EXPORT, COMPETITIVITÀ A LIVELLO ZERO
IN CALABRIA REGGE L’AGRO-ALIMENTARE

di FRANCESCO AIELLO – Crollano le esportazioni nel primo trimestre 2020, in Calabria regge solo il sistema agro-alimentare. Si registra nella regione un calo dell’8,9 rispetto allo stesso periodo del 2019 , mentre crescono i livelli relativi alle esportazioni dell’agricoltura (+18,8%) e del settore agro-alimentare (6,7%). Servono riforme strutturali nel sistema produttivo regionale a favore della competitività:  la sfida più importante sarà quella di aumentare la densità di imprese specializzate in settori ad elevato contenuto tecnologico. Su base istituzionale, una forte spinta all’export regionale potrebbe venire dalla Zona Economica Speciale che, a tre anni dalla sua istituzione, è ancora un progetto vuoto di contenuti.

I dati dell’ISTAT indicano che nel primo trimestre 2020, le esportazioni italiane sono diminuite in tutto il territorio nazionale:  -6,8% nel Nord-est, -5,4% nel Mezzogiorno, -3,5% nel Centro e -3-3% nelle regioni del Nord-ovest. Su base regionale, nel primo trimestre 2020 la Calabria registra una riduzione dell’8,9% rispetto al corrispondente periodo del 2019. Le regioni che hanno registrato la più elevata flessione delle esportazioni sono  Valle d’Aosta (-21,4%), Basilicata (-17,2%) e Marche (-9,5%). Si tratta però di regioni che “pesano” poco nella struttura dell’export nazionale. Infatti, per esempio, la Lombardia assorbe il 27% delle esportazioni italiane e, quindi, la variazione negativa del 3% osservata nel primo trimestre del 2020 contribuisce in modo rilevante (oltre 0,8 punti percentuali) alla riduzione su base annua delle esportazioni italiane. Nel primi tre mesi del 2020, le regioni che hanno registrano un aumento sostenuto delle esportazioni sono il Molise (+57,0%), la Liguria (+39,0%) e la Sardegna (+12,2%).

L’esito aggregato della Calabria (-8,9%) è determinato dalla riduzione nei settori relativamente più “importanti” dell’export regionale. La riduzione più elevata (-93,3%) si ha nel settore dei prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento, la cui quota rispetto alle esportazioni nazionali del settore si è quasi azzerata, passando da 0,7% del primo trimestre 2019 a 0,002% nel 2020.  Rilevante è anche la riduzione (-42%) nel settore dei trasporti e quella (-10,2%) del comparto della chimica. Tra i settori in cui la Calabria gode di vantaggi comparati, le esportazioni del settore agricolo sono aumentate di ben il 18,2% e quelle delle settore agro-alimentare del 6.7%.

Le esportazioni sono un buon indicatore dello “stato di salute” di qualsivoglia sistema economico. Facendo riferimento al caso regionale, i volumi delle esportazioni calabresi segnalano, in media, bassi livelli di competitività delle produzioni locali sui mercati internazionali. Gli effetti di queste debolezze sistemiche saranno ancora più evidenti nella fase post-Covid a causa della forte riduzione della domanda mondiale.

Tra le numerosissime cause che aiutano a spiegare la bassa competitività delle beni prodotti in Calabria, è ragionevole pensare che il basso livello di innovatività sia uno dei motivi più rilevanti: la Calabria investe in ricerca e innovazione solo lo 0,52% del proprio PIL e, quindi, non ha alcuna possibilità nè di scalare la catena del valore nè di acquisire competitività sistemica nei mercati internazionali. Esistono casi aziendali che sanno vincere le sfide della concorrenza mondiale, ma si tratta di poche eccellenze. In media, la Calabria è una regione poco orientata ai cambiamenti imposti dalle innovazioni e poco incline a qualsiasi forma di modernizzazione. Una delle sfide post-Covid a favore delle esportazioni calabresi sarà quella di aumentare la densità di imprese specializzate in settori ad elevato contenuto tecnologico. Su base istituzionale, una forte spinta all’export regionale potrebbe venire dalla Zona Economica Speciale che, a tre anni dalla sua istituzione, è ancora un progetto vuoto di contenuti. (f.a.)

[courtesy OpenCalabria]

Francesco Aiello è è professore ordinario di Politica Economica presso l’Università della Calabria. Attualmente insegna “Politica Economica” al corso di Laurea in Economia ed “Economia Internazionale” al corso di Laurea Magistrale in Economia e Commercio.

