Il Coordinamento Provinciale dello Slai-Cobas di Vibo su situazione dei lavoratori di Locri

Fino all’altro ieri c’era (e c’è ancora oggi) solo un’azienda, la Locride Ambiente, attiva a Siderno, Monasterace, Marina, Grotteria e via dicendo che vessava i lavoratori, non li pagava , si accaniva disciplinarmente contro di loro e arrivava a licenziarli mentre nella vicina Locri i lavoratori apparivano felici di lavorare con la Muraca s.r.l., senza protestare e senza fiatare, per un’azienda che voleva apparire come buona. 

Un’isola felice, quindi, che però , per come denunciato nei giorni scorsi, sotto l’apparenza delle cose, ha rivelato una realtà ben diversa, in cui se è vero che i lavoratori non protestavano non lo facevano per timore, impauriti com’erano dalle ripercussioni paventate (o minacciate?) dall”azienda se solo avessero osato alzare la testa e chiedere rispetto (e giustizia). 

Figurarsi cosa sarebbe successo se a tutelali avessero chiamato lo Slai-Cobas… apriti cielo. 

Poi un bel giorno i lavoratori rompono gli indugi, ed incuranti delle conseguenze, quale segno inequivocabile che la misura era ormai colma, decidono di chiamarci per tentare di avere un po’ se non altro di tutela. 

E come volevasi dimostrare le conseguenze non si sono fatte attendere con l”azienda che, senza por tempo in mezzo, ha pensato bene di aprire la caccia contro gli imprudenti lavoratori che avevano ‘tradito’ il patto non scritto di vassallaggio con l’azienda,  iscrivendosi addirittura allo Slai-Cobas di Vibo Valentia 

Organizzazione la nostra che subito aveva modo di verificare come’ l’isola felice’ di Locri nascondeva sacche di disperazione e di sfruttamento (dei lavoratori) a tutto vantaggio dell’azienda che non pochi vantaggi economici era riuscita ad ottenere sulle loro spalle.

Quello che abbiano ‘scoperto’ non appena viste le carte, infatti, parla di errati inquadramenti contrattuali dei lavoratori, assunti con CCNL diversi da quelli cui avevano diritto, di blocco nell’iniziale Livello J dei lavoratori in possesso da tempo dell’anzianità di servizio sufficiente per il passaggio di livello, di pazzeschi turni di 16 ore continuative (ovviamente non pagate), di lavoro notturno a iosa. 

Parla di di cambi turni ora per ora comunicati con semplici messaggi su una illegittima chat aziendale che utilizza i telefoni personali dei lavoratori   senza preavviso con conseguente annullamento della vita privata e familiare di ognuno; il tutto a causa dell’assenza di una turnazione che andrebbe esposta in una bacheca aziendale con congruo anticipo (bacheca di cui invece l’azienda è totalmente priva) con l’indicazione di turni su base se non mensile almeno settimanale al fine di consentire ai lavoratori almeno un minimo di programmazione dei propri impegni personali.

 Per non parlare delle condizioni di lavoro con gli operatori i privi di un locale spogliatoio (e quindi costretti a partire da casa con indosso gli indumenti di lavoro e, soprattutto, costretti a ritornarvi così vestiti  dopo un estenuante turno in cui hanno maneggiato rifiuti a profusione (in tempi di covid poi…).

Perché questa è la situazione dell’isola felice di Locri, in cui, in cambio di un misero stipendio, peraltro elargito a singhiozzo e quando più aggrada all’azienda ( ad oggi il ritardo è di ‘ soli” tre mesi…), i lavoratori dovevano abbassare la testa e fare tutto ciò che il ‘padrone’ comandava loro di fare. 

E se al padrone così aggrada allora i lavoratori potevano anche rimanere a casa senza mansioni e senza stipendio, per mesi e mesi, come nel caso del Responsabile Alia Giuseppe, colpevole di aver chiesto il rispetto dei suoi diritti. 

Ambiente di lavoro usurato ed usurante che ha portato allo sfinimento i lavoratori costringendoli ad assentarsi per l’insorgere di gravi patologie, quale diretta conseguenza delle condizioni di lavoro e dei turni massacranti cui sono stati costretti per lunghi periodi di tempo con alcuni di loro – e speriamo non finisca così – che forse non saranno più in condizioni di tornare non solo al lavoro ma anche ad una vita  normale   

Di fronte alle rivendicazioni avanzate dall’organizzazione, per conto dei lavoratori, la reazione dell’azienda dicevamo non si è fatta attendere e, nell’evidente intento di porre un freno alle minacciose nubi giudiziarie che si profilavano sull’orizzonte dell’isola felice (per l’azienda), ecco arrivare puntuali i licenziamenti costruiti sul nulla ed intimati nell’evidente intento di colpirne uno nella speranza di educarne cento ed impedire così l’allargarsi a macchia d’olio della presenza, evidentemente invisa, sul cantiere di un sindacato scomodo come il nostro.

