Dl agosto, Castelli (M5S): troppi proclami su debito Comune di Reggio

Anche Laura Castelli, viceministro dell’Economia e Finanza del Movimento 5 Stelle, è dell’idea che ci siano stati troppi proclami sul debito del Comune di Reggio Calabria.

«Io non credo – ha dichiarato Laura Castelli all’Ansa, che si trovava a Reggio in occasione della presentazione della lista del Movimento 5 Stelle a sostegno del candidato sindaco, Fabio Foti – che ci si possa presentare ad una tornata elettorale dicendo: ‘sono stato bravissimo perché ho ottenuto una misura che copre i debiti del mio Comune che quando siamo entrati erano molti meno rispetto a quelli che troverete adesso’».

«Lo dico con sincerità – ha dichiarato la Castelli all’Ansa – non credo che sia questo il modo e per questo quando mi e’ stato chiesto di venire qui, oggi, a presentare la lista M5S per le comunali ho detto di sì. Perché la sincerità a livello istituzionale è la prima cosa che si deve ai cittadini. E la sincerità è quella di dire quella che è la realtà: ho avuto delle difficoltà, ho fatto altre scelte; oggi ho il debito alto perché ho fatto questa cosa qui, oppure ne ho fatta un’altra. Ma non fare proclami e dire ho vinto io, votatemi perché in zona Cesarini mi hanno fatto mettere dentro un gol».

«Quella di oggi a Reggio – ha aggiunto il viceministro Castelli sempre all’Ansa – é una situazione molto più grave rispetto a quella che c’era nel 2014 che legittima le scelte che un Sindaco che è stato democraticamente eletto ha fatto. Un Comune che ha ricevuto molte risorse, più di 250 milioni di euro di liquidità, di anticipazioni e addirittura un prestito da parte della Regione. Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Ci sono state risorse utilizzate per altro considerando che il nostro Governo, sui Comuni ha prodotto misure molto incisive. Ha dato molte risorse per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione».

«Mentre era già in carica l’attuale sindaco – ha proseguito la Castelli – è stato emanato il Decreto 35. Abbiamo messo tantissime risorse sugli investimenti che, pur non ripianando i debiti, consentivano di non utilizzare i soldi in bilancio. Quella che vediamo oggi è una situazione che si poteva evitare. È una situazione che ci preoccupa: per questo con il Decreto Agosto abbiamo istituito un fondo che serve per aiutare i Comuni che sono in deficit strutturale».

«Un fondo – ha spiegato all’Ansa la Castelli – che sarà ripartito in Conferenza Stato-Città. Non è ancora stato ripartito e quella norma non si chiama norma Reggio Calabria, si chiama norma per i Comuni in deficit strutturale contenuto in un Decreto che deve ancora essere convertito in legge dal Parlamento. Solo dopo si deciderà la ripartizione dei fondi ai vari Comuni, secondo criteri che devono ancora essere definiti».

Immediata, la risposta del sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, dichiarando che «la verità sul Decreto Agosto è un’altra, e pure la sottosegretaria Laura Castelli lo sa bene».

«Mente – ha aggiunto – sapendo di mentire, rivendicando meriti che non le appartengono. Anzi, lei stessa mi ha detto, durante le travagliate ore che hanno portato all’approvazione del provvedimento, che avrebbe fatto di tutto affinché non passasse la norma che ha salvato il Comune di Reggio dal dissesto». 

«La norma – ha spiegato il sindaco Falcomatà – che ha riconosciuto 200 milioni contro il dissesto e che ha, di fatto, scongiurato una crisi irreversibile e senza precedenti per la nostra città porta la firma, il nome e l’anima dell’amministrazione che ho l’onore di guidare. Se, al di fuori di Reggio Calabria, c’è qualcuno che l’ha fortemente sostenuta è, semmai, il ministro Roberto Gualtieri che l’ha rilanciata e difesa all’interno del Consiglio dei ministri. Tutto il resto sono parole al vento, inaccettabili se pronunciate da chi ha osteggiato e combattuto un provvedimento vitale per la nostra comunità».

«Soltanto i reggini, infatti – ha proseguito il primo cittadino – possono comprendere fino in fondo la sofferenza dell’aver sopportato un Piano di rientro che ha imposto regole rigide – come l’aumento al massimo dell’aliquota sulle tasse – pur di recuperare l’enorme buco lasciato dal centrodestra a causa di spese folli, artifizi contabili e bilanci truccati. Nessuno, dunque, si permetta di speculare sulle difficoltà della nostra Reggio o di brandire fantasiose rappresentazioni come arma in campagna elettorale».

«Se il futuro dei reggini appare più roseo – ha concluso il sindaco Giuseppe Falcomatà – questo va ascritto tanto alla giunta comunale, quanto al segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ed al ministro Roberto Gualtieri che hanno sposato appieno la nostra proposta, al punto da farla diventare modello di salvaguardia per moltissimi Comuni italiani». (rp)

REGGIO, NOSTRE PROIEZIONI SUL SINDACO
AVANTI MINICUCI, PERDE QUOTA FALCOMATÀ

Quali sono le previsioni sulle elezioni comunali del prossimo 20 settembre a Reggio? Calabria.Live è in grado di proporre uno studio riservato che non è assolutamente un sondaggio, ma che tiene conto dell’andamento storico delle elezioni a Reggio Calabria dal 2014 ad oggi (comunali, politiche, europee, regionali), del numero delle liste e dei candidati, della riproposizione degli uscenti, dai trend più recenti dei partiti nazionali. Sono proiezioni che fotografano la situazione alla data odierna e derivano dall’elaborazione di dati reali, per fornire il trend attuale di questa consultazione elettorale.

