La Calabria al Summer Fancy Food di New York

La Calabria e le sue eccellenze agroalimetari saranno presenti al Summer Fancy Food, il salone mondiale del food di New York, in programma da domani fino al 27 giugno allo Jacob Javits.

La delegazione calabrese, guidata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, e composta da numerose aziende di qualità, sarà tra i protagonisti dello storico “Italian Pavilion”, ancora una volta il più ampio spazio espositivo dell’area internazionale di tutta la fiera, con oltre 300 imprese chiamate a presentare l’intera gamma del Made in Italy agroalimentare, sotto l’ombrello del segno distintivo “The Extraordinary Italian Taste”.

Non mancheranno show cooking e postazioni wine tasting, organizzati dalle aziende con chef e sommelier rigorosamente italiani.

«Una vetrina eccezionale per i nostri prodotti di qualità. In fase di programmazione – ha dichiarato l’assessore Gallo –, d’intesa col presidente Occhiuto, abbiamo scelto di puntare su questo appuntamento, come su altri che seguiranno nelle prossime settimane, per dare un segno concreto sul terreno della promozione e dell’internazionalizzazione: è tempo, per la Calabria, di abbattere steccati ed uscire da confini angusti e stereotipi, per mostrarsi al mondo col suo volto autentico».

La rassegna newyorkese consentirà, in particolare, di creare nuove occasioni di conoscenza e scambio sul mercato agroalimentare Usa, sul quale nel primo trimestre del 2023 l’export made in Italy ha fatto registrare una crescita superiore al 40%. Un risultato che si punta a consolidare anche con la spinta social di Giallozafferano che porterà al Summer Fancy Food la sua esperienza nella cucina tradizionale e creativa, schierando ai fornelli la Cooker Girl, la ragazza col grembiule rosso, che spopola su Tik Tok; lo chef da oltre 3 milioni di follower Daniele Rossi, e Mattiastable, un talento emergente molto amato negli Stati Uniti, che porterà la sua straordinaria capacità di raccontare storie culinarie, regalando momenti di ispirazione al pubblico della fiera. (rcz)

Il carnevale di Castrovillari diventa evento di interesse regionale

Il Carnevale di Castrovillari è stato riconosciuto come evento di interesse regionale. Nel corso della seduta del Consiglio regionale, infatti, è stata approvata la proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Pasqualina Straface.

Giunto ormai alla 65° edizione, l’evento ha ormai una valenza storica indiscutibile e si colloca a buon diritto come uno degli eventi folkloristici più forti e sentiti della Regione e non solo. La più antica notizia di eventi pubblici realizzati a Castrovillari in occasione del Carnevale risale al 1635, mentre negli anni ’20 del 900 ha iniziato a strutturarsi come evento a cadenza fino ad arrivare alla prima edizione del Carnevale del Pollino e Festival Internazionale del Folklore progettata dalla Pro Loco di Castrovillari nel 1959. Da allora, grazie ad un lavoro importante, si sono svolte 65 edizioni, che hanno registrato quest’anno oltre 100.000 presenze di spettatori nell’arco dei 10 giorni di manifestazione.

Proprio per cercare di massimizzarne l’impatto sul territorio regionale in termini di marketing e flussi turistici l’Onorevole Straface ha avviato l’iter per il riconoscimento di evento storicizzato e di alto interesse, prevedendo che la Giunta e il Consiglio regionale concedano il patrocinio morale all’evento annuale realizzato dalla Pro Loco di Castrovillari, la promozione attraverso i siti istituzionali e altri strumenti divulgativi al fine di rendere efficace la promozione dell’evento a carattere regionale, nazionale e internazionale nonché il sostegno al Carnevale di Castrovillari con risorse regionali inserite nella “programmazione cultura” e risorse individuate nella programmazione nazionale e comunitaria.

