Credere nelle possibilità di sviluppo della Locride

di ARISTIDE BAVADifficilmente si potranno sapere le cause che hanno portato alla eliminazione della Locride dalla top list delle 10 finaliste a Capitale della cultura 2025  e, francamente, a questo punto poco importa. Non manca chi è convinto che questa terra, come spesso è stato scritto, «benedetta dalla natura ma maledetta dalla incapacità degli uomini» non abbia avuto i necessari supporti politici e/o, comunque, continui a pagare lo scotto di una immagine su cui pesano parecchio le sue vicende negative.

Una vecchia storia che si ripete e che si sperava invece che si fosse riusciti a cancellare proprio sulla scorta dello slogan che è stato accompagnato alla candidatura, ovvero «tutta un’altra storia». Così non è stato ed è segno che ancora c’è parecchio da lavorare per fuoriuscire da uno stereotipo che ha fatto breccia sulla gente più delle bellezze e dei tesori storici culturali e archeologici di questa terra che una volta gli abitanti erano felici di potere chiamare “La Riviera dei Gelsomini”, grazie alle tante piantagioni del profumato fiore che inondava del suo profumo, soprattutto nelle ore notturne, l’intero territorio che va da Palizzi a Monasterace.

Quei tempi sono finiti ma per fortuna rimane, ancora, la bellezza del territorio, deturpato solo parzialmente dalla mano dell’uomo con qualche costruzione poco appropriata che, comunque, non ha tolto il suo fascino alla bellezza selvaggia delle spiagge basse e sabbiose che si alternano, in alcuni tratti alle rocce a picco sul mare, e a molte colline, ancora ricche di agrumeti e ulivi . Il tutto, piaccia o non piaccia, arricchito da un patrimonio storico-culturale che rimane certamente una immensa risorsa, anche se poco sfruttata, del territorio della Locride. Lungi da noi fare paragoni con le località selezionate per far parte delle 10 finaliste fortemente convinti, come hanno scritto i responsabili del Gal che “la cultura non è antagonismo; la cultura è alleanza”.

È giusto, però, rivendicare – e questa dovrà essere la grossa forza dei cittadini della Locride – quello che di eccezionale la Locride può offrire. Una natura meravigliosa che si mescola alla storia antica che si può riassumere dai ritrovamenti negli scavi di Locri Epizefiri e di Monasterace – Kaulonia dalla stupenda Villa Romana di Casignana e dai suoi splendidi mosaici, dai resti del Naniglio di Gioiosa Jonica , dai tanti castelli del suo entroterra, dai maestosi Palazzi dei suoi borghi antichi . Una terra che ha ospitato i Bizantini e i Normanni dove esistono ancora monasteri e santuari di notevole bellezza e dove soprattutto le bellezze e il fascino dei borghi antichi riescono ad incantare i visitatori con alcune punte di diamante come Gerace, con la sua Cattedrale normanna; Stilo con la pregevole architettura della Cattolica bizantina, Bivongi con le spettacolari cascate del Marmarico.

Oppure con la sua fascia costiera che comprende suggestive località balneari e ampie e lunghe spiagge tra le quali anche quella di Riace resa famosa in tutto il mondo per il ritrovamento dei Bronzi. Una terra meravigliosa, pur con tutti i suoi contrasti, dove la qualità della vita,  è certamente tra le migliori del mondo favorita anche da un microclima unico che non solo fa bene alla salute come è stato accertato da appositi studi universitari,  ma favorisce anche la coltivazione di risorse di nicchia come il bergamotto, l’annona, piante officinali, e il famoso e inimitabile vino greco. E di prodotti gastronomici “speciali” come l’olio d’oliva “Grossa di Gerace”; la ricotta affumicata di Mammola, il caciocavallo di Ciminà’, il pane di Platì, di Mammola e di Canolo tanto per citare solo alcune delle specialità piu’ note del territorio.

Chi può disconoscere tutto questo ? Certo nessuno vuole disconoscere le sue tante carenze sociali che, forse, anche in questo caso, hanno costituito una classica palla al piede. Ma quanto si dovrà ancora attendere per dare soluzione ai suoi problemi ? Il vero interrogativo è proprio questo. Per questa terra si sta facendo troppo poco mentre invece proprio nella strategia progettuale che si accompagnava a Locride Capitali Italiana della cultura 2025 c’erano le premesse e i  presupposti per lasciare spazio ad una strategia di rilancio economico indirizzata  anche a limitare la spoliazione giovanile e creare forme occupazionali durature.

Ecco perché, come da tutti viene indicato, che  bisogna continuare ad inseguire il “sogno” di sviluppo della Locride e credere ancora, malgrado l’eliminazione dalla candidatura che “tutta un’altra storia” è ancora possibile. (ab)

LOCRIDE: IGNORATA LA STORIA MILLENARIA
MA LA CALABRIA FA “CULTURA” DA SEMPRE

di ARISTIDE BAVARammarico ma anche nuovi stimoli per continuare un importante percorso di rilancio del territorio nella consapevolezza che nessuno può mettere in discussione l’immenso patrimonio storico, culturale, archeologico e paesaggistico che la Locride si porta appresso.

L’esclusione della Locride dalle 10 finaliste a Capitale della cultura italiana 2025, probabilmente non è stata una grande sorpresa anche se in molti speravano che, almeno questo primo step sarebbe stato superato. Ma anche se è finito anzitempo un sogno “bello ma impossibile”, come è stato  più’ volte detto e scritto, la vera forza di questa candidatura è  il progetto di rilancio e valorizzazione del territorio che è stato preparato per supportare la richiesta. 

