Lunedì 27 marzo a Palermo la giornata dedicata al Ponte sullo Stretto della Fondazione Magna Grecia

Lunedì 27 marzo, a Palermo, al Teatro Massimo, si terrà una giornata sul tema Il Ponte sullo Stretto: una sfida necessaria, organizzata dalla Fondazione Magna GreciaFondazione Sicilia.

«Mai come ora il Ponte sullo Stretto sembra essere una realtà a portata di mano», ha dichiarato il presidente della Fondazione Magna Grecia, Nino Foti. «Questo significa che le istituzioni locali, e gli attori sociali e politici, i protagonisti del mondo dell’impresa e dell’università devono unire le forze per far sì che questa essenziale infrastruttura europea non subisca intoppi e rallentamenti. Il Ponte può rappresentare una svolta nell’economia italiana e del Mezzogiorno, ma anche un risarcimento per due regioni, Sicilia e Calabria, che hanno un colpevole deficit infrastrutturale».

«Il Ponte non è alternativo all’Alta velocità o alla Statale 106 – ha concluso – alle reti viarie e agli investimenti portuali, ma ne rappresenta la naturale e necessaria cerniera strategica».

«Da troppi anni si dibatte sull’importanza di realizzare il Ponte sullo Stretto», ha affermato il presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore.

«È ormai giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, prendendo consapevolezza che questa grande opera può e deve essere realizzata, non soltanto a beneficio della Sicilia, ma di tutta l’Italia. Per queste ragioni, la Fondazione Sicilia, in collaborazione con la Fondazione Magna Grecia, ha organizzato, promosso e sostenuto il convegno Il Ponte sullo Stretto: una sfida necessaria».

«Un’occasione imperdibile – ha continuato – per mettere a confronto le migliori energie del nostro Paese, per fornire un contributo concreto e costruttivo che dia impulso alla realizzazione di un’opera straordinaria. Lo sforzo comune richiesto è altrettanto straordinario, e sono certo che il convegno, per la qualità dei relatori e di tutti coloro che, a vario titolo, interverranno e parteciperanno, saprà catalizzare l’attenzione nazionale e offrire quegli spunti di riflessione che mi auguro permettano al nostro Paese di raccogliere questa sfida eccezionale, ma possibile con il concorso di tutti».

Una giornata di discussione organizzata in partnership con il Gruppo Pubbliemme-Diemmecom, ViaCondotti21-LaCapitale, LaC Network e coordinata da Alessandro Russo, direttore editoriale del Network e Paola Bottero, direttore strategico del Gruppo, che introdurranno i quattro panel. Altri media partner dell’iniziativa sono AdnKronos e Italpress.

Un evento nel quale eccellenze di diversi settori strategici per l’Italia del sud analizzeranno le molteplici sfide che una grande infrastruttura come il Ponte che collegherà Calabria e Sicilia comporterà: una sfida infrastrutturale, politica, sociale ed economica.

Un’analisi eterogenea che offrirà diversi punti di vista, importanti spunti di riflessione sulla centralità dei grandi investimenti in infrastrutture e mobilità nel Mezzogiorno, anche in considerazione delle prospettive connesse all’attuazione del Pnrr.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione Magna Grecia, Nino Foti, del presidente della Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore e del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, la prima sessione, La sfida sociale, sarà moderata dalla giornalista Barbara Romano, e vedrà dialogare Vincenzo Fortunato, amministratore della Società Ponte sullo Stretto, Massimo Midiri, rettore dell’Università di Palermo e Lino Morgante, presidente e direttore editoriale di S.E.S. Società Editrice Sud.

Alle 12 appuntamento con La sfida economica e i relatori Michele Battaglia, dottore commercialista e partner Studio BCC, Pietro Massimo Busetta, professore di Statistica economica all’Università degli Studi di Palermo, Dario Lo Bosco, ordinario di Strade, Ferrovie ed Aeroporti e Head della FS Academy di FSI, Maurizio Lupi, deputato già ministro dei Trasporti e Francesco Profumo, presidente Acri, già ministro dell’Istruzione.

