Unindustria Calabria: Intervenire con bonifica nelle aree industriali dismesse

Intervenire con la bonifica nelle aree industriali dismesse per prevenire i danni del cambiamento climatico. È quanto hanno chiesto Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria e Mario Spanò, presidente di Confindustria Crotone, in una lettera inviata al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, al presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, e al sindaco di Crotone, Vincenzo Voce.

La missiva congiunta, infatti, prendendo le mosse dall’incendio che lo scorso 25 luglio si è generato nell’area ex Sasol, a Crotone, evidenzia come «il cambiamento climatico in atto sta dando luogo a eventi atmosferici di portata eccezionale su tutto il territorio nazionale e da qui in avanti saranno sempre più frequenti e “ordinari”. Tale circostanza rende necessario elevare la soglia d’attenzione e quindi le azioni di prevenzione dai problemi ipoteticamente derivanti da questi fenomeni – o da quelli di matrice dolosa – soprattutto quando interessano aree per le quali è necessario un importante intervento di bonifica».

Dagli industriali giunge poi una spinta collaborativa: «È necessario uno sforzo straordinario e congiunto per risolvere le questioni ancora non definite e dare così seguito, secondo un cronoprogramma condiviso, alle procedure necessarie per bonificare e mettere in sicurezza aree come, per esempio, quella del Sin».

«Interventi del genere – conclude la missiva – non solo hanno un impatto diretto sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei territori e dei cittadini, quanto contribuiscono a migliorare la capacità dei luoghi di attrarre investimenti e investitori: riqualificazione delle aree industriali e bonifica dei siti dismessi, dunque, sono uno strumento in più per aumentare l’attrattività della Zes calabrese». (rkr)

Scuola, Flc Cgil replica alla Regione: Nessuna strumentalizzazione

La Flc Cgil Calabria replica alle dichiarazioni rilasciate dalla vicepresidente della Regione, Giusi Princi, in merito alla Scuola e al fatto che la «Calabria guadagna tre autonomie rispetto ai criteri pre-covid», ritenendo necessario fare delle precisazioni.

«L’averci chiamato in causa con l’accusa di diffondere notizie fuorvianti, di strumentalizzare la scuola per questioni politiche, di generare confusione e di non comprendere cosa leggiamo – si legge – ci impone il dovere di un necessario chiarimento, nei confronti dell’opinione pubblica e, in modo particolare, nei confronti dei nostri iscritti e dell’intera comunità educante. I nostri comunicati si limitano a esprimere una legittima opinione sul piano politico, nel pieno rispetto della libertà che ci riconosce l’art. 39 della Costituzione».

«L’odg approvato all’unanimità in data 24/07/2023 nel corso della nostra assemblea regionale – viene spiegato –, non fa altro che ribadire quale sia il nostro giudizio politico sul dimensionamento scolastico previsto dall’ultima Legge di Bilancio varata dal Governo a partire dall’anno scolastico 2024/2025. Tale giudizio, soprattutto per gli effetti che la legge produrrà nelle regioni del Sud, non può che essere negativo, al punto che la nostra Organizzazione ha già da tempo annunciato l’impugnazione del decreto attuativo. Sappiamo bene (e non abbiamo mai sostenuto il contrario) che si tratta di un provvedimento nazionale, che non lascia spazio alle singole Regioni sul numero delle autonomie da assegnare».

«È questa infatti la ragione del ricorso alla Corte Costituzionale da parte di Campania, Puglia, Toscana ed Emilia Romagna, cui si uniscono le perplessità e le richieste di rassicurazioni che Sardegna e Abruzzo, Regioni di centrodestra, hanno manifestato nel corso della conferenza Stato Regioni», ha spiegato il sindacato, sottolineando come «la Regione Calabria, invece, che dal provvedimento risulta essere dopo la Basilicata la più penalizzata in termini di riduzione percentuale delle autonomie con il 23,3%, non avendo espresso perplessità, ha evidentemente ritenuto politicamente giusto e giuridicamente corretto il provvedimento».

