Ferrara (M5S): Salvini ignora reali necessità della Calabria

«Salvini si rechi sul territorio, magari percorrendo l’A2 così da capire ancora meglio di cosa ha veramente bisogno la mia regione prima dell’oramai mitologico ponte», ha dichiarato l’europarlamentare del M5S, Laura Ferrara, sottolineando come «la contrarietà al Ponte sullo Stretto non è ideologica, bensì di buon senso».

«In diretta televisiva – ha spiegato – il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture dismette la felpa per indossare il casco giallo dei cantieri. Mostra a tutta Italia il plastico del famigerato Ponte sullo Stretto e si augura di riuscire a posare la prima pietra entro il 2024. Bisogna ricordare al Ministro Salvini che la prima pietra del Ponte è stata già posata oltre dieci anni fa. Si tratta dell’ecomostro di Villa San Giovanni, il pilastro di 400 metri che si staglia sul lungomare e realizzato nel 2012. Salvini ci informa che si ripartirà dal progetto del 2011 ma non ha certezza che il cantiere, quello vero, possa partire effettivamente nel 2024».

«Intanto, però – ha continuato – si riattiva il carrozzone “Stretto di Messina Spa”, ci saranno diverse poltrone da assegnare e su questo fronte, ne sono certa, sarà solerte. Il leader della Lega afferma, inoltre, che il Ponte sarà meno costoso di un anno di Reddito di Cittadinanza. Sette miliardi ma a questi andrebbero aggiunti tutti i soldi, ancora mai stanziati, per costruire in Calabria e Sicilia strade, autostrade e ferrovie degne di un paese europeo. Ritengo che il Ponte non sia la soluzione agli atavici problemi infrastrutturali di queste due regioni».

«Le priorità infrastrutturali – ha continuato – sono diverse e molteplici. In primo luogo, c’è la necessità di migliorare la viabilità su strada e autostrade per facilitare i flussi di traffico tra i centri urbani. Bisogna implementare i servizi ferroviari, in particolare sulla tratta ionica calabrese per ridurre i tempi di percorrenza verso altre regioni con mezzi non inquinanti e che raccolgono la sfida del Green new deal».

«Inoltre, un’attenzione particolare va posta allo sviluppo del trasporto pubblico locale – ha sottolineato – che rappresenta un’opzione essenziale per la mobilità quotidiana di molte persone. Anche i servizi portuali e aeroportuali rappresentano un’importante priorità, in quanto aumenterebbe la connettività con altre parti del Paese e soprattutto dell’Europa dalla quale ci sentiamo distanti anni luce». (rrm)

Bevacqua (PD): Ponte senza alta velocità, 106 e A2 rimane solo uno spot vuoto

Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, ha ribadito come «il Ponte senza alta velocità, 106 e A2 rimane soltanto uno spot vuoto e inutile per la Calabria».

«Il presidente Occhiuto – ha detto – continua a seguire, senza apparenti problemi, la propaganda del governo nazionale, plaudendo a iniziative nelle quali neanche lui mostra di credere sul serio. Dopo aver votato a favore dell’autonomia differenziata, salvo poi affermare in Consiglio regionale che, sostanzialmente, non se ne farà nulla, adesso abbraccia con entusiasmo l’ennesima riproposizione salviniana del ponte sullo Stretto: solo che sa benissimo che non ci sono i soldi, non ci sono certezze sulla fattibilità dell’opera e, cosa davvero essenziale, non sono previste risorse effettive per le infrastrutture realmente indispensabili che mancano alla Calabria: Alta Velocità, 106, A2».

«Su queste – ha aggiunto – Occhiuto preferisce semplicemente procedere ad elencarle, senza accendere  quei riflettori mediatici che, di solito, non esita a usare con disinvoltura quando ha un reale interesse a richiamare l’attenzione». 

«Non sono i semplici annunci – ha proseguito – che cambieranno le sorti della nostra terra e, soprattutto, non si può pensare di perseverare nell’inseguire la visibilità a scapito della credibilità: prima o poi, i nodi vengono al pettine. Quel che abbiamo proposto nell’Assemblea consiliare al governo regionale è chiaro: uniamoci tutti insieme per dare voce alle istanze autenticamente utili e necessarie ai calabresi e provare ad intervenire sui problemi fondamentali che impediscono lo sviluppo della Calabria. Il resto lasciamolo agli show di Salvini».