La terza sessione, moderata dal giornalista Fabrizio Frullani alle 15, sarà incentrata su La sfida infrastrutturale e vedrà la partecipazione di Alessandro Aricò, assessore alle Infrastrutture e mobilità della Regione Siciliana, Marco Marchese, direttore investimenti Sud di RFI, Tullio Giuffrè, professore di Strade, Ferrovie ed Aeroporti dell’Università degli Studi di Enna Kore e di Francesco Russo, docente di Ingegneria dei Sistemi di Mobilità Sostenibile dell’Università degli Studi di Reggio Calabria.

Ultimo appuntamento alle 17 con il panel La sfida politica,che ospiterà le riflessioni di Riccardo Di Stefano, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria, del ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto, del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, del deputato Saverio Romano, vicepresidente della Fondazione Magna Grecia e di Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana. (rrm)

Ponte sullo Stretto, il ministro Salvini: Obiettivo mettere prima pietra entro due anni

«L’obiettivo è mettere la prima pietra entro due anni» per il Ponte sullo Stretto, ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ospite nel programma Cinque minuti di Bruno Vespa.

Un’opera di 3200 metri, alto 400 a campata unica. Sei corsie e due percorsi ferroviari. Sarà così il Ponte sullo Stretto, i cui cantieri, secondo il ministro dovrebbero «essere aperti nell’estate 2024, per poi concludere i lavori in cinque anni, presumibilmente cioè nel 2029».

«Costa di più non farlo» ha aggiunto Salvini, di fronte a un plastico dell’opera, ricordando che «gli italiani hanno già pagato un sacco senza che sia stata posata una pietra. Perché farlo? Primo perché, a ponte fatto e ad alta velocità completata sia in Sicilia che in Calabria, tra Palermo e Roma ci si metterà cinque ore e mezza rispetto alle 12 ore in treno di oggi», sostiene Salvini. «Poi arriveranno centomila posti di lavoro veri, nell’arco di 5 anni. Un risparmio ambientale unico al mondo».

«Avremo un risparmio ambientale unico al mondo – ha detto ancora – con 140 tonnellate di Co2 in meno immesse nell’aria e il Canale di Sicilia ripulito. È un risparmio di soldi, di tempo e di salute. È un gioiello dell’ingegneria italiana».

Secondo le stime, dovrebbe costare 7 miliardi di euro. Una cifra non indifferente, ma per Salvini «costa meno di un anno di Reddito di Cittadinanza, ed è un’opera che rimane per anni e anni».

«I soldi li prende lo Stato e se dei privati vorranno dare una mano saranno i benvenuti» ha detto ancora il ministro, ricordando che del Ponte se ne parla da 52 anni, e che «agli italiani queste chiacchiere sono già costate quasi un miliardo di euro: costa di più non farlo che farlo, sarebbe una follia non fare il Ponte». (rrm)

Ferrara (M5S): Salvini ignora reali necessità della Calabria

«Salvini si rechi sul territorio, magari percorrendo l’A2 così da capire ancora meglio di cosa ha veramente bisogno la mia regione prima dell’oramai mitologico ponte», ha dichiarato l’europarlamentare del M5S, Laura Ferrara, sottolineando come «la contrarietà al Ponte sullo Stretto non è ideologica, bensì di buon senso».

«In diretta televisiva – ha spiegato – il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture dismette la felpa per indossare il casco giallo dei cantieri. Mostra a tutta Italia il plastico del famigerato Ponte sullo Stretto e si augura di riuscire a posare la prima pietra entro il 2024. Bisogna ricordare al Ministro Salvini che la prima pietra del Ponte è stata già posata oltre dieci anni fa. Si tratta dell’ecomostro di Villa San Giovanni, il pilastro di 400 metri che si staglia sul lungomare e realizzato nel 2012. Salvini ci informa che si ripartirà dal progetto del 2011 ma non ha certezza che il cantiere, quello vero, possa partire effettivamente nel 2024».

«Intanto, però – ha continuato – si riattiva il carrozzone “Stretto di Messina Spa”, ci saranno diverse poltrone da assegnare e su questo fronte, ne sono certa, sarà solerte. Il leader della Lega afferma, inoltre, che il Ponte sarà meno costoso di un anno di Reddito di Cittadinanza. Sette miliardi ma a questi andrebbero aggiunti tutti i soldi, ancora mai stanziati, per costruire in Calabria e Sicilia strade, autostrade e ferrovie degne di un paese europeo. Ritengo che il Ponte non sia la soluzione agli atavici problemi infrastrutturali di queste due regioni».