«Lavorare per il territorio vuol dire cercare di valorizzare quanto più possibile nel modo migliore – ha dichiarato Straface – e il Carnevale di Castrovillari ha tutte le carte in regola per diventare attrattore territoriale e strumento turistico. Si tratta di un evento che ormai da più di mezzo secolo fa confluire decine di migliaia di persone nella città del Pollino e grazie al supporto garantito dalla Regione Calabria queste cifre e le conseguenti ricadute positive sul territorio sono destinate ad aumentare». (rrc)

L’OPINIONE / Gerardo Pontecorvo: Le criticità del Piano Regionale Anticendi Boschivi

di GERARDO PONTECORVOIl territorio calabrese, per morfologia, tipologie vegetazionali e clima è particolarmente esposto al fenomeno incendi boschivi, e ne paga tutte le conseguenze negative. Gli incendi causati quasi sempre per dolo o colpa distruggono o alterano le componenti biologiche (vegetali e animali) degli ecosistemi, impoveriscono il terreno, aumentano il livello di CO2, preparano la “strada” alle frane e alle alluvioni, a volte provocano la distruzione delle infrastrutture e purtroppo anche la perdita di vite umane. 

Per far fronte agli incendi, anche quest’anno la Regione Calabria, come previsto dalla legge n° 353 del 21 novembre 2000 (Legge quadro in materia di incendi boschivi) ha prodotto e pubblicato il Piano Antincendi Boschivi (Piano Aib). Il Piano spiega che la lotta attiva agli incendi è affidata all’Azienda Calabria Verde, alla Protezione Civile regionale e ai Vigili del Fuoco che ai sensi del Decreto Legislativo 19 agosto 2016, n. 177 hanno ereditato le competenze del soppresso Corpo Forestale dello Stato.

Ma l’esame del Piano secondo la federazione metropolitana di Europa Verde/Verdi presenta, come e più degli anni scorsi, una serie preoccupante di criticità.  Cominciamo col ricordare che alla base della lotta agli incendi ci deve essere un sistema di avvistamento capillare ed efficiente realizzato da vedette, oppure da vettori che sorvolano il territorio. All’avvistamento deve seguire un intervento di spegnimento da terra tempestivo ed efficace che impedisca la propagazione degli incendi evitando così il supporto dei mezzi aerei del Servizio aereo nazionale e della Regione (se e quando questi sono disponibili).

Il Piano precisa però che per 2023 il personale degli avvistatori e delle squadre di pronto intervento si dovrebbe integrare, previa specifica formazione, allorché i sopraggiunti limiti di età o l’inidoneità sanitaria accertata ne comporta anno dopo anno un depotenziamento e che molte postazioni sono state per questo soppresse. Infatti come riportato “vaste aree sono completamente scoperte e che quindi le squadre non garantiscono un intervento immediato e adeguato in funzione degli elementi naturali a rischio”. Eppure è noto che le autopompe de Vigili non possono arrivare e muoversi agevolmente nelle zone impervie (caratteristiche del territorio calabrese) dove sarebbe invece necessario avere supporto da squadre di operai regionali che possano attaccare manualmente il fronte dell’incendio e procedere poi alle indispensabili bonifiche per evitare una ripresa delle fiamme.

Vogliamo ricordare che la superficie totale della Calabria è di 1.522.200 ha, di cui la boscata è di 612.931 ha e dunque il 40% di quella totale. I dati del piano AIB 2023 (prima delle visite mediche di idoneità degli operatori Aib) riferisce che sarebbero disponibili al massimo 265 operatori per turno per l’avvistamento e pertanto solo uno ogni 2300 ettari circa, e 456 operatori per lo spegnimento e pertanto solo ogni 1300 ettari circa. Senza considerare che questo “schieramento” dovrebbe essere sufficiente pure a garantire la sorveglianza e la lotta attiva su vaste aree di interfaccia, cioè dove il sistema urbano e quello rurale si incontrano e interagiscono, e che rappresentano circa il 21% della superficie totale della regione. Per fare un esempio concreto e limitandolo alla sola superficie boscata del territorio: il comune di Reggio che ha 9.000 ettari di superficie boscata avrebbe a disposizione nella campagna AIB 2023 appena 4 avvistatori e 7 operai regionali addetti allo spegnimento. Come negli anni scorsi si rimanda poi a un fantomatico “Sistema Automatico di Avvistamento Incendi Boschivi” che però non ci sarà nemmeno quest’anno, e in “prospettiva” all’utilizzo di aerei ultraleggeri e/o droni.

Come previsto dalla legge quadro sugli incendi, la Regione si potrà avvalere alle organizzazioni di volontariato in possesso dell’iscrizione all’albo regionale, con finalità statutarie compatibili con la partecipazione alle attività Aib, e personale dotato di adeguati mezzi, di adeguata preparazione professionale e di certificata idoneità fisica qualora impiegato nelle attività di spegnimento. Dopo aver individuato le associazioni in possesso dei requisiti necessari per sottoscrivere un’apposita convenzione ne trasmetterà l’elenco a Calabria Verde che ne potrà disporre l’utilizzo secondo le effettive esigenze. Non è dunque difficile immaginare che anche quest’anno le convenzioni saranno poche e stipulate con grave ritardo.

