Ponte, il sindaco di Taurianova Basi: Via libera conferma lungimiranza di Salvini

Il sindaco di Taurianova, Roy Biasi, ha evidenziato come «il rilascio della Valutazione di impatto ambientale positiva e la conferma che la Commissione Europea potrà cofinanziare il progetto esecutivo consolidano in maniera indubitabile la base tecnica e finanziaria su cui Cipess poggerà le sue imminenti determinazioni definitive per l’avvio della fase realizzativa del Ponte sullo Stretto nei primi mesi del 2025».

«Considero il coro di voci che in maniera strumentale si è alzato per enfatizzare le prescrizioni indicate dall’organismo – ha proseguito – nient’altro che l’ennesima prova di quel terrorismo psicologico a cui le sinistre si sono dedicate per tentare in tutti i modi di negare quanto la scienza e l’Ue, invece, considerano non solo fattibile ma anche economicamente utile per realizzare finalmente il corridoio tra Helsinki e Palermo, togliendo definitivamente dalla marginalità i trasporti di Calabria e Sicilia».

«Una normalissima indicazione – ha aggiunto – di adeguamenti possibili di cui, ne sono certo, il proponente Eurolink farà tesoro fornendo come sempre alle popolazioni rassicurazioni fondante sulla tecnica e consentendo al Comitato interministeriale di esprimersi sulla parte finanziaria dell’opera forse prima di Natale».

«Si tratta – ha concluso Biasi – di un altro successo dovuto alla lungimiranza e alla tenacia con cui il vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha dimostrato che il governo Meloni è capace di difendere una progettazione da 13 miliardi di euro che non a caso sta ricevendo tutti gli input operativi, economici e politici necessari».

Ponte, Ferrante (Mit): Ok a impatto ambientale step decisivo

Per il Sottosegretario al Mit, Tullio Ferrante, «il parere favorevole al Ponte sullo Stretto da parte della Commissione Tecnica di Valutazione dell’impatto ambientale è uno step decisivo, che conferma la validità del nostro progetto e smentisce le posizioni ideologiche della sinistra».

«Il Ponte – ha spiegato – non servirà solo a collegare Calabria e Sicilia, ma il nostro Paese all’Europa: un’opera strategica targata Forza Italia, perché il progetto scelto come attuale base dell’opera e promosso dalla Commissione VIA porta la firma del nostro Presidente Silvio Berlusconi. Oltre ad essere un’infrastruttura prioritaria per lo sviluppo economico e sociale, è anche il simbolo di una nuova fase per il Sud e per tutto il Paese».

«Con il sì a quest’opera – ha concluso – vince l’Italia del fare, un’Italia più moderna e interconnessa, che crede nello sviluppo e non si arrende alla logica del disfattismo». (rrm)

Sasso (Lega): Parere favorevole a Ponte una svolta storica

Per il commissario regionale della Lega, Rossano Sasso, il parere favorevole della Commissione tecnica di valutazione dell’impatto ambientale sul Ponte sullo Stretto di Messina è «un passo storico che segna l’inizio di una nuova era di sviluppo per la Calabria e per tutto il Sud».

«Grazie all’impegno del Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, l’Italia può ora guardare – ha aggiunto – con maggiore fiducia al futuro, puntando su opere concrete, sulla crescita e sul progresso. Il Ponte sullo Stretto rappresenta non solo un’opera infrastrutturale, ma un simbolo di collegamento, inclusione e opportunità per la nostra regione».

«Lavoriamo per una Calabria protagonista – ha concluso – e che sappia dire ‘sì’ al cambiamento e al progresso. Siamo pronti ad andare avanti con determinazione, sostenendo il progetto e guardando al futuro con ottimismo. Viva la Calabria, viva l’Italia dei sì». (rcz)

La Stretto di Messina Spa replica a La Repubblica: Non manca alcun “via libero sismico” o “certificazione”

La Stretto di Messina Spa replica all’articolo pubblicato nei giorni scorsi da La Repubblica, evidenziando come «il progetto definitivo del ponte sullo Stretto è completo e molto approfondito, non manca di alcun “via libera  sismico” o “certificazione” come riportato nell’articolo».

1Ricercatori di INGV hanno collaborato con il Contraente Generale Eurolink – viene spiegato nella nota – sia nella fase di redazione del Progetto definitivo del 2011, sia nel recente aggiornamento per la ulteriore definizione nel dettaglio del quadro geosismotettonico, non solo mediante analisi bibliografiche, ma anche mediante rilievi in sito, prospezioni geosismiche, sondaggi geognostici. Il Dipartimento Scienze della Terra dell’Università la Sapienza di Roma, incaricata da Eurolink per approfondimenti, ha stipulato recentemente un accordo scientifico con INGV per l’aggiornamento del quadro geosismotettonico. Inoltre, la Stretto di Messina ha recentemente stipulato un accordo di collaborazione tecnico-scientifica con INGV per la gestione della rete di monitoraggio geotecnica e per lo scambio di dati e informazioni scientifiche. Nell’ambito di queste collaborazioni Stretto di Messina conferma la sua disponibilità a illustrare nel dettaglio quanto previsto dal progetto per il tema sismico». 

