La Regione approva linee guida per il Dimensionamento della Rete scolastica

La Giunta della regione Calabria, guidata da Roberto Occhiuto, ha approvato le linee guida sul Piano di dimensionamento della rete scolastica e sulla programmazione dell’offerta formativa per il prossimo triennio. Il documento approvato in Giunta, diventerà definitivo dopo il parere della commissione cultura del Consiglio regionale.

«È un risultato importante a tutela dei territori – ha dichiarato Giusi Princi, vicepresidente della Regione – anche perché l’ultima operazione regionale di riorganizzazione della rete scolastica risale, addirittura, al 2012».

Per il presidente della Regione Roberto Occhiuto «l’approvazione delle linee guida sul dimensionamento scolastico rappresenta un risultato straordinario. Molte Regioni lamentano il fatto che la normativa nazionale ponesse alcune di esse, soprattutto quelle del Sud, nella condizione di ridurre il numero di autonomie. La Calabria, invece, grazie al lavoro svolto dalla vice presidente Giusi Princi, avrà addirittura più autonomie rispetto al passato, e questo perché abbiamo individuato delle modalità che ci consentono di mantenerle, soprattutto nei Comuni che ne hanno più bisogno – come, ad esempio, a San Luca e Platì –, dove c’è necessità di un grande investimento sulla formazione scolastica e sulla formazione delle coscienze».

«Il risultato di oggi – ha rimarcato infine Occhiuto – è la dimostrazione del fatto che quando le Regioni lavorano in leale collaborazione con il governo, i problemi si risolvono con grandi benefici per i cittadini, anche nell’ambito del mondo della scuola».

Punto focale delle Linee guida il diritto allo studio e gli interessi del mondo della scuola. L’obiettivo è la salvaguardia delle realtà scolastiche di quelle aree periferiche e interne che insistono in territori, socialmente, culturalmente ed economicamente depresse, per garantire a tutti gli studenti, di tutte le aree geografiche della Regione, le medesime opportunità formative e le stesse sollecitazioni culturali.

I criteri contenuti nella proposta regionale di riorganizzazione della rete scolastica a cui si dovranno attenere gli Enti sono i seguenti: nelle aree ad alta densità, in particolare nei comuni capoluogo e nei comuni superiori a 15mila abitanti, si può tendere a costituire/mantenere istituti scolastici con un numero di almeno 1000 alunni; nelle aree scarsamente popolate, nelle aree interne e nelle aree periferiche, che si caratterizzano per condizioni di particolare isolamento, si può tendere a costituire/mantenere istituti scolastici con un numero di almeno 600 studenti.

Sulla base del numero di autonomie (281) assegnate dal Ministero alla Regione Calabria è stata effettuata una distribuzione su base provinciale rapportata alla popolazione scolastica, alla densità abitativa di ciascun territorio ed agli sviluppi demografici previsti nel prossimo triennio.

Pertanto, nel rispetto dell’osservanza del numero di autonomie assegnate a ciascuna realtà provinciale, e nel rispetto – da parte delle amministrazioni – del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi loro assegnato, Province e Città metropolitana potranno applicare un criterio compensativo per cui sarà possibile mantenere o costituire autonomie con un numero differente di alunni rispetto ai parametri numerici sopraindicati: superiori o inferiori a 600 per tutelare territori particolarmente fragili dal punto di vista socio-economico, isolati e inaccessibili; realtà scolastiche superiori alle 1000 unità, invece, nelle aree altamente popolate.

Soddisfazione, per il risultato raggiunto è stata espressa dal presidente Occhiuto e dalla Giunta, e dalla vice presidente Princi, la quale assicura che «attraverso l’Osservatorio per il diritto allo studio, predisposto dal dipartimento Istruzione, ciascun Comune potrà usufruire di una lettura georeferenziata delle singole aree territoriali che consentirà di individuare, in tempo reale, quelle da ‘bollino rosso’, quelle, cioè, altamente svantaggiate e a rischio dispersione scolastica che, in quanto tali, dovranno essere tutelate».

«In queste delicate operazioni, le realtà periferiche non saranno lasciate sole – ha assicurato la vicepresidente – perché verranno istituiti dei tavoli tecnici su base provinciale, coordinati dal dipartimento istruzione, che avranno il compito di supportare i Comuni, le Province e la Città metropolitana di Reggio Calabria nella fase di definizione della rete scolastica, affinché i piani siano coerenti con i criteri riportati nelle linee guida regionali». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil a confronto con Occhiuto sulle emergenze calabresi

È stato un confronto positivo quello avvenuto tra i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, rispettivamente Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere dei

temi prioritari della Sanità, del Lavoro, delle Infrastrutture, dell’Ambiente e dei punti nevralgici della Vertenza Calabria che avevano accumulato negli ultimi mesi diversi ritardi.

