Il sindaco di Cosenza Caruso: I sindaci difendano le risorse del Pnrr destinate al Sud

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha fatto sue le preoccupazioni espresse dal presidente dell’Anci, Antonio De Caro, circa l’eventuale ipotesi di sottrarre ai Comuni le risorse del Pnrr, e ha ribadito che «sono un’occasione unica e credo anche irripetibile per i Comuni, soprattutto per quelli del Mezzogiorno del Paese, che vivono condizioni di divario inaccettabile con quelli del resto d’Italia».

«Senza, esitazione, pertanto – ha aggiunto – e chiamando a raccolta tutti i colleghi della provincia di Cosenza e dell’intero territorio regionale, sarò in prima fila ed a fianco del Presidente dell’Anci, Antonio De Caro, a fare le barricate a difesa degli Enti che guidiamo e di ogni singolo cittadino che rappresentiamo».

«Una tale, malsana, idea è da rimuovere immediatamente dalla mente di chi – ha proseguito il primo Cittadino di Cosenza – in maniera del tutto sconsiderata l’ha formulata. Concordo, infatti, con Antonio De Caro che i 40 miliardi che riguardano gli Enti Locali sono stati tutti assegnati, per cui vincolanti dal punto di vista giuridico. Su di essi, inoltre, abbiamo fatto affidamento per una serie di progettazioni che devono essere realizzate per soddisfare i bisogni e le esigenze dei cittadini».

 

LO SPETTRO DI UN CAMBIAMENTO DEL PNRR
SPAVENTA IL SUD: SALVARE IL 40% DEI FONDI

di PIETRO MASSIMO BUSETTA – La storia degli ultimi anni ci insegna che le risorse che provengono dalla Comunità Europea sono sempre servite come un aiuto più che alle parti più fragili a sostenere il Paese. Contrariamente a quello che è accaduto alle realtà comunitarie che hanno utilizzato molto bene i fondi strutturali, il nostro Paese ha ritenuto l’utilizzazione di tali risorse come un fatto assolutamente marginale e riguardante soltanto le parti più disagiate. 

Il loro impiego o la loro perdita era un fatto che riguardava le Regioni e nemmeno spesso il Ministero per le politiche di coesione; il meccanismo del disimpegno automatico non era assolutamente studiato mentre l’unico correttivo che si poneva era quello di contenere le risorse ordinarie destinate a quei territori in modo che quelle definite strutturali servissero a sostituire quelle ordinarie. 

Che avessero effetto o che non si utilizzassero era un problema che non riguardava il Paese. Ogni tanto considerata l’incapacità strutturale di spesa, dovuta ad amministrazioni inadeguate ed alla mancanza di investimento nelle strutture amministrative comunali e regionali, per qualche emergenza si attingeva a tali fondi che spesso sono diventati il bancomat pronto all’uso. 

Il Next Generation UE ha cambiato l’approccio facendo capire al Nord che si presentava un’occasione unica con la quale venivano messi a disposizione del Paese oltre 209 miliardi, che potevano essere un’occasione importante per una serie di obiettivi da raggiungere e per finanziare numerosi progetti che per mancanza di risorse erano rimasti nei cassetti, soprattutto di amministrazioni ben dotate da un punto di vista amministrativo ed agguerrite nel caso in cui i progetti venivano messi a bando. 

L’occasione si è rivelata talmente ghiotta che gli equilibri complessivi del Paese si sono adattati a tale importante intervento dell’Unione Europea, che attiene al primo debito che ricadrà  su tutti i contribuenti comunitari. Le fasi che si sono succedute adesso ci vedono nella fase operativa della spesa, che dovrà concludersi per il 2026. Che ci fosse una volontà di continuare il gioco delle tre carte, in cui il Sud perde sempre, emerge dal fatto che l’unico progetto cantierabile, il ponte sullo Stretto di Messina, che vi era nel Mezzogiorno, non è stato inserito, con scuse risibili, nei progetti finanziabili.

Perché se è vero che probabilmente in quattro anni il Ponte sullo stretto non si poteva completare è anche vero che moltissimi dei lavori sulle due sponde di preparazione potevano essere finanziate con il Pnrr, cosa che non si è pensato minimamente di fare, mentre molte delle opere già finanziate con altre risorse, una per tutte la Palermo-Catania di alta velocità farlocca, 2 ore per duecento chilometri, viene inserita nel Pnrr per liberare risorse.  