Lo stesso documento diffuso a caldo dai responsabili del Gal porta nel titolo il cammino continua e riassume quello che è stato, e rimane, il vero obiettivo della candidatura. Una candidatura preceduta dalla considerazione che si è partecipato con la consapevolezza delle complessità e delle difficoltà oggettive che si portava appresso ma anche dalla speranza che grazie a questa candidatura il territorio potesse dare – cosa che realmente  ha fatto – una prova di forte coesione che non era per niente scontata e ha finito per rinvigorire quel senso di autostima che, probabilmente per tutta una serie di vicende si era notevolmente affievolito. Quello che è certo, e adesso sono in molti a dirlo, è che il percorso iniziato con questa candidatura non si deve interrompere. Resta infatti la validità del progetto di largo respiro presentato e forse è proprio adesso il momento di riscoprire l’orgoglio di essere calabresi e cittadini della Locride perché le potenzialità di questa terra , piaccia o non piaccia, ci sono e non ce le può togliere nessuno.

A questo proposito sono significative le centinaia di testimonianze arrivate sui social dopo la notizia della mancata ammissione della Locride tra le finaliste. Testimonianze che provengono da ogni strato sociale e dai più disparati centri della Calabria, e non solo della Calabria, perché la candidatura si portava appresso anche la voglia di riscatto del Mezzogiorno.

Testimonianze scritte d’impatto nella immediatezza della notizia dell’esclusione,  da artisti, scrittori, professionisti, politici e semplici cittadini; nomi noti e meno noti ma tutti accomunati da un filo conduttore che rimane la voglia di riscatto e la valorizzazione del territorio. Tra gli altri abbiamo estrapolato alcune delle tante considerazioni: Bruna Filippone  (scrittrice e poetessa) «La cultura della Locride ha radici profonde di un passato nobile che ha visto il susseguirsi nei secoli di culture e popoli diversi, dai Greci ai Romani, ai Bizantini. Siamo il cuore della cultura Mediterranea…».

Silvana Fonti, docente, «Grande amarezza ma adesso è ancora più forte il bisogno di continuare a lottare per non distruggere quel che si è fatto sin’ora. La Calabria è molto bella e suggestiva e quando riesce ad attirarti non la lasci più». Antonino Napoli, avvocato, «Le sfide si possono vincere o perdere, l’importante è, dopo la delusione riuscire a conservare le forze positive che si sono coalizzate intorno al progetto».

Titta Parisi, psicoterapeuta napoletana, «Ogni sconfitta segna un nuovo inizio. Avanti tutta». Angela Guarnieri, medico di Genova, «Non vediamo l’esclusione come un sogno infranto ma come un inizio da cui tutto riparta». Domenico Laruffa, editore reggino «La Locride avrebbe meritato di più. Credo che la giuria non abbia valutato con la necessaria attenzione. Ci rifaremo». Francesco Ferraro «Credo che sia giusto portare avanti il progetto con più forza e determinazione. La conurbazione penso sia una cosa valida».

Franco Crinò, ex senatore e vicesindaco di Casignana «Candidarsi ad essere capitale italiana della cultura era e resta la volontà di affermare che la Locride vuole essere protagonista in positivo nel panorama Italiano e internazionale. Il mancato inserimento tra le finaliste deve spronarci ancora di più per mettere in campo la nostra offerta culturale per il 2025». Antonio Marte, medico chirurgo di Napoli «Il riscatto del Sud passa attraverso la cultura e la valorizzazione dei territori. Non bisogna rinunciare a battersi”. Cinzia La Scala, presidente Fidapa Siderno, «Andiamo avanti lo stesso con tutte le nostre attività».

Antonella Avellis, avvocato, «La candidatura era solo l’inizio di un percorso che di sicuro non può fermarsi ora. Bisogna continuare, crederci e lavorare con convinzione». Rita Todaro, odontoiatra di Vibo Valentia «La Locride è culla di cultura come poche. Guardiamo in positivo. Si troverà più forza e determinazione per renderla più accattivante e ricca di offerte». Sandra Polimeno, già consigliere provinciale «L’idea era sicuramente ambiziosa da  percorrere. Il progetto che di fatto è partito per promuovere la valorizzazione del nostro patrimonio culturale va sicuramente supportato  in tutte le sedi istituzionali».

Gabriella Sorrenti di Cittanova «Peccato; però non bisogna mollare!». Antonio Tallura, attore di Locri trapiantato a Roma «Un vero peccato… ma l’idea va portata avanti». Franco Scarpino, Governatore del Distretto Lions «Siamo sempre più motivati a rilanciare il nostro Mezzogiorno, escluso e dimenticato da molti. Andiamo avanti ancora più motivati». Francesco Ferraro, di Bovalino, ex primario di medicina «Credo sia giusto portare avanti il progetto con più forza».

Sergio Esposito, imprenditore di Battipaglia «Rinunciare mai. È solo con la nostra volontà e coscienza di uomini del sud che possiamo valorizzare il nostro territorio. Prodotti tipici, beni culturali, turismo sono le tre carte vincenti. Viva la Locride, viva la Calabria». Giuseppe Veraldi da Catanzaro: «Adesso ancora di più si deve lavorare per portare avanti il progetto». Giusy Russo, medico chirurgo di Vibo «C’è un po di amarezza ma tutte le iniziative fatte per promuovere le grandi potenzialià e le bellezze del territorio devono assolutamente andare avanti per poter dare opportunità di crescita e lavoro alla nostra terra».  