 Licenziamenti disciplinari costruiti, guarda caso, contro lavoratori appena iscritti al sindacato ed in cui l’azienda non ha esitato, mors tua vita mea, a mettere i lavoratori uno contro l’altro. Per fortuna, diciamo noi, esistono i Tribunali che riporteranno un po’ di giustizia. 

Intanto però l’azienda scorrazza libera e felice e, almeno per ora, apparentemente impunita, nella beata indifferenza delle istituzioni e, su tutte, del Comune di Locri, sordo ad ogni richiesta e impermeabile, per il tramite del suo massimo rappresentante, incurante del ruolo pubblico ricoperto, ad una situazione di evidente quanto drammatica illegalità

Una cosa è stata arrivare a Locri e scoperchiare il vaso di Pandora, un’altra, quasi automatica conseguenza, è stato ritrovarci con un nuovo assistito licenziato sulla base di folli quanti inesistenti addebiti disciplinari che parlano di litigi ed aggressioni mai avvenute. 

Noi in questo vediamo una chiara  ritorsione e rappresaglia conseguente alla scelta di farsi rappresentare da una sigla come la nostra. 

In una parola discriminazione e, quindi, condotta antisindacale. Se, però, l’azienda pensa che questo basta per fermare la volontà di questi lavoratori di dire basta allo sfruttamento e rialzare la testa, allora non ha ben capito la situazione di esasperazione in cui gli stessi si trovano e che li ha portati a fare questa scelta, scelta dalla quale probabilmente, proprio perché esasperati e ormai allo stremo, non torneranno più indietro. 

Nè tantomeno ci fermeremo noi, abituati come siamo da sempre ad intervenire ed operare in contesti  estremi in cui i lavoratori ricorrono alla nostra sigla innanzi allo sfacelo ed alla disintegrazione dei loro più elementari diritti                

Siamo solo all’inizio e andremo avanti per la nostra strada.

Certo che, domani, di fronte alle nostre proteste ed al grido di esasperazione che i lavoratori, per nostro tramite, continuano a lanciare, nessuno, a cominciare dal Sindaco di Locri, potrà dire di non sapere e di non essersi accorto di nulla. 

Perché, ovviamente, anche se la speranza è l’ultima a morire, non crediamo più di poter ricevere un segnale di attenzione e disponibilità da parte delle istituzioni che continueranno a nascondersi, per come sin qui fatto,  dietro i loro silenzi e la loro immobilità. (Nazzareno Piperno)

[Nazzareno Piperno è il coordinatore Provinciale dello Slai-Cobas di Vibo Valentia]

LOCRI (RC) – Il 26 febbraio il quarto appuntamento di “Direzione di viaggio”

Sabato 26 febbraio, a Locri, alle 17.45, nella sede di Fratelli d’Italia, è in programma il quarto appuntamento di Direzione di viaggio…per affrontare nuove sfide, seminario di studi, organizzato dal Dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia Locri e dal circolo di Gioventù Nazionale Locri.

Questa volta, si partirà dal racconto di Antonio Trimboli, giovane consigliere comunale della Città di Siderno ed iscritto di Gioventù Nazionale, il quale si soffermerà sulla sua esperienza diretta: del perché ha deciso di candidarsi, come ha affrontato la campagna elettorale e quale attività svolge all’interno del consiglio comunale e del suo fare politica “per il bene comune”, titolo del suo intervento.

A seguire, sarà poi la volta di Giovanni Scarfò, responsabile del dipartimento cultura del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Locri, il quale partirà da una semplice considerazione, che potrebbe addirittura sembrare banale, ma di fondamentale importanza per chi vuol fare politica e non solo, ovvero capire che siamo di fronte ad un mondo che cambia e di fronte a problemi nuovi devono essere escogitate soluzioni nuove, straordinarie, eccezionali, anticipare i tempi e prevedere scenari futuri, quindi cambia la pratica politica e l’agire politico ed a tal proposito, sarà presentato un sondaggio rivolto ai giovani della Locride, con il quale gli organizzatori del seminario, cercheranno di capire come viene vista la politica, ma anche di capire quali siano gli ideali di questi giovani, come trascorrono il tempo libero, le loro preferenze musicali, letterarie, il loro rapporto con la spiritualità, con la storia e di quanto i social siano dentro la loro vita. Al termine di questa campagna, i dati raccolti saranno esaminati e su questi sarà organizzato un apposito dibattito.

