Il ministro Carfagna: Dal Governo altri 2 miliardi per completare la Statale 106 Jonica

Per completare la Strada Statale Jonica, «occorre assicurare, nel prossimo periodo, un ulteriore significativo sforzo finanziario di circa 2 miliardi». È quanto ha annunciato la ministra per il Sud, Mara Carfagna, nel corso dell’interrogazione sulla riqualificazione e completamento della Statale 106 Jonica e sulla riqualificazione a ammodernamento della S.G.C. Jonio –Tirreno (da Rosarno a Marina di Gioiosa) proposta dagli onorevoli di Coraggio Italia, Felice Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai.

«Il Governo – ha spiegato Mara Carfagna – è pienamente consapevole dell’importanza dell’opera e sta lavorando per reperire nelle prossime settimane, al più tardi entro la prossima legge di bilancio, le risorse per finanziare ulteriori lotti, in linea con il progressivo avanzamento della progettazione. A queste risorse che stanno per essere stanziate, si aggiungeranno poi anche quelle della programmazione del FSC 21/27 relative alla Calabria che, certamente, avranno nel completamento e nell’ammodernamento della Statale Ionica un obiettivo primario».

«L’attenzione su un’arteria viaria strategica come la Statale Jonica – ha proseguito – si pone in un contesto più ampio di interventi dedicati alla Calabria, nel Pnrr, nel Fondo complementare (penso per esempio al finanziamento di oltre 9 miliardi dedicato all’alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria), nel futuro Piano di Sviluppo e Coesione per la Calabria e nelle politiche di coesione europea. Come ministero per il Sud  – grazie anche alla collaborazione della sottosegretaria Dalila Nesci – stiamo anche lavorando all’istituzione di un Cis Calabria, a cui destineremo risorse per interventi di natura sociale, culturale e ambientale. Grazie alle importanti risorse che stiamo mobilitando e grazie alle semplificazioni delle procedure che abbiamo già attuato, siamo nelle condizioni di produrre finalmente una vera accelerazione nella realizzazione di interventi così strategici».

Soddisfazione è stata espressa da Roberto Occhiuto, candidato alla presidenza della Regione Calabria,  che ha ringraziato la ministra Carfagna «per l’impegno assunto a nome dell’esecutivo a reperire i 2 miliardi di euro necessari per completare la Statale Jonica, una infrastruttura chiave per la nostra Regione e per i collegamenti commerciali dell’intero Meridione».

«Ringrazio il ministro Carfagna, che come sempre sottolinea la capacità di iniziativa dal punto di vista strategico per tutto il Mezzogiorno» ha dichiarato Maurizio D’Ettore, a seguito della risposta della ministra, sottolineando che «per la Calabria questa iniziativa è fondamentale: 2 miliardi di ulteriore finanziamento per completare tutti i lotti funzionali della strada, da prevedere al massimo nella prossima legge di bilancio, diventano veramente significativi e importanti per la logistica calabrese, fermi i finanziamenti già in essere ed attivati per oltre 800 milioni di euro».

Per D’Ettore, «le parole del Ministro sono di conforto per la popolazione calabrese perché evidenziano quanto è importante strategicamente il reticolo viario della 106 inserito in un programma sinergico e sistematico che riguarda sia la parte ferroviaria tirrenica che l’ulteriore collegamento viario jonio-tirreno, sia la parte stradale della 106 appunto, senza la quale la Calabria non può avere una crescita sostenibile». (rrm)

 

Incendi, alla Calabria in arrivo 2 milioni di euro

Sono due milioni di euro la somma destinata alla Calabria per l’emergenza incendi. Tale somma, fa parte dei 7 milioni stanziati dal Governo, che sono stati distribuiti tra Calabria, Sicilia, Molise e Sardegna.

Anche la popolazione colpita dai danni degli incendi potrà essere considerata in questo fondo straordinario di emergenza, accogliendo le istanze di sostegno per nuclei familiari la cui abitazione è stata compromessa durante i roghi o per gli imprenditori che devono riprendere le attività economiche.

