Il Piano Strategico della Metrocity RC all’esame della Cabina di Regia

Nella Sala del Consiglio Metropolitano di Palazzo Alvaro, si è svolto l’incontro della Cabina di Regia del Pnrr, dove è stato esaminato il Piano Strategico della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Molti gli spunti offerti nel corso di un confronto arricchito dalla partecipazione di Luca Bianchi, direttore nazionale della Svimez, Associazione per lo Sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, cui è assegnato un ruolo di collaborazione importante nella stesura complessiva del documento di programmazione per come indicato nelle linee di mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, insieme al Consigliere delegato Giuseppe Giordano, al Direttore generale, Umberto Nucara, ed al Dirigente del Settore, Pietro Foti, che hanno lavorato fino ad oggi alla stesura della bozza del Piano Strategico, ha posto all’attenzione dei rappresentanti dei vari gruppi d’interesse territoriali i dettagli del documento, sottolineando le ambizioni e le peculiarità emerse nello studio che ha tenuto in considerazione le ampie e variegate potenzialità di un territorio esteso su 97 Comuni e che contempla al suo interno, peculiarità unica tra le Città Metropolitane italiane, un Parco nazionale.

Dall’incontro, molto partecipato e ricco di interessanti spunti, sono nate numerose idee che andranno a completare la stesura definitiva dell’importante strumento di pianificazione, posto a breve al vaglio del Consiglio Metropolitano.

«Il Piano Strategico – ha spiegato Versace – riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo futuro del nostro territorio. L’illustre presenza del Direttore dello Svimez, Luca Bianchi, che ringraziamo per l’attenzione specifica che ha voluto dedicare al nostro territorio, ha sancito, ancora con più forza, l’autorevolezza dell’Ente che, con il sindaco Falcomatà ed il direttore Nucara, ha fortemente voluto il coinvolgimento e la partecipazione dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno in quella che rappresenta una delle fasi strategiche determinanti per la vita delle comunità».

Nel ringraziare il consigliere delegato Giuseppe Giordano per il lavoro svolto, il sindaco facente funzioni ha ribadito «l’intensa attività della macchina politica ed amministrativa della Città Metropolitana che, con dedizione, impegno e sacrificio ha prodotto un documento inclusivo, partecipato e rispettoso delle necessità e delle aspettative del comprensorio, per le quali ancora nel corso dell’odierno incontro sono pervenute interessanti suggestioni».

Per il consigliere Giordano, «il Patto Strategico potrà diventare un vero e proprio Patto sociale». «La sessione odierna della Cabina di regia – ha spiegato il delegato che durante il suo intervento ha ringraziato i Consiglieri Scionti e Marino che, prima di lui, hanno lavorato alla stesura del piano – ha consegnato un ulteriore momento di condivisione e coesione».

«È servito un processo lungo e consapevole – ha continuato – che ha accolto le enormi potenzialità e le tante sollecitazioni del territorio, offrendo appieno quel senso di comunità decisivo per una crescita complessiva delle nostre realtà». Partecipazione, condizione e sinergia sono stati i termini maggiormente utilizzati dal consigliere Giordano per illustrare «un lavoro autorevole e capace di offrire indicazioni che verranno messe a frutto in una prospettiva che ci dovrà vedere, inevitabilmente ed ovviamente, impegnati».

«Quella di oggi – ha concluso – è stata soltanto una tappa. Seguirà, infatti, l’approvazione definitiva del Piano che dovrà orientare lo sviluppo dei prossimi decenni».

Il direttore dello Svimez, Luca Bianchi, ha parlato di «un momento di riflessione molto importante, un capitale di indiscutibile ricchezza, durante il quale abbiamo valorizzato le potenzialità di un territorio che mette insieme diverse potenzialità che riguardano sia i suoi trasporti marittimi sia un tessuto produttivo da ampliare, migliorando la qualità dei servizi».

«Abbiamo di fronte una straordinaria occasione – ha affermato – rappresentata anche dalle risorse del Pnrr. C’è bisogno di mettere insieme i territori e questo odierno è un ottimo esempio di come decine di Comuni collaborino per costruire un piano condiviso ed efficace».