Anche per i mezzi, il Piano evidenzia carenze, e ricorda che negli anni scorsi “il servizio ha risentito sia della mancanza del numero necessario di autobotti per rispondere alle richieste, sia della mancanza di un idoneo numero di mezzi di trasporto collettivo… In alcuni casi tale carenza non ha consentito l’attivazione del presidio esponendo l’intera area di “pertinenza a un rischio elevato”. Rifacendosi ai dati della campagna Aib 2022, sul territorio regionale dovrebbero essere operative, appena 26 autobotti, comprese quelle messe a disposizione dalla Protezione civile Regionale, e forse una quarantina di pickup con modulo antincendio.

Come rappresentato dal nuovo Piano AIB, uno dei fattori limitanti all’efficiente gestione della lotta agli incendi boschivi è rappresentato anche dalla disponibilità del rifornimento idrico (vasche fisse e mobili) per le autobotti e gli elicotteri. Ma è evidente che i punti di rifornimento oltre che essere mappati dovrebbero essere resi utilizzabili per tempo, e questo presuppone la manutenzione ordinaria e straordinaria e, naturalmente il loro riempimento di acqua. 

Alla luce di quanto sinteticamente illustrato, viste le criticità emerse nel Piano e che l’organizzazione antincendio dovrebbe essere già operativa, è opinione di Europa Verde che sarebbe utile che la Regione Calabria informi (e in seguito aggiorni) le amministrazioni locali e la popolazione tutta almeno sul numero di vedette e di operai addetti allo spegnimento effettivamente dislocati sul territorio, se le squadre istituite abbiano mezzi di trasporto efficienti e sufficienti, e se sia stata fatta la manutenzione dei punti di approvvigionamento idrico.

Sarebbe poi interessante sapere se e quali sistemi di video sorveglianza siano stati disposti nei siti a maggior rischio incendi, quanti droni e ultraleggeri per l’avvistamento sono stati veramente attivati, e la reale dislocazione degli aerei e degli elicotteri sul territorio regionale. Sarebbe anche utile conoscere lo stato delle procedure di attivazione delle squadre di volontari e la loro consistenza.  (gp)

[Gerardo Pontecorvo è segretario e portavoce della Federazione Metropolitana di Europa Verde/Verdi]

Princi incontra Morogallo (Triennale di Milano) per promuovere il patrimonio della Calabria

La vicepresidente della Regione, Giusi Princi, ha incontrato Carla Morogallo, direttrice della Triennale di Milano, «professionista di origini calabresi, di Gioia Tauro per l’esattezza, che ho già avuto modo di conoscere ed apprezzare di recente», e con cui «abbiamo pensato di coinvolgerla in una collaborazione tesa a sviluppare e promuovere il patrimonio culturale della Regione Calabria», ha spiegato Princi.

«Con la stessa Morogallo infatti – ha spiegato Giusi Princi – abbiamo quest’oggi tracciato le linee guida di un’azione da condividere anche con il mondo accademico, una collaborazione finalizzata ad individuare settori nevralgici che riescano ad incentivare lo sviluppo produttivo e quindi economico del nostro contesto».

«Parole chiavi, dunque, promozione e valorizzazione – ha detto ancora Princi – di un territorio dal potenziale enorme, sul quale riuscire ad incidere entrando nelle viscere della imprenditorialità, dando quindi al contempo opportunità di lavoro ai tanti giovani calabresi che hanno intenzione di restare qui».

«Le origini reggine, calabresi, di Carla Morogallo – ha proseguito – aiutano notevolmente a capire di cosa ha bisogno la nostra terra per essere rilanciata ed apprezzata al meglio».