I presidenti delle Regioni, dunque, dovranno comunicare alla Protezione Civile i danni riportati e predisporre un piano degli interventi urgenti da sottoporre all’approvazione del capo del dipartimento della Protezione civile, il quale sulla base delle ricognizioni, effettuerà le istruttorie e predisporrà le proposte di deliberazioni nei limiti della disponibilità finanziaria.

Solo in seguito, quindi, si procederà con l’erogazione a sostegno alle aziende agricole o zootecniche per l’acquisto di foraggio, mangime o altri alimenti per il bestiame; per la riparazione e il ripristino di recinzioni, impianti per l’approvvigionamento idrico e per l’abbeverata degli animali che siano stati distrutti o danneggiati dagli incendi; per fronteggiare le criticità operative derivanti dalla perdita degli alveari da parte degli apicoltori a causa dell’evento calamitoso. (rrm)

 

Il gruppo Pd di Reggio Calabria scrive al Governo per carenza di personale al Gom

C’è «una condizione di gravissima emergenza, in conseguenza del continuo aumento dei nuovi casi di Covid e della carenza di personale medico e sanitario» al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, talmente grave da portare il gruppo PD di Reggio Calabria a scrivere al ministro della Salute, Roberto Speranza, al commissario ad acta per la Sanità calabrese, Guido Longo, al commissario straordinario del Gom, Iole Fantozzi e al commissario Asp di Reggio Calabria, Gianluigi Scaffidi, chiedendo un intervento immediato.

Nello specifico, è stato chiesto «un autorevole intervento finalizzato ad avviare l’assunzione di personale sanitario per il Gom di Reggio Calabria, rafforzare i servizi territoriali sanitari ed avviare un concreto percorso a tutela della salute dei nostri concittadini. Un’azione urgente per la quale ribadiamo la nostra totale disponibilità alla collaborazione istituzionale finalizzata al superamento delle criticità ed alla valorizzazione delle eccellenze e dei punti di forza della sanità reggina»

«Ancor prima dell’emergenza Covid – si legge nella lettera – l’ospedale reggino era carente di circa 700 unità professionali (medici, infermieri, OSS, amministrativi) e, ancora oggi, non si riscontra alcuna concreta e rapida possibilità di assunzioni a tempo indeterminato presso il Gom».

Un grido d’allarme, quest’ultimo, lanciato anche dallo stesso Direttore Sanitario del Gom, Salvatore Costarella e che, evidenziano i rappresentanti comunali Dem, «in questi ultimi giorni, a causa della recrudescenza dell’epidemia e la riapertura del settore Covid19, ha imposto l’accorpamento di vari reparti ed il trasferimento in area covid di personale, con la drammatica conseguenza dell’indebolimento dei reparti e della impossibilità di prestare cure adeguate ai pazienti ivi ricoverati».

Una condizione inaccettabile, proseguono gli esponenti Dem, «che rischia seriamente di far trovare impreparato un intero territorio di fronte al rischio di una nuova ondata di contagi e ricoveri, e che compromette in modo grave lo stesso diritto alla salute di tantissimi cittadini che sono alle prese con cure o interventi di altra natura. Senza dimenticare, inoltre, le condizioni di lavoro a dir poco estreme a cui sono costretti medici e operatori sanitari del nostro ospedale ai quali, peraltro, non finiremo mai di dire grazie per l’immane lavoro che da oltre un anno ormai, stanno conducendo in prima linea, facendo fronte ad una carenza di risorse umane che non più essere tollerata».

Le difficoltà del Gom, rimarcano i rappresentanti Democratici, «sono aggravate ulteriormente dalla condizione di atavica fragilità del sistema sanitario calabrese e reggino, dall’assenza di ospedali periferici e di adeguati presidi territoriali che, piuttosto che essere rafforzati, subiscono un continuo depauperamento. Da ultimo, segnaliamo la inaccettabile chiusura del polo sanitario territoriale di Pellaro che serviva un bacino di 30.000 abitanti nella periferia sud della città e che ha ulteriormente aggravato la situazione, indebolendo quella rete di prossimità che proprio in un contesto di emergenza sanitaria si rivela estremamente utile ai fini di una minore concentrazione di utenza nel solo Ospedale metropolitano». (rrc)

La sottosegretaria Nesci: Misure del Consiglio dei ministri nella giusta direzione verso equità territoriale

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha reso noto che «il Consiglio dei ministri ha varato il fondo di progettazione territoriale nel dl Infrastrutture che mira a ridurre gradualmente il divario Nord-Sud».

