L’OPINIONE / Flavio Stasi: L’eolico offshore mortifica la nostra terra

di FLASIO STASI – L’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano ha aderito alle manifestazioni finalizzate ad impedire la realizzazione di impianti eolici cosiddetti “offshore” nel nostro mare, con la previsione di decine di pale galleggianti da installare all’orizzonte.

L’eolico è una energia rinnovabile preziosa nell’ambito del percorso di riconversione energetica e la decarbonizzazione del continente, percorsi che condividiamo in pieno. Tuttavia, come storicamente succede, anche in questi percorsi si innestano meccanismi discriminatori ed iniqui nei confronti dei territori e delle comunità.

Si tratta di impianti che non garantiscono nessuna forma di occupazione o compensazione seria, quindi nessuna prospettiva di sviluppo come ricaduta positiva sul territorio, i quali però produrranno, fortunatamente da fonte rinnovabile, energia da consumare altrove. Come è noto, infatti, la Calabria ha già un bilancio energetico in attivo.

Se sotto il profilo tecnico questo schema non ha alcun senso (trasportare l’energia costa), lo ha invece dal punto di vista sociale ed economico, dal momento che la Calabria sarebbe ancora una volta sacrificata nelle proprie prospettive di sviluppo diverse da quelle tradizionali – per esempio turistiche – mentre i paesaggi di altri territori, che spesso hanno bilanci energetici in passivo, vengono preservati.

In questo schema, dunque, perfettamente rappresentato dai progetti di eolico offshore nello ionio, con la complicità delle nostre pseudo-rappresentanze si tende a creare due grandi categorie: da un lato i territori che producono energia e restano poveri, dall’altro quelli che la consumano e si arricchiscono.

Non è un caso, infatti, che sul nostro territorio Enel si permette di rinunciare – dopo un lungo percorso condiviso con Comune, Regione e Sindacati – a 15 milioni di euro di fondi Pnrr per il rilancio ad idrogeno del sito di Sant’Irene (nel totale mutismo della rappresentanza parlamentare di maggioranza) oppure che sul nostro territorio diventi impossibile spostare di 50 metri un insediamento industriale perché “o si fa così o niente”.

Di fronte ad un territorio che non pone da tempo condizioni aprioristiche o di principio ma che si pone, invece, come interlocutore attento che va nel merito delle questioni, le risposte che arrivano sono spesso dogmatiche e superficiali, frutto di un “complesso di superiorità” che oltre ad essere intollerabile è anche, sinceramente, ingiustificato.

Noi abbiamo invece l’ambizione di rendere la Calabria competitiva rivendicando quegli investimenti e quelle infrastrutture dignitose che ad altri territori sono state abbondantemente garantire dal dopoguerra in poi, che possono essere integrate con lo sviluppo industriale o energetico ma senza per questo mortificare e ostacolare le legittime ambizioni di sviluppo basato sulle vocazioni, sulla bellezza, sul paesaggio. L’eolico offshore, invece, va esattamente in questa direzione e pertanto non possiamo non esprimere dissenso al riguardo. (fs)

[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]

L’OPINIONE / Candeloro Imbalzano: Nuovo volo giornaliero Ita Airways ulteriore risultato per rilancio di Reggio

di CANDELORO IMBALZANO Il ripristino del volo giornaliero Reggio – Milano  e ritorno non è un evento di ordinaria importanza e bene ha fatto la stampa locale ad attribuirgli oggi lo spazio che oggettivamente merita. Onore anzitutto al Governatore Roberto Occhiuto ed al parlamentare reggino di Forza Italia Francesco Cannizzaro i quali, dopo gli eccezionali obiettivi raggiunti nei mesi scorsi con l’insperata e straordinaria  interlocuzione realizzata con Ryanair,  che sta cambiando il volto e le prospettive della Città e dell’intera Area dello Stretto, interpretando al meglio le aspirazioni e le necessità di migliaia di famiglie, di  giovani, di lavoratori e professionisti che desiderano muoversi giornalmente tra le due città, hanno  messo a segno un risultato non meno straordinario, adoperandosi con forza rispetto ad un risultato che, anche noi e pIù volte, avevamo perorato con convinzione.

