Bevacqua (PD): Tagliare 2 mln all’anno su organico e Carta Docenti per finanziare Scuola di Alta Formazione non ha senso

Il consigliere regionale e capogruppo del Partito DemocraticoDomenico Bevacqua, ha definito «senza senso la decisione, già messa nero su un bianco in un decreto del governo che merita nuovi approfondimenti, di dare vita ad una Scuola di Formazione che sarà finanziata da un cospicuo taglio alla carta docenti e all’organico da due milioni di euro all’anno per un totale di otto milioni di euro».

«L’Alta Scuola di Formazione servirà a valutare i docenti ed organizzare i corsi di formazione e si capisce – ha spiegato Bevacqua – che si tratta di un’attività che ha minima importanza rispetto alle reali esigenze della scuola italiana che si trova costantemente sotto organico e non riesce a fare fronte alle esigenze degli studenti, specialmente quelli più svantaggiati. Per non parlare, inoltre, degli investimenti che sarebbero necessari per rendere moderne e sicure le strutture scolastiche, soprattutto nel Meridione».

«Come gruppo Pd in Consiglio regionale – ha concluso – ci attiveremo immediatamente, anche tramite il segretario regionale Nicola Irto, per coinvolgere i vertici del partito nazionale e fare in modo che si possa bloccare questo decreto che non va nella direzione giusta e provoca un’enorme spesa senza ricadute reali per lo sviluppo della scuola italiana». (rrc)

Il Pd Calabria: Reperire in fretta risorse per finanziare imprese calabresi che hanno subìto perdite col covid

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale si è detto favorevole a votare ad una modifica legislativa che renda possibile reperire ulteriori risorse economiche per la “Promozione dell’occupazione sostenibile e di qualità del Por Calabria  FESR-FSE 2014-2020”.

I consiglieri regionali del Pd Mimmo Bevacqua, Ernesto Alecci, Franco Iacucci, Nicola Irto e Raffaele Mammoliti in una nota hanno ricordato di aver espresso preoccupazione per «l’esiguità delle risorse finanziare messe a disposizione  al momento dell’approvazione della programmazione di spesa che poi ha reso possibile l’emanazione dell’avviso pubblico per concedere finanziamenti alle imprese che hanno subito perdite di fatturato superiori al 10% nell’anno 2020 a causa dell’epidemia da Covid 19». 

«Così come previsto – hanno proseguito i consiglieri regionali dem – è avvenuto che su 1600 adesioni all’avviso, sono state finanziate soltanto 457 domande, tanto che la stessa vicepresidente della giunta regionale Giusi Princi, titolare delle deleghe al Lavoro e alla Formazione, ha dichiarato che, insieme al presidente Occhiuto, sta valutando la possibilità di incrementare la dote finanziaria per allargare la platea delle imprese aventi diritto al finanziamento». 

«Crediamo sia un atto  dovuto – ha detto il gruppo del Pd – per venire incontro a tutti gli imprenditori calabresi messi in ginocchio dalla crisi economica innescata dalla pandemia e che hanno diritto a ripartire. Un provvedimento che servirà anche a rilanciare l’economia calabrese nel suo complesso e sul quale dichiariamo già la disponibilità ad un voto favorevole in Consiglio regionale, augurandoci che la sua calendarizzazione avvenga in tempi rapidi».

«Davanti al grido d’aiuto lanciato da chi vive momenti di difficoltà non si può rimanere inerti – hanno concluso i consiglieri regionali –. Per questo oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza agli operatori interessati, vigileremo affinché il proposito dichiarato dal vicepresidente Princi trovi attuazione nell’avvio degli atti necessari». (rrc)

Vertenza Calabria, Irto (PD): Fondamentale far diventare la regione priorità del Governo nazionale

Il segretario regionale del Pd, Nicola Irto, ha evidenziato come «far diventare la nostra Regione una priorità per il governo nazionale e aprire una nuova questione Calabria all’interno di una nuova questione meridionale è un punto fondamentale. Per cui non possiamo che guardare con interesse positivo e costruttivo alla vertenza Calabria e al confronto tra il presidente della Regione e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil nazionali  della Calabria».

