Pesca sostenibile, le perplessità della Regione sul Piano Ue

«Le previsioni del piano d’azione elaborato dalla Commissione europea per la tutela degli ecosistemi marini e lo sviluppo di una pesca sostenibili non sono del tutto condivisibili e rappresentano, per molti aspetti, un ostacolo insormontabile per le marinerie locali. Per questo auspichiamo che anche attraverso l’impegno del Governo e degli europarlamentari italiani, si arrivi ad un ripensamento che consenta un contemperamento di esigenze diverse».

È quanto afferma l’assessore regionale alla Pesca, Gianluca Gallo, commentando i contenuti dell’iniziativa europea.

«Se appare essenziale garantire una più efficace difesa dell’ecosistema marino – aggiunge Gallo – è altrettanto fondamentale consentire l’attività, in un quadro di regole certe e non cavillose artificiose, delle marinerie, già provate duramente dalla pandemia prima, dal caro carburanti dopo e, più in generale, da un’evoluzione dei mercati e delle norme spesso penalizzante. Avvertiamo il dovere di sostenere chi ha scelto la via del mare, sollecitando perciò l’adozione di misure idonee ad agevolare la ricerca di un giusto equilibrio, non viziato da approcci ideologici, capace di garantire dignità e sostentamento alle marinerie».

Sottoscritto protocollo tra Regione e Unioncamere

È stato sottoscritto, tra l’assessore regionale alle politiche per il lavoro e formazione professionale, Giovanni Calabrese, e il presidente di Unioncamere Calabria, Antonino Tramontana, il protocollo d’intesa per l’attuazione del programma Garanzia occupabilità lavoratori (Gol), con particolare riferimento al sistema della domanda di lavoro.

All’iniziativa, che si è svolta nella sala conferenze di Unioncamere Calabria a Lamezia Terme, hanno preso parte anche il dirigente generale del dipartimento lavoro e welfare, Roberto Cosentino e il dirigente del settore lavoro e welfare Cosimo Cuomo. Presenti, la segretaria generale di Unioncamere Calabria, Erminia Giorno, e Michele Raccuglia di Anpal servizi Calabria.

«Quello che sottoscriviamo oggi è il primo protocollo del genere tra Regione e sistema camerale. L’obiettivo della Regione Calabria – ha evidenziato Calabrese – è di creare una forte sinergia con Unioncamere per contribuire alla diffusione del programma Gol presso le imprese. Pertanto è necessario promuovere insieme azioni mirate e percorsi condivisi per determinare i reali fabbisogni delle imprese, favorendo politiche di sviluppo delle competenze in base alle richieste dal mercato del lavoro».

«In Calabria viviamo un paradosso – ha proseguito – abbiamo tante imprese ma anche un alto numero di disoccupati. Come Regione, attraverso una serie di misure legate alla formazione come, ad esempio, il prossimo bando che sarà rivolto alle aziende turistiche, intendiamo realizzare, di concerto anche col mondo sindacale, un piano straordinario per il lavoro nei settori dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura. Il percorso è avviato. L’obiettivo è di passare dalle politiche passive alle politiche attive del lavoro».

Il presidente Tramontana si è detto certo che «la sinergia strategica tra Regione Calabria e Unioncamere rappresenti una metodologia di lavoro imprescindibile per realizzare la messa in rete delle competenze e l’impiego delle risorse necessarie per garantire la più efficace azione politico-istituzionale a beneficio delle imprese e del territorio».

«Pertanto – ha affermato – il sistema camerale regionale, rappresentato da Unioncamere, ha accolto con favore la sottoscrizione di questo protocollo per l’attuazione del programma Gol che ha la scopo di favorire l’incontro domanda-offerta di lavoro anche attraverso il coinvolgimento del sistema delle imprese nella rilevazione dei trend e dei fabbisogni formativi e professionali di breve, medio e lungo periodo e nella definizione di specifiche analisi dello skill gap esistente». (rcz)

Straface (FI) e Graziano (Azione) contro Tavernise (M5s): «Non sai di cosa parli»

«Abbiamo appreso di una recente iniziativa delle forze di minoranza in Consiglio Regionale in una saletta dell’area urbana di Rossano in cui da parte del consigliere dei cinquestelle Davide Tavernise sono state pronunciate affermazioni sorprendenti».

Queste le parole dei Consiglieri Regionali Pasqualina Straface di Forza Italia e Giuseppe Graziano di Azione in risposta alle affermazioni offensive e prive di qualsivoglia briciolo di verità da parte di Tavernise.

