Conclusa l’Assemblea Metropolitana del Pd, Antonio Morabito eletto segretario federale

Si è chiusa, a Reggio Calabria, l’Assemblea Metropolitana del Partito Democratico, che ha eletto i suoi organismi: Antonio Morabito, infatti, il nuovo segretario federale metropolitana.

L’iter congressuale si completerà, nelle prossime settimane con i congressi di circolo, ratificando l’elezione del neo Segretario della Federazione Metropolitana, Antonio Morabito, e completando l’elezione degli organismi dirigenti provinciali del Partito. 

A guidare l’Assemblea, in qualità di Presidente, sarà Tania Bruzzese, del circolo PD di Grotteria, mentre l’incarico di tesoriere è affidato a Demetrio Pecora, Avvocato di Reggio Calabria. Eletti durante l’assise metropolitana, che si è tenuta alla presenza del Segretario Regionale del Partito Nicola Irto, anche i membri della nuova Direzione, composta all’insegna della parità di genere, cui sarà affidato il compito di affiancare il Segretario Antonio Morabito nell’indirizzo politico territoriale del Partito.

«Vogliamo indicare delle priorità – ha dichiarato il Segretario Morabito a margine della riunione dell’Assemblea, riprendendo alcuni passaggi della sua relazione introduttiva – a cominciare dal tema dello sviluppo sociale e del lavoro, che devono essere i pilastri dell’azione politica che oggi esprime la maggioranza di governo nelle istituzioni elette sul nostro territorio, cui andrà il leale sostegno della comunità democratica. La Federazione reggina del Pd oggi raccoglie questa sfida, ponendosi come interlocutore e punto di riferimento di un campo largo ed inclusivo, capace di generare azioni politiche incisive e coerenti, ma soprattutto in grado di offrire risposte ad una comunità, quella metropolitana, che vive una fase di grandi opportunità con il dispiegamento del masterplan progettuale del Pnrr e l’uscita dalla crisi pandemica».

«La Calabria, Reggio e il suo vasto e ricco territorio, non si salvano da soli – ha aggiunto Morabito – è necessario che tutte le istituzioni e i corpi intermedi collaborino per affrontare le nuove emergenze e le ataviche problematiche di questa terra. E a questo fine deve partecipare anche il nostro Partito cittadino, la Federazione e i Circoli che devono essere rivitalizzati. Dobbiamo spalancare il Partito Democratico alla società, trasformarlo in una casa di vetro, in luogo di dibattito, di critica, di elaborazione e di proposta».

Conclusioni dell’Assemblea affidate alle parole del Segretario Regionale del Partito Nicola Irto, che ha espresso i suoi auguri di buon lavoro ai nuovi organismi eletti e a tutta la comunità dei democratici reggini.

«Oggi – ha spiegato Irto – si inaugura una nuova fase del Partito Democratico. Esattamente un anno fa Enrico Letta assumeva l’incarico di guidare il partito nazionale. Era un momento di grande difficoltà eppure in un anno tantissima strada è stata fatta, attraversando passaggi complicati e raggiungendo importanti risultati. E il Partito reggino oggi deve ricominciare il suo cammino, aprendo le sue porte, tornando a discutere sul territorio, e rilanciando l’azione politico amministrativa, nella società naturalmente ma anche nelle istituzioni, che il nostro partito guida autorevolmente alla Città Metropolitana e nel Comune capoluogo, quale pilastro della maggioranza di centrosinistra cui va il nostro pieno e convinto sostegno».

«Con l’Assemblea di oggi – ha concluso – si apre una nuova stagione per il Pd reggino, una fase nuova da vivere all’insegna della ripartenza, fuori dalla logica delle correnti, dando slancio all’attività sul territorio e costruendo una proposta politica forte ed autorevole. Viviamo oggi un momento importantissimo per il nostro Partito. Sta a noi – ha concluso Irto – alla grande comunità dei democratici reggini e calabresi, interpretarlo al meglio, dirigendo la nostra azione politica verso una fase di crescita e di rilancio, al servizio del nostro territorio». (rrc)

 

Sanità, PD Calabria: Sia fatta chiarezza su irregolarità sui fondi destinati a emergenza covid

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale della Calabria ha chiesto che venga fatta chiarezza sulla grave irregolarità segnalata dalla relazione della Corte dei Conti relativo alla spesa dei fondi destinati all’emergenza covid.

