L’OPINIONE / Carmelo Versace: Basta promesse, conferire a Metrocity RC le deleghe

di CARMELO VERSACE – A distanza di oltre un mese dalla riunione fatta in Prefettura, alla cortese presenza e disponibilità sempre avuta da Sua Eccellenza il Prefetto nonché di tutte le parti in causa coinvolte, Regione, Città Metropolitana, Anas e Protezione Civile, è doveroso evidenziare come a nulla sia servito il dossier inviato a tutti gli attori, presentato dagli uffici della Città Metropolitana, per un importo di oltre 30 milioni di euro solo riguardante i danni stimati per le diverse alluvioni che si sono abbattute violentemente sul nostro territorio.

Nessuno degli organi preposti presenti al tavolo in quella sede, eccezione fatta per la Prefettura di Reggio Calabria nella persona di sua eccellenza il Prefetto Vaccaro, ha sentito l’esigenza di porre in essere attività risolutive alle problematiche sollevate. L’incontro avrebbe dovuto servire da impulso per provare a ricevere quel supporto necessario da parte di tutti gli attori coinvolti per rispondere definitivamente alle numerose richieste dei tanti Sindaci della nostra Città Metropolitana.

Diverse sono anche state in questi mesi le interlocuzioni avute con la Regione Calabria e con il Ministero dei Trasporti per cercare di trovare un supporto, a nulla sono serviti i viaggi e le trasferte effettuate al fine di creare una migliore ed attenta pianificazione.

Appare alquanto singolare la circostanza che nessuno senta l’esigenza di rispondere al grido di allarme di un intero territorio che grida vendetta sulle nostre strade e piange i numerosi morti che si susseguono giorno dopo giorno.

A seguito di questi importanti eventi, notevoli sono stati i provvedimenti che la Città Metropolitana ha dovuto assumere per la sicurezza dei propri concittadini, a volte anche con ordinanze di chiusura di interi assi viari che se non ripristinati in sicurezza nel più breve tempo possibile, potranno ancora causare disagi all’intera cittadinanza.

Per non parlare delle condizioni delle fiumare che interessano il nostro territorio metropolitano, la mancanza di cura e manutenzione aumenta il rischio idrogeologico e può favorire inondazioni e alluvioni.

Gli interventi da compiere sarebbero numerosissimi ed i costi ingenti, proprio per la particolare conformazione idrografica del territorio, ma non solo. Quando per decenni non si interviene sulla pulizia dei corsi d’acq0ua è chiaro poi ritrovarsi in una situazione di forte pericolo nel caso di bombe d’acqua o fenomeni atmosferici sempre più imprevedibili.

Tutto questo non può essere affrontato solo dall’ente Città Metropolitana, soprattutto non può esser affrontato in assenza di conferimento di deleghe di funzioni da parte della Regione. L’ente non può rispondere pienamente alle esigenze del territorio né operare con la necessaria efficacia e noi siamo stanchi di non poter fornire le risposte ai nostri cittadini.

Con riferimento a questo aspetto, si sono svolti lunghi tavoli di confronto tra i tecnici della Città Metropolitana e quelli della Regione e la soluzione sembrava davvero a portata di mano ed invece siamo ancora qua, allo stesso punto di tanti anni fa: una situazione paradossale, quasi kafkiana, con Reggio che resta l’unica città metropolitana d’Italia a non avere gli strumenti normativi per potere operare secondo il suo status.

Adesso basta, ognuno per la sua parte di competenza ha la responsabilità di rispondere, non al vice sindaco Metropolitano con delega alla viabilità, ma alla comunità intera, ai Sindaci, alle amministrazioni elette, ai concittadini di tutto il territorio metropolitano, dando così una volta per tutte quelle risposte tanto attese dal nostro territorio.

Un territorio che continua ad essere stuprato, mortificato, sbeffeggiato, inascoltato; tutto questo senza comprendere che se i nostri borghi si stanno spopolando una delle più importanti cause è da rintracciare proprio nella scarsa attenzione in chi Governa e non ci permette di garantire una viabilità sicura e coerente con le nostre identità. Ritengo sia terminato il tempo delle promesse e sia arrivato quello dell’assunzione di responsabilità altrimenti non resta ancora una volta che prendercela con noi stessi che non siamo stati bravi a scegliere chi ci deve rappresentare nelle sedi opportune.

