COSENZA – Prosegue il Festival Exit

Continua, al Castello Svevo di Cosenza, il Festival ExitDeviazioni in arte e musica che, per il 29 e 30 giugno propone due appuntamenti con Walter RicciFabrizio BossoAdriana Procelli.

Ricci e Bosso, che si esibiranno il 29 giugno, renderanno omaggio alla leggenda del Jazz Nat King Cole, uno dei primi grandi crooner della storia della musica jazz e R&B. Il suo più grande successo al livello mondiale fu Mona Lisa, brano del 1950 che rimase in vetta alla classifica americana per cinque settimane e conquistò anche un Grammy, Cole è stato il primo artista afroamericano ad avere un programma radiofonico e poi uno show televisivo a copertura nazionale. L’appuntamento proposto è da segnare in agenda se non hai mai avuto modo di ascoltare Cole!

Appuntamento poi il 30 giugno, per la prima volta in Calabria Adriana Porcelli Safonov in FiabaFobia, uno spettacolo che indaga sulle fobie che accompagnano la nostra persona, scritto per ridere e riflettere su uno degli argomenti più attuali e meno discussi dei nostri tempi: la paura come timore sociale. (rcs)

CASSANO (CS) – Da oggi riapre alla navigazione il Canale degli Stombi

L’unione fa la forza, soprattutto in un periodo difficile come questo sia dal punto di vista economico che sociale. È questo quanto emerso dalla riunione che si è tenuta nel fine settimana nei locali dell’Associazione Laghi di Sibari e che è servita a ricomporre la crisi tra le due organizzazioni nata nel corso dell’ultima assemblea di AssoLaghi a seguito della quale il Comune di Cassano aveva ritirato la partecipazione del suo rappresentante nel comitato direttivo dell’associazione che gestisce gran parte dei servizi nel complesso nautico sibarita.

Un chiarimento profondo che ha messo fine ad una serie di disguidi messi da parte per l’unità di intenti e per il bene dei Laghi di Sibari, importante realtà turistica fiore all’occhiello sia della fascia jonica che dell’intera Calabria e del Sud Italia.

Il sindaco Giovanni Papasso, nel corso del suo intervento, ha dichiarato di essere per l’unità e di voler proseguire insieme il fruttuoso lavoro fin qui svolto evitando di scadere in partitismi o beghe politiche di altra natura che nuocerebbero soltanto al territorio. Ha fatto una disamina complessiva della situazione del complesso nautico dando contezza ai presenti del lavoro fatto dall’amministrazione comunale e parlando di altre prospettivi e altri spunti come del piano spiaggia che arriverà a breve in consiglio comunale per l’approvazione.

Dal canto suo il presidente di AssoLaghi Luigi Guaragna ha ribadito che, anche da parte del consiglio direttivo e degli associati, non v’è mai stata intenzione o volontà di incrinare i rapporti con il Comune, nella profonda consapevolezza che l’unica strada da percorrere sia quella dell’unità e del camminare insieme. Un incontro che si è svolto in un clima cordiale e dove sono state discusse una serie di problematiche oltre alle possibili soluzioni, anch’esse condivise, sintomo di come ci sia un intendimento di vedute tra sindaco, amministrazione comunale, presidente e direttivo di AssoLaghi.

Una sinergia che va avanti da tempo e che sta dando numerosi frutti: primo tra tutti quello della collaborazione messa in campo per il disinsabbiamento dello Stombi. La draga, di proprietà comunale, infatti, viene utilizzata da AssoLaghi, con investimento di ulteriori risorse a carico di quest’ultima, per pulire l’imboccatura dello Stombi e permettere alle barche di prendere il largo nel Mar Ionio. Una collaborazione che iscrive un nuovo risultato positivo sui taccuini delle due realtà locali: da oggi, infatti, riapre ufficialmente alla navigazione il Canale degli Stombi. Una risposta vera e concreta alle inutili polemiche create ad arte che non fanno per nulla bene al territorio e ai Laghi anche perché la nuova chiusura s’era avuta a causa delle mareggiate di maggio che avevano rovinato in poche ore tutto il lavoro fatto ad aprile per riaprire il canale alla navigazione proprio a maggio e con oltre un mese di anticipo rispetto al solito. Un piano rovinato dal cambiamento climatico ma che, grazie alla collaborazione, ha portato a riaprire il canale in tempi brevi.

