REGGIO – Approvato il Piano Esecutivo di Gestione Integrato 2021

È stato approvato il Piano Esecutivo di Gestione Integrato 2021 dal Comune di Reggio Calabria, guidato dal sindaco Giuseppe Falcomatà, che indica il riparto delle somme tra i settori dell’Ente. 

«Come definito anche nella fase di programmazione per l’approvazione del documento di bilancio, le finanze di Palazzo Alvaro saranno orientate a confermare gli impegni di spesa assunti per le scorse annualità, indicando una priorità per tre settori che riteniamo strategici per il rilancio del nostro territorio». 

Entrando nello specifico, come spiega lo stesso primo Cittadino, «pensiamo sia importante programmare degli investimenti nel settore del contrasto al dissesto idrogeologico, fondamentale per la protezione e la valorizzazione del territorio metropolitano, al tema della viabilità, con particolare attenzione alle infrastrutture stradali, soprattutto nelle aree interne, ed al settore della cultura che costituisce anche motivo di interesse ed attrattore in termini turistici». 

«Sono tre settori – ha aggiunto – che vengono fuori anche da una fase ampia di concertazione, di ascolto e di dialogo che abbiamo portato avanti negli ultimi mesi insieme ai consiglieri metropolitani. Le visite istituzionali nei Comuni delle aree omogenee risultano in questo senso davvero importanti per andare a individuare le priorità del territorio, condividendo direttamente con gli amministratori locali gli obiettivi principali sui quali concentrarci, in termini di potenzialità e di criticità da affrontare e risolvere». 

«La programmazione finanziaria dell’Ente – ha concluso il sindaco – risponde quindi a questa esigenza, in linea con un metodo partecipativo di condivisione che la Città Metropolitana sta portando avanti in questi mesi, in stretta sinergia con le amministrazioni comunali, coinvolgendo le migliori energie presenti sul nostro territorio». (rrc)

REGGIO – Metrocity mette a punto strategia per ripartenza delle aree interne

A Palazzo Alvaro, si è svolta una riunione operativa per illustrare, da vicino, gli interventi e le azioni previste nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Interne (cosiddetta Snai), che nel territorio metropolitano di Reggio Calabria individua quale area pilota proprio la Grecanica.

Alla riunione hanno preso parte, fra gli altri, i consiglieri metropolitani delegati Giuseppe Marino e Carmelo Versace e il direttore generale della Città Metropolitana, avv. Umberto Nucara.

«Conosciamo tutti la straordinaria unicità di questa porzione del territorio reggino – hanno evidenziato a margine dell’incontro i consiglieri metropolitani Marino e Versace – che rappresenta un elemento identitario fortissimo all’interno della Città metropolitana di Reggio Calabria. Adesso si entra finalmente nel vivo con le risorse che l’Unione europea, attraverso l’Agenzia per la coesione territoriale, mette a disposizione di questa area interna».

«L’idea, quindi, – hanno spiegato i rappresentanti di Palazzo “Alvaro” – è quella di avviare le fasi operative il più rapidamente possibile, anche attraverso il coinvolgimento di una serie di enti come la Città metropolitana naturalmente, ma anche i Comuni dell’area, l’Azienda sanitaria provinciale, le istituzioni scolastiche del territorio, il Gal come agenzia di sviluppo locale, insomma tutti gli attori istituzionali e sociali, ciascuno per le proprie competenze, dovranno sentirsi protagonisti attuare una serie di azioni a sostegno di questa delicata e cruciale fase».

A cominciare dall’ambito sanitario, hanno messo in rilievo Marino e Versace, «per costruire un sistema di assistenza territoriale e locale che vada incontro alle esigenze degli abitanti di quell’area. E poi un sistema scolastico e formativo di prossimità, in grado di frenare lo spopolamento e la desertificazione di queste aree interne e di questi piccoli borghi che, come sappiamo, custodiscono un grande patrimonio in termini soprattutto storici e di tradizioni che vogliamo valorizzare e rilanciare. E infine un sistema di mobilità innovativo, funzionale, moderno e sostenibile attraverso l’acquisto di mezzi elettrici, piccoli veicoli e mezzi a mobilità dolce che consentano anche una sorta di trasporto “sociale” all’interno dell’area Grecanica».

