REGGIO CALABRIA – Mancuso e Festicini uniti contro la violenza sulle donne

Nei giorni scorsi anche il presidente del consiglio della Regione Calabria, Filippo Mancuso è intervenuto sulla questione sull’aumento allarmante dei femminicidi o tentati femminicidi. Lo stesso presidente dell’Istituto Nazionale Azzurro, Lorenzo Festicini, aveva tuonato contro questo fenomeno allarmante, e che soprattutto è presente nel territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Questi atti ignobili continuano a perpetrarsi nell’ombra e nell’omertà, coinvolgendo sempre di più quei ceti sociali, che tendono a nascondere gli abusi invece di denunciarli. Parole convergenti quelle del presidente Mancuso e di Lorenzo Festicini che si sono dimostrati aperti a questa tematica così delicata riconoscendo il presidente Mancuso la necessità di intervento e cooperazione delle organizzazioni umanitarie.

La parola femminicidio, infatti, sta diventando abituale mentre è una violenza estrema da parte dell’uomo contro la donna «perché donna». Secondo l’ultimo rapporto annuale delle Nazioni Unite: «a livello mondiale, la diffusione degli omicidi basati sul genere ha assunto proporzioni allarmanti». Tali omicidi, prosegue il rapporto, sono «culturalmente e socialmente radicati, continuano ad essere accettati, tollerati e giustificati, laddove l’impunità costituisce la norma». Morti “annunciate”, vengono spesso etichettate come i soliti delitti passionali, fattacci di cronaca nera, liti di famiglia. Le donne muoiono principalmente per mano dei loro mariti, ex-mariti, padri, fratelli, fidanzati o amanti, innamorati respinti. Insomma, per mano di uomini che avrebbero dovuto rappresentare una sicurezza.

«Ben venga, ripete il Dott. Festicini, la proposta annunciata dal presidente Mancuso di predisporre un tavolo (Focus) a Reggio Calabria di tutti gli Osservatori delle Regioni e dei soggetti che, a vario titolo e in varie forme di presenza, assistenza, ascolto e tutela si occupano del triste fenomeno mettendo insieme i dati delle varie associazioni con gli sforzi dei volontari fai-da-te e con quelli delle istituzioni che a diverso titolo hanno a che fare con la violenza contro le donne: quando non si conosce un fenomeno, infatti, o addirittura lo si disconosce è impossibile affrontarlo. Le reti di servizi e i centri antiviolenza si prodigano con determinazione, ma altrettanta fatica, perché sono pochi in numero e hanno finanziamenti a goccia dagli enti locali e dallo Stato. L’Istituto Nazionale Azzurro, ricorda il presidente Lorenzo Festicini, promuove e tutela il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze come ricordato nell’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea – Tue e dalla dottrina sociale della Chiesa cattolica. Un programma d’azione per le persone e il territorio. Lo sviluppo sociale e umano, infatti, non è un fine in sé stesso. La pace e la sicurezza, la protezione dei diritti umani, lo stato di diritto sono tutti pilastri essenziali dello sviluppo sostenibile dell’umanità. La mancanza di sviluppo e di prospettive di sviluppo di individui e comunità indebolisce gli sforzi per costruire società pacifiche, inclusive e stabili. Questo vale anche per la nostra amata terra calabrese e in particolare per la nostra città di Reggio. Uniamo quindi le forze migliori per prevenire le violenze da parte dei partner, la violenza domestica, il femminicidio e l’omertà. L’Istituto nazionale azzurro risponde: presente!». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Metrocity, Sera: «Nuovi progetti per una città sostenibile, efficiente e innovativa»

Per una città più dinamica, vivibile e che soddisfi i bisogni di tutti, è necessario che la politica snellisca le procedure e punti sull’efficienza energetica, sostenibilità ambientale, sicurezza, partecipazione e responsabilità condivisa. Durante l’audizione in Seconda Commissione, questa mattina, il consigliere comunale Giuseppe Sera, delegato alla Città Metropolitana, riguardo il tema “Le risorse del Pnrr per la strategia digitale degli Enti locali”, si è soffermato su alcuni aspetti importanti per avere una Smart City, ossia una città sostenibile, efficiente, innovativa.

«Fra le funzioni attribuite alle Città Metropolitane, vi è la promozione per la “trasformazione” digitale e tre sono i principali progetti di cui è protagonista la Città Metropolitana di Reggio Calabria: piattaforma digitale per il Welfare collaborativo; piattaforma di monitoraggio, controllo e gestione flussi dati (Smart Control Room); miglioramento dell’accessibilità dei servizi pubblici digitali – esordisce l’ingegnere – Il primo progetto del valore di 1,5 mln di euro, grazie alla piattaforma digitale, offre al sistema di Welfare dei Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria e quindi ai cittadini, la possibilità di accedere all’offerta dei servizi domiciliari per la cura, l’assistenza e il sostegno sociale. Il secondo, circa 2 mln di euro, prevede l’allestimento di una Control Room da cui sarà possibile avere una rappresentazione immediata e continua dello stato della qualità della vita e il livello di rispetto dell’ambiente e del territorio. Con il terzo progetto invece, la Città Metropolitana è, per conto di Agid, sub attuatore dell’intervento di oltre 900 mila euro, assicurerà che almeno il 50% delle tecnologie e software siano a disposizione di tutti i lavoratori con disabilità ma anche, sarà garantita formazione al territorio con focus specifici di accessibilità e ridotte del 50% il numero delle tipologie di errore su almeno 2 servizi digitali».

