Il presidente Mancuso: La Calabria in linea con le buone pratiche a tutela dell’ambiente

La Calabria «è in linea con le buone pratiche ambientali, per un uso sostenibile degli ecosistemi e con l’obiettivo della transizione ecologica, per la quale l’Europa mette a disposizione dell’Italia col Pnrr circa 70 miliardi di euro». È quanto ha reso noto il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, spiegando che tale risultato è stato raggiunto grazie al «piano di azione 2021-2027, approvato dalla Giunta regionale in attuazione della programmazione del nuovo Por Fesr-Fse (48 milioni di euro di investimento) e finalizzato a proteggere la biodiversità attraverso azioni di tutela e  promozione delle aree naturalistiche, insieme ai molti provvedimenti legislativi approvati dal Consiglio regionale».

«Le linee del piano che si articola in più strategie – ha aggiunto – riconoscono alle infrastrutture verdi (Parchi e Riserve) un ruolo centrale per la conservazione della biodiversità, mentre  il Consiglio regionale, dal canto suo, ha avviato un’intensa attività legislativa volta ad ampliare le aree protette, sia per intervenire sul degrado degli ambienti naturali, che per valorizzarle e renderle fruibili per fare sviluppo e creare nuova occupazione».

«Il Consiglio regionale, in ossequio agli articoli  9 e 32 della Costituzione e alla normativa dell’Unione europea – ha spiegato – con al centro lo strumento ‘Rete Natura 2000’, ha approvato la legge sui ‘Cammini’ naturalistici, storici e spirituali che la Regione, tra le poche in Italia, ancora non aveva; la legge che istituisce la Riserva Naturale del Mesima; la legge che istituisce la Riserva naturale del Vergari; la legge che ha istituito il Parco marino della ‘Secca di Amendolara’ e la legge sulle Piante officinali, per dare  impulso alle tante iniziative imprenditoriali nel settore, tutelando la biodiversità».

Mancuso ha ricordato anche l’approvazione della legge sulle “Aree protette e sul sistema della biodiversità”, «una vera e propria riforma organica che revisiona e aggiorna una normativa risalente addirittura  a vent’anni addietro. Una legge innovativa che consta di oltre 80 articoli e che può consentire alla Calabria di agire con una visione di sistema, per la protezione dei beni ambientali di una regione che per patrimonio boschivo è la quarta d’Italia».

«Gli effetti, spesso tragici, della crisi climatica ed ambientale devono indurci, ognuno per la propria responsabilità – ha detto ancora – a fare di tutto per  preservare l’ecosistema naturale, consapevoli che tanto più stretto è il rapporto tra le persone e l’ambiente che le circonda, tanto più si avverte la centralità nelle nostre vite della natura e della biodiversità». (rrc)

Libia, la Calabria tra le prime regioni a fornire mezzi di soccorso

La Calabria è tra le prime regioni italiane – insieme ad Abruzzo, Puglia e Campania – ad aver fornito supporto di mezzi e materiali per i soccorsi alla Libia, colpita sabato notte dalla tempesta Daniel che si è abbattuta sulla costa settentrionale del Paese mediterraneo causando, tra l’altro, il crollo di due dighe e circa 20mila morti.

Il Dipartimento regionale della Protezione Civile, a seguito di attivazione da parte del Dipartimento nazionale, ha inviato dopo poche ore una colonna mobile, composta da funzionari del Dipartimento e volontari di associazioni, che ha raggiunto il porto di Brindisi, dove la nave San Marco della Marina Militare Italiana è salpata per portare gli aiuti alle popolazioni libiche.

La Calabria ha fornito una serie di mezzi e materiali utili a fronteggiare l’emergenza causata dalle pesanti inondazioni. Si tratta di alcune pompe idrovore ad alta capacità e altre attrezzature idonee di soccorso idrogeologico.

Questa è la seconda missione internazionale della Protezione Civile regionale nel giro di pochi mesi, dopo quella del febbraio scorso a seguito del terremoto in Turchia. (rcz)

IL RICORDO / Franco Cimino: Guido Rhodio, ti voglio bene. Ciao e grazie

di FRANCO CIMINO – Quando scompare una persona, tra il dolore e il distacco si muovono tante emozioni e sensazioni, talune tra loro contrastanti. La dipartita di Guido Rhodio ne procura non poche. La prima è di stupore, di senso di sorpresa, che si racchiude in «ma come, Rhodio è morto?».

