ROSARNO (RC) – Anche il prefetto Vaccaro alla Giornata internazionale della donna

di CATERINA RESTUCCIA – È stata un’idea originale di Emanuela Porretta, consigliere comunale di Rosarno, ricordare la giornata internazionale dell’otto marzo nell’auditorium in via Umberto e la nuova amministrazione ha subito accolto la proposta rendendola reale. Tema dell’incontro è stato “Uguali e diverse, insieme?”.

Un momento di confronto con le donne che nella comunità rosarnese sono ormai ospiti da tempo e che, seppur giunte da lidi e luoghi diversi e distanti, si sono perfettamente integrate, hanno contribuito alla crescita della cultura del posto, offrendo le proprie qualità e mettendole a servizio delle altre e degli altri.

Sono state proprio alcune delle loro esperienze a fare testimonianza alla serata, a partire dagli intermezzi musicali intonati dalle dolci note di Irina Mironova – Chorna e a completare con la bella dichiarazione di integrazione sociale e culturale di Elizabeth Serwaa, che sull’alta pedana dell’auditorium ha portato con sé le sue piccole.

Ha aperto l’evento con i doverosi saluti istituzionali il dott. Pasquale Cutrì, sindaco della città, che ha voluto personalmente omaggiare tutte le personalità femminili presenti invitate e ospitate.
E come tra le “donne da evidenziare e celebrare” non poteva mancare la giovanissima Asia Caserta, rosarnese a pieno titolo e allo stesso pieno titolo Campionessa Nazionale di Kickboxing.

Mentre a suggellare con pugno deciso e orgoglioso non poteva non essere il primo prefetto donna di Reggio Calabria la dott.ssa Clara Vaccaro.

Due primi posti, due primi traguardi che a Rosarno devono dire qualcosa certamente, perché dalla città magnogreca, nota per i bei volti medmei delle belle figure femminili, debba essere maggiormente più acclamato il diritto alla felicità per tutte le donne.

Legati insieme i due messaggi delle donne eccezionali della serata, il primo della dott.ssa Vaccaro che ha suggerito alle donne coraggio per il raggiungimento dei propri sogni ed il secondo ancora più personale e intimo della campionessa Caserta.

E quando le sono state chieste emozioni e reazioni al riconoscimento ricevuto, quest’ultima con voce davvero genuina e fresca ci ha così dichiarato «Per me è stata un’immensa gioia aver partecipato a questo evento e soprattutto è stato importante aver potuto incentivare le donne come me a farsi valere e lottare per raggiungere i propri obbiettivi. Bisogna mettersi costantemente alla prova senza farsi scoraggiare dalla maggioranza maschile, perché noi donne siamo più forti di quanto non pensiamo».

Determinata e fiduciosa la giovane ha poi proseguito, confessando in sintesi le proprie dure esperienze «Ho dovuto affrontare molte sfide e molte ingiustizie nel mio sport, ma ci ho messo sempre costanza e desiderio per realizzare il mio sogno. Mi sono allenata duramente con molti sacrifici, come donna, anche se giovane, mi sono fatta valere anche contro un ragazzo. Ci siamo sfidati sul ring di Taranto e lí ho capito che non ci vuole solo forza ma anche tanta capacità razionale, lì ricevetti la mia prima grande soddisfazione».

Con questo momento di ricordo e di stimolo alle donne, l’amministrazione ha dato mostra di sé anche accogliendo un’elegante cornice artistica con l’esposizione di alcuni dipinti selezionati ad hoc di artiste locali: Gioconda Cutrì, Rosalia Ozimo, Liliana Saffioti, Ilaria Spataro, Maria Grazia Spataro e la compianta e storica Nunzia Staltari. (cr)

REGGIO CALABRIA – La campagna nazionale sul riconoscimento dei diritti del nascituro arriva in città

Il movimento Pro Vita & Famiglia ha avviato una campagna di affissioni da oggi anche a Reggio Calabria, già partita nelle settimane scorse a Roma e che interesserà tutte le città italiane, con il messaggio «9 biologi su 10 mi riconoscono come un essere umano. E tu?» e l’immagine di un embrione.

