Per la prima volta in Calabria si svolgeranno i campionati italiani Para Archery

È a Reggio Calabria, al PalaPentimele, che si svolgerà la 32esima edizione dei Campionati italiani Para Archery.

«È la prima volta che un evento nazionale para archery della Federazione Italiana di tiro con l’arco viene disputato in Calabria. Sono davvero felice che una manifestazione di così alto livello si svolga nella nostra Regione» dice con orgoglio la presidente della Asd Aida Annalisa Insardà. La società di Laureana di Borrello (RC) ha, infatti, avuto l’incarico di organizzare, per il prossimo 6 e 7 marzo, i 32esimi Campionati italiani para archery.

Le gare sidisputeranno al PalaPentimele di Reggio Calabria ed è prevista la partecipazione di circa 80 atleti diversamente abili. Ai 32esimi Campionati italiani para archery a Reggio Calabria saranno presenti il presidente del Comitato italiano paralimpico, l’avvocato Luca Pancalli, e il presidente neo riconfermato della FitArco, Mario Scarzella, insieme con i presidenti regionali Cip e FitArco Calabria.

A fare gli onori di casa sarà Enza Petrilli, vicepresidente dell’Aida atleta di punta e più volte medaglia d’argento in altri campionati: «Mi fa molto piacere poter disputare questo campionato italiano nella mia Calabria, ce la metterò tutta per riuscire a conquistare buoni risultati per me e per la mia società».

I XXXII Campionati italiani para archery di Reggio Calabria del 6 e 7 marzo saranno presentati successivamente in un incontro online al quale parteciperanno i vertici nazionali del Cip e della Fitarco. Il logo, che accompagnerà questa edizione, è stato disegnato all’arch. Alessandro Albanese(rrc)

REGGIO – Riapre il Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi”

Domani riapre il Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria. Lo ha reso noto il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, che ha salutato positivamente la riapertura dei luoghi culturali della città.

«Nonostante le tante difficoltà – ha dichiarato – legate agli effetti della crisi pandemica, finalmente i cittadini potranno tornare ad appropriarsi dei luoghi della cultura. Speriamo possano presto tornare ad essere centri pulsanti di iniziative culturali per come meritano, accogliendo il circuito artistico e culturale reggino che in questo ultimo anno ha molto sofferto le conseguenze delle chiusure».

Il servizio di apertura del Palazzo della Cultura, operativo da domani, sarà assicurato dal lunedì al venerdì con esclusione dei giorni festivi e garantendo modalità di fruizione idonee ad assicurare scrupolosamente le indicazioni operative già in atto, a tutela della sicurezza personale e pubblica e contenere, così, la diffusione del contagio da Covid-19.

Il Palazzo della Cultura sarà aperto, il lunedì, martedì e giovedì dalle 8.30 alle 14.30; mercoledì e venerdì dalle 8.30-14.30 e dalle 15 alle 18. (rrc)

REGGIO – La presentazione del marchio collettivo “Rc Reggio Calabria Welcome”

Il 5 febbraio, alle 10.30, alla Camera di Commercio di Reggio Calabria, è in programma la presentazione del progetto e del marchio collettivo RC Reggio Calabria Welcome.

L’obiettivo è l’organizzazione e la promozione dei prodotti turistici del territorio metropolitano di Reggio Calabria, avviato dall’Ente camerale nel 2019 e giunto alla sua piena operatività.

Dopo la costituzione dell’associazione Reggio Calabria Welcome Club di Prodotto Turistico –  quale rete tra gli operatori turistici, impegnata nella costruzione, organizzazione e promozione integrata della destinazione turistica reggina, che punta su specifici fattori di attrazione: turismo outdoor e sportivo e turismo culturale – ulteriore obiettivo della Camera di commercio è far crescere sempre più il numero di operatori che aderiscono alla rete, per ampliare e consolidare la base associativa al fine di potenziare e qualificare l’offerta turistica del territorio.

Nel corso della conferenza stampa l’Ente camerale presenterà le azioni promozionali messe in campo a sostegno del progetto e che valorizzeranno l’offerta dei prodotti turistici reggini su mercati target nazionali ed esteri. 