Un intervento completamente fuoriluogo «frutto della memoria selettiva dell’onorevole grillino, il quale dimentica o fa finta di dimenticare che è stato il suo Presidente del Consiglio Conte a inviare qui in Calabria i più improduttivi commissari alla sanità che si siano mai visti, che hanno lasciato nell’immobilismo più totale il comparto e che ci vedono oggi costretti a costanti misure tampone».

«Al tempo stesso – spiegano i Consiglieri – Tavernise fa finta di dimenticare i comunicati stampa in cui offre il suo appoggio al Presidente Occhiuto riconoscendogli il difficile compito di rimettere in piedi il comparto sanitario calabrese, o quelli in cui cerca di rivendicare come proprie tutte le migliorie che giorno dopo giorno questo governo regionale sta mettendo in campo per garantire servizi essenziali alla cittadinanza. Ci ha accusati di essere maggiordomi di Occhiuto, ma a leggere le sue note stampa si potrebbe affermare esattamente il contrario. Probabilmente il consigliere grillino, per dimostrare la sua esistenza politica, è costretto a rivendere come proprio il lavoro fatto da noi, visto che di una sua attività non c’è traccia e la gente non sa neanche chi sia».

«I cittadini invece sanno eccome – concludono i due esponenti della maggioranza di centrodestra in Regione – quanto lavoro stiamo portando avanti e quanti incontri stiamo facendo sui territori per raccogliere le istanze e trasformarle in soluzioni. L’esempio del reparto di Ginecologia dell’Ospedale di Corigliano è lampante di quale sia la differenza fra chi parla al vento e chi invece cerca di risolvere i problemi: grazie alle continue interlocuzioni con il management sanitario e con i vertici regionali, in attesa del nuovo personale medico che non è ancora disponibile per i tempi della burocrazia, siamo riusciti a tenere aperto il reparto e a garantire ai tanti cittadini che ci avevano espresso il loro timore il servizio. Tavernise invece avrebbe preferito la chiusura, per poter tentare di farci campagna elettorale sopra. E qui sta la differenza fra chi come noi lavora per il territorio e chi si limita a qualche comparsata senza produrre niente di utile per la gente». (rcs)

Calabria Excellent: «Acque calabresi ottime per la balneazione»

A seguito dei problemi afferenti alla discarica di Scala Coeli e dei test che accertano che le acque del nostro mare sono “eccellenti per la balneazione” è intervenuto su quanto accaduto l’Ing. Fabio Pugliese, presidente dell’Associazione Calabria Excellent.

«Ciò che è accaduto presso la discarica di Scala Coeli non può non essere considerato un vero e proprio disastro ambientale e, ancor più grave, è il fatto che ancora oggi non si riesce a smaltire il pergolato fuoriuscito e contenuto nell’ex bio-valle del Nicà con il probabile rischio che, in caso di pioggia, si possa avere un aggravamento della situazione» – dichiara il Presidente di Calabria Excellent.

«Sulla discarica – continua Pugliese – al momento c’è una indagine della Magistratura, tant’è che la discarica è stata posta sotto sequestro, e sono all’opera, dal primo momento, le indagini delle autorità inquirenti di cui ho piena fiducia al fine di stabilire le responsabilità sull’accaduto».

«Voglio però sottolineare che al disastro ambientale si è unito – afferma il Presidente Fabio Pugliese – il disastro dovuto all’irresponsabilità di chi, attraverso dichiarazioni pubbliche (e non solo), irresponsabili e dannose per l’interesse generale, non essendo suffragate da dati autorevoli ed inconfutabili elementi di rilievo, non ha esitato a generare allarmismo e confusione».

«Io stesso – va avanti l’Ing. Pugliese – ho lo smartphone pieno di messaggi di ogni tipo da parte di amiche ed amici che già giorni fa, dalle prime ore in cui si è diffusa la notizia di ciò che è accaduto presso la discarica di Scala Coeli, mi chiedevano con viva preoccupazione e disappunto chiarimenti circa l’accaduto con l’intento di poter comprendere se avessero potuto trascorrere l’estate nel nostro territorio dal momento che “il percolato è finito in mare”».

«Questi comportanti – chiosa il Presidente di Calabria Excellent – non aiutano l’interesse generale del territorio ma, ancor di più non aiutano, quanti sostengono la causa ambientalista poiché minano la credibilità di una battaglia che merita, invece, un più alto senso di responsabilità e serietà».