«Secondo quanto esposto nella relazione della Corte dei Conti – hanno dichiarato i consiglieri del Pd Nicola Irto, Ernesto Alecci, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Raffaele Mammoliti – nel 2021 la maggior parte delle risorse assegnate per l’emergenza Covid, pari ad 115 milioni di euro, non sono state utilizzate, in quanto ben 77 milioni sono ancora accantonati nei bilanci delle Aziende. Secondo i magistrati, è mancata un’adeguata tempestiva pianificazione, perché alcuni interventi programmati si concluderanno a 2022 inoltrato e anche nel 2023. Pertanto si tratta di un’emergenza che proseguirà nei prossimi anni e che il governo regionale non ha ancora affrontato».

«Uno spreco incomprensibile – hanno detto ancora i consiglieri – se poi si valuta anche lo stato in cui versa la sanità calabrese nel suo complesso e che evidenzia una superficialità di gestione posta in essere durante l’emergenza che non può non essere stigmatizzata».

«La Corte dei Conti– ha proseguito – più in generale poi offre un quadro di caos contabile nel comparto sanitario che non lascia ben sperare per il futuro. Per questo avevamo chiesto all’avvio della legislatura che venisse compiuta una ricognizione complessiva della situazione, per dare poi il via ad una riforma di sistema che possa mettere in ordine i conti e dare una sterzata alla gestione con l’obiettivo di rendere i servizi sanitari efficienti e optare in maniera decisa per una sanità pubblica che sappia fare dei servizi di prossimità il proprio punto di forza». 

«In ogni caso – hanno concluso i consiglieri del Pd – non si può proseguire a rimanere in una situazione di inerzia: è indispensabile chiarire subito le ragioni per le quali le risorse destinate all’emergenza Covid sono ancora disponibili e non spesi e attraverso quali strumenti si possa procedere rapidamente a investirli per recuperare il terreno perduto. L’emergenza non è ancora finita e occorre che si faccia tutto il necessario per essere nelle condizioni di potere affrontare nuove ondate di contagio». (rrc)

 

Il Partito Democratico RC: Basta chiacchiere su aeroporto, è ora dei fatti

Il segretario della Federazione Metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria Antonio Morabito, è intervenuto sulla riacquisizione delle quote Sacal della Regione, dichiarando che sono «incomprensibili le esultanze da stadio cui assistiamo, in queste ore, da parte dei maggiorenti del centrodestra per quella che viene presentata come una straordinaria vittoria».

«Quegli stessi maggiorenti – ha spiegato – che governavano la stessa Regione quando la maggioranza era stata regalata ai privati a danno di tutti i calabresi, con gravi ripercussioni sul sistema aeroportuale. Al di là dei proclami quindi, quello che ci aspettiamo sono i fatti, in particolare per ciò che riguarda gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, in questi anni fortemente penalizzati dalla programmazione di Sacal».

«Per ciò che ci riguarda ad esempio – ha aggiunto il segretario Pd – da anni ormai da Reggio Calabria si chiede uno straccio di piano industriale ed una parola chiara sul futuro dell’aeroporto reggino. Da mesi si chiede il mantenimento del volo Reggio – Milano, mentre il centrodestra, che governa la Regione ormai da tre anni ed autorevoli deputati reggini siedono in Parlamento da quasi cinque, si limitano a dichiarare, un giorno si e l’altro pure, che forse domani chiameranno Ita per far ripristinare il volo». 

«Ma se il centrodestra non riesce a garantire nemmeno il mantenimento di un volo lo dica chiaramente, magari si troveranno soluzioni alternative e più efficaci. Ma se è cosi – ha concluso il segretario Pd – ci sarebbe da chiedersi, se non si riesce nemmeno ad ottenere la continuità del Reggio-Milano, come possiamo affidare a loro il futuro dell’aeroporto reggino che, per quanto ci riguarda, oltre a mantenerli i voli, sarebbe auspicabile che li aumentasse, come ad esempio nel caso dei voli per Roma che sono ancora troppo pochi ed in orari non certo adeguati nè per finalità professionali nè per quelle turistiche». (rrc)

In Calabria eletti i segretari Provinciali di Reggio, Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia

Reggio, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia hanno i segretari Provinciali del Partito Democratico. Si tratta di Antonio Morabito (Reggio), Giovanni Di Bartolo (Vibo), Leo Barberio (Crotone) e Domenico Giampà (Catanzaro), che sono stati eletti nel corso dei congressi Provinciali.

