Fondi Ue, Occhiuto: Da Commissione ok definitivo a 3,17 mld Por 21-17 per Calabria

La Commissione europea ha approvato il Programma Operativo 2021-2027 della Regione Calabria, che prevede risorse per 3,17 miliardi di euro, di cui 700 milioni a valere sul Fondo Sociale Europeo. Lo ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, spiegando che «è già stata fissata  ladata per il primo Comitato di Sorveglianza che segnerà l’avvio della programmazione, fissato per il giorno 24 novembre, al quale prenderà parte direttamente il Capo Unità della DG Regio che ha confermato la sua presenza».

«Ogni volta che avviene un fatto rilevante – ha spiegato – come l’approvazione di un programma di programmazione pluriennale, è sempre in gioco la capacità di un territorio di esprimere le sue consapevolezze, la capacità di fare prima squadra e poi sintesi sulla vera gerarchia dei fabbisogni».

«Un partenariato che si confronta, con franchezza ed onestà intellettuale – ha proseguito – fa il bene dei cittadini e della Regione tutta. A riguardo voglio evidenziare come le principali componenti partenariali, penso alle associazioni datoriali e alle forze sindacali, abbiano avuto sempre un confronto franco e costruttivo per la redazione del programma, partecipando attivamente ai tavoli tecnico-programmatori».

«Ovvio che questo è il punto di partenza – ha specificato – nei prossimi mesi dovremo avere la capacità, tutti insieme, di mettere in campo le più idonee procedure per l’attuazione del programma, contemperando le esigenze di semplificazione delle procedure con quelle della pervasività dei controlli».

«Da oggi lancio una nuova sfida alla burocrazia regionale – ha continuato il governatore – quella di riuscire nel più breve tempo possibile a partire con i nuovi bandi in tutti gli ambiti del programma. Avremo ingenti risorse per l’accrescimento della capacità amministrativa, dovremo dimostrare di accettare le sfide, e mi riferisco a tutti gli attori che parteciperanno all’attuazione, sfide che dovranno avere obiettivi chiari, tempi certi e risultati misurabili».

«Il nostro – ha detto ancora Occhiuto  – è un programma che è stato scritto in casa, giorno per giorno, con confronti serrati e scelte ponderate, a volte difficili. Un programma che è stato negoziato in ogni suo dettaglio, a volte anche in maniera ostinata verso scelte che non ritenevamo adeguate per la nostra Regione».

«Un lavoro che si è innestato su una ordinaria amministrazione complessa – ha concluso – nella quale, comunque, abbiamo riprogrammato in un anno oltre 200 milioni di euro di interventi su risorse altrimenti perse, abbiamo conseguito tutti i target di spesa e rimesso in ordine il monitoraggio di oltre 4.000 interventi abbandonati al loro destino. Per questo vorrei ringraziare i funzionari, i dirigenti, i collaboratori del Dipartimento Programmazione Unitaria e il suo direttore Maurizio Nicolai per il lavoro svolto». (rrm)

Biondo (Uil): Regione riprogrammi fondi Ue per evitare di restituirli

La Regione Calabria riprogrammi i fondi europei 2014/2020, per evitare di restituirli all’Europa». È l’appello lanciato dal segretario generale di Uil Calabria, Santo Biondo, evidenziando che «c’è bisogno di recuperare il tempo perso nella programmazione europea».

Per Biondo, infatti, la Regione dovrebbe «mettere 500 milioni per aiutare le imprese sane e produttive, le imprese che danno lavoro di qualità, a superare il momento difficile che stanno attraversando a causa dell’aumento dei costi di produzione e del caro bollette». 

«Lo faccia ascoltando il partenariato – ha aggiunto – economico e sociale e specificando all’Europa che questi fondi non dovranno essere sottratti allo sviluppo economico e sociale del territorio, ma dovrà essere una partita di giro fra Bruxelles, Roma e Catanzaro».

Nel corso del Congresso della Copagri regionale di Siderno, il sindacalista  ha ricordato come «il momento storico ha messo in evidenza la crisi generata dal Covid prima e dalla guerra dopo, ma abbiamo davanti un’occasione per la ripartenza, quella del Pnrr, che non può essere persa» 

«C’è bisogno di recuperare il tempo perso nella programmazione europea – ha ribadito – e la Regione Calabria deve prestare la massima attenzione alla crescita del settore agroalimentare che può rappresentare un pilastro della crescita».

«È chiaro che la Regione Calabria – ha proseguito il Segretario generale della Uil Calabria – deve puntare, con convinzione. allo sviluppo della Zes, una Zes fortemente specializzata, che sappia valorizzare il settore agroalimentare e spingere sull’internazionalizzazione dei nostri prodotti».