«Confido – conclude il Presidente Pugliese – che al più presto possa essere smaltito il pergolato oggi presente presso la discarica di Scala Coeli e con viva speranza auspico che in futuro su questioni così importanti possa nascere un alto senso di responsabilità da parte di tutti, nessuno escluso». (rcs)

La Calabria al centro del Mediterraneo, aperti i lavori della Commissione intermediterranea con 40 rappresentanti

Si sono aperti oggi i lavori della due giorni dell’Assemblea Generale per la Commissione Intermediterranea, che vede la Calabria ospitare 40 rappresentanti regionali da 8 paesi (Albania, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Marocco e Spagna). L’Italia partecipa con Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto. L’evento pone la Calabria al centro di un’area strategica che rappresenta circa il 10% del Più mondiale, il 20% del traffico marittimo mondiale ed il 30% di quello petrolifero, oltre ad esercitare il 27% dei servizi di linea container.

Nel suo saluto di apertura, la Vicepresidente della Regione Calabria Giusi Princi ha sottolineato il ruolo che la Regione intende svolgere nei prossimi anni per lo sviluppo del Mediterraneo allargato, che con i suoi 550 milioni di abitanti rappresenterà nei prossimi anni uno spazio di opportunità per affrontare alcune delle grandi sfide comuni a tutta l’area: digitale, sostenibilità, competenze e capitale umano, facendo leva su politiche di collaborazione economica, sociale e culturale. In tale contesto, la Vicepresidente Princi ha sottolineato come la Calabria intenda svolgere un ruolo centrale all’interno della macroarea sia di indirizzo che di progettualità a vantaggio di tutti i paesi del Mediterraneo Allargato.

La Regione ospita l’Assemblea forte delle proprie specificità ed eccellenze illustrate oggi: è la quarta regione più giovane del nostro paese (45,7 anni contro i 46,4 della media italiana), è seconda in Italia nel campo dell’imprenditoria giovanile, (6,6% contro la media italiana del 5,6%), seconda nel Sud-Italia e quinta in tutto il paese per quota di consumi energetici coperti da energia e fonti rinnovabili (40,4%). Tra i punti di forza della Regione c’è l’Università della Calabria che è al terzo posto come migliore università tra i grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), al secondo posto per erogazione di borse di studio e al primo per quanto riguarda i servizi di residenza e mensa.

Con 800 km di coste (quarto posto in Italia), la Calabria si posiziona nella top ten delle regioni italiane per incidenza di valore aggiunto, occupati e imprese nell’Economia del Mare sul totale regionale. Il porto di Gioia Tauro è il primo porto italiano di Transhipment, il sesto nel Mediterraneo e l’ottavo in Europa e può diventare un laboratorio di sperimentazioni sostenibili. Gli investimenti infrastrutturali lo hanno reso il primo porto in Italia per indice di connettività nel 2022.

È stato realizzato infatti il primo “fast corridor” del Mezzogiorno che connette Gioia Tauro e l’interporto di Bologna ed è stato firmato un accordo tra la Calabria e Rfi per realizzare un nuovo hub ferroviario. Oggi circa il 40% della merce sbarcata in Italia e proveniente dai paesi extra Ue passa per Gioia Tauro. Tra le eccellenze calabresi anche l’area marina protetta di Isola Capo Rizzuto che è la più vasta d’Italia.

Nella giornata di apertura, il primo panel, ha riguardato “Trasporti e Politiche Marittime Integrate”, nel quale si è discusso di tematiche quali la pesca, la legge sulla tutela della natura, il ripristino delle lagune, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione integrata delle zone costiere.

In relazione alla tutela dell’ambiente sono poi stati inoltre illustrati il Piano d’azione della Carta di Bologna, impegno per una strategia unica di protezione e sviluppo sostenibile delle coste nel Mediterraneo, i risultati del progetto AdriaClim, il progetto Horizon Regions4climat e infine il piano per le “infrastrutture per aumentare la resilienza costiera e l’adattamento ai cambiamenti climatici”.

Nel pomeriggio i lavori sono stati incentrati sullo stato di avanzamento e sulle prospettive della Strategia regionale mediterranea e su opportunità e sinergie dei programmi di cooperazione territoriale con la partecipazione di Maurizio Nicolai, Direttore Generale – Dipartimento Programmazione Unitaria – Regione Calabria.

Uno degli elementi distintivi della giornata di apertura è stata la partecipazione di una delegazione di giovani provenienti dalle regioni del Mediterraneo che hanno discusso di economia del mare e proposto soluzioni concrete su come questa possa avere un impatto sui territori di riferimento e sulle politiche occupazionali giovanili, ad esempio attraverso l’ecoturismo e la valorizzazione del patrimonio culturale. Un contributo tanto più significativo in una regione in cui quasi 1 giovane su 3, nella fascia d’età 15-29 anni, è ancora escluso da percorsi di istruzione, formazione e lavoro.

