COSENZA – Il 14 e 15 lo spettacolo “Dove eravamo rimasti”

Il 14 e 15 gennaio, al Teatro Rendano di Cosenza, alle 20.30, andrà in scena Dove eravamo rimasti, scritto a sei mani con Giorgio Cappozzo e con Massimo Lopez e Tullio Solenghi.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della rassegna “L’Altro Teatro”, ideata da Gianluigi Fabiano e Giuseppe Citrigno. L’acclamato duo sarà accompagnato dalla Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio.

«Questo nostro spettacolo propone numeri, sketch, brani musicali, contributi video, con alcuni picchi di comicità come una lectio magistralis di Sgarbi-Lopez, un affettuoso omaggio all’avanspettacolo, il confronto Mattarella-Bergoglio, inseriti nella nostra ormai collaudata dimensione dello Show. Ci sarà inoltre – racconta una delle coppie più amate del mondo dello spettacolo – un momento emozionante musicale dedicato ad Anna. Il filo conduttore è quello di una chiacchierata tra amici, la famiglia allargata di cui sopra, che collegherà i vari momenti di spettacolo. Un modo diverso di raccontare le favole. La band del maestro Gabriele Comeglio sarà ancora una volta con noi sul palco, irrinunciabile “spalla” della cornice musicale. L’intento è quello di stupire ed emozionare ancora una volta quei meravigliosi “parenti” seduti giù in platea».

La rassegna, con ben 14 appuntamenti, è realizzata con il supporto dell’amministrazione comunale di Cosenza ed è co-finanziata con “risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Distribuzione Teatrale” della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.

Il cartellone proseguirà poi con una grande prima nazionalesabato 1 e domenica 2 febbraio andrà in scena “Il Vedovo”, spettacolo tratto dal celebre film di Dino Risi, prodotto da Artisti Riuniti, per la regia di Ennio Coltorti, con Massimo Ghini e Paola Tiziana Cruciani. (rcs)

Successo per il Premio Giornalistico “Terre di Calabria”

Ha riscosso entusiasmo e partecipazione la terza edizione del Premio Giornalistico Internazionale “Terre di Calabria”, istituito dalla Camera di Commercio di Cosenza per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico e produttivo della Calabria, offrendo una narrazione positiva e autentica di questa terra ricca di storia e tradizioni.

L’evento, che ha visto la partecipazione di giornalisti di fama nazionale e internazionale, è stato aperto dai saluti del presidente della Camera di Commercio, Klaus Algieri, il quale ha sottolineato l’importanza di comunicare il fascino e le eccellenze di una regione unica nel suo genere.

«Premiamo i giornalisti che raccontano la vera bellezza della Calabria, le sue meraviglie e le sue eccellenze. La narrativa distorta e stereotipata non ci appartiene e non riguarda le camere di commercio: a noi il compito di raccontare le bellezze e le unicità», ha dichiarato il presidente Algieri.

Il concorso ha premiato i migliori articoli e reportage suddivisi in diverse categorie:

Premio per il miglior articolo fotogiornalistico per la stampa estera: Anelise Sanchez Gomes per il suo lavoro pubblicato su post-italy.com, che ha raccontato la Calabria inedita, tra tradizioni, paesaggi e il promettente turismo delle origini.

Premio per il miglior articolo fotogiornalistico per la stampa italiana: Fabrizio Ardito con il suo reportage “Sui passi di un santo calabrese”, pubblicato su Bell’Italia, che ha esplorato l’itinerario storico del calabrese San Francesco di Paola.

Premio per il miglior servizio radio-tv per la stampa italiana: Andrea Achille Dell’Oro, con il reportage “Il tempo sospeso del liutaio”, prodotto per Mediaset Infinity. Il lavoro celebra l’arte della liuteria nel borgo di Bisignano, simbolo di un’artigianalità d’eccellenza.

Premio della Giuria (ex aequo): Giorgio Rinaldi, per “Lettera dal nevaio del Pollino”, pubblicato su Faro Notizie.it, e Massimiliano Rella, per “Sorprese sul Tirreno”, apparso su Plein Air. Entrambi i lavori hanno messo in luce le eccellenze naturali e culturali della Calabria, unendo poesia, immagini e suggerimenti per un turismo consapevole.