È altrettanto noto a tutti che la metropoli milanese ed il suo vasto hinterland, rappresentano ormai, dopo Reggio,  il più numeroso bacino di reggini e calabresi che vi lavorano, vi risiedono ed hanno esigenze di  mobilità continua, che si aggiungono ai cittadini del nostro comprensorio che intendono muoversi e  tornare a casa entro la stessa giornata. Questo volo rappresenta un vera panacea per tante di queste esigenze, oltre a contribuire notevolmente a togliere Reggio dal suo atavico isolamento rispetto al cuore economico del Paese.

Nel mentre procedono alacremente i lavori di ristrutturazione, di allargamento e di adeguamento normativo dell’aero stazione di Ravagnese, orami diventato un vero hub aeroportuale, grazie alle risorse per 25 milioni rivenienti dal famoso emendamento Cannizzaro di qualche anno fa, la Città, ormai invasa da un crescente turismo nazionale ed internazionale altamente destagionalizzato e, grazie ai voli di Ryanair, pur appesantita drammaticamente da un Esecutivo comunale sempre più impantanato e da una maggioranza incapace di assicurare anche il diritto allo studio, con la vicenda emblematica dei plessi scolastici evacuati e non sostituiti, si sta preparando ad una nuova ed indispensabile stazione politico-amministrativa che, grazie ad una guida di centro – destra ed a una squadra di alto profilo sul piano della capacità e dell’esperienza sperimentate, sapranno restituirle quel prestigio e quel ruolo perduti in questi dieci anni in Italia ed in Europa. (ci)

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Su Alta velocità si continua a disinformare i cittadini

di GIACOMO SACCOMANNOSi continuano a leggere sui giornali cartacei ed online notizie inverosimili rispetto al progetto dell’Alta Velocità, creando disinformazione ed anche possibili reazioni dei territori interessati. Nel mio intervento del 13 settembre 2024 ho riportato i dati ufficiali del progetto, ma sembra che pochi lo abbiano letto o, comunque, continuato a mescolare nel torbido. Ritorno sull’argomento al solo fine di evitare, ancora, ce si possano mandare in giro notizie non vere.

Si ribadisce che la nuova linea AV/AC Salerno – Reggio Calabria costituisce la continuità di un itinerario strategico passeggeri e merci per la connessione tra il sud della penisola e il nord attraverso il corridoio dorsale, asse principale del Paese. Il nuovo collegamento consentirà di incrementare i livelli di accessibilità alla rete AV per diverse zone ad elevata valenza territoriale quali il Cilento e il Vallo di Diano, la costa ionica, l’alto e il basso Cosentino, l’area del Porto di Gioia Tauro e il Reggino, oltre che velocizzare anche relazioni di traffico verso Potenza, verso la Sicilia, verso diverse aree della Calabria e, allo stesso tempo, contribuirà in maniera significativa al potenziamento dell’itinerario merci da/per Gioia Tauro.  

L’intero itinerario da Salerno a Reggio Calabria è stato suddiviso in lotti funzionali. Considerando la consistenza e il costo dell’intera opera, lo studio effettuato ha previsto la realizzazione di scenari temporali intermedi, individuando tra i vari lotti quelli prioritari che consentono un maggior ritorno in termini di benefici. In particolare:

Lotto 1 Battipaglia-Praia: è suddiviso in diversi sotto lotti, ma è possibile affermare che il primo “Lotto 1a Battipaglia-Romagnano” è in corso di realizzazione, nel mentre per il “Lotto 1b e 1c Romagnano-Praia” si prevede di avviare entro l’anno corrente la fase negoziale per il lotto 1b, a seguito del completamento dell’iter autorizzativo ad oggi in corso. A seguire, acquisita la completa copertura finanziaria, potrà essere avviata la fase negoziale anche per il lotto 1c. 

A completa realizzazione dell’intero Lotto 1 si avrà un beneficio significativo fino a 30 minuti sui tempi di percorrenza complessivi tra Roma e Reggio Calabria.

Per i Lotti 2-6,  Praia-Reggio Calabria sono in corso le attività per avere un quadro aggiornato del tracciato per il successivo opportuno confronto con gli Enti interessati. Per le attività di progettazione relative allo sviluppo del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali bisognerà attendere i passaggi sopra indicati.