Emerge, dallo studio, il ballottaggio praticamente certo tra Minicuci e Falcomatà, con il primo in vantaggio sul sindaco uscente. Exploit di Angela Marcianò che, con il suo potenziale 10% favorito dal voto disgiunto, costringerebbe i due principali antagonisti a rinunciare alla vittoria al primo turno. La coalizione di Minicuci (centrodestra) si attesterebbe tra il 41 e il 45%, mentre quella di Falcomatà (centrosinistra) si attesterebbe tra il 34 e il 38%. La partita dunque si giocherebbe tutta al secondo turno con esiti del tutto imprevedibili. Sulla percentuale di votanti, lo studio prevede la partecipazione intorno a 84mila elettori su quasi 147mila (57%): alle regionali ha votato il 52,38% (mentre alle europee ci fu il dato più basso in assoluto: 41%). Quindi ci dovrebbe essere una sostanziale percentuale di astenuti (+8%), rispetto alle precedenti consultazioni (65%).

C’è uno metodo “scientifico” in questo studio elettorale, che – ripetiamo – non è basato su intenzioni di voto, né è frutto di un’indagine demoscopica, ma analizza dati reali messi a confronto. Le variabili sono così numerose che niente può essere dato per scontato, per cui lo studio serve solo a indicare le “tendenze” attuali e offrire un quadro esclusivamente previsionale, utile per i candidati e per gli elettori.

Le potenzialità delle coalizioni e delle liste singole dei nove candidati possono essere così riassunte:

Coalizione Falcomatà  34-38%, trainata dalla lista PD che potrebbe ottenere un buon 18%, anche se inferiore al 22% delle recenti Regionali.

Coalizione Minicuci   41-45%, trainata dalle tre liste principali, Forza Italia (potenzialmente al 16%), Fratelli d’Italia (potenzialmente al 10%) e Lega (potenzialmente al 7% e indebolita dalla lista espressione del Sindaco).

Coalizione Marcianò 5-9%;

Lista 5Stelle   3-4%;

Coalizione Pazzano  2-4%;

Lista Davi  1-3%;

Lista Putortì 0,2-1%;

Lista Tortorella 0,2-1%;

Lista Siclari 0,2-1%.

Un’annotazione di rilievo va al voto disgiunto. L’eventuale exploit della Marcianò, che si sta caratterizzando come una candidata fuori dagli schemi e trasversale, colpirebbe in eguale misura Falcomatà e Minicuci che verosimilmente potrebbero andare sotto i voti raccolti dalle rispettive liste.

In questo caso, Minicuci viaggerebbe tra il 40 e il 44%, Falcomatà tra il 32 e il 36%, Marcianò tra l’8 e il 12%.

Ma la strada è ancora lunga, lunghissima, e tutto può accadere. (rp)

 

REGGIO – Lunedì il 52esimo Premio Rhegium Julii Inedito

Lunedì 31 agosto, a Reggio, alle 21.15, al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”, è in programma la cerimonia di premiazione del 52esimo Premio Rhegium Julii Inedito, promosso dal Circolo Culturale Rhegium Julii.

Il Premio inedito è stato suddiviso in tre sezioni: Poesia inedita (intitolata all’indimenticato poeta Ernesto Puzzanghera), Silloge inedita (intitolata alla poetessa Gilda Trisolini) e racconto (intitolata al poeta Emilio Argiroffi).

Per l’anno in corso è stata preannunciata l’assegnazione di un Premio speciale fuori concorso ad un giovane talento calabrese che rappresenta una nuova e grande prospettiva per il futuro della Calabria.

Presenti, alla serata, il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, i Presidenti delle Associazioni e Club service che sponsorizzano le manifestazioni estive dei Caffè letterari, Igino Postorino per il Circolo del tennis, Tonino Raffa per il Panathlon Reggio Calabria, Giuseppe Strangio per il Lions Club Host, Gabriele Quattrone per il Lions Club Magna Grecia, Rosario Lofaro per il Rotary Club Reggio Calabria, Silvana Velonà per l’Accademia del tempo libero, Enzo Vitale per la Fondazione Mediterranea, Franco Palumbo per l’Orchestra giovanile di Delianuova.

La prima Commissione, per la poesia inedita e per la silloge presieduta da Giuseppe Bova e composta da Benedetta Borrata, Maria Florinda Minniti, Daniela Pericone ed Elio Stellitano, ha indicato come finalisti per poesia inedita Rosario Aveni (Venetico), Vittorio Di Ruocco (Pontecagnano), Vincenzo Filardo (Reggio Calabria), Alessandro Lanucara (Reggio Calabria), Mimma Licastro (Reggio Calabria), Carmela Palumbo (Reggio Calabria), Michele Pochiero (Polistena), Caterina Silipo (Reggio Calabria); per silloge inedita Bruno Giovannelli (Reggio Calabria), Lucia Lo Bianco (Palermo), Maurizio Maisano (Reggio Calabria), Francesco Mazzitelli (Policoro), Oreste Kessel Pace (Palmi), Gregorio Viglialoro (Cosenza).