Imprese protagoniste

Nel corso della cerimonia, la Camera di Commercio ha celebrato anche le eccellenze imprenditoriali locali con diversi riconoscimenti speciali: Premiazione delle cinque foto vincitrici del contest fotografico “Visioni d’Impresa”, che ha visto una vasta partecipazione di imprese locali, protagoniste di scatti capaci di raccontare il lavoro e la creatività del tessuto produttivo calabrese. A vincere sono state tre imprese per la sezione tradizionale – Algieri Assicurazioni, Con Gusto e Boa Sorte – e due per la sezione innovativa – Alessandro Aquino e Capellomania di Annalisa Esaltato. 

Riconoscimento alle imprese storiche centenarie della provincia: Renzelli 1803 e Alimentari Costanzo Lorenzo hanno ricevuto il certificato di impresa storica centenaria, a testimonianza del loro contributo alla tradizione e al territorio.

Celebrazione dell’azienda “L’Acino Vini”, il cui vino “Giramondo” è stato inserito nella lista dei migliori vini del 2024 stilata dal prestigioso New York Times. Un traguardo che rafforza l’immagine della Calabria come terra di eccellenze enogastronomiche. (rcs)

Cosenza confermata “Città che legge”

La città di Cosenza è stata confermata Città che legge dal Centro nazionale per il libro e la lettura.

«La cultura e la lettura rappresentano valori importanti ed imprescindibili su cui investire, in linea con quanto viene ribadito nelle politiche pubbliche, europee e nazionali, e la lettura, in modo particolare, è, senza ombra di dubbio, uno degli strumenti più efficaci per contrastare la povertà educativa. In questi valori l’Amministrazione comunale di Cosenza ha sempre creduto, sin dall’inizio del mio mandato, orientando in questa direzione ogni sua azione e i risultati che sono arrivati nei primi tre anni del mio cammino amministrativo lo confermano ampiamente», ha commentato il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, esprimendo soddisfazione per la conferma, fino al 2026, della qualifica di città che legge ottenuta da Cosenza e la cui notizia è arrivata proprio in questi giorni dal Centro nazionale per il libro e la lettura, l’istituto autonomo del Ministero della Cultura che gestisce le risorse per l’attuazione della legge n.15 del 2020, sorta per promuovere e sostenere la lettura.

«Siamo molto lieti del fatto – ha sottolineato Franz Caruso – che Cosenza abbia riottenuto la qualifica di città che legge per il triennio in corso. La riconferma è frutto del lavoro portato avanti dall’Amministrazione comunale e, in modo particolare, dalla consigliera delegata alla cultura, Antonietta Cozza che, con il supporto tecnico della direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, Marilena Cerzoso, ha promosso una considerevole mole di attività».

Il sindaco Franz Caruso ha ricordato a questo proposito la rassegna “LibrinComune”, con più di 70 eventi legati alla presentazione di libri, «con la partecipazione – ha sottolineato ancora il primo cittadino – di scrittori di grande caratura nazionale come Maurizio De Giovanni o Antonio Monda».

Ad accrescere la qualifica per Cosenza di città che legge hanno, inoltre, contribuito – ha ricordato ancora Franz Caruso – la rassegna estiva di attualità librarie “Aperinchiostro”, tenutasi prevalentemente nello splendido chiostro del Museo dei Brettii e degli Enotri, l’adesione della città, insieme alle scuole, alle iniziative “Libriamoci” e “Maggio dei Libri”, caratterizzate entrambe dalla loro territorialità e dal fatto che, per volere dell’Amministrazione, i libri “camminano” per la città, arrivando dove difficilmente arrivano: in carcere, tra i bambini ricoverati in Ospedale, tra gli ospiti delle case famiglia. Da ricordare ancora l’apertura delle biblioteche di quartiere come la “Stancati-Chiappetta” in corso Garibaldi e la Biblioteca dei bambini, intitolata a “Rosanna Rovito”, al Museo dei Brettii e degli Enotri. Ma nelle buone pratiche volte alla diffusione del libro, c’è anche la recentissima apertura della “Bibliocabina” di Piazza Loreto, con la duplice funzione di accogliere i libri che potranno essere conferiti e scambiati dai cittadini e dall’altro di essere utilizzata anche come Green Power Hub per la ricarica dei cellulari. A questo si aggiunga il contributo offerto alla diffusione della lettura dal Festival della poesia, promosso dal Comune insieme alla Fondazione “Attilio ed Elena Giuliani».