E l’altra, di dispiacere autentico. La frase più comune, che ho sentito e letto dalla voce e dagli occhi di tantissimi tra amici e semplici conoscenti, è anch’essa classica. Questa: «mannaggia, che peccato, mi dispiace moltissimo!». Tutte parole ed emozioni, vere e sincere, che io racchiudo in quella che è stata la mia immediata espressione, nella quale vi è lo stupore e il dispiacere, ma anche una sottile preoccupazione, quasi un timore interiore. È questa: «e adesso?». Sì, e adesso che facciamo?

Questa, la preoccupazione insidiosa. Tutto deriva da quell’uomo, che pur avanzando negli anni, progressivamente indebolendosi e gravemente ammalandosi, non ha mai smesso un solo istante di vivere appieno la vita. E di pensare, con lucidità abbagliante. Di sentire, con battito del suo debole cuore assordante. Di parlare, con quella voce acuta e tonante. Di scrivere, con quella sua penna intensa. E di vedere, con quegli occhi quasi spenti, in profondità irraggiungibili.

Tutto di questo straordinario universo di esperienze, di saperi, di studi e di studio nella ricerca continua, di sentimenti e di passioni, di intelligenza robusta e di parola alta quanto le idee che coltivava dopo averle cercate nell’Olimpo del magico pensare, egli generosamente donava. A tutti. A quanti andavano a trovarlo negli ultimi anni della sua obbligata “stanzialità”, e a quanti egli avrebbe potuto raggiungere con i mezzi della tecnologia alla quale con spirito fanciullo si applicava. Anche per dare sfogo al quel suo animo inquieto e al suo cuore cercatore. Chi riceveva qualsiasi cosa da lui, anche il rimprovero o la battuta ironica sempre pronta per sdrammatizzare le cose, che ne facesse tesoro o no, che la capisse bene o no, sapeva innanzitutto di ricevere una cesta enorme di sincerità e schiettezza. Da accompagnare, per tenerle sempre tesi, ai consigli, alle idee, alle proposte, alle sollecitazioni, che ti arrivavano in testa come la pioggia impetuosa d’agosto. E con rigore intellettuale prima ancora che morale.

Una lezione continua, la sua, simile a quella, per alcuni, dei maestri inascoltati, che prima o poi ti ritorna alla mente con la stessa forza che ha incontrato la tua respingendola. “ E adesso che si fa?” Ecco, sorpresa e dolore. Perché, tutti noi, come le sue adorate figlie e la sua amata moglie, non eravamo preparati a questa sua uscita di scena. E non possiamo fargliene una colpa, ché forse lui piano piano da tempo ci salutava. Siamo stati tutti noi a non volerlo capire, ché lui, uomo di profonda fede nella preghiera, ha resistito fin quando ha potuto. Fino al tempo che ha chiesto al Signore per mettere al sicuro i suoi infiniti amori. Tra i quali, non aggiuntivamente, ma oserei dire parimenti, vi erano le sue altre creature. L’Istituto, per esempio (questa era nella sua intenzione), per gli studi di Cassiodoro, alla cui vita e opere egli, insieme a mons Cantisani, il Vescovo infinito, il pastore illuminato, don Antonio Tarzia fondatore dell’omonima Associazione, Peppe Mercurio e mons Facciolo, aveva dedicato il tempo che trovava, moltiplicandolo magicamente, dagli altri numerosi impegni. E dagli altri suoi amori.