«Le priorità infrastrutturali – ha continuato – sono diverse e molteplici. In primo luogo, c’è la necessità di migliorare la viabilità su strada e autostrade per facilitare i flussi di traffico tra i centri urbani. Bisogna implementare i servizi ferroviari, in particolare sulla tratta ionica calabrese per ridurre i tempi di percorrenza verso altre regioni con mezzi non inquinanti e che raccolgono la sfida del Green new deal».

«Inoltre, un’attenzione particolare va posta allo sviluppo del trasporto pubblico locale – ha sottolineato – che rappresenta un’opzione essenziale per la mobilità quotidiana di molte persone. Anche i servizi portuali e aeroportuali rappresentano un’importante priorità, in quanto aumenterebbe la connettività con altre parti del Paese e soprattutto dell’Europa dalla quale ci sentiamo distanti anni luce». (rrm)

Bevacqua (PD): Ponte senza alta velocità, 106 e A2 rimane solo uno spot vuoto

Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, ha ribadito come «il Ponte senza alta velocità, 106 e A2 rimane soltanto uno spot vuoto e inutile per la Calabria».

«Il presidente Occhiuto – ha detto – continua a seguire, senza apparenti problemi, la propaganda del governo nazionale, plaudendo a iniziative nelle quali neanche lui mostra di credere sul serio. Dopo aver votato a favore dell’autonomia differenziata, salvo poi affermare in Consiglio regionale che, sostanzialmente, non se ne farà nulla, adesso abbraccia con entusiasmo l’ennesima riproposizione salviniana del ponte sullo Stretto: solo che sa benissimo che non ci sono i soldi, non ci sono certezze sulla fattibilità dell’opera e, cosa davvero essenziale, non sono previste risorse effettive per le infrastrutture realmente indispensabili che mancano alla Calabria: Alta Velocità, 106, A2».

«Su queste – ha aggiunto – Occhiuto preferisce semplicemente procedere ad elencarle, senza accendere  quei riflettori mediatici che, di solito, non esita a usare con disinvoltura quando ha un reale interesse a richiamare l’attenzione». 

«Non sono i semplici annunci – ha proseguito – che cambieranno le sorti della nostra terra e, soprattutto, non si può pensare di perseverare nell’inseguire la visibilità a scapito della credibilità: prima o poi, i nodi vengono al pettine. Quel che abbiamo proposto nell’Assemblea consiliare al governo regionale è chiaro: uniamoci tutti insieme per dare voce alle istanze autenticamente utili e necessarie ai calabresi e provare ad intervenire sui problemi fondamentali che impediscono lo sviluppo della Calabria. Il resto lasciamolo agli show di Salvini».

«Senza alta velocita e  le infrastrutture indispensabili per evitare che gran parte dei territori calabresi rimangano isolati – ha concluso – a cosa serve il ponte?  Siamo poi sicuri che con il ponte la statale 106 rimarrebbe centrale nell’agenda del governo o diventerebbe ancora più marginale?». (rrc)

Tavernise (M5S): Inaccettabile che Governo tratti Statale 106 come opera secondaria

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha definito inaccettabile che il Governo abbia stanziato 7 miliardi per i 3 km del Ponte sullo Stretto, mentre per i 300 della Strada Statale 106 ne siano stati messi appena 3.

«Dal suo insediamento – ha ricordato – il governo nazionale si caratterizza per una schizofrenica rincorsa alle priorità del proprio elettorato. Solo dall’ultimo consiglio dei ministri due provvedimenti dai costi proibitivi: l’autonomia differenziata, che se volesse garantire i lep costerebbe circa 100 miliardi di euro, e il ponte sullo Stretto per un costo ricadente sulle casse pubbliche per 7 miliardi. Parliamo di un collegamento di appena 3 km».

«E se resta incerto da dove il governo possa prendere i soldi necessari per questi provvedimenti – ha proseguito – prioritari per una parte di elettorato ma non per tutti gli italiani, e soprattutto per i calabresi, resta una certezza cristallizzata ora anche nelle dichiarazioni del presidente Occhiuto: la statale 106 con i suoi oltre 320 km è relegata ad opera secondaria, complementare al ponte sullo Stretto».