Gelsomina Vono, ex senatore della Repubblica «… comunque comincia una sfida».  Pasquale Bruno da Salerno «Non bisogna demordere; il territorio merita». Cosimo Pasqualino, già presidente dell’associazione provinciale cuochi «Crederci è l’unica cosa reale che c’è. Bisogna combattere chi ti impedisce di alzarti».

E, l’elenco potrebbe continuare all’infinito ma quello che va messo in evidenza è il fatto che la candidatura era una semplice tappa di un percorso intrapreso, finalmente insieme, dai 42 Comuni del comprensorio Locrideo. Un percorso che continuerà sino al 2025 per mettere in atto un importante processo di valorizzazione del territorio che unanimamente, ormai,  viene invocato dalla gente  e che la Locride, francamente, merita; per il suo immenso patrimonio e per la sua millenaria storia. (ab)

Capitale della Cultura, il conto alla rovescia è iniziato: La Locride sarà nelle dieci finaliste?

di ARISTIDE BAVAIl conto alla rovescia è cominciato. Il 1° febbraio si saprà se la Locride riuscirà ad entrare nella short list delle 10 candidate finaliste a Capitale Italiana della cultura 2025. La decisione che doveva essere presa già entro il 15 novembre dello scorso anno è stata, infatti, fatta slittare al 1° febbraio data entro la quale l’apposita commissione formata da esperti della gestione dei beni culturali dovrà definire le dieci finaliste che dovranno contendersi, tra le quindici attuali candidate, l’ambito titolo.

Ricordiamo che le città o le aree interessate, oltre alla Città Metropolitana – Locride ” Tutta un’altra storia” , sono, in stretto ordine alfabetico le seguenti accoppiate ad un motto esplicativo:  Agrigento – “Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali” – Aosta- “Aostæ Città Plurale” – Assisi (Perugia) -” Assisi. Creature e creatori” – Asti  “Dove si coltiva la cultura” – Bagnoregio (Viterbo) – “Essere Ponti” – Enna – “Enna 2025. Il mito nel cuore” – Monte Sant’Angelo (Foggia) – ” Monte Sant’Angelo 2025: un Monte in cammino” – Orvieto (Terni) – “Meta meraviglia la cultura che sconfina” – Otranto (Lecce) -” Otranto 2025. Mosaico di Culture” – Peccioli (Pisa) – “ValdEra Ora. L’arte di vivere insieme” – Pescina (L’Aquila) -” La cultura non spopola” – Roccasecca (Frosinone) – “Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità” – Spoleto (Perugia) – “La cultura genera energia” – Sulmona (L’Aquila) – “Cultura è metamorfosi”.

Entrare nel novero delle dieci finaliste per la Locride sarebbe già una grande vittoria. Almeno così la pensano il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, e i due principali “esperti” operativi della struttura, il Direttore Guido Mignolli e il responsabile di “Officina delle idee” Antonio Blandi che sono stati i principali fautori dell’iniziativa che ha,poi, portato la Città Metropolitana di Reggio Calabria, a presentare la candidatura accompagnata da un qualificato progetto.

Ed è proprio nella ipotesi progettuale presentata che, lo ricordiamo, la stessa Regione Calabria ha deciso di supportare, che vengono riposte le maggiori speranze per superare il primo step. L’ipotesi progettuale è forte di elementi di notevole interesse che vanno dalla stessa progettazione, ad una attenta programmazione nonché alla condivisione dell’ipotesi progettuale con le realtà locali che sono elementi essenziali per lo sviluppo dei territori interessati; un progetto che ha come obiettivo prioritario la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici esistenti e il miglioramento a tutto campo dei servizi, compresi quelli turistici.

Ma non solo; l’ipotesi progettuale presentata è di largo respiro e prevede un percorso che, indipendentemente dal risultato finale della candidatura, racchiude quattro anni di intensa attività sul territorio indirizzati a realizzare un contesto di comunità culturale coesa che ha come elementi portanti la partecipazione collettiva delle comunità locali, una ampia sostenibilità ambientale , condivisione ed economia circolare, in un percorso di enorme importanza che prevede la messa a fuoco e lo sviluppo di tre importanti cardini progettuali: il patrimonio materiale del territorio, il patrimonio immateriale e le imprese culturali e ricreative. Il tutto per accendere finalmente i riflettori sull’immenso patrimonio della Locride che va dal paesaggio umano e culturale, alle bellezze naturali, ai siti e beni culturali, storici e archeologici ma anche alle storie, ai personaggi, alle comunità locali, alla cultura, ai sapori, ai colori e a tante altre cose positive  che caratterizzano l’intero territorio.

Il tutto – questa è la forza del progetto – nella convinzione che la candidatura è solo uno strumento indirizzato a favorire un “investimento” nel tempo capace di garantire ritorni “concreti” che, alla fine, riescano a portare economia e benessere e a rilanciare un territorio ricco di un grande patrimonio sin qui inespresso. E, perché no, di dare soluzione anche a tanti problemi atavici che sin qui ne hanno impedito lo sviluppo. Gli organizzatori ritengono infatti che la vera forza della candidatura  è proprio questo, ovvero la capacità di aver pensato ad un percorso a lungo termine fortemente condiviso e comune a tutte le comunità locali.

La vera sfida, infatti, come hanno sempre ribadito Guido Mignolli e Antonio Blandi, è quella di essere capaci di attuare il percorso che propone la Locride come “un grande laboratorio culturale e sociale che diventi di rilevanza nazionale ed Europea” capace di imporsi come luogo di sperimentazione di metodologie innovative e di nuove pratiche capace di (ri)fare la storia del territorio. Una “sfida” decisamente importante, dunque, che si potrebbe vincere anche senza conquistare il titolo finale. Un percorso non facile, che, però, proprio  dalle grandi fragilità oggi esistenti potrebbe trovare la forza e le giuste energie per dare gli impulsi giusti per la sua realizzazione.