«Non solo – ha aggiunto –: sono state adottate anche misure a contrasto degli incendi boschivi che hanno tragicamente devastato vaste aree del Mezzogiorno quest’estate. Si tratta di misure di equità territoriale che vanno nella giusta direzione e per cui da anni ci battiamo».

«Questo concreto interesse verso il Meridione – ha proseguito l’esponente del M5s al Governo – da parte dell’intero Governo, e in particolare della ministra per il Sud, Mara Carfagna, ha portato allo stanziamento di oltre 123 milioni del fondo di progettazione territoriale che consentirà a tutti i Comuni del Sud con meno di 30.000 abitanti di acquisire proposte progettuali per il rilancio dei rispettivi territori».

«Sono state introdotte, inoltre – ha spiegato – alcune misure di perequazione infrastrutturale. Entro il 30 novembre di quest’anno sarà effettuata una ricognizione delle strutture sanitarie, assistenziali e scolastiche e delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali. Un decreto successivo stabilirà quali saranno le priorità e le azioni da perseguire per colmare il gap infrastrutturale risultante dalla ricognizione e per il quale sono stati stanziati 4,6 miliardi per il periodo 2022-2033».

La Sottosegretaria Nesci si è soffermata, poi, sui provvedimenti di contrasto agli incendi boschivi. «È stato previsto l’aumento di 40 milioni del budget per l’acquisto di mezzi operativi sia di terra che aerei e l’immediata costituzione di un comitato tecnico presso il Dipartimento della Protezione Civile per l’aggiornamento tecnologico e l’accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi». (rrm)

Sofo (FDI): Ue intimi Governo a procedere per messa in sicurezza della Statale 106

L’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaVincenzo Sofo, ha reso noto di aver scritto «al commissario europeo ai trasporti Adina Valean per chiedere una presa di posizione netta della Ue, intimando il Governo italiano a procedere con la messa in sicurezza il potenziamento e l’inserimento dell’intero tratto stradale SS 106 all’interno del progetto di realizzazione della rete TEN-T, specificando in modo puntuale i canali di finanziamento europei da utilizzare».

Tale iniziativa, è stata intrapresa in quanto «solo negli ultimi giorni, in Calabria – ha spiegato Sofo – tre persone, tra le quali un bambino, hanno perso la vita in diversi incidenti lungo la Strada Statale 106 jonica, tristemente nota come “strada della morte” a causa dei continui incidenti mortali che la caratterizzano e che hanno provocato in questi anni centinaia di vittime, come da tempo denuncia il comitato “Basta Vittime sulla SS 106″».

«Si tratta – ha spiegato ancora – di una strada che, attraversando Puglia, Basilicata e Calabria costituisce non soltanto un’arteria di comunicazione fondamentale per questi territori bensì un’infrastruttura la cui messa in sicurezza e il cui potenziamento costituiscono un presupposto imprescindibile per lo sviluppo del Meridione e dunque delle potenzialità dell’Italia nello scenario mediterraneo».

«Nonostante ciò, però – ha concluso – fino a oggi gli investimenti del Governo italiano in questa infrastruttura sono stati irrisori e neppure nel Pnrr sono stati previsti interventi per porre rimedio a questa situazione di pericolo per la sicurezza dei cittadini e di deficit infrastrutturale». (rrm)

Basta Vittime sulla 106: «Il Governo ha deciso di non investire sulla Statale 106»

L’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, a seguito dell’analisi dell’allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza (DEF) 2021, dove sono programmate e finanziate le infrastrutture stradali di nuova realizzazione previste in Italia nei prossimi anni, ha sottolineato come «purtroppo, emerge l’assoluta inesistenza di interventi infrastrutturali programmati e finanziati per la realizzazione dell’ammodernamento della Statale 106 in Calabria».