«È utile ricordare – si legge – che la predisposizione e l’approvazione del progetto definitivo sono il risultato di un articolato procedimento che, a partire dal progetto redatto e aggiornato da Eurolink (principali partner sono Webuild, IHI, Sacyr, Cowi massimo specialista di realizzazione di ponti sospesi nel mondo), ha coinvolto per le approfondite verifiche, oltre alla Direzione Tecnica della Stretto di Messina, la Parsons Transportation Group in qualità di Project Management Consultant, Edison Next in qualità di monitore ambientale e un Expert Panel quale Organo a supporto per le attività tecnico-specialistiche di Alta Sorveglianza, composto da quattro massimi rappresentanti nelle discipline di aerodinamica-aeroelastica, sismica, geotecnica e ambiente. La Società ha inoltre acquisito dal Comitato Scientifico, Organo autonomo e indipendente, il parere favorevole. La complessa articolazione di questo procedimento non trova riscontri a livello italiano ed estero». 

Faglia Cannitello 

«Per la faglia di Cannitello si ribadisce – dice la Stretto di Messina – che non è sismogenetica, ovvero in grado di produrre scuotimento sismico del suolo. Questa certezza deriva da ampi studi condotti con indagini sul campo nell’area. Studi e indagini molto più approfonditi di quelli presenti nella catalogazione, dichiaratamente bibliografica, ISPRA – ITHACA delle faglie attive sul territorio nazionale che soffre di rilevanti carenze e non viene uniformemente accettata dagli esperti. L’individuazione delle faglie non è supportata in gran parte dei casi da indagini che ne ricostruiscano la geometria in profondità, come avviene invece per le faglie descritte nel database dell’INGV, che non contiene le faglie indicate dell’on. Bonelli». 

«Ancora, la faglia di Cannitello manca di una espressione superficiale univocamente riconosciuta dai ricercatori esperti della materia. Inoltre, dai dettagliati carotaggi effettuati per la redazione del progetto definitivo non è stato rinvenuto alcun indizio di dislocazione avvenuta in tempi recenti lungo la medesima faglia di Cannitello, tale da coinvolgere sedimenti superficiali investigabili per mezzo di “trincee paleosismologiche”».

Azioni sismiche e accelerazione al suolo

«Si premette – viene evidenziato – che la definizione dell’azione sismica per il progetto del Ponte è stata oggetto di grandissima attenzione sin dalle fasi iniziali degli studi di progettazione, considerata la particolarità dello Stretto di Messina sotto il profilo delle problematiche geosismotettoniche».

«Come noto l’energia liberata da un terremoto in un sito (magnitudo) è strettamente legata alle dimensioni delle strutture tettoniche (faglie) lì presenti e gli studi eseguiti per lo Stretto di Messina hanno concluso che le strutture sismogenetiche presenti possono dare luogo a eventi sismici di magnitudo non superiori a magnitudo 7,1 Richter».

«Il Ponte sullo Stretto è stato, pertanto – continua la nota – progettato per resistere, con margine sicuro, al più forte sisma attendibile nell’area dello Stretto, cioè un evento simile al terremoto di Messina del 1908, classificato da studi pubblicati sulle riviste più autorevoli del settore, come un evento estremamente raro la cui probabilità di accadimento resterà molto bassa per svariati secoli (il periodo di ritorno è infatti stato determinato in 1500-2000 anni). Qualora il Ponte fosse investito da un terremoto così raro non subirebbe alcun danno, poiché le sue strutture sono state progettate per rimanere in campo elastico, mantenendo ulteriori margini di resistenza anche oltre la soglia prevista».  

«Il progetto del Ponte sullo Stretto è redatto secondo criteri e parametri di resistenza sismica che sono specifici e più severi rispetto a quelli previsti dalla vigente Normativa per le Costruzioni del 2018 (Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018, in breve NTC18)».

«Va immediatamente detto – dice ancora la nota – che i dati esposti relativamente alle accelerazioni massime al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) di eventi sismici recenti italiani, come pure l’affermazione che sono attese accelerazioni puntuali anche superiori, sono tutti aspetti ben noti nello stato dell’arte nazionale e internazionale, in larga parte connessi al progresso delle conoscenze e delle rilevazioni strumentali di eventi sismici che, in Italia come nel mondo, sono disponibili in misura sempre più ampia. Sempre per completezza di informazione, le NTC 18 prevedono nella zona di Messina accelerazioni che vedono valori massimi di 0.42g. Non è quindi corretto affermare che il progetto del Ponte sullo Stretto è redatto con “il valore di norma di 0,58g”: i valori di PGA di norma sono sensibilmente inferiori».

«È necessario precisare che il parametro PGA, il cui valore sarebbe considerato nell’articolo non cautelativo, non è assolutamente significativo dal punto di vista progettuale, e ciò è ormai riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, tanto che nelle nuove normative europee in corso di definizione (aggiornamento eurocodici), tale valore non viene minimamente preso in considerazione».

«Per valutare la sicurezza simica di un’opera – viene ricordato – occorre invece caratterizzare in modo approfondito il moto del suolo e a tale fine è necessario valutare come l’oscillazione del terreno avviene durante l’evento sismico e come la struttura, che pure ha sue caratteristiche di oscillazione, risponde al moto del suolo. In termini tecnico-scientifici questo è quel che viene espresso dal cosiddetto “spettro di risposta” con cui viene redatto il progetto, elemento essenziale e ben noto nel settore della ingegneria sismica».