«Dove più diffuse sono la lettura e la cultura – ha concluso Franz Caruso – c’è più sviluppo dei territori e delle comunità che li rappresentano. E il Patto locale per la lettura promosso a suo tempo dall’Amministrazione comunale e dal quale tutto è scaturito, va proprio nella direzione di rappresentare un manifesto al quale ogni cittadino può aderire costruendo un’alleanza composta da soggetti pubblici e privati, imprese, istituzioni culturali, scuole, università, professionisti e associazioni. Una rete che, per fortuna, continua a crescere e ad arricchirsi di sempre nuovi contributi e adesioni». (rcs)

A Cosenza alla Casa delle Culture due mostre

Sabato 11 gennaio alla casa delle Culture di Cosenza, alle 18, saranno inaugurate due mostre “Fratture scomposte” & “Arte per la libertà”, a cura di Mimma Pasqua.

Tutto ciò grazie all’artista Alfredo Granata che ospita nella sua personale “Fratture scomposte” quella di “Arte per la libertà”, quest’ultima facente parte della XVIII edizione di Tornare@Itaca, rassegna d’arte, poesia, musica e teatro, svoltasi a Grimaldi (Cs) nella libera casa d’arte della critica Mimma Pasqua dal 7 al 22 settembre 2024 con il patrocinio del Comune di Grimaldi e della Pro Loco.

Gli artisti presenti a “Arte per la libertà” sono: Giuseppe Aiello, Claudio Angione, Calì, Liliana Condemi, Maria Rosaria Cozza, Maria Credidio, Luce Delhove, Emanuele De Stefano, Diego Ferrari, Gabriele Ferrari, Andrea Gallo, Ferdinando Gatto, Eleonora Giannetti, Alfredo Granata, Domenico Grosso, Nicola Labate/Serena Bucca, Elda Longo, Sabrina Marotta, Maria Teresa Mauro, Francesca Mazzagatti, Francesco Minuti, Assunta Mollo, Ilaria Montenegro, Lucia Paese, Raffaella Piane, Luigi Patitucci, Antonio Scarpino, Mario Verta, Luciana Vita, Waweru Joseph Weche.

«Sono molto contenta di ospitare queste due mostre per iniziare il nuovo anno – dice la direttrice artistica della casa delle Culture, Vera Segreti –. Vedremo la Casa delle culture popolata da tanti artisti e questo è proprio uno degli obiettivi che mi sono posta da quando sono alla guida della struttura. In tempo di individualismo sfrenato, noi ospitiamo una collettiva formata da molti artisti e unirli, mettere insieme i diversi linguaggi artistici e farli confluire in una unica ricerca per la bellezza è qualcosa di molto bello e importante perché   consegna ad ognuno di noi la consapevolezza che l’arte ci restituisce alla poesia della nostra anima e unisce i popoli e le culture».

«Vi aspettiamo per potervi accompagnare – ha concluso – nel sentiero tracciato dalle opere presenti, che risveglieranno il senso della meraviglia che solo l’arte è capace di fare».

 

I sindaci del Cosentino chiedono rivisitazione del Piano di Bacino del Distretto Idrografico

Serve una rivisitazione del Piano di Bacino del Distretto Idrografico. È quanto hanno chiesto il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e una delegazione di sindaci della Provincia di Cosenza, a seguito di un incontro per discutere  le azioni da porre in essere rispetto al nuovo progetto di Piano di Bacino del Distretto Idrografico per l’assetto, la mitigazione e la gestione del rischio da alluvioni, formulato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.