«La strada tracciata dal Presidente Roberto Occhiuto, sin dal primo giorno di mandato di questa Giunta regionale – ha concluso – è stata quella del coinvolgimento di tutte quelle personalità d’eccezione (di origine calabrese) che abbiano intenzione di aiutare la Calabria. Siamo sempre alla ricerca di nuovi impulsi positivi per la nostra Terra attraverso delle collaborazioni virtuose con chi, come in questo caso Morogallo, può rappresentare un’originale fonte d’innovazione per il territorio d’appartenenza». (rrm)

Mercoledì la presentazione di Borgo diVino

Mercoledì 21 giugno, in Cittadella regionale, alle 10.30, sarà presentata l’iniziativa Borgo diVino promossa dall’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” e organizzata da Valica (la prima tourist marketing company italiana), in collaborazione con la Regione Calabria e il Consorzio Ecce Italia.

Interverranno l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, il direttore generale del dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, il direttore responsabile testate Gruppo Valica, Filippo Massimo, e il sindaco di Altomonte, Gianpietro Coppola. Altomonte sarà la settima tappa di un viaggio enogastronomico all’insegna del gusto e della Bellezza tra i Borghi più belli d’Italia.

L’appuntamento è dal 23 al 25 Giugno prossimi: il centro storico di Altomonte, sarà cornice di un’esperienza indimenticabile dedicata al mondo del vino, alla valorizzazione dei territori e alla promozione delle aziende locali.

L’evento potrà contare sulla partecipazione di oltre 20 cantine calabresi che hanno risposto positivamente alla manifestazione di interesse promossa dal dipartimento Agricoltura della Regione Calabria.

In particolare, all’interno del Borgo verrà tracciato un percorso di degustazione che toccherà i luoghi di maggiore interesse turistico, con stand dedicati alle cantine e un originale percorso formativo sul mondo del vino, raccontato su appositi pannelli espositivi, ad appassionati, curiosi o semplici turisti di passaggio che potranno lasciarsi conquistare da una selezione di vini da degustare. (rcz)

Tavolo socio-sanitario, Princi: Al lavoro per servizi che tutelino diritti dei calabresi

«Stiamo procedendo a tamburo battente, per garantire quell’importante raccordo tra sanità e sociale, tra cura e riabilitazione, assicurando i presupposti di accompagnamento delle persone più fragili, attraverso un progetto di vita che miri all’autonomia dei calabresi con maggiori difficoltà». È quanto ha dichiarato la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, spiegando che questa è l’ottica con cui «lavora questo tavolo tecnico permanente, ponendo le basi per una grande rete socio-sanitaria mai realizzata prima, garante di quei diritti che per troppo tempo sono stati negati ai cittadini calabresi più fragili».

Alla seconda riunione del tavolo, tenutasi negli uffici della vicepresidenza in Cittadella regionale a Catanzaro, hanno preso parte: Emma Staine, assessore regionale alle Politiche sociali e ai Trasporti, Roberto Cosentino, dirigente generale del dipartimento Lavoro e Welfare, Ernesto Esposito, subcommissario alla Sanità, Saveria Cristiano, dirigente del settore Programmazione ed erogazione dei Lea sociosanitaria, Luciano Squillaci, portavoce del Forum regionale del Terzo settore, Antonino Ferraiolo, responsabile dell’Ambito territoriale di Catanzaro, Giorgio Marcello, ricercatore e docente di Sociologia generale del dipartimento di Scienze Politiche sociali dell’UniCal, Giovanni Latella, funzionario del settore Welfare, e Mario Gatto, assistenza tecnica Welfare. In collegamento Maria Bernardi, dirigente del settore Programmazione dell’offerta ospedaliera e Sistema delle emergenze, e Lucia Di Furia, commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria.

«Mettere a sistema la conoscenza e l’analisi dei bisogni socio-sanitari espressi dal territorio è la base di un’efficace co-progettazione dei servizi ed una migliore allocazione delle risorse umane e finanziarie. È stato questo il leitmotiv di questa seconda riunione del tavolo socio-sanitario – ha spiegato Giusi Princi – durante la quale abbiamo condiviso il regolamento, predisposto dagli uffici del dipartimento regionale Salute e Welfare, da adottare rispetto alla composizione dell’Unità di valutazione muldimensionale (Uvm), strumento che disciplina ruoli e ambiti e fondamentale per ciascun distretto, andando ad inquadrare in maniera più approfondita i disturbi, autorizzandone l’accesso ai benefici economici erogati dalla Regione Calabria».

