Verso un governo regionale di larghe intese?
L’idea della presidente Santelli spiazza tutti

di SANTO STRATI – Un governo di larghe intese che guardi più alle competenze e alle capacità individuali, piuttosto che alle convenienze dei partiti. È un’idea sorprendente che non trova ancora riscontri diretti, ma siamo convinti che la Presidente Jole Santelli ci stia pensando già da qualche settimana. Maturata dopo il feedback positivo dei due primi assessori che ha raggiunto consensi inaspettati: la Presidente non lo dice, ma nei suoi occhi e nel viso un po’ affaticato, si legge una carica vitale che spiazza tutti: «La Jole vi sorprenderà!». Non l’abbiamo sentita dire questa frase né da lei né da altri, ma è facile coglierla in uno sguardo che difficilmente inganna.

Il ragionamento è molto semplice. La presidente ha solo cinque caselle da riempire per la sua Giunta. Ci sono cambiali e cambialette da onorare con i partiti della coalizione e con chi, stando in retroguardia senza presentarsi in lista, aspetta ora il dovuto riconoscimento: troppo lungo l’elenco dei pretendenti, troppo elevato il rischio di scontentare l’uno per far sorridere l’altro e portarsi per un’intera legislatura strascichi di veleni e dispettucci. E allora ecco l’idea, “pazza” ma vincente: un governo regionale di larghe intese, trasversale alla politica, dove contano non i simboli di partito ma la voglia di operare a favore della Calabria, facendo leva su competenze acclamate, slegate da vincoli politici. L’obiettivo è comune e la sfida che attende la Calabria nei prossimi mesi e nei prossimi anni non può ridursi a un usuale, quanto trito e ritrito, risultato di accordi di Palazzo per misurare il potere e conquistarne ancora di più.

La crisi del coronavirus che, grazie al cielo, facendo gli scongiuri, ha appena sfiorato la Calabria, in realtà si rivelerà anche per la Calabria una tragedia di carattere economico-sociale che nessun catastrofista di mestiere avrebbe potuto immaginare. Al di là del dovuto rispetto che va riservato prima di ogni cosa alle vittime del virus, perché il costo delle vite umane non ha prezzo, le conseguenze in termini di occupazione, mancato sviluppo e recessione garantita saranno terribili e ce le porteremo per tutto questo 2020. Anno bisesto anno funesto?

Prendiamo i primi due assessori della Presidente Santelli. Non concordate con le segreterie dei partiti, convincenti e ammirate in maniera trasversale dai calabresi di ogni colore politico, sono scelte che hanno spiazzato i mestieranti della politica: indicano che sono state decise “in solitudine” con la determinazione tipica dei leader. La Jole vi sorprenderà: e se contro ogni previsione continuasse nella sua strepitosa, felice e formidabile idea di decidere da sola, senza tener conto degli impegni presi prima della campagna elettorale? Che sorpresa magnifica per i calabresi! La Jole conquisterebbe tutti, superando qualunque barriera ideologica, mostrando di avere a cuore una cosa soltanto, quella di far diventare la sua Calabria una regione “normale”. Una terra non arida e improduttiva, ma fertile e ricca di risorse, a cominciare dagli uomini e dalle donne che, a malincuore, son dovuti andare via. Una terra ricchissima di cultura e patrimonio artistico (bastano i bronzi di Riace e l’inestimabile tesoro di quel che rimane della civiltà magnogreca), attenta e generosa con l’ambiente con i suoi tre parchi nazionali, le splendide montagne, gli 800 e passa chilometri di coste, la mitezza del clima, il profondo senso di accoglienza della sua gente. La California d’Europa, anche dal punto di vista tecnologico visti i continui successi delle nostre università nel campo dell’intelligenza artificiale (di cui il rettore Unical Nicola Leone è un’eccellenza mondiale) e dell’innovazione tecnologica. È quella che dovrà diventare, con l’impegno di tutti, per il bene comune.

Stop. Smettiamola di sognare e torniamo coi piedi per terra. E immaginiamo una Giunta Santelli dove a fianco di Capitano Ultimo e dell’astrofisica Sandra Savaglio ci troviamo, tanto per fare un nome, Pino Gentile (senz’offesa, on., sia ben chiaro) che forte del suoi 7821 voti che non sono riusciti a farlo tornare a Palazzo Campanella aspira a un assessorato. Già vicepresidente del Consiglio regionale nella passata legislatura, Gentile rappresenta il passato che ritorna, il trionfo delle logiche della politica che pesa le forze in campo e paga il dovuto (?) tributo, anche a costo di non fare gli interessi dei calabresi. Sia ben chiaro, massimo rispetto per Gentile: se i calabresi lo hanno votato in così tanti vuol dire che lo stimano e lo apprezzano, semmai è la malasorte (e una stupida legge elettorale) che lo ha tenuto fuori da Palazzo Campanella. Immaginiamo di vedere in Giunta i soliti noti, magari incompetenti di natura ma politicamente dotati di grande appeal. Quanto durerà? Saranno scelte premianti per lo sviluppo della Calabria? È lecito avere qualche perplessità.

La Presidente Santelli questo ragionamento lo sta facendo, ne siamo convinti. Ha la grande opportunità di mostrare di avere gli attributi che pochi le riconoscono, ovvero la capacità di capire cosa è meglio per la sua terra, cosa veramente si aspettano da lei i suoi elettori e cosa non s’aspettano i suoi avversari. Solo un comune sforzo di maggioranza e opposizione porterà una ventata di aria fresca nel futuro da costruire per la Calabria. Questa sarebbe una rivoluzione sorprendente e senza precedenti, la grande opzione che la Presidente si va a giocare nei prossimi giorni. E il suo essere donna, siamo convinti, l’aiuterà nella scelta così azzardata di mescolare sacro e profano, bianco e nero, dritto e rovescio, nel suo futuro governo.