La riunione ha posto l’accento anche sul quadro delle risorse a sostegno dell’agricoltura «per incentivare la nascita e lo sviluppo di imprese agricole – hanno rimarcato Marino e Versace – di filiere corte nel comparto del bergamotto che nella Grecanica ha la sua patria d’origine, ma anche di filiere vitivinicole e di quella per la produzione dell’olio. Dunque una strategia che inizia a tradursi in azione, in risorse e che quindi delinea concretamente le possibilità che abbiamo di cambiare in meglio questo territorio». (rrc)

Il consigliere Ripepi: A Reggio c’è il divieto di balneazione e l’illuminazione del Waterfront non funziona

Il consigliere Massimo Ripepi ha denunciato una grave situazione a Reggio Calabria: in primis, il divieto di balneazione sul chilometro più bello d’Italia e, poi, il blocco del funzionamento dell’illuminazione del Waterfront.

«Reggio e il suo mare – ha detto Ripepi – un rapporto indissolubile, che da sempre definisce la città e i suoi cittadini. Di mare si potrebbe vivere a Reggio Calabria, ma intanto si fa fatica anche a goderne, ora che le temperature diventano torride. Per uno strano paradosso, infatti, i reggini, da Bocale a Catona non sempre possono bagnarsi nelle acque dello Stretto. La città metropolitana, intenta a trasformare il mare, tesoro della natura, in una risorsa innovativa e sostenibile, subisce l’ambiguo destino di istituzioni incompetenti; il che non sarebbe la prima volta, ma questa volta le inadempienze sono tante e tali, che oramai, proclami a parte, rischiano di trasformare sforzi e progetti su cui si lavora da tempo immemore, in un buco nell’acqua. Se vivi nel centro storico, difatti, non puoi usufruire del mare in città, perché l’Arpacal impegnato nel circoscrivere la balneabilità delle acque costiere, sostiene che a causa della loro scarsa qualità, le località cittadine risultano inquinate».

«Indubbiamente – ha aggiunto – gli studi dell’Arpacal hanno una valenza scientifica e sono veritieri, ma di fronte ad una città che sta procedendo a ridefinire il suo volto e a riqualificarsi a partire sempre dal mare, la circostanza che i residenti non possano rinfrescarsi proprio laddove sorge il chilometro più bello d’Italia e quasi una beffa. Anzi lo è in toto, perché le colpe di questo scempio non sono certo da attribuire ad una congiura dell’Arpacal, quanto piuttosto all’ennesima presa in giro del sindaco Falcomatà e dei suoi più stretti collaboratori, motivo per cui dovremmo chiedere a questi signori in che modo intendono procedere sulla questione depuratori. Perché poi il problema della balneabilità o meno sta tutta nei depuratori, per i quali negli anni, Falcomatà ha fatto orecchie da mercante».

«Ma, in fondo – ha detto ancora – niente di nuovo sotto il cielo dei reggini, che ormai di progetti lasciati a metà e di promesse non mantenute ne hanno piene le tasche e vige piuttosto il senso della rassegnazione che la voglia di alzare la voce con amministratori, il cui unico obiettivo è piantare la bandierina su un altro cantiere, sventolare il vessillo della propaganda a spese dell’Europa e gettare un pugno di briciole ai concittadini. Insomma, tre settimane addietro si inaugurava il Waterfront e oggi, alle soglie della bella stagione, sul chilometro più bello del Paese possiamo, forse, passeggiare, quando il puzzo di immondizia che viene dalle contrade non è troppo forte, possiamo ammirare il paesaggio unico nel suo genere, ma non possiamo mettere un piede in acqua, perché il sindaco si è dimenticato di provvedere ai depuratori. Storia di sempre, storia di Reggio ora a caccia di approvazione con la sua rigenerazione architettonica».

«Dopo mille peripezie, finalmente – ha detto ancora il consigliere – il progetto di Zaha Hadid ha visto la luce; una sorta di monumento per il mare e con il mare, che ha inteso creare un giardino sullo Stretto e inglobare la passeggiata panoramica anche con ciclabili, percorsi pedonabili, proponendo quindi una nuova idea di urbanizzazione. Allora, di fronte ad un programma così sontuoso, che rinnova il rapporto fra Reggio e il suo mare e che fa del mare un essere vivente con cui dialogare, la domanda che sorge spontanea è: perché lesinare sull’illuminazione? Sì, perché se a partire dalla tarda serata caso mai si volesse godere ancora della passeggiata, la cosa non è fattibile. Tutto tace e tutto è spento. Insomma l’illuminazione pubblica ad un certo orario diventa un optional, trasformando il luogo dell’innovazione in un luogo di oscurità dove evidentemente, è facile che tutto sia concesso, dallo spaccio alla prostituzione».