Il retro pensiero che purtroppo pervade ogni decisione relativa alla spesa delle risorse europee è un mantra nel pensiero nazionale: “le risorse che vanno al Sud sono perse e non servono allo sviluppo del Paese”. 

Il concetto che vi sia una locomotiva che bisogna far correre, che fondamentalmente staziona dall’Emilia a Milano fino a Venezia, lasciando indietro peraltro anche la Toscana, il  Piemonte e la Liguria è qualcosa che ha pervaso il pensiero dominante nazionale, aiutato dalla propaganda continua di una Lega Nord, sedicente buona amministratrice di Regioni e Comuni, senza peraltro nessuna prova a favore.

Anzi con la pandemia si è vista come la ricca ed efficiente Lombardia sia caduta pesantemente, dimostrando tutta la propria inadeguatezza. Ricorderemo tutti l’assessore al welfare Giulio Gallera della Regione lombarda poi sostituito dalla Moratti. E prima la gestione del Veneto del Mose ci dimostra quanta sia falsa l’immagine propalata. 

Il pericolo che adesso si corre e che in un accordo, che vede insieme l’Emilia Romagna  di Bonaccini con Zaia e Fontana che nei rispettivi partiti hanno un peso non indifferente, si proceda ad un cambiamento del Pnrr, che porti a dirottare le risorse destinate per esempio per finanziare l’alta velocità Salerno Reggio Calabria o la Napoli Bari per aiutare le imprese energivore a chiudere i propri bilanci senza chiudere le imprese.

Operazione assolutamente opportuna se non prevedesse come sempre di utilizzare le risorse per il Mezzogiorno come il bancomat per tutto quello che di emergenza ci può essere. Ed allora l’attenzione deve essere massima, perché quel 40%, maldigerito dagli amministratori nordici, molto più contenuto della percentuale assegnata all’Italia sulla base di tre parametri, popolazione, tasso di disoccupazione, e reddito pro capite, che ha portato il Paese ad avere risorse molto più abbondanti sia a fondo perduto che in prestito di quanto non siano state destinate a Francia e Germania, diminuisca ulteriormente. 

E potrebbe scendere al di sotto del 33% della popolazione. Essere riusciti a chiudere il Pnrr destinando risorse importanti al Mezzogiorno, anche se più contenute di quelle che si dovevano assegnare, è stata una grande vittoria dovuta ad un Governo che è riuscito a contrapporsi alle volontà di tanti di limitare gli importi destinati ad esso.

Ma oggi il quadro politico probabilmente muterà. Il Partito Unico del Nord potrebbe ritornare alla carica, come sta facendo già nella comunicazione, per continuare a strappare altre risorse ad un Sud spesso disattento, nel quale i Presidenti delle Regioni non riescono a fare nemmeno una comunicazione congiunta sull’autonomia differenziata. 

L’attenzione è dovuta non solo per evitare che si continui quello scippo che è assodato avviene con i fondi ordinari, che se fossero destinati in base alla spesa pro capite dovrebbero essere aumentati di 60 miliardi, ma anche con quelli straordinari considerata la debolezza della amministrazione governativa centrale. E questo non per l’interesse di una parte ma perché come è chiaro a molti, il Paese sarà quello che saranno i giovani quel che saranno le nostre donne sopratutto del nostro Mezzogiorno. 

Pensare che basti tagliare lo stivale e farlo affondare da solo, soluzione semplicistica che pare vogliano adottare con l’autonomia differenziata, non è una soluzione per il Paese ma piuttosto un modo di  continuare in quella deriva che ormai da oltre 10 anni viene immaginata e temuta da Adriano Giannola. (pmb)

ROCCELLA JONICA (RC) – Saranno realizzati un Polo d’Infanzia e mense scolastiche

Sono stati finanziati dal Pnrr i progetti per la realizzazione di un  “Polo d’Infanzia” e di mense scolastiche a servizio delle scuole dell’Infanzia e Primaria a Roccella Jonica.

Il progetto dell’opera è stato redatto dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, ing. Lorenzo Surace, secondo le linee politiche dell’amministrazione guidata dal sindaco, dott. Vittorio Zito, e prevede la demolizione della struttura scolastica situata in via Aldo Moro, attualmente adibita ad Asilo nido comunale, e la ricostruzione  dell’edificio che ospiterà il Polo d’Infanzia.

Il nuovo plesso  sarà composto da una sezione di Scuola dell’Infanzia e da una sezione di Asilo Nido con servizi integrativi aggiuntivi quali: centro bambini – famiglia, spazi gioco, spazi polifunzionali e, all’interno del plesso, mensa, cucina e spazi destinati al personale.