Solo Cosenza è rimasta – temporaneamente – orfana del suo segretario, che sarà eletto a marzo. Il rinvio è stato determinato dai ricorsi presentati alla commissione garanzia dai due concorrenti, Maria Locanto e Antonio Tursi.

Ad augurare buon lavoro ai neo segretari, il Partito Democratico Calabria: «Una nuova classe dirigente, giovane e dinamica, che avrà il compito di rigenerare la comunità democratica calabrese con competenza ed entusiasmo», si legge sulla pagina FB.

A congratularsi per la nomina di Gennarino Masi, il deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito, che lo ha definito un «professionista di livello e persona di indubbie qualità umane, morali e politiche».

«Sono convinto – ha proseguito il parlamentare del Movimento 5 Stelle – che insieme a Masi proseguiremo il lavoro già intrapreso con il commissario dei dem lametini, Franco Lucia, di costruzione di un centrosinistra plurale ed unito, aperto ai giovani e alla società civile, in grado di restituire a Lamezia Terme la centralità perduta e di affrontare le grandi sfide del futuro, a partire dal sano utilizzo dei fondi del Pnrr per lo sviluppo della città e dell’intero comprensorio».

«A Lamezia Terme, il Movimento 5 Stelle ed il Partito democratico hanno collaborato in maniera costante e costruttiva, ritenendo indispensabile – ha concluso D’Ippolito – presentare un progetto politico alternativo a quello del centrodestra e basato sulle potenzialità del territorio, sulla difesa dei beni comuni, sul rilancio della sanità pubblica, sul potenziamento dei servizi primari, sulla legalità e sulla trasparenza amministrativa, sulla partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica». (rrm)

A Lamezia un focus su Sacal e Sorical

Domani pomeriggio, al Grand Hotel di Lamezia Terme, alle 14.45, è in programma un focus su Sorical e Sacal organizzato dal consigliere regionale del Pd Raffaele Mammoliti, per discutere della difficile fase che stanno attraversando Sacal e Sorical.

La gestione degli aeroporti e dell’acqua in Calabria richiede solerzia e soluzioni adeguate. Si tratta di settori cruciali e fondamentali per il futuro della nostra Regione e soprattutto di grande interesse collettivo, in quanto attengono a diritti fondamentali della persona che, per troppo tempo, in Calabria sono stati poco tutelati e non resi pienamente effettivi. 

Per tale ragione l’incontro si propone, attraverso l’ascolto di attori importanti e di esponenti del mondo sindacale, l’obiettivo di calibrare al meglio l’azione politica e legislativa del gruppo Pd del Consiglio regionale al fine di arrivare a soluzioni concrete, condivise ed efficaci. 

All’incontro esprimeranno il loro punto di vista Santo Biondo, Segr. Generale Uil Calabria, Nino Costantino Segr. Generale Filt Cgil Calabria, Salvatore Mancuso Segr. Generale Ust Cisl Magna Graecia, Francesco Gatto Segr. Generale Filctem Cgil Calabria.  Interverrà inoltre Ernesto Alecci, Consigliere regionale Pd, mentre concluderà i lavori Nicola Irto, Capigruppo Pd Consiglio regionale della Calabria.     

 

Il segretario regionale Irto: Rendere il Partito Democratico centrale nelle politiche calabresi

Il Segretario regionale del Partito DemocraticoNicola Irto, ha ribadito che «serve un partito organizzato e per molti versi rigenerato».

«Non per rinnegare la storia o dimenticare che ci siano state personalità e azioni di cui tutta la nostra comunità debba fare tesoro – ha aggiunto – ma per assicurare di saper agire nel tempo che viviamo, di sapere interpretare una società complessa di cui il Covid ha aumentato le contraddizioni ed esasperato i problemi.  Rigenerare non è un termine scelto a caso. Indica il cambiamento, ma non una indiscriminata rottamazione. Non per rinnegare la storia o dimenticare che ci siano state personalità e azioni di cui tutta la nostra comunità debba fare tesoro, ma per assicurare di saper agire nel tempo che viviamo. Serve un Pd che diventi una Comunità politica e sia in grado di assumere un ruolo centrale nelle politiche calabresi e per la costruzione del futuro della nostra Regione».