«Adesso – ha concluso il direttore dello Svimez – si deve lavorare e porre all’attenzione nazionale le esigenze di un’area del Mezzogiorno che non aspetta altro d’avere risorse ed opportunità per dare un contributo sostanziale alla crescita del Paese». (rrc)

REGGIO – Pnrr, nuovi fondi del Pnrr per Associazioni e Comuni per il sostegno alle fragilità

Sono in arrivo i primi 21 milioni dei 118 previsti dal primo bando del Pnrr sui Piani urbani integrati e destinati alla Città Metropolitana di Reggio Calabria per la Rigenerazione urbana. Il sindaco f.f. della Metrocity, Carmelo Versace, si è detto «particolarmente felice per un lavoro che inizia a dare i suoi frutti».

Il Consiglio Metropolitano, infatti, ha approvato cinque interventi specifici.

Nel corso del dibattito in aula, infatti, Versace ha ricordato «le attività della cabina di regia che ha visto il coinvolgimento dei 97 Comuni metropolitani». Nel dettaglio, 12 milioni saranno dedicati ad un intervento integrato per la Mobilità del Comune di Reggio Calabria, altri 5 milioni saranno riservati alla rifunzionalizzazione ecosostenibile di immobili esistenti e destinati ai servizi metropolitani, il Settore Innovazione sarà al centro di due misure per la Piattaforma di monitoraggio, controllo e gestione di flussi dati pari a 2 milioni ed un altro milione e mezzo per la Piattaforma digitale del Welfare, mentre un milione interesserà un piano per il settore Pianificazione.

«Oggi – ha detto Versace – veniamo ripagati per la scelta di indire la riunione plenaria dei sindaci dei 97 Comuni che, insieme, hanno scelto sul destino delle proprie comunità». Nel merito, il consigliere Giuseppe Sera ha sottolineato «il rispetto degli obiettivi raggiunti» ed ha espresso un plauso per «le buone prassi politico-amministrative, come la cabina di regia, diventate esempio nazionale». Sera ha, quindi, evidenziato «il metodo di condivisione, concertazione e sinergia istituzionale fra l’Ente sovraordinato e quelli che hanno un territorio specifico da tutelare».

Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere Giuseppe Giordano: «La Città Metropolitana è stata virtuosa nel coordinare le diverse istanze guardando ogni traiettoria possibile utile a sviluppare sinergie ed energie che derivano da un’attività di programmazione e pianificazione che porteranno al prossimo Piano strategico metropolitano».

L’aula “Repaci”, nella seduta odierna, si è confrontata anche su importanti interventi per i settori della Viabilità e delle Politiche sociali. In particolare, è stata votata favorevolmente una variazione in entrata al Bilancio di Previsione 2022-2024, per 3,3 milioni di euro derivanti da fondi dei “Patti per il Sud” che rischiavano di andare persi per inadempienze di alcuni Comuni che non potevano scrivere le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro 31 dicembre. La Città Metropolitana, quindi, ha recuperato le somme destinandole a misure di messa in sicurezza di strade lungo le varie dorsali Tirrenica, Centro e Jonica come il tatto della rotatoria di Cinquefrondi, nei pressi di un’area commerciale e teatro di svariati incidenti, la rotatoria di Lumbrichi o le direttrici mare-monti lungo la tratta Bova-Sant’Eufemia d’Aspromonte.

«L’obiettivo – ha spiegato il sindaco facente funzioni Versace – è quello di aumentare il coefficiente di sicurezza attraverso il rifacimento del manto stradale, delle gabbionate, della pulizia delle cunette, del ripristino delle segnaletiche orizzontali e verticali». Sul punto, il consigliere delegato ai Patti per il Sud, Giuseppe Sera, ha sottolineato «il repentino e puntuale intervento della Città Metropolitana volto a scongiurare la perdita di risorse indispensabili per i territori». Per questo motivo, Sera ha ringraziato i settori e, in particolare, gli staff dei dirigenti Pietro Foti e Lorenzo Benestare per «essersi dimostrati pronti a reinvestire le somme».