«Nel caso del Ponte sullo Stretto – prosegue la nota – la zona degli spettri di progetto di interesse per la valutazione della risposta dell’opera è quella che va da un secondo in su sulla scala delle ascisse: il Ponte è infatti una struttura molto flessibile, con periodi di oscillazione sino a oltre 30 secondi, molto più lunghi rispetto a strutture ordinarie. In particolare, i periodi più significativi sono quelli che riguardano la risposta delle torri, che vanno dai 2 ai 4 secondi circa».

«Confrontando gli spettri di progetto delle NTC18 e quelli dei “Fondamenti Progettuali” del Ponte, per un identico periodo di ritorno di 2000 anni, risulta che quelli per il progetto del ponte siano largamente superiori, e quindi più cautelativi, in tutta la zona di interesse». 

«Come sottolineato dal Prof. Ezio Faccioli (già Professore Ordinario di Ingegneria Sismica presso il Politecnico di Milano e componente dell’Expert Panel di Stretto di Messina) – dice ancora la nota – dall’analisi di dettaglio dello spettro di progetto risulta che la massima accelerazione raggiunge valori molto elevati e pari a 1,5 g per periodi tra 0,1 e 0,65 secondi, di minimo interesse per il Ponte; il Ponte invece risponde ai terremoti con oscillazioni di periodo molto maggiore (circa 3 secondi per le torri e 30 secondi per l’impalcato), ai quali corrispondono accelerazioni molto inferiori (circa 0,4g per le torri e 0,002g per l’impalcato). Da queste considerazioni si intuisce il motivo per il quale lo scuotimento sismico non rappresenta per il Ponte un’azione particolarmente critica».

«Gli studi svolti a seguito degli approfondimenti richiesti dalla Commissione Via nella fase istruttoria – dice la Stretto di Messina – hanno, inoltre, permesso di svolgere una valutazione scientifica rigorosa e aggiornata, basata su modelli di sorgente regionali, nella quale si è tenuto esplicitamente conto della eventualità che lo Stretto di Messina possa essere in area epicentrale. I valori ottenuti con varie ipotesi e modelli sono sempre inferiori rispetto alle azioni sismiche di progetto, dimostrando che le corrispondenti scelte sono cautelative e restano tali anche alla luce delle conoscenze scientifiche più recenti».

«Anche confrontando lo spettro del terremoto di progetto con lo spettro dei terremoti citati nell’articolo (L’Aquila, Amatrice) – si legge – risulta che ai periodi significativi per il ponte i valori di accelerazione considerati nel progetto sono molto più cautelativi di quelli registrati. Infine, come previsto dalla Relazione del Progettista redatta secondo quanto previsto dalla L. 26/5/2023 n. 58, nell’ambito dell’aggiornamento degli studi geosismotettonici previsti per il Progetto Esecutivo, uno studio di prima fase eseguito nel Settembre 2024 per conto di Eurolink dall’Università degli Studi Federico II di Napoli ha confermato, sulla base delle attuali informazioni, la cautelatività dello spettro di progetto e della PGA di 0,58g adottati per il Ponte».

«In altre parole – conclude la nota – il Ponte sullo Stretto ha caratteristiche intrinseche ed è progettato con azioni sismiche e criteri che ne fanno una delle strutture sismicamente più sicure in Italia e nel mondo, sulla base del più moderno stato dell’arte tecnico scientifico internazionale». (rrm)

SOLO IL PONTE NON BASTA AL SUD: SENZA
LE ALTRE OPERE NON SERVE A NULLA

di PIETRO MASSIMO BUSETTA Qualcuno ancora pensa che il ponte sullo stretto di Messina serva a far incontrare più facilmente il ragazzo di Reggio Calabria con la sua fidanzatina siciliana. E, quindi, non valga la pena spendere tante risorse pubbliche per una opera certamente immaginifica  ma che non vale la pena realizzare.

E che non sia utile neanche per collegare i quasi cinque milioni di abitanti siciliani con il resto del Paese, perché hanno un reddito pro capite che è un terzo di quello dei trentini e quindi un Pil complessivo tale da non giustificare investimenti così importanti. 

Il ragionamento parte da un assunto che le infrastrutture debbano seguire i traffici e non il contrario. E cioè che realizzi la quarta corsia di autostrada quando le altre tre sono intasate. 

Ma vi è un altro approccio che sostiene che non può esserci adeguato sviluppo di un territorio se non è adeguatamente strutturato. Infatti l’autostrada del sole, così come l’alta velocità ferroviaria, hanno consentito uno sviluppo accelerato. Con un unico limite che sono state realizzate fino a Napoli, lasciando lo stivale affondare nel suo isolamento.  

Ma anche se i cinque milioni di abitanti residenti nella regione più grande d’Italia non giustificassero un collegamento stabile vi è un’altra motivazione ancora più importante che taglia la testa al toro delle ragioni contrarie a tale Investimento. E cioè che in realtà il ponte non collega Messina a Reggio Calabria ma Hong Kong, Singapore a Berlino. 