Non è semplicemente questo un atto di accusa ma una reale presa di coscienza di chi sta provando a fare di tutto per il territorio con i pochi mezzi a disposizione e che si rende conto che da soli questa partita non la vinceremo mai, soprattutto con la consapevolezza che servono oggi più che mai risorse da programmare sugli oltre 1800 km di viabilità metropolitana. (cv)

[Carmelo Versace è vicesindaco con delega alla viabilità della Città Metropolitana di Reggio Calabria]

 

L’OPINIONE / Franz Caruso: Ballottaggi, tentativo di cancellarli una proceduta illegittima

Un abuso quello che tenta di fare il governo Meloni, che vorrebbe cambiare le regole del gioco per l’elezione dei Sindaci, eliminando il ballottaggio in caso di superamento del 40% al primo turno, anziché del 50% attuale. Lo si cerca di fare con un colpo di mano, inserendo un emendamento ad hoc all’ultimo minuto al Dl elezioni che fissa le elezioni amministrative di maggio-giugno, nel pieno del caos Dazi probabilmente per distrarre l’attenzione.

Si tratta di un atto gravissimo, e da contrastare con ogni mezzo ed in ogni forma. Si modifica, infatti, la legge elettorale degli enti locali senza sentire i Comuni e con un semplice emendamento ad un decreto che fissa la data delle prossime amministrative. È del tutto evidente che siamo di fronte ad una procedura unilaterale ed illegittima, che lede i dettami costituzionali, che non si può consentire. Non solo si vuole stravolgere in negativo un sistema, quello delle elezioni comunali appunto, che funziona benissimo, tant’è che garantisce da sempre stabilità, governabilità e alternanza, quanto, addirittura, lo si connota con una mortificazione del principio di rappresentatività consentendo ad una minoranza del 40% di ottenere una maggioranza importante, per via della concessione di un premio potenziale di ben 20 punti percentuali. Si sta così partorendo l’ennesimo mostro legislativo, antidemocratico ed Fran che il centrodestra vuole portare a segno per garantirsi la vittoria anche nei Comuni dove nel recente passato, sono stati sonoramente sconfitti.

Le riforme delle regole democratiche devono essere condivise e non imposte a colpi di maggioranza. Soprattutto non possono essere fatte passare attraverso l’utilizzo di “mezzucci” ed “imboscate” per godere di qualche vantaggio elettoralistico, peraltro neppure scontato. Insieme, il centrosinistra tutto con le forze sane della società civile, abbiamo il dovere di fermare quest’ennesimo tentativo di scippo di democrazia del Governo Meloni. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Giusi Princi: L’Europa non si volti dall’altra parte per i femminicidi

di GIUSI PRINCI – Nonostante gli sforzi per combattere la violenza di genere, i femminicidi continuano a segnare tragicamente il nostro presente, dimostrando che la strada verso la parità e la sicurezza per le donne è ancora lunga. Di fronte a questa escalation di violenza, l’Unione Europea non può voltarsi dall’altra parte: le istituzioni devono rispondere con azioni concrete e tempestive. Per questo, ho sottoposto un’interrogazione scritta alla Commissione europea per chiedere quanti fondi saranno destinati alla prevenzione della violenza di genere nell’ambito della nuova Roadmap per l’Uguaglianza di Genere e se siano previsti ulteriori stanziamenti.

Alla Commissione chiedo anche quali investimenti siano previsti, nell’ambito di InvestAI, il programma recentemente lanciato da Ursula Von der Leyen con 200 miliardi di fondi per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale Made in Europe, per sviluppare sistemi di videosorveglianza intelligenti basati sull’Intelligenza Artificiale, che permettano di segnalare tempestivamente episodi di violenza alle forze dell’ordine nel rispetto della privacy, attivandosi solo in situazioni di emergenza.