Via libera, poi, a 5 milioni di euro da destinare a lavori di rifacimento e messa in sicurezza dei segmenti stradali lungo la SP 1 Dir. tra i Comuni di Taurianova-Molochio-Terranova Sappo Minulio e Varapodio, partendo dal tratto prospiciente l’Ospedale di Oppido Mamertina. Il disco verde è arrivato anche per un’altra variazione in entrata al Bilancio pluriennale, pari ad oltre 4 milioni di euro, da riservare al rinnovo del parco rotabile automobilistico utilizzato per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale. Il Consiglio Metropolitano, successivamente, ha approvato l’ingresso operativo di Castore all’interno di Palazzo Alvaro. Alla società “in house”, infatti, sono stati affidati i servizi di pulizie degli immobili della Città Metropolitana. Sul punto, il sindaco facente funzioni Carmelo Versace ha espresso «un grosso in bocca al lupo per questo percorso, già iniziato da un punto di vista formale, che dal primo gennaio diventerà sostanziale».

Infine, spazio alle Politiche sociali con l’approvazione di sei importanti interventi per i quali è stata necessaria una variazione di bilancio per 720 mila euro. In particolare, dopo la relazione del consigliere delegato al Welfare, Domenico Mantegna, sono stati accolti favorevolmente nuovi avvisi pubblici per l’erogazione di sussidi a sostegno delle persone non vedenti, non udenti e/o sordocieche per 120 mila euro (divisi su due diversi bandi), con disturbo dello spettro autistico per 120 mila euro, rivolti agli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti per la selezioni di progetti di utilità sociale da realizzare sul territorio della Città Metropolitana per 40 mila euro, per selezionare proposte in partenariato con Enti del Terzo settore per 180 mila euro ed un avviso destinato ai Comuni rivolto a programmi di utilità sociali per 260 mila euro.

Un plauso è arrivato dal consigliere Sera che ha ringraziato il delegato Mantegna ed il settore per «averci consentito di votare questa delibera». «Qualsiasi euro speso per andare incontro alle persone speciali del territorio – ha aggiunto Sera – va accolto con grande entusiasmo».

Pnrr, il sindaco di Caloveto Mazza: Sono a rischio le opere dei Comuni

Sono a serio rischio le opere dei Comuni per il Pnrr. È la denuncia fatta dal sindaco di Caloveto, Umberto Mazza, nel corso dell’evento dell’Asmel – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali svoltosi a Napoli.

«Se non interverranno concrete ed urgenti iniziative di solidarietà – ha spiegato il primo cittadino – snellimento e sostegno da parte del Governo centrale ai comuni, soprattutto ai piccoli comuni, per fronteggiare e superare la quantità di passaggi burocratici cui adempiere e la complessità della documentazione da fornire, un binomio spesso maniacale che blocca la messa a terra delle opere già in fase di avanzamento, quella che oggi è ancora una corsa contro il tempo (22 miliardi di euro in gara) rischia di diventare un fallimentare pantano per tutta l’Italia».

Insieme al sindaco Mazza erano presenti anche il vicesindaco Francesco Salatino e gli assessori comunali Vittorio Mazza e Giuseppe Sapia.

Ospitato a Palazzo Caracciolo, a Napoli, all’evento che ha visto l’adesione di più di 4 mila amministratori, oltre il 50% dei territori italiani, hanno preso parte e sono intervenuti, tra gli altri, anche il sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Giuseppina Castiello ed il sindaco di Benevento e già ministro Clemente Mastella.

Facendo proprio l’appello lanciato dal Sottosegretario Castiello il sindaco ha sottolineato come il rischio che salti tutto è reale, soprattutto nei comuni meridionali, ipotecati da scarsità di risorse economiche ed umane e da una ridotta se non inesistente capacità organizzativa strutturale.

«La nostra amministrazione – ha concluso – sta al momento rispettando le tempistiche e modalità del Pnrr. Lo scenario generale però resta complesso e in assenza di nuove e ulteriori misure di semplificazione e sostegno si mettono a rischio la prosecuzione e i tempi delle attività straordinarie e ordinarie programmate». (rrm)

Occhiuto: Il presidente Meloni prenda in mano il dossier su Rigassificatore di Gioia Tauro

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha invitato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, a prendere in mano il dossier sul Rigassificatore di Gioia Tauro.

«Ne sto parlando da un anno, da prima che scoppiasse la crisi energetica. E lo faccio anche perché connessa al processo di rigassificazione c’è la realizzazione della piastra del freddo, che serve anche per surgelare i prodotti agroalimentari», ha detto Occhiuto, nel suo intervento a Focus Economia su Radio 24.

