La Stretto di Messina risponde all’esposto presentato all’Agcm: Nessuna violazione

La Stretto di Messina spa ha risposto all’esposto presentato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, precisando che non c’è «nessuna violazione e nessuna mancata trasparenza. La società agisce sempre nel pieno rispetto delle norme».

Entrando nello specifico, per quanto riguarda l’art. 72 direttiva Ue e costi del progetto, la Stretto di Messina ha spiegato:

«La crescita del valore dell’investimento da 8,5 mld del 2011 a 13,5 (come previsto nel DEF 2023), non si riferisce a maggiori opere ma al forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, fenomeno che ha coinvolto e coinvolge tutti i progetti infrastrutturali. Inoltre va sottolineato che il valore di 13,5 miliardi non riguarda solo il contratto con il Contraente generale e gli altri affidatari, ma il costo complessivo del progetto».

«La Direttiva 2014/24/Ue sarà, pertanto, rispettata come peraltro espressamente richiamato nel Decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, recante: “Agli atti di cui ai commi 3 e 4 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 72 della Direttiva 2014/24/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio e le relative norme interne di attuazione e i medesimi sono adottati in coerenza con le disposizioni normative dell’Unione europea in materia di contratti pubblici”».

68 osservazioni del Comitato Scientifico

La Società ha ricordato come «il Comitato Scientifico, organo autonomo e indipendente istituito per legge, ad esito della sua attività collegiale, di studio e analisi per ciascuna disciplina riguardante l’aggiornamento del progetto del ponte sullo Stretto di Messina, ha rilasciato all’unanimità parere favorevole».

«Le osservazioni (68), che in parte riprendono quelle del precedente Comitato Scientifico, non sono da intendersi in distonia con l’espressione di un parere positivo, ma riguardano aspetti da approfondire in sede di progettazione esecutiva, legati all’evoluzione delle conoscenze tecniche e dei materiali e all’evoluzione normativa in tutti gli ambiti di interesse».

Parere Via Mase

«Il parere favorevole rilasciato dalla Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase), sul progetto definitivo del ponte sullo Stretto è un importante passo avanti per il progetto e la realizzazione dell’Opera».
«Le 62 prescrizioni rilasciate contestualmente, da ottemperare in sede di progettazione esecutiva (due addirittura dopo l’entrata in esercizio del ponte), non rappresentano lacune progettuali ma richieste di approfondimenti già, in larga misura, programmati da Stretto di Messina che, comunque, non riguardano la fattibilità dell’Opera».

Progettazione per fasi

«La Progettazione esecutiva, che potrà essere sviluppata per fasi costruttive, non determina alcuna violazione del bando per la selezione del Contraente generale, anzi è in linea con le best practice internazionali e ha l’obiettivo di ottimizzare la costruzione dell’opera, contenendo tempi e costi».

Finanziamento opera

«Nella Finanziaria 2024 era previsto un finanziamento pari 11,63 miliardi, che sommati ai 370 milioni di risorse proprie della Stretto di Messina, offrivano una copertura complessiva di 12 miliardi.
La Finanziaria 2025, in discussione, dovrebbe prevedere ulteriori 1,5 miliardi di euro, per garantire la copertura totale dei 13,5 miliardi di euro, che come detto non rappresentano un aumento dei costi, ma la conferma delle previsioni del Def 2023».
«Per quanto concerne la trasparenza si ricorda che la recente disposizione normativa (art. 2 DL 89/2024 convertito con Legge 120/2024), il cosiddetto Decreto Infrastrutture, ha introdotto nuovi passaggi procedurali volti ad assicurare il controllo da parte dello Stato, nel rispetto della massima trasparenza. In particolare, l’importo aggiornato del contratto con il Contraente generale è sottoposto, prima della stipula del relativo atto aggiuntivo, all’asseverazione di uno o più soggetti di adeguata esperienza e qualificazione professionale nominati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti».

Affidamenti

«Si ricorda che la Stretto di Messina è una società ‘in house’ del Ministero dell’economia e delle finanze pertanto soggetta al cosiddetto ‘controllo analogo’ ovvero lo stesso controllo il ministero esercita sui suoi Dipartimenti. La società si conforma alle normative in materia di trasparenza (decreto legislativo 33/2013) e di prevenzione della corruzione (legge 190/2012), ponendo in essere gli adempimenti previsti dalle suddette disposizioni nonché dai provvedimenti emanati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione».

«In particolare, Stretto di Messina pubblica nell’apposita sezione “Società Trasparente” del proprio sito istituzionale informazioni, dati e documenti previsti in assolvimento degli obblighi su trasparenza, anticorruzione e affidamenti». (rrm)

Ponte, presentato un esposto all’Agcm per presunta violazione delle norme sulla libera concorrenza

Domenico Marino, docente dell’università Mediterranea, Aura Notarianni, avvocata e attivista, ed Enzo Musolino, segretario del Pd di Villa San Giovanni, hanno presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro il Ponte sullo Stretto.