«È inaccettabile che una strada mietitrice di vittime ogni 15 giorni venga relegata da questo governo ad opera secondaria – ha evidenziato –. Se il centrodestra si affretta a cercare i 7 miliardi per finanziare il ponte resta fermo sui 3 miliardi della statale 106 spalmanti in 15 anni. Eppure secondo dati Anas i 3 miliardi stanziati nell’ultima manovra di bilancio non sarebbero sufficienti neppure per completare la tratta Sibari – Catanzaro».

«Solo 200 milioni – ha illustrato – sarebbero le risorse stanziate per la 106 nei prossimi 3 anni. E non va bene neppure per l’alta velocità che vede la nostra regione al momento esclusa dalle risorse disponibili. In questo contesto fatto di risorse centellinate appare illogico, fuori da ogni comprensibile ragionamento pensare di non riversare quanto disponibile in opere prioritarie per lo sviluppo della Calabria, come confermato da uno studio dell’Unical al riguardo della Statale 106».

«È dal completamento delle infrastrutture attese e necessarie – ha concluso – che passa la fiducia del mondo intero sulla nostra regione, piuttosto che da un’opera avvenieristica che oggi va avanti con dichiarazioni stampa ma è frenata dai dubbi forti della politica romana. Occhiuto e Salvini rincorrano le vere priorità della Calabria ed oggi su tutte ce n’è una: la statale 106». (rrc)

Il presidente Occhiuto: Grazie a progetto Ponte sullo Stretto ottenuti 3 miliardi per la Statale 106

«Grazie al progetto Ponte ho ottenuto dal governo 3 miliardi di euro nella legge di bilancio per la strada statale Jonica 106». È quanto ha annunciato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, intervenendo a Start su Skytg24.

«Ho chiesto al ministro Salvini altre risorse per rifare alcuni tratti dell’autostrada perché, è evidente – ha detto – che il Ponte serve a poco se non saranno realizzate le opere complementari per raggiungerlo».

«Negli ultimi mesi sento, giustamente – ha detto – parlare del Mezzogiorno come hub energetico ed economico sul Mediterraneo. Noi stiamo comprando l’energia dal Mediterraneo e ci confronteremo con Paesi che hanno tassi di incremento del Pil sensibilmente superiori a quelli europei. In questo contesto la Calabria e la Sicilia possono essere davvero l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo. Il Ponte sarà anche un attrattore di altri investimenti infrastrutturali.
Si ribadisce sempre che in Calabria e in Sicilia manca l’alta velocità, le ferrovie e, in alcuni casi, mancano persino le strade. Ma mancano, e il Ponte finora non c’è stato. Il Ponte sarà un attrattore anche per queste infrastrutture».

«Quando si doveva fare l’autostrada del Sole ci si lamentava che al Sud non c’erano neanche le strade; poi è stata fatta l’autostrada e in seguito furono realizzate anche le strade» ha ricordato Occhiuto.

Il Governatore, poi, ha parlato dell’emigrazione intellettuale e dei laureati in particolare, «un problema gravissimo per la Calabria, perché è la prima ragione di impoverimento della mia Regione» che «non si contrasta col salario minimo».

«Un giovane che si laurea, che magari fa un master – ha spiegato – non ha come obiettivo il salario minimo, ma quello di lavorare in un contesto che gli offra delle opportunità. Per cui il modo migliore per arginare questo fenomeno non è quello di fare un decreto o una legge su questa misura, ma piuttosto di creare opportunità sul territorio e fare in modo che la scelta di rimanere nella propria Regione e di non andare via, sia una scelta libera».

«Oggi non è così – ha proseguito – andare via per i giovani calabresi è talvolta una scelta obbligata. Io so che non è un problema che si risolve in qualche mese di governo regionale, ma soltanto creando delle opportunità e credo che la Calabria queste opportunità le possa offrire».

«È un processo complesso, certo, che necessita anche di investimenti sullo sviluppo e soprattutto nei servizi essenziali – ha sottolineato –. Si sceglie di vivere in una Regione se c’è una sanità di qualità, se tutti i servizi sono di qualità. Il mio sforzo è quello di fare diventare la Calabria una Regione normale, ma anche di grandi opportunità per i giovani affinché possano rimanerci».