«Senza alta velocita e  le infrastrutture indispensabili per evitare che gran parte dei territori calabresi rimangano isolati – ha concluso – a cosa serve il ponte?  Siamo poi sicuri che con il ponte la statale 106 rimarrebbe centrale nell’agenda del governo o diventerebbe ancora più marginale?». (rrc)

Tavernise (M5S): Inaccettabile che Governo tratti Statale 106 come opera secondaria

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha definito inaccettabile che il Governo abbia stanziato 7 miliardi per i 3 km del Ponte sullo Stretto, mentre per i 300 della Strada Statale 106 ne siano stati messi appena 3.

«Dal suo insediamento – ha ricordato – il governo nazionale si caratterizza per una schizofrenica rincorsa alle priorità del proprio elettorato. Solo dall’ultimo consiglio dei ministri due provvedimenti dai costi proibitivi: l’autonomia differenziata, che se volesse garantire i lep costerebbe circa 100 miliardi di euro, e il ponte sullo Stretto per un costo ricadente sulle casse pubbliche per 7 miliardi. Parliamo di un collegamento di appena 3 km».

«E se resta incerto da dove il governo possa prendere i soldi necessari per questi provvedimenti – ha proseguito – prioritari per una parte di elettorato ma non per tutti gli italiani, e soprattutto per i calabresi, resta una certezza cristallizzata ora anche nelle dichiarazioni del presidente Occhiuto: la statale 106 con i suoi oltre 320 km è relegata ad opera secondaria, complementare al ponte sullo Stretto».

«È inaccettabile che una strada mietitrice di vittime ogni 15 giorni venga relegata da questo governo ad opera secondaria – ha evidenziato –. Se il centrodestra si affretta a cercare i 7 miliardi per finanziare il ponte resta fermo sui 3 miliardi della statale 106 spalmanti in 15 anni. Eppure secondo dati Anas i 3 miliardi stanziati nell’ultima manovra di bilancio non sarebbero sufficienti neppure per completare la tratta Sibari – Catanzaro».

«Solo 200 milioni – ha illustrato – sarebbero le risorse stanziate per la 106 nei prossimi 3 anni. E non va bene neppure per l’alta velocità che vede la nostra regione al momento esclusa dalle risorse disponibili. In questo contesto fatto di risorse centellinate appare illogico, fuori da ogni comprensibile ragionamento pensare di non riversare quanto disponibile in opere prioritarie per lo sviluppo della Calabria, come confermato da uno studio dell’Unical al riguardo della Statale 106».

«È dal completamento delle infrastrutture attese e necessarie – ha concluso – che passa la fiducia del mondo intero sulla nostra regione, piuttosto che da un’opera avvenieristica che oggi va avanti con dichiarazioni stampa ma è frenata dai dubbi forti della politica romana. Occhiuto e Salvini rincorrano le vere priorità della Calabria ed oggi su tutte ce n’è una: la statale 106». (rrc)

Il presidente Occhiuto: Grazie a progetto Ponte sullo Stretto ottenuti 3 miliardi per la Statale 106

«Grazie al progetto Ponte ho ottenuto dal governo 3 miliardi di euro nella legge di bilancio per la strada statale Jonica 106». È quanto ha annunciato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, intervenendo a Start su Skytg24.

«Ho chiesto al ministro Salvini altre risorse per rifare alcuni tratti dell’autostrada perché, è evidente – ha detto – che il Ponte serve a poco se non saranno realizzate le opere complementari per raggiungerlo».

«Negli ultimi mesi sento, giustamente – ha detto – parlare del Mezzogiorno come hub energetico ed economico sul Mediterraneo. Noi stiamo comprando l’energia dal Mediterraneo e ci confronteremo con Paesi che hanno tassi di incremento del Pil sensibilmente superiori a quelli europei. In questo contesto la Calabria e la Sicilia possono essere davvero l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo. Il Ponte sarà anche un attrattore di altri investimenti infrastrutturali.
Si ribadisce sempre che in Calabria e in Sicilia manca l’alta velocità, le ferrovie e, in alcuni casi, mancano persino le strade. Ma mancano, e il Ponte finora non c’è stato. Il Ponte sarà un attrattore anche per queste infrastrutture».

