La buona sanità in Calabria: il caso del GOM di Reggio Calabria

di ELENA POMO – Una struttura sanitaria organizzata bene come il GOM (Grande Ospedale metropolitano) di Reggio Calabria che pur avendo poche risorse finanziarie e umane, riesce a garantire il diritto alla salute all’intero sistema territoriale Calabrese e d’Italia.

È importante sapere che questa evoluzione ed innovazione della chirurgia mini-invasiva viene effettuata all’interno delle nostre Sale Operatorie della Sanità di Reggio Calabria.
Infatti il dato di fatto è che vengono effettuati interventi importanti con la chirurgia robotica da Vinci da 5anni, con 250 interventi ogni anno, e con la preparazione, formazione eccellente dei nostri medici /chirurghi (senza sottolineare la bravura e l’esperienza dell’equipe, anestesisti, ferristi, infermieri) che si affiancano a supporto di questi apparecchi affinché ogni ambito dove necessita questo importante apparecchio- come la chirurgia generale, seno-oncologica, ginecologica, toracica e otorinolaringoiatrica sia monitorato senza difficoltà di esisti positivi.
Vorrei ricordare a tutti che colui che per primo utilizzo questo metodo è, il Medico Chirurgo del Reparto di Chirurgia Dott. Salvatore Costarella, a cui va tutta la mia attenzione per la sua eccellenza e professionalità, con cui riesce a dare veramente voce al nostro GOM.
La Sanità di Reggio Calabria ha bisogno di politiche sanitarie vere e di promozione così si rende attivo questo Paese.
Non parliamo di migrazione sanitaria quando i nostri migliori medici lavorano qui al Sud. (ep)

REGGIO – L’Abio festeggia la Pasqua insieme ai bimbi della Pediatria del Gom

L’Associazione per il Bambino in Ospedale è tornata a festeggiare la Pasqua con i bambini ricoverati nel Reparto di Pediatria del Gom di Reggio Calabria.

I volontari dell’Associazione, infatti, hanno decorato il reparto e organizzato una festa in ludoteca trascorrendo  insieme a mamme e bambini un’intensa mattinata di allegria e gioco per fargli vivere una serena giornata e farli sentire in un ambiente familiare. Anche se costretti a una degenza in ospedale, è importante mantenere la quotidianità che li faccia sentire come a casa.

Per l’occasione, i volontari non hanno fatto mancare una nota lieta per i più piccoli che trascorreranno un periodo intenso come quello della solennità Pasquale in ospedale. A regalare un momento di spensieratezza è stata una delegazione del New Reggio City, squadra di calcio amatoriale, i quali ci hanno supportato in questa iniziativa  con una  generosa donazione che ci ha premesso, tra l’altro, di regalare al reparto due seggioloni che saranno messi a disposizione delle mamme con bimbi piccoli e di donare ai pazienti gadget e tanti giochi. La consegna è avvenuta alla presenza di medici e infermieri di Pediatria guidati dal dott. Domenico Minasi, direttore del reparto: «Abio non manca mai di dimostrare la sua vicinanza ai nostri piccoli pazienti, sostenendo così anche noi professionisti, attestazioni di affetto come queste sono ancora più apprezzate perché offrono momenti di conforto di cui bambini e adolescenti hanno tanto bisogno».

Regali che rappresentano una gioiosa sorpresa e contribuiscono a ridare ai bambini, agli adolescenti e ai loro genitori una sensazione di leggerezza che allontana le paure e i timori inevitabilmente connessi al ricovero ospedaliero. 

«Nel periodo delle festività un gesto di solidarietà, piccolo o grande che sia, diventa importante – ha dichiarato la presidente di Abio, Giovanna Curatola siamo veramente grati alla New Reggio City per il bel  pensiero che ha voluto dedicare ai nostri piccoli amici. Una bella opportunità di condivisione, per portare qualche ora di felicità e dare coraggio. Un gioco, un regalo, un sorriso possono fare la differenza, sono piccoli segni che rendono speciale un momento difficile».

Abio, da oltre 45 anni, si prende cura dei bambini che devono affrontare la permanenza in ospedale. L’Associazione ha l’obiettivo di rendere meno traumatica possibile la loro esperienza e di aiutare in questo modo anche le famiglie.  

«Grazie al buon cuore di chi condivide i nostri progetti e ci sta a fianco – si legge in una nota – possiamo portare avanti la nostra Mission, accompagnare i bambini ospedalizzati nell’esperienza della guarigione dalla malattia attraverso il gioco, il sorriso e la fantasia, donare arredi, rendere gli ambienti più colorati e accoglienti». (rrc)

Babbo Natale arriva in Pediatria e porta doni ai piccoli pazienti del Gom di Reggio

È stata una giornata speciale, per i piccoli pazienti del reparto di Pediatria del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, con l’arrivo di Babbo Natale e i suoi doni.

