Lusinghiero successo della rassegna Reggio in Jazz, chiusa col grande Bobby Watson

Una chiusura di classe, con il grande sassofonista Bobby Watson, per la rassegna Reggio in Jazz, promossa dall’Associazione Naima, che ha travalicato i limiti territoriali della provincia con un sold out di presenze da ogni parte della regione e dalla vicina Sicilia. Una kermesse giunta alla sua 11ma edizione, che mostra la sua maturità e la validità di una formula che la iscrive tra le grandi manifestazioni musicali internazionali di musica jazz. Merito di Peppe Tuffo, presidente dell’Associazione Naima e dei suoi collaboratori che hanno saputo costruire un magnifico festival, apprezzatisismo dagli appassionati. Forse, per il futuro bisognerà pensare a una location più ampia, visto che molti spettatori hanno dovuto rinunciare allo spettacolo visto il tutto esaurito per il concerto finale al Teatro Metropolitano di Reggio.

Peppe Tuffo e Bob Watson
Peppe Tuffo e Bob Watson (courtesy photo Fabio Orlando, da Facebook)

Introdotto da un emozionato Peppe Tuffo – presidente di “Naima”, che ha fatto ammenda coi tanti concittadini appassionati di musica purtroppo rimasti fuori a causa del “tutto esaurito”, Bobby Watson ha subito dato prova della sua maestria con scale vertiginose, sentitissimi assoli, citazioni celebri (Misty) o spiritose (The Sailor’s Hornpipe di Sammy Lerner, ovvero il tema musicale che contribuì alla fortuna del cartoon “Braccio di ferro” o, se preferite, “Popeye”).

Aperta una breccia imbracciando il suo sax alto, Watson ha offerto un’emozione dietro l’altra con la coralità di Sweet Dreams, in cui anche Sanna ha dato dimostrazione del suo talento improvvisativo. E soprattutto, introdotto dal contrappunto contrabbassistico di Florio, «il brano che nell’85 ha cambiato la mia vita», come l’ha definito dal palco: Appointment in Milano, intensa e divertente al tempo stesso, composizione da cui nacque il legame a doppio filo col nostro Paese.

Bob Watson
Bob Watson al sax e, alle sue spalle, al contrabbasso Vincenzo Florio

Quando il quartetto di Bob Watson torna in scena per il primo “bis” e intona la famosissima Moanin’, scritta nel ’58 dal pianista Bobby Timmons per il mitico gruppo di Art Blakey, i Jazz Messengers – di cui lo stesso Timmons faceva parte -, il pubblico è già in piedi per il giusto tributo al grande sassofonista .

Profilo e modo di fare on stage che per molti versi ricordano un altro grande pilastro del sax su scala mondiale come Sonny Rollins, Bobby Watson è stato a sua volta per lunghi, intensi anni partner in note del mitico batterista Art Blakey quale componente di vaglia dei suoi Jazz Messengers, di cui – raccogliendo il testimone del grande Benny Golson – fu pure il direttore musicale dal 1977 al 1981. E il sassofonista di Lawrence, cresciuto anche musicalmente nella vicina Kansas City, è riuscito a fare rapidamente sold out per la sua attesa esibizione, ma al contempo a stregare l’esigente pubblico reggino, accompagnato sul palco del “Metropolitano” da tre valenti ed esperti musicisti: il pianista Domenico Sanna, il contrabbassista Vincenzo Florio e il batterista Marco Valeri. «Per me, è come un ritorno a casa», aveva confidato Watson poco prima del live: in Calabria infatti aveva già suonato tempo fa, con “giganti” del jazz del calibro dello stesso Blakey e George Coleman.