«Usiamo, non a caso, il termine “ri-generare” – ha concluso –. Generare nuovamente. Far rinascere e rifiorire. Ma anche compiere uno scatto in avanti dal punto di vista generazionale. Che non è una questione anagrafica, ma capacità di vivere il presente e guardare al futuro e alle sfide che attendono la Calabria, a partire dalla sanità». (rcz)

L’OPINIONE / Filippo Veltri: Pd, ha vinto di nuovo D’Alema

di Filippo Veltri – Sono bastate poche righe per sancire in pratica il ritorno alla casa madre, cioè il Pd, dette da Massimo D’Alema ad inizio del 2022 che è venuto giù il diluvio. Su giornali, sui social, in tv si è scatenato il solito putiferio quando parla baffino. Il quale non ha detto nulla di stratosferico, un paio di cose anche ovvie sul Pd e sull’autoproposta di Draghi per il Quirinale, ma tanto è bastato per far venire giù un mare di polemiche.

L’ uomo, come è noto, è divisivo, suscita odi e amori (più i primi forse) ma una cosa è certa: non dice mai banalità da FB e in un mondo dove prevale questo è del tutto ovvio lo scatenamento delle divisioni. Ma a noi interessa andare un po’ nel profondo delle discussioni suscitate dall’ultima uscita di D’Alema e prendere a riferimento due dei blog più seguiti dalla sinistra italiana.

Il primo è Strisciarossa, tutti o quasi ex colleghi dell’Unità e quindi ex Pci. L’imminente scioglimento di Articolo 1 e il ritorno nella “casa madre” del Pd – da sancire nei prossimi mesi in un congresso – pone fine a una delle tante scissioni a sinistra – hanno scritto. «È una buona notizia, anche se ampiamente scontata. Nella comune esperienza di governo – nell’esecutivo giallorosso prima e ancor più in quello di “unità nazionale” guidato da Mario Draghi – l’agire e le prese di posizione dei due partiti erano ormai perfettamente sovrapponibili: sui vaccini, sul green pass, sulla manovra di bilancio, persino su aspetti particolarmente scomodi a sinistra come lo sciopero della Cgil e della Uil contro il governo di cui fanno parte. Restano sfumature diverse sul tema delle alleanze, e in particolare sul rapporto con i 5 Stelle che il piccolo partito di Bersani ha arruolato da tempo al mondo della sinistra. Ma appunto sono sfumature: e a dirla tutta, non è che il Pd abbia messo grandi distanze con il populismo di Conte e seguaci. Più marcate le differenze rispetto al passato e in particolare sulla stagione renziana».

Più interessante e impegnativo è a questo punto la questione dellaprospettiva del partito che riunisce di nuovo la sinistra riformista e di governo. Il segretario del Pd ha individuato nelle cosiddette “agorà democratiche” l’appuntamento chiave per disegnare la fisionomia e il rilancio democratico: una grande campagna di ascolto e di discussione in rete per accogliere spunti e suggerimenti dal più vasto mondo della sinistra. Proprio le “agorà” sono di fatto lo strumento per consentire il ritorno a casa della truppa bersaniana, senza tante abiure ma anche senza cedere all’iniziale richiesta di Articolo Uno di costruire assieme al Pd e ad altri movimenti un soggetto del tutto nuovo.

I limiti di questo percorso sono però evidenti. Il Pd è un partito e non può adottare tout court il “modello Sardine”. Va bene ascoltare e confrontarsi, ma poi deve essere capace di esprimere una posizione e un pensiero autonomo sulle varie questioni, anche in contrasto con altre spinte e pressioni esistenti a sinistra. È innanzi tutto questa la responsabilità di un gruppo dirigente: scegliere ed esercitare un’egemonia nel proprio mondo. «Semplificando: non è proprio questo che accadde all’epoca del compromesso storico, nonostante i rischi iniziali diimpopolarità? Innanzi tutto a Letta e al gruppo dirigente democratico spetta insomma definire i caratteri di una identità di un moderno partito di sinistra, riformista e di governo, uscendo finalmente dagli aspetti di vaghezza e fumosità attuali. Solo dopo verrà il tema delle alleanze. Il “campo largo” proposto dal segretario del Pd è una necessità, tanto più con la legge elettorale in vigore, ma andrebbe forse ripensato con una certa circospezione».