Ancor prima degli interventi programmati, introdurrà la serata, Matteo Bruzzese, presidente del circolo di Gioventù Nazionale Locri, che avrà anche il compito di far da moderatore nel dibattito che andrà a concludere la serata.

Direzione di viaggio, cerca di coniugare pensiero ed azione, non solo approfondimento teorico, ma anche esperienza diretta, la politica vissuta in prima persona, i valori vissuti sulla propria pelle, cercando di fornire utili strumenti per affrontare il terzo millennio.  (rrc)

LOCRI (RC) – Giornata dell’Epilessia, Palazzo Nieddu si colora di viola

In occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, il Palazzo Nieddu del Rio di Locri si vestirà di viola, su proposta dell’Associazione Epilessia, guidata da Tarcisio Levorato e dal referente della Calabria, Giuseppe Romagnosi.

La Giornata internazionale dell’epilessia, è un evento speciale, che promuove, ogni anno, la consapevolezza sull’epilessia, in più di 120 paesi. Ogni anno, il secondo lunedì di febbraio, le persone si uniscono, per celebrare, e portare alla luce, i problemi che vivono le persone con epilessia, le loro famiglie, e chi se ne prendono cura. «In ogni nazione, in ogni città – si legge nella lettera inviata ai Comuni – si “colora” un monumento di viola appropriatamente illuminato, per rischiarare, non solo metaforicamente, una patologia, di fatto, dimenticata, in cui stigma e discriminazione pesano, talvolta, più delle sofferenze fisiche, indotte dalla patologia stessa».

«Abbiamo voluto sensibilizzare ed informare le persone – ha spiegato Domenica Bumbaca, assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità – e già nel corso dell’anno abbiamo conosciuto famiglie che vivono questa malattia e abbiamo constatato che si sono molti tabù, ancora e purtroppo. Questi gesti, che sembrano solo simbolici, potranno, invece, aiutare, evidenziare ed interrogarsi sulla malattia, senza pregiudizi ma con consapevolezza».

«Si avverte l’urgenza di una legge che possa tutelare tutte le persone con epilessia – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Epilessia Tarcisio Levorato – e che possa contribuire alla lotta allo stigma della malattia e di chi ne soffre. L’“Epilepsy Day” rappresenta un importante momento di confronto e di sensibilizzazione, ma è solo un punto di partenza: è necessario avviare un percorso sociale di conoscenza della epilessia e di riconoscimento dei diritti di tutti coloro che, direttamente o indirettamente, ne sono toccati». (rrc)

LOCRI (RC) – Venerdì il seminario di studi “Direzione di Viaggio… per affrontare nuove sfide”

Venerdì 4 febbraio, a Locri, alle 18, nella sede di Fratelli d’Italia, è in programma il seminario di studi Direzione di Viaggio… per affrontare nuove sfide, organizzato dal circolo di Gioventù Nazionale Locri e dal Dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia Locri.

Questa volta, si dibatterà del binomio partiti / rete e del rapporto che intercorre tra i social e la politica stessa. In un  mondo perennemente connesso, dove ormai tutto passa sulla rete ed i partiti tradizionali si sono quasi estinti, quale forma devono avere i movimenti politici in Italia? A questa prima domanda si cercherà di dare risposta, tramite la relazione che andrà a fare Giovanni Scarfò, responsabile del dipartimento cultura del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Locri, con il suoi intervento Serve un partito o basta la rete?, a seguire sarà la volta dell’esperto di comunicazione e titolare dell’agenzia ComuniKal, Francesco Carbone, che tratterà il tema I social e la politica, in questo caso, si esplorerà come vengono usati questi nuovi mezzi dalla politica, da chi vengono usati e quali siano i pro ed i contro, dell’uso degli stessi.