«Nell’Allegato, infatti, viene solo riportato il Megalotto 3 (Sibari – Roseto Capo Spulico), già finanziato, approvato ed ormai avviato e, comunque, già inserito nel Def 2019 e 2020» ha detto l’Odv, spiegando che nel documento vi è l’ampliamento alla quarta corsia dell’autostrada A1 nella tratta Milano sud – Lodi; dell’autostrada A14 nella tratta nuovo svincolo di Ponte Rizzoli – Diramazione per Ravenna; del tratto Grosseto – Siena: lotto 4° e 9°; del tratto Siena – Bettolle (A1); del tratto Siena – Ruffolo. Ampliamento alla terza corsia anche per l’autostrada A13 nella tratta Monselice – Padova sud e nella tratta Bologna – Ferrara sud; sull’autostrada A12 nella tratta Cerveteri – Torrimpietra in carreggiata sud; sulla tangenziale di Catania dove è previsto anche l’adeguamento delle barriere di sicurezza; sull’autostrada A4 mediante nelle tratte tra San Donà di Piave ed Alvisopoli e tra Gonars e Villesse».

«Sono previsti – ha spiegato ancora l’Odv – lavori per la realizzazione di nuovi collegamenti autostradali: la Pedemontana Lombarda; la Pedemontana Veneta1; la Nuova Autostrada Regionale Cispadana; l’autostrada Campogalliano – Sassuolo tra l’autostrada A22 e la S.S. 467; la realizzazione della nuova tratta, Piovene Rocchette – Valle dell’Astico, di prosecuzione a nord dell’autostrada A31. Sono programmati anche gli interventi per il nuovo collegamento stradale costa – entroterra della Valfontanabuona (GE), per la realizzazione del raccordo Autostradale Parma – Terre Verdiane e per il nuovo collegamento Terre Verdiane – SP10».

«L’atteggiamento del Governo – ha dichiarato Leonardo Caligiuri, presidente dell’O.d.V. – è davvero inaccettabile: decide di non investire nell’ammodernamento e nella messa in sicurezza della Statale 106 in Calabria e, ormai da due anni, inserisce nel Def il 3° Megalotto quasi a far capire che c’è già un intervento e, quindi, possiamo ritenerci soddisfatti. Il problema da far capire al Governo è molto semplice: il Megalotto 3 ammodernerà solo 39 chilometri di Statale 106 tra Roseto Capo Spulico e Sibari ma restano da ammodernare oltre 300 chilometri da Sibari fino a Reggio Calabria».

«Purtroppo paghiamo –  ha concluso il Presidente Caligiuri – una classe politica parlamentare incapace ed inetta che non è riuscita fino ad oggi ad ottenere alcun risultato se non quello di scaldare la sedia a Roma. Ciò, purtroppo, avrà conseguenze drammatiche dal momento che con il passare degli anni aumentano sinistri, vittime e feriti sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria». (rrm)

 

Incendi, il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per la Calabria

Per la Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per gli incendi.

«L’estate ha visto molti territori colpiti da incendi, prevalentemente dolosi. E allora il primo provvedimento che abbiamo assunto in Consiglio dei ministri, alla ripresa, è la dichiarazione dello stato di emergenza per Sicilia, Sardegna, Calabria e Molise», ha spiegato Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, in un video postato su facebook al termine del Cdm.

«Questo significa – ha aggiunto – più risorse per i territori colpiti, ma significa soprattutto non lasciare soli quei cittadini che hanno avuto danni ingentissimi: che hanno perso la casa, l’azienda, il bestiame, i sacrifici di una vita. Stiamo lavorando anche all’interno della Conferenza Stato-Regioni per favorire una sinergia e una collaborazione per una prevenzione più forte in vista della prossima stagione. Dobbiamo, evidentemente, prevedere sanzioni più pesanti per i piromani».

«Dobbiamo lavorare, e lo stiamo già facendo – ha concluso – per mettere in sicurezza e per tutelare la nostra bella Italia».

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, che ha sottolineato come «chi ha determinato questo disastro dovrà risponderne ma, intanto, abbiamo già ottenuto importanti risorse per risarcire tutte le imprese e le comunità che hanno subito danni ingentissimi».