Questa la situazione attuale e si spera che non ci siano altre Fake News! (gs)

L’OPINIONE / Angelo Sposato: Bonifiche di Crotone emblema delle carenze e negligenze delle Istituzioni

di ANGELO SPOSATO – Il tema delle bonifiche di Crotone è l’emblema delle carenze, negligenze, disinteresse assoluto delle istituzioni, delle classi dirigenti, rispetto alla salute ed alle vite delle persone.Il servizio di presa diretta non ha fatto altro che evidenziare lo stato in cui versa la vicenda Crotone che sconta, oltre al declino del territorio, l’abuso che lo Stato, attraverso la partecipazione pubblica (Eni) ha compiuto negli anni verso le fragilità del sud e dei territori, rispetto a politiche industriali e disastri ambientali consumati sulla pelle delle persone. Quello che fa specie è l’immobilismo e la connivenza istituzionale verso Eni avvenuto negli anni, è l’atteggiamento subalterno nei confronti dello stesso.

Il tasso di radioattività della superficie dell’area ex Pertusola emersa dalle verifiche Arpacal, l’alto tasso di incidenza tumorale risultato dai diversi rapporti, dovrebbe indignare e far prendere le contromisure sanitarie ed ambientali per mettere in sicurezza l’Intera area e la salute dei cittadini. Serve un’ immediata ed aggiornata indagine epidemiologica da parte dell’istituto superiore della sanità. Occorre immediatamente rivedere la legge regionale sui rifiuti che, equiparando i rifiuti speciali a quelli ordinari, di fatto autorizza nuove discariche in Calabria, facendo un enorme regalo ad Eni, consentendo di lasciare i rifiuti tossici in Calabria.  Non convincono le posizioni della giunta regionale, del consiglio regionale, del sindaco di Crotone, della struttura commissariale che su questo tema sono stati contraddittori e tardivi nelle azioni. È tempo delle responsabilità e delle scelte.

Crotone, che vive una dimensione di isolamento storico e sconta un abbandono graduale dello Stato e delle istituzioni necessita di un rilancio e di un’attenzione particolare. Le bonifiche sono assolutamente necessarie, così come sono necessari investimenti sostenibili, su sviluppo, sanità e lavoro. Occorre  aprire vertenze territoriali su punti specifici a partire dalla vertenza Crotone. (as)

[Angelo Sposato è segretario generale Cgil Calabria]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Riaprire la SS 283

di FRANZ CARUSO – A distanza di ben due anni torno a chiedere la riapertura del tratto della strada statale 283, cosiddetta “Delle Terme Luigiane”, ormai chiusa da moltissimo tempo. Anche a  seguito del mio primo intervento in merito, che andava  a sostegno delle richieste dei territori interessati, si era ottenuto  l’avvio dei lavori  la cui data di ultimazione era stata indicata da Anas al 12 novembre  2023. Ed, invece, a distanza di altri 11 mesi  l’arteria rimane chiusa al traffico lasciando le popolazioni in un disagio ormai insopportabile e bloccando di fatto un vasto territorio, che va dallo Ionio al Tirreno.

Una situazione deprecabile che inevitabilmente condiziona anche e fortemente la vasta area urbana di Cosenza. Non sono tollerabili ulteriori ritardi nel ripristino della viabilità sulla SS283, così come non è accettabile che Anas e impresa esecutrice dei lavori al viadotto Valle Leto, in Agro del comune di Fagnano Castello, non rispondano alle richieste ufficiali di sopralluogo avanzate più volte dal Comitato per la riapertura del tratto stradale, formatosi in occasione dell’ultima manifestazione di protesta il 1 settembre u.s.  di cui mi onoro di fare parte in qualità di Sindaco della città capoluogo di Cosenza.

Insieme a me, tanti altri colleghi sindaci della Valle dell’Esaro, associazioni, cittadini e forze politiche come i Democrat di Fagnano Castello che puntualmente hanno posto, dal 2021 ad oggi, all’attenzione degli organismi preposti e delle istituzioni competenti, il serio problema rappresentato dalla chiusura dell’importante arteria stradale.

Mi auguro e spero che nell’immediato possa svolgersi il sopralluogo richiesto sui cantieri per una verifica effettiva dello stato dei lavori  e che questa incresciosa e deplorevole vicenda, che lede i diritti e la dignità della nostra terra, si avvii concretamente ad una immediata conclusione. (fc)
[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Paolo Brunetti: Indagini sulle scuole fatte con la consapevolezza e la responsabilità di amministratori e di genitori

di PAOLO BRUNETTI – Per noi sarebbe stato più semplice non aprire la problematica e non indagare sullo stato delle scuole. Lo abbiamo fatto con la responsabilità e la consapevolezza di amministratori e di genitori. Cosa avremmo potuto programmare in più su dati arrivati ad agosto? Non abbiamo nascosto i problemi ma li abbiamo affrontati, consapevoli che poteva succedere qualcosa.