«Che dire – ha concluso – lode all’amministrazione Falcomatà, che taglia i nastri, ma taglia pure sui servizi alla cittadinanza. Su queste défaillance vorremo avere delle risposte in Consiglio Comunale, laddove si esige che la democrazia faccia il suo corso, cosa che a Reggio, anche questa, nell’era Giuseppe Falcomatà, è cosa superflua». (rrc)

REGGIO – All’Accademia di Belle Arti il workshop “Tra Motion Graphic e comunicazione”

Domani mattina, alle 9, all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, è in programma il workshop Tra Motion Graphic e comunicazione a cura di Cristina Fatato e Salvatore Borzì, che vedrà la partecipazione dell’esperto Joseph Ciccariello, 3D artist.

L’evento si inserisce all’interno delle attività del “Laboratorio dello Stretto”, progetto diretto da Francesco Scialò, finanziato dall’intervento “Linee guida per le Istituzioni Afam calabresi finalizzate al sostegno di interventi a valere sull’Azione 10.5.1 del Por Calabria Fesr/Fse 2014-2020”. 

Uno degli obiettivi del corso di Motion Graphic è quello di formare tecnici che possano lavorare in ambito televisivo e che quindi potranno ambire a lavorare come tecnici per la realizzazione di animazioni e Motion Graphic. 

La progettazione di una Motion Graphic parte da immagini, testi e disegni statici, siano essi loghi o infografiche, che, grazie all’animazione, riescono letteralmente a dare vita a ciò che si vuol comunicare. Chi si occupa di questo è un esperto con un’ampia gamma di competenze, che vanno dalla grafica 2D a quella 3D.  

La durata del corso sarà di 75 ore, in modalità online, suddivise in due incontri settimanali di 8 ore ciascuno per circa cinque settimane. I primi due incontri saranno giorno 16 e giorno 18 giugno. 

Il workshop è a numero chiuso per un totale di 20 posti che verranno assegnati tramite selezione. Potranno accedere alla selezione tutti gli studenti dell’Accademia di Reggio Calabria che abbiano i seguenti requisiti: 

– Buona conoscenza dei software Photoshop e Illustrator

– Conoscenza di base di animazione e/o After Effects. 

Requisito non fondamentale ai fini della selezione, ma che potrebbe determinare una preferenza, è la conoscenza di base di un qualsiasi software per il 3D. 

Per iscriversi, bisogna compilare il form a cui allegare il curriculum artistico, dove si deve specificare il livello di conoscenza dei software richiesti, e una breve spiegazione sulla motivazione per cui si vorrebbe imparare ad animare grafiche. Il giudizio dei curatori, che determinerà la selezione dei 20 partecipanti, è insindacabile. (rrc)

 

REGGIO – L’incontro “1921/2021: Un secolo di strabismo, Matteotti e le ideologie”

Domani pomeriggio, alle 16.30, a Reggio, alla Galleria di Palazzo San Giorgio, è in programma l’incontro-dibattito 1921-2021: un secolo di strabismo. Matteotti e le sue ideologie. La concretezza urticante dei Riformisti, organizzato dalla Federazione Provinciale di Reggio Calabria del Partito Italiano Socialista.

Intervengono Giovanni Milana, segretario provinciale Psi, Alex Tripodi, segreteria provinciale Articolo 1, e Vincenzo Musolino, ricercatore Università degli Studi di Messina.

Venerdì 21 gennaio 1921 un folto gruppo di uomini uscì dal teatro Goldoni di Livorno. Era mattina, pioveva, e si racconta che i loro passi fossero scanditi dall’Internazionale, il più famoso inno socialista e comunista. Un altro gruppo più numeroso era invece rimasto nel teatro, in aperto contrasto con quelli che erano usciti: entrambi i gruppi erano stati fino ad allora membri del Partito Socialista, che esisteva già dal 1892. Ma a partire da quel 21 gennaio, il partito si spaccò in due: chi era uscito si riunì in un altro teatro, fondando il Partito Comunista d’Italia.