Sappiamo che, nel caso di femminicidi avvenuti in strada, le registrazioni delle telecamere di sicurezza hanno spesso fornito elementi chiave per individuare i colpevoli. Ma questo non basta: dobbiamo passare dalla mera ricostruzione dei fatti alla prevenzione attiva, investendo in tecnologie in grado di allertare le autorità prima che sia troppo tardi.

Ilaria Sula e Sara Campanella, due giovani studentesse di 22 anni, sono state brutalmente assassinate nel giro di poche ore, a Roma e a Messina. Due vite spezzate in modo tragicamente simile: entrambe vittime di un’ossessione sfociata in violenza, entrambe uccise con un’arma da taglio, entrambe cadute sotto i colpi di chi credeva di poter disporre delle loro vite.

Non è più tempo di rimpalli di responsabilità o di giochi di competenze tra Stati membri e istituzioni europee: la violenza di genere è un’emergenza trasversale che impone risposte urgenti e concrete a tutti i livelli. Questa battaglia non può più essere combattuta con le sole parole. Servono azioni, investimenti e strumenti concreti. La speranza è che in futuro, anche grazie ad un utilizzo proattivo dell’intelligenza artificiale, si possa gioire di tragedie sventate, anziché denunciare l’ennesimo caso di femminicidio. L’Europa, in tal senso, deve essere in prima linea. (gp)

[Giusi Princi è europarlamentare FI-PPE e membro della Commissione FEMM del Parlamento Europe]

L’OPINIONE / Pasquale Andidero: Le speranze mortificate a Mosorrofa

di PASQUALE ANDIDEROMosorrofa, un paese collinare a soli 7 km dal centro cittadino di RC. Un paese dove i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti e gli anziani non hanno spazi o strutture dove poter vivere decentemente la relazionalità che aiuta la crescita della persona nella sua totalità. I bambini e i ragazzi sono costretti a giocare in mezzo alla strada zigzagando tra le macchine. I giovani prendono la via della città. Adulti e anziani bivaccano negli angusti spuntoni che riescono a ricavarsi. 

A Mosorrofa ci sono due aree già spianate, l’ex campo sportivo e Bufano. Bufano è un’area ricavata dall’estirpazione di ulivi bisecolari per fare spazio ad un costruendo campo sportivo, abortito; ad un centro ludico-ricreativo, abortito; ad un’area verde attrezzata, abortita. Area che il comitato di quartiere Mosorrofa, sentiti i cittadini, ha indicato agli assessori competenti per un possibile sviluppo di progetti per dare ristoro agli abitanti del borgo.

Bufano, mentre la cittadinanza aspettava che prendesse forma qualche soluzione, e mentre tanti assessori e consiglieri si stracciavano le vesti assicurando che in quell’area ci sarebbe stato un futuro, qualcuno al comune la pensava diversamente. Prima è stato dato il permesso, ad un’associazione privata, caratterizzata da una chiara scelta politico partitica, composta da pochi cittadini e senza l’avallo della comunità che si aspettava altro in quella zona, di piantumare alberi.

Una bella soluzione laddove si erano sradicati ulivi bisecolari. Ora, un altro insulto alla comunità mosorrofana: al centro dell’area vocata, si è dato il permesso di installare una centrale elettrica. Detto fatto, la centrale è già in bella mostra al centro dello spiazzo. Questo è sicuramente un indice che in quella zona il comune non intende realizzare le opere tanto attese dai cittadini oppure che, involontariamente chi ha dato il permesso per la cabina elettrica, non si è reso conto che con questa installazione si sarebbero mortificati gli eventuali progetti futuri.

Questa installazione è arrivata tra capo e collo proprio mentre, dopo anni di attesa, avevamo avuto due belle notizie: il prossimo/imminente inizio della ristrutturazione della San Sperato-Mosorrofa e la riapertura, anche se solo due giorni al mese, della possibilità di fare i documenti nella delegazione municipale di Mosorrofa.

I cittadini di Mosorrofa sentendosi abbandonati e vilipesi da quest’amministrazione comunale, memori di brutte esperienze passate, attendono la realizzazione delle opere per gioire, intanto si ritengono presi in giro e mortificati nell’attesa di una vera riqualificazione dell’area di Bufano.