Il consigliere Sera ribadisce che «innovare non vuol dire cambiare le sole modalità di produzione ed erogazione dei servizi pubblici ma anche, favorire la partecipazione della comunità riducendo con attività mirate, l’impatto ambientale».

«Transizione ambientale ed energetica, Economia circolare difficilmente potranno essere agevolmente traguardate se non ricondotte nell’alveo dell’innovazione tecnologica e della partecipazione – conclude il delegato Sera – Il ruolo della politica è fondamentale per costituire un ambiente fertile nel quale il cambiamento rinvigorisce e cresce. Questa è la direzione che si è posta e continua a seguire la Città Metropolitana».

SANT’ILARIO DELLO IONIO (RC) – Il borgo di Condojanni “A spasso nel Medioevo”

Abiti d’epoca, ricostruzioni storiche e antichi sapori hanno riportato indietro nel tempo, per un giorno, il borgo antico di Condojanni, a Sant’Ilario dello Ionio, con “A spasso nel Medioevo”. La manifestazione, giunta alla terza edizione, promossa dall’amministrazione comunale, in collaborazione con Unicram, Calabria Magnifica e Cooperativa sociale “Iride”, con il patrocinio della Regione Calabria, ha visto la suggestiva apertura con il corteo storico, a Sant’Ilario Centro e, poi, a Condojanni, dove, ai piedi del castello, ci si è trovati immersi nelle atmosfere dell’epoca.

In piazza Uria, si è svolta la simulazione di combattimento degli armigeri, seguita dalla degustazione di cibi tipici medievali, curata dalla Cooperativa sociale “Iride”.

Si è poi entrati nel cuore della serata con la sfilata delle partecipanti al concorso “Dama del borgo” in abiti d’epoca, realizzati a mano da Renè Bruzzese dell’associazione Unicram, con intermezzi di danza e musica e l’esibizione di Elena Presti, conduttrice dell’evento insieme a Marilena Alescio. A sfilare, negli eleganti costumi medievali, come vere dame, Maria Monteleone, Martina Micò, Carmen Musolino, Carol Caracciolo, Stella Aligi, Eleonora Attisano, Roberta Minnici.

Prima di conoscere il nome della Dama 2023, si è dato spazio all’ironia e al divertimento con il sempre versatile e trascinante Gigi Misefari che ha portato in scena la figura del Conte Marullo di Condojanni.

Ad essere eletta “Dama del borgo” 2023, Maria Monteleone, elegante e raffinata, che ha ricevuto la corona dalla vincitrice dello scorso anno, Federica Mollica, ed è stata omaggiata dal sindaco Giuseppe Monteleone con la pergamena.

L’organizzazione, curata nei dettagli, è frutto del lavoro corale dell’amministrazione comunale insieme alla Cooperativa sociale “Iride” e ai tanti cittadini che hanno offerto con entusiasmo la loro collaborazione. Mentre già si pensa alla quarta edizione. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Aeroporto dello Stretto, Ripepi ringrazia Sofo

Il consigliere comunale Massimo Ripepi, che si definisce “soldato semplice dell’Esercito di Rheggio”, fa il punto sulla battaglia che porta avanti per l’aeroporto dello Stretto. Stavolta Ripepi, in una nota, sente di dover ringraziare l’onorevole Sofo,

«Combattere la guerra, per la rinascita della nostra amata Rheggio con coraggio e perseveranza, porta frutti che fanno ben sperare per il futuro. Non bisogna mai scoraggiarsi nè perdere la speranza – dice – Otto anni fa, quando da soli combattevamo la battaglia per rendere il nostro scalo di interesse strategico e non nazionale, venivamo visti come dei visionari omologati fuori dal contesto generale. Oggi, che l’Europa, grazie all’importantissima interrogazione dell’on. Vincenzo Sofo, si esprime sull’importanza strategica del nostro aeroporto, per noi soldati dell’esercito di Rheggio, è un giorno importantissimo, siamo aperti e ricerchiamo l’aiuto di tutti coloro che, al di là dell’appartenenza politica, vogliono sostenere i combattimenti per la rinascita della nostra città».

«La Commissaria ai trasporti europea Adina Valen, è stata molto chiara sul tema del futuro dell’aeroporto Tito Minniti – aggiunge Ripepi – dichiarando che “svolge un ruolo centrale nel garantire la coesione del territorio dell’Ue” e che “soddisfa tutti i requisiti per far parte della rete globale Ten-T”. Un ruolo che però lo stesso commissario europeo sottolinea non essere stato supportato da adeguati investimenti, specificando che “l’aeroporto dovrebbe essere ammodernato al fine di conseguire la conformità ai requisiti previsti nel regolamento della rete Ten-T”, pur astenendosi nel dare indicazioni sul tipo di governance da adottare. Le reti dei trasporti (Ten-T) hanno l’obiettivo generale di stabilire un unico sistema transeuropeo multimodale per integrare il trasporto terrestre, marittimo ed aereo; essere dunque consapevoli che l’azione dei traditori di Rheggio ha generato un disagio mortale, che ci vede molto indietro rispetto alle richieste di adeguamento strutturale ed organizzativo della Comunità Europea, ci preoccupa molto. Il paradosso consumato appare gravissimo e, se non viene recuperato in fretta, potrebbe essere letale per il futuro dello scalo».