Proprio così parliamo di attrarre quei traffici che oggi, malauguratamente, passano davanti ad Augusta sulle grandi navi maxi portacointainers per percorrere migliaia di miglia in più, inquinando pesantemente il Mediterraneo e l’Atlantico, per arrivare ai porti del Nord: Rotterdam Anversa, Amburgo, lasciando Augusta e i porti del Sud in una inedia colpevole. 

Senza considerare il fatto che le merci arrivano spesso come semilavorati e che quindi hanno bisogno di aree retroportuali importanti per procedere ad assemblaggi e completamenti di  manifattura con esigenze di manodopera rilevanti. E quindi l’interesse per l’Italia di convogliare tali traffici è talmente importante da essere considerata  Ineludibile. 

Ma ovviamente non basta il ponte, bisogna che il collegamento ferroviario tra Augusta/ Gioia Tauro  e Centro  Europa diventi ad alta capacità ferroviaria per consentire di arrivare nei mercati della Mittel Europa a costi molto contenuti e in tempi molto compatti.  E che finalmente il nostro Paese capisca che la concorrenza a Rotterdam non può farla né Genova né Trieste, ma che é utile che vengano messi a regime  i porti meridionali, gli unici che presentano vantaggi importanti, anche di consentire con la loro vicinanza a Suez la diminuzione di CO2 e che diventeranno sempre più importanti per la transizione energetica, se saranno utilizzati adeguatamente.  

In questa logica prevedere un investimento importante nella alta capacità/velocità ferroviaria non è più uno spreco anzi non realizzare tali progetti  significa lasciare il Paese marginale rispetto a una Europa che sta cercando di collegare tutte le realtà periferiche. Un esempio virtuoso è il collegamento Copenaghen Malmö, che ha valorizzato enormemente l’aeroporto della città della Sirenetta, che adesso serve  tutta la parte sud della Svezia. 

Cosa che accadrà anche a quello di Reggio Calabria, che potrà servire tutta l’aerea del messinese, compreso l’arcipelago delle Eolie. Certo è difficile per un Paese che ha utilizzato tutte le sue risorse destinate alle infrastrutture, investendole nella parte Nord Centro, cambiare registro e condividere con il Sud le risorse necessarie, ma non è una opzione ma l’unica possibilità per far crescere in modo consistente il Paese intero.   

La ritrovata centralità del Mediterraneo, dovuta alla chiusura dei rapporti con la Federazione Russa e al conseguente blocco dei rifornimenti da quel grande continente euroasiatico, dovrebbe far capire a molti che quello di infrastrutturare adeguatamente il Sud e farne un ponte verso  l’Africa, dalla quale dista poco più di 100 km, è una strada obbligata, non solo, ma l’unica percorribile se l’Italia non vuole essere bypassata e superata da Grecia, che sta potenziando anche con l’aiuto dei cinesi il suo porto del Pireo, e Spagna che è  a pochi chilometri dal Marocco da quel grande hub  Mediterraneo che è diventato Tangeri med, un porto che si trova a 14 chilometri, in una posizione strategica sulla via di passaggio tra Africa, Europa, Asia, Nord e Sud America, che racchiude una  zona franca di attività industriali e logistiche. 

Tra l’altro, mentre gli altri realizzano, noi stiamo ancora a progettare, tra dibattiti inutili che forze più attente alla loro sopravvivenza politica  che al bene del Paese continuano strumentalmente a fomentare e decisioni drammatiche, come quella della rinuncia al nucleare, che ci hanno penalizzato e continuano a incidere sul costo delle nostre esportazioni considerato che i nostri competitor hanno l’energia a prezzi più contenuti.

É tempo di diventare adulti e pragmatici, ma forse siamo sulla strada giusta. (pmb)

[Courtesy Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia]

 

Minasi (Lega) replica al PD: Ponte opera straordinaria che proietterà l’Italia nel mondo

«Il Pd dimostra, così, per l’ennesima volta, di quanto poco a cuore abbia le sorti del Sud e dell’Italia in generale e di come in realtà l’unica cosa che interessi ai suoi esponenti è la strumentalizzazione politica di ogni tema, fondata su convincimenti ideologici che nulla hanno a che vedere con il bene pubblico». È quanto ha detto la senatrice della Lega, Tilde Minasi, replicando all’interrogazione parlamentare, a prima firma dell’eurodeputata Annalisa Corrado, rivolta alla Commissione Europea contro il Ponte sullo Stretto.

«Il Ponte è un’opera straordinaria che porterà lavoro, occupazione, sviluppo e proietterà l’immagine del nostro Paese nel mondo – ha ricordato la Senatrice – ma soprattutto rispetta i criteri di priorità e urgenza, maturità, qualità, impatto ed effetto catalizzatore del bando per il co-finanziamento europeo.

«È, inoltre, un’infrastruttura essenziale per completare il corridoio Ten-T scandinavo-mediterraneo – ha spiegato – e la Commissione ha rilevato l’alta qualità del progetto. Avrà enormi ricadute socio-economiche, compreso il taglio delle emissioni inquinanti delle navi traghetto e dei tempi degli spostamenti, soprattutto per i pendolari e, non ultimo, ha ricevuto il placet di fior di scienziati, che lo hanno studiato e ne hanno valutato positivamente i benefici».