La proposta progettuale era stata presentata dal Comune di Roccella Jonica per la richiesta di ammissione al contributo secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico approvato con decreto interministeriale del Direttore Centrale per la Finanza Locale del Ministero dell’Interno e del Direttore Generale per i fondi strutturali per l’istruzione, l’edilizia scolastica e la scuola digitale del Miur in data 22 marzo 2021 e  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 31 marzo 2021.

Dopo essere stato ammesso in graduatoria e a seguito della verifica della documentazione fornita,  il progetto ha ottenuto il via libera definitivo per il finanziamento di  1.850.000,00 euro e a breve sarà siglato l’accordo per l’assegnazione della somma concessa.  Intanto, con comunicazione inviata dalla coordinatrice dell’Unità di missione del Pnrr per il Miur, il Comune di Roccella è stato autorizzato  ad avviare tutte le procedure per l’affidamento dei lavori e il termine massimo per l’aggiudicazione degli stessi è stato fissato al 31 marzo 2023.

Altri cantieri, finanziati sempre nel quadro del Pnrr con l’iniziativa Next Generation Eu, saranno  dedicati alla nuova costruzione di due mense scolastiche per la scuola dell’Infanzia dei plessi “Cannolaro” e  “Giardini” e per la scuola Primaria dei plessi “XXV Aprile” e “Carrera”.

I lavori prevedono la realizzazione di sale di refezione, cucine centralizzate e  servizi annessi secondo i progetti redatti dal dirigente dell’Ufficio Tecnico Surace con i quali l’Ente locale ha partecipato a un bando del Miur del 2 dicembre 2021, risultando beneficiario rispettivamente delle somme di 320.000,00 euro (Scuola dell’Infanzia) e di 480.000,00 euro (Scuola Primaria).

Per entrambi i progetti sono già stati firmati gli accordi di concessione dei finanziamenti con il cronoprogramma dei lavori che dovranno essere aggiudicati entro il 31 marzo 2023.

La notizia dei finanziamenti ottenuti e delle convenzioni siglate, che consentiranno di perfezionare l’iter di rinnovamento in un’ottica di  sostenibilità ambientale delle  strutture scolastiche cittadine, è stata accolta con viva soddisfazione dall’Amministrazione Comunale di Roccella.

Si tratta, infatti, di progetti  ideati in sede di delineazione delle linee programmatiche di mandato amministrativo, frutti di un lavoro collettivo, sotto la supervisione del primo cittadino Vittorio Zito, in particolare del vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Francesco Scali, dell’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Cianflone, della consigliera delegata ai Rapporti con gli Istituti d’Istruzione Primaria Paola Circosta e del consigliere delegato alla Promozione degli Stili di vita salutari Domenico Cartolano(rrc)

Forestazione, il Mite promuove due progetti della Metrocity RC: In arrivo 7,8 mln

Sono due i progetti presentati dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria nell’ambito del bando Forestazione e che il Ministero della Transizione Ecologica ha promosso, stanziando 7,8 mln dal Pnrr.

Inoltre, la Metrocity ha incontrato nella Sala “Trisolini” di Palazzo Alvaro i rappresentanti dei Consorzi di bonifica del tirreno, dello jonio e del basso jonio reggino per iniziare a programmare gli interventi che interesseranno i Comuni di Bagaladi, Cardeto, Gioiosa Ionica, Melito Di Porto Salvo, Palmi, Antonimina, Canolo, Cittanova e Reggio Calabria.

Al tavolo di confronto erano presenti il consigliere metropolitano delegato al coordinamento della Cabina di regia sul “Recovery Plan”, Domenico Mantegna, il capo di gabinetto Francesco Dattola, il dirigente e la funzionaria del settore Pianificazione e leggi speciali, Pietro Foti e Sabrina Santagati, ed il funzionario del settore Tutela del territorio e Ambiente, Antonino Siclari.
«L’attività di piantumazione – è stato spiegato – sarà massiccia con la messa a dimora di quasi 185 mila nuove piante che andranno necessariamente salvaguardate in ogni fase della loro crescita e messe al riparo dai rischi legati dal cospicuo numero di animali selvatici presenti nelle aree interne dell’area metropolitana».
Di fatto, dopo il riconoscimento da parte della Direzione generale patrimonio naturalistico e mare del dicastero di via Colombo, può entrare nel vivo il programma denominato “Riforest@MetroReggio”, diviso in due sezioni.
«Infatti – è stato rilevato – il lavoro dei dirigenti e dei tecnici di settore di Palazzo Alvaro ha ottenuto il plauso del Governo ed è stato inserito fra i 35 meritevoli di contributi previsti dal Pnrr, raccogliendo quasi il 10% del finanziamento complessivo. Un grande successo per la Città Metropolitana che conferma la propria tendenza nel tutelare e rilanciare le aree interne investendo su politiche “green” secondo l’impegno profuso dell’amministrazione del sindaco Giuseppe Falcomatà, anche e soprattutto dopo la terribile stagione degli incendi, drammatica per intere porzioni del comprensorio».
«Più alberi – è stato concluso – vuol dire maggiore contrasto alle alluvioni ed all’inquinamento atmosferico, assorbimento di carbonio e mitigazione degli effetti devastanti del cambiamento climatico». (rrc)