L’esposto ha per oggetto presunte violazioni delle norme che regolano la Concorrenza e il mercato da parte di Stretto di Messina Spa, Webuild Spa e Eurolink Spa, sulla questione “Ponte sullo Stretto di Messina”.
Le censure riguardano specificatamente la violazione dell’art. 72 della direttiva 2014/20/Ue: per il costo dell’Opera più che raddoppiato; per la riattivazione del contratto tra Stretto di Messina Spa e Eurolink senza procedere a nuova gara internazionale nonostante i costi di realizzazione siano notevolmente superiori al 50% del valore iniziale; per un rapporto contrattuale tra società concessionaria e contraente generale basato su un contratto del 2006, rilanciato da un progetto del 2010 che non ha superato la valutazione ambientale, per la relazione del progettista – dopo l’accelerazione salviniana sull’Opera – che contiene 68 raccomandazioni al momento inevase; per la Commissione Via Vas che ha recentemente emesso parere “positivo” con 62 prescrizioni alcune da ottemperare prima  del progetto esecutivo e un parere “negativo” in riferimento alla valutazione di incidenza appropriata per i siti ZPS ITA 030042 e ZPS IT 9350300, per i quali non si può escludere che il progetto possa determinare incidenze significative.
E ancora, per le documentate perplessità sulla Trasparenza e la sostenibilità economica dell’Opera, aggravate dall’assenza di chiare stime sui costi di mantenimento del Ponte; per il contrasto tra bando di gara e l’avvio dei lavori per “fasi di costruzione” previste da dl n. 89/2024; per l’incremento, contenuto nella Legge di Bilancio in discussione, della dotazione finanziaria per il Ponte fino a 14,7 miliardi di euro, con una differenza tra la base d’asta del bando di gara iniziale e l’attuale ammontare dell’ appalto di ben 10,8 miliardi di euro; per le modifiche alla compagine societaria di Eurolink e all’abuso di posizione dominante di Webuild nell’acquisto di quote di partecipazione e, infine, per la violazione delle regole di Concorrenza e di mercato sull’affondamento di incarichi senza che gli affidamenti siano stati preceduti da manifestazioni pubbliche di interesse.
Gli esponenti, dunque, con l’esposto hanno chiesto All’Autorità Garante di avviare un’istruttoria sul presunto abuso di posizione dominante e di intraprendere le azioni necessarie, anche cautelari, per tutelare la libera concorrenza e il mercato. (rrm)

Ciucci (Ad Stretto): Società applica normative di trasparenza e anticorrunzione

«A differenza di quanto riportato da due membri della Camera dei Deputati, a società si conforma alle normative in materia di trasparenza (decreto legislativo 33/2013) e di prevenzione della corruzione (legge 190/2012), ponendo in essere gli adempimenti previsti dalle suddette disposizioni, nonché dai provvedimenti emanati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione». È quanto ha detto Pietro Ciucci, amministratore Delegato di Stretto di Messina, rispondendo al capogruppo del Pd in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo e il capogruppo del PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani, che hanno presentato un’interrogazione alla Camera rivolta ai ministri dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

«In particolare, Stretto di Messina pubblica nell’apposita sezione “Società Trasparente” del proprio sito istituzionale informazioni, dati e documenti previsti in assolvimento degli obblighi su trasparenza e anticorruzione», ha concluso Ciucci, rispondendo ai parlamentari del Pd.

Barbagallo e Simiani, infatti, nell’interrogazione hanno evidenziato come «dopo i rilievi posti dalla Corte dei Conti sulla gestione finanziaria di Anas il Governo non può più girarsi dall’altra parte. La Corte, infatti, ha sottolineato che il bilancio 2023 si è chiuso con una perdita di 162,7 milioni di euro riconducibile alla svalutazione del valore della partecipazione detenuta nella società Stretto di Messina», hanno detto Barbagallo e Simiani.

«Secondo i magistrati contabili – hanno aggiunto –la disciplina vigente non è compatibile con il criterio della valorizzazione ‘al costo’ della società SdM nel bilancio Anas 2022, nel quale si ometteva l’analisi dei costi funzionali al riavvio dell’opera di collegamento stabile tra Sicilia e Calabria».

«Una violazione della legge accertata anche dal perito indipendente nominato dal Mef – hanno proseguito – che ha ritenuto non funzionali al riavvio dell’opera oltre 85 milioni di euro di costi sostenuti da SdM, con conseguente grave svalutazione del valore delle azioni di SdM. Inoltre, sempre la Corte, contesta anche il ricorso a onerosi e ingiustificati pareri di professionisti esterni e segnala la necessità che la Sdm, particolarmente esposta a gravi comportamenti corruttivi, debba essere riportata nell’ambito di applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza, dalla quale attualmente risulta esclusa in quanto partecipata da FS».