Nessuno può permettersi di dire che eravamo impreparati se su 21 scuole 10 sono risultate inagibili e ci siamo attivati subito risolvendo 9 situazioni. Non appena il rup lo ha detto sono state interdette le scuole. Pubblicamente abbiamo ringraziato la Regione per la collaborazione rispetto ai locali che forniranno aule agli studenti di Catona dell’ex Ciapi. Abbiamo grande rispetto delle istituzioni che collaborano con noi per il bene dei cittadini.

Non accetto che mi si dica che non c’è programmazione sulle scuole, in una città che non aveva asili nido, oggi ne ha tre pubblici e ne sta realizzando degli altri. Siamo un’Amministrazione che pensa, progetta e che è ancora in attesa di capire perché sono state chiuse le scuole di Ibico e Mazzini. L’Asp vuole risparmiare? Venga a comprare il Mazzini invece di pagare affitti inadeguati a palazzo Tibi. Abbiamo prospettato la possibilità di dare i locali, considerato che abbiamo strutture in vendita da un paio di anni. Siamo disponibili e lo abbiamo manifestato.

Bisogna ottimizzare i costi, hanno detto, e che non avrebbero guardato in faccia nessuno pur di risparmiare ed è un dato di fatto. In sanità tutto si può fare, tranne che risparmiare ad ogni costo. Non spetta al sindaco, se non in parte, garantire i servizi dell’Asp, mentre ogni cosa viene addebitata al sindaco.

Ieri dopo due anni, e avrebbero dovuto essere due mesi di commissariamento, ci sono state le elezioni di Arrical e discuteremo come Comuni sulla gestione dei servizi della raccolta dei rifiuti e del servizio idrico integrato, grazie alla lungimiranza di questa amministrazione. Il Comune deve garantire il servizio di raccolta di rifiuti, il ciclo dei rifiuti spetta alla Regione cioè ad Arrical e al consiglio dei sindaci spetta come gestire il servizio.

I cittadini di Santa Venere hanno rivendicato il diritto al trasporto e alla sicurezza e hanno ragione a manifestare le loro ragioni. Ma forse dimenticano che siamo la stessa Amministrazione che i lavori di quelle stesse strade li ha iniziati, completati per due lotti e che adesso sta tentando di superare i problemi sopraggiunti per ultimare i lavori. Ma risolveremo anche questo.

State cercando di nascondere questa straordinaria opera che è il tempietto. Ma c’è il parco lineare sud oggi completo, che inaugureremo. Così come abbiamo fatto a Trunca, Bocale, Condera, per la chiesa del Soccorso e così come faremo con altri perché ogni progetto va pensato, progettato, realizzato e inaugurato. (pb)

[Paolo Brunetti è vicesindaco di Reggio Calabria]

 

 

L’OPINIONE / Vincenzo Vitale: Reggio Capitale Italiana della Cultura? Difficilmente possibile

di VINCENZO VITALE – Reggio capitale della cultura per il 2027? Da reggini, emotivamente, non si può che essere molto contenti; razionalmente, però, non si può non pensare che sia difficilmente possibile; moralmente, infine, si dovrebbe convenire che a Reggio, ammesso che la città meriti il riconoscimento, assolutamente non lo meritano i suoi amministratori.

Chi è stato dimentico della sua storia, chi ne ha mortificato la memoria, chi ha umiliato la sua identità, distruggendone manufatti architettonici d’epoca, non dovrebbe avere l’ardire di chiedere qualcosa che abbia attinenza con la cultura. La demolizione di piazza De Nava, furbescamente contrabbandata col termine inglese di restyling per acquisire i finanziamenti che mai sarebbero stati concessi se l’operazione fosse stata chiamata col suo nome, rappresenta un unicum nella storia urbanistica italiana. Questo fatto ha condannato la nostra città a essere considerata, dagli organismi che contano a livello nazionale, non altro che un ricettacolo di ignoranti travet e di politici ancillari agli interessi della lobby dei demolitori.

Questa città che, per colpa dei suoi amministratori, ha fatto strame della cultura urbanistica e della storia dell’architettura; che è popolata da personaggi culturalmente anonimi che, proni al potere di cui sono a libro paga, amano definirsi intellettuali; che è affollata da coorti di passeggiatori la cui massima ambizione è quella di arrivare al 27 del mese senza esporsi in valutazioni che potrebbero assere inadatte alla loro quiete; questa città, macchiatasi di un perfetto “delitto urbanistico”, difficilmente potrà ottenere la qualifica richiesta, peraltro da parte di una classe dirigente che non sa più cosa inventarsi per grattare un po’ di visibilità.