A margine dell’incontro il sindaco Papasso ha ribadito la sua fiducia nella persona di Leonardo Iannicelli che riprenderà, così, a partecipare alle riunioni del comitato direttivo dell’Associazione Laghi di Sibari in qualità di rappresentante del Comune di Cassano e ha voluto tenere anche un sopralluogo nell’area del centro commerciale del complesso nautico sibarita spiegando come a breve partiranno alcuni lavori di messa in sicurezza dell’impianto di illuminazione che sarà quasi completamente rifatto con luci al led più economiche e funzionali. (rcs)

PAOLA (CS) – Associazione Colpo in presidio davanti all’ospedale

L’associazione Colpo, preso atto della volontà politica regionale di ridimensionare il presidio ospedaliero San Francesco di Paola, dichiara l’entrata in stato di agitazione permanente, per tutto il tempo necessario, volta alla difesa del diritto alla Salute dell’intero territorio.

La riorganizzazione della sanità in Calabria, voluta dal Presidente Occhiuto, sta portando all’ennesimo depotenziamento che il presidio ospedaliero subisce negli anni, il quale ad oggi risulta carente nel personale, nelle strutture e nella strumentazione.

Nello spoke Paola-Cetraro non è presente a oggi un punto nascita, gli strumenti di diagnostica e prevenzione sono insufficienti e i pazienti sono costretti a lunghissime liste d’attesa.

A trarre vantaggio dalla riorganizzazione voluta dalla Regione saranno soltanto le strutture private presenti sul nostro territorio: 171 sono le strutture socio sanitarie accreditate in provincia di Cosenza.

Con il seguente comunicato intendiamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica il sopruso dettato dall’arroganza del potere regionale che, noncurante delle condizioni dei presidii territoriali, continua a condurre una campagna di dislocazione dei reparti basata su criteri prettamente soggettivi e non validati da nessun vero piano di riorganizzazione della rete ospedaliera.

Il San Francesco di Paola è il presidio ospedaliero più vicino per 52 mila persone che vivono tra Amantea e Fuscaldo; basterebbe solo questo dato a smontare la retorica campanilistica sull’ospedale fatta dall’amministrazione comunale di Paola, essendo un punto di riferimento non solo per Paola ma per un intero territorio.

Pretendiamo che gli standard rispettino quelli nazionali e che il Diritto alla Salute di cittadine e cittadini calabresi venga rispettato.

Al presidio permanente di lunedì 26 giugno porteremo le nostre proposte, chiedendo l’immediata convocazione di una tavola rotonda tra i presidi territoriali e il commissario della Sanità Calabrese. (rcs)

COSENZA – Il Rotary club Cosenza Telesio dona due targhe toponomastiche alla città

Continua l’impegno del Rotary Club Cosenza Telesio nel centro storico. Come da tradizione sono state donate alla Città di Cosenza due nuove targhe toponomastiche.

L’iniziativa, che fa parte del progetto pluriennale “Toponomastica del Centro Storico”, si è svolta alla presenza di Maria Pia Funaro, vicesindaco della Città di Cosenza e di una delegazione di soci del Club.

Il presidente Filippo Urso ha dichiarato: «è per il nostro club motivo di vanto ed orgoglio poter arricchire, anno dopo anno, il nostro meraviglioso centro storico». (rcs)

Festival della canzone arbëreshe con un’orchestra sinfonica calabrese di 41 elementi

Un’orchestra sinfonica calabrese di 28 maestri musicisti di pregiato livello accompagnerà gli artisti che si esibiranno alla 41a edizione del Festival della canzone arbëreshë, che si terrà a San Demetrio Corone (Cs) nelle giornate del 10, 11 e 12 agosto 2023.

È questa la prima delle grandi novità anticipate dal direttore artistico Angelo Pagliaro che caratterizzeranno lo spettacolo previsto nella serata finale del Festival, definito dal primo cittadino sandemetrese come un’edizione esplosiva, che saprà valicare ancora una volta i confini regionali per confermarsi definitivamente come appuntamento di levatura internazionale.

«È l’inizio di un percorso nuovo per tutta l’Arberia – prosegue nel suo intervento davanti ai giornalisti il sindaco Ernesto Madeo – e sono felice che il nostro invito ai cantanti arbëreshë di far parte di questa nuova versione sinfonica del Festival sia stato accolto con grande favore ed entusiasmo, mentre sono tutti impegnati a scrivere brani che sapranno emozionare e coinvolgere il numeroso pubblico che dallo scorso anno è tornato a riempire in ogni spazio il suggestivo contesto della piazza del Collegio di Sant’Adriano».