Fin qui dunque gli ex Pci.

C’è però un’altra lettura che proviene dall’Linkiesta secondo cui nel rapporto con i 5 Stelle, un recente sondaggiodovrebbe far riflettere sia il Pd che – finché ci sarà – Articolo uno: la maggior parte dei rispettivi elettorati riconoscerebbe le posizioni dei grillini più lontane dalle proprie anche rispetto a quelle di Renzi e di Calenda. E se si aggiungono gli strani movimenti del gruppo di Conte in stile giallo-verde sul super green pass o sull’imminente voto per il Quirinale, ce n’è abbastanza per far prevalere la cautela. Ma questa è una questione che potranno definire, una volta per tutte, solo le urne.

«Massimo D’Alema – scrive il blog – ha dunque ragione, e ora darà il suo modesto colpo di barra allo scafo pilotato da Enrico Letta nella direzione di un partito più tradizionalmente di sinistra, post-diessino (lasceremmo stare espressioni di ben altra portata quali comunista, socialista o socialdemocratico), su una linea più sensibile a Landini-L’Espresso-Gruber che ai riformisti interni, più sensibile a Tomaso Montanari che a Sabino Cassese, con una spruzzata di manettarismo del patriota Travaglio, un vago movimentismo ambientalista, una sorta di populismo democratico buono – le Agorà – e molto professionismo di ex quadri dei Ds, incomparabilmente più efficace e smaliziato di quello degli ex renziani rimasti nel Pd a far la guardia al bidone. Questi ultimi sono indispettiti dal ritorno nel partito di uno come D’Alema che li ha insultati per anni e che continua a farlo definendo il renzismo una «malattia» (rimembranza leniniana dell’ex segretario del Partito democratico della sinistra), una volgarità a cui ha dovuto per forza rispondere Letta non meno di 24 ore dopo che lo aveva fatto Filippo Sensi, deputato democratico ex portavoce di Renzi e di Paolo Gentiloni».

Per Linkiesta «la questione è un’altra: come mai a D’Alema quello che finora faceva schifo adesso piaciucchia? Non essendo cambiato lui (se non nel senso di un sempre crescente radicalizzazione del suo pensiero), è chiaro che a essere cambiato è il partito di Letta: e che questo spostamento a sinistra – diciamo così per brevità – sia avvenuto all’ombra di un ex democristiano aggiunge al tutto un pizzico di paradosso. Vedremo se ci sarà un qualche segno di vitalità degli ex renziani annidati nei ministeri e nei gruppi parlamentari: si sente perfino parlare di congresso. Quello che si può dire fin d’ora è che il vecchio disegno del Lingotto di Walter Veltroni, cioè l’idea di una nuova sintesi delle tre culture riformiste, quella socialista, quella liberal-democratica è quella cattolico democratica, già mai davvero inveratosi, sembra definitivamente saltato per aria. Si torna a casa. Ha vinto Massimo D’Alema, chapeaù». (fv)

Carlo Guccione nominato responsabile Sanità nel Mezzogiorno del Partito Democratico

Prestigioso incarico per l’ex consigliere regionale Carlo Guccione, che è stato nominato da Enrico Letta responsabile Sanità nel Mezzogiorno del Partito Democratico.

«Ringrazio Letta per l’incarico conferitomi – ha dichiarato Guccione – e lo ringrazio per la stima che ha avuto nei miei confronti. È da anni che seguo le vicende della sanità calabrese. Una sanità da codice rosso, dalle tante facce oscure. La Calabria ha una montagna di risorse in sanità che non riesce ad utilizzare: gli strumenti ci sono, quello che è mancato in questi anni è stata la capacità e la volontà politica della classe dirigente. Oggi si aggiunge un’altra sfida, quella del Pnrr. Il Mezzogiorno ha davanti una grande opportunità e non può farsi sfuggire questa occasione per colmare il divario storico con il resto del Paese».