«E proprio in quest’ottica – ha aggiunto – per scongiurare i grossi ritardi accumulati in passato, il tavolo ha deciso di approfondire la ricerca sul territorio per fotografare nel dettaglio la situazione delle Uvm. Obiettivo infatti che ci si è dati è il rilevamento del numero di Uvm presenti nei territori, delle professionalità utilizzate e dei conseguenti fabbisogni. Questa ricognizione sarà fondamentale per dare seguito alla razionalizzazione delle risorse già esistenti ed alla valutazione del reclutamento di ulteriori. Verranno altresì attivati dei tavoli decentrati a livello territoriale coordinati dal tavolo regionale. Finalizzare in modo mirato le risorse, accompagnando i soggetti più fragili».

«Per rendere più efficace tale ricognizione – ha proseguito Giusi Princi – è stato poi deliberato un questionario da destinare a tutti gli oltre 400 comuni della Calabria, per verificare i punti unici di accesso (pua) distribuiti sui territori, vale a dire sportelli di rilevazione dei bisogni. Sarà somministrato mediante gli Ambiti territoriali sociali (Ats), per censire i servizi ed i bisogni dei cittadini, rilevare i dati già esistenti sul territorio, capire dove eventualmente creare nuovi pua».

«Come termine ultimo per l’acquisizione di questi dati ci si è dati il 10 luglio – ha concluso – quando saranno restituiti con le risposte necessarie ad imbastire un’azione più diretta e mirata. Stiamo portando avanti un complesso percorso verso l’integrazione socio-sanitaria, fortemente voluto dal presidente e commissario ad acta della sanità, Roberto Occhiuto, e da tutti i componenti del tavolo, andando ad intervenire su tutti quelli che sono gli argomenti di interesse comune, che fino ad ora hanno seguito strade parallele ma differenti». (rcz)

Gli Ingegneri inviano a Regione una integrazione alla Nota metodologica al Prezzario Regionale

Gli Ordini degli Ingegneri di Reggio, Vibo Valentia e Crotone hanno inviato alla Regione Calabria una Proposta integrazione alla Nota metodologica al Prezzario Regionale 2023, volta a mitigarne le criticità.

«Premesso che il Prezzario regionale, tanto per gli Enti locali quanto per professionisti ed imprese – si legge nella nota – rappresenta il principale strumento di stima dei costi a cui fare riferimento a livello territoriale, risulta evidente come la nuova veste del Prezzario regionale 2023, approvato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 167 del 13 aprile u.s., abbia inevitabilmente determinato, in particolar modo per la contingente applicazione dell’art. 26 del D.L. 17/05/2022, n. 50 e ss.mm.ii. (c.d. Decreto Aiuti) in assenza di efficace raccordo tra prezzari, disorientamento e, conseguentemente, circostanze di difficile gestione».

«Infatti, da addetti ai lavori è ineludibile rilevare come l’assenza della necessaria e puntuale corrispondenza tra articoli di prezzari di edizioni precedenti ed attuale, determinata dalla radicale trasformazione del Prezzario regionale 2023, abbia generato, nel periodo transitorio – continua la nota – una preoccupante quanto incerta applicazione della “revisione prezzi”, esclusivamente rimessa al buon senso del singolo Direttore Lavori che, nella consapevolezza di assenza di uniformità metodologica, si espone sensibilmente a potenziali riserve e/o contenziosi con le imprese».

«Inoltre, anche la transizione da “Progetto Definitivo” ad “Esecutivo” –  si legge ancora – risulta gravemente pregiudicata dalla mancata corrispondenza tra articoli dei prezzari che, in ogni caso, per la definizione complessiva dell’ultimo stadio di progettazione pre-gara implica una grave ed innegabile dilazione dei tempi. Circostanze, tutte queste, ancor più gravi se si pensa allo storico momento caratterizzato da importanti finanziamenti legati al Pnrr che potrebbero, quindi, essere di pregiudizio al completamento di opere strategiche per il territorio e che, comunque, minano alla base l’opportunità di raggiungere gli obiettivi previsti, gravando profondamente su quelli che saranno i contenuti e i tempi dei risultati da perseguire».

«Tuttavia, senza voler ribadire come molte di queste circostanze siano state già ampiamente predette nella fase interlocutoria che ha condotto all’approvazione del Prezzario 2023 – dicono gli Ordini degli Ingegneri – la cui difficoltà di fruizione è ormai emersa a tutta la platea degli operatori di settore, animati dal più ampio spirito collaborativo e costruttivo di risoluzione delle criticità evidenziate si propone un’integrazione alla Nota metodologica a corredo del vigente prezzario regionale».