Dalla stessa incisione “italiana” di 34 anni fa per Red Records, immediatamente dopo è la volta di una ballad dolcissima: fra tom-tom e timpano, il batterista Valeri impugna le mazze per scandire il tempo di Love remains, “l’amore resta”. Un brano ispirato a una grande coppia, Nelson e Winnie Mandela, e che Watson dedica così come l’intera esibizione alla moglie Pamela Baskin, con cui il sassofonista forma un’affiatatissima coppia artistica, visto che la consorte “Pam” – sua compagna di vita ormai dal 1971, quando si conobbero a un concerto di Pat Metheny – è pure una magnifica pianista jazz, cantante e compositrice.

Il “professor” Watson – oggi affianca l’insegnamento in Conservatorio alla sua prestigiosa attività concertistica in tutto il pianeta –, a 66 anni suonati non si ferma un istante, continua a emozionare, sudare e stupire, con la magia di (I’m) Always missing you, la folle scala discendente iniziale (e quelle successive) di If Bird could see me now, struggente «preacher blues», come l’ha definita lui stesso e poi, nota come nota, con la fierezza di chi anche socialmente ha sempre sostenuto black music ed empowerment afroamericano, la rapidissima Ballando.

Chiusura con un generoso duplice bis: la scoppiettante reinterpretazione di Moanin’ durante la quale Watson si e infine E.T.A. (sigla che sta per Estimated time of arrival, “tempo stimato d’arrivo”), una sorta di “variazione sul tema” della coltraniana Lazy Bird scritta nell’emozionante attesa per la nascita di Lafiya, la prima figlia avuta da Bobby e Pam, oggi apprezzata fotografa e graphic designer. (mp)

Tripodi (FI): «Il Governo intervenga subito per Reggio Calabria»

Anche l’on. Maria Tripodi (FI) ha lanciato un appello al Governo per interventi urgenti da destinare a Reggio Calabria, colpita da una fortissima ondata di maltempo e allagamenti in tutta l’area sud.

«Il Governo – ha dichiarato la deputata azzurra – intervenga in maniera immediata, Reggio Calabria e la sua provincia sono al collasso, provate da incessanti nubifragi e danni infrastrutturali e alla viabilità. Occorre agire con celerità, la situazione di strade, sottopassi, della città come dell’entroterra e dei lungomari della fascia Jonica reggina è drammatica. I miei concittadini meritano l’attenzione riservata alle altre località italiane, mi appello al buon senso del Premier affinché si attivi nel prossimo consiglio dei ministri». (rp)

Siclari (FI): Emergenza maltempo a Reggio, il sindaco chieda i fondi necessari

Il senatore Marco Siclari, vivamente preoccupato dell’emergenza maltempo a Reggio Calabria, con allagamenti e gravi disagi pe rla popolazione, ha invitato il sindaco Falcomatà a chiedere lo stato d’emergenza con i relativi fondi necessari.

«Mai visto – afferma il sen. Siclari – il nostro Corso Garibaldi allagato. Durante l’ultimo allagamento avevo consigliato, tramite stampa, al Sindaco di chiedere al Governo lo “stato di emergenza” per ottenere i fondi necessari a realizzare “interventi strutturali risolutivi al problema”. Falcomatà ed Oliverio non hanno fatto nulla di tutto ciò. Si attivino, adesso, denunciando quanto è accaduto questa notte dove la pioggia ha allagato negozi, case e strade rendendo la città inagibile e creando diversi danni non solo alle famiglie ma anche all’economia locale. Reggio Calabria non è un gioco, è una città che ha bisogno di una politica attenta e responsabile in ogni suo ambito amministrativo. L’amministrazione continua ad affonda nella pioggia”.
Allagamenti a Reggio
«Vorrei sapere perché – prosegue il senatore forzista – l’amministrazione non ha chiedo lo scorso anno lo Stato di Emergenza? Perché è non ha provveduto con una corretta programmazione a svolgere l’ordinaria e la straordinaria manutenzione proprio nelle zone più a soggette ad allagamento da sempre? Come può allagarsi il Corso Garibaldi che ha un’apertura verso il mare ogni 50 metri? Come hanno progettato la pendenza della nuova pavimentazione del corso? Falcomatà, adesso, chieda subito lo Stato di Emergenza e chieda scusa a tutta la comunità Reggina. Mi auguro che nessun malato abbia rischiato la vita a causa dell’inagibilità delle strade». (rp)