La conferenza stampa potrà essere seguito anche da remoto, mediante collegamento meet all’indirizzo https://meet.google.com/nyb-janp-frj. (rrc)

REGGIO – Al via gli incontri delle “Lezioni Aperte di Biologia Vegetale” di Agraria

Con la lezione Etnobotanica: folklore o motore di uno sviluppo sostenibile? hanno preso il via la seconda serie di incontri online II ciclo di Lezioni Aperte di Biologia Vegetale, promossi dal dott. Carmelo Maria Musarella, ricercatore e docente di Biologia Vegetale presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, e dallo stesso Dipartimento.

La lezione è stata tenuta dal prof. Andrea Pieroni, Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra – CN), professore Ordinario di Botanica Ambientale e Applicata e docente di Etnobotanica. Il relatore, con entusiasmo e passione, ha spiegato l’importanza della conservazione delle conoscenze e delle pratiche tradizionali legate al mondo vegetale, intese come eredità culturale che caratterizza e distingue l’identità di un territorio. Tali tradizioni sono riconosciute a pieno titolo come patrimonio culturale dell’umanità, in quanto sono l’insieme di conoscenze pratiche e riti.

Dare dignità ai detentori di queste conoscenze, fatte non di libri ma di osservazione, significa quindi dare dignità al territorio e alle radici della nostra cultura. In questo senso Pieroni ha definito la Calabria come «ecological e social edge», sottolineando come la moltitudine di incontri tra popoli e culture, ai quali la regione è stata soggetta per millenni, ha creato un ambiente interessante dal punto di vista etnobotanico e non solo.

Durante la lezione è stato evidenziato, inoltre, il legame tra agricoltura ed etnobotanica: la maggior parte delle piante raccolte e utilizzate sono proprio quelle dell’ambiente orticolturale, che nel corso dei secoli ha fortemente condizionato le pratiche etnobotaniche in ambiente mediterraneo. Infine, il prof. Pieroni ha rimarcato l’importanza dell’insegnamento della botanica popolare alle nuove generazioni e del ritorno alle pratiche tradizionali, non come un nostalgico “ritorno al passato” ma come “sguardo verso il futuro”: etnobotanica intesa, quindi, come riscoperta e rispetto per l’ambiente, fulcro indispensabile per uno sviluppo sostenibile.

La seconda lezione aperta dal titolo Quercus suber L. woodlands of Portugal: ecology, diversity, priorities for biodiversity conservation and ecosystem services, sarà tenuta in lingua inglese dal prof. Ricardo Quinto Canas (Invited Assistant Professor presso la Facoltà di Scienze e Tecnologia dell’Università dell’Algarve, a Faro, in Portogallo) e si svolgerà sempre in modalità on-line sulla piattaforma Microsoft Teams giovedì 11 febbraio 2021 alle ore 15. (rrc)

REGGIO – Col Circolo L’Agorà si parla della “Rivolta di Reggio”

Il 5 febbraio, sui canali social del Circolo Culturale L’Agorà di Reggio Calabria, è disponibile l’incontro dal titolo Testimonianze, organizzato dal sodalizio reggino in collaborazione con la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

L’evento apre la serie di incontri dedicati alla Rivolta di Reggio Calabria.

Il sodalizio culturale reggino non è nuovo a queste iniziative, che, insieme ad altri temi della macro storia sul novecento, rappresentano alcune delle linee guide che l’Associazione ha inteso storicamente inserire nei propri intenti statutari. A far data dal 2000, in occasione del trentennale della Rivolta di Reggio, il Circolo Culturale “L’Agorà” si è reso promotore di diversi momenti di riflessione su tale periodo storico, proponendo un ciclo di incontri aventi come tema “Reggio 1970-2000: trent’anni dopo” che si articolò durante l’arco di cinque giornate dedicate alla ‘Protesta’ di Reggio.

Quelle giornate di studio hanno rappresentato un momento di riflessione, vista anche la presenza di diverse anime e distinti orientamenti politici, ed in quella occasione scaturì l’idea del museo della Rivolta, successivamente altri incontri sono stati organizzati dal Circolo Culturale “L’Agorà. (rrc)

REGGIO – Maria Riva è il nuovo segretario generale del Comune

Si è insediata Maria Riva, il nuovo segretario generale del Comune di Reggio Calabria. Subentra a Giovanna Acquaviva.

All’incontro con la stampa, insieme al nuovo segretario generale, ha partecipato il sindaco Giuseppe Falcomatà, il presidente del Consiglio Enzo Marra e il direttore generale Demetrio Barreca.