«Il Ponte, dunque – hanno concluso – rischia di affossare i bilanci dell’Anas, società importante che va difesa e tutelata. Il governo deve garantire la vigilanza esplicitamente invocata nella relazione della Corte dei conti, superando l’attuale situazione di incertezza determinata dal rapporto concessorio e riportando Anas nell’ambito di applicazione della normativa anticorruzione e trasparenza. Il governo intervenga al più presto». (rrm)

Al Porto di Gioia lo stoccaggio del materiale per il Ponte

Il Porto di Gioia Tauro è stata scelta come sede di stoccaggio di materiali per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Lo ha reso noto l’Autorità di Sistema Portuale, esprimendo soddisfazione per la proficua sinergia intercorsa con la Autorità Marittima ed il team della società Stretto di Messina, coordinato dall’ing. Valerio Mele, nel tentativo coronato da successo di rispondere pienamente alle esigenze di accosto e di  spazi di deposito e lavorazione per la costruzione di un’opera strategica per la Nazione, e la necessità altrettanto imprescindibile di salvaguardare l’operatività del porto commerciale evitando la diminuzione delle banchine commerciali e dei piazzali assentiti alla logistica dei contenitori.

La società costruttrice del Ponte, infatti, secondo un cronoprogramma ufficiale fino al 2032, utilizzerebbe le aree a sud ovest del bacino di evoluzione portuale, ed anche una parte delle aree retrostanti al terminal containers, al netto delle recenti acquisizioni operate dal terminal contenitori e previ accordi con il Consorzio Regionale per le attività produttive, titolare delle aree.

Il progetto originario del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria individuava Gioia Tauro come porto di stoccaggio dei conci prefabbricati e delle bobine dei cavi per la costruzione del Ponte e costituiva una sensibile interferenza con la operatività portuale, dovuta all’ormeggio delle navi che trasportavano tali materiali presso l’accosto “alti fondali” della banchina di levante in concessione a MCT SpA e la interruzione della continuità logistica dovuta al   passaggio di tali materiali verso aree retrostanti non in concessione. 

Nel corso della Conferenza dei Servizi che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha promosso in data 16 aprile 2024, questa Autorità di Sistema Portuale aveva depositato un congruo parere, sottolineando l’impatto negativo e le dannose interferenze di tale progetto con le attività dei soggetti terminalisti, MCT in primis, e della operatività portuale in genere.

Si descrivevano, cioè, le potenziali conseguenze negative che la “revoca” anche di una piccola parte di concessione del terminal contenitori e la interruzione della continuità logistica avrebbe potuto comportare sulla economia del porto. 

Nel contempo è stata fornita una proposta risolutiva, anche in esito a sopralluoghi ed incontri con i tecnici della società “Stretto di Messina Spa”, consistente nella infrastrutturazione della parte sud del bacino di evoluzione e l’utilizzo per le aree di stoccaggio delle aree retrostanti. 

La soluzione proposta da questa Autority, di concerto con la locale Capitaneria di porto, è stata accolta e successivamente confermata nel corso di una recente interlocuzione con il costruttore, avendo sciolto la Autorità Marittima la riserva sulla assoluta non interferenza con l’attuale bacino di evoluzione delle navi. 

Tale soluzione ha riscosso, inoltre, il compiacimento dei terrminalisti MCT e Automar, impegnati ormai da un quinquennio nel rilancio del transhipment nello scalo gioiese, con nuovi investimenti nell’equipment portuale e nuovi record commerciali. 

Una lettera personale recapitata nei giorni scorsi al presidente Agostinelli testimonia la soddisfazione dell’armatore MSC per la soluzione che soddisfa da una parte le esigenze del costruttore, evitando nel contempo dannose interferenze alle operazioni del terminal. (rrc)

Minasi (Lega): Ponte sullo Stretto simbolo di unità nazionale

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha commentato le ultime affermazioni del Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, il quale è tornato a sottolineare come l’opera, dal valore complessivo stimato in 13,5 miliardi di euro, genererà oltre 120.000 posti di lavoro, apportando benefici significativi in termini di occupazione, logistica, turismo e sostenibilità ambientale.

«Le dichiarazioni del Ministro Matteo Salvini sul Ponte sullo Stretto, rilasciate durante il convegno organizzato da Unioncamere a Roma, confermano una visione ambiziosa e concreta per il rilancio del nostro Paese, e in particolare del Sud Italia. Il Ponte rappresenta molto più di una semplice infrastruttura: è un simbolo di unità nazionale e un motore per la crescita economica e sociale dell’intera area del Mezzogiorno», ha detto Minasi, sottolineando come «questi numeri non sono solo proiezioni: sono una prospettiva concreta che il Governo ha il dovere di sostenere e realizzare. Investire nel Ponte significa investire nelle persone, nelle imprese e nel futuro delle nostre regioni».
Le analisi condotte dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ribadisce – confermano ciò che abbiamo sempre sostenuto: il Ponte sullo Stretto è un progetto economicamente sostenibile e strategicamente indispensabile. Il rapporto benefici/costi pari a 1,2 e un Valore Attuale Netto Economico positivo per oltre 1,8 miliardi di euro dimostrano chiaramente che questa grande infrastruttura avrà ricadute positive e tangibili sul tessuto produttivo.