 «Siamo ad una fase embrionale del confronto – ha spiegato il segretario regionale – che dovrebbe portare sul tavolo del governo guidato da Mario Draghi le principali questioni da affrontare per fare in modo che la Calabria possa uscire dalla condizione di sottosviluppo in cui versa da anni e poter recuperare il terreno perduto nei confronti delle altre Regioni italiane e dell’Europa. Su questioni di interesse generale è un fatto positivo che si registri il coinvolgimento più ampio possibile di tutte le forze politiche e trovi così rappresentanza massima l’interesse collettivo e la tutela dei diritti di ciascuno».

«Abbiamo appreso dai resoconti dell’incontro romano –ha dichiarato ancora il segretario regionale del Pd Irto – che sono già stati individuati diversi punti da inserire nella vertenza Calabria e in particolare: il rifacimento e l’ampliamento della Strada Statale Jonica; lo sviluppo e il reale finanziamento delle Zone economiche speciali, e in particolare della Zes incidente sul porto di Gioia Tauro ; la possibilità di investire più facilmente e con meno vincoli burocratici sulla produzione di energia da fonti rinnovabili; lo sblocco delle assunzioni e l’assorbimento del bacino dei precari per la sanità, e in particolare per i pronto soccorso».

«Si tratta, ovviamente – ha detto ancora – di questioni fondamentali delle quali si parla da tempo e che meritano il massimo interesse di questa Assemblea, del governo regionale e di quello nazionale. Rimane comunque anche tanto altro da discutere a affrontare. Abbiamo visto ad esempio che i tirocinanti calabresi hanno già protestato per non essere stati inseriti nella vertenza e come loro tanti dei lavoratori precari calabresi, a prescindere da quelli operanti nella sanità, aspettano di conoscere il proprio futuro».

«Ma nella vertenza Calabria – ha spiegato – le politiche occupazionali in genere devono avere uno spazio fondamentale – spiega Irto – Abbiamo visto gli ultimi rilievi Eurostat che inseriscono la nostra Regione agli ultimi posti per occupazione giovanile in Europa con un tasso di disoccupazione fra i più giovani che arriva al 37%. Si tratta di una vera e propria emergenza che, se non affrontata, porterà al totale spopolamento della Regione e alla definitiva condanna del suo sistema sociale ed economico. Servono interventi straordinari per incentivare l’occupazione attraverso percorsi che siano fuori dall’assistenzialismo e creino condizioni favorevoli per lo sviluppo e gli investimenti delle imprese. Serve ripensare il rapporto tra Università, istituzioni, scuole e mondo del lavoro per fare in modo che le competenze e le professionalità che formiamo sul nostro territorio abbiano la possibilità di restare a lavorare in Regione. Credo che nella vertenza Calabria l’emergenza occupazionale debba avere uno spazio importante».

«Non va poi dimenticato che il governo nazionale deve assumersi le responsabilità di quanto avvenuto nella gestione della sanità calabrese dopo i lunghi anni di commissariamento – ha detto ancora Irto –. Credo che nell’interlocuzione con il governo Draghi, e il Pd in tal senso si sta muovendo attraverso tutti i canali possibili già da tempo, debba assumersi le responsabilità di gestione dello Stato. Durante il commissariamento il debito sanitario è cresciuto e i Lea si sono abbassati. Non è giusto che i calabresi continuino a pagare debiti creati da altri. Penso che in una vertenza Calabria questa discussione non possa essere tralasciata».

«Da oggi in avanti – ha spiegato Irto guardando al prossimo futuro – se vogliamo davvero che questo percorso abbia un senso dovrebbe istituirsi una sorta di tavolo di confronto continuo che possa monitorare ogni giorno ogni avanzamento, raccogliere esigenze e proposte e lavorare a progetti concreti e soluzioni possibili da proporre a Roma insieme all’elenco delle emergenze.  Rimane fondamentale poi, come più volte abbiamo sottolineato, che nell’affrontare emergenze ed elaborare soluzioni si riesca ad avare una visione complessiva del futuro della nostra Regione.  Non si può continuare ad improvvisare. Una programmazione attenta, con l’idea chiara della Calabria che vogliamo costruire da qui a dieci anni, ci consentirà di essere più credibili ai tavoli delle trattative e a investire al meglio le risorse siano esse quelle del Pnrr o del Pon Salute».