REGGIO – Dieci anni di adozioni in Città, successo del convegno

In occasione del decimo anniversario della costituzione del gruppo dei genitori adottivi e aspiranti si è svolto nella Sala Perri di Palazzo Alvaro il convegno dal titolo Ti racconto l’Adozione, organizzato  con la collaborazione del Settore Welfare del Comune di Reggio Calabria. Presenti al convegno il Sindaco Giuseppe Falcomatà, l’Assessore alle Politiche Sociali ed al Welfare Lucia Nucera, la coordinatrice del Gruppo Genitori Adottivi Angela Arcudi, la Responsabile Servizio Minori e coordinatrice del servizio adozioni ed affidamenti del Comune di Reggio Calabria, Maria Grazia Marcianò ed il giudice del Tribunale dei Minori Mirella Schillaci. Un incontro interessante e partecipato che è stato un’ulteriore momento di incontro e di condivisione tra le famiglie adottive della Città, che da anni ormai hanno costruito un terreno di dialogo e di sostegno reciproco, finalizzato al confronto tra le esperienze genitoriali.

Il tavolo del convegno con Mirella Schillaci, il sindaco Falcomatà, Lucia Nucera, Angela Arcudi, la Suraci e Maria Grazia Marcianò

«Esco da questo convegno molto più arricchito – ha affermato il sindaco Falcomatà – ho assistito a testimonianze che mi hanno davvero colpito e posso dire solamente grazie. Le storie di queste famiglie ci insegnano a comprendere che determinate situazioni non vanno affrontate esclusivamente con competenza e professionalità ma vanno vissute anche con grande senso di umanità. Chi ricopre un ruolo all’interno delle istituzioni proposte al procedimento delle adozioni non può svolgere il proprio servizio solo come se fosse un semplice eseguire atti burocratici, deve anche comprendere, condividere ed andare oltre. Per questo mi sento di ringraziare il Tribunale dei Minori per il proficuo lavoro svolto ed esprimere un sincero plauso alla Dottoressa Maria Grazia Marcianò, professionista capace di svolgere il proprio lavoro unendo percorsi burocratici complessi ad umanità e grande cuore. Oggi si celebrano dieci anni dalla nascita di una realtà positiva in questa città. Il settore di riferimento funziona e si basa sul dialogo e sul confronto, sull’ascolto, sulla formazione e sulla condivisione, con risultati che non sono affatto scontati soprattutto se confrontati con quelli di altre realtà meno virtuose».

Un sincero ringraziamento a tutte le famiglie che hanno deciso di condividere il primo decennale del gruppo è giunto anche dall’Assessore alle Politiche Sociali Lucia Nucera. «L’adozione è una scelta che deve essere fatta con piena consapevolezza – ha affermato l’Assessore – il percorso è importante ma è la famiglia, la vera forza all’interno di un iter complessivo. L’esperienza dei genitori adottivi è un punto di riferimento virtuoso per il Comune di Reggio Calabria.  Quando ci si trova di fronte a queste situazioni il confronto tra genitori, o aspiranti tali, è fondamentale: per questo è importante che una famiglia che si avvia all’adozione sia affiancata da persone che hanno già vissuto questa esperienza. Il gruppo genitori adottivi – ha concluso Nucera – rappresenta in questo senso, per il Settore Welfare e per l’intera comunità reggina, una risorsa preziosa, per le competenze e per il patrimonio di conoscenze ed esperienze di cui è portatore e che mette a disposizione a chi si trova all’interno di questo percorso e soprattutto di chi si prepara ad intraprenderlo». (rrc)

SCILLA – Rinviata la giornata conclusiva degli “Stati generali”

È stata rinviata a data da destinarsi la giornata conclusiva degli “Stati Generali delle politiche giovanili” della città metropolitana di Reggio Calabria che doveva svolgersi a Scilla presso l’hotel Miramare di Scilla, hanno reso difficile e poco sicuro lo spostamento da e per il comune della Costa Viola, a causa delle condizioni meteo avverse che stanno imperversando sulla regione Calabria, e a seguito dell’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile su tutto il territorio regionale.