È di due giorni fa la presentazione in pompa magna del Masterplan del comune di Reggio. Una visione della città del futuro, che come detto dagli stessi proponenti “deve cominciare da subito”. Una visione che dovrebbe abbracciare costa e colline e rendere vivibile e attraente questa città per contrastare il continuo spopolamento e calo demografico. Calo che a dire il vero si concretizza soprattutto nelle zone collinari e montane. 

Mosorrofa è passata negli ultimi trent’anni da una popolazione di circa 2450 ad una attuale di circa 1800. Chiediamoci perché una famiglia dovrebbe restare a vivere a Mosorrofa, quando i bambini non hanno dove andare, i giovani devono emigrare verso la città per avere qualche sfogo, gli anziani bivaccare non si sa dove? Chiediamoci cosa ha fatto quest’amministrazione per venire incontro alle necessità più volte manifestate dai cittadini e comunque cosi evidenti da non lasciare dubbi su cosa è più urgente fare?

Diamoci una risposta: invece di creare spazi per i bambini, giovani e anziani, il comune mette cabine elettriche, che potevano essere situate in altro posto, proprio dove queste opere di ristoro per il paese potevano e dovevano nascere. Una bella visione miope del futuro.

Purtroppo, se non si hanno santi in paradiso non si ottiene niente. La frase che più mi son sentito dire in questi ultimi cinque anni di Comitato è: “non avete nessuno al Comune?”. Forse Mosorrofa paga il non avere nessuno nei palazzi del potere o forse di essere andata in piazza a chiedere quanto gli spettava invece di legarsi mani e piedi a qualche carro per poi restituire elettoralmente.

Io sono convinto che non è tutto marcio. Sono certo, per esperienza personale, che anche al comune c’è gente perbene che fa con coscienza il suo lavoro ma la zizzania ha abbondantemente oscurato il grano e all’orizzonte si vedono solo erbacce.

Chiediamo a questa amministrazione comunale di far rimuovere subito quella cabina elettrica, di riposizionarla in altro posto più consono e meno impattante sullo sviluppo futuro della città in generale e di Mosorrofa in particolare, sperando che a Bufano, e anche nell’ex campo sportivo, possa nascere qualcosa di buono e utile per i cittadini mosorrofani. Speriamo che la città futura presagita nel Masterplan comprenda pure Mosorrofa. (pa)

[Pasquale Andidero è presidente del Comitato di Quartiere Mosorrofa]

L’OPINIONE / Pasqualina Straface: Apertura Sila-Mare valore aggiunto non solo simbolico

di PASQUALINA STRAFACE –  Quasi 4miliardi di euro per un’opera strategica intercettati in poco meno di tre anni che produrranno oltre 4 mila posti di lavoro dignitoso per almeno i prossimi cinque anni. Un passo in avanti gigantesco nella risoluzione della storica Questione Meridionale che inizia con l’azzeramento vero del gap infrastrutturale e dalla regione più ipotecata che era, appunto, la Calabria.

Con la pubblicazione dei bandi di gara anche per il tratto compreso tra Cassano Jonio e Corigliano-Rossano, l’ammodernamento della Statale 106 a sud di Sibari ora parte per davvero.

L’inaugurazione nei giorni scorsi del IV Lotto II stralcio della Strada Mirto-Crosia-Longobucco, la cosiddetta Sila-Mare, tra il bivio Destro/Manco e il bivio di Cropalati, rappresenta un valore aggiunto, non solo simbolico, all’importante progresso nella realizzazione complessiva e finale di un’arteria strategica per la mobilità della Valle del Trionto e della Sila Greca.

Per la prima volta l’area della Sibaritide e più in generale la costa ionica saranno al centro di questo ribaltamento di paradigma nella visione nazionale. E tutto questo grazie al Presidente Roberto Occhiuto che è riuscito a fare quello che non è mai riuscito a fare nessuno dall’Unità d’Italia ad oggi.

Nei prossimi mesi la costa orientale calabrese, da Roseto Capo Spulico a Catanzaro, sarà un cantiere aperto, il più grande ed esteso d’Europa, che porrà le basi reali per la realizzazione della seconda autostrada della Calabria. Un risultato possibile grazie alla sinergia, alla visione e al coraggio dei Governi regionale e nazionale che anche sulla questione della SS106 hanno aperto un dialogo costante, proprio con l’obiettivo di eliminare una volta per sempre stigma della Strada della Morte.