«Quando si doveva fare l’autostrada del Sole ci si lamentava che al Sud non c’erano neanche le strade; poi è stata fatta l’autostrada e in seguito furono realizzate anche le strade» ha ricordato Occhiuto.

Il Governatore, poi, ha parlato dell’emigrazione intellettuale e dei laureati in particolare, «un problema gravissimo per la Calabria, perché è la prima ragione di impoverimento della mia Regione» che «non si contrasta col salario minimo».

«Un giovane che si laurea, che magari fa un master – ha spiegato – non ha come obiettivo il salario minimo, ma quello di lavorare in un contesto che gli offra delle opportunità. Per cui il modo migliore per arginare questo fenomeno non è quello di fare un decreto o una legge su questa misura, ma piuttosto di creare opportunità sul territorio e fare in modo che la scelta di rimanere nella propria Regione e di non andare via, sia una scelta libera».

«Oggi non è così – ha proseguito – andare via per i giovani calabresi è talvolta una scelta obbligata. Io so che non è un problema che si risolve in qualche mese di governo regionale, ma soltanto creando delle opportunità e credo che la Calabria queste opportunità le possa offrire».

«È un processo complesso, certo, che necessita anche di investimenti sullo sviluppo e soprattutto nei servizi essenziali – ha sottolineato –. Si sceglie di vivere in una Regione se c’è una sanità di qualità, se tutti i servizi sono di qualità. Il mio sforzo è quello di fare diventare la Calabria una Regione normale, ma anche di grandi opportunità per i giovani affinché possano rimanerci».

Sul tema dell’immigrazione, invece, Occhiuto ha ribadito che la Calabria «si è dimostrata un esempio per l’Italia».

«Io sono molto orgoglioso di governare una Regione che ha mostrato, attraverso i suoi abitanti – ha proseguito – grande solidarietà in occasione della tragedia di Cutro. E ho anche detto più volte che questa solidarietà l’ha dimostrata in silenzio anche nei mesi passati quando la Calabria ha accolto solo nel 2022 oltre 18mila migranti».

«Per cui, sono molto orgoglioso del senso di solidarietà della mia Regione – ha aggiunto –. Una Regione che ha patito la piaga dell’emigrazione nei decenni passati, che sa cosa vuol dire distaccarsi dalla propria terra. Sono d’accordo col ministro degli Esteri tedesco, credo che salvare le persone in mare sia un obbligo, ma credo che l’Europa non possa solo limitarsi a missioni di polizia come Frontex, ma debba pensare a realizzare delle missioni di soccorso che non si esauriscano solo nel salvataggio, ma che si occupino nell’immediato anche delle ricollocazioni dei migranti in Europa».

«Io governo una Regione – ha ricordato – che rischia di essere travolta dai flussi migratori, perché i dati ci dicono che nei prossimi anni cresceranno in maniera esponenziale, per cui ritengo che sarebbe il caso di iniziare a pensare come trasformare una crisi potenziale in un fattore di sviluppo per il territorio».

«Mi riferisco al fatto – ha concluso – che se noi riuscissimo a catalizzare una migrazione da domanda, vale a dire, una migrazione di persone che in Italia potrebbero svolgere quei lavori che molti non fanno, questo sarebbe un modo per creare un percorso di emancipazione per quelli che vogliono venire nel nostro Paese e un modo per dare quella manodopera alle imprese che in alcune mansioni non riescono più a reperire». (rrm)

Ponte, Minasi (Lega): Il sindaco Brunetti dimostra di non avere una visione

La senatrice della LegaTilde Minasi, prendendo spunto dai dubbi espressi sul Ponte dello Stretto dal sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, ha ribadito «quanto l’opera sia straordinaria e fondamentale anche per lo sviluppo della nostra città». 

«Il sindaco f.f. reggino – ha spiegato – sostiene che per la città di Reggio non ci sarà alcun beneficio e che, anzi, il Ponte sarà addirittura controproducente, in quanto chi deve andare in Sicilia si fermerà all’imbocco dell’attraversamento stabile senza passare dalla punta dello Stivale».