Stati generali giovanili Reggio Calabria
Un’immagine dell’inaugurazione degli Stati Generali giovanili con Franco Roberti e Antonino Castorina

Erano attesi il Vice Ministro all’istruzione, Anna Ascani e il deputato europeo Brando Benifei. La città metropolitana di Reggio Calabria, ed in particolare il consigliere delegato alle Politiche Giovanili, Antonino Castorina, hanno ringraziato per la loro disponibilità il vice ministro Ascani e l’europarlamentare Benifei per la loro disponibilità e si scusano con tutti i partecipanti per il rinvio dell’evento. (rrc)

REGGIO – A Calabria d’Autore “Lo Stretto: un mare di rifiuti”

Importante appuntamento alla Sala “Il Ferroviere” dell’Associazione Incontriamoci Sempre di Reggio, oggi pomeriggio col giornalista di RaiNews24 Martino Seniga su un tema di grande suggestione e di stretta attualità. Lo Stretto: un mare di rifiuti è il tema dell’incontro di sapore naturalistico-ambientale che l’associazione presieduta da Pino Strati propone per il ciclo Calabria d’Autore, con la partecipazione del fotografo subacqueo Francesco Turano. L’incontro è previsto alle 18.30 alla Stazione FS di Santa Caterina. (rrc)

REGGIO – Incontro su Archi di Stanza 101 “Dalle Circoscrizioni alle Municipalità”

Da quando sono state abolite le Circoscrizioni nel Comune di Reggio Calabria, si è creato un evidente scollamento fra i territori e l’amministrazione centrale che ha penalizzato i quartieri stessi, contribuendo alla crescita del loro degrado. Questa esigenza di partecipazione e di rappresentanza è stata raccolta dall’associazione “Stanza101” che venerdì sera, in una sala piena, ne ha parlato nel suo salotto durante il dibattito “Dalle Circoscrizioni alle Municipalità: tornare a dare voce ai territori”. Durante la serata sono intervenuti Totò Putortì, ex presidente della Commissione Decentramento; Rosanna Melissari, ex presidente della II Circoscrizione; Luciano Surace del comitato di quartiere “Il Popolo di Archi”.

Dopo i saluti di Renato Di Pietro che ha moderato il dibattito, Rosanna Melissari ha raccontato la sua decennale esperienza in prima linea sui territori da presidente di Circoscrizione raccogliendo nella quotidianità le istanze dei cittadini. Per la Melissari le Circoscrizioni hanno rappresentato un importante punto di raccordo fra i territori e l’amministrazione comunale perché, pur non avendo deleghe, creava una continua e costante azione di pressing  e collegamento su Palazzo San Giorgio. Inoltre, le Circoscrizioni hanno rappresentato una importante palestra politica perché si imparavano e sperimentavano i fondamentali della vita amministrativa prima di passare, eventualmente, a Consigli più importanti.

A seguire è intervenuto Totò Putorti per raccontare come dal 2007 al 2009 c’è stato un duro lavoro in Commissione che portò al progetto di istituire 6 Municipalità al posto delle 15 Circoscrizioni che erano state già abolite. La Commissione arrivò a tale soluzione cercando innanzitutto di recepire le esigenze dei territori e le proposte dei vari rappresentanti circoscrizionali, e poi di coniugarle con vari aspetti tecnici. Il risultato approdato in Consiglio comunale fu un progetto che rivedeva l’idea di decentramento amministrativo secondo una visione che avrebbe garantito sei strutture per dare servizio e garantire rappresentatività politica ai territori.

