Pd Calabria: Agire subito per impedire diffusione del virus della lingua blu

Il Partito Democratico della Calabria, assieme alle rappresentanze degli allevatori e ai sindaci della Provincia di Crotone, hanno chiesto alla Regione  e alle sue Unità veterinarie di affrontare di petto il problema della diffusione della febbre catarrale, la cosiddetta “Lingua blu”, che ha già danneggiato numerosi allevamenti di animali ruminanti».

Per i dem serve, dunque, un intervento immediato «per stoppare bruscamente la circolazione del virus, per proteggere gli allevamenti sani e per risarcire al più presto quelli colpiti dalla malattia. Non c’è altro tempo da perdere, perché bisogna preservare e sostenere il comparto, che è parte significativa dell’economia del territorio. In passato, purtroppo, la lentezza e la disorganizzazione pubbliche hanno causato la diffusione della peste suina e, di recente, anche un preoccupante aumento dei casi di Tbc bovina».

«È proprio questo il momento di prevenire, con misure mirate ed efficaci, un peggioramento della situazione, che potrebbe essere insostenibile per le aziende del settore, già molto provate dall’aumento generale dei prezzi e dalla diminuzione dei loro ricavi. Ci auguriamo che la Regione Calabria – conclude la nota del Pd calabrese – metta al più presto in atto un piano di interventi coordinati e cominci a risarcire gli allevamenti colpiti dalla “Lingua blu”». (rcz)

Succurro (Anci Calabria): Bene quasi 27 mln per ampliamento cimiteri comunali

La presidente di Anci CalabriaRosaria Succurro, ha espresso soddisfazione per i quasi 27 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione che la Regione Calabria ha appena assegnato a 154 Comuni richiedenti, al fine di realizzare l’ampliamento e la messa in sicurezza dei rispettivi cimiteri».

Si tratta di due obiettivi urgenti quanto indispensabili», ha sottolineato la presidente Succurro, spiegando «come noto, oggi i Comuni non hanno risorse interne per avviare lavori del genere, volti a garantire a tutti i cittadini dignità, servizi essenziali ed eguaglianza nei diritti. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha ascoltato le nostre richieste e mostrato nel merito sensibilità, attenzione e prontezza. C’era l’esigenza, fortemente sentita nei territori, di interventi strutturali importanti nei cimiteri comunali, che da qui in avanti potranno avere corso».

«Grazie anche ai dirigenti Claudio Moroni e Francesco Tarsia, del dipartimento regionale Lavori pubblici, per la disponibilità costante che hanno manifestato – ha proseguito Succurro – nei confronti dei Comuni, posti nelle migliori condizioni per la completa presentazione dei singoli progetti. È un esempio, da evidenziare, di collaborazione istituzionale nell’interesse dei cittadini».

«Finalmente, è stata avviata una soluzione concreta che –  ha concluso la presidente dell’Anci Calabria – come sindaci attendevamo da tempo e che soddisfa in primo luogo le nostre comunità». (rcz)

Il Pd: In Calabria non avremo più la prevista riqualificazione sismica degli ospedali

«Vergogna, in Calabria non avremo più la prevista riqualificazione sismica degli ospedali: il governo nazionale e quello regionale hanno levato le risorse del Pnrr e le altre al riguardo disponibili». È quanto ha denunciato del Partito Democratico della Calabria, definendolo «uno scippo gravissimo e ingiustificabile, che conferma  l’avversione del governo Meloni verso la Calabria e la sudditanza del governo Occhiuto, zitto, immobile e complice davanti alla continua sottrazione di finanziamenti destinati alla nostra sanità pubblica e alle altre priorità».

«I notabili del centrodestra parlano – hanno osservato i dem – di rilancio della sanità calabrese, di miglioramento dei servizi e di inversione della tendenza. I fatti, però, dimostrano ogni volta le loro bugie clamorose. L’unica verità è che, con l’autonomia differenziata e con i tagli imposti, il centrodestra determinerà l’agonia della sanità pubblica calabrese, con la conseguente impennata dell’emigrazione sanitaria verso le strutture del Settentrione e con ulteriori trasferimenti di residenza in altre regioni».

