Unical primo referente per il PNRR in ambito della Computer Science

È l’Unical è il riferimento nazionale per la ricerca in Computer Science per i progetti del PNRR. L’Università della Calabria viene indicata tra le quattro università del Paese a essere spoke sia per l’Intelligenza Artificiale che per la Cybersecurity nei partenariati estesi selezionati dal Mur. L’ateneo è coinvolto anche nei progetti su Invecchiamento, Telecomunicazioni, Energia e Cultura umanistica

L’Unical, dunque, prosegue il suo grande impegno nell’ambito delle attività di ricerca, progettazione e sviluppo di soluzioni innovative, riuscendo a cogliere le importanti opportunità offerte dal Piano nazionale di riprese e resilienza. 

Lo confermano i risultati dell’ultimo bando competitivo, in ordine di tempo, pubblicato dal ministero dell’Università e della Ricerca (Missione 4 “Istruzione e ricerca” – Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”) per la costituzione dei partenariati estesi alle università, ai centri di ricerca, alle aziende sul territorio nazionale.

I partenariati sono organizzati sul modello hub-spoke, in cui l’hub presiede allo svolgimento delle attività amministrative e lo spoke è la sede di attuazione delle attività di ricerca, con funzione di coordinamento dei partner affiliati. 

L’Unical è presente in 6 dei 14 progetti che sono stati selezionati dal ministero per passare alla fase negoziale. In due di questi – relativi alle aree ‘intelligenza artificiale’ e ‘cybersecurity’ – l’Unical sarà uno spoke nazionale, con un ruolo primario quindi di organizzazione e coordinamento delle attività di ricerca. Insieme a Bologna, Roma Sapienza, e Politecnico di Torino, l’Unical è tra i pochissimi atenei che saranno uno spoke in entrambi i partenariati sull’information technology, a conferma del primato dell’ateneo in questo ambito.

Il primo partenariato (denominato Future Artificial Intelligence Research) ha come capofila il Cnr. Referente Unical è il rettore Nicola Leone, coadiuvato dal prorettore Francesco Scarcello, e il budget assegnato all’ateneo supera i 16 milioni. Di questi, quasi 7 saranno investiti in bandi a cascata, che amplieranno sul territorio il raggio d’azione del finanziamento, mentre 1 milione 700mila euro saranno destinati all’assunzione di nuovi ricercatori e 1 milione ai dottorati di ricerca. 

Fanno parte del partenariato, con il ruolo di spoke, anche i Politecnici di Milano e Torino, la Fondazione Bruno Kessler, l’Istituto italiano di tecnologia, le università di Bari, Napoli Federico II, Roma Sapienza, Bologna, Pisa.

Il secondo partenariato in cui l’Unical è spoke (SEcurity and RIghts in the CyberSpace) vede come capofila l’Università di Salerno. Il referente Unical è il professor Andrea Pugliese, che coadiuverà il responsabile scientifico professor Francesco Buccafurri della Mediterranea di Reggio Calabria, e il budget per l’ateneo supera i 14 milioni di euro. Circa 1 milione di euro finanzierà bandi a cascata. Sono coinvolti insieme all’Unical, con il ruolo di spoke, il Cnr, le università di Salerno, Cagliari, Genova, Verona, Bologna, Roma Sapienza, Milano e il Politecnico di Torino.

L’Unical è poi coinvolta come partner nel progetto Age-in, guidato dall’Università di Firenze, sulla tematica “Conseguenze e sfide dell’invecchiamento”. L’ateneo è co-founder dell’hub e affiliata in tre spoke. Il referente Unical è il professor Giuseppe Passarino e il budget assegnato all’ateneo supera i 6 milioni di euro.

Ad altri tre partenariati, infine, l’Unical partecipa con il coinvolgimento diretto di suoi ricercatori, che opereranno “in convenzione” presso atenei sedi di spoke. Si tratta, nello specifico, dei progetti Telecomunicazioni del futuro, Scenari energetici del futuro, Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione e creatività. 

UNICAL AMBIENTE IDEALE PER LA RICERCA
IL PREMIO EUROPEO VALE L’ECCELLENZA

di FRANCO BARTUCCI – L’Università della Calabria premiata dalla Commissione Europea quale ambiente ideale per la ricerca. Entra così nel gotha degli atenei italiani che hanno ricevuto l’HR Excellence in research, che garantisce piena adesione ai principi della Carta europea dei ricercatori e al Codice di condotta per il reclutamento. Tale riconoscimento è stato conferito nell’ambito dell’iniziativa Human Resources Strategy for Researchers (HRS4R).