L’Unical protagonista del Pnrr con 18 progetti di innovazione e ricerca

L’Università della Calabria si è aggiudicata 18 progetti di innovazione e ricerca, per un totale di oltre 90 milioni di euro di finanziamenti, cogliendo in pieno la sfida del Pnrr, con ambiziosi progetti che perseguono gli obiettivi della transizione ecologica, dell’innovazione digitale, della ripresa dell’economia e che sono risultati vincitori di bandi altamente competitivi.

«Il Pnrr è l’occasione del rilancio per il Paese e per la Calabria. Una vera e propria “chiamata alle armi”, a cui l’Unical ha risposto da subito, consapevole di poter offrire un patrimonio enorme di competenze, studi, ricerche – ha dichiarato il Rettore Nicola Leone –. I risultati attesi sono importanti. Da un lato, penso ad esempio ai partenariati estesi, c’è l’opportunità, grazie ai fondi messi in campo e alla possibilità di fare rete tra università e centri di ricerca, di raggiungere nuovi traguardi nella ricerca di base e segnare importanti passi avanti nell’innovazione e nella conoscenza».

«Dall’altro, ci sarà un impatto significativo sul territorio – ha aggiunto – grazie ai bandi a cascata e alle assunzioni previste. Senza dimenticare tutta la parte di ricerca applicativa e trasferimento tecnologico: sia nell’ambito dell’ecosistema Tech4you che degli accordi con il Ministero dello Sviluppo Economico è prevista la realizzazione di progetti pilota che, in caso di successo, potranno poi passare alla scala industriale. Per la Calabria e per il Mezzogiorno, insomma, è un’occasione preziosa. L’Università, però, da sola non basta. Per realizzare a pieno sul territorio gli obiettivi di sviluppo del Pnrr, è necessario che anche la politica faccia la sua parte, adottando e finalizzando i risultati dei progetti strategici e garantendo un miglioramento di infrastrutture e servizi pubblici».

I progetti

Tech4You

Contrastare i cambiamenti climatici per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Questo è l’obiettivo del progetto, che mette in rete le migliori competenze ed energie delle università e dei centri di ricerca di Calabria e Basilicata per riscattare due territori fragili e storicamente in ritardo. L’ecosistema svilupperà tecnologie innovative in ambito energetico, ambientale, agro-alimentare, culturale e informatico. Il costo complessivo è di 122 milioni di euro, i fondi Pnrr concessi 119 milioni (quasi il massimo assegnabile). Prevista l’assunzione di 163 ricercatori a tempo determinato e l’attivazione di 113 posti di dottorato industriale. L’Unical, che sarà sede dell’hub, potrà contare su un budget di circa 36 milioni di euro e ne investirà oltre 9 in bandi a cascata, che moltiplicheranno sul territorio il raggio d’azione del finanziamento a beneficio di piccole e medie imprese.

Partenariati estesi 

L’Unical è presente in 6 dei 14 progetti del Paese che sono stati selezionati dal Mur per passare alla fase negoziale del bando sui partenariati. In due di questi – relativi alle aree ‘intelligenza artificiale’ e ‘cybersecurity’ – Unical sarà uno spoke nazionale, con un ruolo primario quindi di organizzazione e coordinamento delle attività di ricerca. L’ateneo è poi coinvolto come partner nel progetto selezionato sulla tematica “Conseguenze e sfide dell’invecchiamento”.

Ad altri tre partenariati, infine, l’Unical partecipa con il coinvolgimento diretto di suoi ricercatori, che opereranno “in convenzione” presso atenei sedi di spoke.