«Questo rigassificatore sarebbe uno dei più grandi in Europa – ha ribadito – avrebbe un’enorme piastra del freddo che consentirebbe di ospitare, a ridosso del porto di Gioia Tauro, che è diventato il primo porto d’Italia, un grande distretto dell’agroindustria per fare in modo che si possano insediare delle imprese, in una Regione come la mia che ha grande necessità di un piano di attrazione degli investimenti. Abbiamo fatto anche partire l’intermodalità: ora da Gioia Tauro partono treni per Nola, Bari, Padova e Bologna».

«L’obiettivo – ha proseguito – è quello di far scaricar le merci e farle lavorare. Devo ringraziare Minenna, il direttore dell’Agenzie delle Dogane, per l’istituzione del corridoio doganale. Per cui, sostanzialmente, chi sbarca le merci a Gioia Tauro può trasportarle via treno sdoganando dove meglio ritiene. Quindi, di fatto, è un’attività che abbiamo già fatto partire. Sul rigassificatore trovo assurdo che qualcuno dica che questa opera possa ancora attendere».

«Il rigassificatore non serve solo a produrre energia – ha spiegato ancora – ma servirebbe al nostro Paese per acquisire potere strategico e negoziale. Stiamo passando da un contesto in cui eravamo dipendenti dalla Russia a un altro nel quale rischiamo di dipendere da altri Paesi che non mi pare abbiano governi più affidabili».

Per quanto riguarda il Pnrr, Occhiuto ha espresso preoccupazione, «perché governo una Regione nella quale c’è una scarsissima capacità amministrativa».

«Peraltro i protagonisti del Pnrr sono soprattutto i Comuni – ha ricordato – tra cui molti in Calabria sono in dissesto o predissesto e non hanno spesso il segretario generale o il capo dell’ufficio tecnico, quindi hanno difficoltà a eseguire i progetti e realizzarli nei tempi previsti».

«È evidente che c’è un problema strutturale – ha continuato –. Ho sempre detto che ci si è concentrati molto sulle risorse di questo Piano ma non sulle riforme, che servono per fare effettivamente spesa. È come se l’Europa avesse riempito i vagoni di tanti investimenti, tra cui una buona parte a prestito, e noi non avessimo costruito i binari sui quali farli correre. Il problema non è solo legato alle risorse umane dei Comuni o delle Regioni, il tema è mettere le strutture dello Stato al servizio di tali enti, talvolta per sostituirsi nella progettazione degli interventi. Penso ad esempio a Cassa Depositi e Prestiti che non dovrebbe limitarsi a dare assistenza tecnica alle Regioni ma potrebbe fare anche i progetti al posto dei Comuni sulla base delle indicazioni previste».

«Agli enti interessa che si facciano le opere, chi le esegue è meno rilevante – ha concluso – l’importante è portarle a compimento. Bisogna quindi mettere in atto procedure straordinarie anche facendo valere principi di sussidiarietà nel rapporto tra amministrazioni». (rrm)

Pnrr, Nesci (Fdi): Commissione Ue tenga conto delle esigenze degli Stati membri

L’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaDenis Nesci, ha chiesto che la Commissione Europea tenga conto delle esigenze degli Stati membri per quanto riguarda il Pnrr.

Nesci, infatti, è intervenuto in commissione congiunta Econ / Empl a Strasburgo durante l’audizione dei tre Commissari europei Valdis Dombrovskis, Paolo Gentiloni e Nicolas Schmit al Parlamento europeo.

«La Commissione europea ha ribadito che il Pnrr – ha spiegato – si può modificare soltanto per quanto riguarda parametri molto stringenti, e che rinvii sulle scadenze temporali ‘non sono possibili dal punto di vista tecnico, politico e legale’, ma questo approccio non tiene conto dell’esigenza di alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, di ridiscutere determinate linee d’intervento del Pnrr».

«Infatti, i costi delle materie prime sono spropositamente aumentati rispetto alla stesura del Piano – ha concluso – e, dunque, dal punto di vista delle scadenze temporali, oltre alla necessità di rivedere gli obiettivi intermedi, sarebbe doveroso ragionare sulla possibilità di prolungare i progetti previsti, oltre il 2026». (rrm)

Occhiuto: Le Regioni siano coinvolte nella fase dell’attuazione del Pnrr

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha chiesto che le Regioni siano coinvolte nella fase dell’attuazione del Pnrr. Nel suo intervento a Start di TgSky24, il Governatore ha evidenziato come le «Regioni non sono state protagoniste della stesura del Pnrr e non lo sono nemmeno ora nella fase di gestione e di attuazione: molte volte fanno semplicemente gli aggregatori di iniziative che però vedono beneficiari i Comuni».