Un percorso finalizzato all’adeguamento della condotta di un’istituzione ai principi della Carta europea dei ricercatori e del Codice di condotta per il reclutamento dei ricercatori (C&C). In Italia solo 16 Università hanno ottenuto tale riconoscimento e tra questi l’Unical , una delle 4 collocate a Sud di Roma.

Il percorso è iniziato il 25 marzo del 2021 concludendosi un anno dopo, con la candidatura del progetto UniCal longs 4 Excellence, coronandosi così con un successo pieno. Il risultato ottenuto accresce la visibilità internazionale dell’Ateneo come ambiente di lavoro stimolante per le ricercatrici e i ricercatori, rendendolo così più attrattivo nei confronti dei migliori studiosi nazionali e internazionali.

Un risultato che porta il Rettore, prof. Nicola Leone, a dire: «Sono particolarmente soddisfatto per il riconoscimento che la Commissione Europea ci ha tributato accettando il nostro progetto senza alcuna revisione. Un piano strategico importante, dato che oggi più che mai, visti i cambiamenti nel mondo della ricerca universitaria, è necessario contare su un ambiente di lavoro accogliente e positivo. Nel mio programma di governance, non a caso, ho posto particolare attenzione alla necessità di prendersi cura delle risorse umane e del loro benessere lavorativo. Perché la ricerca di qualità e di eccellenza si ottiene solo in contesti stimolanti e inclusivi».

 «Il riconoscimento “HR Excellence in research” – ha dichiarato ancora Leone – è stato attribuito per la prima volta nella storia dell’Unical. I vantaggi non riguardano solo i ricercatori, ma tutto l’ateneo che diventerà un modello per il suo ambiente di lavoro fervido, favorevole alla crescita dei ricercatori. Il riconoscimento sarà, inoltre, garante dell’impegno dell’istituzione ad assicurare procedure di reclutamento e di valutazione eque e trasparenti. La comunità europea ha creduto nel nostro progetto. Intraprendiamo così un percorso virtuoso di crescita e di allineamento alle direttive europee, creando un ambiente accademico sempre più positivo e di alta qualità».

Per capirne l’importanza vediamo cosa prevede la Carta Europea dei ricercatori e il codice di condotta. I principi espressi sono quaranta, suddivisi in 4 aree tematiche: procedure di reclutamento; aspetti etici e professionali; condizioni di lavoro e previdenza sociale; nonché formazione. 

Il riconoscimento è stato attribuito dalla Commissione all’Unical in quanto i valutatori hanno apprezzato l’attenzione prestata nell’allineare le pratiche riguardanti la gestione delle risorse umane a quelle della Carta e dei principi del Codice. 

«L’analisi presentata è risultata completa e l’action plan ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti per l’utilizzo del premio HR Excellence in Research – si legge nella nota della Commissione. Il premio riflette l’impegno a migliorare continuamente le politiche in materia di risorse umane in linea con la Carta europea dei ricercatori e il Codice di condotta per il reclutamento dei ricercatori, in particolare l’impegno a realizzare procedure di reclutamento e valutazione eque e trasparenti».

Il Team Unical – «Un importante risultato per l’intero ateneo che, da oggi, fa parte della ristretta cerchia di istituzioni europee premiate con l’Award di eccellenza HRS4R della Commissione Europea – ha dichiarato Francesco Valentini, responsabile scientifico del progetto UniCal longs 4 Excellence –. Questo grande successo è il frutto di un sinergico e intenso lavoro di squadra durato circa un anno e mezzo, che ha visto una partecipazione massiccia e entusiastica di tutta la comunità accademica».

I lavori del progetto, portati avanti dallo staff dell’Area ricerca innovazione e impatto sociale (Ariis) dell’ateneo, sono stati coordinati da una commissione scientifica, presieduta dallo stesso Valentini, e da una tecnica, presieduta da Andrea Attanasio, responsabile di Ariis.