«Ora – ha proseguito – subito al lavoro per il piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e per il rimboschimento di tutte le aree colpite dagli incendi. Quello che vogliamo è un risarcimento ambientale del territorio, perché i paesaggi anneriti visti nelle zone colpite dai roghi sono un colpo al cuore per chi ama questa terra. Le nostre colline e le nostre montagne devono risorgere». 

Anche Roberto Occhiuto, candidato alla presidenza della Regione Calabria, ha espresso soddisfazione, spiegando che «grazie a questa delibera del Consiglio dei ministri, verranno erogati subito 2 milioni di euro alla nostra Regione, e partirà una puntuale ricognizione dei danni a cose e persone, per valutare l’entità dei ristori».

«Bene, molto bene. Ma non basta – ha aggiunto –. Il problema va risolto aggiornando la legge sugli incendi, con una prevenzione organizzata – a fuoco spento – e con il ricorso alle migliori tecnologie per il controllo costante del territorio. Prevenzione, monitoraggio, localizzazione, intervento. Gli strumenti ci sono. Da presidente della Regione li metterò in campo tutti».

Per Amalia Bruni, candidata alla presidenza della Regione, ha commentato con soddisfazione la decisione del Governo, in quanto «si tratta di un successo di tutta la coalizione di Centrosinistra che lo ha chiesto tempestivamente non appena è stato chiaro che la portata degli incendi non poteva essere gestito localmente»

«Ora – ha evidenziato – vanno previsti ristori per tutti coloro che hanno avuti danni. La Regione si attivi potenziando la prevenzione per difendere tutto il territorio, cosa mai fatta finora». (rrm)

Incendi, Falcomatà consegna al ministro Patuanelli documento per risarcimento danni economici e ambientali

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, ha consegnato al ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Stefano Patuanelli,  un dettagliato documento alla delegazione ministeriale evidenziando le principali priorità da affrontare, in questa fase, per un’attività di risarcimento economico ed ambientale dei territori colpiti dai roghi durante il periodo estivo.

«I sindaci sono stati spesso lasciati soli, a combattere contro il fuoco quasi a mani nude, senza strumenti e senza risorse. È mancata la prevenzione, la programmazione e la protezione del territorio, è mancata la tempestività e l’efficacia degli interventi, al di là dello straordinario lavoro degli operatori, ciò che serviva era un’organizzazione ed una gestione più efficiente, in grado di arginare i roghi già sul nascere, evitando che bruciassero colline e montagne per giorni interi» ha dichiarato Falcomatà, nel corso di un incontro in Cittadella regionale, alla presenza del ministro Patuanelli, della viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde e la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci.

«Questa terra, nelle ultime settimane – ha spiegato – ha attraversato un vero e proprio inferno. Oggi piangiamo sei vittime, ettari ed ettari di verde completamente distrutti, decine di aziende in ginocchio e famiglie che hanno perso tutto. Lo Stato ha il dovere di dimostrare la sua presenza, attraverso i ristori economici immediati ai territori colpiti, alle aziende e alle comunità danneggiate, ma anche attraverso un piano straordinario di messa in sicurezza e rimboschimento del territorio».

«Il presidente Mario Draghi ha espresso, prontamente – ha concluso – la sua vicinanza e la disponibilità a sostenere la Calabria, ora ci aspettiamo che il Governo passi dalle parole ai fatti e si arrivi immediatamente sugli obiettivi condivisi». 

La Sottosegretaria Nesci, ha riferito che «abbiamo portato l’impegno del Governo sia sui ristori alle famiglie e alle imprese colpite sia sulle iniziative che prenderemo, di concerto con la Regione, per intensificare e ammodernare le opere di prevenzione perché tragedie come questa, che sono costate anche vite umane, non accadano più».

«Le sorti dei Parchi nazionali, delle foreste Calabresi e della natura Aspromontana – ha evidenziato – non possono essere considerati ‘affare interno’, come fossero una sorta di ‘riserva indiana’ appannaggio dei nativi. Non è possibile infatti che boschi e foreste di riconosciuto valore universale, dichiarate patrimonio Unesco, vengano gestite ancora oggi con logiche arcaiche e sotto il ricatto continuo degli appiccatori di fuochi ‘conto terzi’. Serve un governo integrato del nostro patrimonio boschivo. Ed è proprio per questo che oggi siamo qui, perché è necessario pensare a modelli più moderni di monitoraggio e prevenzione per una valorizzazione dei nostri beni comuni e la salvaguardia delle risorse forestali».