Sulla Sanità si è partiti dalla rete ospedaliera e dalla medicina territoriale, della rete di emergenza-urgenza che saranno oggetto di un nuovo e specifico incontro, proseguendo poi con la necessità di procedere a nuove assunzioni. Il presidente ha dato notizia dell’imminente arrivo di altri medici cubani che per i sindacati, pur implementando l’organico, non sono sufficienti a garantire una sanità di qualità. Altra questione nevralgica quella degli accreditamenti, in merito ai quali Occhiuto ha comunicato di voler riformare il sistema attraverso una specifica legge regionale. Sono, invece, 120 i milioni euro di spesa previsti per la rete delle emergenze-urgenze, il 118 e la nuova diagnostica. 

Le sigle hanno posto il tema dei ritardi nella costruzione dei nuovi ospedali che in alcuni casi sono lievitati a causa dell’aumento dei costi dei materiali edili e in merito ai quali occorre recuperare tempo. Un’altra richiesta di incontro è stata avanzata in merito alle facoltà di Medicina degli atenei di Catanzaro e Cosenza per discutere della strategicità e potenzialità che queste possono avere in termini di ritorno sull’offerta sanitaria.  

Durante il tavolo si è discusso anche di Infrastrutture, a partire dalla Ss. 106 per la quale pare ci sia una riduzione dei tempi del finanziamento di 3 miliardi di euro per il tratto Sibari-Reggio Calabria che dovrebbe attivarsi entro il 2024. Altri fondi, ha spiegato Occhiuto, sono poi previsti per il rifacimento e messa in sicurezza del tratto A3 Altilia – Grimaldi. 

CGIL CISL E UIL hanno concordato con il presidente un tavolo con Rfi per discutere di un piano di investimenti di circa 9 miliardi previsti per la rete ferroviaria calabrese. A tal proposito, CGIL CISL e Uil hanno insistito sulla elettrificazione della rete ionica ed Alta Velocità.

Così come per il ponte crollato a Longobucco, per il quale si terrà un incontro in Regione con Anas il 3 agosto, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un ulteriore incontro per la galleria della Limina.

Durante il tavolo si è discusso anche del precariato storico calabrese sul quale le sigle hanno chiesto un’accelerazione, così come sono stati concordati nuovi tavoli di confronto su settore idrico, depurazione e rifiuti.

In merito alla riforma dei consorzi di bonifica, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto l’applicazione delle clausole sociali a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e il presidente si è impegnato a sentire le organizzazioni sindacali di categoria in un’apposita audizione in commissione regionale.

Per quanto concerne Fincalabra i sindacati hanno affermato la necessità di una riorganizzazione finalizzata al rafforzamento tecnico amministrativo della struttura che possa intercettare fondi comunitari.

Grande attenzione è stata, infine, data alla straordinaria ondata di calore che sta colpendo la Calabria. Unitariamente le sigle hanno chiesto ad Occhiuto di emanare un’ordinanza di divieto di lavoro nelle ore più calde anche nel settore edile ed affini, così come già fatto in agricoltura. 

Il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, ha parlato di «un risultato importante e un atto di sensibilità e responsabilità per la sicurezza dei lavoratori». (rcz)

De Rose (Cicas): Occhiuto istituisca una Conferenza Regionale Permanente sociosanitario e socioassistenziale

La responsabile nazionale Cicas per il Terzo Settore e la Finanza Agevolata, Anna Maria De Rose, ha chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di istituire con urgenza una Conferenza Regionale Permanente in ambito socio sanitario e socio assistenziale.

Una Conferenza per il monitoraggio, la programmazione e lo sviluppo dei servizi socio sanitari e socio assistenziali che insistono sul territorio regionale, «chiamando – ha detto De Rose –  a partecipare anche i più alti vertici delle Istituzioni quali i Prefetti (perché i dissesti creano anche tensioni sociali) i vertici delle conferenze dei Sindaci dei vari ambiti territoriali inserendo anche a livello consultivo i sindacati datoriali e dei lavoratori che partendo dal basso conoscono e vivono le realtà territoriali. Dovrà essere una cabina di regia operativa».

«La mia proposta al presidente Occhiuto – ha spiegato – nasce dal fatto che tutta la Pubblica Amministrazione (Assessorato di riferimento, Comune capo ambito ecc) sollecitati dalla vicenda “Betania” si sono affrettati a rilasciare dichiarazioni sulla regolarità dei trasferimenti alle strutture socio sanitarie e socio assistenziali ed a gli Enti Locali dichiarando che questi ultimi sono avvenuti ed avvengono con “regolarità” e nei “ giusti tempi” concetto piuttosto soggettivo che mi fa porre una domanda: quali sono per essi i “giusti tempi” e la “regolarità”? Una settimana dall’emissioni delle fatture delle strutture (che peraltro sono elettroniche e giungono con tempestività), quindici giorni, un mese, due mesi, tre mesi? Sono risposte che dovrebbero essere date ai cittadini che affidano i loro cari a queste strutture le quali nonostante tutto trattano con dignità gli ospiti che non si accorgono affatto dei problemi di gestione che li circondano».