Non era mai accaduto prima in questi termini, con questi numeri e con questi cantieri che oggi non rappresentano la posa di prime pietre ma sono progetti veri e reali. Ieri è stata pubblicata la Gara d’Appalto integrata per i due lotti della Sibari-Corigliano-Rossano, con un valore a base d’asta di oltre 1,2 miliardi di euro. La procedura per il ricevimento delle offerte si concluderà entro la fine di giugno 2025 e poi da lì altri 4 mesi per la valutazione delle offerte e l’aggiudicazione dell’appalto. Che presumibilmente avverrà nel prossimo autunno. Successivamente, poi, partirà la fase di elaborazione del progetto esecutivo ed entro l’inizio della primavera 2026 saranno aperti i cantieri, tutti e contemporaneamente dal viadotto Coserie e fino all’innesto con la Statale 534.

Ma non sarà l’ultimo step. Nel mentre prosegue a ritmi serrati l’ammodernamento della Sibari-Roseto Capo Spulico, che chiuderà il corridoio autostradale Adriatico-Tirreno, altra opera sbloccatasi grazie al Centro Destra e all’impegno formidabile della compianta Jole Santelli, e con l’avvio dei lavori del tratto a sud di Sibari e della Crotone-Catanzaro in ricongiungimento all’Autostrada A2, siamo già in corsa per un’altra grande sfida: l’ammodernamento del tratto intermedio tra Corigliano-Rossano e Crotone.

Il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE) è già al vaglio del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria la procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale che sarà pronta nelle prossime settimane. La sfida, che metteremo a terra anche e soprattutto con il supporto del Ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini in stretta sinergia col Presidente Occhiuto, sarà quella di trovare subito le risorse necessarie al completamento di quest’altra opera. Occorrono 5,4 miliardi di euro e, sono certa, li troveremo. (ps)

[Pasqualina Straface è consigliera regionale]

L’OPINIONE / Roberto Rugna: Legalità e impresa, binomio inscindibile

di ROBERTO RUGNA – La legalità non è solo un principio da difendere, ma un’azione quotidiana da costruire con coraggio e responsabilità.

Il convegno sul tema “Coraggio e Legalità – Istituzioni e Imprese insieme contro la ’ndrangheta”, promosso dalla Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e da Unindustria Calabria, è stato un’occasione di confronto di altissimo livello, che ha visto riunite forze dell’ordine, magistratura, istituzioni regionali e nazionali, insieme al mondo produttivo per unire le forze contro le infiltrazioni mafiose nell’economia.

La nostra associazione rappresenta centinaia di imprese che ogni giorno costruiscono pezzi di città e futuro. Ma non si può fare sviluppo senza sicurezza. E per sicurezza intendiamo non solo quella nei cantieri, che già presidiamo con competenza e rigore, ma anche la sicurezza di operare in un contesto dove lo Stato è presente, le regole sono rispettate, e chi denuncia viene protetto. In questo senso, il dialogo con le forze dell’ordine e con la magistratura è per noi fondamentale e irrinunciabile.

Il nostro impegno come categoria è netto: promuovere una cultura della denuncia, rafforzare i legami con le Istituzioni, isolare chi pensa di piegare l’impresa alla logica della prevaricazione. Per questo è essenziale continuare a creare occasioni come questa, che parlano a tutta la società civile e accendono i riflettori su una Calabria che non si arrende e che vuole costruire il proprio riscatto con il lavoro onesto, la trasparenza e il rispetto delle regole. (rr)

[Roberto Rugna è presidente di Ance Calabria]