L’ultimo ospite ad intervenire è stato Luciano Surace che ha portato l’esperienza del comitato di quartire “Il Popolo di Archi” e di come la cittadinanza attiva si sia attrezzata per sopperire ad un importante corpo intermedio come quello circoscrizionale. Surace ha sottolineato l’importanza di avere un volto fisico a cui rivolgersi piuttosto che sfogarsi sui social alimentando così solo rabbia e sfiducia. L’esperienza del comitato di Archi ha dimostrato che basta essere innamorati della propria terra per poter cominciare a cambiare le cose.

Al dibattito hanno portato il proprio contributo anche gli interventi di Demetrio Arena, ex sindaco di Reggio Calabria, e di tanti altri ex consiglieri di circoscrizioni. Un patrimonio di esperienze che Stanza101 ha voluto raccogliere per elaborare una nuova proposta di decentramento amministrativo da consegnare al prossimo candidato sindaco del centro-destra. Nell’intervento dei saluti finali, infatti, il presidente di Stanza101, Pasquale Morisani, ha lanciato l’idea di un tavolo tecnico invitando a partecipare tutti gli intervenuti alla serata. (rrc)

REGGIO – Calorosa accoglienza per il nuovo Store di Callipo di fronte allo Stretto

Ha aperto i battenti venerdì, in largo Colombo, a Reggio il nuovo store di Callipo 1913, un nome prestigioso nel campo delle specialità alimentari (dal tonno ai gelati, ai surgelati e alle tradizionali produzioni sott’olio calabresi) che continua a conquistare i palati di tutto il mondo. Il nuovo negozio ha aperto all’insegna di uno slogan indovinato: Le storie di mare sbarcano in città. Non solo tonno, dunque, ma tanti prodotti da buongustai garantiti dalla qualità di un marchio d’eccellenza. La serata d’inaugurazione ha visto un’ampia partecipazione di pubblico con assaggi di specialità che faranno felici i cultori della cucina tradizionale e dei prodotti conservati. Erano presenti ad accogliere invitati e curiosi Pippo Callipo, presidente e storico patron dell’azienda vibonese, e il figlio Giacinto.

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Nucera (candidato governatore): «Il Governo vuole sottrarre risorse alla Zes di Gioia»

Il candidato governatore Giuseppe Nucera (La Calabria che vogliamo) mette in allarme sul tentativo del Governo di sottrarre risorse alla ZES di Gioia Tauro.

«In Calabria le risorse ci sono e continuiamo a chiederne sempre di nuove, puntualmente queste però non vengono spese. Il caso della ZES – afferma Giuseppe Nucera – rischia di diventare la solita occasione mancata. Il Governo ha le sue grandi responsabilità verso il Mezzogiorno e la Calabria, e tentare di spalmare su tutto il Meridione le poche risorse destinate per le zone speciali economiche, è l’ennesima testimonianza della mancanza di visione. Sembra che si stia facendo il gioco delle tre carte, cercando di accontentare tutti con delle poche briciole. Qualcuno si ricorderà delle vacche di Fanfani, che venivano spostate per tutta la Calabria prima che il Ministro venisse a fare visita».

Giuseppe Nucera
Giuseppe Nucera

«Il Mezzogiorno – afferma il candidato governatore di La Calabria che vogliamo – è una cosa seria, la Calabria ha bisogno di grandi investimenti e grandi infrastrutture. Ha bisogno di snellire le procedure di spesa. La Regione ha le sue responsabilità, ma chi è maggiormente responsabile è l’Autorità Portuale. Non ho visto ancora un’iniziativa indirizzata alla ricerca di imprenditori all’estero, cosa che ha fatto l’Autorità Portuale di Napoli con delle missioni mirate. Ma non è solo questo. Bisogna incidere profondamente nelle cause che impediscono l’arrivo qui di imprenditori, e una di queste è la reputazione. Finché c’è questa cattiva nomea di Gioia Tauro, o fin quando i giornali a nove colonne parleranno solo di cronaca nera e non di possibilità o opportunità che ci sono, non si può sperare che dalla sera alla mattina arrivino mecenati a rischiare i loro capitali».