«Il Pd, dunque – ha concluso Minasi – farebbe bene a convogliare le sue energie su altro, anziché continuare a perdere tempo (e la faccia) ancora dietro a questa sterile battaglia. I cittadini sono stanchi dell’Italia del No. E anche noi, che proseguiremo sul nostro cammino, nel solo interesse degli italiani». (rp)

Ponte, intesa tra Stretto di Messina e Ansfisa per progettazione sistemi di monitoraggio

Stabilire un organico rapporto di collaborazione tecnico-scientifica tra la Stretto di Messina e l’Agenzia, inerente lo sviluppo della progettazione esecutiva dei sistemi di monitoraggio del ponte durante la redazione del progetto esecutivo. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato tra li direttore di Ansfisa – l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, Domenico Capomolla e l’Amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, a margine di un convegno organizzato da Ansfisa a Bologna.

Il sistema di monitoraggio dell’Opera di Attraversamento assume una notevole rilevanza per il corretto funzionamento in esercizio della stessa lungo tutta la sua vita utile, a partire dalle fasi di realizzazione.
Ansfisa ha nella sua mission, tra l’altro, la promozione della sicurezza e della vigilanza sulle infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali e sugli impianti fissi.
Con le sue attività di regolamentazione normativa e di pianificazione e sviluppo del monitoraggio, che si affiancano all’attività operativa di controllo che svolge sul campo, Ansfisa svolge un ruolo di stimolo e di supporto per gli operatori, che sono tenuti ad assicurare la sicurezza delle infrastrutture che gestiscono, attraverso un percorso di responsabilizzazione sempre più compiuta e orientata ad un’azione costante di minimizzazione dei rischi. (rrm)

L’OPINIONE / Giusy Caminiti: Villa ha bisogno di certezze, non può consegnarsi al dubbio di un’incompiuta

di GIUSY CAMINITI – L’Amministrazione continua a lavorare, senza sosta, per tutelare il territorio e i luoghi che potrebbero essere interessati dall’opera ponte: abbiamo, infatti, deliberato il nuovo programma di valorizzazione di forte Beleno, a poche centinaia di metri dal sito del blocco di ancoraggio del ponte.

Una delibera che abbiamo annunciato all’amministratore della stretto di Messina, dottore Pietro Ciucci e che presto, non appena pubblicata, verrà trasmessa a tutte le amministrazioni competenti. Riprendendo un’attività cominciata da oltre un decennio, oggi la città di Villa san Giovanni vuole ripartire dalla sua storia e dopo l’apposizione del vincolo a Torre Cavallo, dopo la memoria dei Premi Villa, dopo la valorizzazione di Fontana Vecchia e delle filande, bisogna riprendere il progetto di sdemanializzazione di forte Beleno.

Sappiamo bene che la richiesta che porteremo avanti con il ministero della Cultura ed avendo seduti al tavolo tutti gli attori protagonisti, in un momento storico in cui il forte si gioca la sua stessa sopravvivenza, è di quelle che rendono l’obiettivo assolutamente sfidante.

Ma tante cose sono cambiate dal 2020: il Comune ha ottenuto un finanziamento di 1,5 milioni di euro per la sistemazione dell’area esterna del forte propedeutica all’acquisizione dello stesso; il Mic, il comitato borgo di piale e non da ultimo il Comune di Villa san Giovanni hanno posto al Mase tante e tali di quelle richieste per tutelare forte Beleno e conservarlo per la fruizione, che abbiamo creduto sia proprio questo il momento di dare un forte messaggio politico di appartenenza e riconoscimento dell’identità culturale della nostra città.

L’incontro con il dottor Ciucci, per il resto, non ha elementi di novità. Abbiamo ribadito all’amministratore delegato della Stretto di Messina, alla presenza dei consiglieri comunali di minoranza, la posizione espressa chiaramente nei due documenti presentati il 12 e il 13 ottobre scorso. Una posizione peraltro rappresentata nei due ultimi consigli comunali (cinque quelli tenuti sul tema ponte nel 2024) il 9 e il 23 ottobre: riteniamo che la mozione deliberata dal gruppo di maggioranza Città in Movimento (e dallo stesso presentata) sia in modo inequivocabile la posizione che tutti noi abbiamo declinato in mesi e mesi di impegno sul tema ponte e con chiunque abbia richiesto la nostra presenza.

Non siamo mai mancati a nessun tavolo, abbiamo chiamato assemblee cittadine, consigli comunali aperti, deliberati consiliari (sempre approvati da questa sola maggioranza) per dire che le carte progettuali in nostro possesso non ci consentono un giudizio di merito al Mase men che meno un parere al Mit sull’opera ponte. Il deposito degli atti da parte della Stretto di Messina il 12 settembre scorso non ha inciso sulla determinazione già assunta: manca un progetto definitivo per la Città perché manca la progettazione delle interferenze e il progetto di cantierizzazione.

Al dottore Ciucci abbiamo chiesto di anticipare a questa fase tutto ciò che la Stretto di Messina intende approfondire in fase di progettazione esecutiva. La città ha bisogno di certezze e non può consegnarsi al dubbio di un’incompiuta e tale dubbio resta fintanto che non saranno eseguiti gli studi specifici e di dettaglio che questo ente ha richiesto a tutela di Villa san Giovanni.

