi abbiamo rispetto di chi oggi svolge il ruolo di presidente del Consiglio. Un ruolo da svolgere in maniera imparziale e fornendo le dovute risposte anche a chi cerca come minoranza di svolgere al meglio la propria funzione nell’interesse esclusivo dei cittadini calabresi».

Mercoledì al Consiglio regionale una giornata studio su affido e adozione del Centro Agape

Mercoledì 28 febbraio, nella Sala Monteleone del Consiglio regionale di Reggio, dalle 9, si terrà una giornata di studio dedicata al diritto di ogni minore a crescere in una famiglia, promosso dal Centro Comunitario Agape, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania e dalla Presidenza del Consiglio Regionale.

Il programma prevede  i saluti diVincenzo Starita, vicepresidente della Commissione delle adozioni internazionali, su delega della Ministra Eugenia Maria Roccella, di Emma Staine, assessora Regionale alle Politiche Sociali, l’introduzione di Mario Nasone, presidente del Centro Comunitario Agape.

Relaziona Frida Tonizzo, presidente nazionale Anfaa – Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie. A seguire gli interventi di Marcello D’Amico, presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio, Maria Grazia Marcianò, psicologa Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria, Danilo Ferrara, presidente Ordine Assistenti sociali della Regione Calabria, Francesca Mallamaci, Assnas Calabria – Responsabile Centro Antiviolenza Piccola Opera Papa Giovanni, Lucia Di Furia, direttore Generale Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria; Pasquale Cananzi, Camera Minorile Distrettuale di Reggio Calabria. Modera Giuseppe Marino, giudice onorario.

A 40 anni dalla approvazione della legge 184/1983 su affido e adozione sono stati fatti passi in avanti per il riconoscimento di questo diritto ma ancora non c’è la giusta attenzione a tutti quei minori e alle loro famiglie che vivono situazioni di fragilità che negli ultimi anni si sono aggravate.

«Preoccupano riforme legislative come quelle introdotte dalla Cartabia che, invece di attivare attraverso investimenti di risorse azioni di tutela, hanno creato – viene evidenziato – un clima di incertezze sulle competenze istituzionali ed in particolare  un indebolimento di  un sistema importante per la protezione dei minori che è stato  finora quello garantito dai Tribunali per i Minorenni. Restano strumenti da valorizzare le linee di indirizzo che il Ministero ha prodotto nei giorni scorsi sull’affidamento familiare, ma mancano azioni di monitoraggio e ricerche valutative che potrebbero esaminare il grado di applicazione e stimare gli esiti maturati sui territori degli interventi in cui sono state adottati». 

«Tra le innovazioni legislative – viene ricordato – quella della recente sentenza della Cassazione che ha toccato un tema , quello delle cosiddette adozioni aperte, che tende a  superare la rigidità dell’affidamento  e dell’adozione e prende  in esame nuove forme di accoglienza  che non interrompano il rapporto giuridico e umano con la famiglia di origine».

«In Calabria, in grave ritardo sulle politiche di Welfare – si legge in una nota –, servirebbe prioritariamente un sistema informativo in grado di offrire dati aggiornati per conoscere il numero dei minori fuori famiglia e per questo servirebbe un osservatorio regionale  per conoscere la situazione di ogni minore allontanato, per ridurre al massimo i tempi di attesa dei provvedimenti di tutela di questi minori che spesso attendono anni per avere risposte sul loro futuro. Minori che arrivano talvolta alla maggiore età senza potere contare su figure affettive di riferimento. Una nota di speranza, pur tra tante difficoltà, il numero ancora significato degli affidi in Calabria e delle famiglie aspiranti, un capitale da valorizzare con l’attenzione a non ricorrere a questa forma di solidarietà in funzione riparatoria ma soprattutto come azione preventiva in grado di intercettare fin dalla prima infanzia i minori con disagio, puntando anche sulle famiglie di appoggio verso ad esempio i nuclei madre bambino da fare affiancare da famiglie che li accompagnano svolgendo una azione di sostegno alla genitorialità».

Nel pomeriggio, al Salone della parrocchia del Crocefisso, dalle 16,39, le aspiranti famiglie affidatarie e adottive incontreranno la presidente nazionale Anfaa, Frida Tonizzo, insieme a Mirella Schillaci, magistrato minorile, Lucia Nucera, assessore alle politiche sociali del Comune di Reggio Calabria, Geri Bantel, Centro Emmaus Roccella, Marco Dato, Ass. M’Ama Calabria, Domenico e Rita Barresi, Comunità Papa Giovanni XXIII. (rrc)

I consiglieri Bevacqua, Tavernise e Lo Schiavo: Preoccupano dati su Pnrr della Corte dei Conti

I consiglieri regionali Mimmo Bevacqua (PD), Davide Tavernise (M5S) e Antonio Lo Schiavo (Misto) hanno espresso preoccupazione per i dati resi noti dalla Corte dei Conti calabrese in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, alla presenza del presidente nazionale Guido Carlino.