La seconda Commissione, presieduta dal dirigente scolastico Francesco Cernuto e composta da Maria Rosa Falduto, Teresa Scordino, Rosaria SuraceIlda Tripodi, hanno individuato come finalisti per la sezione racconto, Patrizia Alessio (Taurianova), Pina De Felice (Reggio Calabria), Antonio Greco (Milano), Stanislao Liberatore (Chieti), Lucia Lo Bianco (Palermo), Giulia Malinverno Ricceri (Follonica), Francesco Ravenda (Reggio Calabria), Angelo Vazzana (Reggio Calabria).

La serata, condotta dalla giornalista Ilda Tripodi, sarà aperta dal video Semi di poesia nei luoghi della parola a cura di Orsola Toscano e Ilda Tripodi.

La manifestazione sarà conclusa da un concerto del noto maestro Sergio Puzzanghera, già vicedirettore del Conservatorio di musica Francesco Cilea, che eseguirà musiche di Astor Piazzolla (Libertango), A.C. Jobim (Wave), E. Nazareth (Brejeiro), F. Chopin (studio op. 10 n.12 in Do minore, Studio op. 25 n.2 in FA minore, Fantasie Impromptu op. 66 in DO minore), Sergio Puzzanghera (Notturno n.1 Le fontane del Lungomare). Le prime tre opere sono state trascritte ed elaborate per pianoforte dallo stesso Puzzanghera. (rrc)

FIGLI DELLA ‘NDRANGHETA ANCHE AL NORD
“LIBERI DI SCEGLIERE” PER CAMBIARE VITA

di MARIA CRISTINA GULLÍ – Sembra ieri e invece sono passati già otto anni da quanto il giudice Roberto Di Bella, presidente del Tribunale dei minori di Reggio, lanciò la sua rivoluzionaria proposta: sottrarre ai boss della ‘ndrangheta e della malavita organizzata i figli per offrire loro prospettive di vita diversa. Era in nuce il protocollo che poi sarebbe stato battezzato “Liberi di scegliere”, rilanciato da una delicata fiction televisiva, celebrato persino dal New York Times con una pagina dedicata a Di Bella. Sembrava un azzardo, per qualcuno una cattiveria, togliere dalla patria potestà minori a rischio di seguire le orme dei genitori e, invece, è successo che sono stati tantissimi i boss, i malavitosi di mestiere, a ringraziare Di Bella per il suo gesto, il suo coraggio, la sua sensibilità.

Quel progetto, Liberi di scegliere, dopo otto anni, non si ferma più a Reggio o in Calabria, ma è diventato nazionale con il coinvolgimento di tutte le Direzioni Distrettuali Antimafia e, naturalmente, dei Tribunali per i Minorenni cui è stato affidato il compito di vagliare ogni singola situazione a rischio, per offrire ai ragazzi l’opportunità di sganciarsi dai tentacoli di facili e pericolose lusinghe di malaffare, seguendo le orme dei padri o dei parenti più stretti, e cercare di dare un senso alla propria vita futura.

Roberto Di Bella e Bruna Siviglia
Roberto Di Bella e Bruna Siviglia

Nel riconoscere al dottor Roberto Di Bella un’intuizione che rivela la sua grande partecipazione, sofferta, al dramma di tanti minori che gli sono capitati davanti, con familiari coinvolti in reati, anche gravissimi, di mafia, non si può fare a meno di sottolineare il ruolo avuto negli anni da Bruna Siviglia e la sua associazione Biesse per il grande coinvolgimento di scuole, insegnanti, alunni, professionisti autorità istituzionali, nonché di due ministeri (Università e Istruzione) perché il progetto non restasse “chiuso” e limitato a Reggio. C’è stato il convolgimento di Rosarno con la dirigente scolastica Mariarosaria Russo, altro simbolo della Calabria che non tace, e tante altre tappe sono seguite presso le scuole della provincia reggina per sensibilizzare i ragazzi. «Dall’altra parte – ha ribadito Bruna Siviglia in più occasioni –  non c’erano dei criminali irrecuperabili, ma dei ragazzi che potevamo essere aiutati. Erano cresciuti odiando lo Stato ma la loro infelicità era così forte che un dialogo era possibile. Con il presidente Roberto di Bella abbiamo raccontato agli studenti le storie di tanti ragazzi che nel corso di 25 anni di attività prima come giudice poi come presidente del Tribunale dei minori ha incontrato, un percorso non sempre facile, anzi, spesso faticoso e doloroso, ma che ha restituito a molti ragazzi la possibilità concreta di una vita diversa da quella segnata dal carcere e dalla violenza dei loro padri».

Così Liberi di scegliere è divenuto, nel tempo, un protocollo che avrebbe fatto scuola, con la partecipazione anche di Questura e Prefettura, promuovendo un’attività di sensibilizzazione nobilissima quanto ferma e decisa. La scelta non era e non è, evidentemente, solo dei ragazzi – cui è difficile se non impossibile chiedere di decidere già da piccoli cosa sarà del loro futuro – bensì di madri-coraggio, ma anche di padri malavitosi che hanno capito la correttezza di un’operazione lancinante e dolorosa, ma necessaria per il bene dei minori.