Il Ponte sullo Stretto – ha spiegato Minasi – non sarà solo un collegamento tra Calabria e Sicilia, ma un’opera capace di ridurre significativamente le distanze economiche e sociali tra il Sud e il resto del Paese. È il simbolo di un’Italia finalmente connessa e integrata, dove ogni territorio avrà le stesse opportunità di crescita e sviluppo».

«L’opera – ha aggiunto – rappresenta una risposta concreta alle esigenze di modernizzazione del Mezzogiorno: non si tratta solo di costruire un’infrastruttura, ma di realizzare un progetto che crei sinergie, attragga investimenti e renda il Sud una piattaforma logistica e turistica competitiva a livello europeo».

Grazie al Ponte sullo Stretto – ha proseguito la senatrice – si rafforzerà il ruolo strategico dell’Italia nei corridoi europei e globali, ponendo il Mezzogiorno al centro delle rotte economiche e logistiche del futuro. Questa infrastruttura rappresenta un’opportunità unica per sviluppare commercio e turismo, due pilastri fondamentali della nostra economia, e per attrarre investimenti privati e pubblici, stimolando crescita e occupazione e chi continua a negarne o a sottovalutarne l’importanza non comprende le dinamiche di un mondo sempre più interconnesso, dove infrastrutture efficienti e sostenibili sono la chiave del progresso».

«Il Ponte non è un costo – ha ribadito  Minasi – ma un investimento strategico che integra territori, favorisce lo sviluppo del Mezzogiorno e posiziona l’Italia come snodo cruciale nei corridoi europei e mediterranei. Come Lega siamo orgogliosi di sostenere un’opera di tale rilevanza, che rappresenta una vittoria per il Sud e per l’Italia intera. Il Ponte sullo Stretto non è solo un’infrastruttura: è un messaggio di fiducia e di futuro per le generazioni a venire». (rp)

Ponte, i consiglieri di minoranza di Villa S.G.: Con ok da Commissione Via smontate accuse da maggioranza

I consiglieri comunali di Forza Italia di Villa San Giovanni, Marco Santoro, Filippo Lucisano, Daniele Siclari, Stefania Calderone e Domenico De Marco, hanno evidenziato come in seguito al parere favorevole rilasciato dalla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) «è stato, definitivamente, smontato il castello accusatorio costruito da parte dell’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni, che ha cercato, attraverso un documento privo di contenuti costruttivi, di ostacolare la realizzazione del Ponte sullo Stretto».

I consiglieri di Forza Italia ritengono che questo parere, unitamente alle 62 prescrizioni contenute nel rapporto finale, rappresenti un importante passo in avanti verso l’approvazione definitiva del progetto da parte del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile), che si attende entro la fine dell’anno.

Secondo i consiglieri di Forza Italia, il progetto del Ponte sullo Stretto non è più un sogno o una proposta lontana, ma una realtà in movimento, pronta a prendere forma. La Commissione di Via ha espresso parere favorevole, condizionato a una serie di approfondimenti che, come sottolineato dagli esperti, sono del tutto normali in progetti di questa portata e verranno affrontati nella fase di progettazione esecutiva. Le prescrizioni e gli approfondimenti richiesti, infatti, riguardano principalmente aspetti ambientali, tecnici e operativi, senza che vi sia alcuna indicazione che metta in discussione la fattibilità dell’opera. Il progetto definitivo è pronto, ed è ormai chiaro che il Ponte sullo Stretto si avvia a diventare una delle opere infrastrutturali più significative per il futuro del Sud Italia.

Il gruppo di Forza Italia non nasconde la propria preoccupazione per l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni, che ha tentato di ostacolare il progetto attraverso un documento che, anziché fornire un contributo costruttivo e tecnico, si è limitato a sollevare preoccupazioni infondate e a rispondere a logiche politiche piuttosto che a reali problematiche tecniche.

«Il documento presentato dall’Amministrazione di Villa San Giovanni – hanno detto i consiglieri – non era altro che un tentativo malcelato di ostacolare il progetto del Ponte, mascherato da un presunto approfondimento tecnico. Un documento che non aveva alcun valore aggiunto rispetto a quanto già previsto dai progettisti e dagli enti coinvolti».

«Non si è cercato un confronto costruttivo – hanno sottolineato – né si sono ascoltate le voci degli esperti e dei progettisti. Piuttosto, si è preferito abbandonarsi a slogan e richieste infondate, alimentando un clima di pregiudizio nei confronti di un’opera che rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo per il nostro territorio».