«Il centrodestra considera la Calabria un serbatoio di voti. La regione sarà invece determinante – hanno concluso i dem calabresi – per il riscatto dell’intero Mezzogiorno, che merita profondo rispetto e gli stessi diritti e servizi essenziali presenti nel Nord». (rcz)

Sanità, Regione: Nessuna riduzione ex guardie mediche

«In Calabria non ci sarà alcuna riduzione delle ex guardie mediche senza che prima non verranno attivati i nuovi presidi e i nuovi strumenti di assistenza territoriale che andranno a sostituire gradualmente le strutture che attualmente si occupano di continuità assistenziale». È quanto ha ribadito in una nota il Dipartimento tutela della salute e servizi socio-sanitari della Regione Calabria, ricordando come «l’accordo  struttura commissariale – recepisce quanto contenuto nell’Accordo Collettivo Nazionale (Acn)» che, «per quanto concerne la continuità assistenziale (ex guardia medica) l’Acn prevede 1 medico ogni 5.000 abitanti».

«Poiché il servizio di continuità assistenziale può essere garantito – ai sensi della vigente normativa – dalla presenza in servizio di 4 medici, appare evidente che una postazione di continuità assistenziale corrisponderà a 20.000 abitanti: pertanto in Calabria se ne dovranno prevedere circa 100 – prosegue la nota –. Questa tipologia di organizzazione della continuità assistenziale è attiva già in tutta Italia».

«In Calabria, a causa delle storiche carenze della rete territoriale che non è riuscita ad assicurare servizi sanitari in modo capillare ed adeguato su tutto il territorio regionale – si legge nella nota del Dipartimento – non si può ancora procedere in modo spedito ad una revisione della continuità assistenziale».

«Per tali motivi – conclude la nota – nella nostra Regione questo processo riorganizzativo fa parte di una più ampia programmazione dell’intera rete territoriale che prevede, tra l’altro, l’attivazione di Aggregazioni Funzionali Territoriali di Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera scelta su tutto il territorio regionale, l’attivazione delle Centrali Operative Territoriali (due sono già state attivate), la realizzazione delle Case di Comunità, l’ultimazione della rete emergenza 118 ed infine l’attivazione del numero unico di continuità assistenziale 116117. L’Air prevede inoltre una particolare forma di tutela per i Comuni disagiati». (rcz)

 

 

La sindaca di Isola C.R. in Regione: Serve soluzione immediata per emergenza idrica

La sindaca di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, si è recata in Regione per chiedere una soluzione immediata per l’emergenza idrica, «considerando che come noto, la gestione delle reti idriche non è di competenza del Comune, ma delle società che operano per conto della Regione Calabria».

All’incontro, chiesto con urgenza dal primo cittadino, erano presenti i rappresentanti delle società A2A, Sorical e del Consorzio di Bonifica, insieme ai tecnici e responsabili regionali, oltre alla Prefettura di Crotone. 

Durante l’incontro, il Consorzio di Bonifica ha illustrato alcune indagini condotte nei giorni precedenti e che hanno portato alla scoperta e alla chiusura di diversi allacci abusivi, che ostacolavano l’afflusso di acqua al potabilizzatore di Isola Capo Rizzuto. Inoltre, è stato incrementato il rilascio di acqua per il territorio, con la promessa che l’acqua dovrebbe già arrivare nelle abitazioni entro la serata di venerdì (oggi).  

Il sindaco ha dichiarato in modo fermo che, se la situazione non dovesse risolversi a breve, potrebbero essere organizzate azioni di protesta eclatanti da parte degli amministratori, con il coinvolgimento attivo dei cittadini. (rkr)

Lo Schiavo e Mammoliti: Basta inerzia, la Regione s’attivi per il Sistema Bibliotecario Vibonese

Per i consiglieri regionali Raffaele Mammoliti e Antonio Lo Schiavo è tempo che «la Giunta regionale si scuotauna volta per tutte dall’inerzia di questi mesi, prenda posizione e si attivi, così come previsto dalla mozione sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, per trovare una soluzione che scongiuri la scomparsa del Sistema Bibliotecario Vibonese, uno dei principali presidi culturali della nostra regione».