È nata così una rete di protezione sociale alla quale possono ora attingere e accedere tutti i Tribunali per i Minori, le Procure, le Direzioni Distrettuali Antimafia, i funzionari e i dirigenti delle forze dell’ordine, questori, prefetti, insegnanti e docenti universitari: l’obiettivo è principalmente illustrare i rischi di una vita mutuata da fenomeni criminali in seno alla  famiglia di origine, offrendo tutta l’assistenza necessaria, e quindi assicurando gli aiuti necessari per oltrepassare quel confine che fino a ieri sembrava invalicabile.

Quante madri disperate hanno temuto per i propri figli, intravvedendo un futuro di sangue e malaffare, sulla scorta dell’esperienza di padri boss o piccoli mestieranti della malavita organizzata? E quante di loro hanno avuto solo parole di elogio per il conforto che l’iniziativa (inizialmente sconcertante) del dottor Di Bella avrebbe (e ha) portato? E non si può non evidenziare la partecipazione di associazioni come Libera che ha ulteriormente allargato il campo di azione, per salvaguardare i bambini o i giovani dalle conseguenze dei padri. Il giudice Di Bella, che ai primi di settembre lascerà, non senza una profonda emozione, Reggio per la Sicilia, è evidentemente soddisfatto dell’allargamento del progetto Liberi di scegliere a tutto il territorio nazionale. «L’argomento criminalità organizzata – ha detto l’ormai quasi ex presidente del Tribunale dei Minori di Reggio – non sarà più un tabù nelle Università e nelle scuole, dal momento che saranno previsti incontri a tema e momenti di formazione per i docenti». E non solo. L’associazione Libera potrà aiutare le famiglie dei collaboratori e dei testimoni di giustizia sia in Calabria sia in qualsiasi altra parte d’Italia.

L’emancipazione dal contesto mafioso non riguarda solo i minori ma anche le madri e i familiari che troveranno una rete di protezione adeguata grazie a questo protocollo che è diventato il sostituto di una legge nazionale che non c’è, con appositi fondi che sono stati messi a disposizione anche dalla Caritas e dalla Conferenza Episcopale Italiana e che vanno ad aggiungersi a quelli già previsti dalla Presidenza del Consiglio e dal Dipartimento Pari Opportunità.

La nuova sede di lavoro del dottor Di Bella è Catania, neanche tanto lontana, ma la vicinanza con quanto è successo in riva allo Stretto in questi anni resterà una testimonianza vivida e appassionata. Il presidente Di Bella è diventato il papà virtuale di decine e decine di ragazzi sottratti alla mafia e sicuri testimoni che dalla mafia si può anche fuggire. Un padre putativo al quale sono bastati appena gli sguardi dei “suoi” ragazzi a fargli capire che era nel giusto. Combattendo, soprattutto nei primi anni, una battaglia in solitaria ma con la fierezza e l’orgoglio di crede nella legalità. (mcg)

REGGIO – Al via l’Horcynus Festival

Giovedì 27 agosto, a Reggio, prende il via l’Horcynus Festival, organizzato dalla Fondazione Horcynus Orca in collaborazione con la Fondazione di Comunità di Messina.

La kermesse, che terminerà il 9 settembre e dal titolo Ghadaan, si svolgerà in diverse location, come il Castello Aragonese, il Parco di Ecolandia e la Terrazza Medinblu, e si pone l’obiettivo di alimentare, attraverso le sue molteplici attività, uno sguardo attivo e creativo sulla realtà.

Si parte, dunque, giovedì 27 agosto, al Parco Ecolandia, alle 21.30, con L’ira di Achille di Mimmo Cuticchio.

Questa prima assoluta avrà Reggio Calabria come cornice e racconterà di una pestilenza e di un’aspra contesa tra Agamennone e Achille, durante il decimo anno d’assedio di Troia. Gli accadimenti, tratti dal poema omerico dell’Iliade, sono al centro della originale rielaborazione di Mimmo Cuticchio e, nel segno di una affascinante contaminazione tra tradizioni orali e performative, saranno trasposti in uno spettacolo animato da uomini/pupi, i sacerdoti/pupari e dei/attori.

Si prosegue, poi, venerdì 28 agosto, alle 21.00, sulla terrazza del Castello Aragonese, con lo spettacolo di Astragali Teatro, ispirato all’omonimo romanzo di Georges Bataille dal titolo La storia dell’occhio.

Sabato 29 agosto, alle 21.00, alla Terrazza Medinblu, Ettore Castagna e il reading-concerto per la presentazione del suo libro Della Grecìa perduta (Rubbettino); il 31 agosto, alle 21.30, al Parco Ecolandia, il concerto dei Radiodervish; il 4 settembre, alle 21.00, alla Terrazza Medinblu, il reading poetico-musicale Ossa di Crita di Massimo Barillà con gli interventi musicali di Luigi Polimeni.