D’altra parte sognare non è proibito e, adesso, nella Locride sono in molti a sognare su questa possibilità anche se tutti rimangono ben coscienti che la strada rimane ancora lunga e difficile. Intanto rimane l’attesa per questa prima scrematura delle candidature che, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe arrivare il 1° febbraio. Se la Locride entrerà tra le dieci finaliste anche gli stessi sogni si vestiranno di rosa. (ab)

Gal Terre Locridee: La Locride un territorio in cammino verso il futuro

Il gal Terre Locridee, a fine anno, tira le somme dell’anno appena concluso, con una bella riflessione su un «territorio in cammino verso il futuro» che è quello della Locride.

«La Locride – si legge – è un territorio complesso, variegato, perfino a volte “anarchico”. È un territorio dai tanti colori, dove le sfumature non sono toni secondari, ma anzi rappresentano spesso l’essenza dei luoghi e delle persone. È una terra che non si può più accettare che venga raccontata per stereotipi, bisogna viverla a fondo. Proviamo a riavvolgere il nastro. La Locride è progetti. È imprese che lavorano. È ruralità incontaminata. È biodiversità. È l’insieme di tante comunità che condividono un sogno».

«La fine di un anno può essere bella, nostalgica – si legge – ma deve soprattutto essere un inizio, donando al successivo la dote faticosamente costruita, perché diventi realtà. Può diventare entusiasmante se negli ultimi giorni ti porta un risultato eccezionale. Essere tra i pochi soggetti beneficiari di un avviso nazionale difficile, corona gli sforzi di una piccola fabbrica progettuale, che però rappresenta un territorio importante. Il progetto del Gal Terre Locridee per un’azione integrata di valorizzazione delle aree montane della Locride è stato approvato nell’ambito della misura “Montagna Italia”, Piano Sviluppo e Coesione del Ministero del Turismo, di cui alla delibera CIPESS n. 58/2021».

«Il territorio della Locride – continua – interna vanta una sua particolare unicità, nella quale assumono rilievo strategico le reti di percorsi ciclabili e i cammini, esistenti o in via di allestimento, su cui si ritiene essenziale focalizzare un processo di costruzione del prodotto turistico che integri e divenga strumento di valorizzazione di tutte le altre ricchezze (agricole, enogastronomiche, paesaggistiche, storiche e culturali) di cui l’area è dotata, accrescendone la capacità attrattiva, stimolando lo sviluppo qualitativo di beni e servizi esistenti e la produzione di beni e servizi aggiuntivi corrispondenti ai fabbisogni di una domanda articolata, ponendo attenzione e priorità alla fruizione da parte di soggetti deboli, favorendo il riuso e la rifunzionalizzazione, almeno parziale, del patrimonio pubblico e privato e, per questa via, concorrere alla rivitalizzazione sociale ed economica dell’area».

«Il progetto vede la partecipazione di Jonica Holidays in qualità di cobeneficiario – si legge ancora – e di una rete composta da molte realtà associative e imprese, che operano nel settore del turismo sostenibile, oltre che dei comuni interni della Locride. Il partenariato sostiene l’iniziativa attraverso un cospicuo contributo economico, a dimostrazione della volontà di fare e delle certezze sull’efficacia delle azioni messe in campo.  L’investimento previsto è pari a 2 milioni di euro. 19 i progetti finanziati, in un contesto nazionale di 326 candidature espresse. Il risultato è frutto del lavoro della struttura tecnico-politica del Gal Terre Locridee, integrata con esperti e progettisti, nella ferma convinzione del valore delle competenze locali».

«Una tappa sulla strada verso Locride 2025, candidata a Capitale Italiana della Cultura», conclude la nota.

Ritrovare il fascino dei Borghi antichi della Locride

di ARISTIDE BAVA –  Quale Futuro per i piccoli borghi della Locride?  Una domanda legittima posta nel corso di un recente convegno sui borghi antichi dall’ Arch. Umberto Panetta, componente del gruppo Borghinfiore, che sta prestando particolare attenzione ai centri storici dell’entroterra ionico.

La domanda riguarda in particolare lo spopolamento dei borghi, lo spopolamento di piccoli e grandi paesi, lo spopolamento della Calabria. Panetta si sofferma in particolare sul suo paese natio, Grotteria che, al pari di molti borghi, offre esempio concreto della attuale situazione «che – dice – ha conservato la struttura urbanistica e l’impianto medievale evidente nelle stradine strette e pittoresche, nei vicoli (i vinej), nei sottopassaggi medievali “i gafi”, nei palazzi nobiliari, anche se molto rimaneggiati, nelle piazzette raccolte, nelle vecchie fontane, e i ruderi del castello che domina il paese con una vista mozzafiato sulla vallata del Torbido fino al mare».

Secondo Panetta  «è uno  dei borghi tra i più suggestivi e pittoreschi della Calabria, e presenta un ricco patrimonio edilizio in molti casi in totale abbandono, in altri fatto segno di uno stillicidio di interventi che producono sostanziali devastazioni. Più che per la patina di antico, molte testimonianze architettoniche stupiscono, o spesso anche sgomentano, chi li osserva per le mutilazioni, le intromissioni, le manomissioni a cui vengono sottoposti a causa dell’ignoranza degli uomini, dell’incurante superficialità degli amministratori e della mancanza di sensibilità di chi opera nel settore edilizio».