Ha momentaneamente abbandonato la slitta e le renne per regalare un po’ di spensieratezza a tutti. Una sorpresa che anticipa la magia del Natale e che, questa mattina, ha generato in Reparto gioia e stupore tra i piccoli degenti. Grande l’euforia per bambini e adolescenti che hanno assistito estasiati alla consegna delle strenne da Babbo Natale insieme ai suoi aiutanti, accolti e guidati dalle volontarie dell’ABIO, che durante tutto l’anno sono presenti in Pediatria a fianco dei bambini ricoverati e dei loro familiari.

L’Abio Reggio Calabria – Associazione per il Bambino in Ospedale – costantemente vicino a pazienti e famiglie per sostenerli in un momento così difficile della loro vita, anche quest’anno, ha raccolto il desiderio del dr. Giuseppe Di Francia, direttore del Capo Sperone Resort, di offrire qualche attimo di serenità a bambini, adolescenti e genitori, al fine di alleviare la loro permanenza in ospedale e offrire attimi di leggerezza proprio nel periodo dell’anno più particolare: quello delle feste,  portando con sé il regalo più gradito, “Babbo Natale”, e una carica di allegria condivisa da tutto il personale medico e infermieristico al lavoro.

Questa parentesi di festa è stata anche occasione per il noto Editore Graziano Tomarchio di rinnovare la sua vicinanza ad Abio e alla Pediatria, il quale insieme alla consorte, Dominga Pizzi, ha voluto donare al Reparto un utile apparecchio purificatore d’aria. Un gesto di solidarietà che tocca il cuore, giunto a coronamento di una giornata particolarmente intensa e colma di emozioni. Tanti i sorrisi da parte dei genitori e del personale, tutti si sono subito fatti coinvolgere dal clima festoso. Il direttore dell’U.O.C. di Pediatria, dott. Minasi e la coordinatrice infermieristica d.ssa Consolata Bevacqua hanno espresso grande apprezzamento e gratitudine.

«È stato per me motivo di grande felicità aver potuto offrire il nostro contributo, molto emozionante portare serenità ai bambini ricoverati – ha dichiarato Graziano Tomarchio – siamo soddisfatti del raggiungimento di un importante obiettivo per il reparto».

«Siamo molto orgogliosi di aver promosso e sostenuto la bellissima iniziativa, un gesto semplice quanto importante per allietare il periodo della degenza dei piccoli pazienti soprattutto nei momenti particolari come le festività. Desideriamo ringraziare tutto il gruppo per la grande sensibilità – ha commentato Giovanna Curatola, Presidente di Abio Reggio Calabria –. Sappiamo che questi doni, graditissimi, sono frutto di grande generosità, nel periodo difficile che stiamo vivendo, non va mai data per scontata”.

L’Abio, promuove l’umanizzazione dell’Ospedale e sdrammatizza l’impatto del bambino e della sua famiglia con le strutture sanitarie. Il volontariato Abio accoglie in Ospedale il bambino, lo assiste durante le visite ambulatoriali ed il ricovero, rende più accoglienti i reparti, garantisce una presenza amica accanto al bambino.

«L’obiettivo principale di Abio Reggio Calabria – si legge in una nota – è offrire una cosa molto preziosa: Il Tempo, il modo migliore di aiutare Abio è arrivare al cuore della nostra attività: donare il proprio tempo ai bambini e ragazzi ricoverati. Per questo, lanciamo un appello: Diventa volontario di Abio Reggio Calabria unisciti a noi e sostienici con il tuo tempo!». (rrc)

Lettera aperta di sei medici del PS del Gom di Reggio a Occhiuto: Ancora nulla per nostra stabilizzazione

Riceviamo e pubblichiamo

Egr. Presidente,

siamo sei medici, assunti a tempo determinato al Pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dai primi mesi dell’emergenza Covid, e continuiamo ad esserlo tutt’oggi.

Siamo arrivati al Gom quando era ormai pandemia dichiarata ed il terrore regnava sovrano per un nemico sconosciuto, che si manifestava con una “banale” febbre e seminava morte e distruzione di intere famiglie. 

Siamo arrivati mentre stava aumentando la già cronica fuga dai Pronto soccorso italiani.