Il 6 settembre, alle 21.00, alla terrazza del Castello Aragonese, il concerto dei Glorius Vocal 4et, mentre l’8 settembre, alle 21.30, al Parco Ecolandia, il concerto dei Fanfara Station.

Il 9 settembre, alle 21.00, al Castello Aragonese, lo spettacolo Quanto resta della notte con Salvatore Arena, chiude questa edizione. (rrc)

Salvini ricompatta la destra reggina e spinge il candidato sindaco Minicuci

Con le spalle allo Stretto, tutti stretti intorno a Matteo Salvini, per dare certezza del sostegno al candidato “unico”, Nino Minicuci, aspirante sindaco della Lega, con l’appoggio della coalizione di centro-destra formata da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Una serata che ricompatta la destra confusa e lacerata, a Reggio, dopo settimane di tirammolla sulla scelta del candidato.

Ad accogliere Salvini tutto lo stato maggiore della destra calabrese, capitanata dalla presidente Jole Santelli  e scortata dalla coordinatrice di Fratelli d’Italia Wanda Ferro. Poi ci sono praticamente tutti: l’on. Ciccio Cannizzaro, le deputata Maria Tripodi e Giusy Versace, l’uomo di Salvini in Calabria, Cristian Invernizzi, già commissario della Lega per il territorio regionale, e poi consiglieri regionali, aspiranti consiglieri comunali, una ressa incredibile di giornalisti, telecamere, telefonini, microfoni.

Introduce la serata la giornalista Giancarla Rondinelli, ma non ci sarà contraddittorio con la stampa. Giusto qualche frase strappata all’ingresso del Lido, a nessun giornalista è stato permesso di fare domande. Più che un incontro con la stampa per presentare il candidato “unico” si è trattata di una affollata convention del tributo obbligato. Salvini, reduce di una mattinata a Crotone e un pomeriggio a Catanzaro Lido, ha fatto un discorso pacato, da sovrano appena giubilato, che ha vinto l’opposizione interna e si sente regista di una apparentemente facile vittoria. Lo sarebbe stata sicuramente due mesi fa, se non ci fosse stato il tentennamento continuo di tutto il centro destra sulla scelta del/della candidato/candidata: oggi sembra ugualmente facile viste le evidenti defaillances di Falcomatà. Facile attaccare il sindaco uscente (anche dopo su la7 durante il programma In Onda), sulla spazzatura che, indegnamente “sporca” l’immagine (e no solo quella) della città o sull’acqua: il candidato Minicuci fa un discorso che affascina e conquista l’uditorio, parlando di imposte inique e perdite d’acqua, e finalmente parla di cassonetti “intelligenti per controllare chi scarica i rifiuti ma non paga la relativa tassa, immaginando un sistema di riciclaggio diverso per valorizzare i rifiuti. Poi, Minicuci, punta sull’orgoglio della Calabria: parla dei 50mila calabresi che vivono a Genova, e confessa il suo amore per Reggio e per tutta la Calabria: «guardate che i più innamorati di Reggio sono le persone che stanno fuori, quando siamo qui ci rode l’invidia – come diceva un poeta reggino (Giunta). Quando ci troviamo fuori facciamo le associazioni dei calabresi: io ne ho fondata una ad Ascoli Piceno e a Genova quella dei calabresi della Liguria, dove abbiamo fatto cose bellissime, come un corso per aiutare i ragazzi a partecipare ai concorsi pubblici, che io regalerò ai giovani di Reggio».

Salvini a Reggio Calabria

Salvini mantiene un profilo basso, accoglie i consigli di non apparire il nuovo Anassila agli occhi dei reggini, e ascolta come un ragazzo preparato a sostenere un esame e non vuole strafare. Gioca anche lui sui sentimenti d’orgoglio calabrese, poco ci manca che si metta a ballare la tarantella per professare la sua gioia di stare in riva allo Stretto, ma sa bene che non sarà una passeggiata. Gli inguaribili ottimisti parlano di vittoria al primo turno, Salvini, invece, ci va cauto, sarebbe bello – dice – ma non dà niente per scontato. E ha capito che il centro-destra da vittoria certa a tavolino stava per restare fuori dello stadio. Lo hanno capito soprattutto le varie anime della destra reggina che hanno, per incanto, capito che solo uniti possono vincere, senza stravincere.

Salvini ha confessato che quando ha preso in mano la Lega non immaginava che sarebbe arrivato in Calabria: ringrazia i calabresi che sono intorno a lui, che rappresentano la realizzazione d’un sogno «perché non bisogna porsi limiti nella vita»: spiega di essere arrivato in ritardo perché è andato a vedere la muraglia di spazzatura di Ciccarello. «Non chiedo a Nino i miracoli – dice – ma chiedo di restituire ai reggini l’onore e la normalità quotidiana: strade pulite e acqua che esce dai rubinetti, per cominciare». Rilancia la palla agli elettori del centro-destra: il destino di Reggio è in mano a voi, io metto una piccolissima matt0nella in  quella casa che dovete costruire voi». Applausi, e selfie a volontà per chiudere la serata reggina. Lo slogan di chiusura è: lavoro, sicurezza e bellezza. Domani è un altro giorno, la campagna elettorale è appena iniziata. (s) 