L’assurda legge regionale, che vieta il voto disgiunto (che ha penalizzato assai e non poco il cav. Callipo) e non consente il voto di genere, fissa in 7 il numero massimo degli assessori e va cambiata prima possibile. Guardiamo al numero degli assessori, perché fissarne il numero per statuto? Non sarebbe più corretto lasciare al Governatore la scelta di quante persone servono per la sua squadra? Tanto per fare un esempio, al Turismo ne servirebbero due (e con Oliverio non c’era proprio), uno per il turismo interno e uno per quello internazionale; i beni culturali faranno a metà con la ricerca scientifica e l’istruzione, e sarà dura perché dimezza l’impegno. E la reputazione? Un assessorato alla reputazione – a lungo caldeggiato da Giuseppe Nucera, ex candidato presidente del movimento La Calabria che vogliamo e imprenditore turistico innovatore – non servirebbe?  Con magari con il massmediologo Klaus Davi, che si è già detto disponibile a offrire il suo aiuto, al quale la Calabria deve ancora dire grazie per il suo impegno per San Luca.

Ci sono tante risorse umane da scoprire e mettere alla guida dei pochi assessorati, dove comunque già lavorano dirigenti capaci e ispirati totalmente alla legalità, per fare una rivoluzione “gentile” (scusi ex vicepresidente, non è rivolto a lei) che sappia cogliere idee e suggestioni che provengono da intellettuali, industriali, imprenditori, scienziati, docenti. Teste pensanti che sanno cosa significa lavoro, sacrificio e impegno. E che sognano, al di là della loro appartenenza politica, una Calabria che finalmente alza la testa, cresce e offre prospettive ai propri giovani. Ci sono tanti progetti che vanno realizzati, c’è il Piano per il Sud che è un magnifico libro delle idee le cui pagine vuote vanno scritte da gente determinata e competente, questa volta con soldi veri da spendere. C’è l’innovazione dei giovani scienziati delle nostre straordinarie Università, c’è la passione di chi vuol mettersi in gioco pur avendo conquistato il successo nel lavoro e nell’impresa: Presidente Jole, anche qui potrebbe avere qualche imbarazzo nella scelta, ma si fidi dell’istinto di donna che, in genere, non sbaglia mai.

Questa si chiama svolta. La odieranno i suoi ex-sodali pentiti di averla appoggiata e sostenuta fino alla vittoria elettorale, ma cosa deve temere? Avrà il consenso della gente comune, di chi l’ha votata convita e chi chi le ha negato il voto, costretto felicemente a ricredersi. La sua esperienza politica, Presidente Jole, l’aiuterà a fare il “colpaccio” che nessuno si aspetta. E quale migliore presidente del Consiglio del capo dell’opposizione? Pippo Callipo sarebbe la magnifica guida di un’assemblea impegnata, ripetiamo, in modo trasversale,  a cercare e trovare il meglio del meglio per la Calabria… Accidenti, stiamo correndo troppo. Fermiamoci. Tra sogni e immaginazione, rischiamo di far perdere il filo o di confondere le idee. È solo una provocazione – lo ammettiamo – ma non si sa mai. Lo scopriremo tra pochi giorni. Auguri, Presidente Jole. (s)

 

 

Callipo sui due neoassessori: premiato il merito
Santelli apprezza e punta su impegno comune

di SANTO STRATI – Non è soltanto fair play, ma un segnale di dialogo che non va sottovalutato. Il capo dell’opposizione in Regione Pippo Callipo plaude alle prime due nomine della neopresidente Jole Santelli e la governatrice ringrazia, rilanciando sull’esigenza di un impegno comune. È evidente che ciascuno dovrà svolgere al meglio il suo ruolo, ma è importante che l’opportuna dialettica maggioranza-opposizione non debba ridursi a continui scambi di insulti, insinuazioni e attacchi reciproci (come sta avvenendo ogni giorno a livello nazionale). L’undicesima consiliatura calabrese non è ancora iniziata (entro due settimane la prima convocazione del Consiglio regionale) e i segnali, consentiteci l’ottimismo, non sono cattivi. Sarebbe magnifico che, soprattutto sulle importanti iniziative che dovranno urgentemente essere adottate, prevalga la voglia di fare per un comune obiettivo: quello di rendere la Calabria una “regione normale”, quello di aiutare i calabresi a uscire dalla profonda crisi che non è irreversibile, quello di pensare finalmente e unicamente al bene comune. Se il merito sarà il segno distintivo di questa consiliatura tutta la Calabria avrà davvero serie opportunità di crescita e di sviluppo. Quello che serve a questa nostra terra è un impegno a “fare”: servono concrete azioni per sbloccare ciò che burocrazia e indifferenza hanno fino ad oggi mortificato o addirittura bloccato. L’agenda del fare è stracarica di punti, ma non ci si fermi all’elencazione delle cose che si dovranno fare: si facciano, e in fretta. A cominciare dal risanamento della sanità e dalla realizzazione del binario di Gioia Tauro che permetta l’intermodalità del Porto, per il serio utilizzo della Zona economica speciale (Zes) per finire alle opportunità di formazione, lavoro e occupazione per i giovani, senza dimenticare che crescita e sviluppo in Calabria si realizzano attraverso cultura, turismo, agricoltura e innovazione tecnologica.