«L’azione della Magistratura – prosegue Nucera – è importantissima e sta svolgendo un lavoro eccellente, a Gioia Tauro e in tutta la Calabria. Ma non basta solo questo. È tutta un’intera classe politica dirigente che deve rimboccarsi le maniche ed agire. Io penso che anche la stessa Città Metropolitana avrebbe potuto e dovuto, chiedere le ragioni di questi ritardi della spesa dell’avvio della ZES. Gioia Tauro non può continuare ad essere individuata come terra di ‘Ndrangheta e malaffare. Va messa in campo un’azione forte di comunicazione per far conoscere tutte le opportunità. La ‘Ndrangheta c’è qui cosi come al Nord o in Germania. Non è solo la Calabria il punto debole. Qui ci sono Stato e Magistratura che hanno creato a Gioia Tauro un presidio di legalità, e bisogna darne atto. Allo stesso tempo non si può però buttare l’acqua sporca con il bambino. Invitiamo il governo a mantenere gli impegni di spesa verso le Zone Economiche Speciali, ad aumentare l’attenzione ed il controllo. Lo sviluppo passa attraverso l’alta velocità che non si può fermare a Salerno, o anche dalla costruzione del Ponte Sullo Stretto».

«Il Mezzogiorno – ribadisce Nucera – può avere un ruolo importante nello sviluppo del nostro paese. Noi del Movimento “La Calabria che vogliamo” siamo convinti del percorso che bisogna fare e porteremo nel Governo della Regione Calabria la carica e la “calabresità” di uomini del fare che vogliono incidere sul futuro di questa terra, pesando ed intervenendo nelle scelte nazionali. Invitiamo tutti i parlamentari di ogni colore politico, di unirsi sotto la bandiera dell’amore verso la Calabria per fare una battaglia in parlamento per far si che gli impegni presi e le spese destinate al nostro territorio non vengano abbattute ma eventualmente aumentate». (rp)

La Calabria che vola e quella che non decolla. Reggio e Crotone, aeroporti a rischio chiusura

di SANTO STRATI – C’è una Calabria che vola (quella di Lamezia) e quella che non riesce a “decollare”: parliamo ovviamente dei due aeroporti “figli di un dio mInore” di Reggio e Crotone, avviati inesorabilmente verso un declino che porterà soltanto all’inevitabile chiusura, se non si prenderanno immediati e concreti provvedimenti.. Alla faccia della tanto conclamata Città Metropolitana, disastrata nei trasporti aerei, e, nel caso di Crotone, svilendo uno scalo che funziona a corrente alternata. Quest’estate, complice il turismo straniero e i numerosi resort e villaggi presenti nella zona, ha sviluppato un’interessante mole di traffico. Arriva l’inverno e il Sant’Anna, malinconicamente, vede due soli voli al giorno (Bergamo e Bologna) anche se a prezzi appetibili (Il Crotone-Bologna del 15 gennaio partenza 13.35 e arrivo alle 15.10 costa 14,71 euro con RyanAir).

La Calabria che non vola vede a Reggio la situazione più drammatica: lo scalo dello Stretto, per fare un esempio, da sempre avvantaggiato da un volo per Roma al mattino con ritorno serale, comodissimo per molti professionisti con interessi nella Capitale, non ce l’ha più e i pochi voli disponibili sono a prezzi impossibili. Inoltre, gli orari di Reggio penalizzano i viaggiatori, indicando necessariamente soluzioni alternative su Lamezia. Perché un cittadino di Reggio (o di Messina) dovrebbe andare a Lamezia (131 km, 1 ora e 17 minuti di percorso, A2 permettendo) quando potrebbe decollare al mattino dall’Aeroporto delle Stretto e ritornare la sera da Roma?