Una parte importante del programma della 41a edizione è stata promossa presso la Provincia di Cosenza nel corso della prima delle due conferenze stampa previste dall’addetto stampa del festival, Valerio Caparelli, con cui verranno illustrate le importanti novità pensate per gli appuntamenti e gli artisti che parteciperanno in gara alla kermesse canora arbëreshe più attesa e famosa in Italia e all’estero.

L’evento culturale di San Demetrio Corone rientra nell’azione Next Generation dell’Unione Europea e nelle attività del Ministero della Cultura ed è finanziato con il contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Italia Domani”.

Alla conferenza stampa, insieme al sindaco Madeo e al direttore Pagliaro, ha preso parte il consigliere comunale con delega al Festival, Emanuele D’Amico e la consigliere con delega all’istruzione della Provincia di Cosenza, Pina Sturino, che nel suo saluto a nome della presidente Rosaria Succurro ha sottolineato come «questo importante evento musicale rappresenti un’ulteriore opportunità di promozione per la Calabria e per il mondo arbëreshe, che può così continuare a salvaguardare il patrimonio culturale e linguistico dell’Arberia».

A chiudere gli interventi illustrativi, accompagnato dal contributo del giornalista Pasquale De Marco, è stato il presidente dell’associazione culturale “Festival della Canzone Arbëreshë-Comitato Storico”, Adriano D’Amico, che ha tenuto a sottolineare come «dopo la morte di nostro padre, Giuseppe D’Amico, ideatore del Festival, dal 1998 si è costituita l’associazione culturale che sino al 2015 ha contribuito all’organizzazione dell’evento musicale arbëreshe più famoso nel mondo. Poi, dal 2016 al 2021, ci sono stati 5 anni bui, interrotti grazie all’intervento dell’amministrazione guidata dal sindaco Madeo, che ha ripristinato la legalità e ricondotto ai fasti del passato questa imperdibile rassegna canora». (rcs)

Il gelato al pecorino è la nuova frontiera del gusto

Fresco, gradevole, sorprendente e capace di emozionare il palato, oltre ogni aspettativa e titubanza legata al consumo che solitamente si fa di un formaggio stagionato. Un nuovo orizzonte per il Pecorino Crotonese Dop: il gelato. Provare per credere. La ricetta è stata sperimentata in occasione dell’evento Dalla Terra al Gelato ospitato nei giorni scorsi nella storica e prestigiosa Orangerie del Museo della Liquirizia Amarelli.

Ad esprimere soddisfazione per questa nuova e speciale declinazione che ha riscosso successo ed apprezzamento è Luca Fonsi dell’omonima e plurisecolare azienda di Paludi, unici produttori in provincia di Cosenza del Pecorino Crotonese Dop e l’unico biologico dell’intera filiera.

Da oggi il gelato al Pecorino Crotonese Dop dell’azienda Fonsi sarà disponibile da Mt Massimiliano Tagliaferro, Dolciere in Corigliano-Rossano.

L’azienda Fonsi è stata tra i partner e sostenitori principali dell’evento che ha coinvolto gli artigiani del gusto Gaetano Vincenzi, Pasquale Cipolla e Massimiliano Tagliaferro, quest’ultimo organizzatore insieme all’Amministratore Delegato Fortunato Amarelli dell’iniziativa destinata a valorizzare le produzioni del territorio.

Riappropriazione dei sapori della tradizione, economia circolare, educazione e sovranità alimentare, riscatto di un formaggio di qualità. Sono, queste, le coordinate che hanno ispirato la ricetta e che segue ai progetti che hanno interessato già le mense scolastiche e diversi eventi sportivi. Il Pecorino Crotonese Dop continua ad essere una valida alternativa ai prodotti che nulla hanno a che fare con la biodiversità del territorio. (rcs)

CASALI DEL MANCO (CS) – Parte la campagna di ascolto nei territori

Lunedì 26 giugno partirà la campagna di ascolto, iniziativa itinerante che ci porterà a fare tappa in tutte le località. «Un percorso all’interno dei nostri borghi dedito a dar voce ad ogni singolo abitante, alle nuove generazioni, a tutti coloro i quali vorranno sentirsi cittadinanza attiva – dice il sindaco Francesca Pisani – L’obiettivo di questi appuntamenti è confrontarsi sulle diverse problematiche e sulle potenzialità del nostro territorio. Ognuno potrà offrire riflessioni e spunti, con la presa di coscienza secondo cui non è più possibile demandare ad altri le scelte da compiere.