«È necessario – ha concluso Santo Biondo – per rilanciare una Calabria che non vuole rassegnarsi, dare vita ad un’alleanza fra tutti gli attori istituzionali e produttivi per costruire occasioni di sviluppo». (rcz)

La Calabria ai primi posti per la spesa delle risorse europee per lo sviluppo agricolo

Sul campo dello sviluppo agricolo, la Calabria brilla: è ai primi posti per la spesa delle risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. È quanto è emerso dall’analisi del dei dati pubblicati sul portale Cohesion Data della Commissione Europea, che coprono l’andamento delle allocazioni fino al 31 dicembre 2021.

I dati per questo fondo si fermano al 2020, quando la spesa certificata dalla Regione e rimborsata da Bruxelles era pari a 703 milioni di euro, ovvero il 65% del suo programma per il fondo nel periodo di programmazione 2014-2020, poco sotto la media Ue del 68%.

Ma, se sullo sviluppo la nostra regione eccelle, sul Fondo Sociale Europeo, invece, si ritrova a essere penultima, fermandosi a un 49% della spesa., quando la media Ue è del 63%. Nemmeno con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale la posizione è buona: p quartultima con il 48%, con la media Ue che è del 63%.

Il tempo utile per spendere tutti i fondi a disposizione per la programmazione 2014-2020 scadrà il 31 dicembre 2023. (rrm)

Occhiuto: La Calabria prima regione d’Italia ad aver inviato il documento di programmazione alla Ue

«Per la prima volta la Calabria è la prima Regione d’Italia ad aver già inviato il proprio documento di programmazione alla Commissione Europea». È quanto ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, introducendo i lavori del Coordinamento dei Presidenti delle Commissioni per le Politiche Europee delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome che si è riunito in Cittadella regionale a Catanzaro.

«Era un impegno – ha proseguito – che insieme al dirigente generale del Dipartimento avevo assunto con i responsabili delle competenti direzioni generali della Commissione Ue lo scorso 30 novembre e che abbiamo rispettato. Anche in questo caso, quindi, detto fatto».

Si è trattato di un‘importante occasione per confrontarsi sugli aggiornamenti in merito alle iniziative già effettuate e a quelle programmate dal Coordinamento sul futuro dell’Europa, e per un confronto sulle attività dei Consigli regionali in merito al Piano nazionale di ripresa e resilienza e alla nuova programmazione europea.

In tal senso, il presidente della Commissione Bilancio e Politiche europee del Consiglio regionale della Calabria, Antonio Montuoro, ha parlato di «un’occasione molto utile per fare il punto della situazione sia sulla programmazione europea che sui fondi del Pnrr. Una circostanza importante anche per avviare delle collaborazioni e delle sinergie con le altre Regioni, per essere maggiormente incisivi nel gestire al meglio le enormi risorse che arriveranno dall’Europa. Una sfida importantissima per la nostra Regione che non possiamo permetterci di fallire. Questa – ha evidenziato – è una giornata importantissima per la Calabria, che per la prima volta in assoluto riunisce nella Cittadella regionale il Coordinamento di tutte le commissioni delle Politiche europee dei Consigli regionali».

La riunione è stata presieduta da Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio del Friuli Venezia Giulia e delegato per il coordinamento per le Politiche europee della Conferenza delle Assemblee legislative regionali.

In collegamento il senatore e componente della Commissione Politiche Ue di Palazzo Madama, Gianmarco Corbetta.

«La finalità del Coordinamento – ha spiegato Zanin – è di mettere a rete l’utilizzo delle risorse del Pnrr per il rilancio dell’economia partendo dalla Calabria perché, come ha sottolineato il presidente Occhiuto, è la Regione che deve avere maggiore attenzione da parte del governo. Mettere a rete le risorse è fondamentale per il rilancio dell’economia e per mettere in linea le Regioni che hanno più difficoltà con le altre. La finalità del Coordinamento è di raccogliere quelle che sono le sinergie, le esperienze, il patrimonio comune tra i Consigli e le Giunte regionali, e tra Consigli ed enti locali, sull’applicazione del Pnrr, da sottoporre in maniera univoca al governo nazionale e al Parlamento».

Zanin ha poi lanciato l’idea di una proposta di legge per normare l’applicazione dei fondi del Pnrr e ha sottoposto all’attenzione del Coordinamento un Dossier sulle iniziative prioritarie regionali nell’ambito del programma di lavoro della Commissione europea 2022 che è stato recepito dai partecipanti è sarà consegnato al senatore Corbetta.

Il senatore Corbetta ha parlato «dell’importanza di continuare, come in passato, ad avere un dialogo proficuo tra Parlamento, commissioni parlamentari, sistema della Regioni e il ruolo decisivo che svolgono al loro interno le assemblee legislative. Quindi – ha rimarcato – l’auspicio è che ci sia una dimensione sempre più stretta tra la dimensione operativa del governi regionali e la dimensione parlamentare».