L’incontro, a cui hanno partecipato anche l’assessore all’Urbanistica, Pina Incarnato, ed i dirigenti comunali Francesco Azzato e Salvatore Modesto, è stato aperto dal sindaco Franz Caruso che ha espresso perplessità sulla nuova perimetrazione prospettata:  «assolutamente non attinente al presente.Si è lavorato, infatti, su una cartografia risalente al 1950 e, soprattutto, non sono stati resi partecipi i Comuni interessati, che avrebbero  portato all’attenzione dell’Autorità di Bacino nuovi e più moderni dati».

«L’autorità di Bacino – ha proseguito Caruso – avrebbe dovuto verificare sul territorio lo stato di fatto, perché l’attuale riperimetrazione, se pubblicata, andrebbe ad arrecare danni enormi alle nostre realtà, incidendo negativamente ed in maniera non appropriata sulla destinazione d’uso dei suoli. Questa riunione deve, quindi, servire a fare massa critica per un’azione complessiva e condivisa che porti a riesaminare  la perimetrazione in una rivisitazione generale del Piano».

Si è, quindi, aperto il dibattito nel corso del quale i Sindaci hanno plaudito al ruolo di città capoluogo e di guida che ha ripreso in mano Cosenza con particolare riferimento alla problematica oggetto di discussione, auspicando che si possa proseguire allo stesso modo anche per le altre di più urgente attualità.
Per quanto riguarda la questione relativa al nuovo Piano di Bacino si è convenuto di inviare a stretto giro di posta un documento, firmato da tutti i Sindaci interessati, per chiedere all’Autorità  di Bacino la sospensione del Piano e l’apertura di un tavolo di confronto con tutti i Sindaci ed il Sistema delle Autonomie locali. Il documento sarà stilato dal dirigete Francesco Azzato e già nella giornata di domani sarà  inviato a tutti i Sindaci.
«Sono io che vi ringrazio per l’attenzione data a questa nostra riunione – ha affermato, salutando i colleghi il primo cittadino –. Come voi ritengo che la collaborazione tra territori ed Enti sia impagabile per creare positività a beneficio delle nostre comunità. Credo fortemente nella possibilità di crescita e di sviluppo che è insita nei nostri territori, capaci di attrarre, per le loro peculiarità storico/ artistiche ed ambientali, nuovi investimenti».
«Da queste collaborazioni, penso – ha concluso – si debba partire anche  per attuare quel progetto di area vasta metropolitana che ritengo rappresenti il grimaldello capace di aprire le porte del  progresso». (rcs)

Cosenza, una e trina

di FRANCO BARTUCCIIl referendum consultivo sul disegno di legge regione per la creazione della città unica attraverso la fusione dei comuni di Rende, Castrolibero e Cosenza ha sancito la vittoria del “no” bocciando, quindi, la creazione della nuova città nella media valle del Crati, non risparmiando critiche per la “grande occasione perduta”.

Nel precedente servizio pubblicato il 15 dicembre con il titolo “Dalla città unica all’unione dei comuni il prodotto con cambia” abbiamo riportato la dichiarazione a caldo rilasciata dal presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, che rinvia ogni decisione al Consiglio regionale circa il prosieguo o meno dell’applicazione della legge dal momento che il referendum non era vincolante ma semplicemente consultivo.

Intanto a Cosenza la Fondazione Giuliani ha promosso a villa Rendano un dibattito a più voci sul tema: “Cosenza una e trina fra Politica, Unione e Campanili”; mentre attraverso i giornali abbiamo raccolto una proposta univoca avanzata a più voci da parte di coloro che si sono schierati sul fronte del “No”, i quali hanno subito lanciato la proposta di ritrovarsi seduti ad un tavolo cominciando a lavorare per l’attuazione di un percorso basato sull’unione dei tre comuni al fine di attuare un percorso di unità dei servizi trasporti e rifiuti anzitutto.

«Ora Cosenza, Rende e Castrolibero – ha dichiarato Sandro Principe – lavorino all’Unione dei comuni, studiare la stesura di uno statuto dell’unione dei tre comuni e le materie che attraverso questo si dovranno gestire: raccolta rifiuti, trasporto pubblico, scuola, ambiente e fiscalizzazione. Partire dai tre comuni per poi allargare a Montalto, ai comuni delle serre cosentine, della Presila e del Savuto. L’unione dei comuni vista non come un punto d’arrivo, ma una fondamentale e propedeutica fase di sperimentazione prima della realizzazione della città unica. Saranno necessari anni di sperimentazione per l’unificazione dei servizi in modo da trarre le opportune conclusioni e capire se la fusione nella sua accezione generale, resta una strada certamente percorribile».