«Un progetto e una visione di insieme – ha concluso – alla quale si può arrivare attraverso il confronto e la concertazione, consentirà di evitare micro interventi slegati tra loro che mai hanno consentito uno sviluppo armonico del nostro territorio condannandolo ad una situazione di perenne emergenza». (rrc)

Pon Salute e riforma della Sanità, il Pd al lavoro per elaborare proposte di legge regionale

Il Partito Democratico calabrese è al lavoro per elaborare proposte di legge per il Pon Salute e riformare la sanità, partendo dal confronto offerto dalle Agorà Democratiche, «un grande momento di confronto e di apertura verso il mondo che è anche al di fuori del nostro partito», ha spiegato il segretario regionale Nicola Irto.

L’incontro, dal titolo Pnrr, Pon Salute e Dm 71: È adesso il tempo per la riforma sanitaria in Calabria, ha visto la partecipazione di Sandra Zampa, Segreteria Nazionale Pd e Responsabile Salute; Nicola Irto, Segretario regionale PD, Franz Caruso, Sindaco di Cosenza, Sebastiano Andò, Direttore Centro sanitario dell’Università della Calabria, Elio Bozzo, Medico e già direttore del Distretto Sanitario Cosenza, Sergio Arena, Primario all’Ospedale di Crotone, Franco Mammì, Medico Pediatra, Mimma Iannello, Presidente Federconsumatori Calabria e Anna Domenica Mignuoli, Presidente Associazione Dall’Ostetrica. Le conclusioni sono state affidate a Peppe Provenzano, Vicesegretario nazionale Pd.

«Questa iniziativa – ha spiegato ancora Irto – non nasce in maniera estemporanea, ma dopo una serie di altri incontri e dalla richiesta di approfondire il tema ed elaborare proposte concrete per riformare la sanità. Il Pon salute dimostra la consapevolezza europea che per rendere moderno un territorio serve una risposta sanitaria efficiente. Serve adesso una programmazione integrata tra le Regioni del Mezzogiorno con attenzione anche alla necessità di aumentare gli organici. Elaboreremo in piattaforma proposte che tramuteremo in proposte di legge regionali».

«Non voglio fare polemica politica – ha concluso – ma il governatore e commissario alla sanità ha chiesto al presidente dell’Albania l’invio di medici e infermieri. Non ci si deve vergognare di chiedere aiuto, ma per essere concreti serve il coraggio delle scelte e di dare risposte in Consiglio regionale e serve un confronto vero sugli strumenti da mettere in campo».

Il sindaco di Cosenza Frank Caruso ha insistito sulla necessità di arrivare al completamento del nuovo ospedale di Cosenza. «Serve al contempo investire sul capitale umano e trattenere nelle nostre strutture le migliori competenze e professionalità che spesso invece vanno a lavorare nelle città del Nord». 

La responsabile nazionale della sanità per il Pd Sandra Zampa: «I 625 milioni  del Pon si aggiungono alle risorse del Pnrr che dovranno servire per combattere la povertà sanità e eliminare le ulteriori sperequazioni create dal Covid. Il Pd deve rendersi parte attiva per individuare le misure concrete da adottare in tutte le  quattro aree previste dal Pon».

Il vicesegretario nazionale del Pd Giuseppe Provenzano ha richiamato la responsabilità dello Stato per la situazione in cui versa la sanità nella nostra Regione. «Dopo il lungo commissariamento la Calabria ha i livelli di assistenza più bassi d’Italia. Credo che a questo punto si debba parlare di un debito dello Stato italiano verso la Calabria. Lo dico anche da ex ministro per il Sud che ha vissuto quella vicenda imbarazzante del rinnovo del commissariamento».