«In merito a quanto riportato circa la presunta concertazione e condivisione delle linee guida – si legge nella nota – che contemplano i criteri con cui la Regione Calabria vuole riorganizzare la rete scolastica dei prossimi anni, sono necessarie alcune puntualizzazioni. Se si esclude l’evento del 9 giugno 2023, in cui il Ministro Valditara ha presentato la sua famigerata “Agenda Sud”, gli incontri che hanno preceduto l’informativa del 19 luglio 2023 sono stati 3: – il primo, del 2 febbraio 2023, che ci risulta essere stato richiesto delle OO.SS regionali comparto scuola a seguito del comunicato stampa relativo alla polemica con l’assessore alle politiche Sociali, dott.ssa Staine; – il secondo, del 07 marzo 2023, il cui ordine del giorno è stato Dimensionamento scolastico: osservatorio dispersione scolastica, numeri e disamine; – il terzo, del 13 marzo 2023, sul Forum zero – sei».

«L’apprezzamento che Carmen Aiello e Grace D’Agata, le due componenti della nostra Segreteria regionale chiamate in causa all’interno del comunicato della Regione – prosegue la nota del sindacato – hanno manifestato nel corso dell’incontro informativo del 19 luglio, mirava all’onesto riconoscimento del lavoro, senz’altro egregio, svolto dall’Osservatorio Regionale nel cercare di limitare gli effetti che il provvedimento della Legge di Bilancio produrrà sul territorio Calabrese. Come più volte ribadito, nessun avallo formale sarebbe potuto giungere da parte nostra, per di più in occasione di una riunione in cui, come giustamente specificato, nessuna discussione (o concertazione) avrebbe mai potuto riguardare il numero, imposto, di autonomie».
«Infine, stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Presidente Occhiuto, secondo cui la Calabria avrà addirittura più autonomie che in passato – riferisce il sindacato – è evidente che una simile affermazione non può che essere frutto della sua opinione, non essendo possibile effettuare, rispetto al passato, nessun tipo di calcolo matematico che si basi su un confronto con dati effettivi. Stando invece ai dati reali, nel 2011, prima dell’entrata in vigore della Legge 183/11 che stabiliva i parametri 600/400, in Calabria di autonomie ce n’erano 400. Oggi, a.s. 2023/2024, sono diventate 360, di cui 23 sottodimensionate e 47 (totale 70) in deroga, come da Legge 178/2020, parametro 500/300».
«La legge di Bilancio del 19/12/2022 stabilisce il contingente di DS e DSGA definito dividendo per un coefficiente, comunque non inferiore a 900 e non superiore a 1000 alunni; questo restituisce alla Calabria, a partire dall’anno scolastico 2024/2025, 79 autonomie in meno. Gli effetti che secondo noi avrà un tale ridimensionamento sono cosa nota – conclude la nota –. Se la Regione, attraverso le scelte che sta mettendo in campo, avrà la capacità di ridurre o azzerare tali effetti, è per il momento una questione che appartiene al futuro, non certo al passato e neanche al presente». (rcz)

Registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co., la soddisfazione di Giannetta (FI)

«L’istituzione del Registro regionale dei comuni con prodotti De.Co. diventa legge – dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Giannetta – la Calabria avrà uno strumento importante per preservare e valorizzare questo patrimonio identitario, fatto di produzioni eccellenti e prodotti tipici ad alto valore storico della tradizione locale».

«I Comuni con prodotti a marchio De.Co. – dichiara ancora – potranno usare il logo per pubblicizzare questo straordinario legame, che sarà veicolato attraverso politiche strategiche di promozione, comunicazione e marketing.
Sarà un modo per la Regione – continua il consigliere forzista – di stare al fianco dei comuni e stimolare quelle forme di collaborazione che, nel rispetto della autonomia in materia, possano armonizzare e supportarli nelle iniziative di tutela e promozione delle proprie tipicità».