«Qui – ha aggiunto – si gioca anche la vera rivoluzione sanitaria per il Sud. Il mio impegno non mancherà, l’incarico che mi è stato conferito dal Partito Democratico non sarà semplice ma conosco bene il settore sanitario nelle sue tante sfaccettature. E spero di poter essere utile a far uscire la Calabria da questa continua emergenza sanitaria. In questi anni ho denunciato il sistema delle proroghe degli appalti, come ad esempio nel sistema della ristorazione negli ospedali in prorogatio da oltre dodici anni, il sistema dei doppi e tripli pagamenti, interessi moratori, decreti ingiuntivi su ritardati pagamenti».

«Così come per il patrimonio immobiliare – ha spiegato – ho tentato di riscostruire quello delle Asp e delle Aziende ospedaliere calabresi: un patrimonio di oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro. E da anni, ormai, che segnalo quanto accade in una delle Aziende sanitarie più grandi del Mezzogiorno: l’Asp di Cosenza. Si sono succeduti ben 8 commissari ma nessuno è riuscito ad approvare i Bilanci dell’Azienda sanitaria dal 2018 in poi».

«L’inchiesta della Procura di Cosenza – ha detto ancora – ha consentito di far luce sulle dinamiche sottostanti la falsificazione dei bilanci consuntivi dell’Asp di Cosenza nel triennio 2015-2017. A dimostrazione che le denunce fatte in questi anni e l’allarme lanciato dalla Corte dei conti avevano un fondamento».

«Continuerò a far emergere tutte le anomalie e le facce oscure del sistema sanità calabrese -– ha concluso – con l’obiettivo di spezzare questo Sistema che ha dilapidato milioni di risorse che dovevano essere destinate alle cure dei cittadini». (rrm)

Il Gruppo Pd in Consiglio regionale: Votato no al bilancio di previsione

Il gruppo Pd in Consiglio regionale ha reso noto di aver votato contro la manovra finanziaria, «fatta arrivare in fretta e furia dal centrodestra» per evitare l’esercizio provvisorio.

«Dopo la discussione sulle linee programmatiche non cambia il quadro di insieme all’interno del quale sta annaspando il governo di centrodestra – affermano i consiglieri del Pd Nicola Irto, Raffaele Mammoliti, Domenico Bevacqua, Franco Iacucci e Ernesto Alecci –, ci siamo trovati davanti ad un documento contabile approntato in fretta e furia e saltando i passaggi nelle Commissioni ancora non costituite, senza audizioni delle parti sociali e senza nessun confronto politico».

«Praticamente – hanno proseguito –senza neanche dare la possibilità ai consiglieri regionali di poter approntare significative proposte emendative.  Si tratta di un bilancio di tipo emergenziale dettato solo da necessità burocratiche ed economiche. Senza uno sguardo di insieme sulle esigenze della Calabria e dei calabresi e senza una visione del futuro della Calabria che già mancava nelle linee programmatiche che il presidente Roberto Occhiuto ha illustrato all’Assemblea in occasione della seduta precedente e sulle quali abbiamo già espresso il nostro voto contrario».

«Nella relazione illustrativa al bilancio di previsione, praticamente – hanno illustrato – la giunta stessa ammette di brancolare nel buio. Si continua, dunque, lungo la linea tracciata con il programma. Incertezza totale sul presente e sul futuro e ricorso a strumenti di natura emergenziale senza nessun confronto nelle sedi preposte soltanto per provare a mettere qualche toppa a qualche falla e dare all’opinione pubblica una sensazione di efficienza e velocità. Per dare l’immagine, evidentemente soltanto ai fini di un ritorno mediatico, di un cambio di passo rispetto alle gestioni precedenti.

«Eppure –hanno detto ancora i consiglieri del Pd – questo bilancio di previsione somiglia in maniera inquietante a quelli precedenti. In parte è inevitabile perché sappiamo tutti come oltre il 60% delle risorse della manovra siano assorbite dalla sanità e che le risorse disponibili siano limitatissime, appena 767,3 milioni di euro a fronte dei 6,5 miliardi che movimenta complessivamente il documento contabile».