«Allo stato attuale – continua Ripepi – bisogna investire i soldi previsti per l’ammodernamento dell’infrastruttura nel migliore dei modi possibili. Dobbiamo insistere con ogni mezzo nel richiedere al Ministro Salvini l’investimento della cifra necessaria per costruire il nuovo scalo a mare compresi i vari collegamenti intermodali, tali da permettere l’arrivo dei passeggeri dalla dirimpettaia Messina. Ora o mai più. Il progetto, peraltro, è stato offerto gratuitamente dall’imprenditore Pino Falduto, che lo ha fatto realizzare con la previsione di tutti i collegamenti intermodali necessari. Poi i deputati ed i senatori della nostra città, dovrebbero urgentemente disintossicarsi dalle “supercazzole” che proferiscono a ripetizione e con tutti i mezzi a loro disposizione, impegnandosi concretamente per cambiare il piano nazionale degli aeroporti attraverso l’inserimento del nostro scalo tra quelli di interesse strategico della nazione e cambiando, conseguentemente, i dati di sviluppo e proiezione al 2035, da 400 mila passeggeri a 2 milioni. Tutto questo va al più presto realizzato unitamente alla vitale e fondamentale battaglia per staccarci dalla mortale Sacal, società di gestione degli aeroporti calabresi, artefice di aver raso al suolo ogni speranza di vita del nostro scalo con gli attuali 250 mila passeggeri annui, record tra i più negativi della storia».

«La commissione europea – conclude – ha finalmente messo nero su bianco il futuro del nostro gioiello che, come abbiamo sempre manifestato, è collegato alla realizzazione del Ponte sullo Stretto e tutte le opere ad esso connesse, che rivitalizzerebbero senza alcun dubbio il nostro desertico territorio. Oggi è il tempo della verità e della trasparenza, è il tempo dell’azione coraggiosa e precisa che colpisce l’obiettivo nemico. La caccia quotidiana ai traditori ed ai venduti sarà senza tregua e farà comprendere ai nostri concittadini che vale la pena reagire a questo misero stato di cose che vede pochi eletti e molti schiavi. Meno convegni e più battaglie. Meno intellettuali paralitici e più soldati operativi. Così Rheggio risorgerà». (rrc)

LOCRI (RC) – Dal 2 settembre gli eventi conclusivi del Genius Loci

Dal 2 settembre Locri ospiterà gli eventi conclusivi del progetto Genius loci. Il festival Comunicart si è rivelato un format vincente per la divulgazione della storia dell’arte e la valorizzazione dell’arte contemporanea, prosegue con altri appuntamenti significativi. Il 2 settembre avrà luogo l’ultimo di una serie di appuntamenti teorici che vanta la presenza di relatori di grande spessore. La biblioteca Gaudio Incorpora ospiterà una tavola rotonda dialogica che non solo tirerà le fila dell’evento espositivo tuttora in corso a Casino Macrì (Genius loci Amalia De Bernardis/Roberto Ghezzi) ma sonderà piste e temi più articolati, come la natura stessa della performance come futuro dell’arte contemporanea.

Sarà infatti presente anche l’artista Amalia De Bernardis, la quale concluderà il ciclo performativo del progetto Genius loci con due performance molto potenti che avranno luogo il 3 settembre e il 5 settembre nella città di Locri.

A concludere il format in data 6 settembre si terrà il finissage della mostra Genius loci Amalia De Bernardis/Roberto Ghezzi, dove la curatrice Stefania Fiato accoglierà i visitatori che in calcio d’angolo si recheranno a visitare questa importante mostra che pone ancora una volta la città di Locri sono i riflettori dell’arte contemporanea. (rrc)

BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA: LA DOP
A COPRIRE TUTTA LA FILIERA DELL’AGRUME

di SANTO STRATI – La denominazione d’origine protetta che fino ad oggi copriva l’olio essenziale del Bergamotto di Reggio Calabria, tra un anno potrebbe essere estesa a tutta la filiera, con evidenti vantaggi a tutela del principe degli agrumi. Il Bergamotto – èbene ricordarlo – è un’unicità mondiale che cresce solo sulla costa jonica della provincia di Reggio. La richiesta ufficiale di estensione della DOP (attenzione: “estensione” di quella già esistente, non una nuova) è partita una settimana fa con una formidabile (e inaspettata, quanto utilissima) combinazione degli attori legittimati a richiedere il riconoscimento: dal Consorzio del Bergamotto, presieduto dall’avv. Ezio Pizzi, al Presidente della Camera di Commercio di Reggio, Ninni Tramontana – ormai convitamente attivissimo nelle iniziative a favore di Reggio e del suo territorio metropolitano, con l’adesione delle rappresentanze sindacali, degli imprenditori, degli agricoltori e di tutta la filiera produttiva.