Ha preso parte all’incontro anche il vice presidente della Regione Siciliana e coordinatore della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni, Gaetano Armao, il quale ha evidenziato l’importanza del ruolo delle Regioni nella programmazione e l’importanza degli interventi per lo sviluppo territoriale e la coesione.

«Il problema – ha affermato – è che non ci è mai stato un confronto profondo sulla programmazione allo scopo di capire quali sono le priorità del dei territori. Questo è mancato. Serve perciò una codecisione sul piano programmatorio per poter realizzare il Pnrr. Si deve fare presto e bene».

Sono intervenuti, inoltre, il presidente della Commissione Bilancio e Politiche europee del Consiglio regionale della Lombardia, Giulio Gallera, il presidente della Commissione Politiche europee del Consiglio regionale della Toscana, Francesco Gazzetti, il dirigente Affari istituzionali ed europei, Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, Costanza Gaeta.

Da parte di tutti è stata sottolineata l’importanza di ridurre il gap tra le Regioni, mettendole nelle condizioni di programmare anche la formazione di professionisti per la realizzazione di progetti determinanti per la ripresa economica.

Il presidente Occhiuto, nel concludere i lavori del coordinamento, dopo aver ringraziato tutti per la partecipazione, ha espresso l’auspicio «che anche il governo metta a disposizione più velocemente strutture deputate a svolgere questa attività: penso ad esempio a Cassa Depositi e Prestiti, all’Agenzia per la Coesione. Perché altrimenti – ha concluso – l’appuntamento col Pnrr rischia di essere disatteso proprio a causa del deficit di capacità amministrativa». (rcz)

Fondi Ue, Regione dà ok a Por 2021-2027: Alla Calabria 3,17 mld

L’approvazione, da parte della Giunta regionale, guidata da Roberto Occhiuto, del Por 2021-2027, segna l’inizio di per un ciclo che dovrà essere fondante per il disegno della nuova Calabria.

Non si può non tener conto che la nuova programmazione comunitaria regionale dovrà essere fatta ed attuata in totale complementarità con gli altri strumenti finanziari attualmente in campo, primi tra tutti il Piano nazionale di ripresa e resilienza e il Piano di sviluppo e coesione.

Il Fondo Sociale di cui sarà dotato il programma, circa 700 milioni di euro, è il maggiore di sempre, una sfida profonda e definitiva per affrontare problemi come il disagio sociale, l’inserimento dei giovani, la disoccupazione, le politiche di genere.

Il programma approvato ha una dotazione finanziaria enorme, oltre 3,17 miliardi di euro, adeguati per accettare sfide come l’innovazione e la competitività delle imprese calabresi, per guidare una giusta transizione ecologica e affrontare gli irrisolti nodi della tutela ambientale.

Nel corso della riunione, la Giunta si è confrontata sui contenuti e sugli indirizzi del programma. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha voluto chiarire come «il lavoro di oggi è il consolidamento di ben due cicli di negoziato informale svolti con i Servizi della Commissione europea, che hanno portato ad un documento che abbiamo ritenuto maturo e da sottoporre al nostro Partenariato».

«A Bruxelles – ha ricordato – avevamo preso un impegno preciso in merito alla tempistica della nostra azione, possiamo dire di aver rispettato quanto promesso: la Calabria è una delle prime Regioni ad approvare il programma. Abbiamo provveduto a definire, puntualmente gli obiettivi specifici e le azioni di dettaglio, abbiamo definito e quantificato gli indicatori di risultato e di impatto».

«Ora avviamo il negoziato formale con i Servizi della Commissione Ue – ha concluso – consapevoli che il Programma della Regione è un documento robusto, strutturato e capace di essere ben accolto da tutte le direzioni generali che lo dovranno valutare». (rcz)

Regione firma intesa con Guardia di Finanza per controllo e monitoraggio su utilizzo dei Fondi Ue

È stata sottoscritta, in Cittadella regionale, una integrazione al protocollo di intesa tra la Regione Calabria e la Guardia di Finanza che ha l’obiettivo di rafforzare il coordinamento dei controlli e dello scambio di dati per monitorare le operazioni finanziate con i fondi comunitari.

La firma del documento da parte del presidente della Giunta, Roberto Occhiuto, e del comandante regionale della Guardia di Finanza Calabria, il generale di Brigata Guido Mario Geremia, è stata l’occasione per rinnovare l’impulso derivante dalla unanime visione dei due firmatari, per dare la massima valorizzazione ai rapporti interistituzionali, indispensabili ad affrontare in modo più efficace il contrasto alle indebite percezioni di aiuti pubblici.