«Però – aggiunge Umberto Panetta – la scomparsa di attività professionali e artigianali presenti un tempo a Grotteria, che, recuperate, oggi potrebbero soddisfare alle richieste di lavoro specializzato ed essere una fonte di reddito non trascurabile all’interno dell’economia locale e avanza una serie di iniziative che potrebbero “rivitalizzare” il borgo anche se c’è il rischio che se non si interviene subito e  si va avanti così, senza una politica rivolta alla sinergia di conservazione, alla tutela e valorizzazione che previene eventuali impatti negativi sulle realtà locali, tutto sarà più difficile».

«Grotteria – racconta Panetta – è un paese di origini millenarie e sorge in una zona già abitata nell’ottavo-nono secolo avanti Cristo con tanti siti archeologici, ed  è stato uno dei centri più importati della locride con un passato pieno di storia, tradizioni e cultura. Contava oltre 10.000 abitanti (1951) e  oggi dopo una forte e costante emigrazione, si è appunto spopolato, e conta poco meno di 3000 abitanti (2.845), sparsi nelle tante frazioni del suo territorio. Nel centro storico sono ormai rimaste solo 300 persone circa per lo più anziani, una conferma della fuga dei giovani senza lavoro soprattutto dalle aree interne della Calabria».

«Una catastrofe – dice Panetta – che va assolutamente fermata e, a questo proposito, parla della sua esperienza, come co-progettista fatta per la rivitalizzazione dell’antico borgo di Casignana e della ristrutturazione e recupero di alcune piccole residenze da utilizzare a fini ricettivi, per creare un paese albergo o albergo diffuso e la sistemazione di spazi attrezzati da utilizzare per il tempo libero in modo da offrire ai visitatori quel circuito virtuoso che il turismo culturale può e deve innescare nei piccoli paesi. Un aspetto positivo che si potrebbe accompagnare a tanti borghi storici della Locride».

«Un modo anche se non l’unico – dice Panetta – di fare il turismo che sta cambiando: soggiorni più brevi, all’insegna del risparmio, ma soprattutto con il desiderio di entrare in contatto diretto con la storia, l’arte, la cultura e l’enogastronomia delle tante realtà locali di cui è ricca la Locride e la nostra Calabria. Accanto alle strutture ricettive tradizionali, si affermano sempre di più nuove forme di ospitalità  attente alla rivalutazione dei territori e alla valorizzazione delle tipicità. È questa la filosofia del business innovativo del Paese Albergo o Albergo Diffuso, di una struttura cioè che mette a disposizione degli ospiti camere e/o appartamenti ubicati non nello stesso edificio, come nei classici alberghi, ma in immobili diversi, all’interno di un borgo. Un albergo diffuso che si sviluppa sul territorio, con un’unica reception che fa anche da “ufficio di promozione turistica”».

Aprire un Paese Albergo, dunque,può rappresentare un’opportunità di business di grande attualità e buoni guadagni inquanto gli alberghi diffusi sono un’innovazione in campo turistico e puntano su una caratteristica fondamentale del territorio italiano: le piccole e affascinanti realtà locali che vogliono essere soltanto valorizzati per ritrovare  il fascino del tempo che fu. (ab)

I borghi antichi e le figure eccellenti della Locride

di ARISTIDE BAVAIn questi giorni si fa un gran parlare dell’importanza della rivalutazione e della rivitalizzazione dei borghi antichi della Locride, un patrimonio immenso del territorio che certamente è poco sfruttato ( e anche per certi versi poco conosciuto).

In questo contesto si inquadra perfettamente un progetto della associazione Fidapa dal titolo Tesori da scoprire che punta alla valorizzazione del turismo e dell’economia di questi siti anche attraverso il racconto che le Sezioni Fidapa dell’intero distretto meridionale sono state chiamate a fare dei loro territori, della cultura locale, degli eventi storici, di elementi naturalistici, di produzioni artigianali ed enogastronomiche e di siti archeologici.

E, ancora una volta, come ha evidenziato la presidente della Fidapa di Siderno, Cinzia Lascala, con una sua apprezzata relazione durante il recente incontro promosso dai club Lions di Locri, Roccella e Siderno, in un lavoro promosso dalla sezione Fidapa di Siderno, curato dalla stessa Lascala e dalla prof.ssa Caterina Mammola, apprezzata scrittrice,sono stati evidenziati alcuni significativi aspetti culturali che arricchiscono l’interesse dei borghi. Il progetto è nato durante il precedente biennio Fidapa presieduto dall’avv. Angela Giampaolo e nel progetto emerge e si ribadisce l’importanza di questi siti e la possibilità che con opportune iniziative si possa generare anche un ritorno culturale ed economico ad ampio respiro tale da innescare un sistema virtuoso di attrazione per i nostri borghi, le nostre città e la nostra Regione.

Il percorso dell’ipotesi progettuale elaborata illustrata da Cinzia Lascala, peraltro, è particolarmente interessante e singolare perchè “ripercorre” luoghi segnati da 4 figure eccellenti del  passato della Locride che spesso sono dimenticati. Parliamo di Corrado Alvaro per San Luca, Giuseppe Correale per Siderno, Nik Spatari per Mammola e Tommaso Campanella per Stilo, tutti nomi che certamente non hanno bisogno di presentazione.

I “tesori da scoprire” raccontati da Cinzia Lascala partono dai boschi solenni dell’Aspromonte Orientale, dal borgo di San Luca che ha dato i natali a Corrado Alvaro, che con il libro Quasi una vita ha vinto il premio Strega 1951. A San Luca  esiste  la casa natale, con gli arredi originali e i libri dello scrittore di Gente d’Aspromonte, adibita a sede della Fondazione Corrado Alvaro che conserva anche pubblicazioni, ricordi dello scrittore ed è aperta al pubblico.