«Serve, in ogni caso – ha proseguito – lavorare alla riforma della sanità con le risorse di cui stiamo discutendo, restituendo al termine riforma il suo significato autentico: riforma nel senso di diminuire la diseguaglianza nei diritti tra i cittadini. Una diseguaglianza che si avverte specialmente nelle Regioni meridionali in materia di diritto alla salute. Abbiamo assistito, inoltre, a un progressivo depauperamento delle nostre risorse umane e all’aumento del precariato che hanno reso assai complicata la riorganizzazione dei servizi sanitari e la loro integrazione con i servizi socio-assistenziali. Un nodo fondamentale che dovrà essere affrontato in tempi rapidi».

Provenzano ha poi dato atto del nuovo corso intrapreso dal Pd dopo l’elezione di Nicola Irto «che sta riorganizzando il partito con l’approvazione e il pieno sostegno della segreteria nazionale» e ringraziato Carlo Guccione per l’organizzazione dell’Agorà. (aer)

Il PD presenta la proposta di legge per istituire la figura dello psicologo di base

Il Consigliere regionale del Partito DemocraticoNicola Irto, ha depositato in Consiglio regionale la proposta di legge per l’istituzione dello psicologo di base, di cui è stato il primo firmatario. Di questa importante figura, se ne è parlato nell’Agorà Democratica trasmessa su Zoom e la pagina Fb del partito regionale.

All’incontro hanno preso parte Simona Mungo, Santo Cambareri, Anna Pittelli, Felice Torricelli, le senatrici Caterina Biti e Paola Boldrini.

Si tratta di un’iniziativa di civiltà che punta a realizzare un’idea di medicina di base diversa rispetto al passato e attenta ai disagi di ogni genere. Il Covid ha accelerato i problemi e i bisogni dei cittadini e per questo il gruppo del Pd ha deciso di proporre un provvedimento legislativo efficace che possa fornire risposte immediate alle famiglie calabresi.

Santo Cambareri, coordinatore di “AltraPsicologia Calabria” e consigliere dell’Ordine degli psicologi calabrese, ha sottolineato l’importanza del testo di legge in discussione e invitato i consiglieri regionali a fare il massimo affinché il Consiglio possa approvarlo nel più breve tempo possibile. 

Anna Pittelli, componente della direzione nazionale del Pd, ha ricordato come sia particolarmente importante «avere a cuore il benessere psicofisico delle persone dopo i due anni difficili contrassegnati dalla pandemia»

Il segretario regionale del Pd Nicola Irto si è detto «Molto contento della discussione. Grazie a questi confronti siamo riusciti ad arrivare alla presentazione di una proposta di legge nata dal basso che poi ha conquistato l’attenzione di addetti ai lavori e non e ci hanno ribadito la necessità della figura dello psicologo di base ad una Regione che ha tantissimi problemi sanitari».

«Abbiamo individuato – ha concluso – le risorse necessarie e previsto la creazione di un Osservatorio regionale che  monitori la situazione del disagio psicologico in Calabria. Si tratta di una norma di civiltà e che ci consente di tenerci in contatto, come fa un partito federale, con la proposta di legge quadro che abbiamo presentato in Senato. Né possono essere accettate le provocazioni di chi ci ha accusato di avere presentato una legge che non tiene conto dell’emergenza sanitaria calabrese. E’ vero l’esatto contrario». 

La senatrice Caterina Biti ha evidenziato come sia «fondamentale intervenire sui disagi psicologi dei più piccoli alla loro prima manifestazione. Interventi fondamentali per evitare poi ulteriori costi per il sistema sanitario quando questi disagi dovessero poi continuare anche da adulti. Serve grande attenzione specialmente dopo i due anni di pandemia».