Quella inedita situazione ci ha messo a dura prova tutti: Quando al Pronto soccorso era un andirivieni continuo di ambulanze, spesso ferme nel piazzale in attesa che si trovasse un posto dove poter adagiare gli ammalati; Quando anche i muri avevano il Covid e, pur con il terrore di poterci infettare, lavoravamo tutti i giorni, senza mai fermarci, stremati da turni di 12 ore; Quando il peso, la fatica e la responsabilità che sentivamo erano enormi, ma l’impegno, la dedizione e, soprattutto, la forza di volontà e la professionalità, che sono le principale risorse di chi lavora nell’emergenza-urgenza, ci hanno sostenuti. 

In questo avamposto di frontiera abbiamo combattuto contro un nemico subdolo e molti di noi sono stati gravemente contagiati, anche più volte, ma nessuno è scappato. Tutti siamo rimasti al nostro posto, riuscendo insieme a fronteggiare l’emergenza sanitaria nel nostro Pronto soccorso, quello della più popolosa città calabrese, affollato dai tanti pazienti in attesa, uno accanto all’altro, senza privacy, senza appropriate distanze di sicurezza. 

Abbiamo lavorato anche oltre il limite delle nostre forze, consapevoli che il nostro bagaglio di conoscenze mediche non ci avrebbe messi al sicuro dal Covid. 

Ma ce l’abbiamo fatta!

Sentivamo sulle spalle una responsabilità immensa, che ci ha permesso di continuare a lavorare, di affrontare e di risolvere i problemi sanitari prima di tutto, rimandando le lamentele e le legittime rivendicazioni.  Perché il Pronto soccorso è il primo luogo di assistenza e di cura per i cittadini, porta di accesso all’Ospedale, dove il paziente va per essere salvato. 

Abbiamo continuato a lavorare e stiamo lavorando con turni logoranti e che in questi tre anni ci hanno permesso di avere solo 15 giorni di ferie. 

Gli applausi dai balconi hanno incoraggiato la nostra passione ed abnegazione. Però, risuonano come una beffa, se oggi ci ritroviamo a rivendicare diritti individuali, ma che sono cruciali per le soluzioni dei problemi del nostro Pronto soccorso.

Gratificati prima dall’avere compiuto un lavoro coraggioso, che ha ottenuto risultati impensabili, non vorremmo essere ora dimenticati dalla politica, pur a fronte di una normativa che ci garantisce, ma che non viene applicata.

Oggi, più che mai, chiediamo a gran voce alle istituzioni, a Lei, di trasformare questa tragedia in un pilastro della rivoluzione sanitaria che, da Presidente della Regione Calabria, ha in programma: non più tagli, ma risorse professionali e strumentali. Ne abbiamo bisogno noi e i nostri pazienti! 

Però un dubbio ci arrovella. Abbiamo la sensazione che non si sia realmente compreso quanto abbiamo fatto, quanto abbiamo sacrificato e come funzionino i Pronto soccorso, specie se in carenza di personale: la pianta organica del Gom prevede 31 medici, invece ci sono 16 a tempo indeterminato e 6 precari, Noi!

Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di essere rispettati per il lavoro che svolgiamo e che amiamo, ma che non può continuare a farci stare male per l’ansia della precarietà e per l’incertezza del domani.  

Occorrono decisioni, tanto rapide quanto importanti: Abbiamo gioito quando abbiamo visto nella legge di bilancio 2022 la previsione di stabilizzazione per il personale assunto con l’emergenza Covid; Abbiamo esultato quando il Gom ha pubblicato l’avviso per la ricognizione del personale sanitario con contratto a tempo determinato per la verifica dei requisiti della stabilizzazione; Abbiamo pensato che fosse cosa fatta quando abbiamo letto l’accordo tra OO.SS. e Regione. 

Ma ad oggi, nonostante l’autorevole impegno profuso dai vertici aziendali del Gom per la nostra stabilizzazione, ancora Nulla!

Oggi, più che mai, aspettiamo che, come regalo di Natale, non ci arrivi la promessa indennità di rischio Covid, bensì la stabilizzazione, quale riconoscenza per il lavoro fatto e che continuiamo a fare, anche per non incrementare la carenza cronica di personale sanitario nei Pronto soccorso italiani.

Oggi, più che mai, La vogliamo ringraziare per l’impegno e per i risultati raggiunti, Signor Presidente, ed insieme ai pazienti del Gom Le vorremmo dire Grazie per la Sua prossima firma sulla nostra stabilizzazione, che segnerà un pietra miliare nella sanità calabrese. (rrc)

La lettera di riconoscenza di un paziente ai medici e infermieri del Gom

di TONINO AMBROGIO – Con queste mie righe voglio esprimere la mia profonda gratitudine e tutta la mia stima nei confronti del personale sanitario che ho avuto modo d’incontrare e conoscere per via dei miei problemi di salute, ovvero medici, infermieri e oss del Reparto di Nefrologia e dialisi del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria.