«La Calabria lancia cosi un segnale culturale forte – conclude Giannetta – per guardare, con forza, al futuro della propria tradizione». (rcz)

Reddito di cittadinanza revocato con un sms, Lo Schiavo e Cittadino contro il governo Meloni

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo misto, e il consigliere comunale di Lamezia Terme, Lucia Alessandra Cittadino, denunciano «il cinismo e il pressappochismo con il quale l’Inps, con 169mila sms, ha comunicato ad altrettante famiglie la sospensione del Reddito di cittadinanza da agosto. Al momento – affermano i due esponenti del movimento Liberamente progressisti – i beneficiari coinvolti sono i cosiddetti “occupabili”, cioè facenti parte di quei nuclei familiari nei quali non ci sono componenti disabili, minori o over 65. Il messaggio annuncia la sospensione “in attesa eventuale presa in carico da parte dei servizi sociali”. Ancora una volta il Governo fa ricadere il peso delle scelte non programmate sui Comuni ed in particolare, nel caso di specie, sui servizi sociali, servizi notoriamente sguarniti di personale e mezzi e che pertanto mai riusciranno a prendere in carico alcun beneficiario».

«La scelta scellerata di voler punire le fasce più deboli – argomentano ancora Lo Schiavo e Cittadino -, ancora una volta caratterizza questo Governo. Siamo tutti d’accordo che la misura andava rimodulata facendo lavorare realmente i navigator, creando occasione di lavoro per i fruitori del Rdc, attivando misure minuziose di controllo sui truffatori. Tagliarla però, in maniera asettica e lineare, senza andare ad analizzare caso per caso, senza prendersi carico della povertà diffusa nelle classi sociali più deboli, è inaccettabile e richiede l’impegno di tutta la classe politica per evitare che tante famiglie ricadano nella morsa del racket delle mafie e dell’usura. Per questo, come movimento “Liberamente Progressisti”, solleciteremo la convocazione di commissioni ad hoc al fine di non gettare nella morsa della povertà migliaia di calabresi e di italiani. Un Paese civile non può permettersi che ci siano ragazzi privi di mezzi economici per studiare, famiglie senza la possibilità di fare la spesa, uomini e donne che pur di sopravvivere si fanno sfruttare o addirittura si vedono costretti a delinquere, con conseguenze nefaste per tutta la collettività». (rcz)

Fai Cisl Calabria: Riforma sui Consorzi rischia di nascere senza confronto

Fai Cisl Calabria ha ribadito perplessità e l’assoluta contrarietà della Federazione regionale cislina al progetto di riforma della Giunta regionale che andrebbe a istituire un solo Consorzio per l’intero territorio calabrese.

«La riforma, in un contesto di transizione ambientale e di varie opportunità ma anche di criticità e incertezza – ha spiegato nella sua relazione Michele Sapia, segretario generale di Fai Cisl Calabria – è di assoluta urgenza per l’intero sistema della bonifica calabrese. Tale situazione non giustifica però la carenza di confronto registrato, nonostante le ripetute richieste e comunicazioni sindacali per avviare un percorso di confronto su questo fondamentale tema».

«Ribadiamo che il Consorzio unico, per come prospettato nella proposta di legge della Giunta regionale n. 215/12^, non tiene in dovuta considerazione la complessa realtà territoriale calabrese – ha continuato –, contraddistinta da varie vocazioni agricole, aspetti idrografici, morfologia del territorio, rischio idraulico e idrogeologico né tanto meno altri aspetti che riguardano la pianificazione e programmazione tramite risorse economiche certe, i svariati servizi garantiti dagli Enti consortili su ogni territorio e, in particolare, il prezioso lavoro degli addetti della bonifica, che in questi periodi di forte calura emerge ulteriormente».

«Difatti, il mancato coinvolgimento delle parti sociali – ha proseguito Sapia – ha avuto come conseguenza, tra l’altro, per come si evince dallo stesso articolato, una lacunosa e poco esplicativa presenza dei temi che interessano i lavoratori, attualmente in forza e già in quiescenza, presso gli 11 Enti consortili, come anche rispetto alla sostenibilità economica e finanziaria del comparto, solo per citare alcune delle criticità rilevate».

Il Comitato Esecutivo della Fai Cisl Calabria ha inoltre condiviso l’opportunità di partecipare all’Audizione convocata il prossimo 31 luglio – a seguito dell’incontro tra Presidente della Giunta e i Segretari Generali di Cgil, Cisl, Uil regionali del 21 luglio scorso – dalla Sesta Commissione Regionale “Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili” su questa proposta di legge.