«Per fare questo – ha concluso Dalila Nesci – è necessaria una sinergia tra lo Stato, la Regione e gli enti locali. L’altro passaggio obbligato è una lotta serrata agli interessi criminali che lucrano sugli incendi estivi, anche attraverso una nuova sensibilità ambientale che parta dalle scuole. Boschi e foreste non possono essere più considerati terre rubate ad agricoltura e pastorizia: sono un valore in sé, come dimostra anche il recente riconoscimento dell’Unesco».

Il presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, soddisfatto per l’incontro – molto partecipato – con il ministro, il viceministro e il sottosegretario, ha ribadito la necessità di «impegni che vengano mantenuti nel giro di un mese».

«C’è stata grande attenzione da parte del ministro – ha detto Manna – e, a lui va, il nostro ringraziamento. Intere popolazioni sono state interessate dagli incendi, con vittime e danni consistenti, colpite soprattutto aziende agricole e le aziende a conduzione familiare. I sindaci questa mattina hanno rappresentato le esigenze del territorio mettendo in evidenza i danni che gli incendi hanno provocato. Va ricostruito un patrimonio boschivo dell’Aspromonte gravemente danneggiato».

«Come sindaci – ha continuato il presidente dell’Anci Calabria – siamo stati chiamati ad intervenire nelle emergenze. E ci siamo trovati a sostituire anche a chi avrebbe dovuto intervenire in prima battuta. È necessario pensare, oggi, ad una prevenzione concreta. Le comunità colpite hanno necessità di vedere affianco il Governo, il ministro e tutte le forze dello Stato. E devo dire che questa mattina un segnale importante è stato dato con la presenza del ministro».

«Al ministro Patuanelli – ha concluso – abbiamo chiesto un altro incontro operativo nelle prossime settimane per quanto riguarda i ristori da dare alle aziende colpite, anche perché abbiamo bisogno di impegni che vengano mantenuti nel giro di un mese. Non possiamo più aspettare. Il ministro nel suo intervento non solo ha accettato la richiesta di noi sindaci, ma nello stesso tempo ha annunciato che giovedì il Consiglio dei ministri si occuperà dell’emergenza incendi». (rcz)

DIVARIO ANCHE NEGLI ASILI NIDO DEL SUD
L’89% DEI BAMBINI NON PUÒ USUFRUIRNE

Di ORLANDINO GRECO – Ridurre i divari tra cittadini e tra territori non è solo la priorità nazionale per un’Italia più unita e più giusta, è la vera opportunità per riavviare uno sviluppo forte e durevole, per riprendere ad investire attivando potenziali  di crescita e innovazione inespressi, per creare opportunità di lavoro buono, in particolare per i giovani e le donne.

Questo è quanto espresso dal Ministero per il Sud nel Piano Sud 2030 ed è ciò che sotto indicazione della Comunità europea emerge dal Recovery plan. Tra gli obiettivi d’investimenti primari del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ci sono quelli di agevolare l’accesso ai servizi sanitari, educativi e culturali di qualità, abbattendo qualsivoglia divario tra le due realtà del Paese.

Ma, nuovamente, possiamo dire trovata la legge trovato l’inganno, infatti proprio tra i primi bandi di gara del Next Generation Eu, quello relativo al servizio degli asili nido, il Sud ricade in quel perpetrato inganno che: «se non hai asili nidi in un territorio e perché non ne hai bisogno». Così è stato nel passato, così è oggi! Le graduatorie pubblicate dal Ministero dell’Istruzione confermano ciò che si temeva nella ripartizione dei fondi ridistribuiti secondo quei parametri premiali in funzione di chi ha più elevati servizi storici. Ed ecco che, come ha sottolineato su Il Mattino Marco Esposito: «Persino a Milano che insieme a Torino, Genova, Parma, Varese e Novara, sono inseriti tra i Comuni svantaggiati e beneficiari di speciali finanziamenti in base alle graduatorie pubblicate ieri dal Ministero dell’Istruzione».