«Quando si premiano il merito e la competenza, – ha dichiarato il cav. Callipo – quando si dà lustro alla propria terra, chi vuole davvero bene alla Calabria non può che essere contento. Per questo apprezzo la nomina della professoressa Sandra Savaglio ad assessore regionale all’Università, alla Ricerca scientifica e all’Istruzione, che, al pari di quella del colonnello Sergio De Caprio all’Ambiente, è garanzia assoluta di capacità e rigore. Ora però la presidente della Regione Jole Santelli riconosca che non si può governare da Roma e abbia il coraggio di continuare a volare alto».
«In campagna elettorale – prosegue Callipo – ho ribadito più volte quello che è stato un principio cardine di tutta la mia storia personale e imprenditoriale: il merito, la qualità, il valore acquisito sul campo devono avere sempre la meglio. Penso che ciò valga ancora di più nella gestione della cosa pubblica. Per questo – ha detto – non ho difficoltà a riconoscere che le prime due scelte della presidente Santelli per la Giunta vanno nella direzione opposta alle logiche della vecchia politica perché affidano settori importanti della Regione a personalità di riconosciuto prestigio. D’altronde, avevo promesso di fare proprio questo se fossi stato eletto alla guida della Regione e non cambio idea ora solo perché sono all’opposizione. Anzi, proprio in questa ottica costruttiva – è l’appello di Callipo – invito la presidente Santelli ad andare avanti su questa strada anche per gli altri assessorati e a non cedere alle pretese dei gruppi di potere indirizzate a premiare i portatori di voti e non la qualità. Se lo farà, se nominerà una giunta che sia tutta al livello di Savaglio e De Caprio – conclude – dimostrerà di agire solo nell’interesse della collettività, l’unico che, seppur da opposti ruoli, siamo chiamati a tutelare»

È un discorso, questo di Callipo, che merita attenzione e rispetto. La presidente Santelli gli ha immediatamente replicato, per ringraziarlo. «Ho apprezzato  – ha detto la neopresidente – le parole di plauso espresse da Filippo Callipo rispetto alle nomine di Sandra Savaglio e Sergio De Caprio. Un commento positivo che riguarda due personalità importanti che hanno deciso di impegnarsi per la Calabria. Relativamente alle mie parole circa l’impegno romano, credo che sia ovvio che la Calabria non possa essere governata da Roma, altrettanto vero è, però, che è indispensabile che la Calabria partecipi ai processi decisionali, abbia un ruolo in Conferenza Stato-Regioni e nei luoghi di concertazione negoziale in cui la Regione deve poter far valere la propria voce ed i propri diritti. Altrettanto necessario è il raccordo con il Governo nelle sue diverse articolazioni. Insomma, il governo di una Regione è materia complessa, che necessariamente impone un lavoro sul territorio, a Roma e Bruxelles. Dobbiamo tutti impegnarci affinché la Calabria riconquisti il ruolo che merita».

È una buona base di partenza, lo ribadiamo. Certo, non si pensi a un improvviso “innamoramento” reciproco tra i due avversari, ma è un buon inizio perché la maggioranza ascolti le proposte di chi sta dall’altra parte e la minoranza non faccia vuoto ostruzionismo su qualunque tema. Indubbiamente, il discorso Roma merita qualche annotazione aggiuntiva: la Regione Calabria ha due sedi fuori dal territorio, a Roma e a Bruxelles (anzi ne aveva anche una a Milano di cui si sono perse le tracce, ma magari si continua a pagare l’affitto dei locali) ed è corretto immaginare che possano svolgere quel ruolo di congiunzione con il governo centrale e l’Unione Europea. L’intento della Santelli, per Roma, è quello di approfittare di una sede pressoché inutilizzata, fino ad oggi, al di là di qualche impegno di rappresentanza, per avviare un processo di costante monitoraggio degli impegni governativi. Alla luce del nuovo Piano per il Sud la scelta di rendere finalmente utile la sede di piazza Campitelli non è da considerare banale: non si porti avanti il discorso della residenza romana della Santelli e quindi della “comodità” di governare da Roma, sarebbe semplicemente miserabile. Non è la presenza fisica a Germaneto o in qualunque altro posto a dettare l’agenda operativa, salvo a non volere un Presidente arroccato giorno e notte nel palazzone della Regione, il che – oltretutto – non sarebbe nemmeno produttivo. La Santelli, a ben vedere, punta a sfruttare la profonda conoscenza della politica (romana) per portare innegabili vantaggi alla Calabria, dando nuovo vigore agli uffici romani. Inutile stare a questionare sulle dichiarazioni («governerò tre giorni da Roma») ma si guardi e si verifichi l’azione del governo regionale e l’impegno del nuovo presidente. I calabresi non staranno solo a guardare, esigono concretezza e soluzioni, non parole e promesse da campagna elettorale. Avremo tutti modo di riscontrarlo, senza indulgenze o favoritismi: la Calabria si deve svegliare, il tempo delle attese è finito: lo tengano a mente i nuovi consiglieri regionali, non lo dimentichino i parlamentari mandati a Roma e a Bruxelles.

E, a proposito, non va trascurato l’impegno con l’Europa: l’eurodeputata grillina Laura Ferrara ha lanciato l’allarme sul mancato utilizzo della sede di Bruxelles che costa comunque 50mila euro l’anno di soli affitti. Occorre una presenza della Regione Calabria con una sede in Europa? Se sì, mettiamola in condizione di essere utile. (s)