«Ci auguriamo possa essere un nuovo inizio e occasione di ascolto – ha dichiarato il Segretario Generale Sapia –. Faremo la nostra parte con senso di responsabilità, offrendo il nostro contributo sindacale, convinti che soltanto attraverso la partecipazione e la volontà di fare rete sia possibile aprire, anche in Calabria, una nuova stagione di vero cambiamento per il sistema della bonifica, valorizzando le esperienze positive e superando le criticità».

«È strategico pervenire, tramite il confronto e lavorando in sinergia, ad una riforma quanto più condivisa possibile, valorizzando l’ascolto e la partecipazione attiva tra tutti i soggetti interessati. La Fai Cisl –ha concluso – è impegnata in azioni di proposta ma, se necessario, anche ad iniziative sindacali a sostegno della multifunzionalità della bonifica, dell’importanza e centralità del lavoro svolto da centinaia di addetti del comparto anche durante l’attuale campagna irrigua». (rcz)

Al via il progetto della Regione per sostenere i Comuni in difficoltà

parte in Calabria la prima esperienza in materia di supporto ai Comuni in stato di difficoltà finanziaria. Un vero progetto-pilota per la buona governance, la capacità di gestione, la semplificazione e il ridisegno dei processi amministrativi.

L’iniziativa, realizzata grazie al forte impulso dell’assessore regionale all’Organizzazione, Filippo Pietropaolo, è l’attuazione del modulo D – “Formazione Enti Locali” del “Programma di Rafforzamento della Capacità istituzionale” approvato con DGR 246/2022, a valere sui fondi POR Calabria 2014-2020.

L’assessore Pietropaolo, nel lanciare l’avvio del piano di lavoro realizzato dal Dipartimento regionale insieme a Fincalabra, soggetto gestore dell’intervento, sottolinea il valore strategico del progetto: «La Regione è al servizio dei Comuni perché nessuno resti indietro nel processo di crescita portato avanti dal presidente Occhiuto».

Proficua in tal senso risulta essere la collaborazione già messa in campo con la presidente dell’Anci Calabria, Rosaria Succurro.

«Gli obiettivi operativi del progetto – ha proseguito l’assessore Pietropaolo – prevedono un intervento diretto nei Comuni che saranno coinvolti, senza oneri a loro carico, con la finalità di rilevarne le criticità e supportarli attraverso azioni volte ad affrontare la situazione di squilibrio. Il macro obiettivo principale dell’iniziativa è quello di realizzare, anche grazie a modelli e strumenti predittivi, strumenti in grado di prevenire le situazioni di crisi finanziaria che considerino quali indicatori della crisi stessa non solo i fattori finanziari ma anche quelli organizzativi e di processo».

Dunque attività mirate ad attuare una pianificazione strutturale degli enti ed una capacità di spesa adeguate. A tale scopo, è stato selezionato un gruppo di esperti guidato da un Comitato tecnico e da manager specializzati in contabilità e amministrazione pubblica. Gli esperti formano un team multidisciplinare a disposizione dei Comuni candidati ad ottenere un affiancamento.

Durante gli interventi utili a rafforzare le competenze sulla riforma contabile e gestione delle risorse, ad incentivare lo sviluppo delle energie dei territori e, fra le altre cose, a diffondere lo scambio di buone pratiche, si utilizzeranno strumenti di monitoraggio (cruscotti) per analizzare i parametri di “vita” dei Comuni e rivelarsi all’occorrenza termometro o campanello d’allarme nella prevenzione e gestione delle loro eventuali crisi finanziarie. (rcz)

Occupazione imprese turistiche, presentato l’Avviso Kaire Calabria

È stato presentato, in Cittadella regionale, l’Avviso Kaire Calabria. Si tratta del primo «in Regione Calabria sulla programmazione comunitaria 2021/27, si avvia una nuova fase per la Calabria, fatta di opportunità, di crescita e stabilità», ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale, Giovanni Calabrese.

«Oggi questa fase – ha aggiunto – è rivolta alle aziende turistiche che investono sui propri dipendenti. Abbiamo lavorato in sinergia con le associazioni datoriali e i rappresentanti sindacali, coinvolti attivamente sull’avviso Kaire Calabria, per rispondere concretamente alle esigenze delle aziende e poter invertire la rotta anche sugli incentivi occupazionali. Parliamo di occupazione nel rispetto del contratto collettivo e presto, si avvierà, un percorso formativo rivolto ai lavoratori del settore. Solo con persone altamente qualificate e formate anche il turismo può realmente trasformarsi in una possibilità di lavoro stabile per i calabresi».