«Solo così, monitorando e prevenendo le situazioni di crisi – ha detto – capiremo come funziona il sistema e cosa c’è che non va  e se il problema al contrario è invece riconducibile alla “Cattiva Gestione” di queste strutture che dovrebbe comunque essere di tipo manageriale vista l’importanza sociale che rivestono e portata avanti  con le giuste competenze».

«In tempi non sospetti e precisamente nel maggio 2022 – ha ricordato – già avevo scritto  sulle criticità e sulle problematiche relative a quanti operano nel settore, evidenziando come il caro energia e l’aggravante dei ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni delle spettanze di quanto dovuto, avrebbero messo in ginocchio le strutture nonché della ripercussione sui lavoratori che attendevano stipendi da più mesi. Avevo evidenziato inoltre come da parte di alcuni Comuni Capo Ambito, si erano registrati ritardi nei pagamenti che andavano dagli 8 ai 12 mesi e che mettevano a dura prova le finanze degli operatori di settore, tra cui imprese e cooperative sociali, che ricordo creano occupazione e danno lavoro in Italia (dati 2019) a 861.919 addetti regolarmente assunti e solo in Calabria a circa 11.000».

«Il dissesto della Fondazione Betania – ha evidenziato – ci induce ad importanti riflessioni e penso che sia giunto il momento  di prevenire in maniera concreta l’insorgenza delle crisi ed i dissesti e lo si può fare esclusivamente attraverso un monitoraggio costante delle situazioni, da parte delle più alte Istituzioni».

«Altro problema – ha proseguito – da affrontare sono i comuni capo ambito in dissesto e/o temporaneo disequilibrio finanziario, ricordo che  i dati del 2021 hanno confermato il triste primato della Calabria che già l’anno precedente aveva ben 7 Comuni su 10 in default o in riequilibrio (Fonte Ca’ Foscari). I comuni capo ambito in disequilibrio finanziario non possono essere confermati tali, in quanto, non avendo capacità di spesa ed imbrigliati nel risanamento, non potendo potenziare il personale non possono far fronte ai servizi  da erogare in quanto capo ambito».

«Bisognerebbe pensare ad un a L.R. – ha rilanciato – non in contrasto con le leggi nazionali che sostituisca temporaneamente il comune capo ambito con il comune più virtuoso dell’ambito per ottenere l’eccellenza nei servizi e nelle procedure. Concludo nell’affermare che il sistema a distanza di un anno sta implodendo perché la Fondazione Betania è solo la punta dell’iceberg, in quanto tra i ritardi nei pagamenti, uffici di piano che non funzionano, cartelle esattoriali, Durc irregolari (che non consentono di incassare dalla pubblica amministrazione) e mancato accesso alle fonti alternative di finanziamento per mancanza di sufficienti bandi a cui partecipare ed attingere risorse, si innescherà una reazione a catena». (rcz)

 

L’assessore alle Politiche Sociali di CZ Lazzaro: Regione aiuti a varare piano di rientro di Fondazione Betania

L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Catanzaro, Venturino Lazzaro, ha evidenziato come nonostante «il Comune abbia onorato gli impegni verso la Fondazione Betania», ciò non basta. È per questo che, per l’assessore, adesso è il turno della Regione, aiutando la Fondazione a varare il piano di rientro.

Il Comune di Catanzaro, infatti, ha liquidato 3 milioni e 500.000 euro alle quattro strutture socio-assistenziali da essa gestite per gli esercizi 2020, 2021 e 2022. «Si tratta – ha spiegato – delle strutture “Delfino”, “Fiordaliso”, “Edera” e “Perseo”. Di questi ben 854.000 euro sono stati liquidati dall’attuale Amministrazione comunale. Il saldo dell’esercizio 2022, pari a 284.000 euro, è stato richiesto meno di due mesi fa con l’emissione delle fatture datate 29 maggio 2023».

«Si evince chiaramente – ha spiegato – che i residui impegni del Comune verso Betania, che saranno in tempi brevi onorati, rappresentano solo una minima parte della cifra occorrente per fronteggiare una situazione debitoria che, da quel che si può apprendere, è certamente molto pesante, se si tiene conto che solo un milione e 700.000 euro sono di debiti erariali riferiti a cartelle e avvisi. Senza contare che incombono ben 29 pignoramenti, che renderanno ancora più problematica la situazione. Si pensi che il Comune di Catanzaro è stato costretto a liquidare 124.788 euro per fronteggiare 12 ordinanze e ad accantonare altri 245.000 euro per ulteriori situazioni».