Sul tema dell’immigrazione, invece, Occhiuto ha ribadito che la Calabria «si è dimostrata un esempio per l’Italia».

«Io sono molto orgoglioso di governare una Regione che ha mostrato, attraverso i suoi abitanti – ha proseguito – grande solidarietà in occasione della tragedia di Cutro. E ho anche detto più volte che questa solidarietà l’ha dimostrata in silenzio anche nei mesi passati quando la Calabria ha accolto solo nel 2022 oltre 18mila migranti».

«Per cui, sono molto orgoglioso del senso di solidarietà della mia Regione – ha aggiunto –. Una Regione che ha patito la piaga dell’emigrazione nei decenni passati, che sa cosa vuol dire distaccarsi dalla propria terra. Sono d’accordo col ministro degli Esteri tedesco, credo che salvare le persone in mare sia un obbligo, ma credo che l’Europa non possa solo limitarsi a missioni di polizia come Frontex, ma debba pensare a realizzare delle missioni di soccorso che non si esauriscano solo nel salvataggio, ma che si occupino nell’immediato anche delle ricollocazioni dei migranti in Europa».

«Io governo una Regione – ha ricordato – che rischia di essere travolta dai flussi migratori, perché i dati ci dicono che nei prossimi anni cresceranno in maniera esponenziale, per cui ritengo che sarebbe il caso di iniziare a pensare come trasformare una crisi potenziale in un fattore di sviluppo per il territorio».

«Mi riferisco al fatto – ha concluso – che se noi riuscissimo a catalizzare una migrazione da domanda, vale a dire, una migrazione di persone che in Italia potrebbero svolgere quei lavori che molti non fanno, questo sarebbe un modo per creare un percorso di emancipazione per quelli che vogliono venire nel nostro Paese e un modo per dare quella manodopera alle imprese che in alcune mansioni non riescono più a reperire». (rrm)

Ponte, Minasi (Lega): Il sindaco Brunetti dimostra di non avere una visione

La senatrice della LegaTilde Minasi, prendendo spunto dai dubbi espressi sul Ponte dello Stretto dal sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, ha ribadito «quanto l’opera sia straordinaria e fondamentale anche per lo sviluppo della nostra città». 

«Il sindaco f.f. reggino – ha spiegato – sostiene che per la città di Reggio non ci sarà alcun beneficio e che, anzi, il Ponte sarà addirittura controproducente, in quanto chi deve andare in Sicilia si fermerà all’imbocco dell’attraversamento stabile senza passare dalla punta dello Stivale».

«Purtroppo devo rilevare – ha proseguito – come questo modo di pensare appartenga a persone che non hanno alcuna visione, alcuna capacità di proiettarsi nel futuro e cogliere le opportunità che vengono offerte al territorio. A partire, infatti, dalla sua realizzazione fino al momento in cui sarà completata e in esercizio, l’Infrastruttura porterà innanzitutto lavoro e occupazione, proprio a Reggio e nel reggino, quindi nuova ricchezza che sarà immessa su Reggio e nel reggino, creando un circolo virtuoso». 

«Inoltre, quando l’opera sarà a regime e attirerà – certamente – una grande quantità di turisti accanto ai normali pendolari che si muovono tra le due sponde, se il sindaco ritiene che si fermeranno all’imbocco del Ponte, significa che già sa di non avere le capacità per attrarli nella sua e nostra città – ha continuato –. La sfida, a quel punto, sarà proprio quella: attuare politiche di promozione del territorio che riescano a portare a Reggio anche chi non aveva in programma di arrivarci. Politiche che finora sono state totalmente assenti e che, evidentemente, stando a quanto Brunetti afferma, continueranno a non esserci, quantomeno fintanto che la città sarà nelle sue mani e nelle mani della sua Amministrazione».

«In ogni caso, l’indotto, anche in futuro – ha concluso – sarà certamente tale da continuare a interessare anche la città. Non mi soffermo su tutti gli altri aspetti che fanno del Ponte sullo Stretto un unicum al mondo e un enorme investimento positivo per l’intera area dello Stretto, compresa Reggio, ma lo invito a rianalizzare meglio i vantaggi che comporta. Probabilmente anche lui, se ha a cuore il nostro territorio, potrà cambiare idea». (rp)

Ponte sullo Stretto, Legambiente: Opera inutile e faraonica

«Un’inutile opera faraonica che in tutti questi anni è costata al Paese tra studi, consulenze e stipendi della società stretto di Messina circa un miliardo di euro». È così che Legambiente ha definito il Ponte sullo Stretto, criticando, aspramente, l’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri.