L’avviso, il primo della programmazione comunitaria Priorità 4 Occupazione “Una Calabria con più opportunità” – “Misure volte a migliorare l’accesso al mercato del lavoro e a promuovere l’accesso all’occupazione dei disoccupati” Azione 4.a.1 del Pr Fesr-Fse Calabria 2021/2027 -, che riguarda gli incentivi all’occupazione di lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati e lavoratori con disabilità alle imprese che operano nella filiera turistica, con la concessione di un incentivo all’occupazione (aiuto) sotto forma di contributo in conto capitale, sulla base di una procedura valutativa a sportello.

All’incontro sono intervenuti anche l’assessore regionale allo sviluppo economico e attrattori culturali, Rosario Varì, il dirigente generale del Dipartimento lavoro e welfare, Roberto Cosentino, il presidente di FinCalabra Alessandro Zanfino.

Hanno, inoltre, partecipato il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, e i rappresentanti sindacali: Fortunato Lo Papa della Cisl e Saverio Scarpino della Uil.

«Questo bando voluto dell’assessore Calabrese – ha affermato Varì –, che anticipa la programmazione comunitaria 2021/2027, va nella direzione giusta: aiuta i lavoratori, sostiene il lavoro e le imprese che hanno difficoltà a reperire personale e che, ottenendo più risorse, ora avranno la possibilità di pagare meglio i lavoratori. Domani avremo un incontro con il partenariato per illustrare quelle che saranno le misure di sostegno alle imprese da qui ai prossimi anni».

«Lo facciamo in un’ottica pianificatoria – ha continuato –. Le imprese non hanno bisogno di spot ma di guardare ad un orizzonte temporale ampio per potere programmare i loro investimenti. Quindi oggi si inizia con Kaire Calabria, da settembre si proseguirà con i bandi proposti dal dipartimento regionale sviluppo economico».

Per il dirigente Cosentino «Kaire Calabria si muove nel solco del più ampio sistema europeo, nazionale e regionale. È incentrato sul programma Gol il quale cerca di leggere le esigenze del territorio e delle imprese. L’avviso va a supportare quelle che sono reali politiche attive, coniugando occupazione e formazione con le reali possibilità occupazionali. Sono già in via di autorizzazioni i percorsi formativi, soprattutto per il settore turistico».

«La sfida è doppia – ha evidenziato –: di formare personale sul territorio che siano il frutto degli investimenti della Regione Calabria. La dotazione finanziaria disponibile è pari a euro 6.870.000 e altre risorse potranno essere integrate mediante eventuali dotazioni aggiuntive nel rispetto delle caratteristiche ed entità dell’incentivo all’occupazione di cui al presente avviso, al fine di aumentare l’efficacia dell’intervento finanziario, tramite apposito provvedimento. Kaire è un augurio per ripartire, ‘gioire’ di buone prassi ed accogliere nuovi progetti di inclusione perché la Calabria guarda alle opportunità e al lavoro concreto».

Il presidente Zanfino di FinCalabra, soggetto partner, ha evidenziato il ruolo di Fincalabra che «attuerà i progetti servendosi delle piattaforme tecnologiche. Un avviso che verrà gestito celermente anche con l’erogazione, le verifiche ed i controlli, grazie anche alla procedura snella e pratica a cui potranno partecipare le aziende».

«È una misura di sostegno alle imprese che tocca più corde dell’economia, turismo, capitale umano, offerta turistica ed immagine della nostra Calabria con interventi concreti ed efficienti. È una misura di contrasto al lavoro nero e supporta le aziende che rispettano i contratti collettivi», così si espresso, invece, il presidente Ferrara, il quale ha accolto positivamente l’invito dell’assessore Calabrese ad un continuo confronto.

I sindacati hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa e hanno posto l’accento sulla condivisione dell’avviso soffermandosi sul lavoro di gruppo e il confronto costante con l’assessorato e il Dipartimento regionale.