A poco più di un anno dal trapianto di rene che mi ha riguardato, effettuato con impagabile professionalità e avvenuto con successo, sento dal profondo del cuore di dover dire “grazie” a tutti coloro che in quei momenti difficili mi sono stati accanto, circondandomi d’attenzioni e amorevoli cure, facendomi sentire parte di una grande famiglia.

Tutto ebbe inizio nel 2017 quando fui ricoverato per la prima volta, proprio nel Reparto di Nefrologia del Gom, per accertamenti. Quattro anni dopo, entrai in dialisi. Un percorso duro ma purtroppo necessario, vissuto però con le costanti cure dei medici e di tutti gli operatori sanitari.

Poi il trapianto, che mi ha pienamente restituito alla vita.

Nel ringraziare tutti coloro che mi hanno avuto in cura a vario titolo, rivolgo un pensiero particolare al Centro regionale trapianti della Calabria, diretto dal dottor Pellegrino Mancini, al primario di Nefrologia e Trapianto di rene dottoressa Francesca Mallamaci e a tutti i medici che hanno reso possibile la mia rinascita.

Infine, e non da ultimo, il mio pensiero è rivolto a quanti scelgono di donare e alle loro famiglie: è solo grazie alla loro infinita, impagabile generosità che il miracolo della vita può tornare a fiorire.

Nel ringraziarvi una volta ancora, mi piace citare Santa Teresa di Calcutta, più nota come “Madre Teresa”: «Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano». (ta)

 

Morire in solitudine al Gom di Reggio: la denuncia del Centro Agape

Riceviamo e pubblichiamo:

Morire in solitudine, accade al GOM di Reggio Calabria, denuncia di Agape, Comunità Competente, ORDINE PROFESSIONALE degli Assistenti  sociali della Calabria

La notizia di un paziente deceduto nel nosocomio di Reggio Calabria, con i familiari avvisati solo due giorni dopo dall’evento luttuoso, rappresenta l’ennesimo episodio di mala sanità del nostro sistema sanitario regionale che non riesce nemmeno a garantire attenzione e dignità nemmeno alla morte. Non è un fatto isolato ma rappresenta solo l’ennesima vicenda di una organizzazione ospedaliera che non garantisce attenzione e tutela ai soggetti più fragili, soprattutto a chi non ha una sua famiglia stabile. Un compito che non può essere delegato ai sanitari che sono già sottoposti ad un lavoro massacrante con l’esplosione della pandemia ma che dovrebbe essere svolto dal servizio sociale che ogni azienda ospedaliera dovrebbe garantire, come da mesi è stato denunciato da associazioni, sindacati e ordine degli assistenti sociali. Il Gom da quasi un anno non dispone nemmeno di una unità di questa figura professionale che soprattutto in questo momento storico, che vede il covid colpire duramente soprattutto le categorie più fragili, garantiscono un servizio essenziale e delicato a favore delle fasce deboli che per varie motivi passano per le strutture ospedaliere dei Riuniti e del Morelli è che da quasi un anno è stato completamente azzerato. Per comprendere l’importanza di questo servizio basti leggere i numeri relativi alle prestazioni sociali effettuate negli anni scorsi a favore di soggetti vulnerabili come donne vittime di violenza, anziani soli, extracomunitari, persone con disabilità, tossicodipendenti, persone con malattie invalidanti, tutte bisognose di prese in carico da parte della rete dei servizi territoriali. L’intervento del servizio sociale ha assicurato continuità assistenziale collegandosi con i servizi post ospedalieri, favorendo il trasferimento dei pazienti ad altre istituzioni ed accompagnandoli nel passaggio ad altri livelli di cura, riducendo i tempi dell’ospedalizzazione mettendo a fuoco i problemi relazionali quali la solitudine, il disinteresse dei parenti, le paure non espresse per cui il servizio sociale è intervento come connettore di rete, favorendo momenti di contatto tra i malato e i suoi familiari attraverso l’ascolto, oltre che a fornire informazioni sulle risorse d’appoggio presenti sul territorio. Con la legge n. 328/00 (legge quadro), all’art. 22 stabilisce che, tra i servizi essenziali che lo Stato è obbligato a garantire ai cittadini, vi è il Servizio Sociale Professionale, il quale riconosce la centralità delle competenze e delle funzioni dell’Assistente Sociale, professionista che si prende cura del disagio dell’individuo, della famiglia e/o della comunità.

