CALABRIA, DELUSIONE INFRASTRUTTURE
CAMBIARE STRATEGIA PER LO SVILUPPO

di NINO FOTI – Se esiste una reale e concreta possibilità per il Mezzogiorno, probabilmente l’ultima, di riallinearsi al resto del Paese e diventare allo stesso tempo elemento trainante della nostra economia, è ormai chiaro che la si deve trovare nella capacità di sfruttare tutte le opportunità di sviluppo che questo momento storico ci offre, sia da un punto di vista politico che di risorse.

Negli assetti geopolitici mondiali, come ha di recente dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, “l’Europa ha davanti un profondo riorientamento destinato a spostare sempre di più il suo asse strategico verso il Mediterraneo, ed in questo contesto il nostro Sud può giocare un ruolo fondamentale per il futuro dell’Europa”.

Il cambio di paradigma che sembra essersi messo in moto rispetto al Sud, che da problema del nostro Paese sembra poter rappresentare una possibile soluzione, ci incoraggia a sperare che siamo finalmente di fronte ad una svolta.

La disponibilità di risorse finanziarie che si concentrano in questa fase storica sembra volerci spingere nella medesima direzione. Siamo infatti nella fase di passaggio tra due cicli di programmazione della politica di coesione dove per il completamento del ciclo 2014/2020 dovranno essere spesi entro il 2023, oltre 30 miliardi ai quali si aggiungono i fondi della programmazione 2021/2027 che assegnano al Mezzogiorno 55 miliardi di euro, da utilizzare entro il 2030.

Ulteriori risorse saranno poi disponibili, provenienti come sappiamo dal PNRR, da spendere entro il 2026 -circa 86 miliardi-, pari al 40,8% dei 211,1 miliardi complessivi del PNRR stesso. Quello che bisogna assolutamente fare tuttavia è focalizzare gli obiettivi, affidarsi alla competenza ed evitare di ripetere gli errori del passato.

Se concretamente vogliamo parlare di sviluppo del mezzogiorno, ad esempio, non possiamo pensare di farlo senza mettere al centro lo sviluppo infrastrutturale e la realizzazione di alcune opere fondamentali, come ad esempio l’Alta velocità ferroviaria. Se pensiamo che, dagli studi sugli impatti dell’Alta velocità, è emerso come nei territori con l’AV, il PIL è cresciuto in 10 anni di 7 punti rispetto ai territori che ne sono privi risulta evidente che solo da questa strategia può passare la crescita del territorio.

Bisogna tuttavia valutare con attenzione le soluzioni migliori. Proprio nel caso dell’Alta Velocità, un’opera sostanziale che consentirebbe di ridurre, dopo quasi 35 anni, una parte di quel gap infrastrutturale che inspiegabilmente esiste fra le due parti del nostro Paese, al momento ad esempio esiste una proposta del Ministero dei Trasporti che presenta diversi aspetti poco chiari. Innanzitutto è prevista la costruzione di un nuovo tracciato – 445 chilometri – più lungo di 50 chilometri sia rispetto a quello studiato nel 2005 da RFI che a quello dell’attuale linea lunga 393 chilometri.

Questa nuova linea inoltre andrebbe ad attraversare, senza un apparente valido motivo, le zone più impervie della Calabria tagliando i Parchi Nazionali del Pollino e della Sila. Un progetto che nonostante costi 24 miliardi di euro, collegherebbe Roma e Reggio Calabria in 3 ore e 40 minuti facendo mancare quindi l’obiettivo dichiarato di collegare Roma a Reggio Calabria in 3 ore. Sarebbe oltretutto la prima volta in cui un nuovo tracciato che unisce le medesime destinazioni risulti più lungo di un tracciato precedente. Senza contare che il progetto presentato farà si che la nuova linea ad Alta Velocità non venga realizzata in continuità con quello esistente. La linea che senza interruzioni va da Milano a Salerno infatti, si interrompe per poi ricominciare da Battipaglia.