«Come si può notare, la soluzione della crisi finanziaria di Betania – ha continuato – dipende solo in minima parte dal Comune, che comunque farà la sua parte accelerando al massimo la liquidazione delle fatture di fine maggio. Desta semmai molta preoccupazione la posizione rassegnata dell’assessore regionale alle politiche sociali che, nell’incontro lodevolmente promosso dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, ha potuto solo ammettere che l’Ambito Sociale di Catanzaro, in cui ricadono le strutture gestite da Betania, ha dovuto subire una decurtazione di oltre 2 milioni di euro in base ai nuovi criteri di assegnazione delle risorse. L’Asp di Catanzaro ha, peraltro, certificato che una parte degli ospiti delle strutture socio-assistenziali di Betania, in realtà riceve un’assistenza che è di tipo sanitario, pur continuando a ricadere  impropriamente sui bilanci comunali».

«Senza una forte risposta istituzionale – ha detto ancora – come opportunamente sollecitata dal consigliere regionale Talerico, il destino di Betania sembrerebbe segnato. Ma noi, con in testa il sindaco Fiorita, non ci rassegniamo alla perdita di un inestimabile patrimonio sociale, assistenziale e professionale come Betania, ha ragione il sindaco quando dice che non è un’azienda qualsiasi. La Regione aiuti la Fondazione a varare un piano di rientro dei debiti, assegni alla stessa compiti di natura sanitaria che alleggeriscano il plafond dell’Ambito sociale, aumenti la dotazione finanziaria del settore».

«Noi combatteremo questa battaglia al fianco del nostro arcivescovo Maniago – ha concluso – consapevoli che da questo dipende il futuro delle persone assistite, dei dipendenti delle strutture e degli stessi creditori». (rcz)

Restyling stadio San Vito a Cosenza, il sindaco Caruso scrive a Occhiuto

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha inviato una lettera al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per ribadire la necessità della complessiva riqualificazione e dell’ammodernamento dello stadio San Vito-Marulla di Cosenza.

«Alla luce delle assicurazioni del Presidente Occhiuto – ha sottolineato il Sindaco Franz Caruso – abbiamo inviato all’esame del Governatore, ma anche degli uffici regionali competenti, in particolare al dirigente generale del dipartimento Lavori pubblici della Regione Calabria, una nuova richiesta di contributo finanziario per la riqualificazione del nostro stadio che è anche lo stadio della città del Presidente della giunta regionale».

«Al momento il San Vito-Marulla – ha scritto Franz Caruso nella lettera indirizzata alla Regione – necessita, ai fini di una complessiva riqualificazione, di una serie di lavori per la verifica della sua conformità ai criteri infrastrutturali, come più volte richiesto sia dalla Commissione provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, dalla Questura e dalla Federazione Gioco Calcio. Lo stanziamento finanziario è stato valutato, in via preliminare, in circa 9 milioni di euro».

«Data la dimensione della copertura finanziaria occorrente e la rilevanza anche sociale che l’impianto sportivo riveste nella storia della città di Cosenza – ha scritto Franz Caruso al Presidente Roberto Occhiuto – si chiede una valutazione della nostra richiesta volta ad ottenere il finanziamento utile a fare dello stadio San Vito-Marulla una struttura moderna ed efficiente”. Alla lettera è stata allegata, inoltre, una relazione tecnica il cui obiettivo è quello di descrivere nel dettaglio gli interventi previsti e relativi ai lavori di ammodernamento e di manutenzione straordinaria del San Vito-Marulla». (rcs)

I sindaci di Calopezzati, Cassano e Crosia scrivono alla Regione per il Piano Strutturale Associato Sibaritide

I sindaci di Calopezzati, Cassano allo Ionio e Crosia, rispettivamente Eduardo GiudiceandreaGiovanni PapassoAntonio Russo, hanno inviato una lettera alla Regione per chiedere il parere sull’adottabilità e subitanea approvazione del Piano strutturale associato della Sibaritide.

La decisione arriva a seguito del fatto che più volte i comuni di Calopezzati, Cassano All’Ionio e Crosia hanno sollecitato la convocazione della Cabina di Regia per concordare la data di adozione del Piano, ad oggi senza esito. Giudiceandrea, Papasso e Russo convengono nell’affermare che l’adozione del Piano è di fondamentale importanza per dare impulso allo sviluppo del territorio e per garantire gli Enti nella partecipazione ai bandi per investimenti sul territorio e non da ultimo per scongiurare l’arrivo di un commissario per procedere all’adozione.

Nella missiva inviata alla Cittadella i tre sindaci hanno ricordato i passaggi formali fin qui attraversati per arrivare a questa fase. L’Accordo Territoriale tra gli stesi Comuni di Calopezzati, Cassano All’Ionio, Corigliano, Crosia e Rossano per la redazione del Psa, comprendente il Protocollo d’intesa, ha tracciato le strategie e le azioni strutturali relative allo sviluppo territoriale interessato e determinava, tra l’altro, la costituzione di una Cabina di Regia, con sede nel Comune di Rossano e di un Ufficio Unico del Piano, con sede nel Comune di Corigliano avente il compito di elaborazione e gestione del Piano Strutturale Associato per i Comuni partecipanti.