«Già nel leggere i beneficiari – hanno sostenuto – si intuisce l’efficacia della misura perché si rivolge a quelle aziende che tutelano e rispettano il contratto collettivo nazionale del lavoro. Così facendo aumenta il lavoro di qualità e di conseguenza crescono i servizi, dando opportunità alle aziende e ai soggetti svantaggiati».

Da lunedì 31 luglio il via alle domande sugli incentivi all’occupazione alle imprese che operano nella filiera turistica. (rcz)

Scuola, la vicepresidente Princi fa chiarezza: Calabria guadagnato 3 autonomie rispetto a criteri pre covid

La vicepresidente della Regione, Giusi Princi, ha fatto chiarezza in merito alla questione del dimensionamento scolastico, rispondendo al Partito Democratico calabrese e alla Glg Cgil Calabria.

«Detto ciò, chiarisco ancora che dall’anno scolastico 2023/24 – ha spiegato – venendo meno la deroga applicata in periodo di Covid (500/300 L 178/20), i parametri per calcolare le scuole autonome, con dirigente e direttore amministrativo, sarebbero stati 600/400, e avrebbero quindi determinato la soppressione di tutti gli istituti scolastici con una popolazione scolastica sotto i 600 studenti e sotto i 400 nei Comuni in deroga (Comuni montani e minoranze linguistiche)».

«Stante la legge 183/11 (la legge di stabilità per il 2012), la Calabria avrebbe avuto 82 scuole sottodimensionate senza la presenza – ha continuato – quindi di un dirigente scolastico e di un direttore amministrativo. Sulla base di tale criterio, che non avrebbe offerto alla Regione alcun margine di deroga, i tantissimi istituti scolastici delle zone di montagna e delle aree interne, che attualmente hanno meno di 400 alunni, inevitabilmente sarebbero stati soppressi o destinati alle reggenze».

«Ma veniamo ad oggi – ha proseguito –. Alla luce dell’assetto normativo delineato dalla legge di bilancio n. 197 del 19/12/22, attuativo della riorganizzazione del sistema prevista nel Pnrr, a decorrere dall’a.s.2024/25, i criteri ministeriali adottati nell’assegnare le autonomie alle Regioni sono stati: popolazione scolastica e sviluppi demografici nel prossimo triennio. Poiché la matematica non è un’opinione, sono 79 le autonomie in meno, anziché 82, quanto sarebbero state se avessimo dovuto applicare il rigido criterio dei 600/400».

«Nei giorni scorsi, ho riunito le parti sindacali a cui ho condiviso le linee guida – ha reso noto – che contemplano i criteri con cui la Regione Calabria vuole riorganizzare la rete scolastica dei prossimi anni; non essendoci più un tetto massimo o minimo ma solo la riduzione di un numero complessivo di autonomie (per la Calabria appunto 79), sono state, innanzitutto, ricavate le autonomie provinciali, utilizzando il criterio nazionale, quindi, è stato utilizzato il criterio della compensazione per salvaguardare le piccole aree. Nessuna scuola soppressa nelle aree disagiate come recita erroneamente il gruppo Pd, tutt’altro, l’indirizzo è quello di costituire istituti scolastici con una popolazione anche superiore a 1.000 nei grossi centri urbani, lasciando l’autonomia nelle aree interne disagiate anche con un numero non elevato di studenti».

«Come già evidenziato, oltre l’Ufficio scolastico regionale, tutte le sigle sindacali, compresa la Cgil, presente all’incontro con due esponenti – ha ricordato – non hanno eccepito nulla, anzi hanno pienamente condiviso e apprezzato le linee guida regionali. La concertazione, voglio ancora specificare, non avrebbe potuto riguardare il numero di autonomie, definito a livello centrale, ma solo i criteri attraverso cui distribuirle nei territori. E la Calabria, pur nella logica delle riduzioni previste dal PNRR, ha scelto di tutelare le aree dove maggiore è il disagio, lo svantaggio e lo spopolamento. Invito, quindi, tanto la Cgil quanto il Pd, a tenere fuori la scuola da qualsivoglia strumentalizzazione di carattere politico, e li esorto, prima di pubblicare notizie fuorvianti che generano solo confusione, a documentarsi bene».