Sono stati inoltre approfonditi gli aspetti inerenti la creazione di opportunità di lavoro per studenti nella tutela dei litorali e nella protezione della biodiversità costiera, proponendo a tal riguardo un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni giovanili e la loro collaborazione con le istituzioni locali. (rrc)

Il Consorzio olio Igp di Calabria a New York con il ministro, l’assessore regionale ed il direttore dello Spallanzani

Giornate importanti per il Consorzio Olio di Calabria Igp al Summer Fancy Food 2023 in corso di svolgimento a New York. Negli spazi della fiera internazionale è stata allestita una conferenza stampa per illustrare le proprietà salutistiche della dieta mediterranea e dell’Olio di Calabria Igp, insieme al professor Francesco Vaia Direttore Spallanzani, da sempre impegnato nella tutela della salute degli italiani, e all’onorevole Marco Cerreto capogruppo FdI commissione Agricoltura Camera dei Deputati. Nel corso della giornata, nello stand allestito da Regione Calabria, il Presidente del Consorzio Massimino Magliocchi ha ricevuto la visita dell’on. Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e dell’on. Gianluca Gallo, Assessore alle Politiche agricole e Sviluppo Agroalimentare Regione Calabria.

«L’olio, con particolare riferimento all’olio extravergine d’oliva calabrese, è un condimento tipico della cucina mediterranea. L’olio evo è ottenuto per pressione a freddo della polpa delle olive. Questa particolare tecnica consente di conservare tutte le proprietà nutritive alimentari – come vitamine e steroli – e tutti i preziosi principi attivi delle olive più pregiate», hanno ribadito i protagonisti nella Grande Mela.

«L’olio di oliva fa bene al cuore e alla salute in generale, per questo è consigliato generalmente nelle diete. E’ inoltre considerato fra gli alimenti più sani, genuini e gustosi».

Ma qual è la composizione chimica dell’olio extravergine d’oliva calabrese. Cosa lo rende così buono? «L’olio d’oliva (in particolare se extra vergine) ha molteplici proprietà per la salute. Innanzitutto, abbassa il colesterolo: grazie alla presenza di fitosteroli, l’olio d’oliva è in grado di regolare il livello di colesterolo LDL nel sangue aumentando la quantità di colesterolo Hdl, ovvero il colesterolo considerato “buono”. Recenti studi hanno dimostrato una correlazione fra il rischio di tumore e l’olio di oliva, grazie agli acidi grassi monoinsaturi e antiossidanti come i polifenoli, contenuti nell’olio e sostanze ben note per la loro azione antitumorale. L’olio di Oliva è utile anche per prevenire la depressione, infatti secondo alcuni studi, una dieta ricca di acidi grassi insaturi contribuisce a mantenere il buon umore», ha invece voluto far emergere il presidente Massimino Magliocchi.

Piena soddisfazione, dunque. E tanta partecipazione, così come avvenuto negli ultimi tempi, per un prodotto, l’olio, calabrese in ogni goccia. (rcz)

LA SANITÀ “MANIPOLATA” DELLA CALABRIA
CON LA REALTÀ DI TANTE PROMESSE VANE

di ETTORE JORIO – Una “sanità manipolata” sarebbe un bel titolo per un film/documentario di Michael Francis Moore, quel regista eccezionale nel descrivere le contraddizioni, spesso ad effetto invalidante se non “omicidiario”, del sistema politico-sociale che infierisce sui deboli. Manipolata perché va avanti compensando quel tantissimo che manca limitandosi a promettere sempre nuove cose destinate a fare, però, la stessa fine di quelle promesse un tempo e non mantenute. Questa è la fotografia della sanità nel nostro Paese, con punte di manipolazioni eccelse nel Mezzogiorno, destinatario di promesse a fronte di realtà.

Dal sogno del SSN ad una sanità tutta da rifare

Dunque, “una sanità manipolata” è un titolo che ci starebbe tutto in un libro destinato a descrivere dove è finito il welfare assistenziale italiano dopo la grande riforma del 1978, che nella sintesi: ebbe ad introdurre il Servizio sanitario nazionale; a mandare a casa le mutue del discrimine; a dare il via al finanziamento impositivo garante dell’universalismo; a imporre centralità all’assistenza distrettuale, introducendo quella integrata con il sociale.