Da ciò muove la richiesta ai Ministeri deliberata in consiglio comunale il 23 ottobre scorso: richiesta di sospensione della conferenza istruttoria davanti al ministero delle infrastrutture dei trasporti fino al parere della commissione Via; richiesta di sospensione della conferenza davanti al ministero dell’ambiente per la valutazione di impatto ambientale fino al deposito degli studi e dei progetti specifici per villa San Giovanni; richiesta al Cipess di sospendere la dichiarazione di pubblica utilità dal momento che non è possibile individuare esattamente

l’area da espropriare che, certamente, (a progetto esecutivo redatto) sarà differente da quella attualmente individuata solo sulle carte. Adesso i tempi sono maturi per un deliberato consiliare chiaramente politico ma che abbia la forza tecnica e giuridica a sostegno di richieste accoglibili.
Al dottore Ciucci abbiamo spiegato nuovamente l’unica ragione che muove questa maggioranza consiliare: tutelare la città di Villa san Giovanni e garantire i diritti dei villesi ed a maggior ragione di ciascun espropriando. Nella misura in cui l’Ente riuscirà ad incidere in fase di conferenza dei servizi, riuscirà di conseguenza a rappresentare al meglio una comunità che, a prescindere dal sì o dal no al ponte, non vuole vedere morire la sua città. (gc)
[Giusy Caminiti è sindaca di Villa San Giovanni]

Ponte, firmato il Grant Agreement Ue per il cofinanziamento progettazione ferroviaria

È stato firmato, dalla Società Stretto di MessinaCinea – Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency della Commissione Europea, il Grant Agreement  per il cofinanziamento europeo dei costi di progettazione esecutiva del ponte sullo Stretto di Messina.

Si tratta di un contributo a fondo perduto di circa 25 milioni di euro che copre il 50% dei costi di progettazione esecutiva dell’Opera, per la parte imputabile all’infrastruttura ferroviaria.

La proposta presentata dalla Stretto di Messina a gennaio 2024, attraverso l’adesione al bando Connecting Europe Facility for Transport (Cef-T 2023), è stata valutata positivamente da Cinea in quanto il ponte sullo Stretto di Messina è rispondente ai criteri selettivi previsti dalla Commissione UE rispondenti a: “Priorità e urgenza, maturità, qualità, impatto ed effetto catalizzatore”.

In particolare, la Commissione Europea ha evidenziato che il progetto è di interesse collettivo, dal momento che incide su tutti e quattro gli obiettivi definiti nella regolamentazione dei corridoi Ten-T, ovvero coesione, efficienza, sostenibilità e incremento dei benefici per gli utenti. Inoltre, la Commissione ha valutato l’iter progettuale in stato molto avanzato ed elevata la qualità del progetto attuale.

Tra i parametri valutati anche le positive ricadute socioeconomiche e ambientali del progetto, la riduzione dei tempi di viaggio, dell’impatto acustico e delle emissioni inquinanti. Positiva valutazione anche per la capacità del progetto di incrementare l’accessibilità e lo sviluppo economico di Calabria e Sicilia migliorando le connessioni.

La partecipazione al Bando Cef è stata coordinata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che, tramite la propria Struttura Tecnica di Missione, svolge il ruolo di Associated Partner della Stretto di Messina.

«La sottoscrizione dell’Accordo di sovvenzione – ha commentato l’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci –unitamente al recente inserimento del Ponte nell’ambito del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneo’, da parte del Consiglio Europeo, conferma il ruolo strategico dell’Opera per l’Europa e pone le premesse per poter reperire ulteriori risorse a copertura dei costi di realizzazione dell’Opera, con concreta prospettiva di riduzione dell’onere a carico del bilancio dello Stato».

«Inoltre, l’intervento diretto della Commissione europea – ha aggiunto –, che garantisce la presenza di parametri di trasparenza e controllo sull’andamento gestionale delle attività di progettazione, realizzazione e gestione dell’Opera, potrà costituire anche volano per eventuali futuri interventi da parte del mercato».

L’OPINIONE / Pietro Ciucci: Da Associazioni e No Ponte affermazioni generiche

di PIETRO CIUCCI – Le osservazioni emerse sui media presentate dalle associazioni Ambientaliste e dai comitati contrari al ponte sullo Stretto, sono ancora una volta generiche, non circostanziate e non documentate. La documentazione predisposta dalla Stretto di Messina, per rispondere alle integrazioni richieste dal Mase sul progetto definitivo del ponte, è al contrario di quanto affermato, il risultato di un lavoro molto approfondito che ha coinvolto un gruppo di progettazione multidisciplinare costituito da società, professionisti e professori universitari di primaria rilevanza, in ambito nazionale e internazionale.

L’ambiente, la salute pubblica, il rispetto per la biodiversità sono priorità al centro del nostro progetto. Affermare, poi che il ponte è un ‘progetto ideologico, voluto politicamente, indipendentemente dalla sua utilità e realizzabilità’ è una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento e del Governo che hanno confermato la valenza strategica del ponte destinando importanti risorse per la sua realizzazione.

Impatto su avifauna: dati raccolti ornitologi di grande esperienza

I dati sul volume della migrazione nello Stretto sono stati aggiornati da parte di ornitologi di grande esperienza con una nuova campagna di monitoraggio tramite radar a scansione orizzontale e verticale. E incredibile l’affermazione relativa a “radar mal posizionati”. Le quote di volo riferite al livello del mare e misurate col radar verticale, hanno evidenziato che la quota media delle tracce diurne è stata di circa 750 metri, mentre la quota media delle tracce notturne è stata di circa 890 metri, quindi molto al di sopra delle strutture del ponte.