Il primo giorno di Jole: in Calabria reputazione dovrà far rima con innovazione e occupazione

di SANTO STRATI – Inizia l’era Santelli, “la” Presidente. Stamattina la neogovernatrice Jole ha firmato i documenti di insediamento nelle mani del segretario della Giunta Ennio Apicella e ha raccolto il testimone dal vicepresidente Francesco Russo. Oliverio è fuori regione, le ha mandato un messaggio di augurio unitamente al voluminoso rapporto sulla sua consiliatura che ha fatto preparare prima di fare le valigie. Jole Santelli, in Parlamento, è sempre stata una battagliera deputata con una grinta sorprendente: oggi è apparsa, per un attimo, come una studentessa al suo primo giorno d’università. Confusa, emozionata, ma felice e conscia del lavoro che l’aspetta. Complice la quasi totale assenza di voce, la presidente Santelli ha comunque recuperato subito l’emozione con la sicurezza di chi sa di essere al posto giusto nel momento giusto. E ha spazzato da subito la prevedibile voglia del vincitore di fare terra bruciata su quanto lasciato dagli avversari: invece, la nuova Presidente ha detto di voler prendere il meglio dell’esperienza della giunta precedente, spiazzando persino il vicepresidente. Una dichiarazione di intenti che merita il dovuto rispetto: la Santelli ha chiarito che nella valutazione del merito non terrà conto delle appartenenze politiche: il fine comune, trasversalmente, deve permettere a maggioranza e opposizione, pur nel democratico confronto dialettico, di lavorare con un obiettivo condiviso. Trasformare la Calabria, invertire la rotta, partendo proprio dalla ricostruzione della reputazione di questa terra che è ai minimi termini.

Il capo dell’opposizione Pippo Callipo, forte del 254mila voti, sabato ha “dovuto” saltare la proclamazione perché avvisato troppo tardi della convocazione a Catanzaro. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca (diceva Andreotti): vogliamo sperare che questo stupidissimo incidente (se si è trattato davvero di un dispettuccio) sia l’ultimo atto della campagna elettorale, costituisca la fine delle scintille. S’è già perso troppo tempo ed entro dieci giorni la Presidente Santelli deve presentare la sua squadra di giunta. «Al netto delle belle parole, – ha dichiarato Callipo – i problemi quotidiani dei calabresi restano tutti drammaticamente attuali. Premettendo che nessuno ovviamente pretende che in pochi giorni vengano affrontate tutte le gravi emergenze che incombono sui territori, trovo comunque avvilente – ha aggiunto Callipo – che si continui a parlare solo delle trattative per le postazioni di potere, o di vecchie e nuove correnti di partito, senza che si intraveda nel dibattito politico nemmeno una vaga idea di come provare a invertire la rotta. Non una parola su come contrastare l’emorragia dei giovani e l’abbandono dell’entroterra, nessun segnale di sobrietà né di ritorno alla politica intesa come servizio alla comunità. La situazione che ho toccato con mano girando in lungo e in largo per la regione fa tremare le vene ai polsi. Nei paesi delle aree interne si vivono situazioni allarmanti: i cittadini subiscono la spoliazione continua di servizi fondamentali, moltissime persone in condizioni di disagio non hanno alcuna forma di assistenza, diversi sindaci devono addirittura lottare per non fare chiudere le scuole elementari perché mancano i numeri minimi necessari a mantenere le classi. La meritocrazia, inoltre, continua a essere calpestata e i nostri ragazzi migliori sono costretti a partire per vedere riconosciute altrove le loro competenze. Chi come me continua a coltivare la speranza di una nuova Calabria deve innanzitutto dare voce ai territori e misurarsi con la realtà che ogni giorno vivono migliaia di calabresi. Ha il dovere di farlo – conclude Callipo – chi ha un ruolo di opposizione, perché non possiamo certo permetterci di ricadere nel circolo vizioso delle vendette e dei giochetti tattici finalizzati solo ad accaparrarsi future poltrone, e ha il dovere di farlo soprattutto chi è stato incaricato dalla volontà popolare di governare nell’interesse della collettività. Non si può perdere altro tempo in consumate liturgie di potere, la Calabria sta affondando nell’indifferenza».

Queste dichiarazioni, Callipo le ha rese ieri. Ai calabresi – crediamo – sarebbe piaciuto vedere il capo dell’opposizione – anche se con Germaneto non ha molto a che fare – all’insediamento del nuovo presidente: una questione di fair play, senza nulla concedere alla maggioranza che governerà la Regione. E i calabresi – siamo certi – vogliono che la nuova governatrice faccia tesoro anche di quanto indicato da Callipo, soprattutto per il recupero delle periferie e il riequilibrio dei livelli minimi di assistenza. E l’appello di stamattina della Santelli del comune obiettivo che deve coinvolgere tutti, lo ripetiamo, va preso nella giusta considerazione, soprattutto se poi si dovesse verificare che quelle di oggi sono state parole di circostanza. Vogliamo, invece, dare, con un ottimismo che ci auguriamo contagioso, un po’ di credito a questa ventata “rosa” che caratterizzerà la presidenza: la Santelli non è tipo da girarsi i pollici e ha sempre mostrato di essere un’infaticabile macchina “politica” (si guardino i suoi sanguigni interventi a Montecitorio), ed è quello che serve in questo momento alla Calabria. Ha “minaccciato” i dirigenti: dimenticatevi di guardare gli orologi, annunciando un tour de force come mai prima in regione.

La presidente Santelli ha mostrato di avere le idee chiare soprattutto su una cosa: la reputazione della Calabria, che è fondamentale. Facile la rima con innovazione e occupazione, ma la reputazione va ricostruita e va fatto pesare che questa non è solo terra di malaffare, disoccupazione e di fannulloni (Salvini dixit in altri tempi, quando non gli importava molto del Sud): occorre lavorare in maniera tosta perché vengano conosciute le cose migliori (che sono la gran parte) e sia avviato un processo di quest’area dalla cattiva nomea. Può sembrare un compito difficile, pur avendo gioco a favore la cultura, il paesaggio, le inestimabili ricchezze archeologiche, la qualità dell’ambiente, il naturale ed esagerato senso di accoglienza della sua gente, ma non è impossibile. Anzi, si pensi a quanti potenziali turisti, nel mondo, ignorano persino l’esistenza della Calabria: gliela si faccia scoprire (epidemia coronavirus permettendo). Devono, però, cominciare a crederci, prima di tutto i calabresi, perché gli altri si accorgano che Sud non è sinonimo di sottosviluppo e precarietà. E la Calabria può diventare davvero la California d’Europa, con i Bronzi di Riace a far da attrazione (soprattutto se si riesce a farli proclamare patrimonio dell’umanità).