«Purtroppo devo rilevare – ha proseguito – come questo modo di pensare appartenga a persone che non hanno alcuna visione, alcuna capacità di proiettarsi nel futuro e cogliere le opportunità che vengono offerte al territorio. A partire, infatti, dalla sua realizzazione fino al momento in cui sarà completata e in esercizio, l’Infrastruttura porterà innanzitutto lavoro e occupazione, proprio a Reggio e nel reggino, quindi nuova ricchezza che sarà immessa su Reggio e nel reggino, creando un circolo virtuoso». 

«Inoltre, quando l’opera sarà a regime e attirerà – certamente – una grande quantità di turisti accanto ai normali pendolari che si muovono tra le due sponde, se il sindaco ritiene che si fermeranno all’imbocco del Ponte, significa che già sa di non avere le capacità per attrarli nella sua e nostra città – ha continuato –. La sfida, a quel punto, sarà proprio quella: attuare politiche di promozione del territorio che riescano a portare a Reggio anche chi non aveva in programma di arrivarci. Politiche che finora sono state totalmente assenti e che, evidentemente, stando a quanto Brunetti afferma, continueranno a non esserci, quantomeno fintanto che la città sarà nelle sue mani e nelle mani della sua Amministrazione».

«In ogni caso, l’indotto, anche in futuro – ha concluso – sarà certamente tale da continuare a interessare anche la città. Non mi soffermo su tutti gli altri aspetti che fanno del Ponte sullo Stretto un unicum al mondo e un enorme investimento positivo per l’intera area dello Stretto, compresa Reggio, ma lo invito a rianalizzare meglio i vantaggi che comporta. Probabilmente anche lui, se ha a cuore il nostro territorio, potrà cambiare idea». (rp)

Ponte sullo Stretto, Legambiente: Opera inutile e faraonica

«Un’inutile opera faraonica che in tutti questi anni è costata al Paese tra studi, consulenze e stipendi della società stretto di Messina circa un miliardo di euro». È così che Legambiente ha definito il Ponte sullo Stretto, criticando, aspramente, l’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri.

Per l’Associazione, infatti, «la vera urgenza da affrontare in un decreto-legge è la partenza di quei cantieri per la transizione ecologica necessari per permettere ai cittadini e alle merci di muoversi in Calabria e Sicilia come in un paese civile e industrializzato e per contribuire alla lotta alla crisi climatica».

«Questo oggi non è garantito né agli uni, né agli altri e non sarà certo il Ponte sullo Stretto a permetterlo – hanno ribadito, in una nota congiunta, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, in una nota congiunta con Anna Parretta e Giuseppe Alfieri, rispettivamente presidente di Legambiente Calabria e Sicilia –. Serve una drastica cura del ferro, un potenziamento delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, con linee ferroviarie elettrificate e a doppio binario, percorse da treni moderni, frequenti e puntuali, e non una cattedrale nell’evidente ‘deserto della mobilità’ come il Ponte sullo stretto di Messina».

«Chiediamo al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini di fare un esercizio molto più utile ai cittadini meridionali e a chi si sposta in queste due regioni per lavoro o turismo», hanno suggerito, ricordando come il Ponte è uno «sperpero di soldi pubblici che ora rischia di essere ulteriormente aumentato, senza contare che quelle risorse si sarebbero potute investire per la cura del ferro e per il potenziamento delle infrastrutture per la mobilità sostenibile e del trasporto via nave».

«Su questi tre interventi, l’Italia è in netto ritardo rispetto agli altri Paesi europei e agli obiettivi che ci sta chiedendo l’Europa in termini di lotta alla crisi climatica, decarbonizzazione dei trasporti e accelerazione della transizione ecologica del Paese. Le risposte che sono arrivate dal governo Meloni invece – ha detto Ciafani – sono state la riattivazione dello Stretto di Messina Spa, prevista nell’ultima legge di bilancio, e un decreto-legge che oggi approderà in Cdm attraverso lo strumento della decretazione d’urgenza e in cui si dice che i lavori inizieranno del Ponte inizieranno entro il 2024».

«Il Ministro dovrebbe spiegare ai cittadini calabresi e siciliani – ha aggiunto – quali sono questi motivi “straordinari e urgenti” per cui si ricorre alla decretazione d’urgenza e perché l’Italia, dall’altra parte, continua ad essere in ritardo nel realizzare e migliorare quelle infrastrutture di mobilità sostenibile di cui il Paese, e soprattutto il Meridione, ha bisogno».