Il ponte non poggia su faglie attive

Tutte le faglie presenti nell’area dello Stretto di Messina sono note, censite e monitorate, comprese quelle del versante calabrese. I punti di contatto con il terreno dell’Opera, sulla base degli studi geosismotettonici eseguiti, sono stati individuati evitando il posizionamento su faglie attive.

Analisi Costi benefici: 3,9 miliardi di euro di Valore Attuale Netto Economico e Tasso di rendimento al 4,51%

L’analisi costi benefici, condotta seguendo le linee guida europee e nazionali, ha mostrato che la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina è in grado di contribuire in maniera molto significativa al miglioramento del benessere collettivo, apportando significativi benefici netti alla collettività nazionale, migliorando sia gli espetti economici sia quelli ambientali. I principali indicatori sintetici testimoniano un Valore Attuale Netto Economico (Vane) di 3,9 miliardi di euro (attualizzati 2023) e un Tasso interno di rendimento economico (Tire) del 4,51%, a fronte di un costo investimento 13,5 miliardi. A livello complessivo, tenuto conto dei trasferimenti modali in favore della ferrovia, nell’arco temporale 2024-2063, si stima una riduzione di circa 12,8 milioni di tonnellate di C02.

Traffico: anche per l’Autostrada del Sole si sosteneva che non c’era traffico  

Anche per l’Autostrada del Sole si sosteneva che non c’era traffico, al contrario per il ponte gli studi effettuati mostrano che già oggi il traffico complessivo Sicilia – resto d’Italia negli ultimi anni, tra il 2011 e il 2022, ha registrato per le diverse modalità di trasporto una crescita del 20,3% per i passeggeri e del 24,2% per le merci, nonostante la crisi economica del 2010/12 e gli effetti del Covid19. Il Ponte porterà un aumento dei passaggi dagli attuali 2,7 milioni di veicoli totali/anno a oltre 4 milioni di veicoli totali/anno.

“Effetto cumulo” considerato

Il  concetto di cumulazione degli effetti e la relativa considerazione per la messa a punto di mitigazioni che consentissero di ridurre gli impatti specifici ed anche quelli cumulativi, ha permeato le azioni di analisi, verifica e mitigazione di soluzioni territoriali e ambientali complesse, quali quelle di seguito elencate a puro titolo esemplificativo e non esaustivo: l’analisi degli stagni dei Ganzirri è stata incentrata in considerazione degli aspetti idrogeologici, di salinità, di influenza tidale, ecosistemici, comprese anche specifiche misure correntometriche per valutare l’interscambio trai due specchi d’acqua; i ripascimenti costieri sono stati valutati e selezionati in funzione di aspetti sinergici relativi all’idrodinamica costiera, agli aspetti litologici e a quelli degli ecosistemi marini; gli interventi idraulici sono stati prima analizzati e verificati tramite modello 2D e poi definiti progettualmente in funzione dell’idrologia, dell’idraulica della rete idrografica di superficie, dell’idraulica di piattaforma e anche della sostenibilità idrica; l’impatto e le soluzioni mitigative per il disturbo luminoso del ponte e dei cantieri sono stati valutati e sviluppati in funzione sinergica degli aspetti degli ecosistemi marini, della fauna marina, nonché dell’interferenza con gli uccelli migranti e del disturbo con quelli nidificanti; molti degli interventi di compensazione rivestono carattere sia naturalistico, che paesaggistico.

Naturalmente, come da prassi e normativa, anche le simulazioni numerico-previsionali acustiche e atmosferiche sono stata impostate ed eseguite inserendo e valutando il contributo cumulativo delle diverse sorgenti di inquinamento presenti all’interno delle aree di valutazione. I modelli di simulazione e di diffusione adottati per l’analisi dei vari impatti, unitamente ai dati di concentrazione inquinanti rilevati e reperiti dagli Enti per calibrare i modelli, hanno tenuto conto dell’effetto cumulativo.

L’opzione zero già valutata e scartata con studi comparativi

La valutazione dell’“l’opzione zero” è stata svolta nella fase progettuale di pertinenza, ovvero quella preliminare. Tale valutazione ha comportato il confronto tra i due sistemi di attraversamento dello Stretto, ponte e collegamento marittimo, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nonché di integrazione e sviluppo territoriale.

La soluzione ponte è risultata fortemente preferibile alla soluzione del traghettamento potenziato, in particolare per il raggiungimento dei seguenti principali risultati: drastico abbattimento delle emissioni di gas di scarico; consistente riduzione dei tempi di attraversamento che per il traffico su ferrovia si riducono in media di oltre 2h e per il traffico su gomma di circa 1h; sensibile riduzione della congestione delle aree urbane; maggior grado di integrazione socioeconomica delle aree urbane dello Stretto; positivi effetti sull’economia e sul quadro occupazionale.