Il budget totale assegnato all’Unical è di quasi 37 milioni di euro.

Ricerca sull’idrogeno

L’Unical è in prima linea nel settore di ricerca sull’idrogeno ed è impegnata in tre progetti finanziati con fondi Pnrr. In uno di questi è capofila nazionale: la proposta, NoMaH (Novel Materials for Hydrogen Storage), è risultata la prima nella sua graduatoria e ha ottenuto un finanziamento complessivo di oltre 3 milioni di euro. L’obiettivo è quello di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per lo stoccaggio dell’idrogeno e il budget assegnato all’Unical è pari a 850mila euro. Il secondo progetto, Mecca, vede come capofila Messina e l’Unical in ruolo di partner con un finanziamento di 650mila euro. Il terzo, SmartHydrogrid, vede Unical partner con una quota finanziata di circa 750mila euro.

Centro nazionale di supercalcolo

L’Unical è coinvolta nel Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing che, proposto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, conta 51 membri fondatori distribuiti su tutto il territorio nazionale e gode di un finanziamento complessivo pari a circa 400 milioni di euro. L’Unical opererà come affiliato, con un budget di circa 3 milioni di euro, e siede inoltre nel Consiglio d’Amministrazione con il prorettore Francesco Scarcello.

Accordi innovazione Mise

Approvati e finanziati anche cinque accordi per l’innovazione con il ministero per lo Sviluppo economico, che vedono l’università lavorare in partnership con altrettante imprese. Il budget totale assegnato all’Unical è pari a 6 milioni e mezzo.

L’ateneo è inoltre in corsa al momento con altri quattro progetti, nell’ambito di tematiche ambientali, della medicina innovativa e dell’energia.

Piano operativo salute

In aggiunta alle iniziative più strettamente legate al Pnrr, l’ateneo è risultato anche vincitore in tre progetti presentati nell’ambito del Piano operativo salute (finanziato dal Fondo per lo sviluppo e coesione 2014-2020), in due dei quali funge da capofila. Il primo, denominato “Radioamica”, svilupperà modelli diagnostici sofisticati ed avanzati per la radiogenomica. Il secondo, “Fa.Per.M.E”, si propone di stabilire in Calabria una rete per la medicina di precisione che permetta di fornire una diagnostica personalizzata. Il budget Unical per i due progetti ammonta a circa 3 milioni.

L’ateneo è inoltre partner del progetto Cal.hub.ria (CALabria Hub per Ricerca innovativa ed avanzata), finanziato sempre nell’ambito del Pos. L’Unical potrà contare su un finanziamento di 4 milioni e mezzo di euro.

Edilizia universitaria

Grandi investimenti dell’ateneo calabrese anche in campo di edilizia universitaria: ristrutturazioni ed efficientamenti energetici, residenze degli studenti, moderne aule multimediali per l’apprendimento cooperativo, nuove strutture sportive ed impianti di videosorveglianza. Sono già stati approvati 9 progetti, per un importo di oltre 17 milioni di euro, e presentati ulteriori 11 progetti per 35 milioni. (rcs)

RENDE (CS) – Dal Pnrr 715 mln per i percorsi di autonomia per disabili

Sono 715 milioni di euro la somma stanziata dal Pnrr e di cui è beneficiario il Comune di Rede per realizzare percorsi di autonomia per i disabili.

«Lo scorso luglio abbiamo presentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la proposta progettuale relativa all’ investimento 1.2 “Percorso di Autonomia per persone con Disabilità” ammessa a finanziamento per un valore totale di 715.000,00, euro per la realizzazione di due soluzioni alloggiative entrambe dotate di “Ambient Assisted Living”. Il progetto prevede il coinvolgimento di dodici persone con disabilità che intendono avviare una esperienza di vita Indipendente (in coerenza con l’art. 19 della Convenzione delle Nazioni Unite)», ha spiegato Annamaria Artese, assessore alle politiche sociali di Rende, comune capofila del Distretto formato dalle municipalità di Castiglione Cosentino, Castrolibero, Marano Marchesato, Marano Principato, Rose, San Fili, San Pietro in Guarano e San Vincenzo la Costa.

«Questo risultato è frutto del lavoro sinergico che in questi anni hanno svolto i nostri comuni – ha sottolineato il sindaco Marcello Manna –. Il nostro distretto è modello virtuoso che più volte ha dimostrato come il connubio tra buone pratiche e capacità e competenze innovative in tema di welfare ripaghi».