«La scuola deve essere tutelata e salvaguardata da tutti – ha concluso – ha già tropo pagato lo scotto di una politica che non si è mai assunta la responsabilità: è dal 2012 che non viene infatti varato un piano di dimensionamento con la triste conseguenza di tantissime scuole sottodimensionate sono state affidate a reggenze, con la conseguenza dii una dispersione scolastica e di una povertà educativa che, nella nostra Regione, ha cifre impressionanti». (rcz)

La Regione approva linee guida per il Dimensionamento della Rete scolastica

La Giunta della regione Calabria, guidata da Roberto Occhiuto, ha approvato le linee guida sul Piano di dimensionamento della rete scolastica e sulla programmazione dell’offerta formativa per il prossimo triennio. Il documento approvato in Giunta, diventerà definitivo dopo il parere della commissione cultura del Consiglio regionale.

«È un risultato importante a tutela dei territori – ha dichiarato Giusi Princi, vicepresidente della Regione – anche perché l’ultima operazione regionale di riorganizzazione della rete scolastica risale, addirittura, al 2012».

Per il presidente della Regione Roberto Occhiuto «l’approvazione delle linee guida sul dimensionamento scolastico rappresenta un risultato straordinario. Molte Regioni lamentano il fatto che la normativa nazionale ponesse alcune di esse, soprattutto quelle del Sud, nella condizione di ridurre il numero di autonomie. La Calabria, invece, grazie al lavoro svolto dalla vice presidente Giusi Princi, avrà addirittura più autonomie rispetto al passato, e questo perché abbiamo individuato delle modalità che ci consentono di mantenerle, soprattutto nei Comuni che ne hanno più bisogno – come, ad esempio, a San Luca e Platì –, dove c’è necessità di un grande investimento sulla formazione scolastica e sulla formazione delle coscienze».

«Il risultato di oggi – ha rimarcato infine Occhiuto – è la dimostrazione del fatto che quando le Regioni lavorano in leale collaborazione con il governo, i problemi si risolvono con grandi benefici per i cittadini, anche nell’ambito del mondo della scuola».

Punto focale delle Linee guida il diritto allo studio e gli interessi del mondo della scuola. L’obiettivo è la salvaguardia delle realtà scolastiche di quelle aree periferiche e interne che insistono in territori, socialmente, culturalmente ed economicamente depresse, per garantire a tutti gli studenti, di tutte le aree geografiche della Regione, le medesime opportunità formative e le stesse sollecitazioni culturali.

I criteri contenuti nella proposta regionale di riorganizzazione della rete scolastica a cui si dovranno attenere gli Enti sono i seguenti: nelle aree ad alta densità, in particolare nei comuni capoluogo e nei comuni superiori a 15mila abitanti, si può tendere a costituire/mantenere istituti scolastici con un numero di almeno 1000 alunni; nelle aree scarsamente popolate, nelle aree interne e nelle aree periferiche, che si caratterizzano per condizioni di particolare isolamento, si può tendere a costituire/mantenere istituti scolastici con un numero di almeno 600 studenti.

Sulla base del numero di autonomie (281) assegnate dal Ministero alla Regione Calabria è stata effettuata una distribuzione su base provinciale rapportata alla popolazione scolastica, alla densità abitativa di ciascun territorio ed agli sviluppi demografici previsti nel prossimo triennio.

Pertanto, nel rispetto dell’osservanza del numero di autonomie assegnate a ciascuna realtà provinciale, e nel rispetto – da parte delle amministrazioni – del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi loro assegnato, Province e Città metropolitana potranno applicare un criterio compensativo per cui sarà possibile mantenere o costituire autonomie con un numero differente di alunni rispetto ai parametri numerici sopraindicati: superiori o inferiori a 600 per tutelare territori particolarmente fragili dal punto di vista socio-economico, isolati e inaccessibili; realtà scolastiche superiori alle 1000 unità, invece, nelle aree altamente popolate.

Soddisfazione, per il risultato raggiunto è stata espressa dal presidente Occhiuto e dalla Giunta, e dalla vice presidente Princi, la quale assicura che «attraverso l’Osservatorio per il diritto allo studio, predisposto dal dipartimento Istruzione, ciascun Comune potrà usufruire di una lettura georeferenziata delle singole aree territoriali che consentirà di individuare, in tempo reale, quelle da ‘bollino rosso’, quelle, cioè, altamente svantaggiate e a rischio dispersione scolastica che, in quanto tali, dovranno essere tutelate».