Con delibere di Giunta municipale, i Comuni di Calopezzati, Cassano all’Ionio, Corigliano Calabro, Crosia e Rossano avevano preso atto del Quadro Conoscitivo presentato dai professionisti incaricati e della relazione sul Quadro Conoscitivo presentata dall’Ufficio del Piano e sono state approvate le lineo programmatiche che hanno individuato i principi e gli obiettivi generali che il piano doveva perseguire. Con successive delibere dei consigli comunali, le Amministrazioni avevano poi adottato il Documento Preliminare del Psa.

Erano poi state avviate e completate nel 2015 le consultazioni preliminari circa la procedura Vas e il piano era stato aggiornato in base alle osservazioni pervenute in sede di conferenza di pianificazione da parte degli Enti competenti al rilascio del relativo parere. Nel 2017 erano stati riaperti i lavori della Conferenza per prendere atto dell’aggiornamento del Piano e delle osservazioni fatto in Conferenza di Pianificazione, operazioni concluse nel 2018 con la presa d’atto della conclusione della Conferenza di Pianificazione ed acquisizione dei pareri preliminari vincolanti. Ma nel momento in cui si doveva passare alla convocazione della Cabina di regia per concordare la data di adozione del Piano strutturale associato da parte dei consigli comunali di Calopezzati, Cassano Allo Ionio, Crosia, Corigliano Calabro e Rossano (oggi Corigliano-Rossano) tutto si è bloccato.

Allo stesso tempo, i sindaci dei tre comuni hanno scritto all’Assessore all’Urbanistica, al direttore generale del Dipartimento Urbanistica e alla Cittadella Regionale oltre che per richiedere il parere sull’adottabilità e approvazione del PSA, anche, eventualmente, per avere un incontro con gli scriventi. (rcs)

I sette sindaci dell’Alto Jonio: Domani incontro con Occhiuto per Terzo Megalotto della Statale 106

I sindaci di Cassano Giovanni Papasso, Villapiana Paolo Montalti, Francavilla Marittima Gaetano Tursi, Cerchiara Antonio Carlomagno, Albidona Leonardo Aurelio, Antonello Ciminelli (in rappresentanza del comune di Amendolara) e Roseto Capo Spulico Rosanna Mazzia, incontreranno il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere della questione del Terzo Megalotto della Strada Statale 106.

Una notizia arrivata dopo il sit-in pacifico a cui hanno preso parte i sette primi cittadini dell’Alto Jonio, in Prefettura a Cosenza: «Dopo il sit-in durato oltre 36 ore – hanno raccontato i sette sindaci dell’Alto Ionio all’uscita della nuova riunione che si è tenuta in mattinata – siamo stati nuovamente ricevuti dal Viceprefetto Vicario e dal Capo di Gabinetto e l’occasione è stata utile innanzitutto per sgomberare il campo da qualche fraintendimento e per ribadire ai rappresentanti territoriali del Governo che la nostra azione ha interessato la Prefettura proprio per la fiducia che riponiamo da sempre nei confronti della stessa e soltanto per richiamare l’attenzione del Governo. Proprio in virtù di questa fiducia abbiamo chiesto alla Prefettura  di continuare a starci ancora vicini.L’incontro che si è svolto alla presenza del consigliere regionale Franco Iacucci, si è tenuto in un clima di estrema serenità e collaborazione teso a risolvere l’annosa problematica posta dai Sindaci nell’interesse dell’intero Alto Jonio».

Poi la notizia dell’incontro col Governatore, dettosi disponibile a fare da mediatore col Governo Meloni per arrivare a una soluzione definitiva. Una decisione accolta con favore dai sindaci che hanno così sospeso il sit-in pacifico visto che l’obiettivo, al momento, può dirsi raggiunto.

«In riferimento all’articolo di stampa apparso questa mattina – hanno voluto precisare Papasso, Montalti, Tursi, Carlomagno, Aurelio, Ciminelli e Mazzia – che ricostruisce in modo parziale una vicenda lunga 20 anni, giova ricordare che è stato proprio il Cipe a deliberare il diritto del territorio che ospita la nuova SS106 Jonica alla compensazione ambientale e a stabilire l’entità delle risorse a ciò destinate.
Su come dette somme dovessero essere suddivise sui vari territori esiste un accordo, sottoscritto nella sede dell’Anas a Roma, che risale al 7 luglio 2014. Oggi appare evidente che qualcuno vuole modificare quell’accordo a discapito dei sette comuni che si sono ritrovati a Cosenza in questi giorni.