Dai dati dei magistrati è emerso come «sui cinque miliardi di investimenti del Pnrr per i trasporti, la Calabria non ha speso nemmeno un euro’», hanno riferito i consiglieri d’opposizione, «mettendo il dito all’interno di una piaga che, da molti mesi, segnaliamo invano al governo regionale».

«La relazione della Corte dei Conti si è concentrata anche sul nodo sanità dove viene evidenziato ‘un caos amministrativo’ che diventa totale nelle Asp – hanno proseguito i tre consiglieri di opposizione – come abbiamo comunicato più volte all’Ufficio del commissario che continua a fare orecchie da mercante e a trincerarsi dietro la sua narrazione social di una Calabria che funziona e che, purtroppo, si scontra con una realtà diametralmente opposta».

«Invitiamo, pertanto – hanno proseguito – il governo regionale a prendere atto dello stato dei fatti e ai rilievi della Corte dei Conti e venire a confrontarsi, finalmente, in maniera chiara e trasparente in Consiglio regionale sullo stato di avanzamento degli investimenti del Pnrr. Così come va fatta chiarezza sulle interlocuzioni in atto con il governo nazionale del quale la Calabria non può continuare a fare lo zerbino».

«Dopo i tagli ai fondi operati in maniera scriteriata e le somme stornate per finanziare il Ponte sullo Stretto e pagare cambiali elettorali a Salvini – hanno concluso – adesso è il momento di dire basta e fare partire un’operazione verità. Ancora più indispensabile alla vigilia dell’approvazione dell’autonomia differenziata che colpirà il Sud e la Calabria come una mannaia azionata dal governo più antimeridionalista della storia italiana». (rrc)

 

Violenza sulle donne, il Consiglio regionale promuove la campagna per l’utilizzo del numero telefonico 1522

Il Consiglio regionale promuove la campagna della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità per l’utilizzo, da parte delle donne vittime di violenza, del numero telefonico 1522.

Sulla homepage del sito istituzionale, infatti, è visibile il banner del numero telefonico antiviolenza e stalking 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24 e accessibile sia da rete fissa sia mobile. Cliccando sull’icona del numero 1522 si accede direttamente alla pagina web del servizio (https://www.1522.eu/) promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità che accoglie, con operatrici specializzate, le richieste di aiuto e sostegno delle donne.

Le operatrici telefoniche dedicate al servizio offrono, con assoluta garanzia di anonimato, una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, dando informazioni utili sui servizi socio-sanitari e sui centri antiviolenza presenti sul territorio nazionale, di cui la pagina web 1522 fornisce la mappatura aggiornata.

«Attraverso tale iniziativa, raccomandata dal ministro Zangrillo nella direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2023 , quest’Istituzione – ha spiegato il presidente Filippo Mancuso – intende dare visibilità a uno strumento concreto per contrastare il fenomeno della violenza di genere, incentivarne l’emersione e supportare le donne in difficoltà». (rrc)

 

Avviato il Sistema di monitoraggio strutturale dell’Aula consiliare “Fortugno”

È stato avviato il contratto per la realizzazione del Sistema di monitoraggio strutturale dell’Aula consiliare “Francesco Fortugno”.

Il servizio rientra tra gli interventi finalizzati alla conservazione, risparmio e miglioramento dell’efficienza energetica di Palazzo Campanella.

«Si tratta – ha spiegato il presidente Filippo Mancuso – di implementare un sistema tecnologico che consente di raccogliere dati in tempo reale sullo stato di una struttura, attraverso l’utilizzo di sensori connessi alla rete internet. Attraverso la realizzazione di questo intervento, il Consiglio regionale si dota di una tecnologia emergente nell’ambito della sperimentazione ingegneristica, che permette di monitorare continuamente le dinamiche in esercizio di un organismo edilizio, rilevando anticipatamente eventuali problemi, riducendo il rischio di incidenti e garantendo la sicurezza delle persone e delle attività».

«I benefici dell’utilizzo di questo sistema sono notevoli – ha proseguito –. Non solo in termini di sicurezza, ma anche di efficienza e di risparmio economico. La raccolta di una grande quantità di dati, che possono essere analizzati per prevenire eventuali criticità e programmare interventi di manutenzione, consente, infatti, la riduzione dei costi di manutenzione e il miglioramento dell’efficienza».

«Il segnale che vuole dare l’Ente – ha concluso – è di utilizzare le tecnologie più avanzate nel campo dell’ingegneria civile, attraverso l’implementazione di un modello che può essere applicato su altri edifici pubblici». (rrc)