Per il rafforzamento dei percorsi di autonomia per le persone con disabilità: «obiettivo principale della proposta progettuale sarà il miglioramento della qualità della vita di persone con diversamente abili nella dimensione dell’autonomia abitativa e del rafforzamento delle capacità per la vita autonoma, perseguendo l’inclusione sociale e lavorativa dei beneficiari», ha proseguito Artese.

Le aree di intervento saranno: casa, lavoro e rete sociale. Le persone coinvolte verranno infatti supportate per l’avvio dell’esperienza abitativa indipendente dalla famiglia d’origine evitando percorsi istituzionalizzanti. L’intervento oltre all’autonomia abitativa mira, al contempo, alla formazione/all’orientamento e all’inserimento lavorativo costruendo progetti individualizzati di vita indipendente.

«Si tratta di un progetto sperimentale e innovativo volto a contrastare il fenomeno dell’istituzionalizzazione e dell’isolamento sociale che promuove un processo di empowerment di comunità, di sensibilizzazione e di advocacy per un sistema di Welfare Generativo», ha concluso l’assessore alle politiche sociali di Rende. (rcs)

VIBO VALENTIA – Due nuovi asili nido finanziati dal PNRR

Due nuovi asili nido a Vibo Valentia, finanziati con le risorse del PNRR. Il Comune è stato ammesso al finanziamento sulla base di due progetti risultanti vincenti. Soddisfatta la sindaca Maria Limardo che valuta questa vittoria come «Atto tangibile della nostra attenzione verso le nuove generazioni».

«È con grandissima felicità – ha detto la sindaca Limardo – che voglio comunicare ai cittadini vibonesi una notizia che auspicavamo e aspettavamo con trepidazione, e che ora è finalmente arrivata: il Comune di Vibo Valentia ha ottenuto due finanziamenti per la realizzazione di due nuovi asili nido». È tanta la soddisfazione nelle parole del sindaco Maria Limardo nell’annunciare che Palazzo Luigi Razza è stato ammesso al finanziamento di due progetti del valore di 1 milione e 440mila euro ciascuno, per un totale di quasi tre milioni di euro messi a disposizione dal PNRR tramite un avviso pubblico della Regione Calabria.
La graduatoria è stata appena pubblicata ed il Comune di Vibo vi è rientrato, come detto, con due dei tre progetti presentati. Il terzo è al momento ammesso con riserva. Nello specifico, gli interventi finanziati sono quelli che prevedono la creazione di un asilo nido a Vibo Marina (1.440.000 euro), con 40 nuovi posti per bambini nella fascia di età 3-36 mesi; e di un asilo nido in viale della Pace a Vibo Valentia, di pari importo, ma con la previsione di 50 nuovi posti per bambini di fascia 3-36 mesi. Il terzo progetto, ammesso con riserva, prevede invece un investimento di 2,5 milioni di euro
con la creazione di 60 nuovi posti per fasce di età 24-36 mesi da realizzarsi nel quartiere Moderata Durant.
«Non appena se ne è presentata la possibilità, nello scorso mese di marzo – spiega il primo cittadino – non abbiamo esitato ad approntare i progetti necessari per partecipare all’avviso pubblico. Un’occasione enorme per la nostra città e le sue frazioni, una di quelle che un ente gestito in maniera attenta non può lasciarsi sfuggire».
Le due nuove strutture per l’infanzia si aggiungeranno quindi a quella già esistente in viale Accademie vibonesi. «Si tratta di servizi che rivestono un’importanza straordinaria nell’economia delle giovani famiglie vibonesi, in una terra come la nostra in cui spesso determinate opportunità mancano. Creare due nuovi asili nido, dei quali uno a Vibo Marina – aggiunge Maria Limardo – è una dimostrazione tangibile dell’attenzione che questa amministrazione ripone verso le giovani generazioni e soprattutto le giovani coppie e le donne lavoratrici. Il nostro lavoro su questo fronte sarà incessante, perché siamo consapevoli che la splendida Vibo del domani la dobbiamo costruire pezzo per pezzo, con il lavoro duro e serio che stiamo portando avanti oggi, tutti insieme, amministrazione e cittadini». (rvv)

 

Ecosistema dell’Innovazione, all’Unical ad agosto si presenta il progetto “Tech4You”

Il 2 agosto, all’Università della Calabria, nell’aula Magna, sarà presentato il progetto Tech4You (Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement), il progetto di ecosistema dell’innovazione di Calabria e Basilicata vincitore del bando del ministero dell’Università e della ricerca, su fondi del Pnrr.