Lo studio della storia del luoghi, all’interno di quella più ampia locale e regionale. E, questa, a navigare nel mare grande della storia in generale, quella antica in particolare. La storia del mondo classico, nelle età che ci portano a quella Magna Graecia che era una sua passione sempre accesa. La storia, maestra di cultura e civiltà. La storia, una delle culle del sapere, in particolare quello filosofico e poi scientifica. Una sorta di camminamento illuminato per raggiungerli più facilmente. La storia, come conoscenza delle origini delle cosiddette altre storie. Non minori, non di secondaria importanza, ma filiali. La storia come strumento di comprensione del presente e vademecum culturale e politico per evitare di ripetere errori o di farne di gravi non potendo operare in alcun confronto con esperienze già vissute. La storia, come aiuto alla crescita della conoscenza del proprio Paese, fosse anche il piccolo di tutti, e all’amore per esso. Rhodio, che non volle farsi storico, studiava molto la storia e se ne rallegravava quando in lui cresceva e la conoscenza e la passione per la conoscenza. Intelligenza robusta e poliedrica, Guido si muoveva con leggiadria, anche quand’era stanco, fra i diversi saperi. Tutti, purché contenessero la cultura del bello. Era appassionato d’arte, sia quella materiale, “oggettistica” se posso azzardare una denominazione, lui mi perdonerà di averlo fatto, (prevalenti era l’interesse per le opere pittoriche e dell’artigianato artistico, o le sculture pur di piccole dimensioni), sia per quelle “bibliofile”.

A suo modo Guido era un bibliofilo. Divorava i libri con la lettura. Ed amava il libro in quanto oggetto raro, da non perdere. Acqua del sapere che sgorga dalla fonte. Cercava libri che altri abbandonavano. Per difenderli dalla rovina e dall’abbandono. E li conservava. Aveva una biblioteca di considerevole ampiezza, non solo fisica ma anche valoriale. Chi ne avrà cura per realizzare la sua volontà di consegnarla al pubblico e nei luoghi pubblici deputati, avrà da lavorare tanto, gioendo, però, assai di più. L’altra sua creatura, quella, insieme alla famiglia, più amata, è Squillace. Si potrebbero scrivere libri su questo amore “ pazzo” e, poi, ragionato, crescendo e formandosi, lui, in quel luogo abitato da giovanissimo e mai più abbandonato, la Politica. Squillace era per lui l’insieme dei variegati mondi che si muovevano in lui. Era la cultura, ben deposita, con la sua antica storia, nei luoghi più simbolici della Città. Era l’arte quella che si è potuta conservare attraverso le opere ivi presenti. Era religiosità e fede, ben radicate nella vita della Chiesa, sede episcopale, nei suoi antichi conventi, nel suo seminario, nelle sue pregiate chiede, tra le quali primeggia quasi imperiosa ancora, la Cattedrale.

Squillace era le istituzioni, che nel Comune trova il segno della pienezza della Democrazia. Era paesaggio, balcone che si affaccia sul mare e sguardo ai monti che lo proteggono amorevolmente. Era il punto d’incontro tra il mare e i monti, con una rapida carezza sulle brevi vallate che li separano e li uniscono. Squillace era, pertanto, la Calabria. Lo sguardo che lui, dal quel suo balcone, lanciava sulla Calabria era visione politica su come la nostra Terra dovesse, con la Democrazia del territorio, andare incontro al suo sviluppo e alla sua crescita culturale nella compattezza sociale. Squillace era la Politica, l’altra sua creatura in quella passione che lo accendeva come un fuoco. Politica, come servizio alla gente e spazio per la costruzione di grandi cose. Cose grandi in cui la ricchezza fosse un bene sociale e non la brutale forma della divisione tra i forti e deboli, con il prezzo che quest’ultimi, sempre più numerosi, dovessero sempre pagare all’egoismo di pochi. La Politica era anche la forma e lo strumento con cui poterla fare, militandovi.

Il suo, scelto da giovanissimo, con spirito cristiano e visione laica della stesso, fu la Democrazia Cristiana, il suo partito per sempre, tanto da pensare di poterlo ritrovare per le due idealità nella nuova formazione realizzatasi a sinistra. E qui mi fermo, perché rivederlo, mentre scrivo, nei luoghi che abbiamo insieme frequentato sotto l’egida di quella bandiera bianca scudocrociata, mi commuove fino alle lacrime. E poi, si è fatto tardi. Devo correre nella sua Città, divenuta anche nostra per il suo lascito di valori, dove tra poco lo saluteremo. Qui, per sempre. Per sempre qui.(fc)

Dimensionamento scolastico, Princi: Importante sinergia a tutela dei territori

Giusi Princi, Vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Istruzione, si è detta soddisfatta del clima positivo riscontrato nel corso dell’incontro, in Cittadella, con gli Enti Provinciali per discutere del dimensionamento scolastico.