Tra queste, ad esempio, spiccava un’opera, un waterfront che da Sibari arrivasse fino a Roseto. Quell’accordo era però chiarissimo anche su un altro tema: l’abbattimento del Pagliara non doveva rientrare tra le somme per le compensazioni ambientali. È evidente che di fronte al tentativo di vedere svanire queste risorse i Sindaci chiedono che siano i Comuni, così com’è stato fatto per il Parco Archeologico di Sibari, ad essere destinatari diretti delle risorse e poterle spendere nel solco delle indicazioni già date dalla Commissione Via, che fornisce peraltro soltanto un parere consultivo e a cui nessuno dei rappresentanti del Tavolo Tecnico ( non ne fanno parte soltanto o Sindaci dei Comuni interessati) ha mai inteso fornire una adeguata risposta.

Per questo i sindaci, nel ribadire la loro determinazione a portare avanti le istanze dei Cittadini del territorio interessato dal passaggio dell’Opera e vedersi risarciti dei tanti disagi sopportati, sottolineano come sia responsabilità di tutte le parti in causa, a partire da Anas, quella di assumersi le responsabilità già messe in passato nero su bianco ed evitare di giocare a dividere i sindaci.

«La speranza – hanno concluso i sette sindaci – è che l’incontro di giovedì  col Presidente Occhiuto sia propedeutico a quello chiesto alla Presidente Meloni per risolvere definitivamente, dopo quasi dieci anni di stallo e promesse disattese la vicenda delle Opere Compensative, affinché i territori dei comuni, visto che le stesse opere di compensazione ambientale sono previste per legge e visto il grande impatto ambientale che si porta dietro la costruzione del terzo megalotto Sibari-Roseto, possano essere risarciti. Per quanto riguarda gli svincoli, chiediamo al Governo e ad Anas una nuova riflessione: non vogliamo svincoli “a diamante” impattanti ma semisvincoli di modo da rendere la strada accessibile e utilizzabile da tutti i cittadini». (rcs)

 

Regione e Arpacal al fianco di San Ferdinando per garantire un’ottimale esperienza turistica

La Regione Calabria e Arpacal al fianco del Comune di San Ferdinando per garantire un’ottima esperienza turistica. Una iniziativa che ha raccolto il plauso dell’Amministrazione comunale, guidata da Gianluca Gaetano, soddisfatti che Regione e Arpacal ci «affianchi in questo duro lavoro».

«Non intendiamo produrci in j’accuse populisti che, se pur solleticano l’umore popolare, ben poco possono restituire i termini di risultati», ha detto l’Amministrazione comunale, ribadendo l’idea che «tutte le istituzioni debbano collaborare, ognuna per i propri profili di competenza, nella risoluzione di questa  complessa problematica e siamo felici che le garanzie di impegno da parte di Arpacal e Regione Calabria si siano trasformate in un concreto lavoro comune».

La Calabria è ricca di attrattive turistiche, di marcatori culturali, di beni paesaggistici e di notevoli risorse naturalistiche. Arte, gastronomia, natura, storia e ospitalità costituiscono un enorme vantaggio competitivo per rendere la nostra regione una destinazione attrattiva e un luogo ideale per trascorrere piacevoli periodi di vacanza o lavoro. Anche San Ferdinando è ricca di risorse turistiche e di paesaggistiche e per questo motivo l’amministrazione comunale è impegnata in una sfida per valorizzare le grandi potenzialità del luogo.

Tuttavia, come spesso accade nelle Regioni meno sviluppate dal punto di vista economico e urbanistico, sono necessari sforzi maggiori per raggiungere la normalità e offrire standard di vita ottimali a residenti e visitatori. Questo aspetto, che chiama responsabilmente tutte le istituzioni a un lavoro corale, si manifesta con tutta la sua carica negativa quando si tratta di temi ambientali.

 Anche San Ferdinando ha pagato il prezzo di politiche pubbliche non appropriate, di condotte irresponsabili e di speculazioni che ne hanno mortificato il glorioso passato turistico e talvolta la reputazione pubblica. Sono numerosi i fattori critici che arrecano danno all’ambiente, alla balneazione e alle esperienza dei turisti ma questo non deve far venire meno la spinta ad agire e la determinazione a recuperare la bellezza della natura e la gradevolezza del soggiorno.

Per questo motivo l’amministrazione comunale, fin da subito, si è attivata per promuovere processi virtuosi nel solco della già sperimentata sensibilità ambientalista dei cittadini e dell’attaccamento ai propri luoghi del cuore. Le condotte del passato non devono essere un alibi né motivo di rassegnazione, il compito della politica è di attuare iniziative concrete che guardino al futuro e puntino con chiarezza agli obiettivi di rinascita economica e di risanamento dei territori.

«Sul Mesima e sul Vena – è stato spiegato – sono stati eseguiti interventi di messa in sicurezza che presto daranno i loro frutti e la presenza odierna di Regione e Arpacal, che hanno garantito la loro presenza di sabato sotto un sole cocente, è un chiaro segno della premura con cui sono state accolte le legittime istanze del territorio e l’attenzione che ci è stata rivolta. La collaborazione tra istituzioni deve essere continua e puntare alla riduzione costante del danno fino alla risoluzione definitiva dei problemi».