Non si capisce quindi perché si continui ad insistere sulla realizzazione di questo progetto che, proprio per via della maggiore lunghezza del tracciato, costerebbe oltre 2,5 miliardi in più rispetto ad esempio, ad un altro progetto esistente, già proposto in un documento condiviso da Professori ordinari di Strade, Ferrovie, Aeroporti e Trasporti di tutte le università Calabresi e Siciliane che, consentirebbe invece di collegare Roma e Reggio Calabria in 3 ore.

Come se non bastasse si naviga a vista anche sui tempi. Nell’ultimo aggiornamento del quadro economico di RFI per le principali opere in gara nel 2022, resosi necessario per monitorare l’andamento dei costi complessivi previsti in modo da non mettere a rischio gli equilibri previsti dal PNRR, non c’è traccia del progetto dell’Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria che dovrebbe rappresentare, per il mezzogiorno, l’opera più importante prevista dal PNRR stesso. Ciò vuol dire, ad esempio, che l’avvio dei lavori dei primi due lotti calabresi di Alta Velocità, quelli relativi alla tratta Romagnano – Praia e il raddoppio della galleria che collega Paola e Cosenza, slitterà al 2023, con tempi di consegna che sforeranno il 2026, data prevista per la conclusione dei lavori.

Ma se pensiamo a un Sud che, finalmente, con un sistema di alta velocità ferroviaria si connette all’Europa in modo tale che l’Italia possa diventare la porta dell’Europa nel Mediterraneo come si può escludere da questo ragionamento la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina?

Non si può non prescindere da quest’opera, così come Genova è ripartita con il nuovo ponte Morandi, il Sud dovrà ripartire con il Ponte di Messina, che va rimesso al centro dell’agenda politica facendo tesoro degli errori del passato.

Basti pensare, ad esempio, agli effetti della scellerata scelta del Governo Monti che nel 2012 decise di interrompere bruscamente lo stato di avanzamento dell’opera facendo si che il definitivo abbandono del progetto finisse per pesare sulle tasche degli italiani più della sua stessa realizzazione.

Il costo complessivo dell’opera, infatti, al tempo era stato stimato in 8,5 miliardi di euro, dei quali erano a carico dello Stato solo 1,3 miliardi. La chiusura della società concessionaria Stretto di Messina Spa, che aveva già stipulato contratti e bandito gare ha obbligato lo Stato italiano al pagamento di penali per oltre 700 milioni di euro – per le quali ad oggi sono ancora aperti dei contenziosi – ai quali vanno aggiunti i soldi spesi per le opere propedeutiche, circa 300 milioni e i costi per la smobilitazione dei cantieri e il ripristino dei terreni già predisposti per l’opera. In sintesi, invece di spendere 1 miliardo 300 milioni per realizzare il ponte sono stati spesi circa 1 miliardo e 150 milioni per non farlo.

Tutto con un progetto esecutivo già stato approvato che consentirebbe, con un dovuto aggiornamento tecnologico e finanziario, anche oggi di iniziare subito a costruire.

L’ultimo esempio indicativo dello stato dell’arte, qualora fosse necessario, è evidenziato dall’allegato infrastrutture al Documento di economia e finanza. Su 280 miliardi destinati alla mobilità sostenibile, quelli cioè legati principalmente alla realizzazione di interventi sulle reti stradali, ferroviarie, portuali e viarie, quelli toccati alla Calabria sono solo 4, o forse no. Il finanziamento dei lavori di completamento della banchina di ponente lato nord del Porto di Gioia Tauro ad esempio, prevede un intervento da 16,5 milioni che, stando al documento, proverrebbero dal Pnrr.

Peccato che quei lavori fossero già contemplati nell’Accordo di programma quadro siglato nel 2018 tra Regione, Autorità portuale, Corap, lo stesso Mit e finanziato con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Uguale copione per gli interventi di adeguamento e risanamento della banchina “Margottini” di Reggio. Anche qui nell’allegato si fa riferimento a 6,5 milioni provenienti dal Pnrr, ma in realtà quelle somme erano già previste nell’Apq del 2018 con risorse Fsc 2014-2020. Così anche per la banchina del porto di Villa San Giovanni: 4 milioni contemplati come risorse Pnrr, ma già finanziati con risorse Fsc 2014-2020.