Per questo hanno presentato una interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo «quali urgenti interventi si intendono adottare per scongiurare nell’immediatezza la chiusura del Sistema bibliotecario vibonese», all’indomani dell’iniziativa con cui volontarie e dipendenti del Sistema bibliotecario vibonese hanno acceso i riflettori sulla grave condizione dell’Ente culturale che ha ormai, di fatto, chiuso i battenti.

Nella premessa dell’interrogazione, i consiglieri regionali ricordano che «da diversi anni, il Sistema bibliotecario vibonese versa in una crisi finanziaria strutturale, avendo una situazione debitoria al 31 dicembre 2023 di 686.206,11 euro, a fronte di crediti per 148.604,20 euro».

Mammoliti e Lo Schiavo ricordano, inoltre, la precedente iniziativa che li ha visti promotori di una mozione che il Consiglio regionale, nella seduta del 12 marzo 2024, «ha discusso ed approvato all’unanimità» e che impegnava la Giunta regionale «ad individuare la soluzione giuridico-amministrativa maggiormente idonea a rifondare il Sistema bibliotecario vibonese,predisponendo gli atti necessari per la sua trasformazione nella veste giuridica più confacente al rilancio dell’Ente. Nonostante il lasso di tempo trascorso dall’approvazione della richiamata mozione – sottolineano ancora i due esponenti dell’opposizione -, il Sistema bibliotecario vibonese si avvia verso la chiusura definitiva in quanto, nonostante l’impegno e lo spirito di abnegazione dell’unico dipendente e di alcuni volontari, non ha più risorse per far fronte alle spese di gestione al punto tale che è intervenuto il distacco delle utenze per morosità». (rvv)

Lunedì in Cittadella regionale la visita del Capo della Prociv Ciciliano

Lunedì 2 settembre il capo del Dipartimento di Protezione Civile, Fabio Ciciliano, farà visita in Calabria per un importante momento di confronto con il Sistema regionale di Protezione Civile.

La giornata sarà scandita da alcuni incontri tecnici e istituzionali, che vedranno il loro inizio presso il Polo Logistico di Germaneto, alle ore 10, dove il capo Dipartimento, accompagnato dal dg Domenico Costarella, incontrerà i dirigenti ed i funzionari regionali.

Successivamente, alle ore 11, nella Sala Verde della Cittadella regionale, si terrà un confronto con il volontariato calabrese di Protezione Civile, che rappresenta una risorsa essenziale del sistema.

Al termine, vi sarà l’incontro con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il consulente della presidenza in materia di Protezione Civile, Agostino Miozzo, e i prefetti della Regione, al fine di fare il punto sulle principali tematiche di Protezione Civile che riguardano il territorio calabrese.

La visita si concluderà, alle ore 12.30, con un sopralluogo presso la Control Room dell’operazione “Tolleranza Zero”, in modo da condividere con il nuovo capo Dipartimento le innovazioni tecnologiche che la Calabria ha messo in campo nel monitoraggio del territorio e nelle attività di deterrenza per gli incendi e per l’inquinamento ambientale.

Al termine della visita è previsto un punto stampa, nella Control Room della Cittadella regionale, del capo del Dipartimento di Protezione Civile, Fabio Ciciliano e del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. (rcz)

In Cittadella si presenta il Vinitaly and the city – Calabria in Wine

Domani mattina, alle 10.30, in Cittadella regionale, sarà presentato il Vinitaly and the city – Calabria in wine, che si svolgerà da venerdì 30 agosto a domenica 1° settembre, nel Parco Archeologico di Sibari.