All’incontro hanno preso parte i presidenti delle quattro Amministrazioni provinciali calabresi ed il Delegato del Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, con i rispettivi dirigenti di settore, ed a cui hanno partecipato anche il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, i coordinatori degli Ambiti Provinciali ed i dirigenti del Dipartimento Istruzione della Regione Calabria.

Contestualmente, la vicepresidente Princi ha invitato i vertici del Dipartimento Istruzione ad accogliere l’istanza avanzata dalle province di differire al 15 ottobre i termini di presentazione dei rispettivi piani, permettendo così agli enti di avere più tempo per procedere con una lettura territoriale più approfondita, legata anche alle varie interlocuzioni con le parti.

In merito, il Vicepresidente ha esortato le Province ad avvalersi dell’Osservatorio per il diritto allo studio, quale importante strumento per un’analisi georeferenziata dei vari contesti (indici di disagio, dispersione, collegamenti.) Nel corso della riunione, è stato ricordato che i plessi non verranno chiusi, ma rimarranno attivi con il personale docente e ausiliario già previsto in base ai numeri degli studenti iscritti; il dimensionamento scolastico, infatti, lascerà invariata la geografia dei plessi, interessando piuttosto l’organico dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi. Dall’incontro in Cittadella è emerso l’obiettivo comune, previsto dagli indirizzi regionali, di tutelare le aree interne e le aree disagiate, ivi prevedendo le autonomie, ovvero il mantenimento della dirigenza scolastica, optando, invece, per gli accorpamenti nei grossi centri.

I Direttori generali Maria Francesca Gatto ed Antonella Iunti, richiamando a livello tecnico le prerogative dei Comuni e delle Province nelle operazioni di predisposizione dei piani di dimensionamento e dell’offerta formativa, tramite l’interrogativo posto dal Consigliere delegato della Città metropolitana Rudi Lizzi, hanno chiarito che anche riguardo le minoranze linguistiche non sono più previste deroghe numeriche specifiche, come avveniva nel passato. Con i nuovi parametri ministeriali, infatti, non esiste più un tetto minimo o massimo di studenti: ogni realtà provinciale (purché garantisca il numero delle autonomie calcolato sulla base della popolazione scolastica) può determinarsi motivatamente individuando le aree in cui mantenere le dirigenze.

Da Giusi Princi è anche arrivato l’invito alle province a lavorare su poli liceali, tecnici, su un sistema e su un’offerta formativa che preveda l’attivazione di indirizzi scolastici funzionali alle vocazioni produttive dei territori di riferimento.

«Prezioso supporto alle realtà locali saranno i tavoli tecnici, che si insedieranno nei giorni 18,19 e 20 settembre, coordinati dal dirigente regionale Anna Perani – ha spiegato la vice di Roberto Occhiuto – e per i quali ogni ente ha già indicato un proprio referente tecnico. Raccomando, inoltre, che i piani provinciali siano condivisi con i sindacati di categoria, che hanno da tempo indicato i loro rappresentanti territoriali».

La riunione si è conclusa con i migliori auspici legati ad un sempre maggiore e costruttivo confronto, determinato da una classe politica e dirigenziale a servizio dei bisogni dei territori e del diritto allo studio, che deve essere sempre più centrale nel governo regionale.

La vicepresidente, poi, ha chiarito, sempre in merito al dimensionamento scolastico, che «i piani scolastici sono una prerogativa degli Enti Provinciali».

«A tal proposito, ricordando che la data di presentazione dei piani provinciali è stata differita dal 30 settembre al 15 ottobre – ha proseguito – invito tutti i Sindaci dei comuni calabresi a confrontarsi con i rispettivi enti provinciali a cui sottoporre le proprie istanze. Dall’incontro avuto in Cittadella con gli enti, è emersa la massima disponibilità da parte dei Presidenti di Provincia e dei rappresentanti della Città Metropolitana a promuovere conferenze di ambito per riorganizzare al meglio la rete scolastica, partendo dai bisogni dei territori».