Legambiente, come ha sottolineato nell’ultimo report Pendolaria 2023, ricorda che sul fronte trasporti nel Mezzogiorno circolano meno treni, i convogli sono più vecchi – con un’età media di 18,5 anni, in calo rispetto a 19,2 del 2020 ma molto più elevata degli 11,9 anni di quelli del nord – e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate. Le corse dei treni regionali in Sicilia e in Calabria, ad esempio, sono ogni giorno rispettivamente 506 e 333 contro le 2.173 della Lombardia, quando la popolazione in Lombardia è pari al doppio dei siciliani (rispettivamente 10 e 5 milioni) con un’estensione inferiore a quella dell’isola.

Per l’associazione ambientalista la cura per il sud si traduce con più treni per il Meridione, elettrificazione e collegamenti più veloci e frequenti tra la Sicilia, la Calabria e il resto della Penisola, portando le Frecce nei collegamenti tra Palermo, Catania e Roma, potenziando il trasporto via nave lungo lo Stretto e rafforzando i collegamenti in treno da Reggio Calabria a Taranto e Bari, ripristinando la possibilità di imbarcarsi sulle navi di qualunque vettore con un unico biglietto. (rcz)

Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra): Il progetto del Ponte sullo Stretto è irrealizzabile

Per Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, «il progetto del Ponte sullo Stretto, a campata unica di 3.300 metri, è irrealizzabile in particolare per il trasporto ferroviario, come confermato dalla commissione nominata dall’ex Ministro Giovannini».

«Alla fine, il progetto esecutivo del ponte – ha aggiunto – si scoprirà non essere realizzabile, specie per i treni: il ponte a campata unica con linea ferroviaria più lunga finora realizzato in Turchia supera di poco i 2000 metri, secondo i dati del Ministero dei Trasporti. Il decreto di ieri, pertanto, espone i conti pubblici in assenza di piani di fattibilità economica e per questo presenterò un esposto alla Corte dei Conti. L’unico obiettivo di questo progetto squinternato sembra essere quello di assicurare stipendi ai membri del CdA senza alcuna garanzia di fattibilità e rifinanziare progetti milionari futuri, mentre il Sud ha altre priorità».

«Chiunque conosca la Sicilia e la Calabria – ha continuato – sa in che situazione versano le infrastrutture di quei territori: ferrovie che non esistono, ponti crollati e non ricostruiti, strade nel dissesto più totale, acquedotti e depuratori che mancano o non funzionano. Per arrivare da Messina a Trapani in treno, ci vogliono tra le 8 e le 9 ore per fare poco più di 300 km. E per arrivare da Palermo a Trapani, 100 km, si impiegano 4 ore, con treni che vanno a 40 all’ora e alcuni sono ancora alimentati a gasolio».

«Con i 10 miliardi che si prevede di spendere per la realizzazione del Ponte – ha concluso Bonelli – si potrebbero acquistare 175 treni intercity e 500 regionali o sistemare gli acquedotti e le reti idriche, per un costo di 7,2 miliardi». (rrm)

Comitato Ponte Subito: Giornata storica, il grande sogno diventa realtà

Il Comitato Ponte Subito ha parlato di «giornata storica per il Ponte sullo Stretto di Messina: con il decreto legge approvato dal governo Meloni, il grande sogno del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia torna a materializzarsi in modo concreto».

Il Comitato, inoltre, ha sottolineato la rapidità «con cui questo governo, trainato dalla tenacia del ministro Salvini, in meno di cinque mesi ha bruciato le tappe e recuperato oltre undici perduti per la balorda politica dei ‘no’».

«Il decreto legge di oggi (ieri ndr) – prosegue il comitato che si batte per la realizzazione dell’opera – determina il riavvio delle attività di programmazione e progettazione del Ponte in modo molto pratico: finalmente si torna a parlare della grande opera dello Stretto dal punto di vista tecnico e operativo. L’elemento principale è il cronoprogramma di realizzazione, che prevede la relazione di adeguamento del progetto definitivo e l’approvazione del progetto esecutivo entro il 31 luglio 2024, cioè tra poco più di un anno».