L’azienda Ospedaliera da mesi era stata sollecitata a bandire i concorsi, previsti dalle linee guida emanate dal commissario ad acta  Longo ma non si è proceduto. Le ultime notizie dal Gom riferiscono che nel mese di gennaio dovrebbero essere finalmenti avviati. Analoga richiesta è stata fatta al Commissario dell’Asp Gianluigi  Scaffidi, ma i tempi non saranno celeri perché ancora manca il monitoraggio del fabbisogno delle varie figure professionali da assumere, assistenti sociali comprese.

Il centro Comunitario Agape con il Presidente Mario Nasone, Comunità Competente con Rubens Curia portavoce, l’ Ordine regionale degli assistenti sociali con il Presidente Danilo Ferrara, chiedono ai responsabili della sanità regionali e locali di intervenire con urgenza prevedendo in tempi certi. (cmr)

Fascì (Rinascita Pci): Serve un tavolo istituzionale nazionale per salvare il Gom di Reggio

Lorenzo Fascì, del Movimento per la rinascita del Pci di Reggio Calabria, ha sottolineato la necessità di un tavolo istituzionale nazionale per salvare il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, oltre che un’azione corale, da parte della Città di Reggio e della Provincia «a sostegno del Gom», in quanto «i nostri concittadini hanno diritto ad avere una sanità di qualità qui, e non altrove».

«Il nostro Ospedale sta morendo  ha detto –. L’agonia avviene nella totale assenza di tutte le voci istituzionali che non fanno nulla per avviare un progetto di rilancio dell’Ospedale reggino. Abbiamo più volte acceso i riflettori sulla complessa vicenda di declino del Gom, con 2 successive note stampa, una più preoccupata dell’altra. A maggio eravamo intervenuti a sostegno degli infermieri assunti con contratti Covid. Eravamo intervenuti, perché contestare la scelta adottata dalla Direzione Aziendale di assumere infermieri con conferimento di incarichi libero-professionali da destinare al potenziamento della riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid19».

«Scelta evidentemente sbagliata – ha spiegato – in quanto, per sopperire alle enormi esigenze prodotte dalla situazione emergenziale, avrebbe dovuto stipulare contratti a tempo determinato per 36 mesi come è avvenuto in Regioni più virtuose (Puglia, Piemonte). Infatti, a giugno quegli infermieri sono stati licenziati. Certo le scelte della Direzione Gom sono state influenzate dalla Struttura del Commissario Regionale alla Sanità; scelta cinica e sbagliata; cinica perché non si possono sfruttare giovani risorse in un reparto ad altissimo rischio quale il reparto covid e poi un minuto dopo buttare alle ortiche professionalità già formate. Sbagliata perché, oggi, gli enormi vuoti di organico avrebbero potuto avere numeri meno gravi».

«Alcune settimane fa – ha proseguito – eravamo ancora intervenuti raccogliendo il grido di allarme lanciato da vari primari, estremamente preoccupati per la carenza di organico (in tutti i settori lavorativi: infermieri, biologi, tecnici, medici) ed avevamo sollecitato il Commissario alla Sanità Calabrese ed il Ministro della Sanità ad assumere come priorità la drammatica situazione del GOM reggino. Eravamo intervenuti perché l’Azienda Gom era riuscita – solo – a bandire un concorso per 8 infermieri, quando se ne dovevano coprire 400!  Sempre delle restrizioni conseguenti il Commissariamento. Ebbene, ci eravamo sbagliati».

«Oggi leggiamo un ulteriore – e ben più grave – grido d’allarme – ha detto ancora –.Il Direttore Sanitario ha affermato: “Non abbiamo avuto alcuna autorizzazione alle assunzioni. Mancano 700 figure professionali che non sono mai state autorizzate. Adesso la situazione è critica per via di un’altra ondata di Covid, ma non vogliamo sottrarre le altre prestazioni ai cittadini della nostra città. Ci sono pazienti oncologici, cardiochirurgici, e tutti hanno diritto alle cure. Purtroppo, per via della carenza di personale, siamo costretti a dirottare alcune risorse in alcune aree come quella Covid, ma non è una situazione che può durare a lungo perché il personale è ormai esausto e sfiancato”. Ad oggi, proprio per la mancanza di personale, sono stati accorpati 6 reparti in soli 3! Tra questi cardiochirurgia con cardiologia».