A non pochi sarà sfuggito come la stampa nazionale abbia praticamente “snobbato” la presentazione del Piano per il Sud fatta a Gioia nei giorni scorsi addirittura dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha affiancato Peppe Provenzano, il miglior ministro che il Mezzogiorno potesse desiderare. Poche righe sui media nazionali, mettendo più in evidenza l’uso bizzarro di un’immagine del mare di Trieste nelle slides del ministro dedicate al Sud, piuttosto che la grande innovazione del programma per il Mezzogiorno. Parliamo di 123 m-i-l-i-a-r-d-i in dieci anni, non di bruscolini. E una notizia così si merita giusto qualche titoletto e neanche un richiamo in prima pagina su Corriere, Repubblica e Stampa, tanto per fare il nome di qualche testata? La verità – amara – è che del Sud e della Calabria non frega niente a nessuno, lo sfasciume pendulo sul mare come lo indicava Giustino Fortunato è destinato a restare una fastidiosa incombenza per un’Italia che sempre più andrà a due velocità, come indicava ieri il vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini. Ma se qualcuno ragionasse in termini obiettivi e analizzasse il Piano per il Sud di Provenzano & Co. scoprirebbe che la “fastidiosa (per il Nord) deriva” meridionalistica di questo Governo in realtà risponde a una logica ineccepibile: se non riparte il Sud non riparte l’Italia. E la Calabria deve essere la protagonista di questo progetto, di questo programma che non è un ulteriore pacchetto normativo di difficile realizzazione, ma un insieme di indicazioni per l’attuazione di leggi già esistenti. L’indicazione di come utilizzare e spendere i soldi che l’Europa mette a disposizione.

Presidente Santelli, negli ultimi venti anni, la Calabria ha stupidamente rinunciato a tanti miliardi europei, spesso rimandoli indietro, per incapacità di spesa e assenza di programmazione. Faccia suo il corposo documento del ministro Provenzano, attivi una squadra di governo degna di questo nome che non risponda a logiche di spartizione, pur nel rispetto delle posizioni conquistate col voto del 26 gennaio, ma sia un team di invincibili “guerrieri” decisi a respingere non solo qualunque idea di colonizzazione, ma anche l’insana voglia di marginalità che non nascondono le regioni del Nord in cerca dell’autonomia differenziata nei confronti delle regioni meridionali. Servono idee, ma soprattutto fatti: occorre dare risposte immediate alle tante, troppe, esigenze dei calabresi.

La soluzione trovata in tempi rapidi dal ministro Speranza per il centro di neurogenetica di Lamezia, anche se fa discutere l’abbinamento con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini di Catanzaro, fa capire che se c’è una mobilitazione si risolvono subito i problemi. E allora, Presidente, mobiliti, anche trasversalmente con l’opposizione, tutta la Calabria in uno stato di perenne agitazione positiva: nessuno ha la bacchetta magica e i trucchi dei prestigiatori, poi si sa vengono svelati, ma serve intelligenza e cultura politica. Abbiamo una storia politica alle spalle di cui andare fieri, la Calabria può davvero tornare protagonista. E se a compiere questo miracolo sarà una donna, cara Presidente Santelli, i calabresi saranno ancora di più orgogliosi della propria terra e dei suoi figli che, qualche volta, – come nel suo caso – ritornano. (s)

La metamorfosi di Jole Santelli, “ape regina”.
E il futuro presidente della Regione sarà donna

di SANTO STRATI – A meno di un improbabile miracolo dell’ultimo minuto, il futuro presidente della Regione Calabria sarà una donna: Jole Santelli, candidata del centro-destra, già deputata da cinque legislature al Parlamento, ex vicesindaco di Cosenza, avvocato, sente di avere la vittoria in tasca. A suo favore giocano le sei liste che supportano la candidatura, dove figurano grandi portatori di voti, e a Pippo Callipo, pur se in rimonta, manca il tempo necessario di colmare il divario di dieci punti che – secondo le ultime stime – lo danno dietro alla Santelli. Neanche gli appelli dell’imprenditore agli elettori di Carlo Tansi e Francesco Aiello (da quest’ultimo sdegnosamente rinviati al mittente) di non “sprecare” il voto a favore di Salvini crediamo sortiranno effetti. È comunque pensabile che entrambi gli “indipendenti” di questa consultazione avranno difficoltà a raggiungere la percentuale richiesta per entrare in Consiglio: è evidente, a questo punto, che i voti “dispersi” destinati ai 5 Stelle e a Tansi aumentino il distacco tra Callipo e la Santelli. C’è, però, l’incognita degli astenuti e qui potrebbe avvenire il “miracolo” che Antonino De Masi, imprenditore antimafia, mentore e primo sostenitore di Callipo, non si rassegna ad invocare, sperando che «i calabresi che ragionano – ha detto a Calabria.Live – capiscano la posta che c’è in gioco. Come fanno i calabresi a votare per Salvini?».