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha voluto evidenziare che «rafforzare le azioni a tutela della legalità dell’azione amministrativa, relativa all’utilizzo delle risorse erogate dall’Unione europea, attraverso la prevenzione e il contrasto di qualsiasi tentativo di utilizzo irregolare o fraudolento dei fondi, è oggi prioritario».

«Nei prossimi anni – ha spiegato – avremo uno scenario di rilevanti risorse comunitarie che verranno attivate nella Regione: è opportuno che si abbia la consapevolezza che le Istituzioni vigileranno affinché i finanziamenti Ue rispondano ai tre requisiti base dei Fondi di Coesione: ai giusti beneficiari, nella giusta quantità, nei giusti tempi. Questo accordo è fondante per centrare questi tre obiettivi».

Il generale Geremia non ha mancato di rilevare che «la salvaguardia dei fondi nazionali e comunitari rientra da sempre tra le priorità della mission del Corpo. Nella Regione Calabria tale attività, estremamente impegnativa, ha beneficiato del Protocollo d’intesa che oggi è stato ulteriormente migliorato in vista della grande attenzione che sarà dedicata a tale settore, a tutela del corretto impiego dei contributi pubblici in arrivo».

Il nuovo addendum pone in rilievo, nel suo articolato, una serie di collaborazioni e scambi che consentiranno di migliorare l’efficacia complessiva dei controlli in materia di finanziamenti dell’Unione europea con i programmi operativi FSE-FESR-FEASR 2014-2020, agevolando il recupero delle somme per qualsiasi motivo indebitamente incassate da soggetti richiedenti nell’ambito dei programmi cofinanziati, nonché di assolvere l’obbligo in capo ad ogni Stato membro dell’Unione di immediata comunicazione alla Commissione delle irregolarità accertate nel periodo di programmazione 2014-2020 e di favorire ogni opportuna sinergia nell’espletamento delle attività di controllo di rispettiva competenza. (rcz)

Ferrara (M5S): Regione migliori performance della Regione nella spesa dei Fondi Ue

«Al presidente Roberto Occhiuto ho chiesto di migliorare le performance della Regione nella spesa dei fondi europei. In particolare puntando sulla qualità dei progetti e sul raggiungimento dei target di spesa senza abusare di artefici contabili». È quanto ha reso noto l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, a seguito dell’incontro con il Governatore per discutere dei fondi Ue.

Una visita, avvenuta in Cittadella regionale, per «discutere con il presidente della Regione circa le tante criticità che in questi anni ho denunciato e per le quali è necessario un cambio di passo. La narrazione della nostra terra deve cambiare e perché accada bisogna lavorare, pancia a terra, per riportare ordinarietà ed efficienza. Sono tante le emergenze della nostra regione e lo stato eccezionale in cui ci troviamo a causa della pandemia ancora in corso, rallenta la possibilità di uscire dal pantano in cui anni di mala politica hanno relegato la Calabria. Ma non ci si può tirare indietro».

Per l’eurodeputata, quindi, è necessario «investire risorse in progetti nuovi e non in progetti retrospettivi, come ampiamente fatto in passato. Portare a termine opere e renderle funzionanti. Sono emerse, nel corso dell’incontro, le carenze amministrative e burocratiche, causa dei ritardi e dei richiami formali da parte della Commissione europea. Se da un lato è necessario avere personale altamente formato e con competenze specifiche nel campo della progettazione europea, dall’altro, la Regione Calabria, fino ad ora, non ha utilizzato strumenti messi a disposizione anche dall’Europa stessa».

«Ho parlato al neo governatore regionale – ha proseguito – dello strumento di sostegno tecnico (SST). Si tratta di un programma dell’UE che fornisce agli Stati membri competenze tecniche su misura per progettare e attuare le riforme. Il sostegno tecnico è fornito in un’ampia gamma di settori, tra cui l’azione per il clima, la transizione digitale e la sanità, la depurazione, altro tema primario per la nostra Regione. La Calabria, nonostante le tantissime difficoltà e a differenza di altre regioni italiane anche più performanti sulla spesa dei fondi europei, non lo ha mai richiesto. Potrebbe essere arrivato il momento per avvalersene».

«Ho chiesto inoltre ad Occhiuto – ha detto ancora – di valorizzare e rendere finalmente operativa la sede di rappresentanza della Regione a Bruxelles. Ancora oggi questo spazio rimane completamente inutilizzato nonostante costi ai calabresi oltre 50mila euro l’anno. Continuerò, come fatto in questi anni, a monitorare l’operato di questa maggioranza e ad avanzare proposte volte al bene ed allo sviluppo del nostro territorio».