«Un presidente di Regione dovrebbe avere una visione dello sviluppo complessivo del suo territorio, e questa visione la dovrebbe realizzare attraverso le risorse, nel nostro caso, del fondo di sviluppo e coesione, ma soprattutto del Pnrr. Quindi, non coinvolgere i governatori forse è stato un errore», ha detto il Governatore, spiegando che «la situazione in Calabria rispetto al Piano nazionale di ripresa e resilienza è, più o meno, quella che c’è in tutte le Regioni: il blocco dei cantieri dovuto al caro energia e al caro materie prime. Questa è una circostanza che l’Europa deve approfondire».

«Il Pnrr – ha spiegato – è stato preparato prima della guerra, prima del caro materie prime. Adesso l’Europa deve avere la capacità di reagire con immediatezza alle sfide che ha davanti. Sono perciò contento che queste richieste che il presidente Meloni ha fatto, di maggiore flessibilità nella spesa o nei tempi di realizzazione degli interventi del Pnrr – che molti in Italia affermavano fossero impossibili a farsi, come se il Pnrr nelle sue regole fosse un dogma -, ora siano condivise da altri Paesi europei. Quindi, una volta tanto, l’Italia riesce a mettersi alla guida anche in Europa di processi che fanno migliorare le decisioni che l’Ue deve prendere».

«Noi non avremmo potuto superare la pandemia senza l’aiuto delle istituzioni europee – ha proseguito – non avremmo rimesso in moto l’economia dell’Unione senza un atteggiamento diverso da parte delle istituzioni europee rispetto a quello che avevamo conosciuto negli anni precedenti la pandemia. L’Europa ha recuperato credibilità, non deve perderla ora, non deve ritornare ad essere l’Europa intransigente e lontana dai temi che riguardano lo sviluppo. Credo che affermare queste necessità, e farlo con decisione e rispetto delle istituzioni europee come ha fatto il nostro premier, fa bene all’Ue oltre che all’Italia».

Sul tema dei migranti, Occhiuto ha spiegato che la Calabria «ha già accolto in questo anno 17mila migranti. L’abbiamo fatto senza mai protestare, creando un rapporto improntato alla leale collaborazione con le Prefetture e con i sindaci. La Calabria ha dimostrato di essere una Regione accogliente, peró il peso di questa emergenza non può essere lasciato soltanto all’Italia»

«I migranti arrivano da Paesi che si affacciano sul Mediterraneo – ha spiegato ancora – che appartengono ad un continente, l’Africa, che nei prossimi decenni moltiplicherà per due la sua popolazione, per cui questi flussi sono destinati a crescere. Allora, o l’Europa si pone nella condizione di governare insieme questo processo, oppure dimostra di non avere contezza di quello che sarà da qui a qualche tempo questo fenomeno. Peraltro il Mediterraneo sta diventando centrale nell’agenda dell’Europa, anche in quella economica. Noi stiamo comprando l’energia dal Mediterraneo, con questi Paesi dovremmo anche intensificare i rapporti commerciali perché avranno tassi d’incremento del Pil segnatamente superiori a quelli delle economie europee».

«Allora, vivere passivamente questo problema lasciando che prevalgano gli egoismi nazionali credo sia sbagliato – ha continuato –. Devo dire che il presidente Meloni sta facendo un buon lavoro in Europa. Ricordiamoci che prima che si insediasse questo governo qualcuno in Italia, che non vuole bene al nostro Paese, rappresentava in Europa un’idea sbagliata del governo e del presidente Meloni, come se si trattasse di un esecutivo di estrema destra, nemico dell’Unione europea. Il presidente Meloni sta dimostrando di avere rispetto dell’Europa e anche di non avere nessuna soggezione, nessun complesso di inferiorità. È così che l’Italia deve rappresentarsi in Europa».

Per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza, il presidente della Regione ha evidenziato che in Calabria ci sono 240 mila percettori.