Salute Pubblica: non è vero che manchi uno studio approfondito

La relazione sulla salute pubblica predisposta, analizza i fattori di rischio per la salute pubblica associati alla realizzazione del ponte, con rimando agli specifici approfondimenti condotti nell’ambito delle altre componenti (Atmosfera, Rumore, Vibrazioni, Acque) considerate quali fonti di inquinamento per la salute pubblica. Valuta lo stato ambientale attuale nell’area di intervento e correla le cause di rischio potenziale per la salute pubblica con le opere in progetto, sia per la fase di costruzione sia per la fase di esercizio.

La relazione ha delineato quindi una valutazione previsionale dello stato ambientale concernente la salute pubblica e conclude che l’adozione degli interventi di mitigazione inclusi in fase di progettazione assolve il compito di garantire il mantenimento di un adeguato livello di protezione per la Salute Pubblica, grazie anche al Progetto di Monitoraggio Ambientale e al Sistema di Gestione Ambientale dei cantieri, quali efficaci strumenti di conoscenza e prevenzione del rischio.

Cantierizzazione: adottati criteri di salvaguardia dell’ambiente molto rigidi

Il progetto ambientale della cantierizzazione prevede, nel pieno rispetto della legislazione vigente, criteri di salvaguardia dell’ambiente molto rigidi che afferiscono agli impatti potenziali emersi per la fase di cantierizzazione dal processo valutativo del Sia. Le misure di mitigazione e le procedure operative di cantiere che si intende adottare riguardano vari ambiti tra cui: gestione del materiale di scavo, previsioni di impatto acustico e vibrazionali dei cantieri operativi e scavo delle gallerie, alterazioni di qualità dell’aria nei bassi strati dell’atmosfera, gestione dei rifiuti, tutela delle risorse idriche e del suolo, gestione delle acque di lavorazione, impatto luminoso,  gestione di eventi accidentali potenzialmente contaminanti, inserimento dei cantieri nel territorio. Si ritiene che le azioni mitigative previste attenueranno di molto/annulleranno il potenziale inquinamento ambientale generato dalla fase di cantiere.

Prima dell’apertura dei cantieri (fase ante operam), durante la fase di realizzazione del ponte e dopo la realizzazione del ponte (fase post operam), è prevista l’attuazione del Progetto di Monitoraggio ambientale che riguarderà sia le aree di cantiere direttamente interessate dall’Opera, che la cosiddetta “area vasta”, un’area  più estesa rispetto a quella strettamente interessata dai lavori.

Il monitoraggio delle componenti ambientali “in corso d’opera” consentirà di individuare eventuali cambiamenti ed intervenire tempestivamente in caso di anomalie  nella fase di costruzione.  Le componenti ambientali monitorate riguarderanno, tra l’altro, lo stato fisico dei luoghi e viabilità dei cantieri, l’atmosfera, il Rumore e le Vibrazioni, le acque, il suolo e il sottosuolo.

È importante sottolineare che i dati relativi al monitoraggio saranno condivisi con gli Enti di controllo attraverso una piattaforma informatica dedicata.

Infine, la previsione di Piani di Gestione Ambientale dei cantieri consentirà di definire l’organizzazione della cantierizzazione garantendo, anche attraverso l’interfaccia con il Piano di Monitoraggio, il controllo costante degli aspetti ambientali di cantiere.

Aspetti idrici cantieri: tempi di realizzazione delle opere previste per l’approvvigionamento idrico assolutamente coerenti con le fasi realizzative

Per l’approvvigionamento idrico dei cantieri del ponte sullo Stretto non saranno pregiudicate in alcun modo le forniture delle Città di Messina e Villa San Giovanni. Nell’attuale fase di aggiornamento del progetto definitivo, il progettista ha valutato uno specifico piano per la sostenibilità idrica dei cantieri. In un’ottica di ridondanza, anche al fine di seguire l’evoluzione temporale del cantiere, è stata individuata come soluzione ottimale la realizzazione di nuovi campi pozzi.

Si evidenzia che i quantitativi degli approvvigionamenti sono superiori ai fabbisogni dei cantieri e ciò consentirà l’immissione in rete di un surplus già durante l’esecuzione dell’opera, lasciando a disposizione delle amministrazioni comunali tale fabbisogno aggiuntivo. I tempi di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere previste per l’approvvigionamento idrico dei cantieri del ponte sullo Stretto di Messina, sono assolutamente coerenti con le fasi realizzative e non determinano alcun allungamento dei tempi.

Studio di Incidenza Ambientale individua complesso quadro di specifiche misure di compensazione

La Commissione Tecnica di Verifica dell’impatto ambientale (CTVA) nel 2013 non ha espresso un parere negativo sulla Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) bensì ha evidenziato, come esito della propria istruttoria, la sussistenza di un’incidenza negativa su alcuni siti della Rete Natura 2000. Al riguardo, si conferma che, nell’ambito della Progettazione Definitiva, lo Studio di Incidenza Ambientale è stato oggetto di una completa e profonda rivisitazione e integrazione che tiene conto dei criteri, delle modalità e delle procedure di analisi e sviluppo più aggiornate. Tale Studio tiene conto delle precedenti valutazioni istruttorie della CTVA e, a valle di tutti gli approfondimenti condotti e all’adozione di misure di mitigazione, individua un complesso quadro di specifiche misure di compensazione per far fronte alle incidenze significative negative residue, in linea con quanto previsto dall’art. 6 della Direttiva 92/43/Cee. (pc)

[Pietro Ciucci è AD della Società Stretto di Messina]