Continua Pisani: «Dobbiamo promuovere un modello di sviluppo sociale, economico, ambientale, in cui ogni individuo possa godere di uguali diritti e opportunità. Entrare nella dimensione politica, sociale, culturale, economica ed essere cittadinanza attiva è possibile, perché attraverso la partecipazione e la condivisione si può contribuire in maniera positiva allo sviluppo e al benessere delle nostre comunità».(rcs)

COSENZA – La tavola rotonda su “Nuove pandemia e antibiotico-resistenza”

Si è parlato di Nuove pandemie e antibiotico-resistenza, nel convegno promosso dal Rotary Club Cosenza Sette Colli insieme ai RC Catanzaro, Acri, Presila Cosenza Est e Polistena.

L’evento è stato l’ultimo appuntamento, per l’anno rotariano in corso, del Progetto distrettuale Il Rotary per la Salute, curato dal RC Cosenza Sette Colli.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di Olderico Caviglia, Responsabile Esrag (Gruppo d’azione rotariano per l’ambiente e la sostenibilità) del Rotary Club Eco Milano, Anna Caruso, Docente del Corso di Analisi dei Medicinali presso l’Università della Calabria, Filippo Urso, Segretario Regionale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e Mariantonia Panzino, Medico, Specialista in Nefrologia. I saluti sono stati affidati ai Presidenti dei RC organizzatori Marcella Giulia Lorenzi (Cosenza Sette Colli), Francesca Ferraro (Catanzaro), Fernando Loizzo (Presila Cosenza Est), Sarilena Stipo (Polistena) e Paolo Carravetta per il RC Acri.

Con loro, anche Antonella De Luca, Presidente Commissione Progetti del Rotary Club Cosenza Sette Colli. Non ha fatto mancare il suo contributo Gianni Policastri, Governatore del Distretto 2102, intervenuto con un messaggio di saluti. Nella sua relazione, Olderico Caviglia ha fatto cenno ai problemi ambientali, non ultimo quello occorso in Emilia Romagna, che possono rappresentare potenziali pericoli per l’insorgere di nuove pandemie. Nella relazione di Anna Caruso è stato invece affrontato l’uso improprio degli antibiotici che può generare resistenza nei patogeni che si cercano di combattere. Un rischio, come evidenziato da Filippo Urso, paventato già nel 1945 da Alexander Fleming, il padre della penicillina.

Dal canto suo, Mariantonia Panzino ha esposto le gravi conseguenze che il problema può causare nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie, che, specie in ambito ospedaliero, possono degenerare in esiti letali. «Questo incontro –, ha affermato Marcella Giulia Lorenzi,  – ha posto le basi per una collaborazione tra tutti gli intervenuti per un progetto di divulgazione di più ampio respiro per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi trattati».

Il progetto “Il Rotary per la salute”, promosso dal Rotary Club Cosenza Sette Colli, nasce dal bisogno di salute impellente del territorio, quale strumento di supporto ad un sistema sanitario, che non riesce a sopperire a tutte le richieste dei cittadini. L’iniziativa, declinata in una serie di appuntamenti periodici già avviati a partire dallo scorso anno, rientra a pieno titolo nell’area di intervento del Rotary International di prevenzione delle malattie sul territorio e come azione di interesse pubblico per migliorare le condizioni di vita della comunità, affrontando, tra le altre cose, le questioni relative al cambiamento climatico e di salute pubblica. L’incontro ha fatto registrare, com’era auspicabile, una nutrita partecipazione di pubblico. (rcs)

Vini arbereshe, edizione da record con 200 concorrenti

Artigianali, non convenzionali e non omologati al mondo delle guide enologiche più patinate. Sono vini che emozionano, legati alla terra e al biologico e che esprimono due diverse anime: quella della tradizione tramandata dagli anziani secondo metodi e rituali che si rincorrono da nonno, in padre e figlio; e quella delle nuove generazioni, appassionati alla terra nonostante nella vita lavorativa si occupino di tutt’altro, che spingono le produzioni verso il futuro.

«È, questo – dichiara il sindaco Antonio Pomillo – il valore aggiunto dei 200 campioni che si candidano a conquistare il podio della 18esima edizione del Concorso dei Vini Arbëreshë i cui nomi saranno svelati in occasione della cerimonia di premiazione in programma per le ore 20 di sabato 24 alla presenza del Ministro dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale dell’Albania Frida Krifca».