Non crediamo all’ipotesi di una volontà “politica” di far chiudere l’aeroporto di Reggio, ma certamente c’è una buona dose di cecità commerciale se si profilano orari dei voli che scoraggiano i passeggeri, il cui numero è costantemente in picchiata (-5 %), al contrario delle sorprendenti performance di Lamezia, su cui si concentrano non solo voli di linea ma anche un buon numero di charter, con un traffico in continua ascesa. Guardiamo i numeri da gennaio a settembre di quest’anno: Lamezia oltre 2,3 milioni di passeggeri (+ 8,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno); Crotone 131 mila (+110,3); Reggio Calabria 299 mila  (+13,5%). Non inganni il segno + per Reggio: nel 2018 aveva registrato 358 mila passeggeri e 381mila nel 2017, ben lontani dai 485/490 mila del 2016 e 2015, quando c’era più voli e l’aeroporto era in buona efficienza. Cosa significano queste cifre? Molto semplicemente che se c’è l’offerta, cresce la domanda, se l’offerta non è competitiva e gli orari poco convenienti, il traffico crolla.

In poche parole, se ci sono voli (e orari che permettano andata e ritorno nello stesso giorno) la domanda è destinata a crescere. Se viaggiare da o per Reggio diventa un’avventura, sembra evidente che la domanda vada in caduta libera e i passeggeri cerchino altre soluzioni. Anche perché, non dimentichiamo, che un volo Reggio-Milano costa poco meno di un Milano-New-York, mentre un Milano-Lamezia diventa ragionevolmente accettabile (a partire dai 31 euro di RayanAir ai 73 di Alitalia – nelle tariffe speciali). C’è indubbiamente una inspiegabile discriminante a favore dello scalo di Lamezia: qualcuno dovrebbe spiegare il perché ai tanti cittadini di Reggio che domani mattina, in piazza Italia, si mobiliteranno per chiedere soluzioni per l’aeroporto. Una manifestazione promossa dal Comitato pro Aeroporto dello Stretto: l’organismo guidato da Fabio Putortì mostra qualche contraddizione nelle sue logiche di denuncia. Secondo Putortì, «la manifestazione servirà a denunciare e voltare definitivamente pagina con un sistema politico-amministrativo distorto dove le logiche di partito hanno prevalso sugli interessi della collettività e dello sviluppo del territorio». Ma Purtortì non vuole politici alla manifestazione: «I rappresentanti istituzionali – sostiene – hanno le sedi opportune per compiere il proprio dovere». In poche parole non si vuole che la manifestazione diventi il palcoscenico (di comodo) di amministrazioni e consigli comunali e regionali «che hanno dimostrato e stanno tuttora dimostrando tutta la loro indolenza ed insensibilità politica». Ovvero la piazza aperta ai cittadini e basta. Sembra una cavolata: i politici bisogna chiamarli a dare spiegazioni, a rispondere dell’inazione fin qui manifestata. E i sindacati? Non bisogna ascoltare quello che hanno da dire?

La UIL Trasporti proprio qualche settimana fa ha aperto «un nuovo stato di agitazione dei lavoratori della SACAL in forza presso l’Aeroporto di Reggio Calabria, per la mancanza di un piano lungimirante, da parte della stessa società, che possa rilanciare l’infrastruttura reggina con mediante l’arrivo di nuovi collegamenti, necessari per ridare respiro ai lavoratori in continuo stato di disagio dettato dalla persistenza dei contratti a tempo determinato, nonché di quelli part-time e di tutte le questioni messe più volte in evidenza e di non facile risoluzione a fronte delle ostilità dettate dallo stato di fatto». Il segretario regionale UILT Calabria, Luciano Amodeo, aveva dichiarato a un’emittente radiofonica nazionale che «si è assistito a un tacito e graduale disimpegno da parte di alcune compagnie, precedentemente operanti, oltre che alla riduzione dei collegamenti programmati Alitalia». Amodeo ha parlato con chiarezza: «Nonostante gli investimenti proposti recentemente, non si intravvede il piano di sviluppo e di rilancio necessario, che dovrebbe essere accompagnato da un progetto di trasporto intermodale, per ripristinare la giusta funzionalità di un aeroporto che non riesce a sfruttare l’importanza strategica dettata dalla propria ubicazione».