«Il 96% dei biologi – dicono – su un totale di oltre 5.500 specialisti intervistati, riconosce l’umanità del concepito e che la vita inizia nel momento della fecondazione. La scienza, dunque, dice in modo incontrovertibile che il nascituro è uno di noi e da qui la politica italiana deve partire, per adeguare la legge alla scienza e riconoscere la capacità giuridica e l’umanità del concepito. Chiediamo al Parlamento, in particolare, di approvare i disegni di legge come quelli dei senatori Menia (FdI), Gasparri (FI) e Romeo (Lega), già presentati al Senato, alcuni dei quali propongono di modificare l’articolo 1 del codice civile al fine di riconoscere proprio la capacità giuridica del concepito».

Continua la nota: «Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica su ciò che dice la scienza in merito al riconoscimento dell’umanità del concepito. La ricerca da cui abbiamo preso i dati, “The Scientific Consensus on When a Human’s Life Begins”, pubblicata su “Issues in Law & Medicine” nel 2021, ha coinvolto 5.577 biologi di 1.058 istituzioni accademiche di tutto il mondo, e proprio di recente abbiamo appurato, con un nostro Sondaggio nazionale, come gli italiani siano d’accordo, poiché ben il 64% è favorevole al riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo anche ai nascituri».

«La nostra campagna – conclude il movimento Pro Vita & Famiglia – vuole quindi contribuire a una vera e propria metamorfosi culturale e sociale che riconosca la persona umana fin dal concepimento, promuovendo una società davvero inclusiva e rispettosa della dignità di tutti gli esseri umani a prescindere dalle dimensioni e dall’età. Non c’è un prima o un dopo: i diritti umani nascono nel grembo materno». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Escursione di “Gente in Aspromonte” alla Fortezza di Roccella Ionica e Torre Galea

L’associazione escursionistica “Gente in Aspromonte” propone, per domenica 17 marzo, un itinerario che riguarda la Fortezza di Roccella Ionica e Torre Galea.

Il Castello, posto su una rocca a picco che guarda il mare, era una fortezza inespugnabile tanto che neanche i Turchi di Dragut Pascià nel 1553, i quali pur saccheggiarono Reggio e dintorni, riuscirono a scalfirla. Essi, al contrario, subirono gravi perdite e la distruzione di buona parte delle centocinquanta galere con le quali si erano presentati nello specchio d’acqua sottostante il maniero.

Si ritorna indietro per una breve visita alla Torre di Pizzofalcone. La Torre di Pizzofalcone è un luogo storico e una popolare attrazione turistica. Durante la tua visita conoscerai molti fatti storici interessanti su questo luogo. La Torre di Pizzofalcone è un luogo storico e una popolare attrazione turistica.

La vista circostante è mozzafiato. Devi percorrere una certa distanza per raggiungere la torre, un fatto che dovresti tenere a mente quando scegli le tue calzature. L’architettura della torre è piuttosto bella e ti godrai l’ambiente circostante. Dalla cima della torre avrete una bellissima vista sui dintorni.

Ci si renderà conto del suo valore una volta che visiterai questo posto. Usciti dalla torre ci immettiamo in un piccolo sentiero che costeggia il Santuario della Madonna delle Grazie, la Madonna delle Grazie è la patrona dei pescatori roccellesi i quali, in segno di devozione, portano a spalla la statua per le vie del paese a piedi nudi e nella loro caratteristica divisa.

Complesso edilizio fortificato, qualificato comunemente come Torre e che più propriamente dovrebbe chiamarsi Castello, costituito da un trittico di altissime Torri con basi a scarpata di cui due a pianta circolare e quindi cilindriche, rastremata in alto, e la terza a pianta quadrata, munita di ponte levatoio: il tutto in conformità dello schema tradizionale, ossia del modello formale dei Castelli.

È uno dei più belli, arditi e singolari della Calabria, ed è sito nelle adiacenze dell’abitato civico di Marina di Gioiosa Ionica, a circa un miglio dalla Torre del Cavallaro, in seno al vecchio feudo della Galea.