«Considero questa misura giusta nella parte che riguarda la necessità di affrontare il tema della povertà – ha spiegato – ma è sbagliatissima in quella parte che affronta le politiche attive del lavoro. Si è trattato di un clamoroso errore dei 5 Stelle. A un errore si ripara con una soluzione che sia davvero efficace e funzionante. Se ci si limita a cancellare l’errore senza proporre una soluzione alternativa, si rischia di commettere un errore ancora peggiore del precedente».

«Nel nostro Paese, e a maggior ragione nel Meridione – ha proseguito – c’è un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, anche perché non funzionano bene i Centri per l’impiego. Secondo me si tratta di istituti che peraltro scontano il fatto di essere stati pensati in epoche diverse da quella attuale. Ormai un’azienda che cerca un dipendente o un collaboratore lo fa in maniera differente da come avveniva tradizionalmente. Nell’era delle grandi tecnologie, i Centri per l’impiego forse dovrebbero non essere luoghi fisici ma addirittura delle App che i singoli imprenditori potrebbero utilizzare. Noi abbiamo un sistema del mercato del lavoro che dovrebbe incrociare domanda e offerta, ma che non funziona da anni. Se prima quindi non poniamo il mercato del lavoro nella condizione di funzionare, riformandolo, e non interveniamo nella formazione dei disoccupati, non ne usciremo».

«Suppongo che sia difficile per un disoccupato in Calabria, in Campania o in Sicilia – ha concluso – trovare un lavoro in sei o otto mesi, per cui se si toglie il reddito di cittadinanza senza aver realizzato prima efficacemente la riforma del mercato del lavoro, credo che si cancelli un errore, ma non si trovi una soluzione. Mi auguro che in questo senso ci sia un approfondimento da parte del governo». (rrm)

Il presidente Occhiuto: Su Autonomia differenziata la bussola è la Costituzione

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha dichiarato che la bussola per l’autonomia differenziata è la Costituzione.

Occhiuto, nel suo intervento a Radio 1, ha detto di aver apprezzato l’intervento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, «che ha sottolineato che la bussola è la Costituzione, nella quale è previsto che i diritti vadano riconosciuti con uniformità su tutto il territorio del Paese, sia che un cittadino viva a Crotone sia che viva a Treviso».

«Purtroppo così non è – ha aggiunto – perché per anni questi diritti sono stati finanziati, non secondo i fabbisogni ma con il criterio ingiusto della spesa storica. Faccio un esempio: se per ipotesi Crotone spende 100mila euro per gli asili nido e Treviso un milione, perché ha più capacità fiscale, l’anno seguente, quando c’è un incremento sul fondo per gli asili nido del 10%, Crotone avrà 10mila euro in più, mentre Treviso ne avrà 100mila».

«Bisogna passare – ha evidenziato – dalla spesa storica ai fabbisogni proprio perché questo lo prevede la Costituzione. E poi bisogna far lavorare la perequazione, che non ha mai funzionato, e anche questa parte è contenuta nella Costituzione, all’articolo 119. Ecco, se si rispettano questi criteri, si può anche andare avanti con l’autonomia differenziata».

Per quanto riguarda il Pnrr, il Governatore ha sottolineato che «meriterebbe di essere aggiornato», in quanto «è stato fatto prima che scoppiasse la guerra e prima dell’aumento dei prezzi delle materie prime».

«Con questo aumento – ha evidenziato – e la difficoltà che hanno oggi i cantieri, per lo più bloccati, è difficile che si realizzino le opere e si raggiungano i target previsti. L’Europa dovrebbe convincersi del fatto che un minimo di flessibilità dovuta alle circostanze che hanno determinato l’aumento dei prezzi è assolutamente necessaria».

Per quanto riguarda la manovra, Occhiuto ha ricordato che «la Banca d’Italia ha espresso un parere largamente positivo sulla manovra, forse ci si è concentrati su un aspetto che secondo me è di dettaglio, cioè la soglia del contante».

«La manovra mette in equilibrio i conti del Paese e la Banca d’Italia dà un giudizio sostanzialmente positivo – ha continuato –. Ma è chiaro, questo è il primo governo, dopo tanti anni, che ha una maggioranza politica, per cui ogni volta che c’è un elemento che può indurre polemica, questo elemento viene in qualche modo ingigantito».