Perché di questo si tratta, di una banale operazione mediatica: se fosse stato diversamente, si sarebbe coinvolta anche quella parte della cittadinanza che, politicamente non schierata, avrebbe potuto dare input e consigli validi. Invece, per stilare il progetto, di cui peraltro non se ne sa nulla, sono stati chiamati a consulto solo i demolitori di piazza De Nava.

Comunque sia, da reggini non si potrebbe che essere felici se una tale azzardata richiesta fosse premiata con il riconoscimento cui si ambisce. Ma difficilmente sarà così. I sogni sono solo di chi sa sognare e di chi merita la loro realizzazione: la Reggio odierna, ammorbata da un’inetta classe politica e da un’inconsistente leadership culturale, senza un democratico e corale coinvolgimento, non è in grado di costruire un sogno sufficientemente coerente da potersi realizzare.

Concludendo, ciò che si è letto sulla stampa dà l’impressione che si tratti solo di parole e vuota propaganda politica: d’altronde, le elezioni comunali si avvicinano. (vv)

[Vincenzo Vitale è presidente della Fondazione Mediterranea]

L’OPINIONE / Flavio Stasi: Rilanciando tema della Provincia si riparli dell’assetto del governo del territorio

di FLAVIO STASI – Leggo quotidianamente, con enorme rispetto ed interesse, gli interventi di tantissimi amministratori rispetto al tema della Provincia che abbiamo avuto il coraggio di aprire alcune settimane orsono. Devo dire con piacere che quasi tutti sono positivi e segnano un cambio di passo nella consapevolezza di un territorio che non è più chiuso nei propri confini comunali ma che si vuole muovere insieme.

Ora credo sia giunto il momento di rilanciare questo tema come di interesse generale, perché non riguarda solo le province o la Sibaritide ma il modello istituzionale che pensiamo sia il migliore per la nostra terra.

In primis sgomberiamo il campo da obiezioni a mio avviso confuse, per esempio che la Provincia non sarebbe prioritaria rispetto a questioni più importanti come sanità, infrastrutture ecc. Chi può non dirsi d’accordo, ma siamo di fronte alla scelta di istituire la provincia o realizzare il gemello del Sant’Orsola a Capo Trionto, perché sono due piani diversi. Le istituzioni non sono soluzioni, ma strumenti per raggiungerle. Del resto, se dovessimo giudicare le istituzioni rispetto alle soluzioni realizzate, sul tema della sanità dovremmo abolire la Regione, il Governo e la Commissione Europea, altro che provincia.

Questo eterno cercare “qualcosa di più grave” che puntualmente non risolviamo non ha fatto altro che aggravare la situazione in tutti i settori, ed è evidente come sia il tessuto istituzionale inadeguato ad offrire delle risposte. Scatola vuota? Oggi tutte le province sono scatole vuote (si vede dallo stato nel quale versano le strade provinciali), se non fosse che garantiscono la presenza di altre istituzioni comunque importanti, ma comunque è ovvio che il tema della istituzione di una nuova provincia si pone esclusivamente in relazione alla possibile rivisitazione della Legge Delrio quindi al ritorno di ruolo e funzioni delle Province elettive.

Ma soprattutto il tema della Provincia credo possa portare l’intera regione a ragionare su che tipo di modello di governo è maggiormente adatto alla Calabria, in una fase durante la quale a livello nazionale tentano di abbattere persino il ruolo della scuola come motore universale ed omogeneo dell’intero paese (è uno dei possibili terreni di applicazione della Autonomia Differenziata) mentre a livello regionale si tende ad accentrare qualsiasi cosa, dai rifiuti alla sanità, dai consorzi di bonifica all’idrico, certificando come la Regione ormai non sia affatto un ente di indirizzo ma puramente di gestione (soprattutto del potere).

Il risultato è sempre lo stesso: depotenziare le uniche istituzioni che stanno sul territorio ed alle quali i cittadini riescono a rivolgersi, ovvero i Comuni e le Province. Qualcuno ha notato dei miglioramenti nell’accorpamento delle Asl in poche Asp? Qualcuno mi sa dire se determinate attività hanno funzionato meglio dopo l’abolizione delle Comunità Montane ed il relativo accentramento? O vogliamo parlare del recente accentramento dei Consorzi di Bonifica? Ma soprattutto tutti questi accorpamenti hanno effettivamente sanato i bilanci? A mio avviso la risposta è sempre no.