«E nelle parole del Direttore – dott. Costarella – si trova la radice vera del problema: “il Commissariamento voluto dai vari Governi che non ha autorizzato un piano assunzionale riferendosi a un parametro del 2004. Si parla di 17 anni, non è pensabile che possa essere paragonato un ospedale del 2004 a uno del 2021. Il Covid, qui non c’entra, ma ha solo aggravato una situazione già grave. Quasi 20 anni con un vecchio piano assunzionale e come se non bastasse alcune figure sono state dirottate in area Covid, in piena emergenza» ha proseguito ancora Fascì.

«Da più parti – ha spiegato – si pensa che sottoporre la Calabria ad un Commissariamento pluridecennale sarebbe frutto di una scelta discriminante, per tenere in scacco la Calabria con una sanità precaria ed inefficiente per favorire la sanità delle Regioni ricche. Certo che, con i 300 milioni di euro che la Calabria versa annualmente alla sola Lombardia per prestazioni sanitarie a calabresi, quante cose si potrebbero fare se non ci fosse in Commissariamento! Ebbene, a questo punto non si può rimandare oltre il problema».

«Occorre una grande operazione di rilancio – ha sottolineato – intanto, chiudendo la stagione del Commissariamento e, contemporaneamente, ripagare la Calabria dalle restrizioni decennali con ingenti risorse necessarie per sostenere un grande piano assunzionale».

«Pesa come un macigno – ha detto ancora – il silenzio del sig. sindaco della Città (anche sindaco della Città Metropolitana). Avrebbe dovuto, subito, indire un tavolo tecnico che coinvolga tutte le Istituzioni. Avrebbe dovuto stimolare il Governo.  Il Sindaco della città è la massima Autorità Sanitaria del territorio ed ha il dovere di difendere – con i denti – l’Azienda Ospedaliera Metropolitana. Avrebbe potuto coinvolgere il sig. Prefetto – anche lui – che in colposo silenzio osserva senza fare nulla il declino del Gom. E, poi, la nostra Regione: subisce un Commissariamento assurdo senza riuscire ad alzare la voce; sembra che la questione non gli appartenga; eppure la riforma del Titolo V^ della Costituzione ha assegnato la gestione della Sanità al livello Regionale. Sono silenzi questi, gravi che pesano come un macigno e per questo diffidiamo, pubblicamente, le dette Istituzioni, ad intervenire mettendo sul tappeto la forza e l’Autorevolezza dei loro ruoli istituzionali».

«Ed infine – ha concluso – crediamo che la Cgil, unitamente alle altre Forze Sindacali Confederali, deve raccogliere il grido di allarme manifestato dal Direttore Sanitario rilanciandolo con maggiore forza accompagnandolo con forme adeguate di lotta sindacale». (rrc)

LA BELLA ECCEZIONE DEL GOM DI REGGIO
IN MEZZO AI TANTI GUASTI DELLA SANITÀ

di LORENZO FASCÌ – Siamo abituati ad una rappresentazione della Sanità della Provincia di Reggio Calabria molto negativa. Quasi tutte le reti televisive nazionali non perdono occasione di descrivere le negatività del nostro sistema sanitario. Tuttavia, non è vero in assoluto. Ovviamente, parliamo di sanità pubblica in quanto riteniamo che la sanità debba essere pubblica e quella privata solo sussidiaria al sistema pubblico.

In questo nostro viaggio proviamo a partire dal Gom – l’ospedale Hub della Provincia di Reggio Calabria. Il nostro Ospedale presenta punti di eccellenza molto importanti. Il Gom di Reggio Calabria può vantare un Centro di Cardiochirurgia tale da garantire una offerta sanitaria importante e di livello, ed anche in questo caso tale di consentire la migrazione sanitaria verso la nostra città interrompendo la emigrazione di concittadini verso altri ospedali del Nord ed a frenare la emorragia di risorse che solitamente vengono versati ai più famosi ospedali del Nord Italia.

Identica importanza riveste la Divisione Ematologica di Reggio Calabria (divisione comprendente il Ctmo e la Banca del Cordone) altro centro di eccellenza tale da arginare la migrazione sanitaria: il Ctmo è uno dei 5 centri ematologici nazionali che ha in atto la sperimentazione delle Car-T (procedura avanzata nella cura delle leucemie) raggiungendo, peraltro, i risultati più qualificati; al recente congresso Gtmo è emerso che il Ctmo – Laboratorio “Banca del Cordone” del Gom di Reggio Calabria ha eseguito più di 100 trapianti nel 2020 a fronte di traguardi medi di una decina di trapianti annui negli altri Ctmo italiani; e soprattutto la Divisione Ematologica (nelle sue articolazioni sopra ricordate), a dispetto di altri ragguardevoli Centri Ematologici, costituisce il fulcro di un nuovo orizzonte: l’Irccs (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico).