Le conclusioni sono state affidate alla senatrice Paola Boldrini. «Mettere al centro il diritto alla salute è fondamentale. E non si tratta di salute solo fisica, ma anche psichica. La proposta di legge al Senato l’abbiamo presentata nel 2020 nel pieno della pandemia. E non è accettabile dire che questo non sia un tema prioritario per la sanità: vuol dire avere ancora una mentalità arretrata. Nelle società complesse come la nostra e in un periodo come questo il supporto psicologico è fondamentale. Sono contento che questa proposta di legge abbia attirato l’attenzione di tanti giovani». (rrc)

 

Confronto PD online sulla 106: la statale diventi priorità del Governo

Ammodernare la Statale 106 e renderla infrastruttura strategica per la Calabria e l’intero Mezzogiorno. Questo il tema che è stato approfondito dall’Agorà trasmessa in diretta facebook sulla pagina del Pd calabrese. 

Al dibattito, moderato da Enrico Tarzia, hanno preso parte Nicola Irto, segretario regionale del Pd, Francesco Macrì, componente Corsecom, Alberto Prestininzi, docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Santo Biondo, Segretario Generale Uil Calabria, Angelo Sposasto, Segretario Generale Cgil Calabria, Vittorio Zito, Sindaco di Roccella Jonica e la giornalista Rai Enrica Agostini.

Oggi, finalmente, sembra emergere una più diffusa consapevolezza che ha portato il problema dell’ammodernamento della Statale 106 al centro del dibattito pubblico. Investire in questa fondamentale infrastruttura diventa indispensabile per immaginare uno sviluppo concreto della Calabria e potenziare il diritto alla mobilità dei calabresi. Ed il Pd, anche attraverso lo strumento delle Agorà, ha intenzione di provare ad indirizzare il dibattito per fare in modo che si possa arrivare in tempi rapidi a soluzioni concrete.

Francesco Macrì ha evidenziato che «La Statale 106 collega tre Regioni Meridionali ed è fondamentale per il collegamento dell’Europa con il Mediterraneo. Tutti sappiamo quanto è importante e adesso è il momento che dalla discussione si passi alla seconda fase che deve necessariamente svolgersi a Roma. Spero che il Pd possa seguire da vicino questo percorso».

Idea sostenuta anche dalla giornalista Enrica Agostini che ha rilanciato «l’importanza di avviare un confronto nazionale sul tema con tutti gli attori coinvolti, anche perché molti esponenti del governo non conoscono bene il problema».

Angelo Sposato ha confermato che i  sindacati calabresi coinvolgeranno i propri vertici nazionali per discutere della Statale 106 e delle altre infrastrutture calabresi. «Il Pd ha fatto bene ad assumere questa questione anche in Consiglio regionale con la risoluzione che va nella direzione giusta e va sottolineato in questo senso il lavoro del gruppo del Pd e di Nicola Irto»

Santo Biondo ha sottolineato l’importanza dell’incontro tra i sindacati nazionali e il governatore Occhiuto, fissato per il prossimo 21 aprile. «Dobbiamo essere chiari: al momento non c’è la volontà nazionale di risolvere il problema ed è grave che ciò avvenga in un momento di grande opportunità e disponibilità di risorse. Serve dunque che la politica calabrese riesca a modificare questa volontà»

Secondo il prof Prestininzi «Da tanti anni assistiamo a discussioni accademiche sulla Statale 106. Il confronto di oggi invece indica un percorso diverso e più concreto. Proporrei un incontro preliminare con i sindaci per arrivare magari al confronto romano con un progetto esecutivo già approntato».

Il sindaco Zito: «Prima di studi, progetti e degli stessi finanziamenti serve una volontà politica precisa che continua a mancare. Da Squillace a Reggio Calabria manca qualsiasi tipo di progettazione che deve essere assunta da Anas. Mentre per altri tratti, fuori dalla Calabria, l’ammodernamento c’è stato, proprio perché c’è stata la volontà politica».