«Mi auguro – ha concluso Ferrara – che Occhiuto porti a compimento gli impegni presi, da parte mia e del Movimento 5 stelle, finalmente rappresentato in Consiglio regionale, sarà costante l’azione di fiato sul collo perché si metta al primo posto il miglioramento della qualità di vita di tutti i calabresi». (rcz)

Francesco Aiello: Prossima Giunta sia di ‘larghe intese’ per uso fondi Ue

Il prof. Francesco Aiello, economista ed ex candidato alla Regione, ha dichiarato all’Adnkronos che «La crisi della pandemia ha messo in luce la drammatica condizione socio-economica che caratterizza la Calabria».

«È una crisi che, tuttavia – ha aggiunto – dura da anni e mostra tutte le caratteristiche di un processo irreversibile. È come se fossimo destinati ad un permanente equilibrio di sottosviluppo. Lo raccontano da decenni tutti gli indicatori macroeconomici, socio-demografici e istituzionali. In assenza di cambiamenti strutturali, la Calabria rimarrà definitivamente nella trappola della povertà. Così come per l’Italia, anche per la Calabria l’occasione del riscatto e della modernizzazione è rappresentata dall’ingente
massa di fondi provenienti dall’Unione Europea».

«Nei prossimi anni – ha proseguito – non avremo un problema di quantità di risorse, ma il tema sarà legato
all’uso che ne faremo. Al netto dell’utilizzo che è necessario per sanare le emergenze, è certo che per consentire alla regione di
cambiare passo occorre che gli investimenti risolvano alla radice i problemi strutturali della Calabria. Questo è sì il tema di tutto il
paese, ma in Calabria diventa l’emergenza, poiché senza interventi radicali finalizzati a migliorare le condizioni di contesto, l’economia regionale post-2026 sarà ancora più povera e più marginale di quella di oggi».

«In questo scenario – ha sottolinea il professor Aiello – diventa dirimente avere un quadro istituzionale locale in grado di
massimizzare l’uso ‘pro-crescita’ dei fondi Ue e, in tale direzione, il prossimo governo regionale dovrebbe essere un governo di scopo. Sarebbe opportuno costruire un’ampia maggioranza per lavorare all’unisono sulle poche priorità in grado di consentire a questa regione di cercare e trovare una prospettiva di sviluppo».

«L’appello da indirizzare, quindi, alla politica regionale e nazionale – ha concluso – è di sospendere per un quinquennio l’approccio divisivo che caratterizza l’azione dei partiti, e di avviare anche in Calabria una stagione di coesione socio-istituzionale per sostenere nella misura più ampia possibile una giunta di ‘potenziale’ unità regionale. Non mancano personalità in grado di svolgere in Calabria il ruolo che oggi Draghi sta svolgendo in Italia». (rrm)

FONDI UE, NUOVO SCIPPO ALLA CALABRIA
AGRICOLTURA RISCHIA DI PERDERE 30 MLN

La Calabria rischia di perdere 30 milioni di euro per l’agricoltura. È l’allarme lanciato dal consigliere regionale della Lega, Pietro Molinaro, in merito all’idea, da parte delle Regioni del Nord, di appropriarsi di parte dei fondi europei destinati allo sviluppo agricolo delle regioni meridionali.

Una manovra «che va contrastata con determinazione», sopratutto perché, se va in porto, la perdita complessiva per le Regioni meridionale sarebbe di 409 milioni di euro creando, così, un danno non solo per la Calabria, ma anche per il Sud, «e anche per tutta la filiera agroalimentare italiana» ha spiegato ancora Molinaro, che ha presentato una mozione al Consiglio regionale della Calabria «affinché si dia pieno sostegno alla Giunta Regionale nell’affermare il diritto ad ottenere che le risorse europee per le annualità 2021 e 2022 siano ripartite, applicando i criteri degli anni precedenti. Nella mozione ho evidenziato che la conferma dei criteri di riparto garantirebbe alla Calabria quanto gli spetta, e darebbe un contributo all’interesse complessivo della filiera agroalimentare italiana».

«In tutte le analisi ed in tutti i documenti strategici italiani degli ultimi anni – ha spiegato Molinaro – si afferma che lo sviluppo dell’agricoltura italiana può avvenire solo al Sud, per l’ampia disponibilità di territori con vocazione agricola e di risorse umane qualificate. Potenziare l’agricoltura nelle regioni meridionali costituisce una grande risorsa per l’Italia intera, e per l’affermazione del cibo 100% Made in Italy. Se tutto questo è vero, non si possono sottrarre risorse al Sud. Chi non lo comprende è completamente miope e non può trovare l’avallo del Governo. Per questi motivo,  va rafforzata la richiesta al Governo di confermare i criteri di ripartizione degli anni precedenti. Non si tratta solo di difendere gli interessi localistici del Sud, ma la volontà di contribuire all’affermazione del Sistema Italia fondato sul cibo di alta qualità, derivato da prodotti agricoli italiani».