Lasciate le macchine al Teatro al Castello si percorre circa 400 metri sul Viale della Libertà in prossimità della cabina elettrica si prende il sentiero che sale verso contrada Petrusu, dopo circa 500 metri alle prime case, si prende il sentiero a sinistra che dolcemente sale, dopo circa 700 metri ci immettiamo sulla strada che sale verso il Bosco Catalano, si prosegue a destra dopo circa 20 minuti si arriva in Contrada Calcinara.

Da qui il sentiero corre a mezza costa, passando accanto a campi ormai abbandonati e in mezzo alla macchia mediterranea, in altri tratti campi coltivati in vigneto e uliveto.

In particolari giochi di luce e la possibilità di veder sorgere il sole dal mare rendono Roccella un luogo magico di per sé: ma il suo bel lungomare, i costoni di roccia che sembrano suddividere una spiaggia dall’altra, arrivando in alcuni punti sino alla battigia, ed il maestoso Castello Normanno che domina la città contribuiscono a creare un’atmosfera unica, certamente da provare! Guardando Roccella Ionica dalla spiaggia potrete ammirare anche il fitto Bosco Catalano che incornicia le colline e la Torre Pizzofalcone, uno dei simboli della città. Riprendendo la strada principale si incomincia a scendere dopo circa 30 minuti siamo alle prime case, una piccola deviazione che ci porta all’interno del Castello. (rrc)

ROCCELLA JONICA (RC) – Domani giornata dedicata alla memoria storica con “Cessarè”

Un appuntamento quello previsto domani, sabato 16 marzo 2024, a Roccella Jonica – ore 17.00 all’ex Convento dei Minimi a ingresso gratuito – che rientra nella I parte del progetto “La Memoria ci salva la Vita”, fortemente voluto e organizzato dal Comune di Roccella Jonica, amministrato dal sindaco Vittorio Zito, e dall’Assessorato alla Cultura guidato da Bruna Falcone.

Saranno presenti all’iniziativa, oltre agli amministratori comunali: la regista Rina Amato, la montatrice cinematografica Maria Valerio, i protagonisti del documentario e i loro familiari, alti rappresentanti istituzionali e intellettuali. Accompagneranno e guideranno la riflessione su quegli anni di impegno e di intense battaglie civili, in un confronto e dialogo allargati, la giornalista e scrittrice Annarosa Macrì e il magistrato in pensione, dott. Carlo Macrì.

Verrà proiettato Cessarè è un film sulla storia e la memoria delle lotte per la conquista dei diritti sociali e civili nella Calabria degli anni ’70.

Cessarè è la narrazione di un viaggio nel tempo, individuale e collettivo, etico e civile; è una riflessione sulla complessità dei processi storici, sulle sue sospensioni e sulla capacità dei movimenti di base, in tutti i Sud del mondo, di liberarsi dai soprusi e dalle ingiustizie e di avviare percorsi per l’acquisizione dei diritti fondamentali dell’uomo e dei principi della giustizia sociale.

Cessarè è la narrazione di un viaggio nei luoghi, la Locride degli anni ’70; è la narrazione corale di un ’68 sconosciuto dell’estrema periferia italiana: lo Jonio reggino; è il percorso di emancipazione della generazione delle madri e delle figlie; è il cammino di liberazione degli indifesi, riuniti nelle comunità cristiane di base, dalle catene oppressive dei poteri tradizionali; è la disperata vitalità dei giovani dei collettivi operai-studenti della zona jonica; è la storia del coraggio civile di un piccolo comune, Gioiosa Jonica, che il 27 dicembre 1975 indice il primo sciopero generale contro la mafia in Calabria; è il mulino, sono gli orologi di Rocco Gatto, Vittima di mafia, ucciso dalla ‘ndrangheta il 12 marzo 1977 per aver osato liberarsi e liberare i cittadini onesti dai suoi mille tentacoli; è il senso profondo dello Stato incarnato e infuso nella popolazione civile, da un giovane Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Roccella Jonica, Gennaro Niglio, il cui impegno e rigore furono indispensabili nella lotta alla ‘ndrangheta dell’epoca; è la determinazione di un sindaco, Francesco Modafferi, che si oppone con passione civile alla ‘ndrangheta; è l’ottimismo di Natale Bianchi, ex prete sospeso a divinis, il suo continuo incitamento ad andare avanti e a prendere in mano il proprio destino per affrancarsi da tutte le forme di oppressione; è lo sguardo aperto e luminoso di Ciccio Gatto sul fratello e sul mondo; è la testimonianza e il coraggio e impegno civile dei protagonisti di quel decennio di battaglie civili: tre generazioni di donne, educatori, operatori sociali e culturali, magistrati, amministratori, uomini delle forze dell’ordine, sindacalisti, studiosi, giornalisti, uomini di diritto, intellettuali, religiosi…