Poi “l’itinerario” della Fidapa continua con Siderno che ha dato i natali allo scultore Giuseppe Correale, dove si può fare un importante passo nella storia del Seicento, piuttosto sconosciuta, nel borgo medievale di Siderno Superiore, dove è possibile  ammirare il busto di Paolo Piromalli nella piazza di S. Nicola presso l’omonima Chiesa  risalente all’XI secolo, che può essere considerata un piccolo museo e dove appunto da tempo si attende che venga collocato in uno dei pregevoli palazzi nobiliari esistenti proprio un museo dedicato a Giuseppe Correale. Ed ancora Mammola dove ci sono tanti luoghi  caratteristici segnati dall’artista Nick Spatari, scomparso due anni addietro che ha sviluppato un’arte legata a stilemi bizantini in sintonia con la storia della Calabria bizantina greca e moderna.

Ed, infine, Stilo, antico paradiso bizantino, che ci “parla” della nascita e della prima formazione di Tommaso Campanella, filosofo e poeta, intellettuale e militante tra Seicento e Settecento, autore della “Città del Sole”. Anche questa è la Locride. Quella Locride che ha presentato la sua candidatura a Capitale Italiana della cultura 2025 e che, certamente, merita molta più attenzione da parte del grande pubblico ma anche e soprattutto da parte degli organismi istituzionali che continuano a sottovalutare il grande potenziale qui esistente che potrebbe dare grande input allo sviluppo turistico nazionale.

Anzi, osiamo aggiungere, anche per parafrasare la conclusione data da Cinzia Lascala alla sua relazione forse è soprattutto questa la vera Locride, quella che “che profuma ancora dei gelsomini che danno il nome alla costa sottostante e della quale, per goderla appieno, non è necessario annusare solo il gelsomino e gustarne l’olfatto ma ci vuole il cuore”. (ab)

In copertina, Cinzia Lascala

A Locri “On Ice” lo stand solidale dell’Angela Serra Locride

Ci sarà anche lo stand dell’Angela Serra Locride, a Locri On Ice per “Natale in Rosa-Locri”, in Piazza dei Martiri fino al 7 gennaio.

Continua l’attività di sensibilizzazione dell’Associazione “Angela Serra” Locride nella battaglia contro i tumori. Dopo la grande partecipazione di tantissimi cittadini della Locride a “Locri in rosa”, nell’ambito della campagna nazionale “Ottobre rosa” per la prevenzione contro il tumore al seno, le instancabili volontarie, in collaborazione con Comune di Locri-Assessorato Politiche sociali e Pari opportunità, tornano in piazza.

L’Angela Serra, dunque, sarà presente con uno stand e con appuntamenti di condivisione e solidarietà: in particolare, 28 dicembre, dalle ore 20.30, Serata in rosa, “Musica 70 80 90”; 30 dicembre, dalle ore 19.00 alle 23.00, Tombola in rosa.

Panettoni, torroncini e gadget saranno protagonisti di un Natale solidale a sostegno del progetto NOLE per la riqualificazione del reparto Oncologia Ospedale di Locri con l’obiettivo di offrire altre significative donazioni, come è già stato grazie alla manifestazione “Padel in rosa”, quando sono stati raccolti quasi 5.000 euro.

Adesso le volontarie si ritroveranno al “Locri On Ice” grazie alla grande generosità de “La Cascina” di Roccella Jonica, che ha dato una forte impronta al progetto solidale, con un’importante donazione di panettoni artigianali, a cui sono seguite le numerosissime donazioni di torroncini di altre pasticcerie della Locride. La solidarietà assume il sapore buono delle bontà del nostro territorio e conferma l’altruismo e la condivisione di un obiettivo importante a sostegno dell’associazione.  Per contribuire al progetto basterà recarsi a Locri On Ice, stand “Angela Serra” Locride.

Per gli amici che anche da lontano vogliono sostenere la causa con una semplice donazione, l’IBAN è: IT28EO5387 1 1 2900000000584553 (causale: Natale in rosa Locri). (rrc)

Filo culturale tra la Locride e Milano grazie al Cenacolo della Cultura

di ARISTIDE BAVAFilo culturale tra la Calabria e Milano grazie a una iniziativa del cenacolo della cultura e delle scienze della Locride che ha celebrato nei giorni scorsi a Milano la cerimonia di premiazione del premio “Milano cultura 2022”.

Tra gli altri, unitamente ad importanti personalita’ del mondo della medicina e della cultura  sono stati insigniti dell’ambito riconoscimento due studentesse-ricercatrici  di Siderno. Si tratta di Dorotea Pezzano che studia presso l’Università San Raffaele di Milano e Serena Monteleone, specialista in fisiatria presso l’Ospedale papa Giovanni di Bergamo.

Dorotea Pezzano, tra l’altro, è figlia dell’ avv. Fedele Pezzano e dell’assessore comunale sidernese Maria Teresa Floccari. Serena Monteleone è figlia del dott. Girolamo Monteleone, noto medico in servizio presso l’ospedale di Locri e della consigliere comunale Maria Elvira Brancati

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella sala conferenze dell’hotel Lombardia a Milano con la presenza anche di  Giuseppina Princi, vice presidente della giunta regionale della Calabria, che ha ricevuto pure un premio speciale e ha avuto l’occasione di illustrare l’ipotesi progettuale della nuova visione che il Governo regionale sta cercando di dare alla Calabria.