Riprende in Calabria la sfida dell’innovazione
I giovani delle tre Università si mettono in gioco

di SANTO STRATI – La Calabria è innovazione, ma non a parole o nei propositi: c’è l’impegno a fare rete dei tre atenei della regione per valorizzare competenze e capacità dei giovani. Studenti, laureati o ricercatori: chiunque abbia qualche idea, da solo o in team, nei settori chiave dell’innovazione tecnologica si faccia avanti, c’è la dodicesima edizione della Start Cup, una singolare quanto esemplare competizione che mette a confronto le idee. La trasformazione di un’idea da progetto a impresa segue degli step ben precisi: prima occorre individuare il progetto, quindi vanno formate le risorse umane che devono apprendere cosa significare fare impresa, infine bisogna individuare i fondi necessari per l’avvio. Un percorso che le tre università calabresi, l’Unical di Cosenza, la Mediterranea di Reggio e la Magna Graecia di Catanzaro, hanno mostrato di essere in grado di proporre e seguire per valorizzare il patrimonio umano dei nostri ragazzi: a questo serve la competizione che selezionerà dodici idee potenzialmente trasformabili in startup innovative tra cui pescare quelle tre che riceveranno anche l’assistenza finanziaria della Regione, con il coinvolgimento della Fincalabra.

Santo Marcello Zimbone, Rettore dell'Università Mediterranea di Reggio

Questo magnifico progetto di creazione d’impresa per una sfida d’innovazione che parte dalla Calabria è stato presentato, con evidente orgoglio e soddisfazione, in teleconferenza dai tre rettori, Santo Marcello Zimbone della Mediterranea, Nicola Leone dell’Università della Calabria e Giovambattista De Sarro della Magna Graecia, moderati da Alba Battista, con la partecipazione del responsabile del progetto della Mediterranea Claudio De Capua. Alla conferenza stampa di presentazione della XII Start Cup ha preso parte  anche il presidente della Fincalabra Carmelo Salvino il quale ha sottolineato il pieno coinvolgimento nell’iniziativa e nelle altre che mettono in evidenza la capacità di innovazione della Regione. La Start Cup – ha detto Salvino – è anche la testimonianza di un modello della collaborazione tra la filiera istituzionale e l’università che sta dando i suoi frutti.

Nicola Leone, Rettore di Unical

Il rettore Zimbone ha parlato di iniziativa consolidata: sono dodici anni che quest’appuntamento si rinnova, con 650 idee di impresa prese in esame, di cui il 5% sono diventate 30 realtà produttive con 6 milioni di investimenti. Zimbone ha sottolineato che questi mesi hanno messo in evidenza le tante opportunità che derivano da una situazione emergenziale: sono fiorite idee imprenditoriali, quasi tutte di carattere innovativo, che vanno a travalicare i confini nazionali per raggiungere il mondo. Nella globalità emerge la forza della Calabria che trova nella ricchezza di idee dei suoi giovani “innovatori” il vero traino per lo sviluppo possibile. È cambiato il modo di lavorare e si stanno aprendo porte a idee e progetti che sembravano impossibili, con la differenza che, nel dopo Covid, i margini di crescita sono aperti a chi fino ad oggi ha avuto minime possibilità. E l’Università deve svolgere a pieno il suo ruolo che non è più solo di formazione, ma anche di progettualità e di creazione di opportunità: il sistema universitario calabrese non si è mai fermato, in questi mesi di lockdown, perché ha ben chiaro il compito difficile ma non irraggiungibile di creare occasioni di crescita e sviluppo per i giovani.

È anche questo il modo di limitare – ha detto il rettore De Sarro – la fuga dei giovani cervelli che dopo la laurea non trovano sbocchi. «Abbiamo vissuto con entusiasmo questo campionato dei giovani ricercatori dello scorso anno grazie al prof. Gallelli che ha seguito alcuni studenti: ha vinto una giovane ricercatrice di Catanzaro – la cosa ci ha riempito di gioia – e credo che rappresenterà l’Italia sia a livello europeo che mondiale. Speriamo di poter offrire, Covid permettendo, tutta l’ospitalità che è tipica della nostra Università ma che è comune a tutti gli atenei calabresi. Lo stesso entusiasmo riversiamo in questa edizione che pur limitando gli incontri ravvicinati  si presenta già ai nastri di partenza con ottime prospettive di partecipazione di di interessanti proposte innovative. Il ruolo dell’Università – ha sottolineato il rettore De Sarro – travalica l’ idea di formazione tradizionale e i nuovi strumenti di comunicazione permettono di mantenere alto il livello didattico. Certo, nel caso delle materie scientifiche e, soprattutto della medicina, è fondamentale l’approccio personale per la formazione dei futuri medici o operatori sanitari, ma nonostante le limitazioni siamo riusciti e riusciamo ad convivere con l’emergenza.