«In particolare, in attesa dell’emanazione di un formale quadro sinottico di raccordo tra prezzari che possa, almeno in parte, rendere agevole le operazioni di raffronto – viene sottolineato – per la sola fase transitoria, si propone di introdurre la presente fondamentale indicazione applicativa: “Nei casi di applicazione dell’art. 26 del D.L. 17/05/2022, n. 50 e ss.mm.ii. (c.d. Decreto Aiuti), e di transizione dalla progettazione definitiva a quella esecutiva, in assenza di puntuale e/o formale corrispondenza tra articoli (descrizione, unità di misura, ecc.) rispetto a quelli del Prezzario regionale 2023, al fine di uniformare la metodologia applicativa, si prescrive, prioritariamente, il ricorso all’uso delle Analisi Prezzi già contenute nei Prezzari 2022 o precedenti, aggiornate ai prezzi elementari del Prezzario 2023».

«La suddetta proposta – dicono ancora gli ingegneri – si ritiene concorra a mitigare il vulnus di settore determinato dall’introduzione del Prezzario regionale 2023 che, pur recependo le “Linee Guida per la definizione di un Prezzario Regionale di riferimento in materia di appalti pubblici”, ha forti effetti avversi nella sua messa a terra per inefficace continuità con i prezzari precedenti e per la contestuale carenza di norme specifiche che ne favoriscano l’opportuna transizione».

«Risulta chiaro che tale richiesta – hanno concluso – per quanto a nostro parere ineludibile, non si ritiene esaustiva della auspicata corretta e completa fruizione di un prezziario regionale varato. Rappresenta altresì, vista la situazione attuale ingenerata, un atto dovuto minimo ed indispensabile di chiarezza applicativa, rientrante nei compiti e nelle responsabilità del soggetto estensore e regolatore, che si ribadisce, sin dal principio avrebbe dovuto corredare il Prezziario regionale 2023 di tutte le informazioni operative ed analitiche necessarie e comprovanti le quantificazioni, mediante un lavoro di stesura più attento, completo ed inequivocabile capace di puntare senza alee interpretative all’efficienza e all’efficacia dello strumento».

Pubblicato avviso per contrastare il caporalato in agricoltura

È stato pubblicato, sul sito della Regione, l’avviso per interventi di outreaching per assistenza, trattamento e riabilitazione a tutela della salute e di promozione dell’inclusione sociale dei migranti nei territori delle Piane di Sibari e di Gioia Tauro.

Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Emma Staine, spiegandone l’obiettivo: «acquisire manifestazioni di interesse da parte delle associazioni del terzo settore e dare così continuità agli interventi complementari al progetto europeo che ha come obiettivo principale il contrasto e il superamento di tutte le forme di grave sfruttamento lavorativo e di grave marginalità e vulnerabilità dei lavoratori migranti presenti sul territorio calabrese. Si tratta di uno step fondamentale per il rispetto della legalità e dei tanti che sostengono, con il loro lavoro, la nostra economia».

Si tratta di un intervento finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per dare continuità all’azione di contrasto al caporalato in agricoltura promossa nell’ambito del progetto ‘Più Su.Pr.Eme’, a sua volta finanziato dalla Commissione Europea, con 706.500,00 di euro.

L’azione ha lo scopo di fornire una prima forma di assistenza e di monitoraggio delle condizioni sanitarie in cui si trovano i migranti che vivono negli insediamenti delle aree a maggiore vocazione agricola della regione e si inserisce nella strategia che la Calabria, insieme alle altre quattro regioni del Sud (Puglia Basilicata, Campania e Sicilia) sta sviluppando per contrastare la pratica dello sfruttamento, contribuendo alla crescita sana di uno dei maggiori settori produttivi della nostra terra. (rcz)

Fondi Ue, l’assessore Minenna risponde al PD: Regione lavora per stimolare Enti locali e programmare spesa

L’assessore regionale all’Ambiente, alle Partecipate, alla Programmazione unitaria e ai Progetti strategici, della Regione Calabria, Marcello Minenna, ha replicato al Partito Democratico Calabria, sottolineando come «l’opposizione non vuole comprendere la ratio di una misura chiara, che ha l’obiettivo di avviare regole di programmazione per la spesa dei fondi comunitari nella nostra Regione».