La manifestazione che secondo le intenzioni del “Cenacolo” ha voluto tracciare un filo diretto culturale tra la Locride, la Calabria e la città di Milano è stata presentata da Luigi Mileto, fondatore dell’importante struttura culturale locridea che ha voluto precisare che la manifestazione fa parte di un Progetto «finalizzato all’avvio di una nuova idea di coesione sociale e culturale», avvalorato dalla presenza alla cerimonia della professoressa Nicoletta Ancona, responsabile per il comune di Milano dell’Acquario dei musei civici, dalla pittrice di origine Locridea, professoressa  Teresa Maresca, dalla professoressa Chiara Bonini,  immunologa del San Raffaele e da altri autorevoli rappresentanti culturali della Lombardia.

«È un percorso culturale che abbiamo iniziato alcuni anni addietro nella Locride – ha detto Luigi Mileto – assegnando anche delle borse di studio a studenti meritevoli del territorio locrideo e che intendiamo continuare con manifestazioni culturali di questo genere che svilupperemo anche con altre finalizzate a mettere in luce i nostri giovani più promettenti. La presenza a Milano della vicepresidente della giunta regionale calabrese Giuseppina Princi è stata molto importante in questa direzione perché ha potuto testimoniare, al cospetto di molte personalità lombarde il nuovo corso della nostra Regione e l’importanza che viene data ai giovani e alla cultura».

Giusto ricordare che la Locride, in questo periodo, si trova con i riflettori puntati sul suo territorio anche a causa della candidatura a Capitale Italiana della cultura per il 2025. Una candidatura opportunamente “sposata” anche  dalla Regione Calabria proprio in questi ultimi giorni, dopo l’input che la Città Metropolitana ( che ha presentato ufficialmente la candidatura) ha dato sulla base dell‘iniziativa partita dal Gal Terre Locridee, presieduto da Francesco Macrì, con il Direttore Guido Mignolli e supportata dall’ Associazione Officine delle idee con a capo Antonio Blandi.

Un progetto particolarmente ambizioso che ha suscitato l’interesse di molte associazioni e che lo stesso Cenacolo della Cultura e delle Scienze della Locride si è attivato per portare avanti anche al di fuori della Regione Calabria al pari del Lions Club International – Distretto 108 Ya – che nel suo recente congresso tenutosi a Paestum si è soffermato, grazie al Governatore Franco Scarpino, sull’importante iniziativa. (rrm)

 

Sanità: problemi nella Locride «Siamo all’anno zero”

di ARISTIDE BAVA – Pesante reazione dei sindaci della Locride e di alcune  qualificate associazioni del territorio alle negative notizie filtrate sulle impreviste decisioni relative alla sanità del territorio In una nota indirizzata al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e al Commissario dell’ Asp di Reggio Calabria, Lucia De Furia, i sindaci rappresentati da Giuseppe Campisi, presidente del Comitato Esecutivo e da Bruno Bartolo presidente f.f, dell’Assemblea unitamente a Mario Diano, Presidente del Corsecom, Francesco Martino a nome del Comitato “Casa della salute di Siderno” e Bruna Filippone per il Comitato “Difendiamo l’ Ospedale di Locri” hanno sottoscritto il seguente documento: “I Sindaci della Locride, a nome delle comunità che rappresentano e amministrano, e le associazioni che sottoscrivono il documento, non possono nascondere profonda preoccupazione, per quanto si apprende, in queste ore, relativamente alla scelta, che sarebbe stata operata dalla Regione Calabria, di destinare le risorse assegnate per la riqualificazione strutturale ed adeguamento normativo dell’Ospedale di Locri, in favore di realtà sanitarie di altri territori.  Questo, infatti, è quanto emerge dal D.P.C.M. 14.09.2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 del 10 ottobre 2022.  Il D.P.C.M. in questione, prendendo atto della nota regionale prot. 334114 del 18 luglio 2022, stabilisce di definanziare (espungere) Euro 33.397.678,25, già previsti per l’ospedale locrese, per attribuirli, come anticipato, ad altre strutture e nosocomi. 

Le risorse in questione – dice ancora il documento – erano il frutto dell’impegno dell’allora Presidente della Regione Calabria, la compianta Jole Santelli, che aveva lavorato affinché INAIL ponesse al centro dei propri investimenti l’ospedale di via Verga.  A distanza di tempo, dopo mesi di immobilismo, prendiamo atto che la Regione Calabria, anziché accelerare la spesa di queste significative somme, stabilisce di revocarle per destinarle altrove”. 

Poi alcune domande del tutto giustificate viste l’assurda decisione adottata “Perché questa decisione? L’Ospedale di Locri perché continua a non essere una priorità?  Gli interventi di edilizia sanitaria per quale ragione stentano a decollare e sono fermi al palo da anni?”. 

La nota si sofferma, quindi, su un altro delicato argomento tornato all’attenzione della cronaca per il suo ormai cronico ritardo, ovvero la realizzazione della Casa della salute di Siderno; “Si chiede altresì -dice ancora il documento -che venga sbloccato l’iter della Casa della Salute di Siderno dall’ASP di RC. Ci risulta che da giugno  non è stato risposto alla richiesta della società, che sta lavorando al progetto esecutivo, su un ulteriore finanziamento di 900 mila €, necessario a causa dell’aumento dei costi, dovuto al tempo trascorso dal finanziamento di 9.760.000 €. I Sindaci, le comunità della Locride e le associazioni firmatarie – conclude la nota – attendono delle risposte a questi loro interrogativi e chiedono di essere ricevuti per comprendere, dalla viva voce del Presidente Roberto Occhiuto, Commissario per la sanità in Calabria, come stanno effettivamente le cose”. 