I consiglieri di Forza Italia hanno poi evidenziato che, a differenza di quanto accaduto a Messina, dove il dialogo con i progettisti è stato continuo e senza oneri per la città, a Villa San Giovanni si è assistito a una forte politicizzazione della questione, con una parte della politica locale che ha messo in atto una vera e propria battaglia ideologica contro il progetto del Ponte.

I consiglieri hanno voluto chiarire ulteriormente che le 62 prescrizioni contenute nel parere favorevole della Commissione di VIA sono un fatto del tutto normale per un’opera di queste dimensioni. È importante sottolineare che, a fronte di una mole di oltre 10.000 elaborati progettuali, 40 chilometri di raccordi a terra, per l’80% in galleria, e un investimento complessivo di 13,5 miliardi di euro, solo 62 prescrizioni sono state avanzate.

Per fare un confronto, la Commissione di Via ha rilasciato 20 prescrizioni su un progetto ferroviario di 28,5 km, con un valore di 1,3 miliardi di euro. Questo rende evidente come le prescrizioni per il Ponte sullo Stretto siano perfettamente in linea con le normali prassi per progetti complessi e di grande impatto.

«Le prescrizioni della Commissione di Via sono, in gran parte, richieste di approfondimento che non pregiudicano in alcun modo la realizzazione dell’opera. Esse riguardano aspetti che sono già stati previsti dai progettisti e che verranno perfezionati nella fase successiva di progettazione esecutiva – hanno spiegato ancora i consiglieri di Forza Italia –. Non vi sono allarmi geologici o sismici, come alcuni hanno cercato di far credere, ma richieste di approfondimento su vari aspetti, dal rumore alle vibrazioni, fino agli impatti ambientali e ai siti di deposito».

I consiglieri di Forza Italia hanno concluso il loro intervento con un appello alla responsabilità politica e un monito all’Amministrazione comunale di Villa San Giovanni, affinché si metta da parte l’opposizione ideologica al progetto e si ponga al servizio della comunità per tutelare gli interessi del territorio.

«Il Ponte sullo Stretto rappresenta una straordinaria opportunità per il nostro territorio – hanno sottolineato – un’opera che potrà portare sviluppo, crescita e occupazione. L’Amministrazione comunale ha il dovere di garantire che questo progetto porti il massimo delle ricadute positive per la nostra città. Ci impegneremo affinché si faccia tutto il necessario per tutelare gli espropriandi, firmare gli strumenti già pronti e garantire che la nostra comunità possa beneficiare di tutte le opportunità che questa grande infrastruttura porterà».

Infine, i consiglieri hanno ribadito che Villa San Giovanni non può permettersi di restare spettatrice del cambiamento, ma deve diventare protagonista del proprio futuro.

«Il Ponte sullo Stretto è ormai una realtà in movimento – hanno concluso – e l’Amministrazione di Villa San Giovanni deve essere parte attiva di questo processo di cambiamento, non ostacolarlo. È giunto il momento di guardare al futuro e di fare in modo che la nostra città non perda le occasioni di sviluppo che questa straordinaria opera infrastrutturale porterà». (rrc)

 

L’OPINIONE / Pino Gesmundo: Ponte, già spesi sul nulla 1,1 mld

di PINO GESMUNDO – Dal 1981 ad oggi sono stati spesi sul nulla più di un miliardo e cento milioni di euro, e appare tuttora un’incognita il costo finale dell’opera. Tra il 1981 e il 1997 sono stati spesi 135 miliardi di lire per vari studi di fattibilità iniziale.

Nel 2013 il Governo Monti liquida la società, costo 342 milioni fra penali e indennizzi, ai quali si aggiungono altri 130 milioni già spesi per altri studi di fattibilità. Pende ancora in giudizio una richiesta di risarcimento di Eurolink di 657 milioni di euro per illegittimo recesso e ci sono altri contenziosi attivi. Dal 2005 le previsioni di spesa sono più che triplicate, attestandosi ad oggi a 14,6 miliardi di euro, dato puramente indicativo, perché la scelta di procedere per fasi costruttive non permette a nessuno di quantificare l’effettivo costo del Ponte. La cosa già chiara, però, è che con l’emendamento della lega, si sottraggono 7 miliardi di euro al Fondo di coesione e sviluppo di tutto il Mezzogiorno.