Ancor prima degli interventi programmati, introdurrà la serata, Giovanni Puro, presidente della federazione provinciale di Gioventù Nazionale Reggio Calabria, a lui il compito di far da moderatore nel dibattito che andrà a concludere la serata. (rrc)

LOCRI (RC) – Il 20 e 22 gennaio Open Day al Liceo Zaleuco

Il 20 e il 22 gennaio, è previsto un Open Day al Liceo Zaleuco di Locri. Due giornate dedicate a fornire, a chi visiterà la scuola, un’esperienza a tutto tondo, di valorizzazione dello studente, sia dal punto di vista culturale che laboratoriale, in vista di una sua realizzazione in una società altamente competitiva ed esigente.

«Nel periodo in cui, per tanti ragazzi – si legge in una nota – è il momento di decidere sul proprio futuro alle secondarie di secondo grado, tante idee, tante proposte, ma spesso, senza un vero orientamento verso una scelta valida e consapevole, che sappia proiettare ad un futuro accademico e lavorativo. La scelta del percorso di studi non deve essere dettata dall’ansia di avere riscontri immediati ma, soprattutto, dal desiderio di assaporare il bello della scoperta, della conoscenza, della ricerca, dell’approfondimento, che porta non solo ad avere un bagaglio culturale, certamente utile, ma anche ad avere una formazione aperta ad un sociale sempre più inclusivo ed innovativo». (rrc)

 

LOCRI (RC) – Il Liceo Zaleuco ha aderito all’Open Vax School Days

Il Liceo Scientifico Zaleuco di Locri, guidato dal dirigente Carmela Rita Serafino, ha aderito all’Open Vax School Days, iniziativa voluta fortemente dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per incrementare le vaccinazioni nella fascia di età 5- 11 anni.

 D’accordo con U.S.R., Protezione Civile ed Aziende Sanitarie ha voluto coinvolgere diversi Istituti, che fungano da polo vaccinale per il rispettivo comprensorio. Il servizio, in questione, sarà disponibile, senza prenotazione, a tutti i bambini (non solo quelli appartenenti alla propria sede scolastica) che intendono vaccinarsi, purchè accompagnati da almeno un genitore, dalle ore 9.00 alle ore 14.00. Per quanto concerne l’aspetto logistico della due giorni pro – vaccini, tutto ciò che riguarda la parte medica sarà garantita dall’Azienda Sanitaria, mentre tutte le altre attività, legate all’organizzazione e alla gestione, saranno a cura del Liceo Zaleuco, cioè un punto infermeria, in caso di emergenza e aule necessarie per svolgere le diverse fasi dell’attività: accettazione, attesa, somministrazione, osservazione.

Un altro grande contributo, insomma, che il Liceo Zaleuco ha sentito fortemente di dare, per estendere il più possibile la protezione ai più piccoli, in una situazione fortemente critica come quella che stiamo vivendo, ma sicuramente superabile se si è uniti negli intenti e propositivi nell’impegno, e queste due giornate lo dimostreranno. (rrc)

Al Liceo Zaleuco di Locri un Presepe di speranza e ripresa

Il Natale è sempre stato quel momento dell’anno in cui gli uomini spontaneamente muovono il loro spirito verso emozioni più elevate, ma la cosa acquista più significato se ciò proviene da ragazzi di scuola, che maggiormente sentono questo periodo come superamento di uno scoglio di lontananza e solitudine.

Così, gli allievi del Liceo Scientifico di Locri, guidato dal Dirigente Carmela Rita Serafino, in conformità alle regole anti – Covid, hanno allestito il presepe, come simbolo di speranza e ripresa, di nuovo inizio, con quella capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo, tipica delle nuove generazioni, che non possono e non vogliono arrendersi, partendo proprio dai valori che il Natale trasmette e rinnova, e mai come quest’anno torna a metterci alla prova, per dare misura alle nostre intenzioni, alle nostre aspettative, ai nostri sogni.

Una semplice nascita, avvenuta duemila anni fa, non è mai stata così attuale: l’incarnazione del divino in un umano sofferente, disperato, vittima, fragile nella sua dignità, che sempre più si disumanizza in preda ad un progresso sempre più imperante. Perché tutto questo? Per l’abuso incessante del dono della vita, che non riusciamo ad arrestare. Il rispetto di noi stessi deve corrispondere al rispetto verso l’altro e verso ciò che ci circonda.

Lo sfruttamento del Creato, fatto passare per benessere sociale, sconfina in ipocrisia globale, che diventa un circuito chiuso all’adeguata gestione dell’ambiente, ad una responsabile cura del mondo. Il dislivello economico tra paesi industrializzati e paesi poveri è ancora profondo e sconcertante. Fino a quando non acquisiremo una mentalità del donare concretamente, per sollevare socialmente gli ultimi, non avremo adempiuto al motivo centrale ed essenziale della nostra esistenza: essere parte l’uno dell’altro, e insieme custodi responsabili di questa meravigliosa Terra.