Da lì in poi, con una folle accelerazione sopravvenuta negli anni duemila, tutto è precipitato, realizzando un sistema assistenziale che si fa fatica a riconoscere come tale: con una assistenza territoriale consegnata all’esclusività della medicina convenzionata, che non ha dato affatto un buona prova di sé nel più recente periodo Covid; con una assistenza intermedia neppure presente sulla carta; con una assistenza ospedaliera che si è difesa bene grazie all’offerta assicurata dai 51 Irccs (21 pubblici e 30 privati) che la collettività fa fatica a distinguerli come tali, infra-sistema ma assolutamente autonomi. Una considerazione critica che ci sta tutta. Nonostante ciò, l’attribuzione economica delle risorse Pnrr in favore del sistema della salute è stata motivata poco e male. Quasi come se fosse di per sé “tutto a posto”. Così non è in tutta la sua evidenza.

Con le “elemosine” non si fanno investimenti e non si cambia nulla

Lo 0,8% è davvero umiliante per una riorganizzazione del territorio che come livello assistenziale è pressoché inesistente, basti pensare alle negatività che ha registrato in due anni di epidemia libera di correre tra i cittadini con i medici di famiglia spesso barricati e di frequente neppure nei loro studi. Certo, questo limite non è stata la regola, dal momento che sono stati in tanti quelli esposti in prima linea a pagare anche con la vita la loro generosa diversità.

Si diceva l’0,8%, una vergogna, pari a 15,63 miliardi di euro, per mettere a terra, tra l’altro, le previsioni strutturali del DM77 – che di certo risulteranno insufficienti (se non inadeguate) a rendersi garanti del difficile risultato anche perché disseminate male in tutto il Paese – da riempire del personale necessario a rendere funzionanti, per l’appunto: Case e Ospedali di comunità nonché Centrali operative territoriali. Quella “mano d’opera” professionale da assicurarsi senza però a tutt’oggi avere programmato, valorizzato e previsto i quattrini occorrenti per fare funzionare ovunque la medicina di prossimità. Non solo. Nessuna previsione per garantire un ingresso dalla porta principale della telemedicina – fatta eccezione per qualche attività preparatoria al naturale business – per favorire la svolta di una tutela della salute collaborata dalla intelligenza artificiale.

Manca del tutto l’idea della nuova spedalità

E’ del tutto mancante il necessario progetto per rivedere la geografia ospedaliera da programmare secondo le nuove dimensioni dell’offerta dopo Covid arricchita della robotica assistita, per l’appunto, dall’intelligenza artificiale, che di per sé necessiterà di finanziamenti a numerosissimi zeri e di formazione adeguata degli operatori ad essa dedicata, nonché di revisioni di Drg oramai inadeguati a coprire i costi di esercizio delle prestazioni robot medico-guidati. Ci vorrà tanto impegno e tante risorse insomma per determinare una offerta di qualità del livello di assistenza ospedaliera da dovere necessariamente riparare rispetto a quella attuale. Quanto a riparazione occorrerà intervenire anche sul sistema ospedaliero-universitario per lo più non riconosciuto come tale ai sensi della normativa vigente dal 1999, che invero avrebbe potuto rintracciare una pronta soluzione a cura del nuovo Ministro capace, come suo primo impegno, di assolvere il peccato originario con una “sanatoria” generale non affatto difficile da perfezionare Sarebbe stato sufficiente fare così come ebbe a fare Monti con il Dpcm del 31 gennaio 2013 (GU n. 55) riguardante AOU. “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona – Scuola Medico Salernitana”

A ben vedere, con un doveroso sforzo in più impiegato nella destinazione delle risorse del Pnrr si sarebbe potuto fare tutto quanto, o quasi. Un percorso garante dell’assistenza da essere poi ovviamente assistito con le disponibilità economiche di mantenimento a regime delle strutture da assicurare al sistema delle aziende per sostenere i nuovi bilanci al lordo delle nuove dimensioni erogative.
Ebbene, no. Chi ha programmato il PNRR ha ritenuto (nella teoria) di cambiare il mondo ma di certo (nella pratica) non quello della tutela della salute delle persone, forse perché ben distante dalle “soddisfazioni” che offre una spesa non facilmente verificabile com’è la sanità, quanto a risultato, nel quotidiano da parte della collettività.