L’INVG ha dovuto smentire il Governo, chiarendo che i due ricercatori hanno lavorato a titolo personale. Ma ammesso che non sia obbligatorio il parere dell’INVG, davvero l’Esecutivo intende procedere senza il parere della massima istituzione scientifica italiana sul tema? Bastano le banali previsioni del Ministro dei Trasporti?
Il CNR e l’ISPRA, poche settimane fa, hanno confermato il loro grido d’allarme sul rischio di costruire un’opera su due faglie che continuano ad allontanarsi e nel mentre la Presidente Meloni continua nel suo tentativo di procedere in deroga alla norma che viete l’edificabilità su faglie sismiche.
Già oggi 3.000 imprese sono sottoposte a procedura di esproprio e 450 nuclei familiari sono costretti a lasciare le proprie abitazioni senza nessuna prospettiva per il loro futuro.
Si fermi questo scempio e si affrontino i problemi reali del Mezzogiorno.
Si risolva definitivamente la nuova emergenza del dissesto idrogeologico e si migliori il sistema di approvvigionamento e distribuzione dell’acqua. Oggi, ad esempio, la Sicilia disperde 340 milioni di metri cubi di acqua l’anno per la vetustà del suo sistema di distribuzione e di invasi (con i suoi cittadini, che, per assurdo, hanno un indicatore tariffario fra i più alti d’Italia).
Si completi veramente l’alta velocità Salerno Reggio Calabria, si elettrifichi e si metta in sicurezza la ferrovia ionica e si completino le infrastrutture autostradali e ferroviarie siciliani e calabresi perché oggi, mentre si discute sul nulla il tempo di percorrenza tra Palermo a Siracusa con il treno è di circa 8 ore. (pg)
[Pino Gesmundo è segretario confederale Cgil]

La smentita, Stretto di Messina: Falso che sono stati spesi 1,1 mld

La Stretto di Messina Spa, tramite una nota, ha replicato alle dichiarazioni del segretario Gesmundo.

«Dal giugno del 1981, anno di costituzione della Stretto di Messina, al 2013 gli investimenti per la ricerca, lo sviluppo, gli studi di fattibilità – si legge nella nota – le progettazioni nonché l’esperimento di quattro gare internazionali sono stati pari circa 300 milioni».

«Un importo – ha concluso – assolutamente in linea con parametri internazionali nonostante il ponte sia un’opera con caratteristiche eccezionali». (rrm)

Il Comitato Ponte Subito: “Ok a impatto ambientale grande notizia”

Il Comitato Ponte Subito ha evidenziato come il via libera della Commissione Via-Vas al Ponte «conferma la bontà dell’impegno e delle competenze di progettisti, ingegneri, tecnici e scienziati che hanno lavorato alla stesura, e di recente all’aggiornamento, del grandioso progetto che unirà Calabria e Sicilia».

«Bene, anche – ha aggiunto il Comitato –le prescrizioni già richieste e numerose, che vanno nella direzione da noi sempre auspicata, cioè fornire indicazioni da parte dei tecnici che serviranno alla migliore progettazione esecutiva così come previsto dalle leggi».

«Adesso siamo molto fiduciosi – prosegue la nota – che anche l’ultimo decisivo tassello, quello del Cipess, arriverà nei tempi previsti e cioè entro la fine dell’anno, dando così il via libera ai lavori e segnando il punto di non ritorno per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, che sogniamo da decenni».

«Sono trascorsi, infatti – viene spiegato – 16 anni da quando ci siamo costituiti in un Comitato proprio per chiedere con forza la realizzazione del Ponte per favorire lo sviluppo, la crescita sociale ed economica e l’emancipazione di Calabria e Sicilia, e finalmente vediamo l’intenzione politica di recuperare tutto il tempo perduto nel governo Meloni e nel Ministro Salvini che stanno mantenendo l’impegno preso con gli elettori nella scorsa campagna elettorale».

«Dispiace assistere – si legge – alle continue bufale e fake news che dilagano anche sui giornali più autorevoli del Paese, anche nelle ultime ore con la solita favoletta del franco navigabile. La Società Stretto di Messina ha ufficialmente smentito quanto scritto da alcuni tra i principali giornali del Paese, escludendo che tra le prescrizioni del Mase ci sia quella del franco navigabile, già ampiamente chiarita da tempo. È evidente che i poteri forti del Paese remano contro la realizzazione dell’opera più importante d’Italia, il più grande investimento della storia nel Sud. Ma non abbiamo alcun dubbio che questo Governo, che ha già dimostrato perseveranza straordinaria, continui a lavorare per il bene del territorio e dei cittadini».

«Il Ponte – ha concluso Comitato Ponte Subito – rilancerà Calabria e Sicilia in una nuova dimensione, in una prospettiva totalmente diversa da quella storica fatta di emarginazione, sottosviluppo, povertà e arretratezza, elevando l’Italia ad un colosso industriale ed economico proprio grazie alla crescita del Sud che finalmente potrà competere ad armi pari rispetto al resto del territorio Nazionale una volta che sarà servito da infrastrutture e collegamenti adeguati. Il grande sogno è sempre più vicino». (rrc)

 

PONTE, LE COMMISSIONI VIA E VAS DANNO
IL VIA LIBERA PER L’IMPATTO AMBIENTALE

di SANTO STRATI – Dopo la dichiarazione di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente per la fattibilità del Ponte sullo Stretto, aspettiamoci una nuova ondata di reazioni di chi è contro il Ponte.

Pretesti e fumogeni scenari di apocalissi annunciate saranno all’ordine del giorno, ma le carte dicono il contrario: non ci sono ostacoli di impatto ambientale e strategico, il Ponte si può fare, si deve fare.