LA CULTURA RITROVATA VA IN ASPROMONTE
AD AFRICO INTELLETTUALI A CONFRONTO

di MARIA CRISTINA GULLÍ – Ritrovarsi, per il terzo anno consecutivo, ad Africo Antico, nel cuore dell’Aspromonte: è stato un nuovo successo quest’incontro, quest’anno, non sponsorizzato dalla Regione, bensì promosso e organizzato dai giovani di Insieme per Africo. Un raduni senza inviti, solo col passaparola per mettere fianco a fianco artisti, scrittori, poeti, giornalisti e tanti, tantissimi giovani con la voglia di ascoltare, di domandare, di sentirsi protagonisti. E Gente in Aspromonte non sarà più un evento sporadico: il presidente del Parco Leo Autelitano lo ha inserito tra gli “attrattori culturali, turistici e ambasciatori del Parco», così che quest’incontro il cui sottotitolo recita “La visione del Sud vista dall’Aspromonte” acquisisce il pieno sostegno del Parco. L’obiettivo di del presidente Autelitano è valorizzare le iniziative che caratterizzano l’Aspromonte a supporto di identità culturali, incentivando il confronto e la crescita sociale nel rispetto della legalità.

Giungere al rifugio Carrà non è agevole, eppure sono arrivati in tanti, a cominciare dallo scrittore Gioacchino Criaco che ama moltissimo questo suggestivo angolo di Aspromonte lo ha fatto conoscere ad amici e colleghi: con l’intervento dell’Ente Parco diventa sede stabile dell’incontro che, è chiaro, si ripeterà crescendo sempre di più.

"GENTE IN ASPROMONTE" 2020

Bella la motivazione che ha spinto i giovani organizzatori dell’incontro di quest’anno: «Non arrabbiarti con il pozzo che è secco – hanno scritto su FB – perché non ti da l’acqua, piuttosto domandati perché continui ad insistere a voler prendere l’acqua dove sai già che non puoi trovarla.
Noi ragazzi di “Insieme per Africosiamo così. Ci crediamo da sempre che qualcosa possa realmente cambiare, ci crediamo nonostante le mille promesse fatte, ma mai mantenute.
«Quest’anno abbiamo voluto organizzare, di nostra spontanea volontà, la terza edizione di “Gente in Aspromonte”, e nonostante le mille difficoltà riscontrate, possiamo dire che ce l’abbiamo fatta anche questa volta. Ce l’abbiamo fatta anche grazie all’aiuto di alcune persone davvero speciali che ci danno una mano da sempre. Ci supportano in ogni iniziativa ed in alcuni momenti ci danno la forza per andare avanti.
Il sorriso degli ospiti, le belle parole spese nei nostri confronti e di conseguenza l’ottima riuscita dell’evento è stata soprattutto merito di :
Gioacchino Criaco, Bruno Criaco, Francesco Pileggi, Giuseppe Aloe, Paolo Sofia, ed altri amici, i quali si sono impegnati in prima persona affinché tutto potesse essere perfetto e andare per il meglio. E così è stato.
«Noi ragazzi volevamo ringraziare tutte le persone presenti, tutti coloro che sono intervenuti al dibattito con l’auspicio che sia solo l’inizio di tante iniziative affinché vengano valorizzati i nostri incantevoli Borghi Aspromontani.
«Siamo gente strana noi Africoti, è da settant’anni che viviamo sul mare, ma continuiamo a chiamare Madre l’Aspromonte. Continuiamo a sognare che la nostra terra possa un giorno essere valorizzata e conosciuta da tutti. Per noi è il nostro paradiso sulla terra. Siamo dei piccoli, poveri, romantici sognatori ancora rimasti a crederci. E anche se tutto questo fosse soltanto un sogno, per favore non svegliateci. Scusateci, ma noi preferiamo continuare a sognare».

È un luogo di memoria Africo, che rimanda al grande Umberto Zanotti Bianco, un settentrionale a totale servizio del Sud, impegnato a dare visibilità e sostegno a una popolazione di dimenticati e oppressi. Aleggiava il suo spirito nel rifugio Carrà, tra gli ulivi e le pietre delle armacìe circostanti, il profumo del verde e l’alito fresco che giunge dal mare. È un luogo impervio, ma ci arrivano a frotte, e continueranno ad arrivarci perché l’Aspromonte scoppia di tradizioni e di cultura e non finisce mai di tramandarle. (mcg)

 

SALVINI A REGGIO A CACCIA DI CONSENSI.
IL VOTO DISGIUNTO REGALERÀ SORPRESE

di SANTO STRATI – Arriva Matteo Salvini a Reggio, a caccia di consensi, convinto di “colonizzare” il Sud, ultima roccaforte utile per risalire una china ormai inarrestabile. Ma, ancora una volta, sta commettendo l’imprudente errore di sottovalutare l’intelligenza dei reggini che mal tollerano ingerenze esterne nelle cose loro. Al di là di qualsiasi valutazione nei confronti del candidato Nino Minicuci, al quale nessuno può negare competenza e conoscenza della macchina amministrativa locale (fino a gennaio era segretario generale al Comune di Genova), il “candidato di Salvini” dovrà guardarsi bene da un’insidia da non prendere sotto gamba, quella del voto disgiunto. Le elezioni comunali di Reggio lo prevedono, così l’elettore può votare per il “compare” della lista X (c0nta molto nelle amministrative il rapporto interpersonale, di familiarità e amicizia) e allo stesso tempo mettere una croce sul candidato sindaco della fazione opposta. Minicuci, persona degnissima, sconterà il fatto di essere “il candidato di Salvini” e nonostante lo sforzo profuso a piene mani anche da chi  aveva aperto il fuoco amico contro di lui, rischia di sbattere contro uno sbarramento imprevisto di astensionisti arrabbiati.