Via le catene politiche dal SSN

Questo è uno degli effetti della manipolazione, che è l’arte primaria della politica, esercitata nell’ambito della tutela della salute facendo passare sempre per prossima la sua esigibilità. Nel frattempo, solo per fare qualche brutto esempio: inadempimenti gravi tali da generare morti colpevoli; diagnosi tanto ritardate da risultare inutili; liste di attesa estenuanti; viaggi della speranza; intimo senso di vergogna dei cittadini più anziani persino di chiedere assistenza al proprio medico; pretesa alle cure messa da parte; ricorso all’assistenza cash come soluzione alla disperazione; vergognosa sottomissione per racimolare un posto letto.

Al riguardo, mi si ripete nella testa una frase proferitami da una esperta di diritti fondamentali. «Il PNRR è stato dirottato verso le cose eco-chic quando sulla sanità sarebbe servito un mega investimento». Ebbene, è stato proprio così.

Alla fine della licenza, avremo come risultato del Pnrr un valore verosimile molto vicino allo zero. Con migliaia (forse) di piccole “chiese” disseminate ovunque (per usare un linguaggio della Meloni che mette in guardia se stessa da non realizzare le solite “cattedrali nel deserto”) che non avranno neppure i guardiani a salvaguardarli dai soliti vandali.

Per riempirle di professionisti e, dunque, per renderle erogatrici di servizi e prestazioni essenziali occorre una rivisitazione del valore in incremento assoluto delle risorse del Pnrr e una precisa volontà politica di accompagno, dimostrativa del convincimento che, attraverso il sistema di finanziamento che sarà introdotto a regime dal federalismo fiscale, metterà tanti soldi dentro per sostenere i bilanci delle aziende con destinazione assunzioni, investimenti in attrezzature (ben diverse da quelle acquisite con la Componente 2 della Missione 6 in gran parte obsolete perché scelte tempo prima). Oltre a questo, ci saranno le reti da rivedere, da creare e da implementare con l’introduzione della tecnologia altamente informatizzata. Insomma, ci vorranno tanti soldi per passare dalla sanità di oggi a quella di domani. Da quella promessa a quella realizzata.

L’impegno sarà arduo ma necessario con l’ingresso della intelligenza artificiale. Sarà come passare dagli amanuensi al computer, dagli incunaboli alla stampa al laser, con a monte tanto bisogno di alta formazione dei professionisti che la utilizzeranno.

La Salute non è materiale politico

Ed è qui che occorre dire basta ad ogni genere di manipolazione intesa a costruire in sanità l’architettura del consenso prescindendo dal risultato godibile. Basta con l’influenzare la sanità supponendo di fare bene senza sapere come. Necessita mettere da parte il condizionamento della sanità al risultato politico. Nell’esercizio della politica, con la sanità è naturale doverci rimettere durante e a fine legislatura. Ed è giusto che sia così. E’ la sua legge naturale, proprio perché la si guarisce con le riforme strutturali che costano e che pesano su addetti e cittadini.

Il rimedio è quello di sapere maneggiare le regole e le risorse nonché di evitare gli inganni contabili che l’hanno distrutta per decenni nelle Regioni commissariate condannate a rimanere compromesse per sempre, con le loro collettività allo spasimo.

Rendere facili e visibili risultati teorici futuri è il peggio che si possa fare nei confronti di chi di cattiva sanità nel frattempo muore. Manovrare perché passi l’idea di pensare le cose giuste evitando di nascondere gli errori di percorso e di pronostico è un errore fatale.

Superare il profondo malessere del disservizio avvertito ovunque dalla popolazione limitandosi a promettere il nuovo che funzioni senza neppure pensare a “riparare”, da subito, l’esistente è equivalente a quella tecnica una volta chiamata “manipolazione delle masse”, che si perfezionava attraverso varie forme di comunicazione funzionali a sedare comunque la comunità in giustificata rivolta. Fare ciò nella tutela della salute significa produrre gli orrori di una guerra soprattutto per i deboli. (ej)

Lo Schiavo interroga Occhiuto per aggiornamento Rete regionale oncologica inattuato

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha presentato una interrogazione, a risposta scritta, al presidente della regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, in merito all’aggiornamento della Rete oncologica regionale inattuato e, in particolare, al potenziamento delle Breast Unit e all’istituzione delle Colon Cancer Unit.

Nello specifico, ha chiesto lo stato di attuazione di quanto previsto dai citati decreti relativamente all’aggiornamento della Rete oncologica regionale.