Insomma, come appare evidente, la strada da percorrere in direzione di un cambio di passo resta ancora molto lunga e non corrisponde alla realtà narrata dai buoni propositi. (nf)

[Nino Foti è responsabile Mezzogiorno di Noi con l’Italia e presidente della Fondazione Magna Grecia]

 

La sottosegretaria Nesci: Il Pnrr al Sud sarà prova del nove

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha spiegato che il «Pnrr può dare molte opportunità se però si riesce a comprendere che la ripresa ed il rilancio del nostro territorio dipendono da un lavoro in stretta collaborazione tra tutte le Istituzioni e le imprese».

«È una sfida – ha aggiunto – che dobbiamo saper cogliere: proprio ieri l’Italia ha raggiunto i 45 obiettivi previsti nel primo semestre del 2022 e ciò ci fa capire che non possiamo disperdere tutto il lavoro fatto fino ad oggi, ma anzi continuare a lavorare per attuare le riforme e rispettare gli impegni presi».

«Al Sud  – ha concluso –sarà una prova del nove perchè se uno degli obiettivi del Pnrr sarà quello di superare i divari che ancora sussistono nel nostro Paese servirà la messa a terra dei progetti nel Mezzogiorno per comprendere il successo del Pnrr». (rrm)

Metrocity RC e Ordine dei Commercialisti a confronto sui progetti del Pnrr

Nei giorni scorsi, si è svolto a Palazzo Alvaro un confronto tra il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace e una delegazione dell’Ordine dei Commercialisti di Reggio Calabria, guidata dal presidente Stefano Poeta, per discutere dei progetti del Pnrr.

Al centro dell’incontro, che si è svolto in clima di fattiva collaborazione, sono state poste le prospettive e la strategia complessiva dell’Ente metropolitano, sul versante dei progetti e relative leve finanziarie che afferiscono al PNRR. Nello specifico, inoltre, sono stati esaminati da vicino i diversi percorsi comuni che la Città metropolitana e il mondo dei professionisti del territorio possono intraprendere in forma sinergica, con l’obiettivo di affrontare al meglio la complessità delle sfide dello sviluppo che si legano agli importanti stanziamenti di cui è destinatario il territorio metropolitano reggino.

«È stato un confronto estremamente utile – ha commentato a margine della riunione il Sindaco f.f. Versace – e ringrazio i Commercialisti di Reggio Calabria, con in testa il presidente Poeta, per aver stimolato un momento di approfondimento e proposta che può rivelarsi particolarmente proficuo per l’attività che l’Ente sta portando avanti nei diversi ambiti strategici».

«La Città metropolitana, com’è noto – ha concluso – è un Ente di programmazione ma ciò non toglie che nello svolgimento dell’attività prevista, si renda necessario il coinvolgimento dei professionisti che peraltro conoscono in modo profondo le problematiche e le criticità che interessano da vicino il mondo del lavoro, dell’impresa e il sistema stesso di gestione dei finanziamenti pubblici».

Palazzo Alvaro è stato il primo Ente metropolitano d’Italia a dotarsi di un’apposita cabina di regia per il PNRR, «e ciò testimonia – ha poi aggiunto Versace – la lungimiranza che questa amministrazione, sulla scorta delle linee di mandato tracciate dal sindaco Giuseppe Falcomatà, ha saputo dimostrare. Questo strumento è stato strutturato guardando anche alla possibilità di un coinvolgimento di esperti e professionisti dei vari ambiti di intervento, a supporto della componente tecnica interna all’Ente e dell’attività che si sta svolgendo, anche nell’ambito delle unioni di Comuni, attraverso gruppi di lavoro ristretti».

Anche i commercialisti, dunque, «sono parte integrante di questa strategia – ha poi concluso il rappresentante di Palazzo Alvaro – e auspichiamo che questo primo incontro operativo segni l’avvio di un percorso comune che possa consentire all’Ente di avvalersi della competenza e dell’esperienza specialistica dei nostri professionisti e a questi ultimi di offrire un contributo significativo all’interno delle dinamiche di crescita e sviluppo che toccano da vicino il nostro territorio». (rrc)

Il confronto di Confartigianato Imprese sulle opportunità del Pnrr

Si intitola Pnrr: Un’opportunità, se colta il dibattito promosso da Confartigianato Imprese Calabria in programma domani mattina, alle 10, nella sede di Unioncamere Calabria.