Di mantenere il metodo storico di riparto per il Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale, ne ha anche parlato l’eurodeputata del Movimento 5 StelleLaura Ferrara, sottolineando che «i criteri di ripartizione delle risorse Feasr devono colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e quelle più povere e marginali».

La proposta mediatrice del ministro Stefano Patuanelli, infatti, non può soddisfare le esigenze di regioni storicamente in condizioni di svantaggio strutturale ed economico come, appunto, la Calabria e altre regioni del Sud e non solo. Bisogna ricercare criteri non solo oggettivi, ma soprattutto idonei a rispondere agli obiettivi generali dello sviluppo rurale, nel rispetto della logica del criterio storico seguita dalla Ue per ripartire il Fondo nel periodo 2021-2022».

«La proposta del ministro – ha spiegato la Ferrara – prevede l’introduzione nel 2021 di un 30% di questi nuovi criteri, definiti oggettivi e che comprendono ad esempio la produzione lorda vendibile, la superficie agricola utile, il numero di imprese, e il mantenimento del 70% dei parametri storici, e il ribaltamento delle percentuali nel 2022, con i criteri oggettivi a incidere per il 70% e i parametri storici per il restante 30%. L’adozione di questi nuovi criteri oggettivi non può avvenire senza un’analisi globale di tutte le risorse della Pac, senza un’adeguata rimodulazione, infatti si renderebbe ancora più ampio il divario tra regioni più sviluppate e meno sviluppate».

«Verrebbe meno, dunque – ha proseguito – l’obiettivo cardine dei fondi europei: sostenere e aiutare i territori economicamente più svantaggiati e non sottrarre risorse a vantaggio di Regioni che, storicamente, hanno standard soddisfacenti di produzione e commercializzazione».

E proprio in merito ai fondi europei per lo sviluppo rurale, gli assessori regionali di Calabria, Gianluca Gallo, Basilicata, Francesco Fanelli, Campania, Nicola Caputo, Puglia, Donato Pentassuglia, Sicilia, Toni Scilla e Umbria, Roberto Morroni hanno chiesto, al ministro Stefano Patuanelli nei giorni scorsi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama, a Roma, «un tavolo tecnico cui demandare la definizione della questione, entro 60 giorni, con l’individuazione di criteri coerenti allo spirito ed alle finalità del Psr. Se così sarà, noi ci saremo, forti della convinzione che anima la nostra battaglia». Quella di sempre: «Se cresce il Sud, cresce l’Italia».

Gli assessori, infatti, hanno richiamato alle proprie responsabilità Governo e Parlamento su una questione ritenuta essenziale: la ventilata revisione dei criteri di ripartizione, con lo stravolgimento dei parametri della storicità della spesa.

«Non siamo qui per alimentare guerre di campanile, o contrapposizioni tra schieramenti diversi», la precisazione del gruppo dei sei, composto da amministratori di varia estrazione in rappresentanza di Regioni diverse, che da sole rappresentano il 60% delle aree italiane interessate dal Psr. Del resto, le nostre posizioni hanno trovato conforto, nelle ultime settimane, anche nelle prese di posizione del Mef e della Commissione Europea, a dimostrazione della bontà di una linea oggettivamente sostenibile e nel giusto».

Nel mirino, l’atteggiamento del Mipaaf: «Da mesi – hanno ribadito gli assessori all’Agricoltura delle sei Regioni – siamo impegnati a ricercare un punto di equilibrio per garantire il raggiungimento di un accordo equo. Abbiamo, però, sempre trovato porte chiuse, specie dopo la decisione del ministero dell’Agricoltura di ignorare persino le indicazioni della Commissione europea, per sostenere invece scelte che non tengono in alcun conto un’analisi globale della totalità dei fondi Pac – I e II pilastro – destinati ai territori, ignorando non solo le tematiche legate alla quota di confinanziamento, ma anche che il Regolamento Ue 2020/2220 ha prorogato per il 2021 ed il 2022 non solo i programmi di sviluppo rurale, ma anche l’attuale regime dei pagamenti del I pilastro della Pac».

Nonostante ciò, hanno, tuttavia, sottolineato Fanelli, Gallo, Caputo, Pentassuglia, Scilla e Morroni, «con senso di responsabilità non ci sottraiamo al dialogo: ringraziamo i parlamentari che stanno sostenendo la nostra iniziativa e ribadiamo d’essere pronti ragionare su nuovi meccanismi a partire dal 2023. Sia chiaro, però, che non accetteremo mai colpi di mano tesi a cancellare la fase transitoria del biennio 2021-2022: ciò si tradurrebbe in una penalizzazione mortificante per regioni già svantaggiate che, paradossalmente, sarebbero private proprio dei fondi destinati a garantire il riequilibrio strutturale, a tutto vantaggio di zone già di per sé meglio attrezzate». (rrm)