Cosa significa estendere la denominazione d’origine protetta a tutta la filiera del Bergamotto di Reggio Calabria? Quella attuale copre soltanto l’olio essenziale, mentre negli ultimi dieci/venti anni si è sviluppato un fortissimo interesse per il succo, la polpa e persino la buccia (una volta estratto l’olio) con un mercato in continua espansione, alla luce dei benefici nutraceutici e salutistici che il Bergamotto di Reggio Calabria ha rivelato di offrire. Studi scientifici qualificati hanno assegnato al succo di bergamotto che cresce esclusivamente nell’area reggina sostanziali aiuti naturali nella lotta al colesterolo e alla glicemia. Le proprietà mediche del succo sono incontrovertibili su base scientifica che riconosce l’unicità del prodotto. Tentativi di imitazione di coltivazione avviati in Sicilia, in Basilicata, in Puglia hanno prodotto un agrume (un simil-bergamotto) che non contiene alcuna delle prodigiose proprietà salutistiche. È evidente che il microclima delle aree di coltivazione nel territorio reggino e i venti, la qualità del terreno e chissà quant’altro ancora ne hanno sancito l’unicità a livello mondiale, scartando a priori le specificità benefiche dei frutti cresciuti altrove, che hanno sì l’aspetto del bergamotto e forse anche condividono l’asprezza del sapore di quello “originale” ma non curano il colesterolo, né aiutano a contenere i livelli glicemici.

Per questa ragione la denominazione d’origine protetta diventa uno scudo a protezione dell’unicità e dell’esclusività di tutta la filiera (olio essenziale – che è alla base di due terzi dei profumi che si fabbricano industrialmente per il mercato mondiale – frutto, succo e tutti i derivati utilizzabili per fini medicamentali, alimentari, gastronomici). E soprattutto blocca il tentativo – stupido – di imporre l’IGP (indicazione geografica protetta) al bergamotto di Reggio Calabria che rischiava di portare addirittura danni all’intera filiera. Secondo il disciplinare della DOP tutta la produzione e la trasformazione del prodotto (incluso il confezionamento) – ha spiegato il presidente del Consorzio Ezio Pizzi – va fatto sul territorio indicato dalla denominazione d’origine. Al contrario per l’indicazione geografica protetta, basta uno soltanto degli elementi di produzione o trasformazione sul territorio, per cui si legittima l’arrivo di prodotti da altre aree che prendono il marchio IGP, pur non essendo state coltivate o prodotte nell’area stessa.

L’iter di presentazione della richiesta di estensione della DOP per il Bergamotto di Reggio Calabria ha avuto una gestazione lunga quasi due anni, ma la presentazione dell’istanza avvenuta una settimana fa ha messo in evidenza la straordinarietà unità d’intenti che ha coinvolto tutti gli attori interessati. Un modo intelligente (da imitare in mille altre attività a favore di questa terra) per superare posizioni individuali e atteggiamenti personalistici: fare rete, come nel caso della DOP del Bergamotto di Reggio Calabria, significa avere davvero a cuore gli interessi del territorio, al di là di egoistici e discutibili intenti, ma soprattutto operare per un obiettivo comune. Mettere insieme forza e intelligenza di più attori – come in questo caso – lascia ben sperare sulle possibilità di superare localismi e campanili, mettendo a frutto competente e capacità, ognuno nel proprio specifico campo.

Una grande mano è venuta dall’Università Mediterranea per realizzare il disciplinare per la DOP del Bergamotto di Reggio Calabria presentato alla Regione, cui toccherà approvarlo e trasferirlo al Ministero delle Politiche agricole che a sua volta dovrà inviarlo a Bruxelles per la ratifica finale. Il Rettore Giuseppe Zimbalatti ha voluto rimarcare quest’impegno: «Abbiamo aderito con convinzione all’iniziativa per la tutela Dop del Bergamotto di Reggio Calabria, ritenendo che i tempi siano sicuramente maturi per sostenere questo percorso. Il riconoscimento proposto, caratterizzato da una visione unitaria e condivisa da parte di tutte le associazioni di categoria, rappresenta una risorsa non solo per l’area vocata prevista dal disciplinare, bensì per tutta la Regione che potrà fregiarsi di una produzione unica ed esclusiva per le sue caratteristiche, propria del territorio calabrese».

Ecco, è giusto parlare di un prodotto del territorio regionale, ma viene da inorridire se qualcuno pensa di chiamarlo (come già è capitato) “Bergamotto di Calabria”. Il bergamotto è “di Reggio Calabria”: è il suo marchio identitario e distintivo e occorre che tutti rispettino questa denominazione , soprattutto, la facciano rispettare. Esiste il prosciutto di Parma, la cipolla di Tropea, la ‘nduja di Spilinga (e sono tipicità, non unicità) perché, dunque, non chiamare per nome e cognome un prodotto che il buon Dio ha voluto riservare alla nostra (troppo spesso sventurata) terra?  Il bergamotto di Reggio Calabria dev’essere difeso e ulteriormente valorizzato, denunciando risibili imitazioni (in un vasetto di marmellata, a Roma, ho letto  “Bergamotto di Sicilia”!) e favorendo una più adeguata diffusione e distribuzione non solo a livello regionale, bensì nazionale e internazionale. Come abbiamo scritto, nei giorni scorsi per l’Olio di Calabria che non trova il giusto sostegno per la sua promozione e vendita nella Grande distribuzione organizzata o al centro-nord), alla stessa maniera ci permettiamo di sollecitare la Regione Calabria perché “adotti” i prodotti della nostra terra e se ne faccia animatrice e portavoce anche attraverso adeguate campagne di comunicazione. L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che di mestiere fa l’avvocato, con molta umiltà e diligenza si è documentato, ha studiato le carte e sta profondendo un impegno ragguardevole (e ammirevole) non solo per la cura e la promozione dell’agricoltura calabrese, ma anche nel campo dell’eno-gastronomia. Un elemento di spicco che, unito alla bellezza paesaggistica, al patrimonio naturale dei tre parchi, all’immenso tesoro archeologico, deve diventare un attrattore di primo livello per un turismo di qualità.