Le conclusioni sono toccate a Nicola Irto. «Questa non voleva essere l’ennesima occasione per discutere della Statale 106, ma è un confronto che nasce dal basso e che ha trovato naturale sbocco nello strumento delle Agorà democratiche. Serve per dare respiro nazionale all’iniziativa in modo che le possibili soluzioni arrivino a Roma e siano inserite anche nel futuro programma di governo. Nelle scorse settimane abbiamo approvato una risoluzione sulla 106 in Consiglio regionale con il Pd che ha cercato il consenso più largo possibile senza strumentali critiche al governo di centrodestra degli ultimi due anni. Con questo documento il governatore Occhiuto ha la titolarità a discutere dell’infrastruttura con il governo nazionale per raggiungere l’obiettivo. La Statale 106 deve entrare nell’agenda nazionale e diventare priorità per il Paese. Serve certezza sui canali di finanziamento, poi serve impegno sulla semplificazione normativa per la progettazione  e, infine, un commissario ad acta che si occupi esclusivamente della Statale 106». (rrm)

Gruppo Pd in Consiglio regionale: Serve massima attenzione sul lavoro nero e il caporalato

I consiglieri regionali del Pd Nicola Irto, Ernesto Alecci, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Raffaele Mammoliti, hanno espresso profonda preoccupazione per lo scenario che è emersa dall’inchiesta aperta dalla Procura di Castrovillari, guidata da Alessandro D’Alessio, che ha portato a diversi arresti e al sequestro di diverse aziende operanti tra Calabria e Basilicata, per reati connessi allo sfruttamento del lavoro.

«Dalle indagini dei Carabinieri – hanno spiegato – emergono l’assenza di visite mediche per i lavoratori impiegati nel lavoro dei campi, turni massacranti e i soliti “caporali” che pretendono la restituzione dello stipendio, già misero, corrisposti ai lavoratori». 

«Si tratta di una situazione assai grave – hanno proseguito i consiglieri regionali dem –  che deve essere monitorata con grande attenzione, perché la crisi economica innescata dalla pandemia da Covid 19 potrebbe portare ad un aumento dello sfruttamento e del lavoro nero, già assai presente nel tessuto economico calabrese e del Meridione». 

«Il Pd è sempre stato sensibile a questi temi – hanno detto ancora i consiglieri regionali –  tanto che nel 2016 il Consiglio regionale approvò, proprio su proposta del gruppo dem di allora, una legge sulla sicurezza del lavoro e per l’emersione del lavoro nero. Serve, però, non abbassare la guardia e confrontarsi con sindacati e rappresentanti di categoria per arrivare a elaborare ulteriori strumenti normativi e di vigilanza che possano garantire i diritti dei lavoratori».

«Il Consiglio regionale deve, da subito – hanno concluso – procedere a calendarizzare la discussione sul fenomeno in maniera tale di arrivare, in tempi brevi, a fornire risposte concrete in un momento assai difficile per la Calabria dove lo stato di bisogno in cui versano ampie fasce della popolazione può rafforzare il potere della criminalità e l’ulteriore creazione di sacche di sfruttamento e di lavoro nero». (rrc)

Il PD: Si sfruttino le risorse del Pnrr e del Pon Salute per rivoluzionare la sanità calabrese

Si sfruttino le risorse del Pnrr e del Pon Salute per rivoluzionare la sanità calabrese. È quanto è emerso dal dibattito, svoltosi online, dal titolo Pnrr e Pon salute, un’opportunità di vera riforma sanitaria per la Calabria, organizzato dal Responsabile Sanità per il Mezzogiorno del partito, Carlo Guccione, di concerto con la federazione regionale ed il segretario Nicola Irto

Le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee e nazionali sono cospicue e la sfida, adesso, è quella di mettere a sistema una programmazione integrata che coinvolga l’intero Mezzogiorno ed offra servizi di qualità, personale specializzato e numericamente adeguato, e strutture moderne ed attrezzate.