L’amministrazione comunale ha espresso la sua gratitudine a tutti coloro che si sono impegnati e che continueranno questo lavoro collettivo, dal presidente Occhiuto che ha subito corrisposto le richieste della comunità, al generale Errigo e al professor Iannone, rispettivamente commissario e direttore scientifico di Arpacal, all’ingegnere Siviglia del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria  e infine al WWF Vibo per gli ambiziosi progetti che sta realizzando alla foce del Mesima.

«Siamo confidenti – conclude la nota – che il prosieguo delle attività farà sentire le comunità locali protette e tutelate, la vigilanza andrà estesa e dovrà interessare i numerosi fattori che inducono alla preoccupazione: reti idriche, stazioni di sollevamento, infrastrutture di collettamento, ciclo della depurazione, autobotti, autospurgo e sversamenti illegali. No i siamo determinati e continueremo ad esserlo, non intendiamo arretrare e se non arriveranno subito risposte adeguate siamo pronti, carte alla mano, a promuovere ogni iniziativa – anche di natura legale e risarcitoria – a tutela dei diritti individuali e degli interessi diffusi. Infine ringraziamo i cittadini e gli operatori locali per la tenacia e la partecipazione, invitando tutti a tenere comportamenti responsabili e a rispettare l’ambiente partendo dai piccoli gesti, come quello di non abbandonare rifiuti e di avere cura delle spiagge e degli spazi comuni». (rrc)

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Regione dia risorse straordinarie per salvare la Fondazione Betania

di NICOLA FIORITA – La Fondazione Betania non è una qualsiasi azienda in difficoltà, non può essere paragonata ad una ditta insolvente e basta, è un pezzo della storia di Catanzaro, è una struttura che per decenni è stata un fiore all’occhiello dell’assistenza e della solidarietà verso i più deboli. Sono migliaia i cittadini calabresi, e con loro le famiglie, che hanno ricevuto sollievo delle loro sofferenze, a cominciare da quella devastante della solitudine.

Va accolto l’appello accorato del nostro arcivescovo Claudio Maniago e il Comune di Catanzaro è pronto a fare la sua parte per ottenere il fermo della procedura di liquidazione stabilita dal tribunale. La Regione Calabria può fare molto e lo abbiamo detto già da mesi all’assessore regionale alle politiche sociali Staine nel corso degli incontri che si svolti sul punto. Si perché già esiste, e da tempo, in Regione un tavolo di lavoro sulle difficoltà di attuare la riforma per l’ ambito di Catanzaro e sulle particolari necessità di Betania.

La nostra proposta è chiara: la Regione, nel quadro della riorganizzazione del sistema socio-assistenziale e di quello sanitario, aumenti le risorse per il sociale e  adotti tutte le misure necessarie per garantire  a Betania un flusso di liquidità e un margine di redditività che possa servire a pagare puntualmente gli stipendi e assicurare il buon funzionamento dei servizi esistenti. I margini di manovra ci sono. Solo così si potrà anche pensare ad un piano di risanamento dei debiti, compresi quelli che sono alla base della decisione del tribunale.

Ho apprezzato l’intervento del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso e mi auguro che fin da subito il presidente della Regione Occhiuto, anche per il suo ruolo di commissario ad acta per la sanità, metta al primo punto della sua agenda politica questa vertenza che, lo ripeto, non può essere assimilata a quella di una qualsiasi azienda privata. Anche e soprattutto sotto l’aspetto occupazionale, Betania è per Catanzaro una realtà importante. Noi ci siamo, anche accelerando i pagamenti di nostra competenza, per contribuire alla soluzione di una questione così rilevante. (nf)

[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]

LA LETTERA / Marcello Anastasi: Far ripartire gli interventi di chirurgia oculistica nella Provincia di RC

di MARCELLO ANASTASI – Tra vecchi e nuovi disagi, ereditati  dal passato e altri aggiuntisi  nel presente, anche se  volessi  farlo si è purtroppo obbligati a chiamare in causa, per l’ennesima volta,  il sistema sanitario calabrese, che nonostante gli sforzi  generosi e  ammirevoli nonché  le buone intenzioni di chi governi, continua a far emergere ancora tante criticità  per le quali si chiede presto   rimedio.

Si tratta di considerazioni non certamente  polemiche e strumentali. Mi guardo bene dal farle; anzi  avrei voluto sinceramente  risparmiarmi dal rientrare tra le voci di quel coro del quale sino a qualche tempo fa ero parte direttamente attiva. Non credo però sia  possibile restarsene in silenzio soprattutto di fronte a questioni sociali per le quali ad essere coinvolti sono soprattutto persone deboli, prevalentemente  anziane e poi di ogni età, abitanti delle città, dei piccoli paesi, delle campagne, o delle contrade, già decimati dal fenomeno dello spopolamento per via dell’ emigrazione, e  prossimi ad essere  individuati come  “ghost town”.