Il rettore Leone, un’autorità mondiale nel campo dell’Intelligenza artificiale, ha ricordato che proprio all’inizio della Start Cup, dodici anni fa, ha seguito, da docente, un gruppo di giovani ricercatori, arrivati con successo alla meta. Occorre credere in queste iniziative e immaginare l’Università in una visione che la proietti come agente promotore di sviluppo. Da questa competizione sono nate aziende diventate oggi realtà importanti. L’obiettivo è quello di offrire chances a chi ha idee: i nostri giovani hanno mostrato di essere efficaci e apprezzati. I giovani calabresi sono creativi e competitivi, occorre perciò offrire loro l’assistenza necessaria e il training di formazione al modello di impresa cui ispirarsi.

Ai giovani ha lanciato un invito caloroso l’assessore regionale alla Ricerca Scientifica e l’Università, l’astrofisica Sandra Savaglio: «liberate la vostra energia, tirate fuori le idee, avete il mondo ai vostri piedi, senza non rinunciare a sognare. In fondo, il Covid ha aperto importanti opportunità per chi ha le capacità e le competenze per emergere. Dateci dentro, ragazzi!» – ha detto, come faceva abitualmente nelle sue lezioni nelle aule dell’Unical prima dell’incarico istituzionale.

Uno stimolo che si aggiunge alla voglia di realizzarsi e di trasformare i sogni in realtà. La capacità dei nostri ragazzi è testimoniata dalle migliaia di cervelli “rapiti” dalle grandi industrie del Nord, dell’Europa, del mondo. L’attrazione è stata troppo forte, a fronte del vuoto assoluto che una classe politica inetta ha presentato ai nostri laureati, ai ricercatori, agli specializzandi. Più volte su queste pagine abbiamo detto che qualcuno, prima poi, dovrà rispondere del futuro rubato ai nostri giovani, ma le cose stanno ora cambiando sul serio. La Regione ha preso a cuore il mondo dell’Università e della ricerca scientifica, il capitale umano che questa terra è stata in grado di esprimere e continua a mettere sul mercato non va più disperso. Occorre offrire opportunità e occasioni di lavoro, formazione, specializzazione a casa propria, per poi mettere al servizio della propria collettività conoscenza, capacità, competenze.

La Rete dei tre atenei calabresi funziona egregiamente, lo hanno confermato i tre rettori rispondendo a calabria.live: il senso di soddisfazione del lavoro fin qui svolto e le risposte della Regione  hanno permesso una risposta ottimistica e piena di speranzose certezze. Gli investimenti ci sono, forse sarebbero utili più fondi per creare borse di studio – ha detto il rettore De Sarro citando i progetti dello scienziato farmacologo Pino Nisticò, già presidente della Regione Calabria, che immagina una Calabria-Silicon Valley in grado di competere a livello internazionale con le grandi università del mondo. Zimbone ha detto che occorre rivedere gli aspetti metodologici per condividere un successo collaudato. Tanto forte e soddisfacente da far dire all’assessore Savaglio che bisogna far arrivare i giovani in Calabria, non farli partire. Non è un’immagine romantica o di maniera: è una realtà di cui i calabresi sentono già di poter andare fieri. È un punto di partenza, importante e significativo, su cui innestare solide basi per la crescita e lo sviluppo. Lo chiedono le nuove generazioni e glielo dobbiamo. (s)

Nella foto di copertina del prof. Francesco Aiello, l’Unical desolatamente deserta, causa Covid.

IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DELLA XII START CUP

Start Cup Calabria 2020

Posted by Start Cup Calabria on Friday, 5 June 2020

I poli d’innovazione della Calabria presenti al World Manufacturing Forum di Cernobbio

Positiva la partecipazione della delegazione calabrese al World Manufacturing Forum di Cernobbio: la più importante manifestazione del settore a livello internazionale nel campo dell’innovazione nell’impresa.

La missione istituzionale, guidata dal Dipartimento Presidenza, settore Internazionalizzazione, su invito dell’Istituto per il Commercio estero, ha avuto un taglio fortemente operativo con la finalità di attrarre investimenti produttivi e favorire nuova occupazione.La delegazione era composta dal dirigente del settore innovazione e ricerca Menotti Lucchetta, Antonio Augimeri di Biotecnomed, Roberto Termine per il Polo Nuove Materie e dall’esperto dello Sprint Calabria Alessandro Dattilo.