La proposta dell’Unical, che è il secondo migliore in Italia, è al primo posto assoluto sia per quanto riguarda gli obiettivi e la qualità scientifica del programma di ricerca, che per l’impatto atteso sul territorio, e tra le sole quattro approvate al Sud.

Si tratta di un progetto di grande impatto, a cui il ministero ha assegnato 119 milioni di euro sui 120 massimi concedibili. Tech4You impegnerà oltre 850 docenti e ricercatori e prevede il reclutamento di nuovo personale: 163 ricercatori a tempo determinato e 113 posti di dottorato industriale.

Tech4You sarà organizzato con una struttura divisa in hub, dedicati ad attività di gestione e coordinamento, e sei spoke dedicati alla ricerca, tutti orientati a rispondere alla sfida del cambiamento climatico. Saranno sviluppate tecnologie per gestire i rischi naturali, per ridurre il consumo energetico e salvare la biodiversità, per una filiera alimentare e forestale sostenibile, per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, per un’alimentazione più sana, per una trasformazione digitale che renda più innovative le comunità locali.

Saranno i referenti degli spoke a presentare nel dettaglio le attività di ricerca progettate per il raggiungimento degli obiettivi dell’ecosistema, ovvero la creazione di opportunità di sviluppo socio-economico in grado di determinare nuova occupazione e rafforzare la resilienza delle comunità coinvolte.

L’evento prevede gli interventi dei rettori di Calabria e Basilicata, della presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, del docente Unical che ha coordinato la stesura del progetto Tech4You, Maurizio Muzzupappa, del presidente del Cda dell’hub, Roberto Musmanno. Le conclusioni saranno affidate ai presidenti Vito Bardi, della Regione Basilicata, e Roberto Occhiuto, della Regione Calabria. Modera l’incontro la giornalista Manuela Iatì, già corrispondente Sky Tg24 e collaboratrice di testate nazionali. Saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e del terzo settore delle due regioni. (rcs)

Ricerca sull’idrogeno, l’Unical prima nel bando del ministero della Transizione ecologica

L’Università della Calabria si è classificata prima al bando del ministero della Transizione ecologica per la ricerca sull’idrogeno, con il progetto NoMaH (Novel Materials for Hydrogen Storage), nell’ambito del Pnrr.

La proposta è risultata prima in graduatoria tra le proposte ammesse a finanziamento che riguardano l’area tematica delle “Tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed e-fuels”. A pari merito nella graduatoria generale, il progetto Mecca sulla tematica “Produzione di idrogeno clean e green”, presentato dall’Università di Messina come capofila, con Unical soggetto partner.

La call del ministero finanzia progetti di organismi di ricerca pubblici (enti e università) sviluppati dalle imprese.

L’obiettivo principale del progetto NoMaH è quello di stimolare la produzione e il consumo di idrogeno attraverso la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per il suo stoccaggio. NoMaH intende rispondere alle reali esigenze energetiche dei piccoli distretti produttivi e delle “comunità energetiche”, associazioni tra cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese che puntano alla produzione di energia “a chilometro zero”.

La ricerca sull’idrogeno è fondamentale anche per perseguire la decarbonizzazione e, nel mutato contesto geopolitico, contribuire a raggiungere l’indipendenza energetica e accelerare la transizione ecologica. Per quanto riguarda l’idrogeno, il gap tra le tecnologie esistenti per il suo accumulo e i requisiti di sicurezza, flessibilità, compattezza e sostenibilità ambientale richiesti per il suo utilizzo è ancora enorme. Al fine di ridurlo, nell’ambito del progetto NoMaH verrà adottato un approccio multidisciplinare che, coniugando le conoscenze dei partner nel campo della scienza dei materiali e dell’ingegneria, permetterà di sviluppare nuovi materiali e dispositivi attraverso cui si potranno realizzare sistemi ibridi di accumulo di piccola e media dimensione, in grado di operare in condizioni tali da rendere minimi i costi energetici e i problemi legati alla sicurezza del loro utilizzo.

«La nostra idea – ha commentato Raffaele Agostino, docente del dipartimento di Fisica dell’Unical e responsabile scientifico del progetto – è quella di favorire e stimolare la produzione di sistemi modulari a basso costo e a bassa emissione di gas ad effetto serra, integrabili con diversi sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, in una logica di piena sostenibilità ambientale. Solo così potremo contribuire a una larga diffusione delle tecnologie tipiche dell’economia dell’idrogeno, favorendo la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili e fornendo un deciso impulso verso un uso pieno delle fonti rinnovabili».