Oltre a Carlo Guccione e Nicola Irto, hanno partecipato al dibattito anche la consigliera regionale e medico, Amalia Bruni, il segretario regionale della funzione pubblica Cgil medici, Francesco Masotti, il portavoce di Comunità competente e medico, Rubens Curia, il presidente dell’Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato e il medico pediatra Franco Mammì

Il segretario Nicola Irto, introducendo i lavori, ha evidenziato «la necessità di riportare la discussione sulla sanità in Consiglio regionale che, fin qui, è stato esautorato e privato delle sue funzioni. Adesso serve un cambio di marcia considerando che la situazione è molto diversa rispetto a quella delineata dai decreti Calabria, che esiste un presidente di Regione anche Commissario ad acta  e che possiamo finalmente iniziare a dibattere di una riforma complessiva e strutturale della sanità. Non ci si può più limitare a  denunciare le cose che non vanno, ma va  messa in campo una proposta concreta. Il Pnrr e il Pon sono due strumenti di fondamentale importanza. Il Pd darà il suo contributo e da oggi proseguirà il dibattito anche utilizzando le  agorà democratiche».

L’ex candidata alla presidenza Amalia Bruni si è espressa cosi: «il contesto in cui ci troviamo a vivere è difficilissimo e non è soltanto calabrese. La pandemia lo ha aggravato ancora di più e ha fatto vedere quanto fosse sbagliato affrontare il tema soltanto dal punto di vista economico. Si è capito in maniera chiara l’importanza della medicina di prossimità, dell’importanza di lavorare in rete e della telemedicina».

«Adesso – ha evidenziato – è fondamentale programmare il lavoro da fare in Consiglio regionale, con tutte le forze politiche, perché è il tempo di un cambiamento che deve coinvolgere anche la collettività per avviare una vera e propria ribellione davanti a uno stato di fatto che non ci può stare più bene».

A concludere i lavori, dopo un ampio dibattito, è stato il Responsabile Sanità per il Mezzogiorno del Pd Carlo Guccione: «Siamo davanti alla madre di tutte le battaglie e il Pd si è messo in cammino. La riunione di oggi non è estemporanea, ma si inserisce in un’iniziativa concreta che sarà quotidiana. Pnrr e Pon salute aprono la fase di una riforma della sanità in Calabria. E’ un’opportunità che offre l’Europa e che può capovolgere il sistema sanitario calabrese e italiano, considerando che, per la prima volta, si utilizzano i fondi comunitari per la sanità».

«I 625 milioni erogati all’Italia del Sud – ha proseguito – sono un segno forte per il cambiamento che è necessario. Per una riforma concreta ed efficace serve avviare un tavolo permanente con i rappresentanti del Consiglio regionale, dei sindacati, delle professioni del mondo sanitario, per evitare di assistere ad un nuovo fallimento».

«E poi – ha concluso – si deve avviare una discussione sul deficit. L’enorme debito sanitario ancora esistente, la Calabria è l’unica in piano di rientro, preoccupa e va valutato se la situazione è affrontabile con un commissariamento, seppure rafforzato. Dovremmo porre una questione nazionale per capire se la sanità regionale può ritornare, finalmente, in mano ai calabresi». (rrm)

 

La discussione “Pnrr e Pon Salute, un ‘opportunità di vera riforma sanitaria per la Calabria” del Pd

Domani pomeriggio, in diretta streaming sulla pagina FB del Partito Democratico, dalle 17, è in programma la discussione sul tema Pnrr e Pon salute, un’opportunità di vera riforma sanitaria per la Calabria, organizzato dal responsabile Sanità per il Mezzogiorno del Partito Democratico, Carlo Guccione, in collaborazione con il segretario Nicola Irto.

La condizione sanitaria della nostra regione ha raggiunto con il covid alti livelli di deficit per l’assenza di servizi e strumenti adatti ad affrontare le esigenze dei cittadini, troppo spesso costretti a curarsi altrove con un aggravio di spese per le finanze private e pubbliche. Uno stato di sofferenza dalla quale, però, con una giusta programmazione, la sanità calabrese potrebbe guarire. Le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee e nazionali non mancano, la sfida è mettere a sistema una programmazione integrata che coinvolga l’intero Mezzogiorno ed offra servizi di qualità, personale specializzato e numericamente adeguato, e strutture moderne ed attrezzate.