La dott.ssa Riva, messinese, figura di grande esperienza in materia di Enti Locali, prende il posto della dott.ssa Giovanna Acquaviva a cui il sindaco Falcomatà ha voluto indirizzare un messaggio di ringraziamento in apertura di conferenza stampa per l’ottimo lavoro svolto al servizio del Comune.

Lo stesso primo cittadino ha poi evidenziato la centralità di tale figura «anche alla luce degli enormi profili di responsabilità che oggi investono i sindaci, basti pensare alle recenti condanne di cui sono stati destinatari i primi cittadini di Genova e Torino. E non è casuale in tal senso il vivace dibattito in corso tra noi sindaci di tutta Italia per avviare una profonda riflessione in materia di Tuel per la revisione di alcune norme».

«Da ciò deriva pertanto la necessità – ha proseguito il sindaco di Reggio Calabria – di operare con il supporto di una struttura tecnico amministrativa attenta e solida in grado di tenere altissima la guardia. Abbiamo davanti alcune priorità, come la piena uscita dal piano di riequilibrio e in questa direzione l’esperienza e il percorso professionale maturata dalla dott.ssa Riva, ci confortano. Guardiamo, inoltre, alla crescita delle società in house del Comune sui cui questa amministrazione ha scommesso con determinazione, al riordino della materia che riguarda i rifiuti, al tema del personale, ai nuovi concorsi che daranno impulso e nuova energia alla macchina amministrativa e all’innovazione nei servizi resi ai cittadini».

«Non ultimo – ha infine aggiunto il sindaco Falcomatà – il nuovo masterplan per la individuazione degli obiettivi strategici che riguardano la gestione delle risorse del Recovery Plan che è una delle priorità di questa amministrazione. Tutte sfide cruciali che potranno essere affrontate al meglio grazie alla guida e alla competenza della dottoressa Riva».

«La carriera di Maria Evelina Riva parla da sola – ha poi commentato il direttore generale Demetrio Barreca – ed è motivo di grande soddisfazione poter collaborare con una figura di così alto spessore professionale, che vanta esperienze anche in contesti territoriali non facili. Accogliamo dunque il nuovo segretario con grande fiducia nella piena consapevolezza che il suo apporto rafforzerà il clima di collaborazione che caratterizza il lavoro di tutta la compagine dirigenziale dell’Ente comunale».

Proprio sull’importanza del clima collaborativo, ha posto l’accento il presidente Marra, mettendo in evidenza che «la dottoressa Riva, con cui ho già avuto modo di confrontarmi in questi giorni, ha da subito mostrato un approccio operativo improntato alla massima disponibilità e alla capacità di ascolto. Il ruolo che ho l’onore e l’onere di svolgere, ha proprio in questa figura un riferimento costante e credo che la scelta operata vada nella giusta direzione».

1È un grande onore per me poter servire una città come Reggio Calabria – ha affermato il segretario Riva – che è anche una realtà metropolitana e rappresenta, dunque, un approdo importante e prestigioso per la mia carriera. Intendo mettere a disposizione di questo Ente tutto il bagaglio di conoscenze ed esperienze maturate in questi anni, a garanzia e supporto del buon funzionamento di tutta la macchina amministrativa. Buon andamento significa realizzare i programmi dell’amministrazione, garantire servizi adeguati ai cittadini, operare nella legalità».

«Lo studio e l’approfondimento – ha concluso la dott.ssa Riva – sono le uniche ricette per superare le difficoltà. Anche grazie al grande calore e all’accoglienza che mi sono state riservate, intendo vivere questa nuova sfida come tappa per un ulteriore arricchimento professionale e umano». (rrc)

Il 4 febbraio riapre il Museo Nazionale Archeologico di Reggio: ingresso gratuito per tutto il mese

È giovedì 4 febbraio il giorno in cui il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, guidato da Carmelo Malacrino, riaprirà le sue porte al pubblico, con ingresso gratuito per tutto il mese di febbraio.

«Siamo felici di poter accogliere di nuovo al Museo i suoi tanti visitatori – ha commentato il direttore Malacrino. È una notizia che aspettavamo da tempo, consapevoli della forte richiesta da parte degli utenti di poter ammirare e rivedere i magnifici tesori della Calabria antica, oltre, naturalmente i capolavori dei Bronzi di Riace e di Porticello. Ringrazio tutto il personale che in questi mesi ha consentito la tutela delle sale e ha garantito la sicurezza delle collezioni. E naturalmente il mio pensiero va anche a tutti i nostri sostenitori, che hanno continuato a seguirci sui nostri canali social».