Un percorso iniziato tempo fa con la richiesta di accreditamento rivolta all’inizio alla struttura del Commissario alla sanità calabrese; il Commissario dell’epoca (Cotticelli) ha creduto nella proposta ed ha inviato il progetto al Ministero della Salute. Ebbene di recente, il Ministero della Salute (di concerto con il Mef) ha espresso parere favorevole chiedendo alla struttura Commissariale se la proposta è coerente con il Piano Regionale e Provinciale Sanitario. Da poco si avuto anche questo ulteriore parere di coerenza per cui lo sviluppo della Divisione in Ircss è oggi in fase avanzatissima.

L’avvio dell’Istituto in capo al Creo (Centro Regionale Emato-Oncologico) farà sì che Reggio diventerà un attrattore di esperienze sanitarie importanti e lancerà il nome della Città a livelli nazionali – finalmente – per qualità sanitaria portando il nostro Gom a competere con le migliori esperienze Nazionali ed Europee.

Tra l’altro, l’attuazione del progetto coinvolgerà altre Istituzioni tutte qualificate: il Cnr – epidemiologico reggino, l’Università Mediterranea. Insomma, si tratta di un percorso virtuoso che non avrà effetti positivi solo all’interno del Gom ma si riverbererà positivamente anche sull’intera comunità reggina ed addirittura potrà costituire il punto più alto per consentire alla sanità calabrese di superare il Commissariamento.

Non è un caso che vari Ministeri (Salute, Economia e Finanze; questi sì che meritano il plauso) hanno ritenuto di attribuire tale riconoscimento alla Divisione Ematologica di Reggio Calabria (divisione appunto comprendente il Ctmo e la Banca del Cordone): è merito di anni di alta qualificazione nelle malattie ematologiche che ha preso avvio tanti anni orsono con il compianto prof. Alberto Neri e poi proseguito nel tempo con la stessa serietà professionale fino ad oggi.

Va tutto bene, quindi? Tutt’altro. Una goccia non fa il mare diceva un vecchio detto popolare; ed è così. Le poche eccellenze ora descritte da sole rischiano di scomparire se il resto dell’organizzazione ospedaliera non funziona. E allora, occorre ripensare l’atto aziendale in modo da rendere più organica con la nuova realtà l’attività di altri reparti che svolgono funzioni oggettivamente interconnesse in modo da implementare ed arricchire reciprocamente le esperienze in campo e le altre che si avvieranno.

A fronte di queste eccellenze, abbiamo organici insufficienti. Vanno completate le procedure per le stabilizzazioni (a partire dai tanti infermieri, professionali e non) e garantire il turnover. Il covid-19 ha fatto emergere in tutta la sua evidenza la carenza dell’organico. Occorre ottimizzare un sistema sanitario che in molti casi non funziona. Più volte in passato è stato con forza posto l’accento sulla esigenza di aumentare il personale.

Manca personale infermieristico, personale tecnico, mancano biologi, chimici, e personale medico. A fronte di una simile carenza, purtroppo, la struttura Commissariale, lo scorso anno (Dca del 24.03.2020) ha previsto un incremento di organico pari a 0! Eppure, eravamo in piena pandemia e vi era la possibilità di implementare il personale con procedure straordinarie andando oltre le procedure ed i vincoli di stabilità. Nulla è successo anche dopo, per cui ad oggi non vi è la possibilità di aumentare gli organici. Chi vi deve provvedere?

Anche provvedendo a destinare risorse adeguate per rinnovare le tecnologie esistenti. Il tutto dentro una struttura ospedaliera non più adeguata ai bisogni della cittadinanza. Da tempo si sta attuando un piano di trasferimento dalla vecchia struttura ospedaliera al Morelli. In parte sono stati trasferiti dei Reparti ma ancora mancano interi padiglioni e non si prevede la conclusione della nuova struttura prima di un quinquennio.

Peraltro, il riposizionamento del polo sanitario sconta un ritardo gravissimo: l’Amministrazione comunale non ha ancora ridefinito un riassetto urbanistico che rimoduli la zona sud della città per adeguare trasporti, logistica, collegamenti ma anche infrastrutture di servizio a corredo e supporto del nuovo Polo sanitario, con il rischio che azioni di speculazione fondiaria ed edilizia deturpino ulteriormente la zona in mancanza di un criterio regolatore dal punto di vista urbanistico-ambientale che manca a tutt’oggi.