Un Piano per la parità di genere – La costante attenzione dell’Unical verso le buone pratiche nel campo delle risorse umane è testimoniata anche dal rafforzamento delle politiche per la parità di genere. L’ateneo ha infatti adottato il Genere equality plan (Gep) uno strumento che promuove, tra l’altro, l’equilibrio di genere nelle leadership, l’uguaglianza di genere nel reclutamento e nella progressione di carriera, l’integrazione della prospettiva di genere nella ricerca, nella didattica e nella terza missione, il contrasto a ogni forma di discriminazione, l’equilibrio tra vita privata e lavorativa. (fb)

Unical, bilancio positivo del 2021. «Un anno importante» dice il Rettore Leone

È stato un anno molto importante il 2021 per il nostro Ateneo – dice il Magnifico Rettore dell’Unical Nicola Leone – in un lungo messaggio destinato alla comunità accademica. «Sebbene sia stato ancora segnato dal Covid, non è stato un anno di attesa, non di transizione, ma di traguardi raggiunti».

Così il rettore Leone nella sua lettera: «Il 2021 ci ha visto conseguire risultati significativi, che voglio condividere con voi tutti perché non sarebbero stati possibili senza il vostro fondamentale contributo. È il successo di una comunità che supera le divisioni ritrovando coesione e senso di appartenenza, che condivide obiettivi e collabora per raggiungerli. È il successo di due anni di duro lavoro, di impegno e di fatica. Sforzi ben spesi, che hanno migliorato le performance dell’ateneo con un positivo impatto anche in termini economici, grazie all’incremento dell’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) ottenuto proprio sulla quota “competitiva”. I buoni risultati dell’ateneo  hanno consentito agli Organi di governo di approvare un bilancio previsionale espansivo per il 2022, che prevede notevoli investimenti sia per strutture e infrastrutture che in risorse umane, guardando al futuro con maggiore ottimismo.

Il 2021 è stato un anno significativo anche per i riconoscimenti ottenuti  dall’Unical. Voglio ricordare l’esito della verifica condotta dalla commissione di esperti di valutazione dell’Anvur, che ha assegnato all’ateneo un giudizio “pienamente soddisfacente”, con il voto più alto tra quelli riportati dalle università di Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia.

Nonostante l’insufficienza dei fondi statali e regionali, siamo riusciti a garantire, impegnando risorse di ateneo, la copertura del 100 per cento delle borse di studio agli studenti idonei per il 20/21 e quest’anno abbiamo assegnato tutti gli alloggi in tempi molto più rapidi che in passato, con un anticipo di due mesi e mezzo anche rispetto all’anno pre pandemia.

Abbiamo innovato l’offerta formativa, attivando corsi di avanguardia e diverse magistrali in lingua inglese che hanno destato grande interesse internazionale.

Ma il riconoscimento probabilmente più importante arriva dagli studenti e dalle famiglie che anche in questi due anni difficili hanno continuato a sceglierci. I dati sulle nuove immatricolazioni registrano infatti un’inversione di tendenza non solo rispetto al passato ma anche rispetto allo scenario nazionale odierno. Dopo un trend in costante calo nel periodo 2010-2019 – in cui abbiamo perso più del 15 per cento di nuovi iscritti ai corsi triennali e magistrali a ciclo unico – negli ultimi due anni non solo il calo si è arrestato, ma le immatricolazioni sono tornate a salire. L’anno accademico in corso segna un +11% rispetto al 2019/2020 e, mentre nel resto d’Italia le nuove iscrizioni quest’anno calano del 3,4%, all’Unical registrano un incremento del 2,74% anche rispetto al 2020/2021.

Sul fronte economico, è significativo il balzo in avanti sulla quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario assegnato dal ministero dell’Università e della Ricerca: in termini percentuali il peso del nostro ateneo nel sistema universitario nazionale è passato dall’1,34% del 2019 all’1,47% del 2021, con un guadagno di 5,3 milioni di euro sull’FFO. È il segno di un miglioramento delle nostre performance, oltre che di una maggiore attenzione prestata agli indicatori che regolano l’assegnazione dei finanziamenti ministeriali.

Queste risorse aggiuntive, unite a un’oculata gestione dei fondi disponibili, ci hanno permesso di programmare interventi significativi nel bilancio di previsione 2022.

Nonostante nel triennio i costi aggiuntivi da sostenere per gli stipendi eccedano di ben 4 milioni di euro i risparmi derivanti dai pensionamenti, abbiamo definito un significativo piano di potenziamento dell’organico sia per i docenti che per il personale tecnico amministrativo.

Per il personale docente sono previsti, in particolare, 15,65 punti organico, che si aggiungono ai piani straordinari ministeriali. Complessivamente, nel 2022 potranno prendere servizio più di 120 professori e saranno reclutati più di 60 nuovi ricercatori.