Sembra qualcosa di irraggiungibile, ma i grandi traguardi partono sempre dalle piccole partenze, da contributi essenziali, che uniti possono sprigionare l’energia adatta per mettere in moto un futuro possibile, amabile, inclusivo, propositivo. I giovani, soprattutto, avvertono le problematiche che li circondano, ci tengono a dare un contributo attivo, da futuri cittadini, al loro territorio, passando dalle antiche tradizioni che da sempre hanno arricchito e fortificato questo ambiente. Ed è proprio partendo dalle realtà vicine che si possono creare le condizioni affinché l’impegno superi i confini territoriali e nazionali, divenendo, così, un tassello trainante nell’impegno comunitario.

In tutto questo si avverte, in modo quasi impercettibile, ma costante e preponderante, il desiderio di semplicità ed essenzialità, una ricerca delle radici più profonde del nostro essere, che ci porta ad avvertire, anche inconsapevolmente, un battito di Immensità, per ricordarci che la vita non appartiene completamente a noi, ma che siamo sostenuti e accolti da un abbraccio incommensurabile, che solo con sensibilità e fiducia possiamo apprezzare appieno.

La Natività del Liceo Zaleuco sintetizza proprio questo: l’essenzialità del momento è espresso da semplici sagome di legno, senza fronzoli, senza sovrastrutture, lineari e dirette. L’Amore Infinito decide diventare carnale in un Bambino, si è fatto piccolo, per farci comprendere che, in seme, noi abbiamo una scintilla di eternità che, alimentata da verità, speranza e disponibilità, può illuminare l’Universo intero. “E’ Natale ogni volta che permetti a Dio di amare gli altri attraverso di te” (Madre Teresa di Calcutta). Buone Feste a tutti dal Liceo Scientifico Zaleuco di Locri! (Luisa Totino)

LOCRI (RC) – Lunedì s’inaugura l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato

Luned’ 20 dicembre, a Locri, alle 11, s’inaugura l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato, alla presenza delle autorità scolastiche e cittadine.

Si tratta di un edificio scolastico totalmente nuovo e all’avanguardia, per complessivi 4800 metri quadrati di superficie, realizzato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria con un investimento di quasi 4 milioni di euro.

Alla cerimonia prenderanno parte, tra gli altri, il Sindaco ff della Città Metropolitana Carmelo Versace, anche nella sua qualità di delegato all’Edilizia Scolastica, ed il Dirigente del Settore Edilizia della Città Metropolitana Giuseppe Mezzatesta(rrc)

LOCRI (RC) – Sabato l’incontro “Il futuro è nelle radici”

Sabato 18 dicembre, alle 17, nella sede di Fratelli d’Italia di Locri, è in programma l’incontro Il futuro è nelle radici, a cura della sezione di Gioventù Nazionale Locri e del Dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia Locri.

Nel corso della serata, si ripercorrerà la storia del movimento giovanile, che prese vita nel lontano 1971: si racconterà la sua nascita, cosa ebbe a significare a livello nazionale, ma soprattutto si ripercorrerà la storia del Fronte della Gioventù di Locri ed ancora si cercherà di capire quanto abbia influito nella militanza dell’attuale giovane destra, da Azione Giovani, fino ad arrivare a Gioventù Nazionale.

Il compito di narratore, in questa serata, è stato affidato a Giovanni Scarfò, responsabile del dipartimento cultura del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Locri ed insieme a lui, interverranno Domenico Marafioti e Giovanni Marzo, testimoni di quegli anni, nella duplice veste nazionale e locale ed oggi, impegnati nel campo della metapolitica con l’associazione culturale Locri Patria Nostra e del legame del FdG con il mondo politico giovanile attuale, se ne occuperà Marco Massara Ferrari, dirigente della federazione provinciale di Gioventù Nazionale Reggio Calabria.   