LA CALABRIA NON SA SPENDERE I FONDI UE
GUERRA DI CIFRE TRA REGIONE E SINDACATI

di SANTO STRATI – È guerra di cifre fra la Regione e i sindacati sull’utilizzo delle risorse comunitarie del Por (Programma operativo regionale): da un lato, la Giunta guidata attualmente dal presidente ff Nino Spirlì sostiene, trionfalmente, di avere «superato il target di spesa» per il 2020 «che era fissato a 128,2 milioni di euro portandolo a 190. Un grande obiettivo raggiunto grazie allo snellimento delle procedure a livello comunitario e nazionale». Dall’altro, il segretario generale regionale della Uil Santo Biondo non nasconde la delusione e il relativo pessimismo: «Avremmo preferito essere smentiti – ha detto – e, invece, il Comitato di sorveglianza del Por 2014/2020 ha confermato le nostre preoccupazioni. La spesa calabrese del Programma operativo regionale non va oltre il 38%: un parametro generale che è assai deludente rispetto ai reali bisogno che la regione Calabria ha sia rispetto al resto del Paese, sia nei confronti delle altre regioni del Mezzogiorno».

Chi ha ragione? È una storia antica, un film già visto: un conto sono gli impegni di spesa, un altro l’effettivo utilizzo. Quando si parla di target di spesa si fa riferimento a un documento di programmazione di spesa, ma non alla spesa reale: in poche parole è come andare al supermercato con l’idea di spendere 100 euro (cioè quello che si ha a disposizione) e poi lo scontrino finale si ferma al 38%. Il privato sarà contento di non aver consumato tutto il denaro, ma nel caso di fondi Ue si tratta di somme che, ove non spese, vengono dirottate verso altri Paesi più virtuosi (meglio, più furbi e più bravi a spendere).

Nino Spirlì
Il presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì

Secondo Spirlì, «L’ultimo semestre del 2020 è stato caratterizzato dalla riprogrammazione dei fondi comunitari e, come amministrazione, abbiamo scelto di destinare 500 milioni di euro del Por Calabria Fesr Fse 2014-2020 verso azioni di contrasto all’emergenza sanitaria, programmando 140 milioni di euro nel settore sanitario, 180 per sostenere le attività economiche, 100 per il mercato del lavoro, 45 per l’istruzione e la formazione e altri 35 per sostenere interventi nel campo sociale». Il Documento di indirizzo strategico regionale – ha spiegato il presidente pro tempore Spirlì – «è un programma concreto di azioni per i prossimi sette anni, con una Calabria che sarà più green, più connessa, più digitale, più resiliente e che guarderà alle aree interne. Tra i nostri obiettivi c’è quello di raggiungere, con sei mesi di anticipo, il target di spesa 2021, certificando, entro giugno, altri 156 milioni di euro. Tutte risorse importanti per la coesione e lo sviluppo territoriale. Nella prossima settimana i dipartimenti regionali saranno chiamati a esporre le criticità e i successi della programmazione 2014-2020 e a fornire le possibili azioni da includere nel periodo 2021-2027».

Santo Biondo, segretario generale Uil Calabria
Santo Biondo, segretario generale Uil Calabria

Non va sul leggero il segretario Uil: «Questo Programma operativo, sul quale è mancato il dialogo sociale all’interno del partenariato, non brilla in trasparenza. Ancora oggi, infatti, non è possibile analizzare i dati sull’impatto che le varie misure hanno avuto rispetto alla spesa. Ancora oggi non vi è l’opportunità di portare a compimento un’analisi sulle reali ricadute che le varie misure hanno avuto e, soprattutto, di capire su se la spesa è stata scarsa anche in termini di efficacia.
«Partendo dal tema del lavoro – rileva Santo Biondo – emerge con chiarezza il vuoto programmatico delle politiche attive. Sino ad oggi non si è dato corso a nessun nuovo percorso ma, purtroppo, si è proceduto solamente ad alimentare le vecchie e poco efficaci politiche passive.
In questo settore, determinante per il futuro della Calabria, non si è intervenuti sul piano strutturale per mettere a fuoco e risolvere le problematiche decennali dei centri per l’impiego. Ad oggi, fra le altre cose, mancano la formazione e la qualificazione del personale, si fa attendere il processo di digitalizzazione e ciò rischia di dare vita ad un vulnus pericoloso per la Calabria che rischia, seriamente, la destrutturazione del suo mercato del lavoro».