Il nome “Cessarè” è proprio di un luogo geografico: una collina nel territorio del comune di Gioiosa Jonica (Rc), coperta da vigneti e castagneti, che negli anni ‘70 subisce l’occupazione della ‘ndrangheta locale, ma è anche il luogo-simbolo dove inizia la silenziosa marcia di denuncia della popolazione civile di Gioiosa Jonica e della Locride, che seppe unire assieme interi territori, la Calabria e l’Italia intera: associazioni, comunità di base, sindacati, partiti, studenti, singoli cittadini. Quegli anni locridei sono stati ben ricostruiti nel libro inchiesta dei giornalisti Bruno Gemelli e Pietro Melia e dal titolo “Cessarè… La mafia calabrese degli anni ‘80. Dalle gabelle, alle guardianie, all’imprenditoria pubblica” (Frama Sud, 1980) curatissimo riguardo i fatti e gli episodi di cronaca di quel decennio.

Da quella stagione di lotte democratiche e civili dei cittadini calabresi è nata la necessità di fare la mappa visiva di quell’itinerario civile; di ripercorrere e sostare, assieme ai protagonisti, nei luoghi della memoria collettiva dimenticata per assorbirne i suoni e i profumi, la bellezza e il suo contrario; di riallacciare i fili di un dialogo generazionale, porre domande, ascoltare le voci dei “padri” per vivere il presente e immaginare il futuro.

Cessarè, più che soffermarsi sugli aspetti cronachistici di quel decennio e porre la lente di ingrandimento sui carnefici, la sposta sui protagonisti coraggiosi, sulle vittime e sui tanti cittadini che sin d’allora, iniziarono, tutti insieme, un “Cammino di Liberazione e Emancipazione Etica e Civile” dei nostri territori per affrancarli dallo stato di sottomissione in cui la miseria e la disoccupazione cronici, la mancanza di beni e servizi di prima necessità, li aveva ridotti e resi vulnerabili alle pratiche dei regimi totalitari della corruzione e delle clientele, del malaffare e delle mafie, tutte: agro pastorali e dei colletti già bianchi.

Il film documentario, indipendente, auto-prodotto dall’autrice e regista Rina Amato con il contributo Imaie (anno di produzione 2008, anno di uscita 2009, Italia, durata 98’), è stato girato in digitale tra l’autunno del 2006 e il 2007 da una piccola troupe composta dalla regista e da giovani operatori e video makers calabresi, dotata di pochi mezzi tecnici ma di forti motivazioni e capitale umano.

Molto curato nel montaggio e nella colonna sonora, da professionisti del Cinema italiano, il documentario si avvale, attraverso il metodo dell’osservazione partecipante, proprio dell’indagine socio antropologica, delle testimonianze dirette dei protagonisti principali di quella stagione di forte impegno civile, di acute analisi interpretative di storici, sociologi, antropologi, giornalisti, delle voci delle donne, e di una ricca documentazione cartacea, sonora, audiovisiva e fotografica inedita e proveniente da archivi privati; rappresenta il primo capitolo di un progetto più ampio sulla memoria storica che raccoglie testimonianze audiovisive su 60 anni di storia sociale calabrese, dagli anni ’80 a ritroso fino agli anni ’20; non ancora consultabile e visionabile in rete e sulle piattaforme perché attende, da vari anni, la pubblicazione di un libro-dvd da parte di un editore di saggi di storia; a sedici anni dalla sua prima uscita viene a tutt’oggi presentato, su invito, in spazi culturali pubblici, scuole, università, biblioteche, archivi storici, festival e rassegne, per una visione collettiva e comunitaria. (rrc)

CAULONIA (RC) – Domani all’Auditorium lo spettacolo “Storia di una capinera”

Domani, sabato 16 marzo all’Auditorium Casa della Pace “Angelo Frammartino” di Caulonia, alle ore 21, andrà in scena “Storia di una capinera”, che vedrà protagonisti Nadia De Luca ed Enrico Guarnieri. L’amministrazione comunale di Caulonia, guidata dal sindaco Francesco Cagliuso, e l’assessore alla cultura, Antonella Ierace, invitano al nuovo appuntamento della stagione teatrale di Caulonia targata Ama Calabria, associazione diretta da Francescantonio Pollice.