Intervengono Roberto Matagrano, presidente di Confartigianato Imprese Calabria, Marco Granelli, presidente Confartigianato Imprese, Rosario Varì, assessore allo sviluppo economico, Paolo Manfredi, responsabile Progetto Speciale Pnrr Confartigianato Imprese.

Andrea Prato, ceo Albatros&Partners, terrà un focus sulle comunità energetiche. Le conclusioni sono affidate a Dalila Nesci, sottosegretaria per il Sud. Modera la giornalista Maria Rita Galati.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, se colta nella maniera adeguata, può essere una opportunità. La misura che si inserisce nel Next Generation EU – NGEU, il fondo approvato dal Consiglio Europeo, ha l’obiettivo di sostenere e supportare la crescita dei Paesi europei. Si tratta di un programma di portata e ambizione inedite, che prevede investimenti e riforme lungo alcune grandi direttrici: accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione all’interno delle aziende e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Quale percorso intraprendere a livello locale per concretizzare questa imperdibile opportunità di sviluppo e imboccare un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo? (rcz)

Rizzo (Uiltrasporti Calabria): Affiancare Pnrr a politiche di regolazione dei mercati

Giuseppe Rizzo, confermato alla guida della Uiltrasporti Calabria, ha evidenziato che «il Pnrr rappresenta un’occasione imperdibile per accorciare finalmente le distanze tra nord e sud del nostro Paese, ma il Pnrr da solo non basterà se non viene affiancato da politiche di regolazione dei mercati».

«Pensiamo al sistema portuale – ha proseguito il Segretario generale della Uiltrasporti – che ha dimostrato tutta la sua resilienza grazie ad un sistema di gestione pubblicistico che vogliamo continui a regolare l’attività portuale nel nostro Paese. Lo Stato non può affidare a privati infrastrutture fondamentali che hanno un valore sociale ancor prima che economico rinunciando al proprio ruolo di regolazione e controllo. Vale questo per il trasporto aereo, dove la gestione privatistica degli aeroporti ha causato negli anni una crisi importante portando alla chiusura di numerose aziende e vettori e ad una compressione dei diritti dei lavoratori che non possiamo tollerare».

«Il lavoro da fare è tanto – ha concluso – e le sfide che ci aspettano saranno cruciali, ma noi continueremo a dare il nostro contributo per il cambiamento che vogliamo vedere e per ridare dignità al Paese, alle persone e al lavoro».

La conferma di Rizzo è avvenuta nel corso dell’11esimo Congresso regionale della Uiltrasporti che si è tenuto presso la sala congressi del resort “Uliveto Principessa” di Cittanova.

Ai lavori congressuali hanno preso parte, fra gli altri, il Segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi e il Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo.

Nella sua relazione introduttiva Giuseppe Rizzo ha illustrato le principali criticità e sfide future del settore dei trasporti per quanto riguarda la regione. Mentre Santo Biondo, durante il suo intervento, ha mandato un messaggio preciso alla politica regionale: «Creda nella concertazione e si apra convintamente al dialogo sociale per una corretta gestione dei fondi comunitari».

«La forza e la grandezza della nostra organizzazione – ha detto Claudio Tarlazzi – viene dai territori, dal lavoro, dall’impegno e dal sacrificio quotidiano di chi è sui territori e dà consistenza e forza alla nostra organizzazione ed è per questo che continuiamo e continueremo a crescere».

«Gli anni che abbiamo davanti saranno fondamentali per cambiare il modello di sviluppo del nostro Paese e il nostro compito sarà cruciale. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta un’occasione imperdibile per accorciare finalmente le distanze tra nord e sud del nostro Paese, ma il Pnrr da solo non basterà se non viene affiancato da politiche di regolazione dei mercati». (rrc)

Il sottosegretario Costa: In Calabria dobbiamo riavviare il percorso della sanità

Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha evidenziato come «in Calabria, per quanto riguarda la sanità, dobbiamo riavviare il percorso. E abbiamo iniziato a farlo insieme al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ridando al territorio la possibilità di pianificare e tornare a fare investimenti».