Per Orlandino Greco, sindaco di Castrolibero, la visione della città unica deve partire dal basso per proiettarsi verso un reale progresso. “Le battaglie, di qualsiasi natura – ha dichiarato dopo il voto, che ha visto il suo comune primeggiare sia nella partecipazione, che nel ripudio della fusione – prima o poi finiscono, lasciandoci con una responsabilità fondamentale: riflettere, imparare e ripartire. Le battaglie politiche non fanno eccezione. Il messaggio che è arrivato dal referendum è chiaro: non è questa la città unica che i cittadini delle tre municipalità auspicano. Se vogliamo una grande e moderna area urbana, dobbiamo partire dai territori che la circondano, rispettando la voce dei consigli comunali e avviando percorsi condivisi. La gestione associata dei servizi, per esempio, può essere una strada concreta e immediata per cominciare a lavorare insieme, facendo dialogare istituzioni e comunità. Dobbiamo definire il modo in cui andare avanti, valutando opportunità, pianificando soluzioni strutturali e tenendo conto di ogni variabile. Ma soprattutto dobbiamo porre al centro del processo gli attori protagonisti: i cittadini, i loro rappresentanti e le loro aspirazioni. Il nostro obiettivo deve essere ambizioso ma realizzabile: una metropoli all’avanguardia, che cresca nel rispetto delle identità locali, che si sviluppi a cerchi concentrici partendo da un nucleo centrale dei tre comuni e che offra opportunità a tutti».

«Solo così – è la conclusione del Sindaco di Castrolibero, Orlandino Greco potremo costruire un futuro che non sia solo grande nei numeri, ma grande nei valori e nelle prospettive».

Diciamo che tra l’intervento di Sandro Principe e Orlandino Greco, accomunati dall’impegno nel promuovere il “No” e dal rilancio di creare tra i tre comuni l’unione dei servizi, troviamo individualmente il pronunciamento di pensieri che sono alla base del valore della “Grande Cosenza” a seguito della nascita dell’Università della Calabria guidata dal Rettore Beniamino Andreatta.

«Partire dai tre comuni – così si è espresso Sandro Principe – per poi allargare a Montalto, ai comuni delle Serre cosentine, della PreSila e del Savuto». Non dare spazio da subito a Montalto, luogo d’insediamenti universitari in località Settimo, significa disconoscere l’efficacia di un progetto che dà valore aggiunto soprattutto economico alla creazione della nuova grande città, in virtù della presenza di una cittadella universitaria estesa sui territori di Rende e Montalto (Settimo).

Poi c’è l’aspetto dei tempi di realizzazione per la fusione che ci lascia increduli, mentre al contrario i tempi per avviarsi nella realizzazione della “Grande Cosenza”, nata con l’idea progettuale dell’Università della Calabria, sulla base dei territori di Rende e Settimo di Montalto, non si può permettere dopo l’immobilismo di questi ultimi cinquant’anni di perdere ulteriore tempo nel cercare la fusione. 

Di Orlandino Greco troviamo questi passaggi: «Se vogliamo una grande e moderna area urbana, dobbiamo partire dai territori che la circondano»; ed ancora «Dobbiamo definire il modo in cui andare avanti, valutando opportunità, pianificando soluzioni strutturali e tenendo conto di ogni variabile»; ancora meglio questa terza affermazione «Potremo costruire un futuro che non sia solo grande nei numeri, ma grande nei valori e nelle prospettive». Sono tre concetti che possono essere identificati in quella parte dell’Università non ancora venuta alla luce e che guarda caso si trova nell’area confinante di Rende insieme a Settimo di Montalto, sbocco naturale di collegamento della trasversale ferroviaria Sibari/Paola, legata all’asse longitudinale dell’Università della Calabria che da Sud, punto d’incrocio della SS 107 Crotone/Cosenza/Paola, sale verso Nord fino ad incrociare l’asse ferroviario Cosenza/Paola, luogo d’insediamento di una nuova stazione ferroviaria. Opportunità che si incrociano e che strutturalmente creano prospettive e sviluppo.