Peraltro, nella zona che coinvolge i quartieri popolari di Sbarre e Modena – una volta portato a regime il trasferimento – si determinerà una presenza molto rilevante di persone (personale, parenti degli ammalati) e nuove attività connesse che comporterà un ripensamento di tutto l’assetto urbano della zona. Quindi, occorre con urgenza che l’Amministrazione Comunale ripensi l’assetto della zona sud attuando politiche infrastrutturali mirate.

Ed arriviamo al tema più scottante: i Commissariamenti. La sanità Calabrese è commissariata da oltre 10 anni. Ed il commissariamento non ha prodotto una migliore qualità sanitaria; tutt’altro; ha rappresentato un tappo ad una migliore risposta sanitaria.

Oggi – anzi ormai da oltre un decennio – a gestire la sanità calabrese abbiamo: la struttura del Commissario di concerto con il Dipartimento della Salute della Regione Calabria. Nella sostanza, tale gestione duale ha provocato solo confusione e ritardi nelle decisioni.

La gestione bifasica non ha migliorato la sanità. Spesso determina maggiore lentezza nelle scelte. I  commissariamenti conducono geneticamente solo – o quanto meno in via principale – una attenzione alla spesa pubblica. Per anni abbiamo dovuto osservare l’attuazione del meccanismo squilibrato tra uscita ed entrata: ad ogni tre dipendenti posti in quiescenza, se ne poteva assumere uno; poi il gap si è ridotto: ogni due uscite, una assunzione. E così, via via nel corso del decennio passato si sono svuotati i reparti; tutti gravemente penalizzati vista la cronica assenza di personale.

Quindi, diciamo basta con i commissariamenti: diamo avvio ad un grande piano assunzionale; proviamo a riportare nella nostra regione – ed ancor meglio nella Provincia di Reggio Calabria – i tanti medici\biologi\chimici che sono stati costretti a trasferirsi al Nord o addirittura in altri Stati Europei. Traguardo oggi ancor più praticabile, visto che il cammino dell’Ircss appena avviato consentirà di arricchire il nostro Gom di esperienze internazionali; di portare nuova tecniche chirurgiche e terapeutiche e, soprattutto di frenare la migrazione dei cervelli.

Ecco, quindi, il commissario alla Sanità Regionale deve, da subito, rimodulare lo strumento di programmazione Sanitaria Regionale sapendo che l’Ircss a Reggio Calabria obbliga a ragionare sapendo che qui sta nascendo un Polo utile ad innescare un meccanismo di valorizzazione di tutta la sanità Calabrese. Per questo l’azione del Commissario deve supportare, seguire, dare impulso, coadiuvare la novità sanitaria in cammino.

Università e Cnr: non siamo ancora alla conclusione del percorso; semmai il viaggio che ha avviato l’autorizzazione all’Irccs è appena iniziato. Occorre, ora, costruire e costruire insieme; il che significa che, oggi, più che mai diventano importanti i centri di eccellenza scientifica: appunto l’Università Mediterranea ed il Cnr, mettendo a disposizione la capacità di ricerca scientifica insita nelle 2 istituzioni – che sappiamo essere di grande rilievo – a servizio dell’Istituto di Ricerca; sia nella prima fase di strutturazione concreta, sia nel prosieguo.

Diciamo al sig. Rettore (ma anche al Responsabile del Cnr) – non è più tempo di dedicarsi solo alla didattica ma bisogna porsi in una posizione di interconnessione, dove ognuno dà la propria esperienza a servizio del nuovo corso pronto a riceverne gli effetti positivi che, sicuramente, camminando insieme, verranno a beneficio di tutti ma soprattutto ed in primo luogo avranno una ricaduta sull’intera comunità reggina e calabrese.

Basti pensare che – forse – è (o meglio sarà) l’unico Istituto di Ricerca nel Centro Sud. (lf)

[Lorenzo Fascì fa parte della Segreteria regionale del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti]

 

Lorenzo Fascì

REGGIO – L’iniziativa della Reghium Esports: tornei virtuali per il Gom

La Reghium Esports ha in programma, per sabato 25 aprile, una live di 12 ore per raccogliere fondi a favore del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

L’appuntamento, dunque, è per sabato, dalle 10.00, sulla piattaforma Twitch, con tornei virtuali di Fifa 20, Fortnite, Call of Duty e NBA 2k. Nel corso della diretta, inoltre, si intervalleranno ai tornei online diversi ospiti: parteciperanno alla diretta il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà; il Direttore Sportivo della Reggina 1914, Massimo Taibi; gli showman Gennaro Calabrese, Gigi Miseferi e Pasquale Caprì; giornalisti e molti altri ancora. (rrc)

Bonifico Bancario
Intestatario: Reghium eSports ASD
IBAN:IT38H0303216300010000185773
Causale: Donazione GOM