«Cu pensi ca vinci, Joli o Callipo?»: in un caffè sulla statale 18, poco prima di Lamezia, gli avventori, con la Gazzetta del Sud in mano parlano di elezioni. Colpisce che usino il nome (Jole) per la candidata cosentina e il cognome per l’imprenditore di Pizzo: è un segnale che anche il “genere” giocherà a favore della Santelli. È naturale chiamarla per nome, come fosse la vicina di casa, una conoscente, mentre per il capitano d’impresa regge il “rispetto” che si deve a chi è a capo di un’azienda. La Santelli, in passato, non ha, probabilmente, considerato quanto sia importante il discorso della parità di genere: oggi se ne rende conto. Da una donna tutti si aspettano molto di più che da un uomo, alla donna addebitano fragilità e insicurezza per poi ricredersi di fronte a determinazione e successo. La Santelli si trova, quindi, anche in questo vantaggio/svantaggio a giocarsi un ruolo inedito per la politica regionale: la prima donna Presidente, una governatrice che dovrà mostrare di essere più capace di altri. E gli esempi non mancano, a partire proprio dal sindaco della città che ospita l’evento bagno-di-folla della Santelli, Maria Lìmardo, una donna che sta mostrando carattere e determinazione per “rigenerare” il tessuto urbano e culturale di Vibo, e che ha introdotto la candidata con un entusiasmo coinvolgente quanto sincero. È in gioco non solo l’elezione del Governatore, ma il futuro di Forza Italia: una grande affermazione che ridimensioni la spinta leghista darebbe ossigeno a livello nazionale ad un partito quasi agonizzante (tranne che in Calabria). E questo Berlusconi lo deve aver capito bene.

Passione Calabria: la Santelli non nasconde il suo grande amore per la politica, ma soprattutto verso la propria terra: su questo leitmotiv si è tenuta questa pre-incoronazione della candidata cosentina. A Vibo Marina, in un Hotel 501 tornato splendidamente a nuova vita, con un affollamento che ha fatto ricordare le adunate oceaniche dei tempi della DC. Una massa incredibile di sostenitori, curiosi e attempati forzisti, quest’ultimi a ritrovare l’orgoglio perduto in questi anni, ha riempito tutto l’albergo, non solo la grande sala predisposta per l’incontro. La regia dell’evento, a cura del sen. Peppe Mangialavori, è stata impeccabile, con un parterre di ospiti a sottolineare quanto conti la Calabria per Berlusconi e Forza Italia. Mentre tutti gli occhi sono puntati sul risultato dell’Emilia, la Calabria gioca il ruolo di attrice non protagonista in quest’oscar della politica regionale che potrebbe dare l’avviso di sfratto al Governo. C’erano la sen. Licia Ronzulli, fedelissima dell’ex-Cavaliere, e l’eurodeputato Fulvio Martusciello, i deputata Wanda Ferro (FdI), Francesco Cannizzaro (FI) e Domenico Furgiuele (Lega) e tanti ex ma ancora importanti personaggi del mondo politico calabrese (Franco Talarico, Mario Tassone) a dare man forte alla celebrazione anticipata della “vittoria” al femminile.

Jole Santelli, senza voce («colpa dei comizi all’aperto») si concede senza tregua ai giornalisti e alle troupes televisive. Con Calabria.Live parla volentieri, ma non si possono fare interviste “ragionate” a dieci giorni dalle elezioni e a pochi minuti dall’evento che deve proclamarla, in un  anticipo beneaugurante, prossima governatrice. Non vuol dire di programmi né di squadra e conferma che si muoverà in piena autonomia: «Salvini vuole l’assessorato all’Agricoltura? Lo dice nei comizi, con me non ne ha parlato». «Quanto di rosa ci sarà nella prossima giunta: lo vedremo». «Gli obiettivi dei primi 100 giorni?: non ci saranno i 100 giorni, ci metteremo al lavoro su un progetto di lungo respiro, fuori della logica dei provvedimenti “civetta”». Lavoro, lavoro, lavoro, ma anche sanità, turismo, agricoltura e soprattutto reputazione. Su quest’ultimo punto, per correttezza occorre segnalare che l’ex candidato del Movimento La Calabria che vogliamo Giuseppe Nucera aveva in progetto proprio un assessorato alla Reputazione: la Santelli farà tesoro di questo suggerimento? «Racconteremo – dice l’on. Santelli – di una Calabria che non è solo cronaca nera, ma è bellissima, con tre Parchi, da Gambarie si scia guardando il mare, le sue meravigliose spiagge, le chiese, i monumenti, i tesori inestimabili della Magna Grecia». Una Calabria da amare, come recita il claim del video promozionale che introduce i  suoi incontri con gli elettori.

Ricordiamo Jole Santelli in Parlamento con i suoi agguerriti interventi, dove ha sempre mostrato determinazione e carattere. In questa campagna elettorale, che la vede “ape regina”, appare invece pacata, tranquilla, generosamente disponibile a dispensare – com’è ovvio in casi del genere – baci e abbracci: a suo favore, per la verità, bisogna osservare che è senza spocchia, non mostra spavalderia, pur sicura della vittoria, tenendo nascosti i suoi lati migliori di un carattere deciso e marcato da forte determinazione. Una donna con le palle, riconoscono gli avversari, che però dovrà mostrare di avere davvero gli attributi nel momento in cui, il 27 gennaio, i giochi saranno conclusi, e – se vincitrice – dovrà formare una squadra di tutto rispetto in grado di rivoltare la Regione come un calzino.