Già da queste due posizioni e figure leader che hanno svolto il loro ruolo di contrapposizione al disegno di legge regionale ci sono elementi su cui poggiare nel creare il tavolo di lavoro, mirato ad impostare la nascita della grande nuova città che chiamerei “La Grande Cosenza” in onore della figura del Rettore Beniamino Andreatta, che, per primo, la evocò per dare una immagine visiva all’idea progettuale dell’Università che doveva nascere, cuore pulsante di una città metropolitana  europea punto di riferimento nell’area del Mediterraneo, del quale il 15 dicembre 1999 è ricorso il 25° anniversario del malore che fu colpito alla Camera e che l’Arel lo ha ricordato nel pomeriggio di ieri nella Biblioteca della Camera dei Deputati con una cerimonia presentando un numero monografico della rivista e con dei contributi di ricordi portati dalla vice presidente della Camera deo deputati Anna Ascani, Mariantonietta Colimberti, Enrico Letta, Pier Ferdinando Casini, Walter Veltroni e Romano Prodi. (fb)            

Orrico (M5S): Si apra tavolo permanente per emergenza abitativa a Cosenza

La deputata del M5S, Anna Laura Orrico, ha auspicato che si apra un tavolo istituzionale sull’emergenza abitativa a Cosenza «ed offro, per le mie facoltà, tutta la collaborazione ed il supporto richiesto».

«Viviamo un’epoca difficile che coinvolge diversi strati sociali e nella quale molti, moltissimi, rischiano di finire nel novero dei fragili, soprattutto alle nostre latitudini ed a Cosenza. In questo scenario l’emergenza abitativa costituisce una questione centrale sulla quale è necessario avviare ragionamenti condivisi ed azione concrete», ha detto la parlamentare, sottolineando come «l’allarme lanciato ancora una volta dai comitati cittadini di protesta per il diritto all’abitare rappresenta, pertanto, una richiesta d’aiuto di chi non ha voce rispetto alla quale è doveroso interrogarsi».

«Non più di qualche mese addietro, io stessa – ha proseguito – nell’incontro conoscitivo avuto con la Prefetta di Cosenza Rosa Maria Padovano, avevo prospettato l’esigenza di avviare un tavolo istituzionale permanente capace di coinvolgere tutta la filiera degli enti competenti a cominciare dalla stessa Prefettura e dalla Regione Calabria: quest’ultima, più di ogni altra, possiede le risorse utili per programmare soluzioni strutturali alla problematica».

«D’altronde – ha concluso l’esponente pentastellata – assistiamo in città ad un proliferare di edilizia privata, in un territorio che si spopola ogni giorno di più, e questo dovrebbe a sua volta ingenerare ulteriori riflessioni, mentre non riusciamo ad immaginare una visione solidale che offra un tetto sulla testa ai nostri concittadini in difficoltà». (rp)

COSENZA – Il regista Marco Martire parla dei suoi progetti futuri alla Commissione Cultura

La Commissione Cultura di Palazzo dei Bruzi di Cosenza, presieduta dal consigliere comunale Mimmo Frammartino, ha incontrato il regista cosentino Marco Martire, per parlare del  cortometraggio “Esisto, ma non vivo”,  l’opera prima di Martire che, sin dall’inizio della sua carriera, ha sempre toccato i temi del sociale.

L’attenzione verso i soggetti più fragili della vita di tutti i giorni sembra essere diventata una sua prerogativa. Il suo viaggio cinematografico, tra inclusione e innovazione – è stato sottolineato durante l’incontro a Palazzo dei Bruzi in Commissione cultura – è quello che ha preso le mosse, dopo una breve parentesi come attore, nel 2014 e nel 2017, proprio con la produzione del corto “Esisto ma non vivo”, di cui è protagonista un altro attore cosentino, Davide Carpino, anch’egli presente all’incontro di Palazzo dei Bruzi.