Per l’Associazione, infatti, «la vera urgenza da affrontare in un decreto-legge è la partenza di quei cantieri per la transizione ecologica necessari per permettere ai cittadini e alle merci di muoversi in Calabria e Sicilia come in un paese civile e industrializzato e per contribuire alla lotta alla crisi climatica».

«Questo oggi non è garantito né agli uni, né agli altri e non sarà certo il Ponte sullo Stretto a permetterlo – hanno ribadito, in una nota congiunta, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, in una nota congiunta con Anna Parretta e Giuseppe Alfieri, rispettivamente presidente di Legambiente Calabria e Sicilia –. Serve una drastica cura del ferro, un potenziamento delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, con linee ferroviarie elettrificate e a doppio binario, percorse da treni moderni, frequenti e puntuali, e non una cattedrale nell’evidente ‘deserto della mobilità’ come il Ponte sullo stretto di Messina».

«Chiediamo al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini di fare un esercizio molto più utile ai cittadini meridionali e a chi si sposta in queste due regioni per lavoro o turismo», hanno suggerito, ricordando come il Ponte è uno «sperpero di soldi pubblici che ora rischia di essere ulteriormente aumentato, senza contare che quelle risorse si sarebbero potute investire per la cura del ferro e per il potenziamento delle infrastrutture per la mobilità sostenibile e del trasporto via nave».

«Su questi tre interventi, l’Italia è in netto ritardo rispetto agli altri Paesi europei e agli obiettivi che ci sta chiedendo l’Europa in termini di lotta alla crisi climatica, decarbonizzazione dei trasporti e accelerazione della transizione ecologica del Paese. Le risposte che sono arrivate dal governo Meloni invece – ha detto Ciafani – sono state la riattivazione dello Stretto di Messina Spa, prevista nell’ultima legge di bilancio, e un decreto-legge che oggi approderà in Cdm attraverso lo strumento della decretazione d’urgenza e in cui si dice che i lavori inizieranno del Ponte inizieranno entro il 2024».

«Il Ministro dovrebbe spiegare ai cittadini calabresi e siciliani – ha aggiunto – quali sono questi motivi “straordinari e urgenti” per cui si ricorre alla decretazione d’urgenza e perché l’Italia, dall’altra parte, continua ad essere in ritardo nel realizzare e migliorare quelle infrastrutture di mobilità sostenibile di cui il Paese, e soprattutto il Meridione, ha bisogno».

Legambiente, come ha sottolineato nell’ultimo report Pendolaria 2023, ricorda che sul fronte trasporti nel Mezzogiorno circolano meno treni, i convogli sono più vecchi – con un’età media di 18,5 anni, in calo rispetto a 19,2 del 2020 ma molto più elevata degli 11,9 anni di quelli del nord – e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate. Le corse dei treni regionali in Sicilia e in Calabria, ad esempio, sono ogni giorno rispettivamente 506 e 333 contro le 2.173 della Lombardia, quando la popolazione in Lombardia è pari al doppio dei siciliani (rispettivamente 10 e 5 milioni) con un’estensione inferiore a quella dell’isola.

Per l’associazione ambientalista la cura per il sud si traduce con più treni per il Meridione, elettrificazione e collegamenti più veloci e frequenti tra la Sicilia, la Calabria e il resto della Penisola, portando le Frecce nei collegamenti tra Palermo, Catania e Roma, potenziando il trasporto via nave lungo lo Stretto e rafforzando i collegamenti in treno da Reggio Calabria a Taranto e Bari, ripristinando la possibilità di imbarcarsi sulle navi di qualunque vettore con un unico biglietto. (rcz)

Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra): Il progetto del Ponte sullo Stretto è irrealizzabile

Per Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, «il progetto del Ponte sullo Stretto, a campata unica di 3.300 metri, è irrealizzabile in particolare per il trasporto ferroviario, come confermato dalla commissione nominata dall’ex Ministro Giovannini».