Cent’anni fa avvenne quella che di fatto fu la prima scissione della storia della sinistra italiana, usata spesso per interpretare e raccontare le successive divisioni interne. Il Congresso di Livorno – il XVII del Partito Socialista – ancora oggi viene citato nelle discussioni intorno ai destini della sinistra, spesso a sproposito.

Sono tante le scissioni che hanno caratterizzato la storia della sinistra italiana, ma questa è certamente la più importante e gravida di conseguenze.

A fronte di questo inizio di diaspora si inserisce il martirio del parlamentare Giacomo Matteotti, che invece ha sempre sostenuto la necessità della riunione delle forze riformiste non sono della sinistra in sé, ma anche dell’area liberale, per far fronte ai prevaricazioni del fascismo, vero problema della sinistra. (rrc)

Giovanni Allevi a Reggio, Falcomatà: Splendida vetrina per la città

Nella suggestiva cornice del Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, e proprio davanti alla statua della dea Athena, Giovanni Allevi ha regalato un piccolo concerto ai reggini.

Il Maestro, infatti, nella giornata di ieri, ha girato il videoclip per il suo nuovo brano Kiss me again, scegliendo la città di Reggio Calabria come location.

«Davvero un orgoglio, una splendida vetrina per la nostra città che si conferma scenario ideale per eventi culturali ed artistici di carattere internazionale. Siamo davvero felici, lusingati, che il Maestro Allevi abbia scelto Reggio per girare il suo videoclip, ma anche delle splendide parole che ha rivolto alla nostra città, che lo ha davvero conquistato con le sue bellezze» ha dichiarato il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà.

«E, credo – ha aggiunto – che questo genere di promozione sia un valore aggiunto per la nostra terra e per la sua crescita in chiave turistica e culturale».

Il videoclip del brano “Kiss me again” vede alla regia Simone Valentini, già in passato curatore di di “Allevi in the jungle”, il format di RAIPlay andato in onda lo scorso inverno e vincitore di numerosi premi nazionali ed internazionali. Prodotto da Twister Film, il video avrà come special guest Virna Toppi e Gioacchino Starace, etòile del Teatro La Scala di Milano.

«Un’emozione travolgente – ha detto Allevi subito dopo la registrazione di ieri sera sul Lungomare – Ho sentito fortissimo l’affetto della gente di Reggio Calabria, e ho provato a restituirlo e ricambiarlo attraverso le note. Questa mia nuova composizione ha avuto la fortuna di avere questo scenario straordinario e favoloso. E, da questo momento in poi, la mia musica, la musica di Kiss me again, sarà legata per sempre a Reggio Calabria. Una città che conserva una grande storia, una grande essenza culturale, ma è anche proiettata verso il futuro, un po’ come la mia musica». (rrc)

L’OPINIONE/ Enzo Vitale: L’imbarazzato silenzio dell’Università Mediterranea su Piazza De Nava

di ENZO VITALE* – Come mai l’Università non si pronuncia su un progetto “fragile”, come definito dal suo già Rettore, l’ingegnere e urbanista prof. Alessandro Bianchi, oltre che “poco attento” all’identità dei luoghi, per come descritto dal presidente del Comitato scientifico del Louvre, archeologo e architetto prof. Salvatore Settis?