Il sottosegretario, a margine della visita all’Università della Calabria, ha spiegato che «i fondi del Pnrr, in questo senso, sono certamente un’occasione», riporta l’Ansa.

«Dobbiamo assumerci la responsabilità – ha aggiunto Costa – di garantire il diritto alla salute anche ai calabresi. C’è bisogno di dimostrare vicinanza al territorio, e nel caso specifico alla Calabria, dove certamente, per quanto riguarda il settore della sanità, dobbiamo ripartire. Quello del personale è il tema dei temi. Arriviamo da una pianificazione non fatta e da tagli che per anni hanno colpito il comparto, ma oggi c’è un’inversione di tendenza. Per la prima volta abbiamo aumentato il fondo del Servizio sanitario nazionale, due miliardi all’anno per i prossimi tre anni. Abbiamo raddoppiato le borse per le specializzazioni e quelle per i medici di medicina generale».

«Oggi – ha proseguito – c’è la consapevolezza che la salute non è una spesa, ma un investimento. E quindi anche la Calabria potrà ricevere i benefici di questa visione diversa. Dobbiamo costruire insieme una sanità che non si prenda solo cura della malattia, ma anche della persona».

«In Calabria – ha detto ancora il sottosegretario alla Salute – ho trovato personale sanitario straordinario e motivato da tanto entusiasmo, professionalità e voglia di fare. E questo aumenta la responsabilità da parte nostra di creare le condizioni affinché questo personale possa operare al meglio in strutture dignitose».

«Il Pnrr – ha concluso – rappresenta una grande opportunità per il rinnovo della strumentazione, e non solo. Dobbiamo condividere un percorso con la Regione, ma oggi c’è la consapevolezza che questo è un bisogno e una priorità». (rcs)

Manna (Anci): Puntare su organicità degli interventi previsti dal Pnrr

Il presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, ha ribadito la necessità di «puntare sulla organicità degli interventi previsti dal PNRR per concretizzare una programmazione che ci proietti verso un futuro più roseo per le nostre municipalità».
«Ci troviamo in un momento cruciale per la Calabria e noi sindaci abbiamo la responsabilità di dar voce ai nostri cittadini», ha spiegato Manna, aggiungendo che si deve «superare il gap tra Nord e Sud, andare oltre le emergenze che attanagliano i nostri territori è obiettivo su cui l’assemblea dei sindaci dovrà lavorare in sinergia con gli esperti. La crisi finanziaria che attanaglia i comuni, la mancanza dei servizi essenziali quali quelli idrico e dei rifiuti, la sanità, il welfare, le comunità energetiche, sono temi e criticità che vanno superati attraverso il dialogo e il coinvolgimento di tutti gli enti interessati».
«Sentiamo forte – ha concluso – da parte di chi amministra la cosa pubblica l’esigenza di poter finalmente avere gli strumenti per costruire il futuro della Calabria e per questo stiamo lavorando alacremente ad un programmazione puntuale. Bisogna fare fronte comune e ricostruire la nostra regione con il coraggio e la determinazione che contraddistingue gli sforzi quotidiani da parte di noi sindaci». (rrm)

Prr, la Metrocity RC investe su San Roberto: presentato il progetto “Tra cielo e mare”

È stato presentato il progetto Tra cielo e mare, l’idea che vede San Roberto fra i sei Comuni, con Cardeto capofila, inseriti nel più ampio programma Aspromonte in città, che racchiude le 28 proposte della Città Metropolitana di Reggio Calabria promosse dal Governo per un totale di 118 milioni di fondi del Pnrr.

Fra questi, ben 2 milioni saranno appannaggio proprio di Tra cielo e mare ed una parte, a loro volta, consentiranno a San Roberto, per circa 300 mila euro, di trasformare due ecomostri ne Le torri della biodiversità con annesso un centro di educazione ambientale e di aggressiva.