Il film affronta il delicato tema della sessualità dal punto di vista di un ragazzo con disabilità, con i pregiudizi che spesso ne accompagnano il percorso esistenziale.

«L’obiettivo del film – come ha spiegato lo stesso regista Martire – è quello di generare maggiore consapevolezza e comprensione nei confronti di questa particolare condizione, dando voce a coloro che la vivono personalmente e che si trovano ad affrontare le sfide quotidiane legate alla disabilità».

Sembra che il feeling con la Commissione cultura del Comune di Cosenza sia destinato a proseguire al fine di promuovere ancora messaggi sociali profondi e rafforzando il legame tra cinema e territorio.

«Il cinema – ha concluso Marco Martire – non è solo intrattenimento, ma uno specchio della società che ci invita a riflettere e a cambiare».

Inoltre, il 2025 segnerà la fine delle riprese del cortometraggio, dal titolo “Invisibili”, sempre diretto da Marco Martire, molto impegnato nel cinema sociale e di impegno civile.

Il progetto cinematografico di Martire affronta, attraverso il punto di vista di una insegnante (la protagonista è l’attrice cosentina Maria Pia Iannuzzi, da tempo stabilitasi a Roma) il tema della disabilità uditiva e di altre sfumature sociali che spesso risultano “invisibili” agli occhi della società odierna, come la fibromialgia, patologia di cui soffre la protagonista del corto.

L’insegnante di “Invisibili” ha un disturbo che le toglie la possibilità di vivere, ma ha dalla sua una grande capacità reattiva che, nonostante il dramma interiore, fa emergere la bellezza dei colori che la vita è ancora in grado di regalarle. Marco Martire è fiero di questo nuovo progetto che vedrà la luce proprio nel 2025. (rcs)

COSENZA – Al Rendano la commedia “Mettici la mano”

Domani – e domenica 5 gennaio – al Teatro Rendano di Cosenza, alle 20.30 e alle 18, in scena la commedia  firmata da Maurizio De Giovanni, “Mettici la mano”, con Antonio Milo, Adriano Falivene ed Elisabetta Mirra, per la regia di Alessandro D’Alatri.

L’evento fa parte della rassegna “L’Altro Teatro”, ideata da L’Altro Teatro, società guidata da Giuseppe Citrigno e Gianluigi Fabiano. Protagonisti Antonio Milo, nel ruolo del rigoroso brigadiere Maione, e l’eccentrico Bambinella, interpretato da Adriano Falivene. Il pubblico verrà trasportato nella primavera del 1943, a Napoli, in una tarda mattinata squarciata dalle sirene che segnalano il pericolo di un nuovo bombardamento. La scena sarà uno scantinato che farà da rifugio improvvisato a tre personaggi diversissimi ma in qualche maniera legati tra loro: Bambinella, un femminiello che sopravvive esercitando la prostituzione e che conosce tutto di tutti, e il Brigadiere Raffaele Maione, che ha appena arrestato Melina (interpretata da Elisabetta Mirra), una ventenne che ha sgozzato nel sonno il Marchese di Roccafusca, di cui la ragazza era la cameriera. Mentre fuori le voci della gente si trasformano in un pauroso silenzio, il dialogo tra i tre occupanti del rifugio si farà sempre più profondo e serrato, con una serie di riflessioni sulla vita, la morte, la giustizia, la fede, ma anche la fame e l’arroganza del potere. Il cartellone proseguirà poi con un grande spettacolo. Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme con un nuovo straordinario show: saliranno sul palco del Teatro Rendano, martedì 14 e mercoledì 15 gennaio, con “Dove eravamo rimasti”. Insieme a loro, la Jazz Company, la band diretta dal maestro Gabriele Comeglio. (rcs)

COSENZA – Al Museo dei Brettii e degli Enotri la tombolata

Domani pomeriggio, a Cosenza, al Museo dei Brettii e degli Enotri, alle 17, si svolgerà una speciale tombolatain cui, oltre al gioco tradizionale delle festività natalizie, la tombola, personalizzata con i reperti della collezione del Museo, si giocherà anche a un gioco di società che ci consentirà di conoscere meglio la nostra città, Cosenzopolis: jocamu curi Brettii(rcs)