«Giovedì alle 10.00 – ha proseguito Malacrino – avrò l’onore di riaprire gli spazi del Museo e accompagnerò i primi ospiti in Piazza Orsi dove continuerà ancora per qualche giorno l’allestimento della mostra Philía. Restauri sostenuti dai privati con Art Bonus. Siamo certi che non solo i visitatori provenienti da altre regioni, ma anche la città di Reggio e calabresi sfrutteranno questa occasione per recuperare il legame “fisico” con il Museo. Per tutto il mese di febbraio, infine, l’ingresso sarà gratuito, proprio a supporto della ripresa della città e del territorio dopo questi mesi estremamente difficili».

Alcune novità riguarderanno, invece, le modalità di accesso alla struttura, rimodulate dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 20.00, con ultima possibilità di accesso prevista alle 19.30. Saranno fruibili tutti i livelli delle collezioni permanenti fino al raggiungimento della capienza massima di 500 persone prevista dai protocolli di sicurezza, contingentata su base oraria. (rrc)

REGGIO, 20 ANNI FA SCAVI IN PIAZZA ITALIA
SILENZIO SUI RITROVAMENTI ECCEZIONALI

di FRANCESCO ARILLOTTA – In questi giorni va ricordato che fu nel gennaio 2001 che la Soprintendenza Archeologica della Calabria diede inizio ai lavori di scavo nella centrale piazza Vittorio Emanuele II, vulgo “Piazza Italia”, di Reggio Calabria. È proprio così: da quando, nella parte lato Corso Garibaldi di questa piazza, la Sovrintendente, dottoressa Elena Lattanzi, dispose la conduzione di una serie di saggi  per accertare la realtà archeologica di quell’area, sono trascorsi ben venti anni!

I lavori continuarono per più anni e portarono alla scoperta di una situazione che andava oltre ogni immaginazione di quanti in precedenza si erano interessati a cosa potesse nascondere nelle sue viscere quella parte urbana regina, da sempre considerata il cuore storico della città.

Su una superficie di circa 250 mq., infatti, lo scavo, condotto fino alla profondità di oltre sei metri, rivelò l’esistenza di uno stato dei fatti assolutamente eccezionale. Innanzitutto, un primo strato riferibile alla condizione della piazza prima del terremoto del 28 dicembre 1908, che mostrava la sistemazione a verde dell’area, con aiuole, fontanile e vasche per i pesci, con il basamento antico del monumento a Ferdinando di Borbone prima e all’Italia dopo, compreso l’impianto del palco destinato ai concerti delle bande musicali, completo di articolazione del sistema di illuminazione a gas. Apparvero, quindi, le testimonianze dei secoli precedenti, con una cesura storica fra il  XVIII e il XIV secolo, provocata dalla “aratura” del suolo cittadino realizzata, purtroppo, in occasione della realizzazione della nuova città voluta con il Piano Regolatore Mori redatto nel 1784 per la ricostruzione dopo il terremoto del 1783. Poi, lo scavo consentì di attraversare la successiva storia urbanistica regina fino all’età magnogreca. Nella profondità di quei sei metri c’era il racconto di diciotto secoli di vita cittadina: trenta centimetri per ogni secolo!

Un risultato eccezionale, che pone la realtà archeologica di Reggio Calabria ad altissimi livelli di interesse sotto numerosi punti di vista: dalle tecniche costruttive praticate nei vari secoli all’oggettistica rinvenuta nei diversi strati del terreno.

A suo tempo, a proposito della quantità del materiale ritrovato, si parlò di oltre 1500 cassette di reperti archeologici, e di un numero veramente rilevante di monete dei vari periodi storici attraversati.

Sull’argomento, non si è mai pubblicato niente. Il mondo scientifico non ha, quindi, potuto avere contezza di quanto le ricerche hanno rivelato. Ma soprattutto la Città di Reggio Calabria non ancora conosce, dopo venti anni, cosa quei reperti e quelle monete possono rivelare sulla sua Storia.

Ed anche la fruizione pubblica del sito, che potrebbe costituire un forte richiamo culturale e turistico, non va nella direzione auspicabile.

Eppure, cosa non si è trovato in quei “quattro palmi” di terra! È ancora ben preciso il ricordo, in me che ho avuto il privilegio di seguire da presso per lungo tempo quei lavori di scavo, delle emozioni provate ogni volta che sotto una zolla di terra appariva un segno della nostra millenaria vicenda umana!