È la storia coinvolgente e commovente, che riporta alla purezza del Verismo, con Giovanni Verga che è riuscito a regalare al pubblico una delle narrazioni più belle della letteratura italiana, “Storia di una capinera”.

L’abilità di riuscire a trasporre il romanzo epistolare verghiano in uno spettacolo, grazie all’adattamento teatrale di Micaela Miano, sta anche nel suo regista Guglielmo Ferro, che riesce ad esprimere sul palcoscenico le stesse atmosfere veriste descritte con tanta minuzia da Verga. Le lettere attraverso cui prende vita il romanzo, sono quelle che scrive Maria, la protagonista, ad una sua compagna di convento, Marianna. Le parole scritte su carta prendono vita nell’opera teatrale, seguendo Maria lungo il suo percorso di crescita e di tormento.

Nella suggestiva Sicilia dell’Ottocento, si snodano le vite dei personaggi che la protagonista descrive nelle sue lettere. È Nadia De Luca a vestire i panni di Maria, prima innamorata della libertà e della natura, e poi preda di quell’amore impossibile per Nino, destinato a sposare un’altra donna. Enrico Guarnieri, sublime attore di teatro, sarà il padre di Maria, colui che contribuirà a costruire la sua prigione, animato dalla volontà di proteggere la propria famiglia.

Una storia che parla ai sentimenti più profondi degli spettatori, mostrando le più differenti sfaccettature che fanno parte dell’essere umano quando è innamorato. L’intimità di una vita che passa inosservata, viene messa alla lente d’ingrandimento, trasformando un’esistenza silenziosa in un racconto degno di essere guardato ed ascoltato.
Giovanni Verga usa Maria come metafora di una capinera che vide imprigionata in una gabbia. L’animale aveva gli occhi tristi, rinchiuso in quella prigione, ma non osava ribellarsi. Il perfetto quadro sociale e umano che nasce dalla penna dello scrittore verista, diviene tridimensionale grazie alla messa in scena teatrale. Questa sarà un’occasione per incontrare personaggi conosciuti solo tra le pagine di un libro.

“Storia di una capinera”, riesce a dare una rappresentazione fedele dell’opera di Verga, grazie ad un cast che, oltre ai protagonisti Nadia De Luca ed Enrico Guarnieri, è composto da Rosario Marco Amato, Verdiana Barbagallo, Federica Breci, Alessandra Falci, Elisa Franco, Loredana Marino, Liborio Natali, e che vede la partecipazione straordinaria di Emanuela Muni.

I biglietti per “Storia di una capinera” potranno essere acquistati presso la biglietteria dell’Auditorium Casa della Pace “Angelo Frammartino” di Caulonia, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere alla segreteria al numero telefonico 0968.24580 e 334.2293957 o contattando la mail info@amacalabria.org

L’evento è finanziato con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “per il finanziamento di Programmi di Distribuzione Teatrale” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Asd Copacabana vince il campionato assoluto di danza accademica

Le atlete dell’Asd Copacabana vincono il campionato assoluto di danza accademica. Si tratta di una competizione valida per le qualificazioni ai Campionati europei e mondiali prossimi. Ad essersi contraddistinta la scuola di Danza “Shed studio’s by Asd Copacabana” di Reggio Calabria dei maestri Mariangela Bagnato, Olena Honcharenko e Claudio Bagnato, che ha dominato il Campionato nelle finali nazionali.

A congratularsi con loro il consigliere comunale Mario Cardia: «E’ motivo di orgoglio per la nostra città che andrete a rappresentare in ltalia ed all’estero, a conferma del percorso artistico e agonistico delle vostre atlete che arricchisce ulteriormente la vostra plurimedagliata scuola».