Per il personale tecnico-amministrativo l’ateneo prosegue nell’attuazione del piano straordinario interno che prevede l’impiego di circa 25 punti organico destinati all’ampliamento ed alla valorizzazione del personale, con avanzamenti di carriera, stabilizzazioni e nuove assunzioni.

Il primo passo è stato compiuto prima di Natale con la firma del contratto a tempo indeterminato per 26 collaboratori precari che avevano maturato i requisiti previsti dalla legge Madia e prenderanno servizio tra qualche giorno. Andremo avanti con l’emanazione dei bandi nei prossimi mesi per 76 concorsi che rappresentano anche una grande opportunità di avanzamento per i dipendenti (le promozioni potrebbero premiare fino ad un massimo di 230 dipendenti in caso di vincitori interni).

E ulteriori risorse sono state destinate alla formazione del personale con un incremento del fondo di 50mila euro, rispetto a quanto stanziato nel 2021.

In bilancio, inoltre, sono stati stanziati oltre 60 milioni di euro destinati a investimenti su infrastrutture e tecnologie. Sono stati previsti, ad esempio, 2 milioni di euro circa per la sostituzione degli ascensori non funzionanti e l’eliminazione delle barriere architettoniche, fondi che si aggiungono ai progetti in corso. Tre milioni e mezzo saranno destinati al potenziamento dell’illuminazione e della videosorveglianza, 6,8 milioni all’efficientamento energetico degli impianti termici e agli impianti fotovoltaici e 3,5 milioni al miglioramento della sicurezza, con interventi sulla ventilazione dei locali e il sistema antincendio delle biblioteche.

Possiamo essere soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto, insieme, nel 2021 e guardare con fiducia all’anno che sta per iniziare. Siamo ben consapevoli delle difficoltà che ci attendono. Le sfide sono tante, a partire dal Pnrr: una grande opportunità di finanziamento della ricerca, che comporterà però sforzi enormi per la progettazione e il rispetto di tempistiche davvero molto stringenti.

La strada è lunga, ci sono processi da migliorare e tanti problemi da superare, ma l’Unical ha cambiato passo ed ha intrapreso un percorso virtuoso che potrà portarci molto lontano.

Vi ringrazio di cuore per tutto l’impegno e il forte senso di appartenenza che dimostrate ogni giorno con il vostro lavoro all’Unical, augurando a voi, alle vostre famiglie e alla nostra università un felice 2022». (rcs)

L’appello del Rettore dell’Unical Nicola Leone per vaccinarsi e aderire alla terza dose

di FRANCO BARTUCCIConfortato dal via libera dell’Aifa e del Ministero della Salute, il Rettore Nicola Leone ha lanciato un appello all’intera comunità universitaria, essendo passati oltre cinque mesi dalla somministrazione della seconda dose del vaccino, di aderire alla campagna della terza dose.

«Docenti e personale universitario hanno completato il ciclo primario di vaccinazione in ateneo nel mese di giugno e possono quindi – dice il Rettore nel suo appello – ora aderire alla somministrazione della terza dose. Possono farlo sin da subito gli over 40, mentre chi rientra nella fascia anagrafica 18-39 anni potrà prenotare e ricevere la terza dose dal primo dicembre, secondo quanto annunciato dal ministro della Salute, Roberto Speranza».

Il rettore Nicola Leone ha ricevuto il richiamo  appena entrata in vigore la circolare ministeriale che ha consentito di ridurre i tempi di somministrazione, presso l’hub vaccinale di Dattoli, a Rende.

«Invito con forza tutti i membri della comunità universitaria, vaccinabili con terza dose, ad aderire. Fare il richiamo – sottolinea il rettore Nicola Leone – è importante per tutelare se stessi e gli altri: rafforza e prolunga la risposta immunitaria dell’organismo e contribuisce a frenare la circolazione del virus, che mantiene al momento livelli ancora preoccupanti. Siamo alle soglie dell’inverno, stagione in cui, lo abbiamo visto, il virus si trasmette con maggiore facilità, perché trascorriamo molto tempo all’interno. Vaccinandoci ora, potremo trascorrere un Natale più sereno con i nostri cari».

Per facilitare la somministrazione della terza dose al personale universitario, l’Unical – grazie alla collaborazione dell’Asp di Cosenza, del direttore del distretto sanitario Valle Crati, Ottorino Zuccarelli, e del responsabile Igiene pubblica, Dario Augieri – sta valutando la possibilità di organizzare una giornata di vaccinazione, riservata all’ateneo, presso l’hub di contrada Dattoli (via Vespasiano Gonzaga, Rende).