«Ma è la stessa identica situazione in cui la Regione si muove da anni – hanno detto ancora – e che sapevamo di incontrare già dalla scorsa campagna elettorale. È chiaro, dunque, che fare l’elenco delle criticità esistenti, riferirsi ai rilievi  mossi dalla Corte dei Conti e produrre un documento idoneo soltanto ad evitare l’esercizio provvisorio, vuol dire esattamente fare in modo che tutto continui come è sempre stato». 

«Inseguire le emergenze non servirà a nulla – hanno spiegato Irto, Mammoliti, Bevacqua, Iacucci e Alecci –. E sarebbe il momento, considerando i buoni uffici con il Governo nazionale di cui il governatore Occhiuto ha parlato durante la scorsa seduta di Consiglio regionale, di avviare, fin da subito, un’interlocuzione di tipo diverso che metta sul piatto le reali esigenze della Regione. A partire dal debito nella sanità, accumulato durante la gestione dei commissari inviati da Roma e che non può ricadere sulle spalle dei calabresi. Passando, poi, per tutte le altre emergenze che la Calabria da sola non può risolvere. La nostra Regione deve diventare una questione di interesse nazionale». 

«Per arrivare alle riforme strutturali che servono alla Regione serve un atteggiamento diverso – hanno concluso –. Come gruppo Pd lo abbiamo detto anche in occasione dell’approvazione della legge che ha istituito l’Azienda Zero per la  governance della sanità calabrese. Non servono nuovi organismi alla Calabria, come l’annunciata Agenzia che insieme al Ministero per la Coesione dovrebbe aiutare la Regione nella programmazione della spesa comunitaria. Alla Calabria serve coraggio nelle scelte e una visione chiara di ciò che si vuole realizzare nei prossimi anni. E questo coraggio, purtroppo, non lo abbiamo ritrovato né all’interno delle linee programmatiche, né all’interno del bilancio di previsione». 

Iconsiglieri regionale di De Magistris presidenteFerdinando LaghiAntonio Lo Schiavo, si hanno evidenziato che «è inammissibile ricevere soltanto pochi giorni prima della seduta, come purtroppo è accaduto, la documentazione relativa alla legge di Bilancio. Si tratta di una vera presa in giro, con il pretesto dell’urgenza di evitare l’esercizio provvisorio».

«Non è possibile – hanno spiegato – esaminare a fondo l’allocazione delle risorse pubbliche in un tempo così breve, tra l’altro con una mole di questioni differenti inserite nello stesso Ordine del giorno. Abbiamo un mandato popolare con precise responsabilità».

«Pertanto – hanno proseguito – ci deve essere consentito di svolgerlo in maniera seria e approfondita, nell’interesse di tutti i cittadini calabresi. Il Consiglio regionale deve essere messo in condizione di poter svolgere adeguatamente il suo ruolo». «Altro teatro politico dell’ultimo Consiglio ha avuto luogo in merito all’elezione del presidente della commissione speciale di Vigilanza».

«Il vecchio vizio dei giochi di palazzo – hanno accusato i consiglieri di De Magistris Presidente – ha prevalso sulla necessità di un confronto aperto e trasparente tra i Gruppi, che invece doveva esserci per rispetto della rappresentanza democratica e della dignità istituzionale».

«Contestiamo – hanno concluso Laghi e Lo Schiavo – il pericoloso metodo illiberale che si sta imponendo nella nuova legislatura, già visto con la sbrigativa, meccanica approvazione della proposta di legge sull’ Azienda Zero». (rrc)

Nicola Irto: Disponibile a candidarmi alla segreteria regionale del PD

«Sono disponibile a candidarmi alla segreteria regionale del Partito Democratico». È quanto ha dichiarato Nicola Irto, capogruppo in Consiglio regionale del Partito Democratico, nel corso di 20.20, il settimanale di approfondimento de L’Altro Corriere Tv.

Irto, nel corso dell’intervista con Danilo MonteleoneUgo Floro, ha ribadito l’esigenza «da più parti avvertita di uscire nel 2022 dal lungo commissariamento del partito per poter dare al Pd una struttura nuova, soprattutto capace di dialogare con i territori della nostra regione bisognosi di confronto in un momento così delicato per la nostra società».

«Dobbiamo fare – ha evidenziato – un grande lavoro di rigenerazione partendo anche dalla diffusione del sistema delle agorà che possono indubbiamente  riavvicinare le persone ai temi di maggiore interesse». (rcz)