Ci sono due B a dominare la Calabria: Bergamotto e Bronzi. Questi ultimi stanno facendo il pienone (finalmente!) al Museo Archeologico Nazionale di Reggio e ce li ha regalati il mare. il bergamotto ce lo ha donato la natura, premiando un’area tra le più depresse della regione: deve diventare il vessillo della nuova rinascita del territorio, con appositi centri di ricerca, industrie farmaceutiche (in loco) e commercializzazione a livello mondiale del frutto.

Il presidente dell’ente Camerale Ninni Tramontana sta mostrando di avere una visione strategica apprezzabilissima per la valorizzazione del territorio. Si è speso per l’Aeroporto di Reggio (ma gli hanno contestato la legittimazione dell’iniziativa dell’incontro con il presidente Roberto Occhiuto e il presidente Sacal Marco Franchini) e si sta spendendo da due anni per il Bergamotto di Reggio Calabria. «La tutela Dop del Bergamotto di Reggio Calabria – ha detto –è un progetto strategico per la valorizzazione di una importantissima filiera agricola e agroindustriale del territorio reggino. È un percorso che è stato ampliamente condiviso con gli operatori, con le associazioni datoriali e con il Consorzio di tutela.  Il percorso intrapreso è stato reso possibile anche grazie al fondamentale ruolo di studio e ricerca svolto dalla nostra Università, fortemente impegnata a sostenere la crescita e lo sviluppo dell’economia locale. Per la Camera di commercio – ha sottolineato Tramontana – rappresenta una ulteriore opportunità per proseguire nel proprio impegno istituzionale a sostegno delle imprese, attraverso processi di innovazione organizzativa ed internazionalizzazione delle filiere, nonché  a sostegno della valorizzazione e promozione del territorio, puntando sul bergamotto e sull’imprescindibile legame identitario, storico e culturale con l’areale di produzione presente nel territorio metropolitano di Reggio Calabria».

Alla Camera di COmmercio di reggio la DOP del Bergamotto

A proposito di territorio metropolitano, mentre era presente all’incontro l’assessore comunale Angela Martino, la Città Metropolitana, come istituzione, era – come al solito “latitante”. Eppure, la filiera del Bergamotto di Reggio Calabria riguarda proprio il territorio metropolitano ed è fondamentale un’azione di tutela e salvaguardia del preziosissimo agrume. Anche perché – come ha messo in evidenza il presidente del Consorzio del Bergamotto Ezio Pizzi – l’importanza crescente, anche in termini economici, del Bergamotto di Reggio Calabria ha creato le condizioni per l’avvio di nuovi impianti fuori dell’areale di produzione già definito per l’olio essenziale, ed anche in Regioni diverse dalla stessa Regione Calabria, a discapito della qualità e della salvaguardia dei requisiti propri della produzione reggina».

All’incontro erano presenti il prof. Pasquale Amato, storico difensore del marchio “Bergamotto di Reggio Calabria” e presidente dell’omonimo Comitato, i rappresentanti sindacali di Coldiretti (la vicepresidente Patrizia Rodi), di Confagricoltura (il direttore della sede reggina Diego Suraci), di Copagri (il presidente cittadino Vincenzo Lentini e Salvatore Borruto presidente Cia di Reggio, oltre a diversi esponenti dell’imprenditoria legata al bergamotto di Reggio Calabria tra cui il pasticcere (e presidente Conpait) Angelo Musolino e il presidente dell’Accademia del Bergamotto prof. Vittorio Caminiti.

Quanto tempo ci vorrà per ottenere l’estensione della DOP? I presidenti Pizzi e Tramontana mostrano ottimismo e contano di portare a casa il risultato entro un anno. Il lavoro di rimodulazione del disciplinare vigente per l’ottenimento del Bergamotto di Reggio Calabria-olio essenziale Dop, per aggiornare anche le caratteristiche del prodotto alle effettive caratteristiche determinate dalle mutate condizioni climatiche è stato complesso, ma soprattutto è stata individuata l’opportunità di tutelare il Bergamotto di Reggio Calabria, «modificando la denominazione della tutela in essere, in ragione del crescente utilizzo e del valore attribuibile al prodotto fresco che, nel flavedo, per le condizioni climatiche, le attenzioni agronomiche e le usanze locali di coltivazione della pianta, contiene una fragranza ed un aroma che rendono il prodotto unico ed identitario dell’area vocata. È stato dunque avviato l’iter previsto  dal  D.M. 14/10/2013 art. 13 (Modifica di un disciplinare) che, a seguito della presentazione dell’apposita istanza agli Enti preposti, prevede il parere della Regione e la conseguente delibera del Ministero (per alcune modifiche proposte al disciplinare, considerate minori). Per le modifiche non minori (tra cui il cambio della denominazione), dopo l’istruttoria del Ministero, è prevista l’approvazione della Commissione Europea».