«Lo sport è fatto di gioie e dolori, vittorie e sconfitte, ma è il trionfo a gratificare gli atleti e a scrivere nuove pagine di storia. Sono felice di apprendere che Reggio Calabria ha una realtà positiva come questa. Ho avuto modo di conoscere visitando la splendida struttura dove svolgono gli allenamenti Mariangela, Alessandro e parte del team della Asd Copacana nei giorni scorsi, mi hanno raccontato i loro sogni e i loro obiettivi. Desidero fare i complimenti ai maestri ed al talento dei nostri giovani reggini, con l’augurio, anzi la certezza, che i traguardi raggiunti siano solo l’inizio di una carriera ricca di tanti altri successi. I loro sono risultati – continua Cardia – che, oltre ad inorgoglire, rappresentano un esempio positivo per ragazzi e adulti». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Trattamento contro il punteruolo rosso alle palme del lungomare

Guerra al pericoloso punteruolo rosso. ell’ambito delle attività per la cura del patrimonio arboreo della Città di Reggio Calabria, il personale della Società Castore Spl S.r.l., in collaborazione con la Società Gea S.r.l., è impegnato in questi giorni ad effettuare il trattamento endoterapico sulle palme utilizzando il metodo TreeCare, utile a preservare i palmizi comunali soggetti a infestazione di Punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus).

Su indirizzo del sindaco Giuseppe Falcomatà, con l’assessore all’Ambiente Paolo Brunetti e il consigliere comunale delegato ai Parchi e Giardini, Massimiliano Merenda, i trattamenti vengono finanziati da risorse di bilancio destinate alla cura del verde di pregio.

In particolare, il trattamento con metodo TreeCare viene applicato mediante un’unica iniezione all’anno a bassa pressione direttamente nello stipite della palma. Con questa tecnica, la palma riceve il 100% del prodotto iniettato, senza alcuna dispersione durante e dopo l’applicazione. Il prodotto si diffonde in modo graduale nello stipite e nella corona, dove le larve del punteruolo si nutrono attivamente. Questa tecnica ha inoltre il vantaggio di agire in modo molto selettivo sulle larve del punteruolo rosso, e una singola somministrazione del prodotto protegge efficacemente la palma per un anno.

«Come amministrazione – ha spiegato il consigliere delegato Merenda – abbiamo lavorato in questi anni utilizzando i migliori prodotti presenti sul mercato per la tutela del nostro patrimonio arboreo di pregio, ed in particolare delle palme, largamente presenti sul Lungomare, realizzando un’efficace protezione dall’infestazione da punteruolo rosso. E’ stato fatto un grande lavoro, sebbene alcuni esemplari purtroppo siano stati compromessi, ma saranno prontamente rimpiazzati dalla piantumazione di nuove palme che abbiamo acquistato di recente. Già lo scorso anno i trattamenti sulle piante si erano concentrati su un’altra infezione, quella della processionaria, con risultati certamente apprezzabili ed un’attenzione specifica ai cortili delle scuole. Quest’anno continuiamo i trattamenti concentrandoci ulteriormente, con una tecnica simile, sul punteruolo rosso, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare al meglio il vasto patrimonio botanico di pregio che insiste sul nostro Lungomare ed in altre aree verdi del territorio comunale». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Un corso di formazione per presidente di sezione elettorale

Corso di formazione per l’incarico di presidente di sezione elettorale si terrà in quattro giornate (3 ore per giorno) nella sede dell’Università Mediterranea nelle date del 9, 10, 16 e 17 aprile 2024, dalle ore 16.00 alle ore 19.00, secondo il programma specificato nell’avviso pubblico allegato.

Si tratta di corsi specifici di formazione in materia elettorale, finalizzati all’assunzione dell’incarico di presidente di sezione elettorale. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto da Prefettura di Reggio Calabria, Corte d’Appello, Università Mediterranea e Comune di Reggio Calabria. Il protocollo prevede l’organizzazione di un corso di formazione, indirizzato, fra gli altri, agli studenti dell’Ateneo (frequentanti corsi di laurea magistrale o equivalenti, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, master di secondo livello), alle persone già iscritte all’Albo dei Presidenti di seggio ma che ancora non hanno mai esercitato detta funzione ed agli iscritti all’Ordine degli Avvocati, al fine di offrire le necessarie conoscenze normative, tecniche ed operative finalizzate all’assunzione dell’incarico di presidente di sezione elettorale.