L’OPINIONE / Orlandino Greco: SS 106, dopo anni si concretizza un intervento atteso e necessario per la Calabria

di ORLANDINO GRECO   Il vertice che si è svolto il 20 marzo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Ministro Salvini, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, l’AD di Anas, Andrea Gemme, e il nuovo commissario straordinario per la riqualificazione della Strada Statale 106 Jonica, Francesco Caporaso, segna un passo decisivo verso la realizzazione di opere fondamentali per il nostro territorio.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento delle procedure per l’implementazione degli interventi di ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, per un importo complessivo di 3 miliardi e 800 milioni di euro.
La notizia che entro il 2 aprile sarà pubblicato il bando per l’appalto integrato dei due lotti della Sibari-Corigliano (circa 1 miliardo e 300 milioni di euro) ed entro maggio il bando per l’appalto integrato dei cinque lotti rimanenti della Catanzaro-Crotone (che, assieme a quello già appaltato, comporta un investimento di circa 2 miliardi e 200 milioni di euro) conferma che, finalmente, dopo decenni di colpevole dimenticanza, la Nazione Italiana ha ricominciato a investire concretamente nel Mezzogiorno, considerando la Calabria una risorsa da valorizzare e non un peso da sopportare.
Per troppi anni la SS 106 è stata sinonimo di ritardi, pericolo e isolamento, con conseguenze drammatiche in termini di incidentalità e limitazioni allo sviluppo economico. Queste opere, in aggiunta a tutte le infrastrutture complementari al Ponte sullo Stretto, come la Bovalino-Bagnara, ci consentono finalmente di parlare di una svolta concreta per la mobilità calabrese e per l’intero Mezzogiorno.
Un segnale forte anche in risposta a chi continua, colpevolmente, ad affermare che il Ponte rimarrà una cattedrale nel deserto. Al di là delle appartenenze politiche, bisogna prendere atto che il Governo e il Ministro delle Infrastrutture Salvini stanno dimostrando un concreto interesse per lo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno, consapevoli del fatto che solo infrastrutture moderne ed efficienti possono garantire un reale miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e offrire migliori opportunità di crescita alle imprese.
Italia del Meridione vigilerà affinché i lavori vengano eseguiti con la massima trasparenza ed efficienza, garantendo tempi certi e il rispetto degli standard di sicurezza. Il rilancio della SS 106 Jonica non è solo un investimento infrastrutturale, ma un atto di giustizia per la Calabria e per tutti i cittadini che ogni giorno percorrono questa arteria stradale e che da decenni attendevano questi fondamentali interventi di ammodernamento. (og)

L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: Altro che Calabria Straordinaria, ancora oggi qui si muore per un’infezione

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – Mentre parliamo di Sanità in Calabria, siamo costretti a dover registrare l’ennesimo episodio di forte criticità con l’elisoccorso che, a Crotone, non è riuscito a soccorrere un bimbo di 3 mesi perché privo di carburante.

Questo, purtroppo, è solo l’ennesimo episodio di tanti che si sono consumati in una Calabria spesso narrata, usando le parole del Governatore Roberto Occhiuto, come “straordinaria”. Invece, quanto accaduto a Crotone, ci ricorda che la nostra terra precipita sempre di più sui temi che riguardano la carne viva delle persone e ci impediscono la possibilità di immaginare e costruire un futuro in questa regione.

La nostra è la regione dei commissariamenti, ovvero di quelle pratiche che dovrebbero rappresentare una parentesi nella vita democratica di un Paese e delle sue istituzioni, ma che qui stanno diventando la normalità. Così, l’annuncio della fine del commissariamento di Occhiuto viene puntualmente smentito dall’ulteriore dichiarazione dello stato d’emergenza che interessa i nostri ospedali.

Un commissariamento che nasce nel 2007 con la previsione della realizzazione di quattro grandi ospedali in Calabria che, però, non hanno mai visto la luce, comportando l’aggravamento del sistema e disattendendo aspettative ed esigenze dei cittadini calabresi.

Di quel programma, vecchio ormai di 20 anni, restano progetti vetusti e l’aumento esponenziale della spesa. Basti pensare all’ospedale di Palmi, il cui costo partiva da 66 milioni di euro, diventati 152 milioni nel 2015 ed, oggi, arrivati a 140 milioni.

La Calabria è una regione in cui la sanità territoriale è totalmente diversificata, dove sotto la parola “razionalizzazione” chiudono gli ambulatori, le guardie mediche, le ambulanze vanno in giro senza medici. La situazione della psichiatria è al collasso. Nei nostri ospedali, ancora oggi, si muore per un’infezione.