Modera l’incontro il giornalista Paolo Massobrio. Introdurrà i lavori l’assessore alle politiche agricole della Regione Calabria, Gianluca Gallo. Interverranno Fulvia Caligiuri, Commissario Arsac; Filippo Demma, direttore del Parco Archeologico di Sibari e Gianni Bruno, Exhibition Manager di Vinitaly. La conferenza stampa sarà conclusa dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Saranno presenti, il Presidente di Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro, il direttore generale di Calabria Verde, Giuseppe Oliva, il commissario del Consorzio di Bonifica della Calabria, Giacomo Giovinazzo, ed il sindaco di Cassano allo Jonio, Gianni Papasso.

Soddisfazione, per l’evento, è stata espressa dal presidente di Agrocepi Calabria e Vicepresidente Nazionale della federazione dell’agroalimentare Agrocepi, Cristian Raoul Vocaturi: «Grazie a questo evento si riesce a collegare i tre settori principali per il villaggio dell’economia calabrese, certi del valore e della qualità della kermesse dedicata al vino che si terrà, tra le altre cose, in un luogo simbolo di cultura e bellezza della nostra terra».

Il Parco Archeologico di Sibari, infatti, ospiterà otto  “collettive” con leader nella comunicazione del vino: Gambero Rosso, Le Donne del Vino, Radici del sud, Merano Wine Festival e, tra “le collettive territoriali”, ci sarà Pescara Abruzzo Wine e aziende importanti per la produzione del prosecco. Parteciperanno, inoltre, anche due stand internazionali: Wine Vision by Open Balkan con vini provenienti da Macedonia, Albania e Serbia e il Concours Mondial de Bruxelles.

All’interno del Parco archeologico di Sibari, inoltre, è prevista anche una area denominata Isola della Biodiversità, dove, in contemporanea con gli altri incontri, si terranno dei laboratori, organizzati dall’Arsac, e presentazione di libri.

«Dobbiamo investire sempre di più in turismo, cultura ed agroalimentare. La Biodiversità della nostra Regione – ha concluso Vocaturi – va tutelata in maniera incisiva ed efficace, la Calabria è ricca di potenziali, ed anche in questo caso l’assessore Gallo si sta spendendo con continuità per promuovere in tutto il mondo in nostri prodotti bio».

LA BEFFA DEL BERGAMOTTO “SICILIANO”
REGGIO TUTELI LA SUA UNICITÀ MONDIALE

di SANTO STRATI – Siamo alle comiche finali: mentre si aspetta che la Regione porti a risultato l’operazione Dop per il Bergamotto di Reggio Calabria (avendo bocciato l’istanza di IGP (Indicazione geografica protetta) e che ristori i danni agli bergamotticoltori reggini per i danni del maltempo e della siccità, ecco che dalla Sicilia parte una grande campagna-beffa che svilisce e mortifica ogni tutela fin qui tentata.

La storia è nota: il Bergamotto non è “di Calabria” né tantomeno “siciliano” perché solo nella fascia vocata che va da Villa San Giovanni a Monasterace  crescono i frutti che sono il non plus ultra del benessere (per le proprietà nutraceutiche certificate da scienziati di prim’ordine). I vari tentativi di imitazione nel territorio siciliano e anche nel Cosentino sono stati penalizzati da un risultato che beffa i consumatori e i coltivatori: la qualità è scarsa e il frutto coltivato al di fuori del territorio reggino risulta privo di tutte le caratteristiche organolettiche che ne hanno fatto e continuano a fare non una tipicità locale, bensì un’unicità mondiale.

La campagna per la tutela del Bergamotto di Reggio Calabria e del suo marchio (con tanto di nome e cognome) condotta per anni dal prof. Pasquale Amato è riuscita persino a far modificare le etichette di prodotti alimentari e specialità gastronomiche dove veniva indicato genericamente (ingannando l’utilizzatore finale) “bergamotto”.

Adesso, siamo da capo a dodici, come si dice: l’offensiva disinvolta dei siciliani (che vendono persino le pianticelle) e l’utilizzo improprio del termine generico “bergamotto” rischiano di far tornare indietro di anni la comunità produttiva reggina che si vede così non solo “derubata” di un marchio  distintivo e univoco, ma persino danneggiata nella distribuzione dell’agrume “principe” e dei suoi derivati. La cui esportazione, per intenderci, copre i grandi numeri dell’intera regione.