In un momento, dunque, in cui la sanità della Locride dovrebbe veramente avere priorità a causa delle sue precarie condizioni che si trascinano da anni e che, negli ultimi tempi, parevano in qualche modo avviarsi a concreta soluzione riesplode in maniera pesante quell’eterno “abbandono” che è stato il filo conduttore della storia di un territorio che si porta appresso una specie di maledizione e che in molti continuano a definire “bello ma impossibile”. 

E, se da un lato, i cittadini stanno tentando disperatamente ad opporsi al suo declino – lo dimostra la sua candidatura a Capitale Italiana della cultura 2025, fortemente voluta dal Gal terre Locridee e, quindi partita dalla base del territorio – dal lato opposto continua la insensibilità degli organismi istituzionali che colpiscono a morte uno dei suoi lati più importanti ma certamente più deboli, ovvero quello della sanità. Resta da vedere dopo questa presa di posizione di sindaci e associazioni cosa succederà. I tempi ci paiono molto bui. 

Al Congresso dei Lions grande spazio alle iniziative della Locride

di ARISTIDE BAVA – Il progetto predisposto per la valorizzazione e la qualificazione dei borghi antichi da parte dei Lions Club di Locri e del Lions Club di Siderno ha trovato riscontri positivi in occasione del Congresso di apertura dell’ Associazione Lions che si è svolto nei giorni scorsi a Paestum e che ha interessato 140 club di Calabria, Campania e Basilicata.

Accanto a questa iniziativa è stata portata all’attenzione del Congresso anche l’opportunità che i Lions si occupino anche, in maniera positiva, di Locride Capitale Italiana della cultura 2025 iniziativa di largo respiro la cui causa È già stata “sposata” dal Governatore del Distretto Lions, il calabrese Franco Scarpino, e che – come è stato chiarito – non riguarda solo una parte del territorio calabrese ma è parte integrante di un progetto ambizioso indirizzato a stimolare il riscatto dell’intero sud nell’ottica di un coinvolgimento generale che prevede anche la crescita del nostro Paese.

Gli sforzi, quindi, del mondo Lions, a supporto dell’iniziativa, saranno particolarmente intensificati nell’ottica della ventata di “nuovo lionismo” che il Governatore Scarpino ha stimolato sin dall’inizio del suo mandato. Un nuovo lionismo, attivo, propositivo e collaborativo, indirizzato ad individuare nell’esercizio dell’attività bisogni, problemi, necessità ma anche piani d’azione e precisi obiettivi da raggiungere mettendo da parte le politiche del fare improvvisato e applicando le nuove teorie fatte di concretezza, e soprattutto di vicinanza ai problemi delle comunità e di supporto alle Istituzioni locali in un aspetto, però, di “parità” a significare che l’Associazione Lions e con essa, se vogliamo, anche le altre associazioni a carattere nazionale e internazionali, devono agire in cooperazione con la Pubblica Amministrazione con attività finalizzate ad ottenere risultati che possono tradursi, attraverso services dedicati (lavoro, giovani, economia) in fenomeni occupazionali.

Il Governatore ha, peraltro, ricordato che il Distretto 108 Ya si trova a dover operare in territori con grossi problemi e, quindi, può, e deve, contribuire in maniera propositiva a curare l’eterna malattia sociale che si portano appresso questi territori, come appunto la Locride, con idee e progetti capaci di alleviarne le sofferenze. Anche per questo – ha comunicato Scarpino – il Distretto ha creato strutture di supporto specifiche per creare interazione tra clubs e pubblica amministrazione in modo che la pianificazione, la programmazione, la formazione mirata e l’organizzazione possano costituire la base del nuovo agire dell’ Associazione Lions.

Il congresso è stato seguito con notevole attenzione da parte del Presidente del Consiglio dei Governatori, (lombardo) Eddy Frezza, e dal Past Direttore internazionale (siciliano) Domenico Messina oltre che da un nutrito gruppo di ospiti istituzionali e alcune centinaia di delegati arrivati a Paestum dalle tre regioni (Calabria, Campania e Basilicata) del Distretto.

Una bella festa del lionismo arricchito dal fascino dei Templi e delle antiche vestigie di Paestum celebrate con un piacevole video e soprattutto con l’esibizioni di un gruppo di artisti che hanno portato sul palco dell’Ariston Hotel, dove si è svolto il congresso, una bella rappresentazione di una antichità che si tramanda nei secoli. Il “nuovo lionismo” ha fortemente convinto la platea e ha fatto riscoprire la voglia di una rinnovata politica del fare che, forse, nel recente passato Ë rimasta frenata non solo dalla pandemia, ma anche e soprattutto, da condizionamenti operativi non sempre in sintonia con le necessità delle nostre comunità e con una politica del “we serve” finalizzata solamente ad attività di volontariato estemporanee e poco produttive.

Dal congresso di Paestum, dunque, anche un preciso messaggio che travalica i confini territoriali del Distretto 108 Ya e si pone come apripista di questa novità certamente più vicina alle esigenze attuali della nostra società. Accanto alle incisive relazioni di Franco Scarpino tutte una serie di interventi, da parte dei leader lionistici più importanti come i già citati Eddy Frezza e Domenico Messina ma anche del giurista e storico Ermanno Bocchini o del past governatore Francesco Accarino e dei primi due vice, Pasquale Bruscino e Tommaso Di Napoli, anche quello di molti qualificati officers e, soprattutto, di semplici soci, molti dei quali reggini e calabresi. (ab)