San Martino di Finita, Cerzeto, Santa Caterina Albanese, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese, San Benedetto Ullano, Santa Sofia d’Epiro, San Demetrio Corone, San Cosmo Albanese, San Giorgio Albanese, Civita, Frascineto, San Basile, Macchia Albanese, Eianina, Spezzano Albanese, Vaccarizzo Albanese, Lungro, Firmo, Acquaformosa. – Sono, questi, i territori di provenienza, in tutto 20 tra comunità e frazioni, tra Calabria e Basilicata, dei vignaioli candidati a conquistare il podio per le tre categorie bianco, rosato e rosso.

Piero Bruni, Francesca Oliverio, Diego D’Onghia, Carmelo Schimio, Barbara Fasano, Antonio Carbonara, Angelo Morrone, Salvatore Noia, Salvatore Pace sono i sommelier della Federazione Italiana Sommelier scelti dal Presidente dell’Enoteca Regionale Calabrese Gennaro Convertini, che giudicheranno i diversi campioni di questa edizione record secondo i criteri standard del colore, dell’odore, dell’armonia, dell’intensità e della lunghezza.

Il Ministro dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale dell’Albania Frida Krifca, in visita istituzionale in Calabria, sarà accompagnata dalla delegazione composta dal viceministro Enio Civici, dalla consigliera Viola Dona, dalla consigliera di comunicazione Nekije Hoxhaj, dal membro dello staff Arsen Ndreu e dal sindaco di Berat Ervin Demo che prenderanno parte ai diversi momenti in programma con la tappa il giorno prima, venerdì 23, a Corigliano-Rossano e Altomonte ed il giorno successivo, a Vakarici.

A partire dalla Tavola Rotonda che alle ore 10 sarà ospitata nella sala del Consiglio Comunale a Palazzo Marino; passando dalla tappa alle ore 19 al Museo del Costume e degli Ori Arbëreshë dove parteciperà anche il viceprefetto vicario di Cosenza Rosa Correale e per finire con la cerimonia di premiazione dei primi tre classificati per ogni categoria. (rcs)

Mancano pochi giorni alla fine della chiamata agli artisti del Parco archeologico di Sibari

Una chiamata agli artisti di oggi per far rivivere il grande passato del Parco archeologico di Sibari.

Alla fine dell’VIII secolo a.C., un gruppo di Achei occupò la fertile pianura tra i fiumi Kratos e Sybaris (odierni Crati e Coscile) e fondò una città cui fu dato il nome di Sybaris. I coloni trovarono un ambiente cosmopolita, da sempre in contatto con svariate popolazioni mediterranee, nel quale seppero inserirsi tanto bene da creare sistemi produttivi e commerciali che ne ampliarono la ricchezza e la capacità di espansione.

La nuova città prosperò, occupò la piana intera e divenne centro di vie commerciali e culturali che univano luoghi lontani del Mediterraneo e d’Italia. Fitte e consolidate alleanze collegavano la nuova colonia a venticinque popoli e quattro città diverse, lungo i versanti ionico e tirrenico d’Italia passando per le vie appenniniche interne. In questo, che fu considerato l’impero di Sibari, e nei territori limitrofi si muovevano mercanzie, interessi e idee. I due estremi dell’impero erano segnati dalle città di Poseidonia (poi Paestum) sul Tirreno e di Metaponto sullo Ionio, entrambe fondate da Sibari. In breve tempo divenne una delle città più ricche e potenti della Magna Grecia e, dopo aver sconfitto e conquistato la rivale Siris (nella zona dell’odierna Policoro), alla metà del VI secolo a.C., poteva vantare un circuito murario della lunghezza di 9 chilometri e più di 300.000 abitanti.

L’eccessiva opulenza accrebbe però la debolezza morale e militare dei Sibariti, sconfitti definitivamente nel 510 a.C. dai Crotoniati che, si racconta, deviarono persino le sponde del fiume Crati per sommergere la città. Qui, nel 444 a.C. le forze di Pericle fondarono la colonia panellenica di Thurii il cui impianto urbano è attribuito a Ippodamo di Mileto conosciuto come il primo architetto ad aver utilizzato schemi planimetrici regolari nella pianificazione delle città. In età romana la città ellenica venne parzialmente inglobata dalla colonia di Copiae fino al definitivo abbandono nel VII secolo d.C. a causa dell’innalzamento delle falde acquifere.