Ecco perché rilanciando l’antico tema della Provincia della Sibaritide-Pollino credo si debba ricominciare a parlare di un tema che riguarda tutti, da Tortora a Cariati, da Laino Borgo a Melito Porto Salvo: l’assetto del governo del territorio, per il quale è necessario avere il coraggio – almeno in Calabria – di rivendicare una inversione di tendenza, che non significa trovare le soluzioni ai nostri tanti problemi, ma costruire gli strumenti che ci servono per risolverli.

E se costano due lire di più, con tutto il rispetto, si verifichi quale è la spesa procapite dello Stato centrale in ogni settore esistente rispetto a qualsiasi altra regione italiana, e lì si troverà qualcosa di più di due lire. (fs)

[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]

L’OPINIONE / Enzo Marra: Il presidio sanitario di Via Willermin non va chiuso, ma potenziato

di ENZO MARRA – Terremo alta l’attenzione sul piano di razionalizzazione della rete dei laboratori d’analisi che il Commissario ad acta Roberto Occhiuto vuole imporre, con il benestare del management dell’Asp reggina che supinamente aderisce anche alle decisioni più aberranti.

Condivido pienamente il grido di allarme proveniente dal Pd di Reggio Calabria e poi rilanciato dal sindaco Giuseppe Falcomatà per la paventata chiusura di un presidio sanitario cruciale per la Città di Reggio Calabria che rischia di vedere cancellata una struttura storica e d’eccellenza che ha svolto una preziosissima opera durante l’emergenza Covid. Il Commissario alla sanità e la dirigenza dell’Asp hanno il dovere di confrontarsi con il territorio prima di assumere decisioni incomprensibili e animate soltanto da una logica di tagli lineari che ha portato al collasso il sistema sanitario calabrese arrivato ormai ad uno stato di totale emergenza.

Il presidio di via Willermin  non soltanto deve essere tutelato, ma va potenziato nell’interesse dell’intera Comunità reggina. Proseguiremo, senza sosta, il nostro impegno sulla vicenda in piena sintonia con tutti i livelli del partito che ha scelto con chiarezza la sanità pubblica come obiettivo prioritario della propria azione politica al contrario del centrodestra che, con l’approvazione dell’autonomia differenziata, aggraverà ulteriormente la situazione. (em)

[Enzo Marra è presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria]

L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: In atto una strategia che punta a smantellare sistema sanità territoriale

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – È in atto una strategia complessiva che punta a smantellare l’intero sistema della sanità territoriale della quale non saremo né complici né silenti spettatori.

L’Asp ci ha comunicato nei giorni scorsi che sarà soppressa la metà delle guardie mediche ad oggi presenti sul territorio metropolitano, circa cinquanta! Inoltre, il laboratorio di analisi pubblico di via Willermin a Reggio Calabria è a rischio chiusura. Così come i poliambulatori di Gallico e di Pallaro. Quest’ultimo, a detta dell’Asp, sarebbe “alternativo” allo storico presidio di Via Padova, quindi dovrebbe essere soppresso l’uno o l’altro.

La chiamano “razionalizzazione”, ma si tratta di uno dei più feroci attacchi al diritto alla salute che il nostro territorio abbia mai vissuto che, combinato con la legge sull’autonomia differenziata, certificherebbe la morte del nostro sistema sanitario territoriale pubblico. Evidentemente, il Covid non ci ha insegnato nulla. In nome di freddi numeri, si tagliano diritti essenziali a tutto vantaggio della sanità privata. E, come sempre, a farne le spese sono le categorie più fragili, gli anziani e tutti coloro che non possono permettersi visite ed analisi in strutture diverse da quelle pubbliche.

È un disegno del tutto irresponsabile che non intendiamo accettare passivamente. La storia ci insegna che se c’è un investimento da compiere, deve essere indirizzato proprio alla rete della sanità territoriale, che decongestiona i grandi hub ospedalieri e supporta i cittadini nel quotidiano. La politica, tutta, senza distinzioni e colori politici, le associazioni, le forze sindacali, si mobilitino per difendere il diritto alla salute sul nostro territorio e nell’intera Calabria. È una battaglia di civiltà, che va combattuta insieme. (gf)

[Giuseppe Falcomatà è sindaco di Reggio]