Ora la palla passa alla Regione. Il Presidente Occhiuto e l’assessore Gallo non perdano tempo e trasmettano al più presto, previa approvazione, la documentazione presentata: questa eccellenza della Calabria ha bisogno di essere prima di tutto tutelata (e la DOP serve a questo) e poi valorizzata al massimo. I calabresi saranno riconoscenti a fronte di un’insolita procedura d’urgenza che ci auguriamo si possa adottare, in questo specifico caso. Il Bergamotto di Reggio Calabria (le cui coltivazioni sono state fortemente danneggiate dall’improvvisa e spaventosa ondata di calore dello scorso mese e bisognerà intervenire!) è il profumo della Calabria che vuole essere guidata al successo. (s)

 

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO DEL BERGAMOTTO, AVV. EZIO PIZZI

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI REGGIO, NINNI TRAMONTANA

PASQUALE AMATO
QUANTE BATTAGLIE PER LA DOP DELL’OLIO ESSENZIALE

Quanto cammino, quante battaglie, quante parziali sconfitte e quante parziali vittorie sono passate da quel 9 ottobre 1998 in cui – col mio intervento – feci saltare nella Sala della Camera di Commercio il tentativo dell’ennesimo scippo contro Reggio. Quel giorno venne presentata una proposta in cui il nome di Reggio veniva cancellato dalla denominazione del suo preziosissimo agrume. Seguirono mesi intensi in cui condussi, partendo da solo ma trovando crescenti consensi nella società e nella politica sino alla presentazione del ricorso al Ministero firmato da me, da Giuse Barrile e da Filippo Nucera. Un ricorso che ricevette il sostegno di un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio Regionale, della Provincia di reggio, del Consorzio del Bergamotto, della Stazione Sperimentale delle Essenze e di tutte le organizzazioni dei coltivatori. Ricorso che destò l’attenzione e  l’appoggio del giornalista Oliviero Beha, che mi ospitò nel suo popolare programma radiofonico della RAI. Ricorso che venne pienamente accolto nel 1999 dal Ministero delle Risorse Agricole, con l’inoltro alla Commissione Europea che concesse nella primavera del 2001 la “DOP BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA – OLIO ESSENZIALE”.

Tutti questi ricordi sono riaffiorati nella mia mente in questa bella mattina del 21 agosto 2023, mentre assistevo  – nello stesso Salone della Camera di Commercio di Reggio Calabria – alla Conferenza Stampa in cui è stata annunciata la presentazione alla Regione e al Governo della proposta di Disciplinare da inoltrare all’Unione Europea avente come oggetto l’estensione della ”DOP Bergamotto di Reggio Calabria – Olio Essenziale” (riconosciuta nel 2001) anche al frutto e ai derivati.

Questa volta non c’è stato bisogno di un mio intervento perché dentro di me ho vissuto la dolce sensazione che si prova quando si è coscienti di aver condotto, per 30 anni della propria vita, senza mai tentennare, una lunga crociata per un giusto obiettivo. Oggi il Bergamotto di Reggio Calabria ha compiuto un’ulteriore passo verso la sua valorizzazione. Altre tappe comunque ci attendono.

REGGIO CALABRIA – Domani ultimo appuntamento di “Musica e cabaret al Castello”

Il 18 agosto alle 20,45 ultimo appuntamento al Castello Aragonese per la rassegna “Musica e cabaret al Castello” con la band internazionale “Ukus in fabula”.

La band romana ha eseguito concerti in tutto il mondo (Italia, Australia, Scozia, Israele, Austria), con partecipazioni a festival internazionali e show televisivi come “Si può fare” (Rai1), “I soliti ignoti” (Rai1), “Italia’s got talent” (Sky), “XFactor” (Sky). Da menzionare anche la collaborazione con l’Istituto di Cultura italiana in Israele e con l’Ambasciata inglese di Roma.

Lo spettacolo degli “Ukus in Fabula” spazia dal reggae al rock, dal country al punk, passando per la canzone d’autore e i successi da classifica, mescolando talvolta il tutto in geniali mashups. Un repertorio sempre coinvolgente e condito da cabaret musicomico e divertente.

Tre musicisti esperti, che si dividono fra ukulele basso, ukulele tenore, ukulele soprano, kazoo, footdrum e voce. Una miscela esplosiva di suoni, colori e differenti personalità rende “Ukus in Fabula” una formazione eclettica e unica, che parte dal classico e tradizionale trio acustico ma che, al momento giusto, diventa il suono potente di una rock band al completo, con distorsioni, e molto di più.

Martedì 22 agosto alle ore 18, invece, si terrà l’evento con ingresso gratuito “Letture al Castello” con la presentazione del libro “Ottomani sullo Stretto” a cura di Città del sole edizioni e firmato dai giornalisti Vinicio Leonetti, Aldo Mantineo, Davide Marchetta e Marcello Mento.