La candidata Santelli usa sempre il “noi”, ma non è un plurale maiestatis, ma un autentico sentire della necessità di fare squadra. Sarà difficile mettere insieme le tante anime della destra che, per evitare il suicidio, ha intelligentemente deciso di unire le forze in una coalizione dove c’è, di fatto, un braccio di ferro tra i moderati e i sovranisti e gli ultraleghisti nel segno di Salvini. Come già detto in altre occasioni, la vera sfida sarà tra le formazioni: capire il peso specifico che ciascuna lista saprà esprimere. Quale caratterizzazione avrà la nuova squadra di governo regionale? Moderata o sovranista? Le avvisaglie delle schermaglie in arrivo nel centro-destra già la notte del 26 si cominciano ad avvertire e minacciano tempesta. Sempre che non succeda il miracolo che Callipo e i suoi contano, fino all’ultimo minuto, di vedere realizzato. (s)

Occhiuto, contro tutti, scommette su tre liste, ma il centro-destra ha “benedetto” Jole Santelli

di SANTO STRATI – Che sarebbe stata una campagna elettorale ricca di colpi di scena era prevedibile da tempo, ma lo scenario che si presenta a sei giorni dalla presentazione delle liste supera qualsiasi immaginazione. È la battaglia dei due Mario, che viaggiano in parallelo, contro le logiche dei partiti e puntano a raccogliere il consenso necessario, quanto meno a misurare il loro peso politico. Oliverio, pur avendo perso la vicinanza del suo Richelieu (Nicola Adamo, colpito da obbligo di dimora e quindi impossibilitato a percorrere il territorio calabrese organizzando i sostenitori del governatore uscente) non recede dall’intenzione di presentarsi da solo senza il simbolo del partito che lo ha visto protagonista da una vita (pur nelle varie denominazioni). Occhiuto, offeso e svillaneggiato da Salvini, per compiacere a richieste “gentiliane”, rinuncia, con il fratello Roberto, a Forza Italia e correrà con tre liste che ancora credono fortemente in lui.

Oggi a Cosenza i due fratelli Occhiuto (che ieri sono stati ricevuti da un affabile quanto mortificato Berlusconi dovutosi piegare ai diktat della Lega ma decisamente dispiaciuto per il cambio di candidato) avevano convocato un incontro tecnico-organizzativo per fare il punto sulla raccolta delle firme necessarie al deposito della candidatura e delle liste: in realtà si è trasformato in un’affollatissima assemblea elettorale che ha ribadito il proprio sostegno al sindaco di Cosenza. Mario Occhiuto, visibilmente contento, non si aspettava una risposta così eclatante da un popolo di supporter e simpatizzanti che lo ha convinto senza esitazioni a proseguire la marcia iniziata da tempo. Ufficialmente dalla convention di Lamezia dello scorso giugno dove Occhiuto si presentò come il candidato ufficiale di Forza Italia, candidato unico per il centrodestra, ma in realtà è da un paio di anni che il sindaco cosentino preparava la sua discesa in campo per conquistare la Cittadella di Germaneto.

Mario Occhiuto ha circoscritto in una battuta il suo obiettivo: «Voglio cambiare la Calabria». Si presenterà da solo, senza simboli partitici ma col supporto di tre liste civiche in grado di dare qualche dispiacere all’ex-amica Jole Santelli e a tutto il centrodestra, che in un documento, l’ha incoronata regina unica di queste elezioni.

«Sarà – ha detto Mario Occhiuto – una campagna elettorale molto breve e intensa. Una campagna elettorale d’opinione. Dalla nostra parte abbiamo la voglia di cambiare che è la stessa voglia di cambiamento dei cittadini calabresi. Le persone in Calabria sanno bene che non possono più affidarsi ad altri, ma hanno l’esigenza di essere parte attiva di una nuova primavera. Troppi, e troppo a lungo, fino ad oggi, hanno deciso
al posto dei calabresi».

«Sappiamo con certezza – ha stigmatizzato il sindaco di Cosenza – che il diniego di Salvini sul mio conto era solo un pretesto per mascherare certe ombre a cui il mio nome non è gradito e che da sempre oscurano lo sviluppo della Calabria. Alla faccia del rinnovamento, la Lega nella nostra regione non fa altro che cavalcare vecchie logiche affaristiche».  Una stoccata l’ha riservata a Jole Santelli: «Quali contenuti porterà avanti il Centrodestra nel corso della campagna elettorale calabrese, visto che solo fino a ieri le stesse persone oggi in campo al posto mio vedevano in Occhiuto il miglior nome possibile per la svolta di questa regione. È  risaputo – ha affermato Mario Occhiuto – che si debba discutere prima dei programmi che dei candidati, per cui mi domando quale sarà il programma della candidata Santelli, dal momento che ha girato per due anni con me sostenendo il mio programma e le mie idee, e dicendo che io rappresentavo l’unica speranza per la Calabria. Quindi ora vorrei capire qual è il suo progetto».

Roberto Occhiuto, dal canto suo, ha annunciato che lascerà Forza Italia: «Credo che Mario sia il candidato più apprezzato dai calabresi e anche quello più apprezzato dagli avversari perché gli avversari hanno girato la Calabria con lui dicendo che sarebbe stato l’unica speranza possibile. Adesso invece dovranno spiegare agli elettori calabresi che hanno mentito per due anni. Io sono vicecapogruppo vicario di Forza Italia, il numero due del gruppo, e quando Matteo Salvini ha posto questi pretestuosi veti ho detto che tra il nome e le cariche, tra il nome e l’appartenenza politica, io scelgo il nome. Per cui, all’atto della presentazione delle liste, io mi dimetterò dai miei incarichi e da Forza Italia perché credo che fare politica sia fare ciò che si ritiene giusto anche quando si perdono incarichi e posizioni. Sono orgoglioso di questa battaglia portata avanti da Mario perché ci sta facendo riscoprire il senso vero della politica e l’amore per la Calabria che non si scopre tanto nei partiti o nelle comode stanze. E poi faremo una battaglia contro coloro che vogliono colonizzare la Calabria senza conoscerla, prendete ad esempio Invernizzi. Noi non ci facciamo giudicare da Salvini, chiederemo ai calabresi di giudicarci. E per questo siamo pronti a una vera rivoluzione».