Un imbarazzato silenzio attanaglia il Dipartimento Pau (patrimonio, architettura, urbanistica). Comprensibile, visto che allegato al progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’arch. Giuseppina Vitetta troviamo il parere della prof. Francesca Martorano del Pau. Lo abbiamo letto. Interessante ed esaustivo, con buoni spunti e sostanzialmente corretto nella sua essenzialità. Mi sarei stupito di trovare punti oscuri. Con una sola eccezione, al punto sette delle conclusioni, in cui si legge a proposito di “eliminazione di barriere superflue”: “Potrebbero essere rimossi ad esempio i parapetti, oggi fortemente degradati, che delimitano la piazza”.
È un’affermazione che collide con quanto esposto in dettaglio nelle pagine precedenti, non motivata nè giustificata, buttata così senza alcun legame con quanto dichiarato in precedenza. È stato “suggerito” il suo inserimento dopo che il committente aveva letto il pregevole pezzo, in cui peraltro vengono poste delle precisazioni sullo storico dello scorrere delle acque torrentizie nella zona, suggerimenti ampiamente trascurati? Oppure è stata una banale svista? Comunque è un non sense: non si demolisce un manufatto storico sol perché è degradato: lo si restaura adeguatamente. Personalmente propendo per la seconda ipotesi anche se non mi sento di escludere la prima.
Comunque, è un’affermazione quantomeno imbarazzante, soprattutto perché ha legittimato l’azione dei demolitori. Infatti, l’arch. Vitetta, chiamata a deporre di fronte alla Commissione cultura della Regione, dopo il rinvio della decisione per acquisire anche il suo parere, a riguardo della prevista “demolizione” si è giustificata dicendo che aveva avuto il parere da parte del Pau e che, comunque, avrebbe riutilizzato il materiale lapideo di risulta (ovvero, mutatis mutandis, con le pietre del Colosseo costruire in situ uno stadio al fine di salvaguardarne la memoria).
È così che la Commissione cultura della Regione Calabria ha avuto l’occasione, purtroppo non persa, per essere annoverata tra i demolitori di piazza De Nava, esempio della scuola razionalista architettonica italiana del primo Novecento. (rrc)
*Presidente Fondazione Mediterranea

REGGIO – Beni confiscati, l’opposizione chiede commissariamento del settore

Sia commissariato il settore della gestione dei beni confiscati del Comune di Reggio Calabria. È questa la richiesta avanzata dai consiglieri di opposizione, Minicuci, Milia, Caridi, Maiolino, De Biasi, Anghelone, Malaspina, Rulli, accanto al Presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune, Massimo Ripepi, in quanto «i beni confiscati alla ‘ndrangheta risultano fuori controllo e negli ultimi sei anni, ovvero da quando è in carica l’Amministrazione Falcomatà, non si è proceduto mai a nessuna ispezione. Non esistono neanche le carpette con la documentazione dell’assegnazione dei beni assegnati e, addirittura, non si conosce neanche il numero reale dei beni».

Solo in seguito alle continue richieste di chiarimento della Commissione Controllo e Garanzia del Comune, presieduta da Massimo Ripepi, si è appreso che nessuno conosce il numero dei beni confiscati assegnati e nessun monitoraggio e controllo è stato effettuato negli ultimi sei anni, anzi gli attuali due assessori dei Servizi Sociali e del Patrimonio, con relativi Dirigenti, non hanno ben chiaro di chi sia la competenza ad effettuare gli adempimenti prescritti per legge. Si tratta di un fatto gravissimo, per il quale urge una denuncia pubblica sul comportamento incompetente, inadeguato e a dir poco vergognoso del Sindaco e degli organi deputati alla gestione di tali atti amministrativi. Al danno gravissimo, la beffa delle giustificazioni incredibili e mirabolanti degli amici del Sindaco che difendono l’indifendibile senza rossore e vergogna.

Proprio in Commissione Controllo e Garanzia, dinanzi a questo scenario apocalittico di incuria e sciatteria politico-amministrativa, il consigliere di maggioranza Giuseppe Marino, capogruppo PD, si vantava sostenendo che Reggio Calabria rappresenta un fiore all’occhiello nazionale nella gestione dei beni confiscati e un modello da imitare per le altre città italiane.

«Ci chiediamo – si legge in una nota – su quali basi si possano fare tali affermazioni, quando non siamo riusciti a trovare nemmeno le carpette delle pratiche riguardanti i singoli beni confiscati. Dov’è la trasparenza? Ma soprattutto dov’è la cultura della legalità? In una città ad altissimo tasso mafioso, dove è facile che le infiltrazioni criminose facciano velocemente il loro corso, il Comune non si preoccupa di fare le dovute ispezioni come raccomanda la normativa del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Tale prescrizione prevede, che almeno una volta all’anno l’ente preposto, ovvero il Comune, faccia un monitoraggio della situazione e controlli il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla suddetta normativa, da parte dei concessionari di tali beni. Il responsabile del procedimento in questione si deve anche avvalere della Polizia Municipale per fare tutti gli accertamenti del caso».