È allo studio anche la possibilità di prevedere successivamente turni di somministrazione della terza dose dedicati agli studenti.

«L’efficacia della protezione – dice sempre il Rettore Leone – offerta dal vaccino è ormai confermata dai dati. Dati, però, che vanno letti bene, evitando di cadere in interpretazioni fuorvianti. Il confronto, infatti, tra gli effetti del Covid tra vaccinati e “no vax” non può avvenire sui numeri assoluti, ma deve tener conto del fatto che la popolazione dei vaccinati è ben maggiore di quella dei non vaccinati. Prendiamo un campione di 100 persone di cui 85 vaccinate e 15 non vaccinate. Se vi fosse un egual numero di 10 decessi tra vaccinati e “no vax” nel campione, il tasso di morte sarebbe del 67% (10 su 15) per i “no vax” e di appena il 12% (10 su 85) tra i vaccinati».

Considerando la percentuale di popolazione che si è vaccinata, i dati sui decessi negli over 80 nel mese di ottobre (fonte Iss, bollettino di sorveglianza integrata del 17 novembre 2021) mostrano che, in termini di probabilità statistica, il rischio di morte da Covid per chi non è vaccinato è enormemente più alto rispetto a chi ha ricevuto il vaccino. Ma non si tratta di un rischio doppio o triplo, che sarebbe già enorme: il rischio di morire per un “no vax” è 6 volte maggiore rispetto a chi è vaccinato, addirittura 9 volte maggiore di chi è vaccinato da meno di sei mesi.

Con la somministrazione della dose di richiamo viene inoltre rilasciato un nuovo Green Pass. Entro 48 ore dalla vaccinazione si riceverà un nuovo Authcode, che permetterà di generare la certificazione.

Il nuovo Green Pass andrà poi caricato sulla piattaforma Smart Campus dell’Università della Calabria. (fb)

Cosenza capitale dell’Intelligenza Artificiale: intervista al Rettore Nicola Leone

di SANTO STRATI – C’è una singolare coincidenza nella straordinaria carriera del Rettore dell’Università della Calabria, Nicola Leone, una delle riconosciute autorità mondiali nel campo dell’Intelligenza artificiale. Nel 1999 vince il concorso come professore ordinario all’Università di Torino, ma il forte legame per la sua terra di origine e la voglia di dare un personale contributo al territorio calabrese lo spingono a tornare in Calabria. È quella stessa Torino oggi insidia a Cosenza il ruolo di sede italiana per l’Intelligenza Artificiale. Ma è un discorso che faremo in altra occasione. Oggi parliamo di un’Università che ha compiuto da poco i 50 anni dalla sua istituzione e ha lanciato un’idea della Calabria diversa dai soliti stereotipi: competenza, talento, capacità di eccellere. 

Sono queste le caratteristiche che l’Unical ha saputo valorizzare per conquistare il meritato ruolo di Ateneo che sfiora l’eccellenza e che nel campo tecnologico fa invidia a blasonate Università d’oltreoceano. Non a caso, la NTT Data, un colosso dell’informatica mondiale ha scelto Cosenza come sede da affiancare a Milano e Napoli. 

Non a caso, vengono dal Giappone, dagli Usa, da tutto il mondo, “in pellegrinaggio” dal prof. Nicola Leone per cercare di capire e carpire le sue conoscenze e le sue competenze, eccezionali, nel campo dell’Ai, l’intelligenza artificiale che oggi ha sempre più un ruolo determinante nella nostra realtà quotidiana.

– Prof. Leone, esiste un modello Unical? Quali sono le caratteristiche che rendono preziosa la sua Università?

«La specificità del nostro Ateneo discende dalla volontà dei suoi fondatori di collegare strettamente, già nel progetto iniziale, ciò che abitualmente definiamo la prima, la seconda e la terza missione dell’Università, cioè didattica, ricerca e promozione del territorio. A differenza della maggior parte delle altre università, l’Unical è stata pensata, fin dal lavoro del primo rettore Andreatta, per interagire con l’ambiente circostante e per favorirne lo sviluppo. 

L’Università della Calabria è nata quale elemento centrale di un progetto politico che l’aveva individuata come risorsa strategica per uno sviluppo del Mezzogiorno, capace di integrare le vocazioni dei territori con una formazione aperta alle sfide internazionali, presupposto indispensabile per una nuova classe dirigente. Dopo mezzo secolo (il prossimo anno accademico sarà il cinquantesimo) l’Unical è molto cambiata, è progressivamente cresciuta con il suo, spesso critico, territorio, offrendo da un lato opportunità di occupazione e trasferimento tecnologico, dall’altro spazi di confronto, condivisione e cultura. 