Agli studenti che parteciperanno al corso saranno riconosciuti dei crediti formativi (Cfu), con le forme e secondo le modalità previste dalla normativa regolamentare di Ateneo; analogamente, anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati riconoscerà ai partecipanti dei crediti formativi (in corso di accreditamento).
La docenza del corso sarà affidata a professori universitari, dirigenti e funzionari della Prefettura, della Corte d’Appello e del Comune di Reggio Calabria, al fine di fornire ai partecipanti un’adeguata preparazione sia teorica che di tipo pratico – operativo.

I soggetti interessati all’attività formativa potranno presentare, entro la data del 3 aprile 2024, la domanda di partecipazione compilando il modello di cui al seguente link: https://forms.gle/chTNk7uDXVfBsprv9 o tramite qr code allegato. (rrc)

ROSARNO (RC) – L’Otto marzo celebrato nella biblioteca comunale

di CATERINA RESTUCCIA – «Mi sentivo come nella tela del ragno» si confessa così, parlando della sua esperienza e dello scampato tentato femminicidio a suo danno, l’avvocata Emanuela DeRito, che è stata la voce commossa, ma anche forte di testimonianza a chiusura dell’incontro dell’otto marzo nella cittadina medmea, presso i locali eleganti e curati della Biblioteca Comunale Foberti FaRo (Fabbrica dei Saperi a Rosarno).

Ad aprire la serata sono stati i gentili ed attenti Angelo Carchidi della Cooperativa Kiwi, associazione sensibile alle tematiche sociali sul territorio, e Michele Bruno, segretario provinciale Flc (Federazione Lavoratori della Conoscenza), sotto la spinta di Proteo Fare Sapere Calabria, mentre a chiudere con i saluti da padrona di casa è stata Maria Carmela Greco, presidente di NuovaMente, un’altra associazione attiva e operante sul campo rosarnese.

La festa della donna è stata così anche occasione di riflessione sui punti caldi del tema “donna” per i diritti negati, le violenze subite, i soprusi vissuti.

A moderare e coordinare sapientemente il dibattito è stata la professoressa Grace D’Agata, nonché segretaria regionale della Flc Cgil, dopo l’apertura istituzionale della giovane Amministrazione comunale. Gremita la sala di donne, ma anche di studentesse e di uomini sensibili, ha potuto fare da culla motrice ad una nuova atmosfera per poter celebrare la donna a 360°.

Il dibattito ha visto seguire, oltre alla testimonianza della giovane DeRito, anche gli interventi tecnici e magistrali delle relatrici invitate e sostenitrici dell’evento: l’avvocata Samanta Spinelli, presidentessa dell’assemblea provinciale Flc, l’avvocata Rosanna Certo, figura presente al centro antiviolenza “Angela Morabito”, la dottoressa Emanuela Sorrenti, psicologa operatrice presso lo “Sportello Ascolto” di Taurianova.

Notevoli e significativi i contributi offerti al pubblico da parte delle convegniste, per cui si è potuto documentare non solo una grande partecipazione cittadina, ma anche un forte stimolo alla crescita e alla rieducazione di una società ancora troppo violenta contro le donne. (cr)

REGGIO CALABRIA – Per l’Ic Falcomatà-Archi successi nell’area matematico-scientifica

Per l’Ic Falcomatà-Archi successi nell’area matematico-scientifica. Come ogni anno, l’Aipm, Accademia italiana per la promozione della matematica “Alfredo Guido” ha realizzato una delle più grandi competizioni scolastiche di ambito scientifico, volta a promuovere l’amore per lo studio e a valorizzare le eccellenze presenti tra i ragazzi di tutto il territorio nazionale.

Un libero concorso riservato agli allievi delle scuole primarie (limitatamente alle classi terze, quarte e quinte) e secondarie di I e II grado (fino alla classe terza) articolato in quattro fasi, durante il quale ai partecipanti viene proposto un numero prestabilito di quesiti da svolgere in breve tempo con una rigorosissima selezione.