«Alla fine, il progetto esecutivo del ponte – ha aggiunto – si scoprirà non essere realizzabile, specie per i treni: il ponte a campata unica con linea ferroviaria più lunga finora realizzato in Turchia supera di poco i 2000 metri, secondo i dati del Ministero dei Trasporti. Il decreto di ieri, pertanto, espone i conti pubblici in assenza di piani di fattibilità economica e per questo presenterò un esposto alla Corte dei Conti. L’unico obiettivo di questo progetto squinternato sembra essere quello di assicurare stipendi ai membri del CdA senza alcuna garanzia di fattibilità e rifinanziare progetti milionari futuri, mentre il Sud ha altre priorità».

«Chiunque conosca la Sicilia e la Calabria – ha continuato – sa in che situazione versano le infrastrutture di quei territori: ferrovie che non esistono, ponti crollati e non ricostruiti, strade nel dissesto più totale, acquedotti e depuratori che mancano o non funzionano. Per arrivare da Messina a Trapani in treno, ci vogliono tra le 8 e le 9 ore per fare poco più di 300 km. E per arrivare da Palermo a Trapani, 100 km, si impiegano 4 ore, con treni che vanno a 40 all’ora e alcuni sono ancora alimentati a gasolio».

«Con i 10 miliardi che si prevede di spendere per la realizzazione del Ponte – ha concluso Bonelli – si potrebbero acquistare 175 treni intercity e 500 regionali o sistemare gli acquedotti e le reti idriche, per un costo di 7,2 miliardi». (rrm)

Comitato Ponte Subito: Giornata storica, il grande sogno diventa realtà

Il Comitato Ponte Subito ha parlato di «giornata storica per il Ponte sullo Stretto di Messina: con il decreto legge approvato dal governo Meloni, il grande sogno del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia torna a materializzarsi in modo concreto».

Il Comitato, inoltre, ha sottolineato la rapidità «con cui questo governo, trainato dalla tenacia del ministro Salvini, in meno di cinque mesi ha bruciato le tappe e recuperato oltre undici perduti per la balorda politica dei ‘no’».

«Il decreto legge di oggi (ieri ndr) – prosegue il comitato che si batte per la realizzazione dell’opera – determina il riavvio delle attività di programmazione e progettazione del Ponte in modo molto pratico: finalmente si torna a parlare della grande opera dello Stretto dal punto di vista tecnico e operativo. L’elemento principale è il cronoprogramma di realizzazione, che prevede la relazione di adeguamento del progetto definitivo e l’approvazione del progetto esecutivo entro il 31 luglio 2024, cioè tra poco più di un anno».

«La posa della prima pietra è quindi vicinissima: la cantierizzazione delle prime opere accessorie – continua il Comitato – potrà infatti precedere abbondantemente l’approvazione del progetto esecutivo. Nel decreto si fa esplicito riferimento anche alla copertura finanziaria dell’investimento, alle tariffe del pedaggio e all’aggiornamento del piano di espropri. Particolare importanza ha l’istituzione di un comitato scientifico che guiderà le attività tecniche e progettuali: il decreto sancisce che opererà secondo principi di autonomia e indipendenza, e siamo certi che sarà la massima espressione delle straordinarie eccellenze ingegneristiche che esalteranno le qualità della scienza italiana per la realizzazione della grande opera che diventerà il più importante simbolo virtuoso dello sviluppo e della modernità del nostro Paese in tutto mondo».

«I progettisti– si legge nella nota – avranno l’occasione per adeguare la qualità architettonica delle opere infrastrutturali di raccordo tra il Ponte e l’asse stradale e ferroviario calabrese e siciliano: una lunga serie di ponti, viadotti e gallerie che nel passaggio al progetto esecutivo potranno essere migliorati all’insegna delle più moderne tecnologie e soprattutto dello stile contemporaneo di integrazione delle grandi infrastrutture architettoniche nel contesto paesaggistico dei luoghi».

«Con enorme e rinnovato entusiasmo – ha concluso il Comitato Ponte Subito – non solo Calabria e Sicilia ma l’Italia intera può tornare a guardare al futuro con prospettive di fiducia per crescita e sviluppo infrastrutturale, economico, culturale e sociale». (rrc)