Così, insieme al sindaco sanrobertese Antonino Micari, a Rosario Previtera, manager esperto di transazione ecologica, a Maria Prigoliti dell’osservatorio regionale delle biodiversità, ai Sindaci della vallata delle associazioni culturali e ambientaliste, il sindaco metropolitano ff Carmelo Versace è entrato nel vivo di quello che, in fase embrionale, «sembrava un progetto talmente ambizioso che era difficile soltanto da immaginare».
«Ed invece – ha detto – grazie alla passione, alla preparazione e ad una partecipazione davvero encomiabile degli amministratori locali, comprendiamo bene come i sogni possano davvero diventare realtà».
Nel ricordare Nino Cosoleto, uno dei giovanissimi progettisti morto prematuramente, Carmelo Versace ha spiegato come «dietro a questa idea ci sia anche la voglia dei nostri ragazzi di realizzare qualcosa di grande nei luoghi dove risiedono le origini, le radici e l’identità di un popolo».  Versace ha poi sottolineato «la maturità e la lungimiranza dei Sindaci che, seduti intorno ad un tavolo, hanno ragionato secondo un principio di mutua assistenza nella logica che ogni realtà può trarre beneficio dalla crescita dei territori vicini».
«Un’unione dei Comuni – ha proseguito – sperimentata già sul campo. Come Città Metropolitana avremmo potuto decidere autonomamente dove e come fare gli investimenti del Pnrr. Abbiamo scelto, invece, di responsabilizzare gli enti locali ed i 97 Comuni, associati in manera omogenea in base ai propri progetti di sviluppo, hanno liberamente presentato quelle schede che ci hanno consentito di inanellare un successo importante davanti al Governo. Grazie a quello sforzo, oggi abbiamo un tesoretto da oltre 118 milioni da incanalare nelle diverse aree del comprensorio».
«Fondamentali – ha proseguito l’inquilino di Palazzo Alvaro – sono state le linee d’indirizzo programmate dal sindaco Falcomatà, la concertazione con i vari consiglieri metropolitani e l’istituzione, prima in Italia fra le Città Metropolitane, della cabina di regia sul Pnrr che ha aperto orizzonti nuovi ed un futuro preciso nella gestione e nella programmazione della moltitudine di risorse che arriveranno su input dell’Europa e del Governo italiano».
«Questa vallata – ha spiegato Versace – la voglio ringraziare in modo particolare perché, intanto, c’è stato l’immediato riconoscimento, da parte di ogni sindaco, di individuare Cardeto come Comune capofila senza perdere nemmeno un minuto a discuterne. Poi, perché si sono messi a lavorare, facendo rinunce l’uno per l’altro secondo una logica di inclusione encomiabile indispensabile per riuscire a presentare il miglior progetto possibile. È merito dei sindaci di Cardeto, Calanna, Fiumara, Laganadi, Sant’Alessio in Aspromonte e San Roberto se il programma “Tra cielo e mare” risulta vincente in un’ottica di crescita e di sviluppo dell’intera vallata».
«Parliamo di territori – ha concluso il sindaco metropolitano facente funzioni – che, come del resto gran parte del nostro entroterra, hanno bisogno di essere scoperti. Progetti come quello di San Roberto offrono bene la misura di come l’area possa attirare le attenzioni e l’interesse dei visitatori. Coi fondi del Pnrr, il sindaco Micari avrebbe potuto scegliere di fare una piazza o di abbattere le torri di cemento che, invece, diventeranno un bosco verticale con varietà vegetali aspromontane e del Mediterraneo, elevando il livello di biodiversità anche fauniatiche ed entomologiche. Grazie al suo intuito, al lavoro del dottor Previtera e di giovani come Nino Cosoleto, si è pensato in grande, si è andati oltre scegliendo di sviluppare un’idea capace di far venire la gente a San Roberto attraverso un’attrazione scientifica e didattica nella tutela e nell’interesse delle comunità, delle biodiversità e dell’ambiente. Si è deciso, insomma, di lasciare un’eredità di forte impatto etico, sociale ed ambientale alle future generazioni». (rrc)

Alta Velocità SA-RC: iniziativa con RFI e Regione di Fillea-Cgil

di SIMONE CELEBRE – Una delle opere strategiche inserite nel Pnrr e nella programmazione del Def-Infrastrutture del 2022, come opera prioritaria, è la realizzazione della nuova linea ferroviaria A/V-A/C Salerno-Reggio Calabria, che ricade nel corridoio Ten-T della rete centrale Scandinavo-Mediterraneo.