«Ebbene – continua la nota – ad oggi il Comune di Reggio non ha effettuato nemmeno una verifica, ma al tempo stesso non si è nemmeno preoccupato di comunicare alla Prefettura eventuali difficoltà ad ottemperare al suo dovere istituzionale. È mai possibile, che si debba accettare una tale negligenza e poi addirittura sentire un consigliere di maggioranza propagandare il grande lavoro dell’amministrazione, quando quest’ultima si comporta in maniera contraria a quanto dice? Lo provano i fatti, che il presidente Ripepi ha deciso di comunicare nel dettaglio con una lettera al Prefetto, al Ministro degli Interni, al Direttore dell’Agenzia Nazionale dei beni Confiscati, al Procuratore Nazionale Antimafia ed antiterrorismo ed al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, attraverso una lettera in cui sono narrate le peripezie della Commissione Controllo e Garanzia, che in questi mesi ha tentato con ogni mezzo lecito di ottenere sia dal Settore Patrimonio e Erp sia dal Settore Servizi sociali i documenti relativi all’attività di monitoraggio e controllo dei beni confiscati».

«Per tutta risposta – continua ancora la nota – la Commissione ha ricevuto solo l’elenco parziale dei beni, ma né i verbali del monitoraggio né i provvedimenti di revoca sono pervenuti alla Commissione. È, altresì, chiamato in causa l’assessore Delfino e il dirigente dei Servizi sociali Barreca, ma anche in questo caso l’unica risposta è stata una giustificazione di assenza e per ultimo la promessa di avviare i procedimenti relativi al controllo. A questo punto, urge nell’immediatezza, rispetto a questi fatti che violano la legge e la fiducia accordata dai cittadini al Comune, l’intervento dell’ufficio territoriale del Governo».

«Oggi, più che mai – prosegue la nota – corre l’obbligo della Commissione di andare avanti con il lavoro di accertamento dell’attività amministrativa, perché ormai è sotto gli occhi di tutti che Falcomatà non è in grado di sostenere il suo ruolo politico e amministrativo, generando un danno enorme per l’intera comunità reggina e, in questo specifico caso, un gravissimo pericolo di ulteriore penetrazione mafiosa nel tessuto socio-economico della città già così provata da anni di incuria e connivenze. I reggini hanno bisogno di amministratori competenti, di uomini e donne in grado di salvaguardare e riqualificare questo difficile territorio e di far tesoro degli errori del passato, spargendo semi di fiducia e prospettive di futuro in una regione che da sempre sopravvive ai soprusi della ‘ndrangheta».

«Ripepi ribadisce il dovere, a tutti i costi – conclude la nota – di tutelare il nostro territorio e di promuovere una politica sana, capace e propositiva. Dello stesso avviso sono stati i Consiglieri intervenuti Minicuci, Milia, Malaspina che hanno ribadito con forza la gravità di quanto avvenuto nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata da parte di una amministrazione che continua a sventolare ipocritamente la bandiera della legalità e della trasparenza».

I capigruppo di maggioranza, hanno respinto le critiche dell’opposizione, sottolineando come «la lotta alla mafia è un tema talmente delicato che non può scadere a livelli così infimi e bassi di contrapposizione politica. Ciò che taluni, oggi, affermano dai banchi della minoranza di Palazzo San Giorgio fa veramente rabbia perché non si può gettare in bagarre o, ancora peggio, strumentalizzare il lavoro che, in questi anni, l’amministrazione comunale ha mirabilmente condotto sul tema del riutilizzo a scopi sociali dei beni confiscati alla criminalità. Le vuote invettive avanzate dai consiglieri di minoranza sono per noi delle medaglie al petto. Ma soprattutto: da che pulpito viene la predica?».

«Un impegno costante – prosegue la nota – duraturo, incisivo e riconosciuto in tutta Italia tanto da essere elevato ad esempio nelle più importanti e prestigiose assemblee del Paese. Si tratta, infatti, di un’attività laboriosa e talmente significativa che, soltanto qualche tempo fa, ha portato il direttivo dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e destinazione dei beni confiscati a riunirsi proprio a Reggio Calabria. Fu, quello, un segnale molto forte di affermazione e promozione delle azioni intraprese dall’amministrazione, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, capace, in pochi mesi, di rilanciare una strategia divenuta simbolo di trasparenza e meritocrazia». 