Lo studio dei nuovi materiali e composti per l’accumulo di idrogeno verrà svolto dal gruppo di ricerca del laboratorio “Superfici e energia” del dipartimento di Fisica e dal gruppo di ricerca CECaSP_Lab del dipartimento di Ingegneria dell’ambiente dell’Università della Calabria. Al laboratorio DeltaH sono affidate le prove di accumulo su serbatoi di volume fino a qualche decina di litri.

Le università partner del progetto sono: il Politecnico di Torino (tramite il centro interdipartimentale sull’energia e il dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia); il Politecnico di Bari; Alma Mater Studiorum di Bologna (tramite il gruppo di Sistemi e macchine per l’energia e l’ambiente del dipartimento di Ingegneria industriale e i dipartimenti di Chimica e di Fisica e astronomia).

Alle attività di ricerca e sviluppo parteciperà Rina Consulting – Centro Sviluppo Materiali Spa., ramo di consulenza di ingegneria di Rina, gruppo multinazionale nel settore Trasporti & infrastrutture, con sede a Genova, per quanto riguarda lo studio e le analisi dei sistemi di stoccaggio, con particolare riferimento ai materiali e ai dispositivi di contenimento dei materiali di accumulo, nonché per la verifica della funzionalità di un sistema di interesse per il progetto.

L’importo finanziato è pari a 3.128.012,47 euro su una dotazione complessiva del bando di 20 milioni di euro riservati agli enti di ricerca pubblici, di cui il 40 per cento a quelli delle regioni del meridione.

Il progetto Mecca, che ha ottenuto 3 milioni di euro, intende sintetizzare tramite una tecnologia innovativa di cracking del biometano, idrogeno verde in modo competitivo sia in termini di costo che di carbon footprint (letteralmente, “impronta di carbonio” che permette di determinare gli impatti ambientali che le attività antropiche hanno sul cambiamento climatico) rispetto all’idrogeno ottenuto da elettrolisi.

Mecca è stato presentato dall’Università di Messina in partenariato con Enea, Fondazione Bruno Kesler, NextChem Spa e Università della Calabria, per la quale è responsabile scientifico Girolamo Giordano, ordinario del dipartimento di Ingegneria dell’ambiente. (rcs)

Anci Calabria: C’è rischio di stallo su interventi del Pnrr

Anci Calabria, a margine del Comitato Direttivo, è emersa la «forte preoccupazione in ordine agli interventi che devono essere predisposti e che riguardano i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

«Ci troviamo – viene spiegato nella nota del Comitato direttivo – dinanzi ad uno scenario preoccupante che mina la stabilità dei governi locali. Il Pnrr rappresenta per il sud d’Italia una occasione irripetibile per ridurre – se non colmare – l’ingiusto divario esistente sotto diversi profili tra le diverse realtà territoriali del paese. Ancor per le amministrazioni comunali calabresi che hanno mobilitato le proprie dotazioni e attinto ad ogni risorsa disponibile per attivare gli interventi (dalla progettazione all’avvio e realizzazione delle opere) per mutare le condizioni di vita delle popolazioni residenti nei propri territori, già fortemente tentate ed indotte all’abbandono e migrazione, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza significa sviluppo e innovazione».

«Per questo esprimiamo preoccupazione crescente – si legge – a tale situazione di stallo corrisponde infatti un rallentamento delle attività che devono essere avviate con scadenza imminente. Sarebbe questo un danno irreparabile in termini di tempistiche degli interventi e delle azioni che rappresentano una opportunità di sviluppo su mobilità sostenibile, politiche per le nuove generazioni, salute, inclusione, digitalizzazione, istruzione e ricerca. Allo stato attuale, infatti, la gran parte delle missioni, misure e programmi contenute nel Pnrr hanno raggiunto il livello decisionale della individuazione dei beneficiari con le amministrazioni locali protagoniste di consistenti iniziative destinate a mutare l’immagine del territorio ed a cambiare il funzionamento dei più essenziali servizi rendendoli più efficienti».

«La crisi finanziaria che attanaglia i comuni calabresi sempre più coinvolti in situazioni di dissesto e predissesto – conclude la nota – deve essere fermata. Si pone un “problema Calabria” anche a livello nazionale. Auspichiamo, pertanto, una piena ripresa delle attività che consenta agli amministratori locali di proseguire in tutta serenità la propria azione di ricostruzione e cambiamento auspicati». (rcz)