Certo, la coerenza, si sa, è merce rara in politica, così, a cominciare dal deputato reggino Ciccio Cannizzaro  che aveva avviato in prima persona una battaglia di metodo contro la scelta di Minicuci, non gradito ai reggini, per finire ai consiglieri comunali uscenti Mary Caracciolo, capogruppo di Forza Italia al Comune, Lucio Dattola, Pasquale Imbalzano e Stefania Eraclini (quest’ultima con all’attivo giusto un mese di consiliatura) che si sono rimangiati la “minaccia” (sai che paura…) di non ricandidarsi. Per amore di cronaca e a favore di chi ha memoria corta i consiglieri di cui sopra avevano testualmente detto (il 5 agosto) di esprimere «il nostro dissenso e disappunto: lavoriamo da 6 anni in Consiglio Comunale opponendoci ai disastri dell’Amministrazione Falcomatà, e oggi non siamo più disponibili ad accettare una scelta che rischia seriamente di riconsegnare la città in mano a questa disastrosa Amministrazione dopo una stagione di governo pessima e fallimentare… Minicuci non è l’uomo giusto a rappresentare e interpretare l’esigenza di cambiamento di cui ha la città ha bisogno. Non è il candidato giusto per vincere la pessima sinistra di Falcomatà. Ci auguriamo che si arrivi a un nome nuovo e soprattutto condiviso, che incontri la giusta sintesi tra le varie anime della coalizione, altrimenti non saremo disposti a ricandidarci». E, invece, la Caracciolo e Imbalzano sono in lista, alla faccia della coerenza. Cannizzaro ha fatto ferro e fuoco contro Minicuci, per poi dichiarare che è il miglior candidato possibile. Un “odi et amo” che non dovrebbe stupire gli scafati della politica, ma ha indignato non poco i numerosi elettori del centro-destra reggino.

Da questa situazione ha beneficiato il sindaco uscente Giuseppe Falcomatà che, rassegnato a un modesto risultato dopo essere stato indicato agli ultimissimi posti dal Sole 24 Ore come amministratore locale, ha trovato nuovo vigore e ha saputo mettere insieme undici liste da cui potrebbe venire una solida riconferma del mandato. Falcomatà, lo abbiamo già scritto, ha molte cose da farsi perdonare dai reggini, ma la sua consiliatura che si conclude il 20 settembre ha dovuto fare i conti con un dissesto annunciato e troppi problemi finanziari della città. Non c’è da vantarsi, anche se si ha l’onestà di ammetterlo, di essere sindaco di una città dove le tasse per i servizi sono altissime, ma i servizi sono inesistenti. Falcomatà sta cercando di segnalare una sorta di complotto contro di lui a proposito della spazzatura: se ci permette un consiglio spassionato, non ci provi nemmeno. La spazzatura di Reggio è un problema antico che andava affrontato in maniera decisa già da troppo tempo, anche a costo di armarsi personalmente di caterpillar e paletta e sgombrare le strade. Ciononostante, per il sindaco uscente sono molto alte le possibilità di arrivare con un buon bagaglio di voti all’inevitabile ballottaggio.

Troppe liste (32), troppi voti dispersi per quella che sarà, comunque vada, una partita a tre. Già perché la titubante Angela Marcianò, dopo avere finalmente deciso di scendere in campo, per offrire non l’alternanza ma l’alternativa, mostra ora una grinta e una capacità di attrazione niente male che no spiega l’iniziale tentennamento. Come abbiamo già detto ieri, le manca il tempo di crossare tutti i percorsi obbligati della città per convincere i delusi, gli aspiranti astensionisti, gli incazzati neri (e sono tanti) a darle fiducia. Il suo programma è basato sull’identità reggina, sull’orgoglio di questa città e la formula appare decisamente vincente: mancano, però, i numeri e manca il tempo di andare a recuperare i voti, uno per uno, periferia per periferia, nei supermercati, lungo il c orso e nelle gelatiere del Lungomare, ovunque, insomma, ci sia la Reggio che ancora ragiona.

Se si riflette un momento, la Reggio assonnata e silente che piacerebbe a Salvini, perché così la conquista sarebbe più facile, la Reggio pigra e svogliata sta lasciando il passo a una schiera di cittadini orgogliosi dei propri diritti e pronti a combattere per la difesa delle loro non delegabili scelte: ovviamente con l’unica arma possibile, le urne. A favore della Marcianò giocano diversi fattori, non ultima la naturale antipatia che molti reggini stanno esprimendo, senza nasconderlo, sia nei confronti del nuovo (Minicuci, il “melitoto”) sia del vecchio (Falcomatà, l’usato sicuro). E inoltre gioca a favore la carta del voto disgiunto: se non ci saranno record di assenze alle urne, come temiamo, quelli che ci ripensano all’ultimo momento non votano né per Falcomatà né per Minicuci. Se si deve manifestare il proprio dissenso, è evidente che il voto dev’essere di rottura.