Ci si ritroverà per parlare, raccontare ed ascoltare anni di militanza, di aneddoti, di insegnamenti, di una politica sicuramente diversa e diversamente vissuta o forse no, consapevoli come sia necessario sapere da dove veniamo (le nostri radici), dove andiamo (verso il nostro futuro) e sempre protagonisti del presente. (rrc)

LOCRI (RC) – Gli studenti dello Zaleuco allo spettacolo “L’Amor che move il sole… 700 anni di Dante”

Gli studenti del Liceo Zaleuco di Locri hanno assistito allo spettacolo teatrale L’amor che move il sole… 700 anni di Dante, andato in scena al Palazzo della Cultura lo scorso 6 dicembre dalla Compagnia Teatrale Ba17, che ha interpretato, in maniera innovativa, i canti dantesteschi.

L’iniziativa, insieme ad altre rappresentazioni per celebrare il Sommo Vate, sono state volute dall’Accademia di Musica, Lettere e Arti “Senocrito” di Locri, nella persona del Presidente Saverio Varacalli che, insieme al Direttore Artistico Loredana Pelle, hanno voluto puntare sull’importanza di trasmettere il bello dell’arte già in giovane età.

Il lavoro portato in scena è stato scritto e diretto dalla regista, attrice e autrice Angelica Artemisia Pedatella, ed ha cercato di esplorare i versi delle tre cantiche alla ricerca del segreto della felicità che Dante ha identificato nel suo viaggio mistico. Nella confluenza delle diverse esperienze esistenziali medioevali, Dante arriva ad identificare l’essenza dell’amore con l’essenza di Dio. L’Amor gentile, etereo, puro, scevro da impurità passionali, migliora l’uomo, nell’anima e nella mente, e lo spinge a muovere verso le altezze divine. Lo spettacolo ha chiarito punti essenziali e inediti dell’opera dantesca.

Celebrando l’amore, Dante lo esplora in tutte le sue sfumature e la rappresentazione ha messo in evidenza questa progressiva ricerca, grazie anche alla solida struttura musicale, curata dal compositore e chitarrista Daniele Fabio, alle coreografie intense del coreografo Roberto Tripodi, alla bravura dei ballerini Giada Guzzo e Raphael Burgo e dalla splendida voce del soprano Giuliana Tenuta. Uno dei momenti di punta dello spettacolo si è concentrato sull’esaltazione dell’incontro con i poeti d’amore nel Purgatorio, dove vengono riportati versi in lingua occitana, così come furono scritti dall’Alighieri, nella parlata che ancora oggi si usa a Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza.

A tal proposito, è indispensabile evidenziare che la rappresentazione è stata recentemente ospite al “Festival delle Riforme Culturali”, proprio “à la Gàrdia” (Guardia Piemontese), proclamata città europea della Riforma e gemellata con università internazionali. La stessa Pedatella è stata madrina dell’intera manifestazione, che è stata dedicata a Dante, proprio in virtù della sua celebrazione del poeta Arnaut Daniel, erede dei grandi trovatori di corte. Un lavoro ben fatto, che ha suscitato stupore, ma anche molti spunti di riflessione nei ragazzi, che vivono un’età delicata e complessa, tumultuosa e sottile.

Un periodo esistenziale vissuto tra una personalità fortificata da fervide energie conoscitive ed emotive, e un mondo oscuro e travolgente, che implode tutto nell’inconscio, lasciando sfiniti e spesso delusi. Anche se può sembrare anacronistico il raffronto con l’universo letterale di Dante, per molti aspetti il Vate lo si può considerare “moderno” per il suo tempo. La concezione dell’Amore dantesco è il movente di tutto il cammino evolutivo dell’animo umano. Si conosce per amore, si soffre per amore, si gioisce per amore, si accetta il Bene Supremo per amore: Dio, che è Amore.

L’Amore, però, non preserva dalle cadute, sta al nostro discernimento, plasmato da diverse situazioni e verità, far diventare il sentimento più alto uno scampolo di eternità, oppure prendere da esso gli aspetti lascivi e passionali, che trascinano l’animo verso le conseguenze più brutali ed infernali, da cui è difficile risalire la china.

La vera felicità sta nel mezzo, tra santità e dannazione, e in Dante, immerso in un tempo di forti dicotomie morali, già affiorava tremulo questo tipo di pensiero. Ecco, allora, che per il Vate la continua ricerca della conoscenza rende l’Amore l’arma di purificazione più potente. Una grande lezione per i ragazzi: i sentimenti, spesso, possono far male, ma l’interscambio di conoscenze ed esperienze permette di conoscere meglio noi stessi, gli altri, il mondo, divenendo noi stessi veicolo di conoscenza ed esperienza per altri, così come è stato Durante degli Alighieri per ben settecento anni… e ancor di più! (rrc)