«Rispetto alla soglia del contante – ha concluso – la Banca d’Italia fa il suo lavoro, ma il governo deve fare altrettanto, anzi, deve contemperare due esigenze: la prima è la lotta all’evasione, che è sacrosanta, e va combattuta in ogni modo; la seconda, invece, è la libertà da parte dei cittadini di spendere i soldi che guadagnano nel modo in cui meglio preferiscono. La Banca d’Italia non ha il compito di occuparsi di questa seconda questione, anche se è normale che faccia le eccezioni che ritenga opportuno. Ad ogni modo, si tratta di una norma di dettaglio che il Parlamento può migliorare nel testo definitivo». (rrm)

 

Occhiuto: Il Governo dica all’Ue che servono modifiche al Pnrr

«Servono modifiche al Pnrr e il Governo lo dica alla Ue». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a margine de “L’Italia delle Regioni”, il primo Festival delle Regioni e delle Province Autonome, in corso a Milano.

«Stiamo dibattendo molto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza – ha spiegato – e siamo molto preoccupati che l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime stia bloccando moltissime attività previste dal Pnrr. Confidiamo che il governo sappia rappresentare questa circostanza in Europa».

«Quello che sta accadendo, dovuto al fatto che il Pnrr è stato pensato prima della guerra e prima dell’aumento dei costi – ha evidenziato – dovrebbe indurre a qualche modifica: o si riducono le opere oppure si tiene conto dell’aumentato costo per la realizzazione dei diversi progetti e delle diverse attività previsti».

Per quanto riguarda l’autonomia differenziata, Occhiuto ha detto di non aver «alcun pregiudizio». Governo una Regione del Sud e, in più di un’occasione, ho rappresentato al ministro Calderoli che alcune materie possono essere importanti come asset di sviluppo per le Regioni del Mezzogiorno».

«Penso, ad esempio, all’energia – ha spiegato –. La mia Regione produce il 42% dell’energia da fonti rinnovabili, la Lombardia e il Veneto ne producono tra il 13 e il 16%. Se a queste fonti aggiungiamo quelle non fossili, come l’idroelettrico, nella mia Regione si produce più energia di quella che si consuma. Se l’autonomia differenzia partisse dall’energia ciò sarebbe un’opportunità per la Calabria».

«Penso però che ciò che è contenuto nel Titolo V della Costituzione e che Calderoli vuole giustamente attuare – ha concluso – è il primo valore dell’autonomia differenziata; poi c’è un altro valore che riguarda i diritti sociali e civili che la nostra Carta stabilisce, e che devono esser applicati con uniformità su tutto il territorio nazionale; e infine c’è il terzo valore, che è quello della perequazione infrastrutturale: articolo 119 della Costituzione. Se il treno corre velocemente, perché il macchinista Calderoli vuole portare al traguardo il vagone dell’autonomia differenziata, io sono contento, perché penso che anche gli altri due vagoni – diritti e perequazione – arriveranno di pari passo». (rrm)

Pnrr, il ministro Fitto: Cercheremo di mettere in campo strategia per il Sud

Per quanto riguarda il Pnrr, «cercheremo di mettere in campo una strategia per il Sud, che possa incidere concretamente su un processo di crescita e sviluppo del Mezzogiorno». È quanto ha dichiarato in un video messaggioRaffaele Fitto, ministro per gli Affari Europei, il Sud e il Pnrr, in apertura dei lavori di un incontri in Regione Calabria.

Il Pnrr è un «grande progetto che deve mettere in campo uno sforzo da parte di tutti, una visione che guardi ben oltre le scadenze immediate», ha detto il ministro, sottolineando che «il Pnrr sta per entrare nel vivo nella parte più complessa, quella della spesa e della mesa a terra dei progetti».

Per Fitto, il Pnrr è «una grande opportunità, ma anche dobbiamo essere onesti tra di noi – grandi problemi e grandi rischi».

«Dobbiamo mettere in campo – ha evidenziato –un’azione che sia in grado di accelerare la spesa, di ottimizzare le risorse, di guardare con attenzione ai cronoprogrammi di realizzazione dei progetti e di guardare alla necessità di adeguare la governance». 

«Stiamo lavorando – ha spiegato ancora Fitto – con un raccordo operativo importante con la Commissione europea, con i vari commissari tra cui Gentiloni e Ferreira, e anche con la presidente Von der Layen. Ma lavoriamo anche – ha rimarcato il ministro verso il sistema italiano per capire come rendere operative le azioni dei diversi ministeri, delle Regioni e delle autonomie locali». 