Con l’intento di connettere passato e il presente del sito e dei suoi scavi, il team curatoriale di In-ruins – di concerto con la Direzione del Parco Archeologico di Sibari – propone di esplorare l’attualità contemporanea delle storie che questo conserva invitando artisti internazionali a presentare progetti di ricerca o di produzione di opere originali ispirati dai seguenti assi di ricerca: 1. Zona di contatto: Prova della costante antropologica del continuo riciclo di luoghi medesimi tramite popoli diversi, Sibari invita a ripercorrere le tracce di un Mediterraneo condiviso e cosmopolita, per decentrare ed erodere narrazioni egemoniche, universaliste e univoche.
2. La dolce vita: Pensando anche al default di città come Detroit, all’aria irrespirabile di megalopoli iperproduttive come Nuova Delhi, ai costi esorbitanti di città come Milano e New York, la storia di Sibari sprona a interpretare la fine di un impero come opportunità creativa, morale e politica.
3. Liberare il paesaggio: L’approccio urbanistico di Ippodamo sembra di particolare rilevanza speculativa se rapportato allo stato presente del paesaggio calabrese, vittima di investimenti edilizi scellerati, non pianificati e spesso non completati, suggerendo, in chiave attuale, di mettere in discussione il rapporto architettonico e urbanistico che lega un sito archeologico alla topografia urbana e conformazione naturale circostanti.
4. Favole, uomini e animali: Agli abitanti di Sibari sono attribuiti aneddoti e fatterelli che vennero a costituire il corpo della cosiddetta favola sibaritica, uno dei tre generi favolistici arcaici (al fianco di esopico e lidio-frigio) che si distingue per l’uso esclusivo di uomini e non animali come protagonisti. Questa specificità narrativa dell’antica metropoli sembra fertile per ricerche animate da interesse per tradizioni folkloristiche legate a cinismo e ironia; o che si radichino, al contrario, in approcci postumani, zoo-centrici e zoe-centrici.
5. Ecologia delle rovine: In età romana Thurii venne per metà inglobata dalla colonia di Copiae, fino al suo completo abbandono nel VII secolo D.C. a causa dell’innalzamento delle falde acquifere. Tutt’oggi l’area archeologica di Parco del Cavallo è interamente attraversata da impianti drenanti per via della sua conformazione paludosa. Il cambiamento climatico e l’innalzarsi del livello del mare non possono che compromettere ulteriormente questo scenario, condiviso da centri tuttora abitati come Venezia e Taranto. Le città, di fondazione antica o moderna, condividono il rischio presente della scomparsa, dovendo far fronte a esigenze comuni d’utilizzo, conversione e protezione ed evocando racconti mitici di città scomparse, invisibili e, forse, mai esistite.
6. Archeologia come esplorazione individuale: La collezione dei reperti donati allo Stato italiano da Vincenzo Laviola, medico di Amendolara, studioso e appassionato di antichità, porta a riflettere sulle qualità interdisciplinari necessarie e implicite alla ricerca archeologica, intesa non soltanto come processo di ricostruzione di genealogie e origini, ma anche come esperienza poetica ed esplorazione individuale.
I residenti 2023 saranno ospitati nel Comune di Amendolara, un piccolo paese situato su una serie di piane a ridosso della Mar Ionio, a circa 30 km dal Parco Archeologico di Sibari. La cittadina conta meno di 3000 abitanti e si trova a 10 minuti in auto dalla costa. L’offerta include: Accesso libero al Parco Archeologico di Sibari; Vitto e alloggio per 1 mese ad Amendolara; Budget di produzione: 700 euro per artista; Auto dedicata; Incontri con archeologi e Supporto curatoriale.

Promosso da Associazione Archeofuturo sin dal 2018, In-ruins è un programma di residenza dedicato a esplorare le potenzialità dell’incontro tra arte contemporanea e archeologia attraverso il transitorio insediamento di artisti, curatori e ricercatori nei pressi di siti monumentali della Calabria. In-ruins ripensa il territorio attraverso il suo passato, rende antiche rovine luoghi di incontro e porta nel cuore di territori periferici la sperimentazione urgente e attuale di creativi internazionali. Affondando le sue radici in un pensiero meridiano e mediterraneo, il progetto mira a valorizzare non solo il patrimonio archeologico, ma anche le tradizioni, i miti e le storie delle comunità stesse che da sempre lo custodiscono. In-ruins è co-diretto da Maria Luigia Gioffre e Nicola Guastamacchia con il supporto curatoriale di Nicola Nitido e Roberta Garieri. (rcs)