Come quello, per esempio, che potrebbe raccogliere Saverio Pazzano, candidato per la Strada, che ha avito la benedizione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che lo accolto nel suo alveo arancione. Ma – non se la prenda Pazzano – la sua candidatura è un autogol per la sinistra, contro Falcomatà e non toglie certo voti al centro-destra. Al contrario, qualche sorpresa potrebbe arrivare da Klaus Davi (al secolo Sergio Mariotti) che ha fatto un buon lavoro per le strade, ma ha raccolto più simpatie che conferme di voto: un  seggio potrebbe ottenerlo e sarebbe di buon significato a sostegno della tesi che la città non si adagia sul deja-vu ma dà segni di vitalità, scarsa ma vitalità. Diversa la storia della mancata candidatura di Eduardo Lamberti Castronuovo, al quale – fa fede la data di pubblicazione – in tempi non sospetti avevamo indicato che appoggio di Cannizzaro fosse solo apparente. Il medico ed editore di ReggioTv ha mandato una video-lettera ai reggini con cui spiega l’amarezza e illustra perché è fuori gioco. È un peccato che la città perda un’opzione di grande valore: Lamberti sogna da bambino di fare il sindaco di Reggio e sarebbe stato un ottimo primo cittadino, perché la sua passione (non politica) e il suo impegno per la sua città sono autentici. Avrebbe speso ogni energia per Reggio, deluso (dalla politica) non crediamo starà comunque a guardare. Si schieri e faccia la sua parte di cittadino attivo di Reggio, sia da esempio a chi non si rassegna e non tollera la colonizzazione del Nord e ogni riferimento _ sia chiaro – è espressamente voluto…

C’è evidentemente un errore di fondo che i candidati “nuovi” non hanno evitato di compiere: la scesa in campo deve essere in anticipo per preparare il terreno, non consente tentennamenti e indecisioni (come nel caso della Marcianò, che avrebbe potuto sperare in ottimi risultati con una campagna elettorale lanciata almeno a novembre/dicembre scorsi), non permette alle persone perbene di ritenere che basti il loro status di perbenismo al di sopra di ogni sospetto a raccogliere consenso. La piazza va coltivata, carezzata e, se del caso, insultata e scossa per la sua eventuale apatia e indifferenza. Abbiamo detto in queste pagine qualche settimana fa: svegliatevi reggini. È un sonno duro, evidentemente, ma fino all’alba del 20 settembre c’è sempre tempo per svegliarsi e urlare la propria indignazione: a destra, a sinistra, al centro, contro tutto e contro tutti. Ricordando però che serve il voto. È un diritto prezioso, non demandate agli altri il futuro dei vostri figli e andate a votare! (s)

REGGIO – Uccio De Santis conquista il pubblico al Lido della Polizia

Grande successo della serata di beneficenza organizzata al Lido della Polizia di Pentimele con la partecipazione del comico Uccio De Santis. Il simpatico attore e cabarettista pugliese ha subito conquistato la simpatia del numeroso pubblico, con lo humour che lo contraddistingue e alcune performances fuori copione che hanno divertito tutti. L’iniziativa con finalità benefiche ha dunque raggiunto il suo obiettivo, con la consegna a fine serata di tutto il ricavato dello spettacolo al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio (nella foto). Ha presentato e condotto con la sua usuale brillantezza la giornalista Eva Giumbo di ReggioTv.

Lido della Polizia Reggio Calabria

De Santis ha avuto parole di elogio per la bella struttura che il personale della polizia, guidato dal sovrintendente capo Pasquale Pontrelli, mantiene in perfetta efficienza con la collaborazione della società Wonderland che gestisce il catering e i.l servizio bar. Nel panorama delle serate dell’estate reggina il Lido della Polizia ha così saputo conquistare un posto d’onore con la folta partecipazione del personale della Polizia di Stato di stanza a Reggio e i loro familiari, ma anche per i tanti ospiti che hanno trovato accoglienza in riva allo Stretto, con un panorama da sogno e una spiaggia pulitissima e msicura, nel pieno rispetto delle norme anticovid. (rrc)

ArtPerformance Fellini live del maestro Natino Chirico all’Arena dello Stretto

Domani sera, lunedì 24, alle 20.30 all’Arena dello Stretto performance artistica del maestro Natino Chirico dedicata a Federico Fellini. Il maestro Chirico, originario di Reggio, ripeterà la performance artistica dal vivo, come ha già fatto a Buenois Aires lo scorso novembre all’Istituto Italiano di Cultura, per celebrare il centenario della nascita del grande regista (20 gennaio 1920). SI tratta di un singolare connubio tra Arte e Cinema, per un artista che al cinema ha dedicato gran parte della sua straordinaria produzione artistica e pittorica. Ovvero si vede un artista nell’atto della creazione di una sua opera: la preparazione della tela, gli interventi sulla stessa e l’installazione della sagoma di Fellni, predisposta prima, per realizzare in tempo reale un’altra delle straordinarie opere d’arte di Natino Chirico. (rrc)