Gli autori del testo scelgono di fare questa nuova inusuale esperienza editoriale dopo aver pubblicato tanti altri libri. Otto racconti si succedono in sequenza incalzante, con un solo filo conduttore: sono scritti sulle rive dello Stretto di Messina.
“Nulla è come sembra” è il sottotitolo non casuale, perché molte volte dietro alcune vicende realmente accadute, e finite anche sulle cronache dei giornali, si celano retroscena assolutamente imprevedibili e spesso paradossali. Il messaggio di questi “ottomani” è univoco: non c’è sempre una sola verità.

Fino al 22 agosto, sarà possibile visitare la mostra di costumi artigianali dedicata a “Mattia Preti. Il Cavalier calabrese”,curata ed allestita dalla Camera Regionale Arti e Moda Calabria “Unicram”.

Il percorso espositivo “artistico e teatrale” intende promuovere la figura di Mattia Preti attraverso un’originale interpretazione che mette in scena costumi sartoriali cuciti ed ideati dalla sartoria Stile d’epoca, importante realtà reggina del settore, scatti fotografici magistralmente realizzati dal fotografo Antonio Sollazzo e Giuseppe Trovato, armature e arredi del seicento e copie a stampa di alcune opere pittoriche pretiane (Mattia e Gregorio Preti) al quale si sono ispirati i costumi esposti.

Gli eventi sono inseriti nell’ambito del programma estivo del Festival Nazionale del cabaret “Facce da bronzi” IX edizione organizzato e promosso dall’associazione “Calabria dietro le quinte Aps”, in partenariato con il Comune di Reggio Calabria, il patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria e il cofinanziamento della Regione Calabria – “Avviso eventi culturali 2021”.

Per info e prenotazioni: tel. 349.6236579 – whatsapp 3209778859 – info@calabriadietrolequinte.it – www.calabriadietrolequinte.it. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Al Museo dei Bronzi tornano le Notti d’estate. Ferragosto con boom di visitatori

Dopo il successo dell’apertura straordinaria per il ponte di Ferragosto, voluta dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, giovedì 17 agosto torna la programmazione delle Notti d’Estate al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Sulla terrazza del MArRC, alle ore 21:00 il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuove la conferenza “La Medea di Euripide. Le scritture nel tempo”. Un viaggio straordinario sul tema delle riscritture del teatro greco, rivivendo la tragedia “Medea” di Euripide, andata in scena ad Atene nel 431 a.C. e nella versione filmica di Pasolini (Medea 1969), con protagonista Maria Callas. Un’analisi comparativa dei due ‘testi’, distanti tra loro ventiquattro secoli tra analogie e differenze.

Aprono l’incontro gli interventi di Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il contributo di slides, relaziona Paola Radici Colace, ordinario di Filologia classica dell’Università di Messina, presidente onorario e direttore scientifico del Cis.

«L’irruzione di Giasone, elemento esterno e straniero nella vita di Medea, segna di fatto il repentino passaggio dal sacro allo sconsacrato, dal mitico al razionale, e la trasformazione improvvisa della giovane donna. Infatti, quando capisce che Giasone e i suoi compagni hanno usanze totalmente opposte alle sue, la fanciulla ha una crisi spirituale in cui le sensazioni di tormento si acuiscono, in un conflitto tra la realtà della nuova terra e la vita scandita dai rituali del suo passato nella Colchide» commenta la professoressa Paola Radici Colace.
«Una affascinante narrazione della tragedia greca, con richiami a pensieri ed attitudini umane sempre attuali. Con una location d’eccezione, rappresentata dalla panoramica terrazza del Museo, che rende questo viaggio di ventiquattro secoli ancora più sensazionale» conclude il direttore Malacrino.

Anche giovedì 17 agosto il Museo resterà aperto fino alle 23.00 (ultimo ingresso 22.30). Dalle 20.00, il prezzo del biglietto sarà di soli 3 euro, maggiorato di 1 euro a favore del patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione in Emilia Romagna (art. 14, DL 61/2023).

Intanto grande successo di pubblico per questo lungo ponte di Ferragosto al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Sono stati 7347 i visitatori di questi giorni al MArRC, grazie anche all’apertura straordinaria di lunedì 14 agosto fortemente voluta dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

«Un altro risultato importante – commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. Dopo il primo finesettimana di agosto, il Museo continua ad essere un grande attrattore per turisti e cittadini. Il giorno con maggiore flusso di visitatori è stato sabato 12 agosto, con ben 1909 ingressi. Come sempre, un grande ringraziamento va allo staff del MArRC, che con costante cortesia e professionalità assicura un servizio accogliente, efficiente e sicuro».
E le “Notti d’estate”, oltre a quella del 17, continuano con le aperture prolungate fino alle 23.00 (ultimo ingresso 22.30), il giovedì e sabato fino al 9 settembre. Dalle 20.00 il prezzo del biglietto sarà di soli 3 euro, maggiorato di 1 euro a favore del patrimonio culturale danneggiato dall’alluvione in Emilia Romagna (art. 14, DL 61/2023). (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Al festival “Tra mito e storia” arriva “La padrona di casa”

Dopo la breve pausa ferragostana, il Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia torna con la messa in scena de La padrona di casa, che vi aspetta mercoledì 16 agosto, alle ore 21:15, sempre presso il Palatium Romano di Quote San Francesco.