Sei i quesiti che il consigliere regionale ha posto nella sua interrogazione. Nello specifico si chiede di conoscere: le ragioni del ritardo nell’istituzione delle Colon Cancer Unit, come da Dca n. 84 del 2022; le fasi di attuazione di quanto indicato nel Dca n. 100 del 2020, in particolare per quanto attiene il potenziamento delle Breast Unit; lo stato di attuazione ed il potenziamento presso gli Hub degli screening oncologici collo utero, mammella e colon retto con un programma gestionale unico regionale collegato con l’anagrafica aggiornata al pari delle altre regioni; lo stato di attuazione dei molecolar tumor board specifici in tutti i centri Hub; lo stato di attuazione dei centri con i Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta) per il trattamento delle neoplasie al polmone ed alla prostata; lo stato di attuazione dell’istituzione di un numero verde in contatto con gli Hub e usufruibile dai pazienti, dai medici di medicina generale e dalle strutture sanitarie.

Lo Schiavo ricorda in premessa «che con Ddg n. 16370 del 14/12/2022 è stato costituito il gruppo di lavoro Colon Rectal Cancer Unit della Regione Calabria, successivamente integrato con Ddg n. 17095 del 23/12/2022; uno degli obiettivi sottesi all’istituzione delle Colon Cancer Unit è quello di sviluppare un team di chirurghi, in grado di utilizzare anche l’accesso robotico, oltre a quello laparoscopico, per il trattamento delle patologie dell’apparato digerente, supportato dall’equipe multidisciplinare, e consentire standard di cure in linea con le leggi di indirizzo in tema di sanità in modo tale da garantire ai pazienti un’accurata e tempestiva diagnosi e, ove necessario, una terapia internazionalmente condivisa, aderendo a protocolli validati».

E ancora: «con Dca N. 100/2020 è stata stabilita l’urgenza di definire l’identificazione e il percorso delle Breast Units, che rappresentano una parte importante nella gestione delle pazienti affette da tumori della mammella e per le quali esiste una notevole mobilità passiva, istituendo tre Breast Units, con tre equipe chirurgiche nell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, nell’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini di Catanzaro e nell’Azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza; i dati delle mobilità regionali per patologie oncologiche prevalenti, in particolare tumore al colon e tumore alla mammella, sottolineano l’assoluta necessità di una organizzazione di Rete efficiente con percorsi per la malattia oncologica organizzati e che diano risposte concrete».

Infine Lo Schiavo rileva: «allo stato attuale la Rete oncologica regionale non è pienamente realizzata, per cui i centri oncologici regionali non costituiscono ancora punti di riferimento per molti pazienti, tanto che la mobilità sanitaria per la cura dei tumori continua ad essere tra le più cospicue». (rrc)

Filcams Cgil Calabria contro la Regione sul Turismo: Panico istituzionale

Giuseppe Valentino, Segretario generale Filcams Cgil Calabria, attacca la Regione sulle politiche legate al turismo

«Diciamocelo, in Calabria siamo di fronte ad una situazione di panico istituzionale che non viene affrontata per presunzione o arroganza da chi Governa la nostra Regione – scrive –
Presunzione di avere il consenso dei calabresi, quando i dati elettorali dicono che più della metà degli aventi diritto non ha votato alle elezioni regionali e chi ha vinto ha ottenuto meno di un quarto delle preferenze totali degli elettori.Arroganza, perché si pensa di non aver bisogno di ascoltare le rappresentanze sociali, politiche, territoriali per fare le scelte giuste che servono a far uscire la nostra Calabria dalla situazione di arretratezza e disagio economico e sociale».

«Basta pensare agli appelli inascoltati in prima persona dal Presidente Occhiuto su alcuni temi che la Filcams Cgil Calabria ha posto all’attenzione dello stesso negli ultimi tempi – dice ancora Valentino – Dalla Peste Suina che sta mettendo in ginocchio agricoltori e turismo nel Reggino, ai lavori previsti per la messa in sicurezza della Trasversale “Limina”, passando per i traghetti sequestrati in riva allo Stretto di Messina il Presidente Occhiuto non è riuscito a dare alcuna risposta alle preoccupazioni dei calabresi e della Filcams Cgil Calabria che vorrebbe vedere il settore del Turismo organizzato e governato allo scopo di far crescere la ricchezza e la qualità delle vita di chi lavora e vive in Calabria. Chi Governa può anche pensare che bastino i numeri della propria maggioranza (quando ce li ha) per fare bene; a noi il compito di far sapere a chi “manovra” che sarà chiamato ad assumersi le responsabilità politiche ed istituzionali delle scelte fatte senza confronto, specie quando si rischia di continuare ad impoverire la già fragile economia regionale contribuendo a far scappare i calabresi dalla propria terra». (rcz)

LA NUOVA LEGGE CHE RIFORMA IL LAVORO
CON IL VOTO “BIPARTISAN” IN CONSIGLIO

di FRANCESCO CANGEMI – Dopo più di vent’anni la Calabria ha una nuova riforma regionale sulle politiche del lavoro. Il governo Occhiuto tramuta Calabria Lavoro in Arpal durante l’ultima seduta del consiglio regionale.