La sinistra che – ai tempi di Prodi – si era espressa favorevolmente ha poi cambiato parere probabilmente perché l’Opera è proposta da un Governo di destra. Con il sostegno di media ispirati alle posizioni benaltriste (e motivati dalla lobby no-ponte) – vengono sostenute tesi – basate sul nulla e prive di qualsiasi presupposto scientifico – che non fanno bene al territorio, che ha bisogno del Ponte per una nuova idea di crescita e sviluppo, anche dal punto di vista dell’attrazione turistica. Ma viene dimenticata una cosa fondamentale: senza l’Alta Velocità, le strade (in primis la 106 e le autostrade calabresi e siciliane) e una nuova e moderna idea di mobilità il Ponte sullo Stretto non serve. La sua realizzazione è legata alle opere collaterali che cambieranno (finalmente) in modo radicale il trasporto pubblico e la mobilità privata. È assurdo continuare a sostenere che con i soldi del Ponte si potrebbero “aggiustare” le strade e sistemare i viadotti: le strade di collegamento (e non solo limitrofe) andranno comunque modernizzate e rese sicure, proprio perché funzionali al Ponte.

Adesso, con il via libera della Commissione tecnica della Valutazione di Impatto Ambientale (Via) e di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) la strada per la realizzazione del Ponte sullo Stretto diventa in discesa e risulta finalmente percorribile. Occorre, ovviamente, attendere il parere definitivo del Cipess (Comitato Interministeriale di programmazione economica e di sviluppo sostenibile) che arriverà presumibilmente entro la fine dell’anno, per il via definitivo al progetto.

Sarà quella l’occasione per far cessare l’insistente (e pressoché inesistente) cicaleccio dei quattro gatti dei No Ponte che continuano a predicare di catastrofismo e di mancate autorizzazioni per l’area sismica dello Stretto? La verità è che una certa parte della politica, sostenuta peraltro da una ben consolidata lobby anti-Ponte, non si è fatta sfuggire l’occasione di cavalcare la diatriba no-pontista  per conquistare uno spicciolo di fama e visibilità.

Sarebbe il caso, una volta per tutte, stabilire che sono gli esperti (progettisti, ingegneri, tecnici, etc) gli unici che possano esprimere valutazioni e critiche, perché il rischio è che – almeno nell’area dello Stretto – 5 milioni di persone che ci vivono diventino tutti “esperti” pontisti (sia a favore che contro).

Un po’ quello che succede ai Mondiali di calcio, quando in Italia si contano più “commissari tecnici” che tifosi e ognuno si ritiene autorizzato a dire la sua, indicare la formazione e la tattica di gioco ideale. Ma lì si parla di pallone, roba da bar sport e ci può anche stare, sul Ponte cerchiamo di essere una volta tanto veramente seri e guardare soltanto a dati scientifici autorevoli e consolidati.

L’opera che – a nostro avviso – mostrerà al mondo di cosa sono capaci i progettisti italiani (peraltro ammirati e contesi dovunque) ha tutte le carte in regola per essere realizzata, o almeno così sostengono coloro che hanno firmato gli oltre 8000 documenti (del precedente tentativo di realizzazione stoppato da Mario Monti) e un’altra quintalata di carte che hanno aggiornato il progetto esistente. Quindi, se gli esperti dicono che si può fare, non si capisce quali siano gli ostacoli per unire le due coste.

Naturalmente, anche la nomina della Commissione Via è stata un ulteriore pretesto per fare dietrologia politica, giacché in questo Paese a nulla valgono le competenze scientifiche, ma si guarda – per contestare tutto e tutti – all’appartenenza politica dei componenti. È un’offesa al buon senso e alla professionalità della Commissione che può valutare non in base a pregiudizi e preconcetti (favorevoli o contrari) ma solo basandosi sui dati e sulla copiosa documentazione esistente.

A questo proposito, con una nota diffusa mercoledì sera, il Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), ha fatto sapere che «la commissione tecnica di Valutazione dell’impatto ambientale (Via) ha completato nei termini le proprie attività approvando il parere di propria competenza sul progetto del Collegamento stabile tra Calabria e Sicilia comprendente il Ponte e i collegamenti stradali e ferroviari a terra».

La Commissione «si è pronunciata positivamente sulla compatibilità ambientale del progetto, così come integrato con la relazione del proponente (il consorzio Eurolink che ha come capofila la Webuild guidata da Pietro Salini) sul riavvio dell’iter del Ponte nel rispetto delle condizioni ambientali prescritte che dovranno essere ottemperate perlopiù nella fase della presentazione del progetto esecutivo».

Quali sono queste condizioni? Lo spiegano dal Ministero: «riguardano non solo l’ambiente naturale, terrestre, marino e agricolo, ma anche quegli aspetti relativi a progettazione di dettaglio per le opere a terra relativi a cantierizzazione, gestione delle materie, approvvigionamenti, rumore e vibrazioni».