Quello che andrà in scena per la regia di Bernardo Migliaccio Spina, che ci propone una reinterpretazione di The Room di Harold Pinter, è uno spettacolo inquieto e pericoloso, caratterizzato dalla fretta di riempire i silenzi che come macigni piegano i vari strati di lettura del testo. A dare corpo e voce ai personaggi, i componenti della compagnia Locriteatro, cast tutto del territorio sul quale svetta la protagonista Giulia Palmisano, ospite fissa del festival che già ci ha incantato con le più disparate interpretazioni durante le passate edizioni. Accanto a lei Vincenzo Muià, Francesco Origlia, Giuseppe Sgambellone e Martina Scordino, che daranno forma al microcosmo asfittico dietato da Pinter, nel quale si muovono personaggi familiari, che Migliaccio Spina ingabbia in una scena che riproduce un groviglio di tubature e grondaie che rappresentano le arterie di un cuore che non accetta estranei, difende il proprio battere e non conosce altri ritmi. Un cuore che si fa luogo del vissuto, spazio scenico che accompagna lo spettatore nel non detto per rispondere alla domanda su chi realmente siamo.

Un’occasione imperdibile per assistere a uno spettacolo che, lontano dal registro classico, fornisce nuove chiavi di lettura per riflettere sulla realtà sociale contemporanea e sui problemi esistenziali dell’uomo.

«Nel ringraziare il Gal Terre Locridee, il Nuovo Imaie, l’Aps Cultura e Territorio, Frujt, Troiolo Bus e Az Car Service, che renderanno possibile la messa in scena anche dello spettacolo di sabato sera – scrivono gli organizzatori – vi ricordiamo che, come ogni anno, sarà possibile acquistare il biglietto all’ingresso degli spettacoli, ma resta consigliato l’acquisto in prevendita presso l’Agenzia Persefone Viaggi, il Lido Persefone, il Bar Scocchieri, il Bar Riviera o l’Edicola Mondadori di Locri». (rrc)

SANTO STEFANO IN ASPROMONTE (RC) – Il Parto delle nuvole pesanti in concerto il 16 agosto

Non c’è due senza tre. Per la VI edizione del Derive festival sarà la cittadina di Santo Stefano in Aspromonte ad accogliere la terza tappa del percorso in musica con il concerto del Parto delle nuvole pesanti. Prima l’abbraccio del pubblico indimenticabile al Parco Ecolandia per Marina Rei, poi la grande festa di musica popolare della Locride nel borgo di Sant’Agata, con il live di Fabio Macagnino “Sangu” trio.

Prosegue il festival itinerante di musica divergente e trekking urbano dell’area metropolitana di Reggio Calabria. Tappe estive, a cui faranno seguito appuntamenti invernali, previsti entro dicembre che confermano il desiderio degli organizzatori, l’Associazione culturale laboratori musicali di Reggio Calabria di Teresa Mascianà. di andare oltre il periodo estivo per la valorizzazione del territorio metropolitano.

Nell’edizione 2023 coinvolti sei comuni ospitanti insieme a diverse associazioni locali: concerti, trekking urbani e reading musicali faranno quindi tappa nei comuni di Reggio Calabria, Scilla, Locri, Sant’Agata del Bianco, Santo Stefano D’Aspromonte e Villa S. Giovanni.

Fortemente voluto dal sindaco Francesco Malara della “città della bandiera” Santo Stefano d’Aspromonte, molto attento alle attività culturali, prosegue il sodalizio d’intenti col festival che animerà, anche quest’anno, una serata del calendario di eventi. È fissato in piazza Mangeruca a Gambarie alle 21.30 il concerto del Parto della nuvole pesanti, che continua con “Sottomondi tour” il suo viaggio ad animare e colorare pubblico e piazze. Un intercambio di energia col gruppo che ha fatto dei concerti dal vivo uno dei momenti più magici, irrefrenabili ed emozionanti della storia della band. Il loro live, portato su palchi importanti, sia nazionali (Primo Maggio, Premio Tenco, Sanremo Rock) che internazionali (New York, Bagdad, Fortaleza, Londra, Berlino, Lisbona, Praga, Budapest), è un crocevia di suoni e liriche, di ironia e allegria, miscelati a momenti teatrali e a imprevedibili follie, capace di coinvolgere il pubblico in danze sfrenate e in canti corali. Un concerto capace anche di far riflettere sul nostro tempo e di regalare suggestioni oniriche. Nel live troviamo un originale metissage di world music, tra sonorità acustiche e venature elettriche, capace di dare mille risvolti alla tradizione mediterranea e nuovo spazio alla canzone d’autore, stimolando il piacere dell’ascolto e la voglia di agitare il corpo.

Il festival è patrocinato dalla Città metropolitana e Comune di Reggio Calabria e si avvale di partner esecutivi di prestigio quali la Fondazione “Giuseppe Marino” e commerciali Malavenda Cafè, Class Gioielli e Vumbaca auto. (rrc)