Oltre a Carlo Guccione e Nicola Irto, interverranno la consigliera regionale e medico, Amalia Bruni, il segretario regionale della funzione pubblica CGIL medici, Francesco Masotti, il portavoce di Comunità competente e medico, Rubens Curia, il presidente dell’Ordine degli infermieri di Cosenza, Fausto Sposato, e il medico pediatra Franco Mammí(rcz)

Il Pd in Consiglio regionale: Regione chiarisca su connessione intermodale nel Porto di Gioia Tauro

I i consiglieri regionali del Pd Nicola Irto, Ernesto Alecci, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Raffaele Mammoliti hanno chiesto alla Giunta «quali azioni intende intraprendere e quali interventi intende attuare affinché si completi il trasferimento della proprietà del collegamento ferroviario Rosarno-San Ferdinando dal CORAP alla Regione e alla società RFI e si permetta di portare a termine i lavori secondo programmazione e nei tempi previsti».

Nell’interrogazione, a risposta scritta, i consiglieri regionali hanno ricordato come «il Porto di Gioia Tauro è il più grande presente in Italia e grazie alla sua posizione geografica riveste un ruolo di infrastruttura di importanza strategica per l’intero Mediterraneo e rappresenta uno snodo nevralgico per la logistica nazionale e internazionale la funzione di Gateway del porto di Gioia Tauro non è pienamente operativa mancando di una rete ferroviaria moderna che assicuri una connessione intermodale efficiente con l’entroterra, in grado di garantire un trasferimento veloce delle merci dallo scalo portuale verso il resto del Paese, dell’Europa e viceversa».

«L’offerta di trasporti intermodali – si legge ancora nell’interrogazione dem – da e per Gioia Tauro risulterebbe potenziata attraverso un’opera di adeguamento della struttura di collegamento ferroviario tra il terminal portuale e la rete ferroviaria di RFI. Con un ritardo di quasi un anno, nel mese di maggio 2021, con delibera n. 221, la Giunta regionale esprimeva formale intesa su quanto indicato all’articolo 208 del decreto-legge 34/2020, grazie al quale si perfezionava il trasferimento a titolo gratuito del collegamento ferroviario Rosarno-San Ferdinando e il relativo impianto a RFI».

«Pertanto a RFI – proseguono i consiglieri del Pd – quale gestore dell’infrastruttura nazionale,  spetta il processo di ammodernamento e di adeguamento di questa linea ferroviaria agli standard della rete nazionale ed europea. Ancora oggi non è stato completato il trasferimento del raccordo ferroviario Rosarno-San Ferdinando e del relativo impianto a RFI e che in fase di ricognizione dei beni oggetto del trasferimento è risultato che le particelle catastali interessate dal tratto ferroviario in questione sono di proprietà del Corap e addirittura alcune di esse di proprietà di privati e che il mancato perfezionamento del trasferimento ha determinando la sospensione delle operazioni di intervento di ammodernamento del raccordo da parte di Rfi. Inoltre, il Pnrr ha previsto risorse pari a 60 milioni di euro per la realizzazione di interventi di potenziamento del collegamento ferroviario del porto di Gioia Tauro che non possono essere dispersi».

I consiglieri, poi, hanno ricordato che «le attività di ricognizione dei beni oggetto di trasferimento definitivo a RFI sono state avviate nel mese di novembre 2020 e, ad oggi, gran parte delle aree interessate risultano correttamente intestate  all’Asireg/Asi, odierno Corap, mentre una limitata parte presenta alcuni disallineamenti di natura catastale, in corso di risoluzione, dal momento che dette aree sono parzialmente occupate dalla rete ferroviaria e non correttamente volturate all’epoca della realizzazione dell’infrastruttura».

«Questo processo – concludono i consiglieri dem – dovrà essere concluso nel mese di dicembre 2022 per consentire il completamente dei lavori entro il 2026 ed è chiaro, dunque, che non si può più perdere tempo se non si vogliono perdere risorse e si vuole davvero investire sullo sviluppo del porto».  (rrc)