«Sono certa – ha aggiunto – che si lavorerà con responsabilità e pragmatismo, perché nessuno meglio di chi amministra e vive quotidianamente le province può conoscere la geografia ed i bisogni di ciascuna realtà. Come già specificato dalla parte tecnica nel corso della riunione, tengo inoltre a ribadire che non sono più previste deroghe numeriche specifiche per l’individuazione di autonomie scolastiche, come invece avveniva in passato».

«Con i nuovi parametri ministeriali, infatti – ha concluso – non esiste più un tetto minimo o massimo di studenti: dai criteri regionali, ogni realtà provinciale (purché garantisca il numero delle autonomie calcolato sulla base della popolazione scolastica) può determinarsi motivatamente (sulla base di indici di disagio socio-economico, dispersione scolastica, difficoltà nei collegamenti, etc) individuando le aree in cui mantenere le dirigenze, salvaguardando magari quelle realtà interne che altrimenti rischierebbero di avere soppressa l’autonomia». (rcz)

L’annuncio di Roberto Occhiuto: «Torna operativa la sede della Regione a Bruxelles»

Torna finalmente operativa la sede della Regione Calabria a Bruxelles. A darne notizia, con un reel di Instagram, è il presidente della giunta regionale calabrese Roberto Occhiuto.

Accompagnato dal consulente per le politiche comunitarie Agostino Miozzo, Occhiuto ha visitato gli uffici della sede della Regione a Bruxelles riaperta dopo anni e localizzata nell’edificio che ospita le sedi di altre regioni d’Italia e d’Europa.

«Quando mi sono insediato – dice Occhiuto – la sede della Regione Calabria era chiusa. L’ho riattivata e ora c’è un dirigente che sta qui perché a Bruxelles si decidono le risorse per le Regioni del Sud e quindi anche della Calabria, e si decidono le regole su come spenderle. E’ troppo importante perché la Regione Calabria non sia presente, ci sono altre regioni, come l’Emilia, che ha tantissimi funzionari che qui lavorano da anni. Il mio obiettivo è dimostrare, attraverso la mia presenza a Bruxelles a parlare con la presidente del Parlamento europea Metsola che vedrò tra poco e con i commissari, che la Calabria c’è, che la Calabria vuole essere vicina alla Commissione europea perché – ha concluso Occhiuto – l’Europa dev’essere vicina alla Calabria». (rcz)

Fondo per l’artigianato, Varì soddisfatto: «Stanziati 8 milioni per le aziende in un anno e mezzo»

«Le imprese artigiane rappresentano un settore essenziale del nostro tessuto produttivo e questo Governo regionale ha inteso sostenerle e incentivarle sin dall’inizio, consentendo così loro di aumentare la propria competitività e affermarsi sui mercati nazionali ed internazionali. A tal fine, oltre a sostenere gli artigiani nella partecipazione alle fiere nazionali ed internazionali per far conoscere e commercializzare le eccellenti produzioni calabresi, la Giunta Occhiuto ha stanziato, su mia proposta, in appena un anno e mezzo, più di 8 mln di euro a favore del Fondo per l’artigianato, consentendo in tal modo ai nostri imprenditori del settore di poter usufruire di consistenti incentivi economici per effettuare interventi di ampliamento e ammodernamento aziendale in ottica di innovazione e sostenibilità».

Lo ha detto l’assessore regionale allo sviluppo economico e attrattori culturali, Rosario Varì, ricordando anche che, con delibera di qualche giorno fa, la Giunta regionale della Calabria ha incrementato di 3.3 mln di euro la dotazione finanziaria del Fondo per l’artigianato.

«Il Fondo – ha rimarcato Varì – è uno strumento che, essendo sempre operativo, si è dimostrato particolarmente efficace: grazie a questo intervento incrementale, auspicato anche dalle associazioni di categoria, continuerà ad esserlo e gli artigiani calabresi potranno farvi affidamento per ottenere gli incentivi necessari per ogni esigenza di crescita delle proprie aziende».