Reggio deve insorgere e tutelare a spada tratta la sua unicità mondiale, ma avrà bisogno di avere a fianco tutte le istituzioni, a partire dalla Regione, dalla Camera di Commercio, dal Consorzio, e via discorrendo. Occorre un’accelerazione al processo di estensione della DOP (che già esiste per l’essenza) a tutto il comparto produttivo. Oltre a un’azione di rivalsa e di diffida nei confronti di chiunque tenti di “svalutare” il marchio “di Reggio Calabria”, quasi che si trattasse di una varietà agrumicola ottenuta al pari di altre specialità tentate (con successo, c’è da dire) dai produttori siciliani e dell’Alto Cosentino.

Il Comitato per il Bergamotto di Reggio Calabria, presieduto dal prof. Pasquale Amato, apprezzato storico e docente universitario reggino si è già attivato per studiare le iniziative necessarie per la tutela del marchio, a difesa del “principe mondiale degli agrumi”: è opportuno che l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e tutti gli attori reggini trovino una corale intesa per evitare un ulteriore e insanabile “rapina” nei confronti di Reggio e della Calabria tutta. Il bergamotto di Reggio Calabria va difeso e tutelato, senza alcun compromesso e l’estensione della DOP sarà il punto di partenza per una controffensiva seria contro le “imitazioni”.  (s)

LA VARIA PATRIMONIO UNESCO, RISCHIA
DI DIVENTARE UNA FESTA DA STRAPAESE

di SANTO STRATI – Alcuni calabresi sparsi in varie località del mondo mi hanno scritto chiedendo notizie della “festa di Palmi, quella della Madonna” che si tiene ad agosto… Non ricordavano che si chiamasse Varia e non sapevano dove cercare informazioni: quale più evidente segnale che la grande festa della Devozione, patrimonio immateriale dell’Umanità per l’Unesco, non trova la dovuta promozione, adeguata al valore simbolico che l’evento stesso rappresenta.

Al contrario della festa di Santa Rosa a Viterbo (altro patrimonio Unesco unitamente alla Discesa dei Candelieri di Sassari) che riesce ad avere un’eco mondiale. Ma il confronto non regge: la Varia è tutt’altra cosa, è una rappresentazione di sapore rinascimentale che utilizza persone vere (l’animella, il Padreterno, gli angeli, etc), ovvero figuranti reali che danno un particolare senso alla devozione popolare.

La Varia, originariamente era un evento a cadenza triennale o quadriennale, poi lo scorso anno il sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio – sembrerebbe senTIza consultare nessuno – ha deciso che ci sarebbe stata anche quest’anno. Nulla di che, anzi un appuntamento aggiuntivo con la Fede e l’impegno appassionato dei mbuttaturi e di quanti, in un modo o nell’altro, collaborano alla realizzazione di questo meraviglioso evento che ha caratteristiche di unicità mondiali.

Solo che, pur avendo ricevuto sostanziosi contributi da Reggio e Città Metropolitana, la Città di Palmi sta facendo di tutto per trasformare un evento popolare di respiro mondiale in una modestissima festa strapaesana, di cui non importa nulla ad alcuno.

Tutto ciò è inaccettabile. Non ci interessa sapere l’ammontare dei debiti che la Fondazione ha accumulato (probabilmente più per eventi legati all’Estate Palmese, che alla Varia) perché, nel caso riguarda la magistratura, ma non si può vedere ridotta in una festa paesana una tradizione ricca di storia e di grande suggestione turistico-culturale.

Con il rischio di vedersi ritirare la qualifica Unesco (possibile, ove non vengano rispettati i requisiti prestabiliti nel 2013 dall’apposita Commissione) e togliere ai calabresi un vanto che riempie dì orgoglio non solo i palmesi bensì tutta la regione.

Ebbene, la sensazione che di Varia quest’anno si parlasse poco o niente, che avevo avvertito, è divenuta rapidamente realtà: qualche breve notizia nei quotidiani locali (nelle pagine provinciali, nemmeno regionali), vuoto assoluto nei media nazionali e persino sui social. Frutto evidente di una mancata programmazione e dell’assenza dei più elementari principi di marketing territoriale.