La Calabria si è affiancata alle Regioni che tradizionalmente trainano la bilancia commerciale nazionale (Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Piemonte e Prov. autonoma di Trento), a conferma del fatto che la cooperazione e la sinergia interistituzionale con gli attori nazionali sta proiettando la Calabria al livello di visibilità internazionale delle Regioni più conosciute. Alle giornate del WMF ha partecipato quale testimonial per la Calabria, Mr. Shugo Yuasa, Amministratore Delegato di Vegitalia, membro del colosso nipponico Kagomè, leader internazionale dell’industria alimentare che già vanta in Calabria, a San Marco Argentario, uno stabilimento produttivo che occupa diverse centinaia di addetti. L’Ad di Vegitalia si è confrontato a lungo con la delegazione regionale e ha contribuito a diffondere, soprattutto tra gli investitori giapponesi presenti, le ragioni e le opportunità di investimento in Calabria.

Notevole interesse ha inoltre riscosso la business opportunity Smartlayer”: the easy way to get smart glasses presentata dall’eccellente ricercatore calabrese Roberto Termine e frutto della sinergia tra il Polo di Innovazione Smart manufacturing “Nuove Materie” sostenuto dalla Regione e l’impresa calabrese Notredame che opera nel campo delle Nanoscienze & Nanotecnologia. Subito dopo la presentazione, una multinazionale con stabilimenti di produzione in Lombardia ha manifestato l’interesse per il prodotto hitech sviluppato in Calabria, mentre una multinazionale giapponese ha voluto incontrare la delegazione per ricevere maggiori informazioni, ritenendo la Smartlayer di sicuro interesse per il mercato nipponico.La Regione ha anche presentato, dai suoi poli di innovazione, le opportunità di sviluppo di numerose aziende innovative e start up universitarie presenti sul territorio calabrese in occasione dei sedici incontri che si sono svolti con altrettanti investitori provenienti principalmente da Giappone, India, Singapore e USA. Sono state illustrate le proposte nei settori Life Science, Green Industry, Metalworking, AgroIndustry e sono stati promossi gli strumenti di sostegno per la Ricerca e l’Innovazione e gli incentivi e le facilitazioni previste per localizzare gli investimenti nelle aree incluse nella Zona Economica Speciale. Argomenti che hanno suscitato forte interesse da parte degli interlocutori esteri, unitamente al sistema di competenze altamente qualificate rappresentato dai giovani talenti provenienti dalle Università regionali.

Tra i principali investitori che hanno dimostrato di voler approfondire nei prossimi mesi le opportunità presentate si segnalano: il presidente e amministratore delegato della multinazionale giapponese Mitsubishi Maki Hosoda; il presidente della multinazionale, sempre nipponica, Nihon, Fuminobu Nakayama; il vice presidente della statunitense Baker Huges; il delegato della società di investimenti di Singapore Incuvest; il general manager della società indiana Superkraft Elastomers, Swapnil Mekal.

Buone prospettive e riscontri anche per le società Gaia e per il gruppo indiano Jindalgroup of industries con riferimento in particolare a possibili investimenti nell’area retro-portuale di Gioia Tauro. Si sono tenuti incontri infine con gli analisti dei Desk di attrazione investimenti esteri di ICE Agenzia provenienti dall’India, dalla Turchia e dalla Corea ai quali sono state trasferite le informazioni necessarie per indirizzare al meglio le attività di business scouting nei rispettivi Paesi.I rappresentanti dei Poli di Innovazione hanno manifestato grande apprezzamento per l’iniziativa condotta dal settore internazionalizzazione che ha attirato l’attenzione di numerose multinazionali valorizzando le eccellenze del sistema regionale e le opportunità di localizzazione nelle aree ZES.

Il World Manufacturing Forum di Cernobbio ha dunque posto basi concrete per l’avvio di collaborazioni sia finanziarie che operative con gli operatori esteri incontrati.Il lavoro della Regione proseguirà nei prossimi mesi nel favorire l’incontro tra aziende del territorio ed i potenziali investitori affinché possano concretamente avviarsi nuovi investimenti produttivi in Calabria in grado di consentire l’apertura di stabilimenti produttivi ed una valorizzazione in loco delle risorse umane formate dalle nostre università. Il successo della missione regionale conferma l’ottimo lavoro svolto in questi anni dalla Regione che ha permesso la nascita di un ecosistema innovativo altamente competitivo al livello internazionale che oggi vede Università, Poli di Innovazione e start-up gareggiare alla pari con gli omologhi delle Regioni tradizionalmente più virtuose. (rrm)