Lo strumento, la cui dotazione sarà ulteriormente incrementata, offre la possibilità alle imprese artigiane aventi sede operativa in Calabria di fruire di una serie di agevolazioni volte all’ammodernamento, ristrutturazione e ampliamento dei locali aziendali, ad interventi di riqualificazione e sostenibilità ambientale, all’acquisto di beni materiali e immateriali per lo svolgimento dell’attività.

Le agevolazioni consistono nella concessione di un contributo in conto capitale nel limite del 65% calcolato sulle spese di investimento previste dal Regolamento, di un contributo in conto interessi, da riconoscere in forma attualizzata per tutta la durata del finanziamento concesso da istituti bancari e nel parziale rimborso del costo della garanzia rilasciata dai Confidi. (rcz)

La Regione ha chiesto stato di calamità naturale per la plasmopara agricola

La Regione Calabria ha chiesto lo stato di calamità naturale per la diffusione sull’intero territorio calabrese, tra la primavera e l’estate, della Plasmopara viticola (detta anche Peronospora della vite) e della Peronospora destructor (nota come Peronospora della cipolla).

La richiesta è stata fatta su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, a seguito del gran caldo, le forti piogge, poi di nuovo le temperature roventi. In mezzo, agevolata da condizioni climatiche estreme e mutevoli, la diffusione di agenti patogeni di origine fungina, causa della perdita di almeno il 30% della produzione lorda vendibile di uva e cipolla rossa.

«Il ripetersi, negli ultimi mesi, di fenomeni meteo caratterizzati da periodi di siccità e copiose precipitazioni – ha osservato l’assessore Gallo – da un lato ha reso vani i trattamenti fitosanitari a difesa di vigneti e coltivazioni di cipolla rossa, mentre dall’altro ha favorito l’espansione di agenti patogeni aggressivi, determinando una notevole riduzione del raccolto, con gravi ripercussioni per agricoltori e aziende».
Una situazione già lo scorso giugno portata a conoscenza del Ministero dell’Agricoltura, al quale ora – a seguito di più puntuali verifiche – è stata indirizzata la richiesta formale di declaratoria dello stato di calamità, al fine di ottenere risorse finanziarie da destinare alle imprese ed ai coltivatori colpiti da un fenomeno che non ha risparmiato altre zone d’Italia, al punto da indurre il Governo all’emanazione di uno specifico decreto con misure d’intervento e sollievo.

«Da parte nostra – ha sottolineato Gallo – un atto dovuto a sostegno di due settori fondamentali dell’agroalimentare calabrese: adotteremo ogni iniziativa utile a consentire il superamento dell’emergenza, al fianco di agricoltori e produttori». (rcz)

Il 14 settembre ricomincia la Scuola

Il 14 settembre, in Calabria, ricomincia la Scuola. La vice presidente con delega all’istruzione, Giusi Princi, nell’augurare un buon inizio di anno scolastico ai dirigenti scolastici e al personale docente ed Ata che dalL’1 settembre saranno chiamati a programmare le attività che caratterizzeranno il nuovo anno, ricorda che la Regione Calabria, con decreto n. 40 del 31 maggio 2023, a firma del presidente Roberto Occhiuto, ha ufficializzato il calendario per l’anno 2023-2024 che riguarderà tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della regione.

Le lezioni, poi, termineranno sabato 8 giugno 2024 nelle scuole primarie (elementari), secondarie di primo grado (medie) e secondarie di secondo grado (superiori); sabato 29 giugno nella scuola dell’infanzia.

Le vacanze natalizie saranno dal 23 dicembre 2023 al 5 gennaio 2024, quelle pasquali dal 28 marzo al 2 aprile 2024.

In totale saranno 203 i giorni di lezione. Per quanto riguarda i giorni riconosciuti come festività nazionali, la Regione Calabria ha stabilito che non si effettuino lezioni nelle seguenti date: giovedì 2 novembre 2023 – commemorazione dei defunti; sabato 9 dicembre 2023 – interfestivo; lunedì 12 e martedì 13 febbraio 2024 – Carnevale; venerdì 26 e sabato 27 aprile 2024 – interfestivi.