Questo dovrebbe fugare ogni ulteriore perplessità sul lavoro della Commissione, giacché è stato esaminato ogni singolo aspetto della realizzazione del Ponte, che – ricordiamolo – era stato già dal 2001 inserito fra le infrastrutture strategiche, seguendo la procedura della Legge Obiettivo. Ma non illudiamoci: la controversia scatenata dalle lettera del Presidente del INGV (l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) Carlo Doglioni circa il mancato coinvolgimento dell’INGV, speriamo possa finire con un’audizione in Parlamento dello stesso Doglioni: non si possono animare pretestuosità in assenza di dati oggettivi e di presunte “autorizzazioni” negate (che non sono richieste), ma occorre fare chiarezza e smetterla con la disinformazione.

L’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, in attesa del parere del Cipess atteso per il 15 dicembre, continua a tenere un profilo basso e contenere gli entusiasmi: «È – ha detto – un importante passo avanti per il progetto e la realizzazione dell’Opera. La Commissione ha svolto un lavoro straordinario esaminando nei tempi di legge una progetto complesso come il ponte sullo Stretto. Ora il nostro impegno si concentra sulle prescrizioni espresse, che saranno valutate con grande attenzione, ricordando che la progettazione esecutiva per fasi ne agevolerà l’attuazione».

Al contrario, il vicepremier Matteo Salvini – che è anche ministro delle Infrastrutture, non ha nascosto la sua soddisfazione, lanciando una battuta ironica agli ambientalisti: «Vediamo se pesciolini, alghe e uccellini permettono all’Italia di fare quello che fanno tutti: cinesi, giapponesi, coreani, americani. L’Italia vista la dichiarata compatibilità ambientale può guardare al futuro».

Se vogliamo essere cattivi, le fake news che continuano a riempire i media sulla irrealizzabilità dell’Opera, se si potessero trasformare in cemento armato e tondini di ferro permetterebbero di costruirne due di ponti… La mistificazione è la parte che più ostacola la realizzazione del Ponte, infondendo timori, confondendo la popolazione, manipolando le stesse informazioni che provengono da fonti autorevoli e competenti.

Certo, è necessaria una costante e continua interlocuzione del territorio che non nasconde di temere solo una cosa: che si comincino i lavori e ci si ritrovi con un’altra incompiuta. Ma i fondi ci sono, e – soprattutto – non mancano le qualità del capitale umano specialistico che dovrà realizzare l’Opera.

In buona coscienza – lo ribadiamo – bisogna far parlare i tecnici e accogliere le indicazioni (positive o negative) sulla realizzabilità dell’Opera: non è il Ponte di Salvini, né di Sicilia e Calabria, ma un’opera dell’Italia, quella produttiva e industriale, che l’Europa ci chiede. (s)

 

L’OPINIONE / Giusy Caminiti: Ponte, leggeremo attentamente le 60 prescrizioni della Commissione

di GIUSY CAMINITI – Dalle poche notizie apprese a mezzo stampa circa il parere reso dalla commissione Via al progetto Ponte, un parere favorevole con prescrizione, non possiamo che evidenziare quanto sostenuto in tutti questi mesi: il nostro territorio è talmente fragile e talmente impattato dall’opera ponte che necessita di studi specifici, di dettaglio ed approfonditi, della presentazione di progetti analitici sulla risoluzione delle interferenze, del progetto di cantierizzazione dell’opera, al fine di entrare nel merito delle questioni poste a tutela del territorio.

Con grande attenzione leggeremo ciascuna delle 60 prescrizioni poste dalla commissione, ma già quanto ci viene consegnato dalla stampa evidenzia la bontà di quello che abbiamo sempre sostenuto: il progetto che sarà consegnato all’esito delle prescrizioni richieste sarà altra cosa rispetto al progetto definitivo oggetto di valutazione di impatto ambientale. Per questa ragione diventa ancora più fondato il deliberato consiliare del 23 ottobre che ha chiesto la sospensione della conferenza istruttoria davanti al Mit in attesa delle prescrizioni della commissione Via, la sospensione della dichiarazione di pubblica utilità da parte del Cipess per la mancata esatta individuazione delle aree da espropriare.

Leggiamo dalle note stampa che la commissione ha affrontato non soltanto gli aspetti ambientali e naturalistici, ma anche quelli relativi alle opere a terra, alla cantierizzazione, al monitoraggio ambientale: sono tutti i rilievi che questo ente territoriale ha posto nelle osservazioni iniziali e nelle osservazioni rese alle controdeduzioni della proponente Stretto di Messina.

La tutela del territorio passa dalle città che “ospiteranno” le opere del ponte e, atteso che la legge non ha previsto un dibattito pubblico preliminare, è nelle conferenze di servizi che questo ente farà valere le ragioni della Città. (gc)

[Giusy Caminiti è sindaca di Villa San Giovanni]