Il muro esterno di un edificio lungo oltre dodici metri; piccoli crogiuoli per la funzione di oggetti in bronzo; grandi giare normanne fornite di robusti manici; un alto muro romano fuori squadro, forse per effetto di movimenti sismici; pozzi rotondi e quadrati al servizio di case bizantine; un mucchietto di monete in chissà quale drammatica circostanza perse; una serie di vasetti di vetro colorato di misteriosa destinazione; tarì d’oro arabi e normanni; case costruite, per più secoli, una sulle fondamenta della precedente, sempre orientate est-ovest; mascherette fittili magnogreche; testimonianze inaspettate della prima cristianità regina; vasellame di produzione siculo-magrebina; una bulla vitrea dorata, simile e forse coeva a quella attribuita al Califfo d’Egitto Abu-Alì al Mansur (996-1021) trovata, nel 1925, nelle fondamenta del palazzo La Face, a Piazza Duomo. E cosa dire della serie stratigrafica riguardante il tratto di strada che, dal ‘700 andando indietro nei secoli, ha sempre caratterizzato quell’area, rivelando le diverse tecniche di costruzione stradale applicate nel tempo, e costituendo così, quasi certamente, un unicum nel panorama archeologico dell’Italia Meridionale.

L’Associazione “Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria”, che ho l’onore di presiedere, ritiene che questa situazione vada affrontata e, nel migliore dei modi ed in tempi brevi, risolta. E intende fare tutto quanto sarà nelle sue capacità, perché almeno una informazione di base, che consenta di conoscere le stratigrafie delle diverse epoche testimoniate, e i ritrovamenti più significativi – comprese le monete – vadano presentati; disposta ad ospitare il tutto in un apposito numero monografico della sua qualificata rivista “Klearcos”.

Reggio Calabria ha il diritto di sapere; l’Archeologia Internazionale non può essere privata di dati tanto importanti. Venti anni di silenzio sembrano, obiettivamente, troppi! (fa)

REGGIO – La criticità della raccolta rifiuti si scontra con le tariffe della Tari

Il Movimento per la Rinascita del Pci e l’Unità dei comunisti stigmatizza l’assurda situazione della scadenza del pagamento della tassa rifiuti (Tari) del 30 gennaio a fronte di un servizio scadente e inadeguato.

La Hermes (la società di riscossione dei tributi comunali) – si legge in una nota – con l’affissione di grandi manifesti in città «ha invitato i cittadini a provvedere al pagamento del saldo TARI 2020 entro il 30 gennaio. Insomma ha sostituito l’invio della fattura a saldo con un mero e generico invito rivolto a tutti i cittadini. I quali cittadini, stando così le cose, dovrebbero recarsi alla Hermes; affrontare file chilometriche; e qui farsi calcolare l’importo dovuto a saldo. Il tutto nel giro di qualche giorno. Dimenticando che la Corte di Cassazione ha statuito che le Amministrazioni che non provvedono alla raccolta dei rifiuti in maniera regolare non possono chiedere l’intero importo; ma solo il 40%. Dimenticando che tante associazioni; organizzazione politiche e singoli cittadini hanno inviato istanze in autotutela con le quali hanno invitato l’Amministrazione ad adeguarsi al dettato giurisprudenziale.

«L’Amministrazione – si legge nella nota del Movimento – ha adottato la linea dura: il cittadino deve pagare l’intero; facendo finta di non sapere di detta pronuncia (che non è altro che l’interpretazione autentica della legge). Ma soprattutto facendo finta di non conoscere lo stato in cui è ridotta la città: montagne di rifiuti che giacciono inermi ai bordi delle strade cittadine; rifiuti accumulati in qualunque slargo; rifiuti che stanno accumulati per giorni, settimane, mesi, fino a quando prendono fuoco sprigionando così diossina, puzza e lunghe code di fumo.

Rifiuti a Reggio

«Questo è lo stato in cui è ridotta la città! E l’Amministrazione rimane inerme. Da molti mesi annuncia che i lavori della discarica di Melicucco sono quasi alla fine (purtroppo anche questo possibile sbocco non solo on è alle porte ma addirittura i lavori sono fermi e la ditta appaltatrice, per quanto è dato sapere ha abbandonato il cantiere). Ma la discarica è un luogo dove vengono conferiti i rifiuti sporchi; indifferenziati.