Intendiamoci, non è solo sulla Varia che la Calabria, intesa come Regione, toppa clamorosamente nella promozione e nella comunicazione. Abbiamo esempi in quantità industriale che non val la pena nemmeno di citare, tanto sono evidenti i modestissimi risultati ottenuti in termini di attrazione turistica e culturale. Il sospetto è che in Regione abbiamo a che fare con dilettanti allo sbaraglio che trovano, con grande abilità contabile, i fondi necessari per far realizzare eventi e manifestazioni, ma poi scivolano sulla necessaria azione promozionale da attuare sulle stesse.

In poche parole, non puoi organizzare un evento e poi trascurare di farlo sapere in giro. Il tam-tam va bene per la presentazione di un libro o un convegno di giuristi o professionisti e quello che sia, ma di fronte a eventi della portata della Varia è impensabile non studiare un piano di comunicazione efficace e foriero di grandi risultati.

Nel caso specifico, quest’anno, hanno giocato contro alcune scelte poco felici dell’Amministrazione, ma si può giustificare l’inezia con cui è stata affrontata un’edizione – fuori calendario della tradizione – calpestando un minimo di buon senso e riducendo il tutto a una festa di piazza, bellissima quanto volete, ma molto vicina a una giornata da strapaese di cui non rimarrà traccia.

Eppure la Varia ha una storia antica e sorprendentemente suggestiva, ricca di valori che partono

dalla fede e dalla devozione e finiscono all’idea di una comunità praticante, impegnata in mille modi diversi alla riuscita dell’evento.

Il marketing territoriale è una spina nel fianco della Regione e si continua a perdere occasioni e opportunità di valorizzazione di territori, luoghi, eventi e personaggi che hanno dato e danno lustro alla Calabria. Abbiamo decine e decine di testimonial del passato su cui costruire una narrazione di cultura unica e inimitabile, ma in Regione si dimenticano di ricorrenze, anniversari e occasioni, mentre sono attenti alle feste in costume medievale (ottima iniziativa, per carità) o alle rassegne e festival di tarantella e peperoncino, che sono pur sempre – diciamo – marcatori identitari di questa terra. Ma non è con la festa della ‘ndujia che si può creare attrazione culturale, sostenere e alimentare, per esempio, il turismo religioso (trascuratissimo in Calabria), attivare nuovi interessi su una vastissima platea di potenziali visitatori.

I numeri del mese di agosto del Museo dei Bronzi, peraltro, indicano chiaramente che c’è un forte afflusso di “forestieri” che amano scoprire la millenaria civiltà magnogreca e i due capolavori restituiti dal mare. Ulteriori segnali positivi sono venuti da altri siti archeologici di un certo interesse, ma la trascuranza che l’Ente Regione dedica all’enorme patrimonio archeologico della Calabria sfiora l’orrore. Non si può tollerare che, nonostante la ricchezza artistica, culturale – oltre a quella paesaggistica e ambientale –, i numeri del turismo calabrese siano modestissimi. La narrazione “turistico-culturale” della Calabria va completamente ripensata e non si può improvvisare (come è stato fatto fino ad oggi). Non ci sono giustificazioni – e il caso della Varia 2024 parla da solo – a coprire la mancanza di visione e presumibilmente l’enorme incompetenza di chi deve decidere sulle iniziative necessarie per promuovere eventi e manifestazioni.

È facile riempire le piazze con concerti gratuiti (pagati da noi contribuenti) con nomi di grido: ma cosa portano in termini di promozione turistica? Forse zero.

Palmi, con la sua tradizione e la sua macchina a spalla “animata”dovrebbe avere servizi televisivi in tutto il mondo, pagine di quotidiani nazionali e internazionali, potrebbe richiamare una grande affluenza di pubblico (che ci sarà comunque, ma ristretta agli ambiti della provincia), che a sua volta avrebbe fatto da testimonial di una Calabria non solo accogliente e straordinariamente bella, ma anche ricca di suggestioni uniche come la Varia. (s)