Comprendo bene che i problemi siano davvero tanti  e  anche ben diversi da zone a zone del nostro territorio, e difficilmente poterli risolvere tutti quanti in un sol momento per accontentare tutti. C’è, però, da sperare che pian piano tanti di questi  si potranno sistemare magari a partire dagli uffici preposti alle prenotazioni delle visite specialistiche ambulatoriali e quant’altro ancora di seria importanza. Forse sarebbe utile rafforzare  i servizi e velocizzare le procedure per chi si trova in attesa del riconoscimento di particolari patologie e di quanto serva loro in merito a visite specialistiche di routine o per particolari interventi, come per esempio quelli di chirurgia oculistica, presso strutture sanitarie pubbliche e/o private convenzionate.

Tante altre le necessità rispetto alle quali ci sarebbe da fare un lungo elenco che qui non sarebbe comunque possibile per ovvi motivi ,  mi limito a ricordare la necessità una struttura di Emodinamica presso il reparto di Cardiologia di Polistena, della quale io stesso ne avevo posto la questione  in senno alla Commissione Sanità e in Consiglio regionale e direttamente all’allora Commissario Longo. Sinceramente avrei voluto  esordire diversamente piuttosto che dilungarmi nel dire  che il sistema sanitario nel quale speriamo, forse ancora non sia pronto e che manchi ancora di molti servizi. Penso sia  il caso di   dire, e me lo auguro di cuore, che si stia provando a migliorare quello che è stato trovato e che si è  ancora soltanto  agli inizi di un lungo percorso di rinnovamento e di ristrutturazione  per il quale c’è bisogno  di   tanto tempo  ancora.

Implementare e valorizzare  il servizio sanitario di prossimità, quanto mai indispensabile, nel quale si contemplino anche  varie prestazioni ed interventi particolari, come ad esempio quelle  di oculistica,  penso possa  ritenersi  una delle urgenze sulle quali riflettere molto attentamente e offrire soluzioni immediate. Attualmente, infatti tantissimi pazienti sono costretti ad emigrare da una  provincia  all’altra o addirittura fuori regione per  sottoporsi ad eventuali  interventi di  cataratta, nella speranza  di poter ritornare a vedere, a muoversi autonomamente, rendersi utili per sé e per gli altri, indipendentemente dalla loro età, oggi ormai arrivati all’esasperazione.

Si  pensi  a quante persone non vedendo siano in serie difficoltà e a rischio di incidenti fisici traumatici, in quanto sole, non autonome,  in grado di verificare   anche le cose più semplici ma essenziali, come per esempio se abbiano spento il gas, o leggere una bolletta oppure  comporre un numero di telefono per delle chiamate urgenti o riuscire a vedere  dallo spioncino  di casa chi stia a suonare alla porta, ecc.

A Lei, Presidente Roberto Occhiuto, chiedo personalmente e a nome degli stessi cittadini coinvolti in tale problema di voler tenere conto  del loro disagio riguardante il tempo eccessivamente lungo di attesa al fine di  sottoporsi  ad un semplice ma importantissimo intervento oculistico di cataratta. Mi auguro che  Lei stesso accolga questo mio accorato appello e possa dare presto risposta per una soluzione a tali cittadini i cui nomi risultano già  iscritti  nelle interminabili  liste.

Gente sola, già in età – ma non manca una parte di persone più giovani – e spesso con varie patologie per le quali è indispensabile poter ritornare a vedere e al più resto per potersi quotidianamente curare. Capisco che forse non siamo  ancora nelle condizioni di essere alla pari  delle altre consorelle regioni del Paese, nonostante si parli ovunque di coesione sociale per accorciare le distanze, di Lea (Livelli essenziali di assistenza) e di “prossimità”.

Tanti davvero sono  attualmente i calabresi  allo sbaraglio, che vanno, ora di qua e ora di là, alla ricerca di  un possibile  intervento di chirurgia oculistica presso qualche struttura pubblica o privata che si trova in attesa da molto tempo  dell’ autorizzazione di riaccreditamento. Dopo due anni  di covid,  è davvero il caso di far respirare queste  persone e  a  loro favore, risolvere grandi  questioni sociali come quella  garantire loro  il sacro santo diritto alla salute,  facilitandogli il più possibile la vita, trovando loro una soluzione presso il più vicino ospedale pubblico o in una delle tante strutture   private di zona che attendono  l’autorizzazione di  accreditamento da parte della Regione Calabria.

Questo è quanto con urgenza la provincia di Reggio Calabria chiede ed in particolar modo la piana di Gioia Tauro, di cui vorrei porgere alla speciale attenzione del signor Presidente Roberto Occhiuto. (ma)

[Marcello Anastasi è già consigliere regionale della Calabria]