«Quindi un grande progetto  – ha proseguito – che deve mettere in campo uno sforzo da parte di tutti, una visione che guardi ben oltre le scadenze immediate, sulle quali pur ci confrontiamo – gli obiettivi da raggiungere al 31 dicembre di quest’anno – ma che abbiano una dimensione più lunga».

Il ministro, poi, ha evidenziato come «la Calabria è una regione che, , nonostante le grandi difficoltà, sta dando, con l’azione del governo regionale e del presidente Occhiuto, segnali di grande e profondo cambiamento, che dobbiamo cogliere e accompagnare, per cui è molto utile questa sinergia». (rrm)

Senese (Fenealuil Calabria): Utilizzare i fondi del Pnrr per rigenerare la scuola calabrese

La segretaria generale di Fenealuil CalabriaMaria Elena Senese, ha evidenziato come «per la scuola in Calabria, per rilanciarla sotto il punto di vista infrastrutturale, per metterla in sicurezza, è di fondamentale importanza spendere bene e subito la grande mole di denaro pubblico che l’Europa ha messo a disposizione con il Pnrr».

«Il Capo della Protezione civile nazionale ha ragione: per la scuola serve una rinnovata attenzione, sono necessari nuovi finanziamenti. Come non essere d’accordo con Fabrizio Curcio, le sue sono parole sagge e condivisibili. Ma noi vogliamo dire di più» ha detto Senese, spiegando che quelli del Pnrr «sono stati indirizzati all’ammodernamento delle infrastrutture, per il potenziamento dell’offerta formativa dagli asili nido alle Università, per la strutturazione del tempo pieno, per la messa in funzione delle mense, per la costruzione di nuove palestre, per sciogliere questi nodi e provare a recuperare quell’odioso gap fra Nord e Sud del Paese e non sentir più parlare di autonomia differenziata e di disuguaglianze. Per rimettere in moto, cosa non di poco conto, la macchina produttiva del settore edile».

«Sono 481 milioni di euro – ha spiegato – rimanendo ancorati allo sviluppo del solo settore dei servizi all’istruzione, subito disponibili e spalmati su tutte le province calabresi, la maggior parte dei quali indirizzati a migliorare i servizi di educazione e cura della prima infanzia (255 milioni di euro); per l’estensione del tempo pieno e delle mense (17 milioni di euro); per il potenziamento delle infrastrutture per lo sport a scuola (24 milioni di euro) e per la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’edilizia scolastica (185 milioni di euro)».

«A sostegno di quanto stiamo dicendo, poi – ha proseguito – arriva un recente monitoraggio realizzato dalla Cassa depositi e prestiti i cui analisti, proprio per offrire un quadro di supporto all’impiego delle risorse del Pnrr, hanno classificato la situazione degli edifici scolastici nel paese attraverso 4 parametri: presenza di barriere architettoniche, mancanza di accorgimenti per la riduzione dei consumi energetici, assenza di impianti di riscaldamento e carenze nella progettazione antisismica. Ebbene, se su queste basi l’indice di carenza strutturale è in media in Italia dello 0,8, il dato cresce tantissimo in Calabria ed arriva all’1,5».

«Così come per il tempo pieno che se al Centro Nord è presente nel 60% delle scuole – ha continuato – vede precipitare questa percentuale al Sud al 18%. Un problema anche strutturale, se si pensa che per incrementare il tempo pieno occorre avere gli spazi in cui attivare il servizio mensa».

«Per questo siamo convinti, e chiediamo all’amministrazione pubblica regionale e locale – ha continuato Senese – di fare uno sforzo concreto in questa direzione, sia necessario – prima di parlare di altri finanziamenti che di certo non ci dispiacciono – mettere a terra quelli già esistenti e finalizzarli al potenziamento delle infrastrutture per lo sport, al miglioramento della didattica digitale, alla messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole, alla costruzione nuove mense e alla riqualificazione di quelle esistenti».

«Nella convinzione che – ha concluso – come sostenuto dal Capo della Protezione civile nazionale, “in tema di sicurezza delle scuole, c’è ancora molto, moltissimo da fare” e bisogna farlo con immediatezza partendo dal dato certo, ove questo fosse presente, in mano a chi gestisce la cosa pubblica in Calabria». (rcz)