Dall’inchiesta emerge, inoltre, che al Meridione l’89% dei bambini che avrebbero diritto all’asilo nido non ne possono usufruire. Eppure, la questione dei criteri di assegnazione dei finanziamenti dei 700 milioni di euro messi a bando per la costruzione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per servizi alla famiglia, era già stata posta all’attenzione dello stessa ministra per il Sud e Coesione territoriale, Mara Carfagna, la quale aveva sostenuto che attraverso un esplicito vincolo di destinazione territoriale i comuni del Sud sarebbero stati aiutati a competere ad armi pari con quelli del resto del Paese.

Effettivamente, lo stesso Ministero dell’Istruzione sottolinea che il 54,4% dei fondi è comunque andato al Mezzogiorno. Una seria perequazione infrastrutturale è alla base di quella giustizia sociale su cui un Paese democratico si fonda, ancora di più quando ad essere chiamati in causa sono servizi primari come la scuola e l’istruzione. Sempre nel Piano Sud 2030 le azioni maggiori sono rivolte ai giovani, partendo proprio dal contrasto alla povertà educativa minorile che passa attraverso la rimozione degli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

Ad essere commesso, quindi, è sempre il medesimo errore: l’iniqua distribuzione di risorse tra Nord e Sud ed è ciò che L’Italia del Meridione lo dice ormai da tempo, sostenendo e accreditandosi battaglie che mirano a stabilire equità e soprattutto a riportare il Meridione tra le priorità dell’agenda politica del governo.

Il problema sostanziale, oggi, è assicurare sì l’uniformità di servizi attraverso quel principio riconosciuto dalla Costituzione della perequazione ma, per far ciò, bisogna abbattere quei divari accumulati nel tempo e che necessitano d’interventi atti al recupero del gap dei fabbisogni standard, vincolati ancora alla spesa storica e con la deduzione che se i comuni del sud nel tempo non hanno aperto gli asili nido o istituito il servizio di trasporto scolastico o pubblico e perché non ne hanno bisogno.

Per una giusta ripartizione delle risorse è necessario, dunque, ricalcolare i fabbisogni standard di riferimento evitando l’ennesima beffa e l’ennesimo impianto assistenzialistico che non risolve le questioni di fondo e che al contrario continua ad alimentare quella “Questione” sempre più “invenzione” e non reale. C’è bisogno di una grande stagione di interventi straordinari per la ripresa del Mezzogiorno e oggi è il momento e l’occasione giusta per abbattere realmente quei divari che hanno compromesso non soltanto la crescita e lo sviluppo del Meridione ma dell’intero Paese.

Fondamentale, allora, diventa la forza politica che il Sud riesce ad esprimere attraverso movimenti liberi come L’Italia del Meridione, che sono espressione nell’azione e nei progetti di concetti chiari per battaglie che devono essere condivise in virtù di quell’Unione di fatto e d’intenti di cui questo Paese difetta ma che non ha più scuse per rimandare. (og)

Orlandino Greco è segretario federale de L’Italia del Meridione

Alla Calabria 13 milioni di euro per l’avvio in sicurezza nelle Scuole

Per la Calabria, sono in arrivo oltre 13 milioni di euro per l’avvio in sicurezza nelle Scuole. Tale somma fa parte dei 350 milioni di euro stanziati dal decreto sostegni bis per garantire l’avvio dell’anno 2021/2022 in sicurezza, ripartiti con un decreto del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Si tratta di risorse che i dirigenti scolastici potranno utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, ma anche per interventi a favore della didattica per le studentesse e gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali, per potenziare gli strumenti digitali, per favorire l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica attraverso il potenziamento dell’offerta formativa.

I fondi si potranno utilizzare anche per adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti, per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica. Si potranno acquistare strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti.

Con il decreto firmato, ora al vaglio degli organi di controllo, viene resa nota la somma a disposizione di ciascuna scuola. L’assegnazione dei fondi avverrà nei prossimi giorni insieme all’invio di una apposita nota che il Ministero dell’Istruzione fornirà alle scuole con le istruzioni operative per l’utilizzo delle risorse. Sarà previsto un supporto attraverso l’help desk per l’emergenza. (rrm)