Quasi tutto il centrodestra calabrese (con ovvia esclusione del parlamentare Roberto Occhiuto) firma documenti di sostegno che “benedicono” la discesa in campo di Jole Santelli. Donna capace, competente e preparata, una seria ipoteca per Cinque Stelle e Callipo (e per Occhiuto) in grado di raccogliere consensi anche trasversali, salvo che il suo “tradimento” (come lo definiscono gli Occhiuto) non finisca per danneggiarla.

L’ex vicesindaco di Cosenza (e di Occhiuto) ha registrato consensi unanimi dalle tre componenti del centrodestra. Wanda Ferro, Fausto Orsomarso ed Edmondo Cirielli per Fratelli d’Italia sono convinti che «con la designazione di Jole Santelli alla guida della coalizione, il centrodestra ha ora la possibilità di tornare al governo della Regione Calabria. Fratelli d’Italia sosterrà questa sfida con lealtà e coerenza, ma soprattutto tentando di mettere a disposizione dei calabresi una classe dirigente di qualità e proposte programmatiche realmente capaci di segnare per la nostra terra quel cambio di passo che i nostri cittadini meritano e chiedono da tempo. Siamo certi che Jole Santelli, con le sue capacità e facendo gioco di squadra, sarà all’altezza di questo compito».

Jole Santelli ha detto che «questa candidatura nasce dalla consapevolezza di dover lavorare per rendere giustizia a una regione che vive una fase di oscurantismo senza precedenti. Il compito più importante – ha detto la coordinatrice regionale di Forza Italia – è quello di dare un brand identitario alla Calabria che non è solo cronaca e negatività, ma un luogo pieno di tradizioni e di cultura. Il mio desiderio è restituire speranza ai calabresi, lavorare con abnegazione, riaccendere la luce in un tunnel che non è il destino immane di una regione».

Nel documento firmato dai “Consiglieri regionali e i Parlamentari di Forza Italia” a proposito dell’ufficializzazione della candidatura si legge che «la figura di Jole Santelli riteniamo sia la più adatta a ricoprire quest’incarico: è da sempre in Forza Italia, una figura che ha dimostrato esperienza e affidabilità, e siamo certi che non solo ci porterà ad una vittoria elettorale con ampio margine, ma anche e soprattutto che vincerà la sfida più grande, quella di saper finalmente amministrare questa Regione in modo egregio dopo tanti fallimenti e in modo particolare dopo il disastro di Oliverio e compagni del Pd che negli ultimi 5 anni hanno fatto sprofondare la Regione nel baratro». Più laconico il comunicato del commissario della Lega in Calabria, il bergamasco Cristian Invernizzi: «Accettiamo la candidatura e siamo pronti ad iniziare la campagna elettorale concentrandoci unicamente sul futuro dei calabresi». Nulla di più, mentre la Lega (che da ieri ha cambiato nome in Lega per Salvini) cerca nomi credibili da inserire in lista (ma non sarà facile vista il pochissimo tempo a disposizione).

Schermaglie che provocheranno molte scintille nell’area di centrodestra, ma anche a sinistra non si scherza. Callipo continua a ricevere endorsement dal cosiddetto “popolo della sinistra”, ma Oliverio è una spina al fianco che non si sa quanto possa pungere in profondità.

Di certo è che i candidati si contenderanno i voti su aree pressoché omogenee: chi sarà in grado di convincere di più gli elettori? A mezzogiorno di giovedì 28 si chiudono i giochi: qualcuno non sarà riuscito a raccogliere le firme necessarie, qualcun altro non riuscirà a raccogliere il consenso indispensabile per le soglie di sbarramento. È un brutto momento della politica regionale, ma a soffrirne di più sono, purtroppo, i calabresi: delusi, avviliti e demotivati. Qualcuno dovrà farsi un serio esame di coscienza. (s)

COSENZA: JURASSIC MAB, A SPASSO IN CENTRO TRA I DINOSAURI

6 luglio – I dinosauri sono arrivati col Festival delle Invasioni: fino al 30 luglio in corso Mazzini a Cosenza si potrà passeggiare tra gigantesche e suggestive riproduzioni (in scala reale) dei giganti preistorici.
«Quest’anno – ha detto il vicesindaco Jole Santelli – spalanchiamo la mente all’immaginazione e lo facciamo con i giovanissimi, con i bambini soprattutto, che possono costruirsi le loro storie in mondi ed epoche lontanissimi”. Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Jole Santelli lancia così l’appuntamento con la Preistoria all’interno della modernità del Museo all’Aperto Bilotti. Nella passeggiata abituale sull’isola pedonale ci si potrà imbattere in esemplari di dinosauri, a dimensione reale che, installati tra le opera del MAB, stanno suscitando tanta curiosità e non solo tra i bambini.


Un’esposizione, quindi, a carattere artistico, scientifico e paleontologico che trasforma il MAB in un “Jurassic Park”, come il film di Steven Spielberg del quale, tra l’atro, è uscito da poco nelle sale il secondo sequel, “Jurassic World – Il regno distrutto”.
La mostra “Invasioni di Dinosauri” è prodotta in via esclusiva da Geomodel, laboratorio di scenografia specializzato nella produzione di modelli tridimensionali di dinosauri in scala reale realizzati con rigoroso metodo scientifico. Avvalendosi della collaborazione di paleontologi, scultori, pittori, disegnatori e paleoartisti che lavorano fianco a fianco, Geomodel è diventata un importante riferimento nel settore delle ricostruzioni paleontologiche a livello internazionale. Della mostra – realizzata già in importanti città italiane ed ospitata dal Giffoni Film Festival così come dalla Città della Scienza di Napoli – e dell’attività di Geomodel si sono occupati trasmissioni scientifiche importanti come Quark, Geo & Geo, La Macchina del Tempo. (rcs)