«Oggi  – continua la nota dei Capigruppo – le case dei boss le abitano le persone svantaggiate. Oggi le ricchezze sottratte alla criminalità sono diventate, in tutto e per tutto, patrimonio della collettività. E nei beni confiscati assegnati al Comune di Reggio sono ospitate decine di splendide esperienze sociali di riscatto e di servizio alla comunità. Cosa va, dunque, blaterando la minoranza di centrodestra? Smemorati e in malafede, questo sono. Perché noi abbiamo raccolto dalle macerie un Comune, fino a quel momento, guidato da una Commissione prefettizia insediatasi dopo lo scioglimento per le infiltrazioni mafiose dipanatesi negli stessi anni in cui, alcuni che adesso vanno blaterando falsità e menzogne, sedevano senza però sentire, vedere o parlare. Senza denunciare nulla di quanto accertato dalla magistratura e dal Ministero dell’Interno». 

«Ma davvero: di cosa stanno parlando? – conclude la nota –. Da chi dovremmo prendere lezioni di etica, moralità e buone prassi? Dagli stessi che votavano ogni cosa senza colpo ferire? Da chi, giustappunto, arriva la predica?». (rrc)

 

Benvenuto a Reggio, Mons. Fortunato Morrone. Si è insediato il nuovo arcivescovo di Reggio-Bova

La città di Reggio Calabria ha accolto, a braccia aperte e con emozione, mons. Fortunato Morrone, nuovo arcivescovo di Reggio Calabria-Bova.

Nel corso di una sobria ed emozionante cerimonia istituzionale, ospitata nella sala “Monsignor Ferro” di Palazzo “Corrado Alvaro”, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, le massime autorità cittadine hanno reso il loro saluto al nuovo pastore dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova. Un evento solenne che ha registrato la presenza, accanto al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, del Prefetto della Città, Massimo Mariani e delle altre autorità civili e militari del territorio.

Nel dare il benvenuto a Palazzo “Corrado Alvaro” a nome della città e di tutto il territorio metropolitano a sua eccellenza, monsignor Fortunato Morrone, il sindaco Falcomatà ha ricordato che Reggio Calabria nella sua storia «si è sempre aggrappata alla sua guida e al suo padre spirituale, specie nei momenti più difficili per superare le difficoltà ma anche per vivere al meglio i momenti di crescita».

«Per noi è importante continuare su questa strada – ha evidenziato il primo cittadino – nel segno del dialogo e della condivisione. E siamo convinti che così sarà, come evidenzia anche il simbolo scelto da monsignor Morrone, con l’azzurro che richiama il nostro mare e che per noi è motivo di grande orgoglio. Un mare sempre collegato a tutte le vicende dell’evoluzione storica della nostra città. Un mare crocevia di popoli, culture, tradizioni e religioni e che fa di Reggio un posto solidale, accogliente, inclusivo che individua nella diversità un elemento di crescita e di ricchezza».

«Un mare che ci ha uniti anche nelle tragedie, dal 1908 a quelle più recenti – ha aggiunto –. Nel 2016, l’emergenza emigrazioni ha restituito alla città le anime di 50 migranti provenienti dalle rotte del Nord Africa. Un evento tragico, in cui Reggio ha trovato un’ulteriore spinta verso l’impegno solidale che ha portato la nostra comunità a dare a quelle persone una degna sepoltura nel cimitero di Armo che la chiesa reggina ha riqualificato».

«La nostra città da qui ai prossimi mesi – ha concluso – si appresta a vivere una fase di grandi trasformazioni e di profondi cambiamenti sui fronti della pianificazione e progettazione dello sviluppo urbanistico, economico, culturale e sociale. E poter condividere questo nuovo cammino al fianco della chiesa reggina è motivo di grande conforto e di rinnovato entusiasmo».

Dialogo, speranza e un richiamo al pensiero di don Luigi Sturzo gli elementi che hanno caratterizzato il saluto di monsignor Morrone, che ha espresso la volontà di «cooperare insieme a tutte le espressioni del territorio, per il bene della comunità. Anche immaginando Reggio come un polo che riesce ad attrarre energie positive da tutto il territorio calabrese».

«Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza della situazione – ha detto – e la rinascita della Calabria può partire proprio da qui. È la luce che svela le ombre e quindi la bellezza che ci circonda. Lasciamoci condurre dalla luce che abita la vita di ogni persona perché da soli non si va da nessuna parte. Reggio sia faro di luce per tutta la Calabria».