«In queste delicate operazioni, le realtà periferiche non saranno lasciate sole – ha assicurato la vicepresidente – perché verranno istituiti dei tavoli tecnici su base provinciale, coordinati dal dipartimento istruzione, che avranno il compito di supportare i Comuni, le Province e la Città metropolitana di Reggio Calabria nella fase di definizione della rete scolastica, affinché i piani siano coerenti con i criteri riportati nelle linee guida regionali». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil a confronto con Occhiuto sulle emergenze calabresi

È stato un confronto positivo quello avvenuto tra i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, rispettivamente Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere dei

temi prioritari della Sanità, del Lavoro, delle Infrastrutture, dell’Ambiente e dei punti nevralgici della Vertenza Calabria che avevano accumulato negli ultimi mesi diversi ritardi.

Sulla Sanità si è partiti dalla rete ospedaliera e dalla medicina territoriale, della rete di emergenza-urgenza che saranno oggetto di un nuovo e specifico incontro, proseguendo poi con la necessità di procedere a nuove assunzioni. Il presidente ha dato notizia dell’imminente arrivo di altri medici cubani che per i sindacati, pur implementando l’organico, non sono sufficienti a garantire una sanità di qualità. Altra questione nevralgica quella degli accreditamenti, in merito ai quali Occhiuto ha comunicato di voler riformare il sistema attraverso una specifica legge regionale. Sono, invece, 120 i milioni euro di spesa previsti per la rete delle emergenze-urgenze, il 118 e la nuova diagnostica. 

Le sigle hanno posto il tema dei ritardi nella costruzione dei nuovi ospedali che in alcuni casi sono lievitati a causa dell’aumento dei costi dei materiali edili e in merito ai quali occorre recuperare tempo. Un’altra richiesta di incontro è stata avanzata in merito alle facoltà di Medicina degli atenei di Catanzaro e Cosenza per discutere della strategicità e potenzialità che queste possono avere in termini di ritorno sull’offerta sanitaria.  

Durante il tavolo si è discusso anche di Infrastrutture, a partire dalla Ss. 106 per la quale pare ci sia una riduzione dei tempi del finanziamento di 3 miliardi di euro per il tratto Sibari-Reggio Calabria che dovrebbe attivarsi entro il 2024. Altri fondi, ha spiegato Occhiuto, sono poi previsti per il rifacimento e messa in sicurezza del tratto A3 Altilia – Grimaldi. 

CGIL CISL E UIL hanno concordato con il presidente un tavolo con Rfi per discutere di un piano di investimenti di circa 9 miliardi previsti per la rete ferroviaria calabrese. A tal proposito, CGIL CISL e Uil hanno insistito sulla elettrificazione della rete ionica ed Alta Velocità.

Così come per il ponte crollato a Longobucco, per il quale si terrà un incontro in Regione con Anas il 3 agosto, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un ulteriore incontro per la galleria della Limina.

Durante il tavolo si è discusso anche del precariato storico calabrese sul quale le sigle hanno chiesto un’accelerazione, così come sono stati concordati nuovi tavoli di confronto su settore idrico, depurazione e rifiuti.

In merito alla riforma dei consorzi di bonifica, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto l’applicazione delle clausole sociali a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e il presidente si è impegnato a sentire le organizzazioni sindacali di categoria in un’apposita audizione in commissione regionale.

Per quanto concerne Fincalabra i sindacati hanno affermato la necessità di una riorganizzazione finalizzata al rafforzamento tecnico amministrativo della struttura che possa intercettare fondi comunitari.

Grande attenzione è stata, infine, data alla straordinaria ondata di calore che sta colpendo la Calabria. Unitariamente le sigle hanno chiesto ad Occhiuto di emanare un’ordinanza di divieto di lavoro nelle ore più calde anche nel settore edile ed affini, così come già fatto in agricoltura. 

Il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, ha parlato di «un risultato importante e un atto di sensibilità e responsabilità per la sicurezza dei lavoratori». (rcz)