Gli investimenti (25 milioni per l’Aeroporto, ottenuti grazie ad un emendamento della legge di bilancio dello scorso anno dal deputato azzurro Francesco Cannizzaro) annunciati trionfalmente dal Presidente di Sacal, il reggino Arturo De Felice con lo stesso Cannizzaro, qualche mese addietro, a proposito della modernizzazione dello scalo. In tale occasione, De Felice aveva dichiarato a Calabria.Live che se non ci sono passeggeri un aeroporto non può funzionare. Il riferimento – esplicito – allo scalo reggino è evidente. Niente passeggeri, niente voli. Ma se non ci sono voli come possono esserci passeggeri? Un bel busillis. E siamo sicuri che con i 25 milioni ottenuti con mano felice da Cannizzaro possano risolvere i problemi dello scalo? Ancora non sono stati neanche fissate le gare di appalto, mentre al contrario la ventilata chiusura dell’aeroporto sembra molto vicina a diventare una drammatica realtà. E i lavori di adeguamento del volo strumentale (senza il quale RyanAir si rifiuta – parrebbe – di atterrare a Reggio)? Altro che nuovi vettori pronti a fare scalo a Reggio per servire (comodamente) anche Messina.

Per l’utilizzo dei 25 milioni per l’aeroporto (la cui destinazione appare discutibile), c’è uno studio – gratuito – proposto da un gruppo di progettisti che fa capo all’arch. Pino Falduto che ha ipotizzato una completa rivisitazione dello scalo, proprio utilizzando le risorse che – in realtà – serviranno a “rappezzare” una aerostazione piuttosto squalliduccia e risolvere qualche problema di recinzione intorno allo scalo (la sicurezza, va garantita, per carità!). Il progetto, onestamente, mostra un grande appeal e risulta una gran bella proposta, a vedere i rendering. I disegni CAD non bastano, ovviamente, ma – a quanto pare – c’è anche un conto economico dettagliato dei costi.

Pensate che qualcuno di quelli che decidono ha voluto appena appena sbirciare il costo industriale del progetto? Assolutamente no. Reggio non deve volare e con essa Crotone. Se lo ricordino i calabresi alla ormai vicinissima tornata elettorale: le soluzioni gattopardesche (cambiare tutto perché nulla cambi) non vanno più bene, occorre reagire. Democraticament e con l’arma del voto, non disertando le urne. Mandare a casa chi non ha fatto e isolare chi pensa di crearsi nuovi “pascoli” per fini strettamente privati.

E ha ragione uno storico di valore come Pasquale Amato che sogna di vedere (al contrario del Comitato pro Aeroporto) tanti politici alla manifestazione reggina, magari pronti a battersi il petto e dichiarare pubblicamente un impegno serio per il rilancio dello scalo. I politici diranno di non essere stati invitati, una comoda scusa per svicolare. Non servono inviti, serve la volontà di servire Reggio e difendere i suoi interessi. Serve la passione di far diventare non meno importante lo scalo di Lamezia, ma di far crescere Crotone e Reggio e con essi la Calabria. Non addormentatevi, al risveglio, si capirà che, purtroppo, è anche questo un sogno. (s)

Ecco come l’arch. Pino Falduto e il suo team di progettisti vedono il futuro aeroporto di Reggio. Per ora è solo un rendering, ma qualcuno si degnerà di chiedere il conto economico per la sua realizzazione? Il progetto (ideale) del nuovo aeroporto di Reggio