«Ovviamente – chiarisce al termine la vicepresidente Princi – le istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia, potranno adattare il calendario in relazione alle esigenze che derivano dal Piano dell’offerta formativa, garantendo, però, il rispetto del numero dei giorni, indicati dal calendario scolastico (2023), e le date di inizio e di fine anno fissate dalla Regione».

«Pertanto – sottolinea inoltre Princi – le date del 14 settembre e dell’8 giugno, fissate dalla Regione, hanno carattere vincolate. Pertanto, tutte le giornate di sospensione delle attività didattiche individuate dalle istituzioni scolastiche nell’ambito della loro autonomia dovranno essere recuperate, garantendo il raggiungimento dei 203 giorni previsti dal calendario regionale». (rcz)

Proposta di legge sui crediti fiscali dell’edilizia, Gelardi (Lega) risponde a Talerico (Misto)

«Le osservazioni del consigliere regionale del Gruppo Misto Antonello Talerico, circa la nostra proposta di legge regionale (“Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall’efficientamento energetico del patrimonio edilizio”), sia per gli aspetti formali che di merito, francamente non ci impensieriscono. Preme sottolineare, tuttavia, che l’iniziativa legislativa è libera. Ogni consigliere regionale e ogni Gruppo hanno facoltà di proporre leggi sulla base delle proprie ragioni, opinioni e convinzioni».

A dirlo è il capogruppo della Lega in consiglio regionale Giuseppe Gelardi.

«Aggiungiamo che, per quanto riguarda il confronto sui punti di forza ed eventuali criticità della proposta di legge sottoscritta dall’intero Gruppo della Lega, le sedi idonee sono le Commissioni consiliari e, in ultimo, il Consiglio regionale. Lì ci si misura e lì ci si conta. È in quelle sedi infatti, e non in altre, che si decide se una proposta di legge (in questo caso la nostra) possa essere rettificata e/o integrata, oppure no», conclude.

Cup unico regionale, la soddisfazione della consigliera regionale Straface (FI)

«La sanità a portata di click non è più un sogno ma diventa realtà. E’ arrivato finalmente in Calabria il Cup unico regionale, sistema in grado di bypassare i singoli centri di prenotazione provinciali, che rimarranno comunque aperti, e di garantire ai cittadini la possibilità in pochi passaggi di prenotare le prestazioni mediche di cui necessitano e di poterle pagare on line, evitando le file agli sportelli e ricevendo riscontro in tempo reale».

Questo il commento dell’on. Pasqualina Straface, presidente della Terza commissione Sanità, attività sociali, culturali e formative all’annuncio dato dal presidente Occhiuto dell’attivazione del nuovo Cup regionale.

«Fino a questo momento il sistema era gestito a livello provinciale, con ogni Asp che andava in ordine sparso con procedure proprie e addirittura con servizi che cambiavano denominazione da una provincia all’altra, così come le tariffe. Finalmente il sistema è stato unificato e lo abbiamo reso normale. Non eccezionale, ma normale e alla portata di tutti. La buona sanità passa anche da queste innovazioni; il sistema che abbiamo ereditato era bloccato da un commissariamento, disorganizzato, lontanissimo dalle esigenze dei cittadini. L’azione riformatrice messa in moto dal Presidente Occhiuto sta arrivando a toccare ogni aspetto del sistema regionale calabrese, e i risultati stanno iniziando ad arrivare. Sempre oggi è stato consegnato un nuovo tavolo operatorio al reparto di Ortopedia dell’ospedale di Rossano mentre nei giorni scorsi altri interventi sulle strumentazioni hanno riguardato tre ecografi di ultima generazione ai Consultori familiari di Paola, San Giovanni in Fiore e San Marco Argentano.
Nuovo personale nelle strutture, nuove attrezzature, nuovi posti letto, nuovi investimenti in infrastrutture e nel digitale: questo è ciò di cui c’era bisogno, questo è quello che stiamo facendo giorno dopo giorno per garantire ai calabresi una sanità funzionale e adeguata ai bisogni di tutti». (rcs)