L’impatto della nostra Università sulla società e sul territorio è stato ed è rilevante, non solo per ciò che concerne le attività svolte, le infrastrutture e i soggetti coinvolti, ma soprattutto per la portata culturale ed educativa». 

– L’Unical sta diventando sempre di più un Ateneo vicino all’eccellenza. Quali sono gli scogli ancora da superare e quali gli obiettivi da raggiungere?

«Tanto è stato fatto, ma la strada da percorrere resta ancora tortuosa, specie se si considera la situazione socio-politica della Calabria. Con coraggio, dobbiamo contrapporci al rischio di un’ulteriore marginalizzazione della nostra regione rilanciando e rivendicando il ruolo culturale e sociale del nostro Ateneo. 

L’Unical si sta proponendo sempre più come un modello integrato per lo sviluppo sostenibile del territorio, in cui ricerca, innovazione, formazione e responsabilità sociale concorrono alla competitività e al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. 

– Ha pensato ad aprire ai giovani calabresi, di terza e quarta generazione, che vivono fuori della Calabria e potrebbero frequentare l’Unical, per decidere, poi, di fare il percorso inverso dei propri avi: ritornare in Calabria per mettere a frutto capacità, talento e competenze? 

«Il mondo oggi cambia a ritmi vertiginosi e richiede competenze sempre nuove. La nostra sfida è quella di dotare i nostri studenti di strumenti adeguati per interpretare questi mutamenti e per vivere da protagonisti un futuro tanto affascinante quanto complesso. 

Occorre perseguire, specialmente nel contesto calabrese, la vocazione all’inclusione per consentire ai nostri giovani un’esperienza di alta formazione universitaria. La nostra missione è favorirne la crescita, insegnar loro ad apprendere in modo dinamico e continuo; la nostra ambizione è quella di formare cittadini responsabili, in grado di affrontare le sfide di ogni giorno, capaci di migliorare le loro vite e il mondo in cui vivranno.

Uno dei miei obiettivi è quello di puntare su profili di alto livello scientifico, evitando la provincializzazione attraverso un’ampia apertura dell’università, nazionale e internazionale. Questo potrebbe segnare proprio un percorso inverso dei cosiddetti “cervelli di ritorno”. 

Io stesso ho seguito questo tragitto, tornando dopo sei anni da Vienna dove ero professore di ruolo al Politecnico. Ma lo ha fatto di recente anche Paolo Zimmaro, ingegnere geotecnico calabrese che ha deciso di lasciare la University of California di Los Angeles per tornare qui in Unical presso il Dipartimento di Ingegneria ambientale. 

Penso anche alla formazione dei giovani figli di calabresi, che potrebbero venire a studiare qui: la nostra offerta formativa è di qualità e al passo con i tempi, frutto di un grande lavoro di riforma organica dell’offerta didattica». 

– Quindi l’Unical presenta una nuova offerta formativa?

«Sì, la governance dell’ateneo e i Dipartimenti, proprio quest’anno, hanno rinnovato i percorsi di studio dopo aver compiuto un’accurata analisi dell’offerta esistente e della sua attrattività rispetto alla domanda che arriva dal territorio e agli scenari occupazionali. Invito a visitare il portale dell’Unical per avere informazioni sull’ampio ventaglio di corsi di studio triennali e magistrali: 

www.unical.it/portale/didattica/

Tra le novità di quest’anno ci sarà anche il corso di Medicina e tecnologie digitali, interateneo con l’università Magna Graecia, che consentirà di conseguire anche un secondo titolo in Ingegneria informatica, curriculum bioinformatico. Infine, è in corso anche una profonda revisione dei bienni magistrali con la riorganizzazione di alcuni corsi esistenti e l’aumento delle lauree internazionali, di cui ben 12 erogate interamente in lingua inglese.

Inoltre, grazie alle nostre residenze in Campus e alle numerose borse di studio a copertura totale, tanti giovani calabresi di ogni estrazione sociale, ma anche studenti di altre regioni e di paesi stranieri, trovano qui un’università che si distingue certamente per la qualità della ricerca e della didattica, ma che è anche in grado di garantire quella accoglienza che è sempre stata un nostro tratto distintivo, riconosciuto ai calabresi in tutto il mondo. (s)