«La posa della prima pietra è quindi vicinissima: la cantierizzazione delle prime opere accessorie – continua il Comitato – potrà infatti precedere abbondantemente l’approvazione del progetto esecutivo. Nel decreto si fa esplicito riferimento anche alla copertura finanziaria dell’investimento, alle tariffe del pedaggio e all’aggiornamento del piano di espropri. Particolare importanza ha l’istituzione di un comitato scientifico che guiderà le attività tecniche e progettuali: il decreto sancisce che opererà secondo principi di autonomia e indipendenza, e siamo certi che sarà la massima espressione delle straordinarie eccellenze ingegneristiche che esalteranno le qualità della scienza italiana per la realizzazione della grande opera che diventerà il più importante simbolo virtuoso dello sviluppo e della modernità del nostro Paese in tutto mondo».

«I progettisti– si legge nella nota – avranno l’occasione per adeguare la qualità architettonica delle opere infrastrutturali di raccordo tra il Ponte e l’asse stradale e ferroviario calabrese e siciliano: una lunga serie di ponti, viadotti e gallerie che nel passaggio al progetto esecutivo potranno essere migliorati all’insegna delle più moderne tecnologie e soprattutto dello stile contemporaneo di integrazione delle grandi infrastrutture architettoniche nel contesto paesaggistico dei luoghi».

«Con enorme e rinnovato entusiasmo – ha concluso il Comitato Ponte Subito – non solo Calabria e Sicilia ma l’Italia intera può tornare a guardare al futuro con prospettive di fiducia per crescita e sviluppo infrastrutturale, economico, culturale e sociale». (rrc)

Il presidente Mancuso: Ponte sullo Stretto opera ingegneristica capace di un’attrattiva smisurata

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha espresso soddisfazione per l’approvazione del Decreto sul Ponte sullo Stretto, evidenziando come si tratti di «un’opera ingegneristica capace di un’attrattività smisurata».

«Avviare, dopo decenni di tentativi andati a vuoto – ha spiegato Mancuso – la realizzazione di un’opera così prestigiosa, innalzerà la reputazione dell’Italia nello scenario internazionale. Consentendo alla Calabria e alla Sicilia, con l’attraversamento stabile dello Stretto, l’Alta Velocità ferroviaria e la modernizzazione delle altre infrastrutture, così come richiesto dal presidente Occhiuto, di valorizzare la loro posizione strategica nel Mediterraneo e di aprirsi al futuro».

«Sarà – ha concluso – un’opera ingegneristica che, una volta realizzata, oltre agli effetti positivi per lo sviluppo dell’intera area, potrà essere una delle grandi meraviglie del mondo con una capacità attrattiva smisurata». (rrc)

Bellofiore (Lega Calabria Piana Gioia Tauro): Ponte sullo Stretto simbolo di unità, sviluppo e progresso

Il referente della Lega della Piana di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, ha evidenziato come «si sta finalmente dando una risposta concreta alle aspettative di 5 milioni di siciliani e 2 milioni di calabresi, migliorando la connettività tra le due regioni e promuovendo lo sviluppo socioeconomico».

Bellofiore ha evidenziato come «il progetto del ponte contribuirà alla salvaguardia dell’ambiente, riducendo l’inquinamento atmosferico e marino grazie all’evitata emissione di almeno 140.000 tonnellate di CO2. Inoltre, il ponte permetterà un’efficienza maggiore nei trasporti, con un risparmio di tempo significativo per automobilisti, autotrasportatori e viaggiatori su rotaia».

Il Referente Lega Calabria Piana di Gioia Tauro ha messo in risalto anche l’importanza del potenziamento delle linee ferroviarie ad alta velocità, in particolare tra Palermo, Catania, Messina e Salerno-Reggio Calabria, che sarà facilitato dalla realizzazione del ponte.

L’opera, che prevede la presentazione del progetto esecutivo entro l’estate del 2024, «è il frutto di un impegno costante e determinato di Salvini e della Lega  – si legge nella nota – nel promuovere lo sviluppo delle infrastrutture e la crescita economica del Sud Italia. Il cantiere creerà oltre 100.000 posti di lavoro, dando un impulso significativo all’occupazione e al benessere delle comunità locali».

Renato Bellofiore riconosce il ruolo determinante di Salvini e della Lega nel portare avanti questo storico progetto, che apporterà numerosi benefici alla popolazione, all’ambiente e all’economia locale, contribuendo al progresso e ad una maggiore unità dell’intera Italia. (rrc)