Oggi è primavera, ma la sanità calabrese vive nell’inverno più freddo di sempre.

[Giuseppe Falcomatà è sindaco di Reggio]

L’OPINIONE / Ernesto Alecci: In Calabria tantissime famiglie e fragili a rischio

di ERNESTO ALECCI – Anche per l’anno 2025, come per l’anno precedente, nessuna risorsa da parte del Governo per riattivare il fondo contributi affitto (legge n. 431/1998). Ancora una volta questo Governo di centrodestra si dimostra insensibile e lontano dai bisogni delle famiglie più fragili e deboli. In particolar modo in regioni come la Calabria l’azzeramento di tali fondi destinati al pagamento degli affitti per le persone con redditi più bassi sta mettendo a rischio il sostentamento di tanti nuclei familiari che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese.

Tra la precarietà del lavoro e l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e delle bollette, questa situazione rischia di diventare una vera e propria bomba sociale pronta ad esplodere in qualunque momento. Numerose, infatti, le segnalazioni di disagi e difficoltà che ho ricevuto in tutte le province calabresi. Anche perché, le comunicazioni da parte della Regione Calabria della mancanza di risorse per l’annualità 2024 pare siano arrivate solo recentemente, quando le graduatorie per i beneficiari della misura erano già stilate da diversi mesi, alimentando prima delle aspettative e lasciando poi nello sconforto tantissime famiglie ed i Comuni a gestire le legittime proteste.

Il contributo affitti è stato, da oltre 25 anni, uno strumento utile per alleviare il disagio abitativo, ritardando a volte gli sfratti fino a consentire ai nuclei familiari in difficoltà di trovare un’altra sistemazione. Alcune regioni, come ad esempio l’Emilia Romagna, la Toscana, la Lombardia e la Puglia, e alcuni comuni in Italia hanno provveduto a erogare proprie risorse per il sostegno di migliaia di famiglie.

Per tale motivo ho presentato una mozione in Consiglio Regionale che impegni la Giunta a reperire fondi utili da destinare a questo utilizzo e a sollecitare direttamente l’Anci e il Governo nazionale affinché si possa prevedere un provvedimento urgente per reintegrare ed aumentare adeguatamente la dotazione finanziaria del fondo sociale per l’affitto, per i nuclei familiari in condizioni di difficoltà.

Votare in maniera unanime questa mozione da parte del Consiglio regionale sarebbe una bel messaggio di unità e vicinanza verso le persone più fragili che vivono quotidianamente situazioni molto difficili. (rcz)

[Ernesto Alecci è consigliere regionale del PD]

L’OPINIONE / Giovanni Cugliari: Subito interventi strutturali contro caro energia

di GIOVANNI CUGLIARI – Il caro energia pesa in maniera importante sulle spalle delle piccole e micro imprese artigiane e il quadro geopolitico desta ancora maggiore preoccupazione, facendoci temere che gli aumenti potrebbero non fermarsi.

La situazione è drammatica e lo è ancora di più per le imprese calabresi. La turbolenza economica e politica che sta attraversando l’Europa andrà a minare la concorrenza e la competitività del nostro tessuto, schiacciato tra bollette e difficoltà a posizionare i propri prodotti sul mercato, al netto di un indice di esportazione ancora basso.

Se le piccole imprese – che costituiscono con le micro lo zoccolo duro dell’economia calabrese – soffrono, a rischio c’è la tenuta occupazionale, quindi consumi e crescita andrebbero ad essere interessati da una brusca frenata. Per questo servono interventi immediati e strutturali, incentivi per le imprese e per la costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

LItalia è il Paese con i costi energetici più alti nell’Eurozona. Nel primo semestre del 2024 il costo in euro per mwh era di 348,3 euro in Italia, mentre la media dei 20 paesi monitorati dall’Eurostat ha toccato i 294 euro (+18,5% in Italia). Ma non solo. C’è da considerare anche la forbice con le grandi imprese. Secondo i dati Cna, le microimprese italiane pagano 2,5 volte in più l’energia rispetto alle grandi imprese. (gc)

[Giovanni Cugliari è presidente di Cna Calabria]