Ora, se questo è; a che cosa è servito avviare la raccolta differenziata? A cosa è servito spendere cifre molto importanti (si dice 25 milioni di euro l’anno e forse più)? No. I conti non tornano. Non si può avere la città sporchissima; pagare le tasse più alte d’Italia ed avere l’obiettivo di portarli in una comune discarica. Significa che l’Amministrazione non ha avuto e non ha tutt’ora un progetto; una idea di come risolvere l’annoso problema dei rifiuti; un’idea insomma di città pulita. Eppure in tanti avevamo in più occasioni tentato un dialogo; abbiamo tentato di suggerire idee e progetti; fin dal primo giorno dell’insediamento dell’attuale maggioranza avevamo consegnato un progetto, articolato tecnicamente, volto a creare un sistema di raccolta intelligente che avrebbe potuto davvero rappresentare una svolta di civiltà urbana. Non siamo stati ascoltati, purtroppo; purtroppo perché a soffrirne sono i cittadini e la città; ancor di più perché costretti a pagare tasse così alte: tasse 3 volte in più del massimo». (rrc)

 

Ferrovia jonica da Reggio a Melito: in progetto le fermate a San Leo e Bocale

Dopo uno stallo di oltre dieci anni, riparte l’iter di approvazione dei progetti di realizzazione delle nuove fermate di Bocale II e S. Leo di Pellaro. Ne ha dato comunicazione l’Assessore alla Pianificazione, Mobilità e Trasporti arch. Mariangela Cama, che ha tenuto in modalità da remoto, alla presenza dei dirigenti tecnici comunali, una riunione tecnico-operativa con i Responsabili di Rete Ferrovia Italiana (RFI) della sede centrale di Roma e della sede locale. I due interventi si inseriscono in un più ampio progetto che prevede la realizzazione di una serie di fermate della tratta Reggio Calabria Centrale – Melito P.S., nella fascia ferroviaria jonica.
Nel corso dell’incontro, in considerazione del tempo trascorso e del variato stato dei luoghi nonché delle attuali previsioni previste nello strumento di pianificazione territoriale approvato, si è reso necessario aggiornare la progettazione definitiva posta alla base delle precedenti autorizzazioni, che dovranno pertanto essere riacquisiti al fine di procedere velocemente alla progettazione esecutiva ed alla successiva realizzazione delle opere.
RFI ha illustrato gli interventi di realizzazione delle due fermate che prevedono, per Bocale II, la realizzazione delle due banchine alla quota ferroviaria e l’utilizzo dei due tunnel ad una quota più bassa per realizzare il sottopassaggio ferroviario e il sottovia stradale di collegamento della zona a monte verso la zona mare. La fermata di San Leo di Pellaro, realizzata nelle vicinanze del centro commerciale, oltre alla realizzazione delle due banchine ferroviarie alla quota ferro, prevede la realizzazione di un sottopasso per uso ferroviario, l’utilizzo dell’esistente sottovia stradale per la viabilità carrabile e la realizzazione di un tratto di viabilità stradale a cura di RFI su aree private per il collegamento con la Via Nazionale. Sono previsti, inoltre, la realizzazione di nuovi marciapiedi di stazione, lunghi 150 m ed alti 55 cm rispetto al piano ferro; pensiline di copertura con lunghezza pari a 60 m; sottopassaggio accessibile a persone con mobilità ridotta; percorsi tattili e segnaletica di stazione; parcheggi di interscambio.
Gli interventi saranno attuati sulla base della convenzione sottoscritta l’anno scorso dal sindaco Giuseppe Falcomatà con il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti che ha assegnato al Comune di Reggio Calabria (Capofila) il contributo di complessivi 23 milioni di euro, destinato alla realizzazione del programma degli interventi di completamento nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa, secondo il cronoprogramma ed il quadro economico riportati negli allegati alla  convenzione, ed RFI S.p.A. individuata come Soggetto Attuatore.
L’imprinting dell’assessore Cama, che ha rappresentato il carattere d’urgenza delle opere, finalizzate ad un più efficace collegamento nell’area dello Stretto, oltre che a supportare un modello di offerta di tipo metropolitano e di upgrade tecnologico, è stato utile per tracciare con il soggetto attuatore le modalità operative per adottare idonei provvedimenti comunali finalizzati all’acquisizione dei pareri e dei nulla osta, necessari all’attuazione dei due interventi. (rrc)