«Spiace constatare che il gruppo regionale del Partito democratico attribuisca al bando per la spesa dei fondi Ue funzioni extra ordinem. Ognuno valuta con i parametri con cui è abituato ad operare», ha detto Minenna, spiegando che «l’Assessorato tecnico ha semplicemente avviato un nuovo modus procedendi orientato a creare le basi per una solida sinergia con gli enti locali. Il bando è, infatti, di semplice attivazione, e si riferisce a progetti esecutivi pronti ad essere realizzati».

«A questo bando, come ho già spiegato, ne seguiranno altri su base periodica – ha proseguito –. L’idea è quella di stimolare gli enti locali a programmare le loro attività nella certezza che periodicamente arriveranno bandi per i supporti finanziari del caso peraltro sempre con omogenea sintassi amministrativa. Il fine ultimo è quello di evitare soluzioni su misura o comunque estranee ad una visione programmatica. Abbiamo ereditato una situazione molto complessa, e stiamo operando per invertire la rotta e fare della Calabria una Regione virtuosa. Da tecnico non comprendo come si possa fare polemica anche su questo. Noi andiamo avanti, i bilanci li faremo, dati alla mano, a fine anno». (rcz)

A Tirana la Giornata dell’Arberia, Pugliese: Regione definisca Fondazione Arbereshe regionale

Nei giorni scorsi a Tirana, in Albania, si è svolta la Giornata dell’Arberia, organizzata all’interno del programma della Settimana d’Italia in Albania, dedicata alle minoranze arbereshe  (italiani di Albania). In tale occasione, Cataldo Pugliese, promotore di Italia delle Minoranze, si è soffermato sull’importanza che la politica deve dare alla tutela dell’identità arbereshe, patrimonio inestimabile delle bellezze d’Italia. 

«La politica ha la responsabilità morale per il mantenimento e lo sviluppo della comunità arbereshe d’Italia, è un valore distintivo ed unico al mondo. Un attento e accurato percorso di marketing culturale e sociale, diventa oggi più che mai fondamentale  – continua – Pugliese, affinchè rimanga viva la memoria arbereshe in quei 50 comuni italiani che rappresentano delle vere e proprie isole identitarie, d’oriente dentro l’occidente. Quello degli arbereshe è un patrimonio umanitario che affascina tutti coloro che lo scoprono e lo conoscono».

Per Pugliese «è importante che la Regione Calabria si attivi con determinazione per la definizione della Fondazione Arbereshe regionale, e che il Ministero alla Cultura non sottovaluti queste risorse del paese, e sostiene a gran voce le parole di Monsignor Donato Oliverio, vescovo di Lungro, che ci invita a fare rete e tessere relazioni tra tutti gli stakeholder arbereshe di buona volontà, perché l’Arberia tutta venga sempre più conosciuta e apprezzata per il bene turistico e culturale delle nostre comunità, per il bene dell’economia dei nostri borghi, per il futuro dell’Italia del Meridione, per tutte le Minoranze in Italia, per l’Italia intera».

La giornata ha visto protagonisti centinaia di rappresentanti dei paesi arbereshe presenti in tutta l’Italia del Meridione, la Minoranza più longeva al mondo si è esibita nella terra di origine con le proprie tradizioni che conserva orgogliosamente da oltre 600 anni. Di canti e balli tradizionali, con la presenza di rappresentanti istituzionali, Piazza Italia a Tirana si è colorata di emozioni ed entusiasmo per il piacere di tutti i cittadini albanesi presenti. E’ stata l’occasione di scambi culturali tra i due paesi e tra le varie rappresentanze albanofone giunte da tutta Italia.

L’ambasciatore italiano in Albania, Fabrizio Bucci e la ministra Eva Margariti, hanno manifestato apprezzamenti alle varie esibizioni e soprattutto hanno ribadito il plauso a tutto il popolo arbereshe per come orgogliosamente conserva viva la propria memoria, la lingua, gli usi e i costumi. In rappresentanza della diocesi di Lungro era presente con una folta delegazione il Papas Pietro Lanza, che si sofferma sull’importanza di fare di più per la conservazione della lingua inteso come pilastro di tutto il resto, e che tanto si sta prodigando in Calabria  con corsi di alfabetizzazione in tutto il territorio interessato.

La chiesa rimane la colonna portante della conservazione e della valorizzazione di questa affascinante e importante identità.  (rrm)