L’intera opera, programmata in un lasso di tempo decennale, 2021-2030, una volta ultimata conterà 445 chilometri di nuova linea ferroviaria e consentirà la percorrenza Roma-Reggio Calabria in 3 ore e 40 minuti, oltre a contribuire in maniera significativa al potenziamento dell’itinerario merci Gioia Tauro-Paola-Bari con l’innesto nel corridoio Adriatico, sviluppando, così, le capacità industriali e logistiche dello stesso porto di Gioia Tauro, finalmente inserito, dal punto di vista dei collegamenti ferroviari, in una dimensione europea.

Le opere finanziate con fondi del Pnrr, come quella relativa alla tratta Battipaglia-Romagnano con un finanziamento di 1.800 milioni, dovranno essere appaltate e realizzate entro il 2026.

Altri lotti funzionali potranno essere finanziati attraverso le risorse messe a disposizione dal fondo complementare al Pnrr che ammonta 9.400 milioni. Sul lotto 1, Battipaglia-Romagnano, il dibattito pubblico è terminato, mentre per quanto riguarda il lotto relativo al raddoppio della Cosenza/Paola-San Lucido, che attiene alla galleria Santo Marco con un finanziamento di 1.200 milioni, il dibattito pubblico è tuttora in corso.

Consideriamo assolutamente necessario, per qualificare il progetto e per superare preliminarmente i problemi di carattere tecnico, ambientale e paesaggistico, che il coinvolgimento dei soggetti interessati, a partire dalle comunità e dei Comuni, sia effettivo, al fine di accogliere tutti i suggerimenti utili.

La realizzazione di questa grande opera pone in evidenza tre aspetti di carattere generale, ovvero la rilevanza dell’opera per il trasporto merci, l’aspetto geologico e ambientale, l’impatto della stessa sull’economia della Calabria.

Fondamentale è anche il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e datoriali affinché si possa predisporre un progetto di fattibilità tecnico economico effettivamente rispondente alle necessità e perché le procedure di appalto possano partire con il piede giusto.

In modo particolare, riteniamo, che vadano trattati preliminarmente e posti all’attenzione della stazione appaltante tutta una serie di aspetti che vanno dalla conduzione trasparente dell’appalto al contrasto alla penetrazione della criminalità, dalla prevenzione antinfortunistica nei luoghi di lavoro al rispetto dei contratti nazionali di lavoro da applicare, alla promozione di buona e stabile occupazione.

Come Fillea Cgil Calabria svilupperemo la nostra iniziativa attraverso una interlocuzione con Rfi, soggetto attuatore di questa opera, con il coordinatore del dibattito pubblico e con la stessa Giunta regionale tramite richiesta formale che invieremo nei prossimi giorni. (sc)

Pnrr, Occhiuto: Serve rafforzare capacità amministrativa dei Comuni

« C’è da rafforzare la capacità amministrativa dei comuni del Sud, molti comuni sono in pre dissesto, in dissesto. Se si riesce a fare questo, il Sud questa volta può essere, al di là della retorica, il posto del Paese più vocato allo sviluppo». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nel corso del Forum PA.

Il Governatore, poi, ha ribadito che «la ministra Mara Carfagna è stata molto determinata a pretendere che il 40% delle risorse andasse al Sud. C’è la necessità ora di mettere su la capacità amministrativa utile a spendere queste risorse. Io ho usato spesso questa immagine, ho detto che le risorse del Pnrr sono come dei vagoni riempiti di soldi dall’Europa. Il nostro Paese forse ci è arrivato prima di riuscire a costruire i binari su cui far viaggiare questi vagoni».

«Io vorrei che il Governo, anche se ha già fatto qualcosa, ci stesse più vicino – ha concluso Occhiuto – soprattutto più vicino ai Comuni per aiutarli a mettere a terra le risorse del Pnrr». (rrm)