La Costituzione è il fondamento della Repubblica, ha inoltre messo in evidenza monsignor Morrone richiamando don Sturzo, «alla cui limpida visione politica e sociale occorre oggi ispirarsi, in particolare per orientare al meglio la nostra azione  educativa, la promozione, specie trai più giovani, del senso civico e della comune convivenza, impegnando energie e competenze nel campo educativo e rilanciando il protagonismo sociopolitico, scommettendo sulla fresca creatività giovanile quale garanzia di futuro». (rrc)

REGGIO – Inaugurato lo spazio curato da Interact Club e dal Convitto Campanella

È stato inaugurato, a Reggio, lo spazio verde, adiacente la storica piazza Castello, adottato dall’Interact Club e dal Convitto Tommaso Campanella di Reggio Calabria, nell’ambito del programma Adotta il Verde, promosso dal Comune di Reggio Calabria.

«Una iniziativa – ha commentato il consigliere delegato al progetto Adotta il Verde, Massimiliano Merenda – nata dalla voglia di questi ragazzi, in collaborazione con l’Interact Club del Rotary, grazie al coordinamento della Dirigente Scolastica Arena e della professoressa Della Foresta, che si sono impegnati avviando questo progetto che non è solo una semplice adozione dell’aiuola, ma che costituisce anche un percorso prezioso di educazione civica ed ambientale, capace di promuovere i valori della bellezza e della cura dei beni comuni e del decoro cittadino. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno partecipato a questa attività, con l’auspicio che possa diventare un progetto pilota sposato anche da altre realtà scolastiche della Città».

All’incontro hanno preso parte anche Francesca Arena, dirigente Scolastico Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella”, Paolo Brunetti, assessore all’Ambiente del Comune di Reggio Calabria, Rosanna Scopelliti, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Reggio Calabria, Enzo Marra, presidente del Consiglio Comunale, Rosario Lo Faro, Presidente del Rotary Reggio Calabria, Simonetta Neri, referente Interact del club padrino Rotary Reggio Calabria, Maria Rita Della Foresta, tutor scolastico Interact Convitto “T. Campanella” e il Direttivo Interact Club Convitto “T. Campanella”.

«Un momento molto importante per la nostra città – ha dichiarato l’assessore Scopelliti a margine della cerimonia –, un momento di crescita per la comunità scolastica che attraverso questa attività vive un momento di responsabilità che hanno scelto ed accolto con entusiasmo, un impegno di rinascita che guarda alla tutela e alla valorizzazione del bene comune». 

«Siamo qui per testimoniare il nostro ringraziamento per il lavoro promosso dalla comunità scolastica – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Paolo Brunetti – siamo contenti di questa iniziativa e speriamo possa rappresentare un seme di speranza e di bellezza, riqualificando uno spazio che adesso i ragazzi sentiranno come proprio, imparando a rispettarlo e a difenderlo anche da episodi di vandalismo».

Di “iniziativa encomiabile” ha parlato il presidente del Rotary Reggio Calabria Rosario Lo Faro che ha messo in evidenza «il valore della sinergia con le istituzioni» e la promozione “della cittadinanza attiva”, che è fondamentale per «promuovere il decoro sul territorio della nostra città, per renderla ancora più bella – ha detto – come diceva il mio amico, la nostra Reggio bella e gentile».

Soddisfazione è stata espressa infine dalla Dirigente Scolastica Francesca Arena. «Una giornata – ha spiegato – della quale l’intera comunità del Convitto è orgogliosa. Dalla brillante idea promossa da Interact di adottare questo spazio è nato un fermento ed una sinergia che ha messo insieme la scuola, gli studenti, i docenti, i genitori e l’Amministrazione comunale. È la prima volta che una scuola partecipa direttamente al progetto Adotta il Verde. Ringrazio il sindaco Falcomatà perché ha creduto a questo progetto».

«Non è stato semplice – ha spiegato – non tanto per l’adozione, ma per l’assunzione di responsabilità che si fa nel mantenere il decoro dello spazio verde. Io ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto. Ciò che è importante – ha concluso – è il messaggio che c’è dietro questa iniziativa: i ragazzi ci credono e si adoperano per fare in modo che la nostra città sia sempre più bella ed accogliente. Da parte nostra è necessario l’impegno affinché questa loro voglia possa essere supportata da una propensione alla coscienza civile e alla legalità diffusa». (rrc)