Dopo aver superato la fase di qualificazione nel mese di novembre e la finale di istituto nel mese di dicembre, ben 46 alunni dell’istituto comprensivo “Falcomatà-Archi” hanno potuto accedere alle finali d’area svolte presso il liceo scientifico “A. Volta” e hanno affrontato lo scorso 8 marzo gli studenti provenienti dalle altre scuole della provincia di Reggio Calabria.

Dimostrando lealtà, sana competizione e voglia di superare i propri limiti, gli studenti della “Falcomatà-Archi” hanno conquistato un ricco bottino portando a casa 9 medaglie su 18 e aggiudicandosi il primo posto in 4 categorie su 6 con gli alunni Alessandro Bolignano nella categoria P3 (classe 3C primaria Santa Caterina), Lorenzo Modafferi nella categoria P4 (classe 4D primaria Santa Caterina), Marco Polito nella categoria S1 (classe 1A scuola secondaria di primo grado Klearkos) e Samuele Giarmoleo nella categoria S2 (classe 2B scuola secondaria di primo grado Pirandello) qualificatisi per le finali Nazionali che avranno luogo a Palermo il prossimo 19 maggio.

Si sono distinti e sono stati premiati con una medaglia anche Mattia Baaokouk (3A primaria Archi), Paolo Schiavone (4C primaria Santa Caterina), Maria Ambrosino (1F secondaria Pirandello), Martina Furfari (2A secondaria Pirandello) e Marika Delfino (3C secondaria Pirandello).

Gli eccellenti risultati si devono all’impegno degli studenti e alla professionalità e incondizionata dedizione dei docenti che ne hanno curato la preparazione, accompagnando i ragazzi in ogni step, in particolare dell’insegnante Rossella Messina e del prof. Maurizio Polito che coordina il dipartimento matematico.

I traguardi raggiunti nei Giochi Matematici del Mediterraneo sono confermati da altrettanto validi risultati conseguiti nei Campionati Italiani di Astronomia giunti quest’anno alla XXII edizione. Più di 12.000 iscritti alla competizione nazionale si sono misurati nella Fase di Preselezione svolta il 6 dicembre 2023, a seguito della quale un totale di 1136 studenti (suddivisi tra le sezioni Junior1, Junior2, Senior e Master), sono stati ammessi alla Gara Interregionale.

I numeri raccontano una storia di successo per una competizione in forte crescita, con più del 30% di incremento di candidati rispetto all’edizione precedente e dell’accresciuto interesse per le tematiche scientifiche nelle nuove generazioni. Per la categoria Junior1, dei 5065 iscritti iniziali, 411 hanno raggiunto la finale interregionale e solo 22 parteciperanno alla finale nazionale. Per il terzo anno consecutivo l’Istituto Comprensivo “Falcomatà-Archi” porta un alunno alla finale nazionale che si svolgerà dal 16 al 18 aprile a Reggio Calabria presso il Liceo Scientifico Statale “Leonardo da Vinci”. Si tratta di Matteo Chirico della classe 3B Pirandello.

Tra il 18 e il 22 marzo, infine, si svolgerà la gara regionale delle Olimpiadi di Problem Solving 2023-24 a cui, 12 alunni della scuola secondaria dell’Ic “Falcomatà-Archi”, dopo essersi impegnati in un corso alla scoperta del pensiero computazionale, parteciperanno con entusiasmo.

Eventuali qualificati si recheranno nei laboratori del Corso di Studi in Ingegneria e Scienze Informatiche di Cesena per le finali nazionali. Augurando i migliori risultati e di partecipare con serenità e gioia alle competizioni che sono senza dubbio un arricchimento esperienziale e congratulandosi con gli studenti che hanno già ottenuto traguardi ragguardevoli, la dirigente scolastica dell’Ic Falcomatà-Archi, dott.ssa Serenella Corrado, sottolinea come l’amore per lo studio e l’impegno profuso con serietà e dedizione non risultano mai vani, a riprova del costante lavoro che anima la mission della scuola nella valorizzazione delle eccellenze presenti tra i ragazzi del nostro territorio. (rrc)