La riforma darà un ruolo importante all’Osservatorio del Mercato del lavoro e istituirà una rete regionale dei servizi attivando una unità di intervento in caso di crisi aziendali.

La legge, ha detto la consigliera Pasqualina Straface che ha relazionato in Consiglio sul tema, non mette in liquidazione Calabria Lavoro ma «si opererà in piena continuità e sarà anche l’occasione per dare stabilità ai 370 dipendenti dell’Agenzia provenienti dal precariato storico regionale che saranno assunti con contratto a tempo indeterminato e determinato». «Una riforma – ha aggiunto ancora Straface nel corso della seduta – che era attesa da 22 anni e che mi chiedo perché non sia stata fatta prima».

«Si tratta di una sfida per tutti noi», ha detto nel corso dell’illustrazione della legge, la consigliera Pasqualina Straface di Forza Italia.

In merito alla proposta dalla quale scaturirà la nascita dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, appunto l’Arpal Calabria, dedica grande attenzione al prosciugamento del bacino dei lavoratori del precariato e alla riforma dei Centri per l’impiego «che saranno – ha sottolineato Straface – l’infrastruttura di base per lo sviluppo delle politiche attive del lavoro in Calabria».

«Si torna a casa con la soddisfazione di aver contribuito a fare approvare, dopo 22 anni, la riforma regionale sulle politiche attive del lavoro – dice l’assessore alle Politiche per il lavoro e formazione professionale, Giovanni Calabrese –. Una legge che supera l’ultimo provvedimento normativo che risale al 2001. Con la nuova legge vogliamo, prima di tutto, provare a invertire la rotta, vogliamo creare quelle condizioni normative per avviare un’azione sinergica sul territorio calabrese con l’obiettivo di rimediare alle scelte sbagliate del passato che ci consegnano oggi una situazione quasi drammatica».

«Da domani, con la grande e competente squadra del dipartimento lavoro e formazione – ha aggiunto – inizieremo a costruire un piano strategico e straordinario sul lavoro con l’obiettivo di creare nuova e reale occupazione per i cittadini calabresi evitando costanti fughe fuori Calabria alla ricerca di un posto di lavoro».

«Grazie a chi – ha concluso – con grande impegno mi ha supportato nel costruire questo nuovo e importante progetto di legge approvato oggi con il voto favorevole anche dei consiglieri di opposizione. Oggi un bel giorno per la nostra Calabria».

La proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale sulle “Norme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l’apprendimento permanente” è stata approvata a maggioranza, e con il voto favorevole del Pd.

Dopo l’approvazione il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso ha ringraziato la minoranza per aver permesso l’approvazione di una legge di grande importanza.

«Una bella dimostrazione che quando si parla di interessi comuni – ha detto – ci siete anche voi. Va bene così, a differenza di quando, come avete fatto nella scorsa seduta, avete abbandonato l’aula, senza discutere».

In sede di votazione finale il consigliere dem Ernesto Alecci ha sottolineato il senso di responsabilità del Pd che su una tematica così importante.

«Una legge in alcuni punti abbastanza confusa e contraddittoria», a parere di Alecci mentre Amalia Bruni pur riconoscendo la volontà di un avanzamento legislativo «nella stessa – ha detto – non abbiamo letto un grande futuro di visione», avvertendo sul fatto che nel passaggio da una agenzia, ente pubblico economico a ente pubblico c’è la necessità che siano espletati i concorsi per l’ingresso nella Pubblica amministrazione.

Raffaele Mammoliti, pur annunciando voto favorevole del Pd e la presentazione di alcuni emendamenti, ha definito la proposta «non una vera e propria riforma, ma piuttosto un adeguamento normativo che era necessario fin dal 2015.

La riforma – ha aggiunto Mammoliti – è tutta un’altra sfida, che va riempita di contenuti. L’azione riformatrice la dobbiamo ancora realizzare». Per la maggioranza, Antonio Montuoro, di Fratelli d’Italia, ha definito la proposta in discussione «una svolta importante per la tematica del lavoro in Calabria».

«Una riforma – ha aggiunto – che determinerà importanti prospettive e per le politiche del lavoro compiutamente disciplinate».

Ferdinando Laghi della Lista De Magistris ha annunciato il voto di astensione del suo gruppo. (fc)