La Regione Calabria, a voce del responsabile dell’Autorità di gestione del Por Maurizio Nicolai, difende i risultati ottenuti: «in questi sei mesi abbiamo realizzato una riprogrammazione pari a mezzo miliardo di euro, per la prima volta destinando risorse comunitarie anche al comparto sanitario e riuscendo a centrare comunque tutti gli obiettivi di spesa. Voglio solo ricordare – ha detto Nicolai – che al nostro insediamento il livello della spesa, nell’anno 2020, era pari a zero euro. Noi, invece, abbiamo fatto una rendicontazione finale al 31 dicembre di 190 milioni, quindi oltre il target previsto. Si può dire che, fino al 2020, è stato negato il concetto stesso di programmazione. Per questo tra i punti concordati oggi con il Comitato abbiamo inserito all’ordine del giorno anche la messa in sicurezza del programma, proprio per la complessità delle questioni che abbiamo ereditato».

Per la Uil «emerge con chiarezza «la mancanza di misure di sostegno alle attività produttive. Purtroppo – dice Biondo –, siamo ancora costretti a registrare la totale mancanza di presa di coscienza da parte della politica regionale e della politica tutta rispetto al dato di fatto che queste risorse, che lo ribadiamo sono le uniche spendibili con prontezza, debbano essere indirizzate per struttura il mondo del lavoro, per dare corso ai programmi di sviluppo economico, per realizzare interventi infrastrutturali e ammodernare il settore dell’istruzione.
Ancora una volta rimaniamo delusi rispetto alle nostre aspettative di miglioramento del ciclo integrato delle acque, lo stesso dicasi per le tematiche ambientali e per la mancata realizzazione di interventi contro il dissesto idrogeologico.
«Rimane, ancora, aperto un grosso interrogativo sulla realizzazione delle opere pubbliche messe come obiettivo da realizzare attraverso l’uso dei fondi del Por 2014/2020. Il Comitato di sorveglianza, quindi, ha confermato la bassa qualità della programmazione del governo regionale, una carenza che, lo ricordiamo ancora una volta, è dovuto, soprattutto, al mancato dialogo sociale. Per questo, con convinzione, torniamo a ribadire la necessità di riprendere il confronto con il partenariato economico e sociale al fine di programmare al meglio gli investimenti del futuro».

In altri termini, dalla Uil si contesta la genericità del programma contenuto nel documento strategico depositato dalla Giunta: «È mancato il confronto e, alla fine, ciò che è stato partorito è un programma generico, che manca di dettaglio. È un documento che dice tutto e niente e sembra un copia e incolla di altri documenti.
«Lo stesso dicasi delle proposte avanzate per lo sfruttamento dei fondi del Recovery plan che altro non è se non un sommatoria di opere incompiute e finanziate con altri fondi, che mette a rischio la loro realizzazione per la pericolosa sovrapposizione di finanziamenti che si è creata. Ciò che, invece, era necessario fare era puntare al completamento di queste opere e alla programmazione di nuove».

E c’è un aspetto da non sottovalutare: chi sono gli effettivi beneficiari delle risorse Por? Santo Biondo non ha dubbi sull’opacità della rendicontazione: «Ribadiamo, inoltre, la necessità ed urgenza di realizzare la banca dati degli utilizzatori del Por per verificare chi sono coloro che ne stanno usufruendo, riteniamo ciò sia determinante in termini di trasparenza e legalità. Non vorremmo, infatti, che dentro questa platea ci fossero imprese che non rispettano i contratti, non pagano i lavoratori o non versano i contributi
Ci preoccupa, in ultimo ma non per ultimo, la possibilità che da qui a ottobre, quando la Calabria dovrebbe tornare alle urne, si possa pensare di continuare a muoversi a fari spenti, cosa che è pericolosa per il presente e il futuro della Calabria: una regione che non può permettersi di non agganciare la ripartenza economica della nazione».

Le risorse Ue sono state fino ad oggi male e poco utilizzate: basta guardare i resoconti relativi agli utilizzi effettivi dei fondi impegnati, per capire che, anche in questo caso, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità politica di segnare, finalmente, una svolta nella politica economica regionale nell’ottica europea. È un tema di cui, nei programmi elettorali delle ultime consiliature regionale, non si sono viste tracce consistenti. Lo tengano da conto i prossimi candidati che guardano a Germaneto: i calabresi sono stufi e stanchi di parole, ma esigono concretezza. Programmi, appunto, di cui sarà possibile seguire la realizzazione o verificare l’incapacità esecutiva. Il tempo c’è per stilare un piano programmatico da sottoporre agli elettori, ma – contrariamente al nostro abituale ottimismo – temiamo che la prossima campagna elettorale sarà, come sempre, fatta di parole al vento e promesse generiche di sviluppo futuro. Ma gli elettori – siano cauti i candidati presenti e futuri – non sarà più facile convincerli con belle parole e discorsi elegantemente (?) svolti. La Calabria non ci sta più, questo dev’essere chiaro, e i calabresi sono davvero incazzati con la politica del nulla. (s)

Il video della presentazione del Comitato di sorveglianza del Por Calabria 2014/2020